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Parole - Beatrice Niccolai

Beatrice Niccolai

Beatrice Niccolai


Last Updated: 11/5/2009

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Sunday, September 06, 2009 


Immagine trovata in rete e rielaborata




Fuggo ogni giorno 
ai piedi della notte
dove tutto è e ancora esiste.

Lì ancora m'intravedo
incastonata in uno sguardo.
La luce fievole dei miei giorni
si fa certezza di risveglio.

Certi intagli raccontano
la morbidezza delle foglie,
di carezze ruvide
generate dagli sbagli.

Ricompormi
in equilibrio sulla linea d'orizzonte
è l'atto d'Amore
a cui mi costringo.






Saturday, August 29, 2009 



Immagine trovata in rete e rielaborata




E ancora muoversi
dentro a giorni
presi in prestito al tempo
con quella calma
del mare sotto a ogni tramonto,

come se fosse
naturale essere il filo
che tesse le ragnatele sugli anni
o quella polvere sulle travi della notte.

Trovarmi in distanza assoluta dal cielo,
così distante dalle stelle,
a girovagare per i vicoli oscuri
del mio smarrimento.

Essere certezza dell'ora
e mai del quando.

Guardarmi arrivare in ritardo
come si presenta una stella cadente
nel cielo spoglio di novembre.

Ripercorrere tutti gli odori,
dei tuoi attimi, del mio sempre.

Il fiore reciso
ha anche lui una sua storia:
essiccato fra due pagine

si fa incontro.






Thursday, August 27, 2009 


Immagine trovata in rete e rielaborata



E' di pioggia la tua mano
che ogni notte e ogni giorno
ancora m'accarezza.

Arriva ad asciugarmi nuovi dolori,
arriva, spalanca finestre e cuore
 e lascia inconfondibile il tuo odore.

Ero la sete del tuo futuro,
eri il silenzio che insegna l'ascolto
e noi, siamo ancora tutto il tempo che ci manca.

Nel nuovo dolore
arriva rassicurante, la tua assenza.
Asciuga il vento, la pioggia,
trascina verso nuovi giorni
gli antichi dolori.

Un odore di spezie confonde le memorie
e oltre il visibile ti cerco.

E' tutto è già accaduto
senza che si svegliasse il tempo
dall'alcova umida dell''estate
della donna.





Wednesday, August 26, 2009 


Immagine trovata in rete e rielaborata




Succede d'improvviso
il disagio di dio
nei cespugli della notte,

quand'anche la voce s'allontana
e tutto torna nella sua verità
ad essere segretissimo niente.

La disperazione
disegna sentieri nei deserti,
poi si perde
dietro la testa reclinata del giorno.

Sulle guance d'un pensiero
dichiara vita alla vita,
solo l'illuminarsi

d'una sigaretta.






Wednesday, August 19, 2009 


Fernanda Pivano



“Era superproibito quel libro in italia.
Parlava della pace, contro la guerra, contro il capitalismo,
contro in generale tutta la carica del convenzionalismo.

 Era tutto quello che il governo non ci permetteva di pensare
e mi hanno messo in pri
gione
e sono molto contenta di averlo fatto” 



(Fernanda Pivano a proposito dell'Antologia di Spoon River)





Ciao Fernanda, Maestra di Libertà
Tuesday, August 18, 2009 

Fotografia trovata in rete e rielaborata



Ho Amato con poco pudore
il tuo corpo
e con la forza dei temporali
quel te impaurito
- scardinato dal vento -
che ti viveva dentro.

Eri d'argilla
come la mia costola
e diluviavi in ogni abbraccio.

Sacra l'acqua
anche per chi come noi,
non ha terra.

Anche i salici hanno le loro ragioni
e si muovono fuori e dentro
le storie dei temporali.

Ora che solo fra i rami
passa quello che mi regala il cielo,
vorrei sedermi a terra
fra i fili del passato
e ricucirmi
- dove il divenire è già stato -

il cuore.







Wednesday, August 12, 2009 

Immagine trovata in rete e rielaborata





Gli appuntamenti smarriti
tutti in una manciata di secondi:

ti pregai di spengere il tempo
prima che ci bruciasse il sole

ma nello sguardo del divenire
eravamo già cenere.

Diventammo gli alari di un angolo di cielo,
la parentesi di vita
in un oceano di sopravvivenza.

Tu eri l'albero senza foglie,
io un'altalena vuota già prima di partire
nei segreti del carro.

 Rete sul tuo corpo
disegna ancora il silenzio delle ombre
e nomina il passato
ambasciatore senza terra.

Nella tua virilità
muovevi il cuore come una donna
e piangevi come piangono i vivi

come succede d'inverno
o d'improvviso d'estate

sulle finestre aperte
di un arrivederci.












Saturday, August 01, 2009 

Immagine trovata in rete




Non fermarla
questa mano di vento
che accarezza il giorno
sui capelli della terra.

E' già una frase dell'eterno
che si esprime e confonde
in un istante.

Il fiore si piega
all'andare della vita
senza chiedersi come verrà reciso
chè anche gli angeli hanno come ali,
le foglie.

I sogni dei perdenti
sanguinano in ogni istante
e colorano di pudore
il volto stanco del giorno.

Prima del tramonto
dentro ai riccioli della sera,
anche noi eravamo altro.




Wednesday, July 29, 2009 



Due maglie perse

aprono scenari d'altro.
In questo l'utilità delle tarme
fra gli stracci antichi
laddove li lasciasti.

Oggi,
spoglia di tutto si copre
con quelle due maglie perse,
la memoria.

Ancora la vedo guardarti,
in quest'andare di foglie.

Il tempo della gioia
veste misure piccole
per poterci crescere dentro
e crebbi a dismisura
intorno alla tua Assenza.

Due maglie perse
schiudono gli occhi su altro:
fu così sul viale del silenzio
quel mio primo incontro.

Tu non mi eri distante.
Stavi tutto in un sogno
e piangevi come piangono gli uomini:

lontano e impercettibile
come un salice piangente
a cavallo del vento.




Sunday, July 19, 2009 

Immagine trovata in rete e rielaborata




E ora strappami la vita da indosso,
e scarnifica la carne
dal vento.

Riconoscimi fra le ombre,
in un silenzio che batte
come un tempo abbandonato
dentro a un orologio rotto.

I tuoi sguardi
sono i nodi sui miei anni.

Sembra che si stringano
dove il glicine sceglie nuove traiettorie
a filo dell'aria e piange
grappoli di petali
senza dire niente.

Come m'è prezioso
oggi il silenzio:
quest'oracolo muto
dagli occhi grandi.



 


Friday, July 17, 2009 

Fotografia di L. Martin



Le prime visioni al risveglio,
provengono da altra memoria,
quella ancora ridente
con un sogno vivo
che reclama esistenza.

il sogno è lo stesso
anche quando ebbi un baratro
per scendiletto
e la vita fu una scommessa persa
ogni giorno.

Furono orge di vita
smarrite tutte nel solito letto.
Furono iene, lupi e pescicani,
poi misi una trappola fra gli inguini
e mi ferii
mentre stavo partorendo
di me, la donna.

Hanno
uno sguardo buono sulle rovine,
gli angeli.

Camminano scalzi
sui vetri rotti e sugli anni
loro ancora scommettono e vincono
su me,

ad ogni risveglio.




Friday, July 10, 2009 


Fotografia di Sandrine



Dagli sguardi fuori posto

immaginare un ordine,
percepire gli odori
in stanze sfitte per troppi anni.

Essere tutti quegli anni.
Esserci dentro fin sopra al collo
ed essere già pronti
per nascere
nella stessa ora di sempre,
nel solito luogo, storia o destino
solo per ritrovarti.

Come quando mi spogliai l'anima
e la lasciai nuda
 accanto a qualcosa di vivo,
che già era la mia aria.

Ma mi bastava quello:
repirarti nel silenzio
e conoscerne già i discorsi.

Ero già troppo ubriaca di vita
per aver bisogno del vino
ero troppo felice
per aver bisogno dei ricordi. 

Le mie notti si infilano
- di silenzio in silenzio -
in tutti i dirupi dei sogni 

nel letto sempre occupato
dalle nostre ombre.


Wednesday, July 08, 2009 



Immagine di Martin L.



 Piovono ricordi
già nel risveglio
 dimenticanza e vertigine
si vestono dell'ansia del giorno.

Sono già
quella pioggia che
bagnerà anche le ombre
e che chiede di evaporare
prima che inizi la sera.

Piove la vita
fra i cipressi e gli sguardi,
nel torpore delle mani che cercano
relitti nell'aria
o piccole rassicurazioni
per scoprirsi già storia.

Sentissi come piove
su questo tempo che passa
e che bagna solo

il tempo che attraverso.



Monday, July 06, 2009 



Immagine trovata in rete e rielaborata


Ho capovolto le orme
per incontrarmi andando,
come riflessa sulla vetrina del tempo.

Non un giorno fuori posto
nella cantina
dove si placano nel rosso, le ombre
e da lì riemergere
con ogni giorno
un peccato più grande.

Diventare il segreto dei miei giorni
e abituare la vita
a guardare ogni cosa
dal basso.

Bucano il cielo le rondini
quando hanno nel nido,

il letto disfatto.



Sunday, July 05, 2009 



Immagine trovata in rete e rielaborata




Ci sarebbe rimasto
solo un tempo debole
questo d'adesso
dalle finestre socchiuse.

Il grande melo
si sorregge su una sola radice
in cerca di terra.

Anche la pavoniera
è stata scardinata col diluvio
e piovono piume
sui miei campi incolti.

E' in questo tempo debole
che mi faccio ritorno,
passandomi una mano nei capelli
e l'altra guardinga
a rubare i frutti rossi

dietro le foglie.