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ThePinkRays



Last Updated: 11/18/2009

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Friday, December 19, 2008 
Friday, November 21, 2008 

BLOW UP FEBBRAIO '08 No. 117: "..E' una bella pagina di indie pop di vocazione internazionale questo esordio sulla lunga durata del quartetto milanese...brani solidi e sentiti, energia, perizia strumentale e sopratutto , pur nella riconoscibilità dei modelii, un bel margine di imprevedibilità, che rende l'ascolto non solo piacevole, ma decisamente coinvolgente.
La partenza è al fulmicotone: il furore elettrico, tribale e post punk di NEVER KISS A DRUNK GIRL. Fantasmi di Theatre Of Hate sposano hooliganismi Maximo Park, guidati da flash percussivi e basso pulsante.
Poi il romanticismo lirico e ripiegato di A LETTER TO MY FRIEND dice ancora la sua. Caspita se ci sanno fare: un singolone coi fiocchi, come sembrava impossibile se ne potessero ascoltare da parte di un gruppo italiano...
I suoni, curati da Nicola Guiducci, sono perfetti, trascinanti, sagomati, il cantato incisivo e d'attacco, le parole intrise di spleen metropolitano.
SAY NO richiama in causa influenze 80's, ma sempre contaminate di un coinvolgente vitalismo british indie; a
nche il vigore très Cowboys International e Psychedelic Furs, ma rimescolato Interpol, Strokes e Killers di MODERN LIFE è una freccia all'arco.
SONG AGAINST G., fa da apice della raccolta ed è forse l'indicazione sul futuro del gruppo. Perchè qui l'assalto si fa più furioso e stringente, cresceil grido, l'urgenza punk è primitiva e pressante.
Il vigoroso stop & go di WE DON'T KNOW ANYTHING ABOUT LOVE è pure un colpo al cuore di cui dire "avercene": anche prima che il pezzo monti in una meraviglia di liquido bridge, per chiudere poi nel finalone con chitarra solista tra psichedelia e Stooges.
Il lirismo passionale di SLACKERS ARE NOT DEAD coglie nel segno dove i Bloc Party più recenti hanno fallito ed è forte di disperazione e magnetismo, gli stessi che, in una veste più ironica e inarcata, animano di confidenzialità indie la conclusiva TEENAGER AGAIN, anch'essa nobilitata da un cantato da manuale.
Un disco di cui possono e possiamo andare fieri. (8)"

ROCKERILLA 15 MARZO/15 APRILE 2008
"Claustrofobia metropolitana squarciata da lampi di melodia. L'esordio del quartetto milanese arriva come un fulmine a ciel sereno nel panorama indie italiano. Canzoni nervose, ballabili, totalmente figlie dell'Inghilterra post- punk.  
Un cantato ineccepibile dal punto di vista della pronuncia e della resa vocale, ritmi nevrotici tra new wave e post punk e riferimenti in Maximo Park, Joy Division, The Smiths e Strokes, Ballate essenziali dove la melodia malinconica sale in cattedra ("A LETTER TO MY FRIEND") esplosioni funk-punk ("NEVER KISS A DRUNK GIRL") e pezzi che prendono al primo frenetico auscolto ("MODERN LIFE" "SONG AGAINST G." e "PREFER ANOTHER ME").
Questo disco è in una parola internazionale. Da tenere sotto stretta osservazione."


BEAT MAGAZINE No 26 MARZO 2008: "Indie DIY all'italiana? Come no...Partiamo dalla voce, Enrico ci sta dentro voce roca ma graffiante...direi che "Songs know everything about love" ne sa qualcosa in più, non solo sull'amore! L'album sui passi degli Stooges dei Velvet Underground e dei Gang of Four suona molto bene - variegate stanze ritmiche affiancano a del pop, funk, rock e perchè no, pure punk. NEVER KISS A DRUNK GIRL e MODERN LIFE - memorabile la prima per il riff di chitarra condito dal Whammy e profonda la seconda- confermano la maturità della band.
Suono Milanese da esportazione.. (8)"



RUMORE No 194 MARZO 2008: "..Il risultato non poteva che essere di alto livello, s'intuisce già dalla raffinata copertina. Canzoni che ondeggiano tra la new wave più malinconica e shizoide, come Velevet Underground, Joy Division e Devo, ed il punk/proto-punk americano più minimale ed aggressivo degli X e dei Telvision.
Le 12 tracce sono ben disposte, suoni puliti e azzeccati e una pronuncia impeccabile saltano subito all'orecchio. Su tutte SAY NO, WE DON'T KNOW ANYTHING ABOUT LOVE, SONG AGAINST G., BABY STAR...
trovate un'altra band italiana uguale a loro! (7)"



WWW.INDIE-ROCK.IT:"Con 'Songs Know Everything About Love' i Pink Rays sono riusciti a raggiungere due obiettivi non di poco conto: 1) mettere a tacere le accuse di 'derivatività' mosse alla loro precedente uscita discografica, l'EP 'Flirts', e mostrare a petto gonfio cuore, muscoli, e uno stile del tutto personale, dove grinta, romanticismo, adrenalina e accessibilità sono efficacemente coniugati insieme. 2) realizzare un album di canzoni indie-rock mai banale e che riesce a crescere ascolto dopo ascolto. A questo, aggiungiamo la bravura di Enrico nell'interpretare vocalmente i suoi pezzi, a trasmettere stati d'animo con un cantato non stereotipato e con testi che raccontano con grande fedeltà ciò che può accadere a dei giovani uomini nelle nottate disco-rock milanesi.(8)"

WWW.MUSICBOOM.IT : 

"Dell'amore ed in generale delle sensazioni che lasciano le situazioni della vita, la musica ne ha parlato in tutte le salse. Non mi viene però in mente un disco che, come questo esordio dei milanesi Pink Rays, incentri molte delle sue storie sulle dinamiche sottese all'assidua frequentazione dei club.
Come se queste dinamiche non fossero complesse come quelle di altri ambienti considerati meno superficiali, come se esse non possano portare a vivere gioie altrettanto profonde e sofferenze altrettanto terribili, come se, solo perché la maggioranza delle persone è lì per presenzialismo e perché il vuoto delle loro vite li spinge a seguire le mode dominanti, non possa esserci una minoranza di frequentatori dei club dotata di personalità, cervello e cuore. Il primo applauso, quindi, va all'autore dei testi di questo disco, ovvero il frontman Enrico De Candia, per aver messo a nudo un contesto emotivo che può essere quasi considerato come un inconscio tabù soltanto per colpa di altrettanto inconsci convenzionalismi. Poi, certamente, è importante parlare dell'aspetto strettamente musicale del disco, e da questo punto di vista si può parlare di passo avanti rispetto all'ep Flirts, che già aveva favorevolmente impressionato. Perché se nell'ep  si potevano trovare influenze molto marcate da parte dell'indie rock da dancefloor (appunto), qui di certo la band non si è staccata completamente dai suoi modelli (Strokes in primis), ma si può tranquillamente affermare che siamo passati da gruppo che sembra gli Strokes, o i Bloc Party, a gruppo che propone determinate sonorità senza essere uguale a qualcuno in particolare.
Le due canzoni che erano presenti già nell'ep, infatti, godono ora di una rinnovata produzione meno patinata e proprio per questo più adatta a corroborare il tasso di genuinità: soprattutto Never Kiss A Drunk Girl è migliorata del duecento per cento. A tutto il disco, comunque, può essere riconosciuto il pregio di un suono caldo e trascinante, così che sia la maggioranza di melodie catchy che la minoranza di momenti un po'più rumoristici (vedi in particolare Song Against G.) appaiano sempre e comunque provenienti dal cuore.
Una chitarra che alterna sapientemente un suono più graffiante ed un altro più rotondo, ed una sezione ritmica che sa portare un tocco di fantasia quando serve sono le rampe di lancio ideali per scatenare tutto i potenziale di strofe killer (su tutte quella di Say No) e di ritornelli azzeccatissimi, e l'espressività della voce rappresenta un altro tassello fondamentale per argomentare al meglio il concetto espresso in apertura di recensione. Se poi vogliamo dire che i Pink Rays non hanno inventato niente, diciamolo pure, ma ogni tanto è giusto ritenere questo un particolare non del tutto rilevante. Ogni tanto al rock, non solo quello cosiddetto indie, basta essere verace e spontaneo per entrare nella pancia e nel cuore di chi ascolta. (4/5)"

WWW.TROUBLEZINE.IT :

"E bravi i nostrani Pink Rays!

Un bell'album non c'è che dire, questo nuovo "Songs know everything about love"..ci è piaciuto fin dal primo ascolto.

Viene voglia di canticchiare le canzoni orecchiabilissime e catchy che rimangono addosso subito dopo il primo incontro vis-à-vis. Le dodici tracce di  "Songs Know Everything About Love" suonano calde e piene di energia genuina con ritornelli accattivanti e passaggi vocali graffianti. Come mi è capitato di leggere in rete bisogna ammettere però che non siamo di fronte a un fenomeno nuovo e fresco: chiari sono gli intenti dei 4 di appartenere ad una scena indie extra-italiana. Chi potrebbe negare di notare richiami e citazioni ai cari e geniali Arctic Monkeys o agli Strokes?

Poco importa, tutti ormai sono cloni di qualcun'altro, o quasi. E' normale ascoltare qualcosa che ricordi qualcos'altro, è un fatto all'ordine del giorno ormai. Il progetto Pink Rays in toto è condotto dalla voce stupenda e un pochino new-wave (che è forse il punto di forza dei Pink Rays) che fa da filo conduttore attraverso i vari brani del disco di Enrico (ex Sotto Pressione). Addirittura il brano Slackers Are Not Dead ci ricorda un cantanto quasi Palumbiano, che solo i veri fan dell'artista riconosceranno. (Si tratta di similitudini piuttosto chiare ed effettive, però sempre di Signore similitudini parliamo.) La registrazione è penalizzante in questo caso perchè la voce in primo piano seppure trascinante ed espressiva, nasconde e mette in ombra la chitarra che forse poteva essere curata maggiormente in fase di post-produzione.  Ci sono piaciute parecchio le lyrics: divertenti e leggere che davvero parlano di gioie/dolori amori/dissapori sulla "pista da ballo". Infatti i Pink Rays non sono estranei alla scena hip&chic del clubbing milanese e questo aspetto di vita vissuta non fa altro che sfociare in musica.

Mi è piaciuto che i "Raggi Rosa" siano sinceri e diretti, che la loro musica parli d'amore, senza sovrastrutture e voglia di risultare alternativi a tutti i costi, parole e musica schietti che arrivano dritto all'orecchio e al cuore di chi ha voglia di ascoltare.Il tutto scorre piuttosto fluido e senza intoppi, godibile e piacevole, voce e melodie si fondono bene e quando si è arrivati all'ultima traccia viene voglia di fare ripartire da capo il cd.

Un definitiva un buon disco che possiamo considerare uno dei migliori album indie italiani ascoltati di recente."

 

WWW.KALPORZ.COM:

 

Bello il titolo che questa band (un quartetto) di Milano ha scelto per il suo full lenght di debutto, marchiato Angle Records. Esponenti di spicco di quella nuova .. di bands indie germogliate nel sottobosco milanese all'ombra di locali come Plastic o Racket (si pesi ai Merci Miss Monroe o, volendo, anche agli Hot Gossip), questi Pink Rays assecondano e perseguono una vocazione marcatamente internazionale per la propria musica. Il che vuol dire cantato in inglese e un impasto sonoro il più possibile aderente a quelli che a conti fatti sono gli stilemi e le procedure compositive dominanti dell'attuale mercato rock/alternativo angloamericano. Che poi tanto attuale non è: con gli Strokes riciclati come sottofondo impercettibile per intermezzi pubblicitari dei più infimi programmi pomeridiani di Mtv, i Libertines dissolti (e Doherty più presente sulla terza pagina di Novella 2000 che su Rolling Stone), il disco dei Pink Rays ha tutto il sapore di quello che resta aggrappato alla mente quando un'utopia generazionale/musicale si è ormai sgonfiata in un pallido nulla di fatto nel volgere di qualche semestre.

Messe da parte queste considerazioni e accertato che in ambito rock siamo ormai da anni entrati nella fase cosiddetta "interpretativa" (l'intuizione è di Martin Rev dei Suicide), in base alla quale i formati quelli sono e quelli rimangono (e questo a discapito della vocazione più "performativa" della musica, aggiungiamo noi), non si può certo chiedere ai Pink Rays di reinventare le regole del gioco. The songs remain (dangerously) the same, insomma. Nel caso specifico un punk rock dal cuore melodico (a tratti sinceramente godibile e sempre suonato e prodotto con estrema perizia), che, se voleva dare voce ad una certa frustrazione metropolitana da sabato sera qualunque e ad uno strisciante desiderio di vitalità selvaggia in opposizione ad essa, in più di un episodio riesce piuttosto bene nel suo intento. Dopo una prima scheggia decisamente troppo sheffieldiana (dove Sheffield fa rima con Artic Monkeys), "Never Kiss A Drunk Girl" (sottoscrivo, purtroppo), per fortuna nostra (e loro) i Pink Rays introducono significative variazioni di registro (le Scimmie ritorneranno a berciare con le loro chitarrine verso la fine in "Slackers Are Not Dead").

Stacchi di chitarra rudemente post-punk in odore di Bloc Party ("Say No", "Modern Life", a tratti calligrafica), ballate nella migliore tradizione libertina ("Letter To my Friend", uno dei momenti migliori), tonnellate di rimandi agli Strokes ("Prefer Another me" è mimetismo puro), ma anche un legame meno evidente con hardcore e posthardcore americano ed affini (ascoltate la foga inacidita di "Song Against G." o "Rules Of Fools"), a cavallo tra Germs, Fugazi, Husker Du, Pixies giù giù fino alla contemporaneità di un gruppo a cui nessuno dedica lo straccio di una riga ma che è vivo e vegeto, abita a New York proprio come Interpol e Strokes e dischi belli ne scrive e confeziona ininterrottamente da dieci anni, i Les Savy Fav (per chi fosse interessato a rimediare la Wichita ha da poco ristampato la fondamentale retrospettiva di singoli "Inches").

A tutto questo va aggiunto il fatto non secondario che il gruppo acciuffa quasi sempre il giro melodico giusto e può contare su un cantante di sicuro talento e dalla pronuncia credibile (l'italo svedese Enrico De Candia). Immaginare ribalte internazionali risulta alquanto arduo (sarebbe come voler vendere il ghiaccio agli eschimesi o la sabbia ai beduini), ma forse non è nemmeno così importante badare a questi aspetti, meglio è immergersi nell'adesso irriducibile del no future pop odierno senza tante preoccupazioni di sorta, godendosela finchè dura…

collegamenti su MusiKàl!
Merci Miss Monroe - Some Minor Crimes
Merci Miss Monroe
- Merci Miss Monroe
Strokes - First Impressions Of Earth
Strokes - Room On Fire
Strokes - Is This It
Libertines - Up The Bracket
Suicide - Suicide
Arctic Monkeys - Favourite Worst Nightmare
Arctic Monkeys - Whatever People Say I Am, That's What I'm Not
Bloc Party - Silent Alarm


Germs - GI
Fugazi - Argument
Husker Du - Zen Arcade
Pixies
- la Kalporzgrafia

Thursday, June 26, 2008 
Monday, May 26, 2008 
Tuesday, April 08, 2008 
WWW.MILANODABERE.IT: Recensione del Martedì 6 giugno 2006: "The Pink Rays sono stati una piacevole sorpresa, il loro live è stato tecnicamente ineccepibile e molto intenso… hanno coinvolto il pubblico con un sound compatto e tagliente dall’ispirazione decisamente anglosassone, tanto da stupirsi del fatto che fossero italiani."

WWW.INKOMA.IT: "Forse il miglior live-act indie italiano a cui abbia mai assistito."

WWW.INDIE-ROCK.IT :"…fanno un’ottima impressione, con belle canzoni, suonate energicamente dalla band e molto ben interpretate dal frontman Enrico."

WWW.ROCKIT.IT:"Tirati e convinti. Indie-rock all’inglese con un’ottima voce e una buona presenza scenica."

WWW.INDIE-ROCK.IT:"Il connubio Pink Rays (tra le band milanesi ’emergenti’ quella che gode di maggior seguito in assoluto) e ’IndieRocketParty’ (alla 18^ puntata, una vera e propria vetrina per nuove band sempre affollatissima) ha fatto centro una volta ancora. I Pink Rays mostrano di avere una solida consistenza anche dal vivo, anche grazie all’esperienza (maturata coi Sottopressione) e al carisma di Enrico De Candia, un frontman nel vero senso della parola."
Wednesday, January 23, 2008 

BLOW UP No. 102 NOVEMBRE 2006 : ' …potrebbe essere il nuovo suono di Milano questa ipotesi di indie rock in cui la malinconia si addice alla velocità e il glamour all'esistenzialismo…Così accade che già al secondo ascolto conquisti e prenda di sorpresa con la sua energia smagliante, la sua freschezza, la formula stringata delle canzoni. (7)'

WWW.INDIE-ROCK.IT : '…il livello si mantiene sempre più che discreto, mostrando non solo la concreta possibilità di un futuro roseo, ma anche un presente già di tutto rispetto. (7)'

ROCKITMAG No.38 MARZO/APRILE 2007: '…è raro trovare un tiro simile e una scrittura così internazionale nel versante più pop dell'indie italiano.'

http://thepixzine.co.uk 20/11/07: "Top boy rockers and darlings of club nite ‘London Loves Club’ at Plastic in Milan have got it going on in.
With a 5 track E.P. on Italian label Angle records, which includes Tracks ‘Modern Life’, ‘Undeclared Love’ and ‘Never Kiss A Drunk Girl’, they have a sound that is guitar based and solid.
Enrico sings with conviction and passion and we think they’ll go far! Check ‘em out!"