Status: Single
City: Modena
State: Modena
Country: IT
Signup Date: 4/14/2008
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Thursday, March 26, 2009
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Ospitato da:Spazio Sociale LIBERA (MO) Quando:sabato 28 marzo 2009 Dove:Buscapè via scarpa 8/10 Modena 41100 Descrizione:Finalmente dopo sei mesi dallo sgombero abbiamo la possibilità di vedere una mostra (per noi pesantemente difficile da affrontare) ma con "belle" foto. Una testimonianza per noi molto importante ed è per questo che ringraziamo i fotografi che esporranno di essere stati l'8 agosto 2008 nello stesso luogo dove eravamo noi. Per vedere l'evento clicca qui
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Monday, March 09, 2009
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Ospitato da:Spazio Sociale XM24 bologna Quando:venerdì 13 marzo 2009 Dove:XM24 via del mercato bologna Descrizione:Video, Cd, Libri, Concerti per ricordare DE Andrè Per vedere l'evento clicca qui
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Wednesday, February 25, 2009
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Ospitato da:Spazio Sociale LIBERA (MO) Quando:mercoledì 4 marzo 2009 Dove:La Tenda viale Molva fronte stazione corriere Modena 41100 Descrizione:Alle ore 17 puntuali introdurrà Paolo Rossi (comico), alle 18 Maurizio Maggiani e Marco Revelli (scrittori), a seguire Gli Iconoclasti che sono i curatori del libro. Ed. Eleuthera. Libera Vive e di più. Per vedere l'evento clicca qui
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Wednesday, February 25, 2009
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Ospitato da:Spazio Sociale LIBERA (MO)+Fassbinder Quando:sabato 28 febbraio 2009 Dove:Spazio sociale Fassbinder via giordano 63 Sassuolo MO 41100 Descrizione:--28 febbraio ore 22 Libera e Fassbinder organizzano "Non ci sono poteri buoni" concerto dedicato a Fabrizio De Andrè con Carlo Ghirardato (da Roma) e la De A Band, allo spazio sociale Fassbinder di sassuolo via giordano 63. Vivamente consigliato un ascolto su www.carloghirardato.com Per vedere l'evento clicca qui
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Sunday, November 02, 2008
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25/02/09 Colby
Libera si fa spazio.
Da questo sabato le iniziative di Libera e del collettivo spazi sociali aumentano sia quantitativamente che qualitativamente. Ci fermeremo (e per poco) solamente al raggiungimento di un nuovo spazio sociale. Il clima politico e repressivo modenese è pessimo: il PD ancora fortissimo continua con la menzogna e l'arroganza di cui è maestro a spiegare come sia trasparente e partecipata ogni loro decisione. Fanno della legalità il loro vanto, una legalità che come sempre è fare quello che gli pare.
L'area dove c'era Libera è ancora deserta e uno dei motivi per cui hanno sgomberato e demolito era l'urgenza dell'inizio lavori, se questa non era menzogna era parola di spavaldi e fascisti, no?
I legalitari avevano l'urgenza di lasciare liberi i campi per sei mesi?
O dovevano solo dimostrare di avere la forza e spiegare chi comanda in città?
Dall'altra il nuovo questore continua a mettere in campo una quantità di polizia enorme proprio come al corteo del 20 settembre, sempre alla ricerca del contatto.
Abbiamo in programma iniziative, presidi, cortei fino a quando Libera non ritroverà un suo spazio.
Chi vuole essere solidale è avvertito, l'inverno sta passando e sta arrivando una primavera Rossonera.
21/02/09 Colby
Se si estinguesse il PD.
Come più volte ho avuto modo di spiegare se crollasse il PD spero di quel crollo, anche in piccolissima parte di aver contribuito. Però nutro anche la speranza che nel crollo venga travolto Sitta, magari.
L'avvocato del Comune di Modena sostiene che sono affetto da "pseudologia fantastica" e uno dei suoi padroni, il Sitta di prima, sostiene che chi è contrario ai suoi progetti ha un problema psichiatrico. Le possibilità sono 2: o da vecchi stalinisti i nostri non concepiscono come si faccia ad opporsi a chi fa le cose per il nostro bene, e va detto, con lungimiranza; che come non si fa a capirlo che sono avanti anni luce da noi poveretti. Seconda ipotesi da vecchi stalinisti stanno orchestrando una strategia che in passati gli permise di fare gli affari loro senza oppositori.
Anche oggi all'incontro promosso da Italia Nostra hanno ironizzato sulle dichiarazioni di Sitta io invece non sarei così sereno. Non che sono preoccupato ma su quel punto sta dimostrando debolezza e bisogna attaccarlo in contropiede. Chi ha le turbe e si fa i viaggi è proprio Sitta che si è inventato un funerale a se medesimo che nessuno ha fatto. Quello è fuori, ma male. Gli oppositori al progetto di Sitta di modena felix da 250.000 abitanti stanno crescendo e bisogna riuscire a farlo crollare, meglio ancora se crolla la razza padrona che Sitta rappresenta e lui ci rimane sotto.
18/02/09 Antifa (RE)
IL FASCISMO NON È UN OPINIONE:
FUORI I FASCISTI DA REGGIO EMILIA!
Cittadini di Reggio Emilia, Venerdì 13 Febbraio,è stata presentata al pubblico la sedicente Libreria non conforme "Gabriele D..Annunzio" da parte degli aderenti all..associazione Casapound .
Davanti a una definizione tanto civile, niente a primo acchito potrebbe indurci a interrogarci su questo evento.
Ma cosa si nasconde veramente dietro questo nome?
In verità, ciò che vedremo presentarsi ai nostri occhi non sarà altro che l..ennesimo spazio di adunata a disposizione dell..organizzazione Fascista Casapound, nata dalla scissione dal Partito Fiamma Tricolore nel 2003.
Questi, muovendosi mediante mentite spoglie di associazione pseudo culturale e/o letteraria, tenta di accreditarsi e raccogliere consensi attraverso campagne demagogiche ( come ad esempio, il si detto mutuo sociale, il carovita, ecc..).
Aldilà di tante belle premesse, di chi stiamo veramente parlando? Ebbene, dei fascisti autori dell..ignobile aggressione nei confronti di manifestanti e studenti in Piazza Navona il 29 ottobre 2008, di pestaggi, scontri, violenze contro attivisti di sinistra, migranti ed altri individui.
Loro "degno" leader, Gianluca Iannone ( ex M.S.I. , è stato presente a presiedere e fare bel viso all..intero incontro. E.. naturale presumere che iniziative promosse da certi singoli non potranno quindi vertere su proposte culturali di qualsivoglia genere.
È nostra modesta opinione che preferiranno dedicarsi ad attività più "conformi" alla loro sfera d..azione, ovvero la violenza squadrista. Nella nostra città, poi, hanno già cominciato. Il 31-01- 09, in Viale Umberto I, alcuni membri del gruppo hanno assalito un giovane minorenne, la cui unica colpa verso di loro è il colore della sua pelle.
Di buono c..è che quest..ultimi , seguendo dettami di retta educazione, hanno avuto la curanza di presentarsi al malcapitato:
"Questa è Casapound, i negri non li vogliamo.".
A questo ragazzo va tutta la nostra solidarietà.
Agli squadristi tutto il nostro disprezzo.
Città di Reggio Emilia,
Città Antifascista e Partigiana, mobilitiamoci e respingiamo ogni tentativo di insediamento del fascismo. Di qualsiasi origine.
17/02/09 da "Repubblica"
A modena ogni tanto arrestano qualche poliziotto per rapina, a genova che si fa di coca e i comitati chiedono altri poliziotti: bho
GENOVA Polizia choc, agenti drogati in servizio
Indagini partite dal cellulare sotto controllo di un "torturatore" di Bolzaneto.
Poliziotti in servizio, sotto l'effetto della cocaina. Intercettati al telefono mentre pattugliano la città in divisa e confessano al collega di essersi drogati solo qualche minuto prima.
"Mi sono appena "fatto" di cocaina", dicono almeno un paio di loro: le conversazioni rientrano nell'indagine su di un traffico di stupefacenti che stamani ha portato all'esecuzione di undici misure di custodie cautelare.
Tra le persone arrestate per spaccio di droga ci sono due poliziotti genovesi che attualmente lavorano presso questure della Lombardia e del Piemonte.
Ma la procura del capoluogo ligure ha anche spiegato che tra i clienti dei trafficanti, protagonisti di numerose feste private a base di cocaina, ci sarebbero "da dieci a venti poliziotti in servizio presso gli uffici della questura di Genova".
Tutti gli agenti sono stati segnalati alla locale prefettura in qualità di consumatori di sostanze stupefacenti. L'inchiesta, coordinata dal pm Vittorio Ranieri Miniati, è stata aperta in maniera del tutto casuale nell'estate del 2007. Gli investigatori avevano allora messo sotto controllo il telefono cellulare di Massimo Pigozzi, uno dei "torturatori" della caserma di Bolzaneto.
Pigozzi nel luglio scorso è stato condannato a tre anni e due mesi di reclusione - pena prossimamente prescritta - per aver "strappato" la mano di un no-global, divaricandogli le dita fino a lacerare la pelle e i legamenti. Il poliziotto, attualmente sospeso dal servizio, ero però finito nei guai anche due anni fa perché accusato di aver violentato nelle guardine della questura genovese tre prostitute straniere.
Ed è proprio nel corso di questa indagine che erano state disposte le intercettazioni sul telefonino suo e di alcune persone a lui vicine.
Ascoltando diverse chiacchierate, gli investigatori hanno scoperto un "giro" di cocaina che coinvolgeva più di un poliziotto - non Pigozzi - come spacciatore o consumatore. Secondo la procura, la mini-organizzazione di cui facevano parte come intermediari gli agenti arrestati, gestiva un traffico di due etti di cocaina alla settimana.
La droga se la procurava un pregiudicato finito a sua volta in prigione, e veniva quasi sempre distribuita nel corso di feste tra amici organizzate a Genova e nel Tigullio. Stamani sono scattate le misure cautelari: cinque persone sono finite in galera, una agli arresti domiciliari, per altre cinque sono scattati gli obblighi di dimora.
Le perquisizioni negli appartamenti degli indagati avrebbero permesso di recuperare un considerevole quantitativo di stupefacente.
Vale la pena di ricordare che giusto un anno tre ispettori della squadra mobile genovese, sezioni "narcotici", erano stati condannati a trent'anni complessivi di reclusione (ridotti a diciotto in appello) per aver venduto grossi quantitativi di droga sequestrata nel corso di operazioni di polizia. "Mele marce. Che vanno subito eliminate.
Aspettiamo il rapporto della procura e faremo tutti gli accertamenti del caso. Se davvero i nostri agenti si sono drogati, verranno immediatamente sospesi".
Salvatore Presenti, questore di Genova, sottolinea che tutta la polizia - e in particolare quella del capoluogo ligure - è "sana e professionale". "Lo dimostrano i risultati di tutti i giorni.
E' però possibile che qualcuno commetta degli errori. Del resto, noi non arruoliamo gente che viene da altri pianeti. I nostri uomini sono figli di questa società.
Ma loro non hanno scusati, non hanno giustificazioni.
E se sbagliano, pagano. Pagano più degli altri, se è il caso. Non si può essere indulgenti, con chi porta la divisa e ha due volte il dovere di comportarsi bene, di dare l'esempio".
Presenti ha confermato l'arresto dei due poliziotti genovesi, attualmente in servizio in due diverse questure (Lodi, Asti): "Erano aggregati nel capoluogo ligure, quando sono rimasti coinvolti nei fatti oggetto dell'indagine".
da Repubblica!
15/02/09 da "Repubblica"
Il Duce tra le auto d'epoca.
Donne e Motori, auto e Duce e banalità varie.

Immagini del duce, svastiche, sciarpe con scritte razziste, bombe a mano (finte), coltelli (veri), uniformi, mitra non funzionanti e molto altro ancora su questo tema: non siamo a un mercatino per reduci ma incredibilmente ad Automotoretrò 2009, la mostra per auto d'epoca che si tiene dal 13 al 15 febbraio al Lingotto Fiere di Torino. L'espositore spiega in un cartello che 'La politica non c'entra, è solo puro collezionismo: ogni commento è sgradito grazie'. Ma sul tanga tricolore con la faccia del duce avranno di sicuro da ridire anche i fedelissimi di Mussolini...
13/02/09 Colby
-Il vetro rotto e la scritta alla sede del PD di Solara.
Due premesse: la prima è che Libera e gli Agitati quello che fanno lo rivendicano e questa è una pratica ribadita e rivendicata da sempre, seconda cosa e che non sapendo chi può essere stato analizzerò l'accaduto sempre per ipotesi e quindi con i se.
L'ipotesi più accreditata leggendo i giornali è che siano stati dei ragazzini che per emulazione hanno fatto un'azione che rimarrebbe isolata.
Se così fosse al PD di Solara è andata meglio che a Libera perché anche se nel loro comunicato parlano di "devastazione della sede" è evidentemente che si tratta di un danneggiamento, la vera devastazione è stata quella del PD ai danni di Libera.
La scritta Libera vive è veritiera perché Libera non è morta con la demolizione della sua sede e anche la scritta PD: padroni di devastare corrisponde al vero.

Il PD sempre solerte a cancellare le scritte sui muri ha deciso strumentalmente di lasciare quella sulla propria sede almeno fino alla manifestazione "contro le intimidazioni" che si è svolta domenica mattina alla presenza del segretario provinciale Bonaccini.
Nel comunicato si legge: "Chi ritiene di intimidire uomini e donne che fanno politica con passione attraverso questi atti agisce in modo inaccettabile".
Pensare che qualcuno possa intimidire il partito che ha il Potere in mano da 63 anni mi sembra spostare strumentalmente l'asse dell'analisi, per quanto io possa ragionevolmente sforzarmi penso che quel gesto se fatto da emuli ragazzini volesse colpire, volesse indicare una responsabilità, volesse rappresentare uno sfogo, parlare di intimidazione è eccessivo; e chi avrebbe la forza di intimidire il PD nella bassa modenese?
Parlare di intimidazione significa spostare l'asse su di una strategia che non è più opera di emuli ragazzini ma di gruppi organizzati con una strategia ben precisa.
 
La strategia potrebbe essere quella di colpire oggi una sede, domani un'altra e far vedere che c'è la possibilità di farcela a demolire quel partito, indicare una strada sperando che altri la seguano o dimostrare che esiste un altro modo di agire oltre ai cortei e ai volantinaggi.
Se questa fosse l'ipotesi io credo che questa azione faccia il gioco del PD perché lui è un partito organizzato e ha la forza di sfruttare quell'episodio a suo favore.
Per quello che interessa me, io voglio costruire un movimento di massa che sia anche contro il PD e contro qualsiasi altro partito autoritario e non mi interessano le avanguardie di cui ho sempre dubitato e non ho ancora capito se i loro intenti siano sinceri o nascondano l'ennesimo progetto autoritario.
Per essere ancora più chiaro, se ci fosse un nostro movimento di migliaia di persone sarei più occupato ad impegnarmi nella costruzione della società futura che a definire i rapporti con i relitti di quella vecchia. Parlando in questi giorni è uscita anche l'ipotesi di un atto vandalico costruito ad arte dallo stesso PD, io non condivido questa ipotesi ma la riporto giusto per dovere di cronaca.
La riporto anche perché non cancellando la scritta e facendo addirittura una manifestazione contro le intimidazioni il PD a mio avviso, ha mostrato debolezza, ha mostrato di non comprendere più bene cosa stia succedendo ovvero sta dimostrando di temere che il loro potere assoluto cominci a sgretolarsi. Non credo abbiano paura di Libera o delle solidarietà che possano arrivare a Libera, credo che qualcosa gli stia fuggendo di mano, si sono mossi come se non fossero più sicuri del loro totale controllo.
Anche se sono stati ragazzini, anche se fosse stato qualcuno per sfogarsi, anche se fosse qualcuno con una strategia, anche se fossero stati loro stessi, anche se fosse stato chissà chi, qualcosa si è incrinato e se Libera in qualsiasi modo ha contribuito a questo incrinarsi io sarei contento.
Un ultima analisi, io credo che nessuno possa decidere chi può esprimersi e chi no, nessuno si può arrogarsi il diritto di dire chi può avere una sede e chi no, saremmo di fronte ad un regime autoritario e dittatoriale ma altrettanto sono perché i fascisti una sede non ce l'abbiano proprio perché hanno dimostrato il desiderio di chiudere quella degli altri. Credo che un po' di fascismo ci sia anche a certi livelli del PD, sicuramente in parte della sua dirigenza, ho condiviso l'analisi che ha fatto Libera dopo lo sgombero subito che ha scritto "Non lasceremo la città in mano ai fascisti".
Certi personaggi che regalano il bene pubblico agli interessi di alcuni ricchi privati e sgomberano un'esperienza ecologica ed autogestita sono fascisti.
-Quanti nostri soldi? ..  | questo sulla sinistra è solo uno degli elenchi di soldi pubblici che vengono suddivisi dai vari partiti per garantirsi influenza politica sugli elettori e condizionare l'adesione alle loro liste, coi nostri soldi ci insegnano chi dobbiamo eleggere per il nostro futuro. noi anarchici non vogliamo soldi dallo stato per pigliare per il culo i cittadini ma coi nostri soldi e assieme a loro se lo vorranno costruire un' altra società ed altri rapporti umani ed economici. | .. -Ah ecco la motor valley.
Nell'ultimo numero del giornale del comune di modena viene fatta la pubblicità di un evento che si terrà dal 7 all'11 settembre, "in settembre modena capitale dei motori".
A modena si riunirà il forum mondiale dei musei del motorismo, oltre mille delegati.
AH ecco cosa interessava alla confcommercio, posti letto e primi piatti, ah ecco turisti che consumano legandosi ai motori. E chi li mantiene questi rappresentanti dei musei? forse anche li soldi pubblici? come quelli stanziati per la casa natale di enzo ferrari? AH e chi stanzierà i soldi ai delegati? forse gli stessi che hanno fatto di modena terra di motori? ah ho capito.
11/02/09 Salemme
Marzaglia Vive
Seppur tardivo, il ricorso al Consiglio di Stato era un atto dovuto a tutela della Città e delle Falde acquifere comprese nell' Area Vasta fra Marzaglia, Campogalliano e Formigine. E' pur vero che la fretta di sgomberare l' area, da dare alla Vintage, lo scorso 08 agosto 2008, con l 'utilizzo massiccio dei reparti mobili di Polizia e Carabinieri, non ha comunque a tutt' oggi sortito nessun avvio del cantiere.
La pista di guida sicura non ha finanziatori e allora non si farà nulla!
La " partita " è aperta fino alla definizione del PTCP (Piano territoriale di coordinamento provinciale) perché siano definite le aree protette stabilite dalla legge 6/2005 della Regione Emilia Romagna.
L' Area vasta di Marzaglia è nel Corridoio ecologico del fiume Secchia; definito " Nodo Primario" ed è inserito anche nei programmi di tutela delle Biodiversità della Comunità Europea: Natura 2000 e Life Econet, inoltre le Province di Modena e Reggio Emilia e il Comune di Modena , assieme ad altri partner stanno costituendo il Parco regionale del fiume Secchia.
Vanno ricordate le oltre 50 prescrizioni Ambientali e di tutela archeologica previste dalla Provincia di Modena nell' atto di VIA ( Valutazione di impatto Ambientale).
Emilio Salemme Presidente della Consulta per la Tutela dell' Ambiente del Comune di Modena Modena , 11 febbraio 2009
11/02/09 No Pista
Risposta data ad un articolo dell'Informazione.
Egregio direttore, magari la giustizia italiana fosse così rapida da essersi già pronunciata sul ricorso contro l'autodromo di Marzaglia.
Le cose purtroppo non stanno affatto così.
Nelle motivazioni riguardanti il rigetto del ricorso contro la pista, riportate sul vostro giornale, è stata omessa una parte fondamentale.
La frase per intero recita: "Considerato che le doglianze prospettate dalla parte appellante non appaiono meritevoli di positiva considerazione in questa sede di sommaria delibazione, tenuto anche conto della tardività dell'impugnativa della deliberazione C.C. n. 93/2003 che aveva sottratto l'area a verde pubblico e a verde di uso pubblico".
E la parte sulla quale porre l'accento è "in questa sede di sommaria delibazione". Il Consiglio di Stato infatti non ha respinto il ricorso ma ha semplicemente confermato la decisione del TAR di Bologna dello scorso agosto, di respingere cioè la richiesta di sospensiva degli effetti della delibera del Comune, che è una richiesta preliminare all'esame del ricorso vero e proprio.
Non c'è stato dunque un pronunciamento sul merito, che rimane assolutamente aperto e del quale confermiamo la nostra assoluta convinzione sulle ragioni che lo sostengono: il tribunale ha solo sommariamente esaminato se ci fossero ragioni così clamorose ed immediatamente evidenti da meritare una sospensione dei lavori.
Queste ragioni clamorose, a giudizio dell'autorità giudiziaria, non ci sono. Il problema è che quando verrà esaminato compiutamente il merito delle questioni da noi sollevate l'opera rischia di essere già costruita, con la beffa per la giustizia e la collettività modenese, che ci si può ben immaginare.
Coordinamento cittadino contro l'autodromo e per il bosco di Marzaglia
10/02/09 Squatters
Barcellona Lun 9 Febb
Sgomberato Calle Amor! Resoconto telefonico da Barcellona: Questa mattina, lunedì 9 Febbraio la polizia ha sgomberato la casa occupata Calle Amor di Barcellona. Alle 6 e mezza del mattino l'antisommossa Catalana ha fatto irruzione dentro la casa occupata. Gli occupanti sono saliti sul tetto ed uno di Loro è nuovamente salito sulla croce per tentare una nuova resistenza. Questa volta la sbirraglia catalanaha usato metodi ancora più violenti. Il compagno sulla croce è stato sradicato con essa con l'uso d'un escavatore. I ragazzi che portavano la solidarietà agli amici sgomberati, venivano spintonati violentemente dalla polizia. In mattinata sono arrivati i Salesiani, proprietari dell'immobile e con Loro i mezzipesanti per la demolizione della casa occupata. Solidarietà con tanto Amore! Torino Squatters!
5/02/09 Colby
Govanardi e l'antimilitarismo.
Giovanardi dice a Pighi che è un antimilitarista perchè critica l'F104 posto all'nterno della facoltà di ingegneria e così facendo non rigrazia l'impegno dei "nostri" militari per la pace. Pighi ha detto che anche lui ringrazia i "nostri" militari ma si preoccupa della sensibilità dei pacifisti. L'antimilitarismo tra questi due politici sembra sia una tremenda offesa da cui prendere le distanze, ma sanno cos'è l'antimilitarismo? e sanno qual'è il militarismo?
Sempre i militari non si mescolano con il civile per tutelare il civili.
Le compagnie militari si accampavano fuori dalle città.
Rendere l'intera società intrisa di militarismo è quello che da anni entrambi i contendenti stanno realizzando.
I veri antimilitaristi ci sono e continuano la loro lotta per l'abolizione di tutti gli eserciti e di tutti gli stati.
4/02/09 Rally
Mitsubishi in crisi.
La casa automobilistica giapponese ha annunciato che si aspetta di chiudere l'esercizio 2008-2009 con una perdita netta di 60 miliardi di yen (500 milioni di euro).
Con l'abbandono da parte della Mitsubishi, il mondo dei rally perde il terzo marchio giapponese. A metà dello scorso dicembre era arrivato l'annuncio del ritiro della Fuji Heavy Industries, produttrice della Subaru, sempre a causa della crisi internazionale dell'auto.
Lasciava così il fango e le strade sterrate un marchio importante, vincitore di tre titoli costruttori ed altrettanti piloti in 19 anni. Sempre la contrazione delle vendite, pochi giorni prima aveva portato la Suzuki a prendere la stessa decisione dopo un solo anno di gare.
(4 febbraio 2009)
4/02/09 Carpi
Il popolo dell'acqua canta vittoria, ma non a Carpi (per ora).
I sindaci lombardi vincono la battaglia dell'acqua, così titolava ieri (28 gen 2009) la Repubblica a pag. 14. Infatti l'acqua in Lombardia è e resterà pubblica, il consiglio regionale anziché procedere al referendum chiesto ed ottenuto da ben 144 sindaci ha preferito modificare la propria legge che imponeva l'ingresso dei privati nelle società di gestione del servizio idrico.
"Una vittoria dei sindaci e dell'opposizione" -sottolinea con soddisfazione tutto il centrosinistra. Ma quale centrosinistra? Quello lombardo, non certo quello carpigiano che, incurante di ogni evidenza, prosegue cieco e sordo nel deleterio progetto di vendita ai privati delle azioni di Aimag.
La maggioranza di governo carpigiana ha infatti pubblicato pochi giorni fa il bando per la vendita delle azioni, nonostante sia ormai riconosciuto in modo pressoché unanime il fallimento del mito "privato è meglio" nella gestione dell'acqua.
Sentite per esempio cosa scrive Repubblica per spiegare l'opposizione sorta in tutt'Italia (e non solo a sinistra) sulla privatizzazione del servizio idrico: "la contrarietà al privato "tout court" non nasce da posizioni "teologiche" ma da una constatazione pratica: quasi ovunque si è scelta questa strada, le bollette sono aumentate senza che la qualità del servizio migliorasse".
Esattamente ciò che il Coordinamento Beni Comuni ha detto durante la campagna referendaria. Tutto ciò dimostra una volta di più l'urgenza di discutere su quali azioni di contrasto mettere in campo nei prossimi mesi soprattutto in vista delle elezioni amministrative che si svolgeranno ai primi di giugno.
Per il Coordinamento Beni Comuni e Partecipazione Roberto Galantini
4/02/09 Colby
No Dal Molin?
Demolita la pista dell'aeroporto IL CANTIERE.
Improvvisa accelerazione dei lavori nel settore ovest, proprio nel giorno in cui il Comune programmava la delibera per ridurre l'area della base Usa.
Si attendono ancora notizie sul finanziamento statale per la rototraslazione.
Cicero: «Chi rompe, paga» Mezzi d'opera sbriciolano la pista di volo del Dal Molin. COLORFOTO Vicenza. Addio pista di volo.
Con un'improvvisa accelerazione, ieri ruspe e operai arruolati per costruire la Ederle 2 hanno iniziato a sbriciolare la vecchia pista di volo, macinando l'asfalto per lasciar posto alla futura caserma.
Il deciso passo in avanti dei lavori avviene in coincidenza con la fine della tre giorni di occupazione dell'aeroporto civile messa in atto dal Presidio permanente contro la base Usa e proprio nel giorno in cui a palazzo Trissino veniva programmata la discussione della delibera per richiedere la riduzione della superficie destinata alla Ederle 2 con l'obiettivo di farla convivere con la vecchia pista.
Quando sarà posta ai voti, quella striscia di asfalto sarà un ricordo. LA DEMOLIZIONE.
Va di fretta la "Ederle 2". Il cronoprogramma stilato dagli americani dice che entro il 16 febbraio dovrebbero iniziare gli scavi per costruire gli alloggi destinati ai soldati: le caserme saranno costruite proprio sopra la vecchia pista di volo, che ieri è stata sbriciolata, distrutta, azzerata.
Il piano dei lavori seguirà ritmi serrati: a febbraio via agli alloggi, ad aprile via al quartier generale, a novembre via al centro ricreativo, a dicembre via al check-point.
Di questo passo a tamburo battente fino alla fine delle opere prevista fra tre anni, nel 2012. A questo punto rimane spalancato il grande interrogativo sul futuro dell'aeroporto, legato a doppio filo alla costruzione della nuova pista, ruotata di alcuni gradi verso nordest e traslata di alcune decine di metri, ma con caratteristiche tecniche inferiori rispetto alla vecchia infrastruttura.
Il commissario governativo Paolo Costa ha annunciato a più riprese l'intenzione di predisporre in tempi brevi progetto e stanziamento dei fondi necessari, circa 11 milioni di euro. Alla società Aeroporti vicentini e all'Enac, tuttavia, attendono ancora di leggere la cifra scritta nero su bianco. IN CONSIGLIO. La demolizione della pista è un colpo di grazia inferto alle speranze di salvare la vecchia pista di volo, come prospettato da una delibera bipartisan che il consiglio comunale si appresta a discutere per chiedere una riduzione della superficie destinata alla base Usa.
Il promotore, l'ex assessore oggi consigliere di opposizione Claudio Cicero, ulula: «A casa mia, chi rompe, paga, e i cocci sono suoi.
La delibera sarà comunque votata».
Che in municipio stia subentrando una certa dose di rassegnazione, però, è testimoniato dall'andamento della conferenza dei capigruppo, che in assenza di Cicero ha relegato la trattazione della delibera in fondo alla scaletta delle prossime riunioni: altro che urgenza, altro che corsia preferenziale.
Cicero è andato su tutte le furie, ottenendo una mezza promessa di invertire l'ordine del giorno. Intanto il tempo scorre.
Gian Marco Mancassola
3/02/09 Colby
Se siete contenti voi, teneteveli?
Il Comune di modena destina un milione di euro per le persone in difficoltà e tre milioni per realizzare uno solo dei progetti di Botta sulle tre piazze del centro. Pellacani (ex rettore) si candida per il Pdl e Pighi scopre l'F104 nel piazzale di ingegneria e dice che lede la storia di pace della città. Pighi non sapeva che i T-red erano spenti, il comandante dei vigili si era dimenticato di dirglielo. I piccoli partiti protestano per la soglia del 4% alle europee, anche Rusticali (social-ista) e Sinistra per Modena che dopo aver legato il somaro dove voleva il padrone PD pensavano a ben altra ricompensa. I vari filosofi hanno abbandonato modena scoprendo quanto è provinciale, un pò clerico-fascista e "decisionista". Un'altra modena è possibile, ma solo dal basso.
2/02/09 Colby
Quanti soldi?
Siamo al quarto esborso da parte della Provincia di Modena alla "Citta dei Motori". Per ora i soldi dei cittadini vanno sopratutto al museo della casa natale di enzo ferrari.
Tutti sperano di guadagnarci un sacco di soldi ma per il momento ne stiamo tirando fuori....e parecchi.
2/02/09 FAS
Lettera aperta al movimento No Ponte per la ripresa delle mobilitazioni.
Da troppo tempo il movimento di opposizione al Ponte sullo Stretto sta affacciato alla finestra ad aspettare che siano gli eventi a dirgli se è necessario o no tornare in piazza.
Questo atteggiamento attendista sta lentamente disarmando l'opposizione al Mostro, che rischia, nelle sue frange meno militanti e politicizzate, di cadere in preda alla rassegnazione.
Il raffreddamento della lotta, provocato dall'atteggiamento ambiguo del governo Prodi, che non ha cancellato il progetto né ha chiuso la società Stretto di Messina, autentica macchina mangia soldi, ha finito per ridimensionare quel tanto che era stato faticosamente costruito.
Se è vero che alcune dichiarazioni dei sostenitori del Ponte hanno il sapore degli annunci propagandistici, è anche vero che in questa fase storica la lobby dei pontisti non ha molti ostacoli sul suo cammino, essa è fortemente rappresentata dai governi Berlusconi e Lombardo ed ha sostenitori anche nella cosiddetta opposizione politica e sindacale.
La recente interrogazione parlamentare di un gruppo di deputati siciliani del PD va in questo senso: essi infatti, si limitano a chiedere la "modifica" dell'opera nel senso di scelte "maggiormente affidabili" e "meno costose". Il rifinanziamento da parte del Cipe della Società Stretto di Messina, rilancia l'intera questione.
Andare a disquisire se l'opera sarà conclusa o rimarrà a metà, se sarà fattibile oppure incontrerà ostacoli tecnici insormontabili, in questa fase è deleterio.
Una cosa è certa: la lobby del Ponte e delle grandi opere è pronta a partire e partirà; più ostacoli incontrerà sul suo cammino, più i tempi si dilateranno, più i cantieri dureranno e le spese lieviteranno.
L'obiettivo primario di fare aprire la borsa dei conti pubblici sarà raggiunto, a prescindere dalla conclusione dell'avventura.
Ma con conseguenze certe: il disastro ambientale nell'area dello Stretto; lo scempio urbanistico; il foraggiamento finanziario delle cosche delle due sponde; la militarizzazione dell'area; l'inquinamento di ogni ambito sociale, politico e culturale, attraverso pressioni, infiltrazioni, compravendite, per saldare un consenso che fino ad oggi non appare scontato.
Tutto questo impone la ripresa di un dibattito nel movimento e fra tutti i settori che hanno lottato contro il Ponte, e l'indizione di forti mobilitazioni, caratterizzate dallo sforzo di esportare i motivi dell'opposizione al Mostro anche oltre l'area dello Stretto, più di quanto non lo si sia fatto fino ad ora, ed in maniera più determinata.
La costruzione, o comunque l'inizio dei lavori del Ponte, saranno (sono già) sfruttati e venduti come occasione per rilanciare l'economia, rimettere in circolo denaro pubblico, creare posti di lavoro.
Se non si è in grado di rispondere a queste argomentazioni false e strumentali; se non si è tra la gente a confutare la propaganda pontista, fortissima e attrezzatissima, noi perderemo ancora prima di avere combattuto.
Questa battaglia è oggi più urgente che mai; essa può rappresentare la base di una vertenzialità meridionalista contro il potere centrale e contro il capitale, nelle sue varie sfaccettature (politico, economico, mafioso, religioso), per l'affermazione di idee, proposte, obiettivi basati sull'autodeterminazione e su un ritrovato protagonismo sociale e popolare incamminato sulla via dell'autogoverno.
La FAS propone l'apertura di un dibattito che confluisca in una prima assemblea regionale di confronto e di azione, da tenere a Messina (o in altra località si decidesse), entro e non oltre il mese di marzo.
Federazione Anarchica Siciliana
Enna, 1-2-2009
31/01/09 Squatter's
Barcellona: continua la lotta per gli spazi sociali.
Barcellona
Gennaio 2009
Autocrocifissione per resistere allo sgombero.

El Amor Resiste
Historia del desalojo de la calle Amor
…si sta parlando di come resistere allo sgombero richiesto dai Salesiani – proprietari delle case, abbandonate da anni – e che verra’ effettuato dai reparti antisommossa dei Mossos de Esquadra, la polizia autonomica di Catalunya. Le case sono basse, troppo basse per salire sul tetto e resistere; il quartiere e' lontano dal centro con una sola via principale senza negozi, senza banche, senza neanche un bar?
Un vecchio marinaio slavo-torinese, ora imbarcato su un veliero francese, passato qualche notte prima aveva lanciato l'idea di una crocifissione?
Sabado 3 de Enero 2009 Barcelona .
In una delle 4 case della calle Amor un gruppo di architetti, ingenieri, fabbri falegnami e buongustai stanno pranzando.
Sono le 16.00 del pomeriggio di un sabato piovoso.
Lasagne, branzini al sale, vino bianco riempiono una tavola piena di bozzetti che si macchiano mano a mano che si rovesciano i bicchieri.
Tutti parlano ad alta voce. Scorrono litri e fumano tabacchi, il progetto comincia a prendere??.Una croce, una croce di di 20 metri, 15, 12, 10? Tutti daccordo: 10 metri. Volera' 6 metri sopra il tetto.
Tutta rigorosamente di legno, come in galilea?.dicono gli artigiani? gli ingenieri studiano come sollevarla, come ruotarla, i cavi d'acciaio, lo spessore dei legni?i bravi ragazzi fanno la lista della spesa e si perdono: furgone- notte?
Sabado 10 y domingo 11 Enero 2009 BCN
I giorni della creazione sono arrivati. Arrivano dalla Germania, dalla Sardegna, dall' Argentina, dalla Spagna , dalla Grecia, dalla Francia, dal Piemonte, dalla Sicilia e da diverse province di Catalunya. Bisogna imbullonare una croce di 10 m e poi sollevarla.
Tutti all'opera. Gli ingenieri hanno studiato un abitacolo per il crocifisso che sia abbastanza comodo: sara..fornito di sellino anatomico e piattaforma per potersi sgranchire le gambe. 
La croce cresce fino all'ora della comida: quando scende il sole, come in Galilea? Arriva la domenica, arriva il momento di alzar 300 kg di croce?Dopo aver studiato seno e coseno degli angoli dei triangoli rettangoli dei tiranti di acciaio si incomincia?.Con 40 mani e un árgano la croce incomincia a irrigidirsi nel cielo?Rumore di catene e ansie umane si mescolano fino ad arrivare alla posizione eretta.
Che fáticosa a volte l'erezione?.Si tensano i 4 cavi di acciaio nei 4 punti cardinali per prolungare l' erezione - viagra- e la croce e' fatta! In cima alla croce un cartello: "quo vadis?" come disse Jesu Cristo a San Pietro quando aveva perso le chiavi di casa. Piu' in basso un grande cuore rosso spinato. Lungo tutto il perímetro una serpentina di luci fucsia per le orazioni notturne?
Jueves 15 Enero 2009 BCN h. 8:00 Calle Amor.
I vicini passano in silenzio e si fanno il segno della croce prima di andare a lavorare. Come se fosse tutto normale?.. del resto una croce e' una croce. Ci sono croci in montagna, al cimitero, in Chiesa, sui guardrail delle autostrade? sulle schede elettorali? La croce e' un símbolo di tortura, di sofferenza, di morte: copyright della Chiesa.
Per questo i Salesiani del collegio di fronte proprio oggi hanno mandato i bambini in escursione. Meglio che gli innocenti non vedano a cosa serve una croce. Nella strada un putage' scalda caffe' e te', torte e croissant. Non c'e' traffico nella Calle Amor perche'nessuno ha parcheggiato nella Calle Amor. Si aspetta la polizia.
Il desayuno scalda gli stomaci dei piedi freddi che fumano dalla bocca.
Arrivano da tutta Barcellona: punk, okupa, anarchici, feticisti, sado maso , giornalisti e qualche cane?Un altoparlante greco irradia la strada con le note di Radio Bronka - radio pirata di BCN- che segue in diretta tutto lo sgombero. Alle 8:00 in punto Pierino Cross - cugino del famoso sciatore Pierino Gross - stuntman venuto da lontano con una tuta alla Nicky Lauda e casco da Formula 1 scala la croce. Lo spettacolo e' servito, la polizia in borghese da lontano fa foto, ma non si avvicina. I salesiani nel cortile del collegio telefonano?A chi? Forse direttamente a Dio, per chiedergli se piovera'.

All'urlo "Farisei!" si nascondono dentro e continuano il loro contatto probabilmente via Internet. I vicini escono sui balconi, i punk fanno colazione. Los Mossos no vienen.!
La polizia che aveva seguito molto da vicino tutta la costruzione della croce e che per settimane si divertiva a passare la mattina per intimorire gli occupanti, non viene. Qualche giorno prima aveva chiesto al giudice la possibilita' di avere carta bianca e quindi di non dover effettuare lo sgombero in un giorno in particolare, ma poter intervenire quando piu' gli avrebbe fatto comodo.
Cosi..rimangono lontani raccogliendo foto e informazioni per redattare i prossimi profili criminali. H 10:00 Pierino Cross scende dalla croce. Inizia la 2º parte del piano anti sgombero. Da tutte le case si portano fuori i mobili vecchi, le stuffette umide, i materassi che sanno tutto, gli scaffali con l'ernia e si inizia una processione.
Como programmato, secondo una lógica maomettana andiamo dai Salesiani. I Salesiani non solo hanno un collegio, bensi 2 isolati di proprieta'.
Un ostello della gioventu' salesiana, la scuola per diventare salesiano, la universita..di teología, la residenza dei salesiani di seconda mano?.Il tutto immerso nel verde in giochi di acque, fontane , bonsái, siepi tropicali, palme salesiane.. Una mandria di bufali e cani attraversa la strada con servizio fotográfico della digos ed entra nel palazzo. Nel cortile si organizza un salotto, una camera da letto e qualcuno si rilassa, altri incominciano a sradicare bonsái millenari da mettere sul balcone della casa okupa, altri si tolgono gli anfibi e pescano con le mani le stanche carpe che sopravvivono nelle varie fontane: l'anarchia si scatena .
Un funzionario salesiano lampadato si presenta con due agenti in boghese e vuole sapere che cosa fa tutta quella gente li. Gli diciamo che parleremo solo con Don Bosco, che abbiamo eletto come mediatore. Se c'e' qualcuno che puo' fare qualcosa per risolvere questa tensione puo' esssere solo un santo.
Il funzionario ci dice che Don Bosco e' morto, i polizziotti provano ad identificare qualche punk, la mandria si ricompone e lascia il paradiso terrestre. Di ritorno alla Calle Amor una gradita sorpresa. Agnello al forno e litri di vino sotto il sole della Galilea.
La polizia circonda il quartiere e incomincia a fermare tutti i solidali con la Calle Amor. Nessun arresto, solo identificazioni. "Viviamo ogni giorno e ogni notte come fossero gli ultimi, fino alla fine del mondo " come dice Bojan mi amigo de Sarajevo.
30/01/09 Colby
Pighi e la sua legalità.
I T-red non sono omologati ma lui li toglierà solo se sarà obbligato a farlo, i suoi vigili urbani che controllano le licenze edilizie lavoravano a contatto con l'amianto e in più si inventò illegalmente la fine del collettivo de "Gli Agitati" per poter sgomberare Libera.
Cos'è la legalità?
Continuare a fare quello che gli pare?
29/01/09 Colby
Non ci sono poteri buoni.
Oggi i giornali pubblicano le scudisciate di Beppe Grillo contro il governo italiano: il governo è abusivo e antidemocratico ed è li per accordi con la mafia. Sono d'accordo che il governo è intriso di mafiosi, che questi ultimi avevano deciso chi far governare già negli anni 90 e che si intaschino ogni anno 9 miliardi di euro dell'unione europea.
Un ragionamento così però lascia intendere che il governo italiano è il peggiore di tuttti
e che invece negli altri stati è diverso.
Sembra dai suoi ragionamenti che da altre parti la democrazia sia vera espresssione della gente e non delle lobby. Quì c'è l'errore, negli altri stati non si chiamerà mafia ma la distanza tra la gente ed i governi è lo stesso enorme.
27/01/09 Colby
Gli anarchici e le elezioni!
Dal mio articolo di ieri sembra che io sia contento (ed è vero) se il PD perdesse potere e arroganza ma non offro una valida soluzione; mi spiego meglio: se mi auguro che il PD perda chi dovrebbe vincere? Per me è una risposta ovvia: nessuno. Io come la quasi totalità degli anarchici non riconosco legittimità alle elezioni ed agli eletti per tanti motivi.
C'è chi sicuramente replicherà: guarda ciccio che se va a votare anche solo il 10% degli elettori loro si dividono il 100%, guarda cosa è successo in Abruzzo ha votato il 60% e loro si stanno dividendo lo stesso soldi e poltrone, e le leggi che decidono le dobbiamo rispettare tutti altrimenti c'è la punizione. Il discorso si fa lungo e comunico che dedicheremo molto spazio all'eventuale dibattito che si dovesse sviluppare.
Oggi ospitiamo un'intervento di Alberto Perino, un militante No TAV Valsusino:
ELEZIONI?
26/01/09 Colby
-22%
Bonaccini comunque è contento. Afferma che il risultato è comunque ottimo anche se alle primarie del PD il calo è stato notevole. Lui è ottimista perchè, nonostante il calo di affluenza, l'aumento della disaffezione mostrata nelle votazioni della regione abruzzo ed il fatto che i suoi elettori sono quasi tutti anziani sa di poter vincere ancora. E' sicuro di vincere in provincia ma ha paura del ballottaggio in città e lavorerà duro per scongiurarlo. E' contento Bonaccini perchè la macchina del pci è ancora forte, perchè le destre a modena continuano ad essere impresentabili e perchè i segnali che arrivano dalla sinistra da salotto sono chiari: gli hanno garantito appoggio.
Altri 5 anni di governo della "Razza Padrona", altri 5 anni di arroganza, peccato. 10/01/09 AAVV Gaza,De Andrè e Berlin! -Nella striscia di Gaza l'esercito israelino è come uno tsunami  Coordinamento Migranti Bologna e provincia: Una questione di confini. Quello che sta accadendo a Gaza non è una guerra di religione né una guerra etnica e neppure uno scontro di civiltà. È una questione di confini. Confini e muri reali come quello alto 8 metri che divide le città palestinesi da Israele, che trasformano decine di migliaia di palestinesi in lavoratori clandestini nello stato che oggi li attacca. Per questo condanniamo senza appello quello che sta succedendo in questi giorni a Gaza: quella del potentissimo esercito israeliano contro la popolazione palestinese è un..offesa che deve cessare immediatamente. Il massacro che si sta compiendo e gli anni di embargo e confinamento hanno trasformato Gaza in un enorme centro di detenzione a cielo aperto, dove le vite si consumano in silenzio e i diritti non valgono nulla. Di fronte a tutto questo ci uniamo alla rabbia e all..indignazione di quanti hanno manifestato in questi giorni, a Bologna, in Italia e in tutto il mondo, a fianco della popolazione palestinese. Esprimiamo la nostra solidarietà con forza, ma lo facciamo senza tradurre il linguaggio della solidarietà nel linguaggio dell..identità. Non solo per via delle strumentalizzazioni di quelle parti politiche che approfittano delle differenze religiose per alimentare logiche di segregazione e razzismo, ma perché in questi anni abbiamo lavorato duro per andare al di là delle identità, per rompere i confini che dividono le lavoratrici e i lavoratori. Siamo dalla parte di coloro che in Palestina vivono, lavorano e muoiono non in nome di un..appartenenza religiosa o nazionale, ma perché pensiamo che in gioco non è soltanto la fine di un'occupazione odiosa e di azioni militari criminali, ma anche la capacità di superare proprio un orizzonte nazionale che ha sin qui causato solo morti e distruzione e che mostra in Palestina il suo volto più brutale e violento. La questione palestinese è una questione di confini. La limitazione della libertà di movimento è la stessa per cui migliaia di uomini e donne attraversano ogni giorno i confini di Israele e non solo di Israele per lavorare, costretti allo sfruttamento pur di sopravvivere. È una storia che conoscono bene i migranti, a prescindere dalla loro appartenenza etnica o religiosa. È una storia che conoscono bene profughi e rifugiati, che questo brutale attacco sta moltiplicando esponenzialmente e che - ovunque clandestinizzati e privati di ogni diritto e tutela - alimenteranno le fila di quanti in Europa e nel mondo sono considerati solo come braccia da sfruttare, detenere ed espellere. La lotta degli uomini e delle donne palestinesi per difendere la propria vita deve poter comunicare con le lotte che qui e ora i migranti stanno portando avanti per difendere il proprio futuro. E coloro che, italiani e migranti, oggi si mobilitano per la Palestina non potranno ignorare, domani, le lotte che i lavoratori e le lavoratrici migranti stanno portando avanti, al di là dei confini comunitari e religiosi, contro la legge Bossi-Fini e il pacchetto sicurezza che proprio in questi giorni sarà discusso in Senato. Coordinamento migranti Bologna e provincia www.coordinamentomigranti.splinder.com >coo.migra@yahoo.it > 329 57 82 056 -"Quel terrorista di De Andrè" Così la polizia schedò il cantautore di MIMMO FRANZINELLI (da Repubblica)  Per 10 anni dal 1969 al 1979 il cantante fu tenuto sotto controllo fino al sospetto più incredibile: "E' un simpatizzante delle Br" di MIMMO FRANZINELLI . TRA I possibili approcci alla musa di Fabrizio De André, il tema del potere è tra i più suggestivi, considerato che attraversa l'intero arco della sua produzione, dalla traduzione delle ballate di Georges Brassens (da "Il gorilla" a "Morire per delle idee") a un brano come "Il testamento di Tito", grondante ribellione esistenziale. Un potere non soltanto politico, ma che snatura la religione e s'insinua anche in ambito familiare. L'intero canzoniere del musicista genovese dispiega valenze libertarie, che hanno influenzato una parte significativa della generazione del '68 e ancora oggi parlano ai giovani. De André non si è mai atteggiato ad agit-prop. Ciò nonostante, la polizia lo ritenne un personaggio infido e pericoloso. A ridosso dell'attentato di piazza Fontana gli attivisti dell'ultrasinistra sono sottoposti a perquisizioni e interrogatori. Tra le centinaia di extraparlamentari inquisiti figura un certo Isaia Mabellini, in servizio di leva con gli alpini, considerato dal questore di Brescia un marxista-leninista; in calce alla relazione inviata il 20 dicembre 1969 alla Direzione generale della PS, un'osservazione significativa: "É in rapporto di amicizia con tale De André Fabrizio, non meglio generalizzato, ligure, universitario a Milano, filo cinese, noto cantautore e contestatore". Con inflessibile logica burocratica, la segnalazione coinvolge il musicista nelle indagini; dal ministero dell'Interno chiedono infatti ragguagli al questore di Brescia, Manganiello che il 25 maggio 1970 aggiorna il fascicolo Milano - Roma - Attentati dinamitardi del 12.12.1969: "Le Questure di Milano e Genova sono pregate di identificare il De André Fabrizio e fornire sul suo conto dettagliate informazioni direttamente". Nel giro di un paio di settimane la questura di Genova redige una circostanziata scheda: "Il De André Fabrizio, noto cantautore, pur essendo studente universitario fuori corso in giurisprudenza, si interessa di questioni artistiche, provvede alla incisione dei dischi delle proprie canzoni, ha effettuato qualche spettacolo in televisione, ma non appare mai nei pubblici teatri. Accompagnato sempre dalla moglie, viaggia a bordo dell'auto Fiat 600 targata GE-293864 ed è titolare del passaporto nr. 5191279 rilasciato a Genova il 10.12.1969. Non risultano precedenti penali a suo carico, salvo una denuncia, risalente al 28.8.1959 ad opera della Polizia di frontiera di Bardonecchia, per danneggiamento su edificio destinato al culto. In linea politica, pur non essendo aderente ad alcun partito o movimento - viene indicato come simpatizzante per l'estrema sinistra extraparlamentare e frequenta, in Genova, persone note per tale orientamento o favorevoli al PCI e al PSIUP". Alla vicenda s'interessa il questore di Milano Marcello Guida, assertore della pista rossa per la bomba stragista, che fa sorvegliare le frequentazioni milanesi del "sedicente De André": "Il predetto De André, cantautore, viene regolarmente in questo capoluogo ogni mese, alloggiando sistematicamente all'Hotel Cavour in questa via Fatebenefratelli n. 21 e ripartendo il giorno successivo, dopo aver preso contatti con dirigenti di case discografiche". Per qualche tempo l'attenzione investigativa si affievolisce, tranne riprendere con maggiore insidiosità nel giugno 1976, quando l'Antiterrorismo relaziona sull'acquisto di "un appezzamento di terreno in località Tempio Pausania (Sassari) dove intenderebbe istituire una comune per extraparlamentari di sinistra. Nei periodi di permanenza in Genova, lo stesso avrebbe contatti con elementi appartenenti al gruppo anarchico ed a quello filocinese. Il De André è persona nota a codesto Ministero". L'antiterrorismo ligure accerta che il musicista è "emigrato in data 12/3/1976 a Tempio Pausania" e invia all'Ispettorato Generale per l'Azione Contro il Terrorismo e al Nucleo Antiterrorismo di Cagliari un nutrito rapporto, in cui si registra la sua adesione al Comitato genovese per la difesa del divorzio, come se rivestisse risvolti penali. Trascorso un triennio, un aggiornato promemoria viene inserito dal SISDE in due distinte collocazioni archivistiche: "Brigate Rosse - Varie" e "Fabrizio De André". Stavolta il cantautore viene definito senza mezzi termini un simpatizzante dei terroristi e un loro finanziatore: "Secondo la nota fonte confidenziale il Circolo "Due Porte" è una recente creazione di copertura per le Brigate Rosse. In esso si tengono normali riunioni di circolo politico-ricreativo e riunioni ristrette per l'organizzazione eversiva. Lo stesso Circolo deve servire da strumento economico e la raccolta dello sfruttamento dei fondi economici necessari alle Brigate Rosse. Una delle prime iniziative è stato lo spettacolo del cantautore Fabrizio De André alla Fiera del Mare. Il cantante, simpatizzante delle BR, è stato invitato da il "Due Porte"". I malevoli investigatori ignorano la produzione artistica del musicista, che nel 1973 - quando il terrorismo di sinistra era in incubazione - dedica il 33 giri Storia di un impiegato a un sessantottino deluso tramutatosi in giustiziere proletario, visitato da incubi notturni in cui il sistema si fa beffa di lui e lo utilizza per rafforzarsi: "Noi ti abbiamo osservato dal primo battere del cuore / fino ai ritmi più brevi dell'ultima emozione, / quando uccidevi, favorendo il potere / i soci vitalizi del potere ammucchiati in discesa / a difesa della loro celebrazione". Pur senza disporre di riscontri minimamente verosimili, questori e agenti investigativi diffidano di De André, indirettamente ricollegato all'eccidio di Milano e poi trasformato in fiancheggiatore delle Brigate Rosse... Un'immagine totalmente fantastica, frutto di ottusità e di pregiudizio, oltre che di abissale incomprensione. Più che su De André, questi rapporti segnaletici ci informano sulla mentalità dei loro estensori: inadeguati sul piano professionale, disponibili a dare ombra a fantasmi, secondo i desideri dei loro superiori, in un pauroso deficit di cultura democratica. (10 gennaio 2009) -Berlin: ci sono arrivate queste due foto di manifestazioni in solidarietà alla lotte in grecia.   09/01/09 USI Gaza: un enorme campo di sterm
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Monday, April 14, 2008
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"Scuola Libera"
Un aula autogestita dagli studenti in ogni scuola.
"Scuola Libera" è un collettivo nato dall'unione di individualità
appartenenti all'USI modena, al collettivo de "Gli Agitati" e allo
spazio sociale Libera.
Il compito che il collettivo si è dato è la diffusione della pedagogia
libertaria e la sperimentazione di una scuola altra, non coercitiva e
non finalizzata alla produzione ma impegnata al completo sviluppo
intellettuale e manuale dell'individuo.
La creazione di una scuola libertaria è un progetto a medio periodo che
darebbe senso compiuto al lavoro culturale e pedagogico che il
collettivo intende svolgere.
Il collettivo è formato da studenti, da insegnanti e da semplici
individui che ritengono la pedagogia fondamentale per un cambiamento
sociale radicale e duraturo.
Entrando nel merito della legge Gelmini e delle altre che l'hanno
preceduta il giudizio del collettivo è sicuramente negativo.
Una delle cose da "fare subito" è lottare per avere un'aula autogestita
dagli studenti (aperta al contributo positivo degli insegnanti) in ogni
scuola, dove discutere delle varie leggi e dei vari movimenti di lotta
che si sono sviluppati all'interno della scuola nei vari anni.
Il collettivo "Scuola Libera" sta realizzando una mostra sulla scuola e
la pedagogia libertaria che sarà esposta al Dopolavoro USI di via
S. Agata 13, sede de3l gruppo..
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