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Spazio Sociale LIBERA (MO)



Last Updated: 12/11/2009

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Status: Single
City: Modena
State: Modena
Country: IT
Signup Date: 4/14/2008

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Thursday, March 26, 2009 

Ospitato da:
Spazio Sociale LIBERA (MO)

Quando:
sabato 28 marzo 2009

Dove:
Buscapè
via scarpa 8/10
Modena
41100

Descrizione:
Finalmente dopo sei mesi dallo sgombero abbiamo la possibilità di vedere una mostra (per noi pesantemente difficile da affrontare) ma con "belle" foto. Una testimonianza per noi molto importante ed è per questo che ringraziamo i fotografi che esporranno di essere stati l'8 agosto 2008 nello stesso luogo dove eravamo noi.

Per vedere l'evento clicca qui
Monday, March 09, 2009 

Ospitato da:
Spazio Sociale XM24 bologna

Quando:
venerdì 13 marzo 2009

Dove:
XM24
via del mercato
bologna

Descrizione:
Video, Cd, Libri, Concerti per ricordare DE Andrè

Per vedere l'evento clicca qui
Wednesday, February 25, 2009 

Ospitato da:
Spazio Sociale LIBERA (MO)

Quando:
mercoledì 4 marzo 2009

Dove:
La Tenda
viale Molva fronte stazione corriere
Modena
41100

Descrizione:
Alle ore 17 puntuali introdurrà Paolo Rossi (comico), alle 18 Maurizio Maggiani e Marco Revelli (scrittori), a seguire Gli Iconoclasti che sono i curatori del libro. Ed. Eleuthera. Libera Vive e di più.

Per vedere l'evento clicca qui
Wednesday, February 25, 2009 

Ospitato da:
Spazio Sociale LIBERA (MO)+Fassbinder

Quando:
sabato 28 febbraio 2009

Dove:
Spazio sociale Fassbinder
via giordano 63
Sassuolo MO
41100

Descrizione:
--28 febbraio ore 22 Libera e Fassbinder organizzano "Non ci sono poteri buoni" concerto dedicato a Fabrizio De Andrè con Carlo Ghirardato (da Roma) e la De A Band, allo spazio sociale Fassbinder di sassuolo via giordano 63. Vivamente consigliato un ascolto su www.carloghirardato.com

Per vedere l'evento clicca qui
Sunday, November 02, 2008 


25/02/09 Colby

Libera si fa spazio.

Da questo sabato le iniziative di Libera e del
collettivo spazi sociali aumentano sia quantitativamente che
qualitativamente. Ci fermeremo (e per poco) solamente al raggiungimento
di un nuovo spazio sociale. Il clima politico e repressivo modenese è
pessimo: il PD ancora fortissimo continua con la menzogna e l'arroganza
di cui è maestro a spiegare come sia trasparente e partecipata ogni
loro decisione. Fanno della legalità il loro vanto, una legalità che
come sempre è fare quello che gli pare.

L'area dove c'era Libera è ancora deserta e uno dei motivi per cui
hanno sgomberato e demolito era l'urgenza dell'inizio lavori, se questa
non era menzogna era parola di spavaldi e fascisti, no?

I legalitari avevano l'urgenza di lasciare liberi i campi per sei mesi?

O dovevano solo dimostrare di avere la forza e spiegare chi comanda in città?


Dall'altra il nuovo questore continua a mettere in campo una quantità
di polizia enorme proprio come al corteo del 20 settembre, sempre alla
ricerca del contatto.

Abbiamo in programma iniziative, presidi, cortei fino a quando Libera non ritroverà un suo spazio.

Chi vuole essere solidale è avvertito, l'inverno sta passando e sta arrivando una primavera Rossonera.


21/02/09 Colby

Se si estinguesse il PD.


Come più volte ho avuto modo di spiegare se crollasse il PD spero di
quel crollo, anche in piccolissima parte di aver contribuito. Però
nutro anche la speranza che nel crollo venga travolto Sitta, magari.

L'avvocato del Comune di Modena sostiene che sono affetto da
"pseudologia fantastica" e uno dei suoi padroni, il Sitta di prima,
sostiene che chi è contrario ai suoi progetti ha un problema
psichiatrico. Le possibilità sono 2: o da vecchi stalinisti i nostri
non concepiscono come si faccia ad opporsi a chi fa le cose per il
nostro bene, e va detto, con lungimiranza; che come non si fa a capirlo
che sono avanti anni luce da noi poveretti. Seconda ipotesi da vecchi
stalinisti stanno orchestrando una strategia che in passati gli permise
di fare gli affari loro senza oppositori.

Anche oggi all'incontro promosso da Italia Nostra hanno ironizzato
sulle dichiarazioni di Sitta io invece non sarei così sereno. Non che
sono preoccupato ma su quel punto sta dimostrando debolezza e bisogna
attaccarlo in contropiede. Chi ha le turbe e si fa i viaggi è proprio
Sitta che si è inventato un funerale a se medesimo che nessuno ha
fatto. Quello è fuori, ma male. Gli oppositori al progetto di Sitta di
modena felix da 250.000 abitanti stanno crescendo e bisogna riuscire a
farlo crollare, meglio ancora se crolla la razza padrona che Sitta
rappresenta e lui ci rimane sotto.


18/02/09 Antifa (RE)

IL FASCISMO NON È UN OPINIONE:

FUORI I FASCISTI DA REGGIO EMILIA!


Cittadini di Reggio Emilia,
Venerdì 13 Febbraio,è stata presentata al pubblico la sedicente
Libreria non conforme "Gabriele D..Annunzio" da parte degli aderenti
all..associazione Casapound .

Davanti a una definizione tanto civile, niente a primo acchito potrebbe indurci a interrogarci su questo evento.

Ma cosa si nasconde veramente dietro questo nome?



In verità, ciò che vedremo presentarsi ai nostri occhi non sarà altro
che l..ennesimo spazio di adunata a disposizione dell..organizzazione
Fascista Casapound, nata dalla scissione dal Partito Fiamma Tricolore
nel 2003.

Questi, muovendosi mediante mentite spoglie di associazione pseudo
culturale e/o letteraria, tenta di accreditarsi e raccogliere consensi
attraverso campagne demagogiche ( come ad esempio, il si detto mutuo
sociale, il carovita, ecc..).

Aldilà di tante belle premesse, di chi stiamo veramente parlando?
Ebbene, dei fascisti autori dell..ignobile aggressione nei confronti di
manifestanti e studenti in Piazza Navona il 29 ottobre 2008, di
pestaggi, scontri, violenze contro attivisti di sinistra, migranti ed
altri individui.

Loro "degno" leader, Gianluca Iannone ( ex M.S.I. , è stato presente a
presiedere e fare bel viso all..intero incontro. E.. naturale presumere
che iniziative promosse da certi singoli non potranno quindi vertere su
proposte culturali di qualsivoglia genere.

È nostra modesta opinione che preferiranno dedicarsi ad attività più
"conformi" alla loro sfera d..azione, ovvero la violenza squadrista.
Nella nostra città, poi, hanno già cominciato.
Il 31-01- 09, in Viale Umberto I, alcuni membri del gruppo hanno
assalito un giovane minorenne, la cui unica colpa verso di loro è il
colore della sua pelle.

Di buono c..è che quest..ultimi , seguendo dettami di retta educazione, hanno avuto la curanza di presentarsi al malcapitato:

"Questa è Casapound, i negri non li vogliamo.".



A questo ragazzo va tutta la nostra solidarietà.

Agli squadristi tutto il nostro disprezzo.




Città di Reggio Emilia,

Città Antifascista e Partigiana, mobilitiamoci e respingiamo ogni tentativo di insediamento del fascismo. Di qualsiasi origine.


17/02/09 da "Repubblica"

A
modena ogni tanto arrestano qualche poliziotto per rapina, a genova che
si fa di coca e i comitati chiedono altri poliziotti: bho

GENOVA Polizia choc, agenti drogati in servizio

Indagini partite dal cellulare sotto controllo di un "torturatore" di Bolzaneto.



Poliziotti in servizio, sotto l'effetto della cocaina. Intercettati
al telefono mentre pattugliano la città in divisa e confessano al
collega di essersi drogati solo qualche minuto prima.

"Mi sono
appena "fatto" di cocaina", dicono almeno un paio di loro: le
conversazioni rientrano nell'indagine su di un traffico di
stupefacenti che stamani ha portato all'esecuzione di undici misure
di custodie cautelare.

Tra le persone arrestate per spaccio di
droga ci sono due poliziotti genovesi che attualmente lavorano
presso questure della Lombardia e del Piemonte.

Ma la procura del
capoluogo ligure ha anche spiegato che tra i clienti dei
trafficanti, protagonisti di numerose feste private a base di
cocaina, ci sarebbero "da dieci a venti poliziotti in servizio
presso gli uffici della questura di Genova".

Tutti gli agenti sono
stati segnalati alla locale prefettura in qualità di consumatori di
sostanze stupefacenti.
L'inchiesta, coordinata dal pm Vittorio Ranieri Miniati, è stata
aperta in maniera del tutto casuale nell'estate del 2007. Gli
investigatori avevano allora messo sotto controllo il telefono
cellulare di Massimo Pigozzi, uno dei "torturatori" della caserma
di Bolzaneto.

Pigozzi nel luglio scorso è stato condannato a tre
anni e due mesi di reclusione - pena prossimamente prescritta - per
aver "strappato" la mano di un no-global, divaricandogli le dita
fino a lacerare la pelle e i legamenti. Il poliziotto, attualmente
sospeso dal servizio, ero però finito nei guai anche due anni fa
perché accusato di aver violentato nelle guardine della questura
genovese tre prostitute straniere.

Ed è proprio nel corso di questa
indagine che erano state disposte le intercettazioni sul telefonino
suo e di alcune persone a lui vicine.


Ascoltando diverse chiacchierate, gli investigatori hanno scoperto
un "giro" di cocaina che coinvolgeva più di un poliziotto - non
Pigozzi - come spacciatore o consumatore. Secondo la procura, la
mini-organizzazione di cui facevano parte come intermediari gli
agenti arrestati, gestiva un traffico di due etti di cocaina alla
settimana.

La droga se la procurava un pregiudicato finito a sua
volta in prigione, e veniva quasi sempre distribuita nel corso di
feste tra amici organizzate a Genova e nel Tigullio. Stamani sono
scattate le misure cautelari: cinque persone sono finite in galera,
una agli arresti domiciliari, per altre cinque sono scattati gli
obblighi di dimora.

Le perquisizioni negli appartamenti degli
indagati avrebbero permesso di recuperare un considerevole
quantitativo di stupefacente.

Vale la pena di ricordare che giusto un anno tre ispettori della
squadra mobile genovese, sezioni "narcotici", erano stati
condannati a trent'anni complessivi di reclusione (ridotti a
diciotto in appello) per aver venduto grossi quantitativi di droga
sequestrata nel corso di operazioni di polizia.
"Mele marce. Che vanno subito eliminate.

Aspettiamo il rapporto
della procura e faremo tutti gli accertamenti del caso. Se davvero
i nostri agenti si sono drogati, verranno immediatamente sospesi".


Salvatore Presenti, questore di Genova, sottolinea che tutta la
polizia - e in particolare quella del capoluogo ligure - è "sana e
professionale".
"Lo dimostrano i risultati di tutti i giorni.

E' però possibile che
qualcuno commetta degli errori. Del resto, noi non arruoliamo gente
che viene da altri pianeti. I nostri uomini sono figli di questa
società.

Ma loro non hanno scusati, non hanno giustificazioni.

E se
sbagliano, pagano. Pagano più degli altri, se è il caso. Non si può
essere indulgenti, con chi porta la divisa e ha due volte il dovere
di comportarsi bene, di dare l'esempio".


Presenti ha confermato l'arresto dei due poliziotti genovesi,
attualmente in servizio in due diverse questure (Lodi, Asti):
"Erano aggregati nel capoluogo ligure, quando sono rimasti
coinvolti nei fatti oggetto dell'indagine".

da Repubblica!


15/02/09 da "Repubblica"

Il Duce tra le auto d'epoca.


Donne e Motori, auto e Duce e banalità varie.



Immagini
del duce, svastiche, sciarpe con scritte razziste, bombe a mano
(finte), coltelli (veri), uniformi, mitra non funzionanti e molto altro
ancora su questo tema: non siamo a un mercatino per reduci ma
incredibilmente ad Automotoretrò 2009, la mostra per auto d'epoca che
si tiene dal 13 al 15 febbraio al Lingotto Fiere di Torino.
L'espositore spiega in un cartello che 'La politica non c'entra, è solo
puro collezionismo: ogni commento è sgradito grazie'. Ma sul tanga
tricolore con la faccia del duce avranno di sicuro da ridire anche i
fedelissimi di Mussolini...

13/02/09 Colby

-Il vetro rotto e la scritta alla sede del PD di Solara.

Due premesse: la prima è che Libera e gli
Agitati quello che fanno lo rivendicano e questa è una pratica ribadita
e rivendicata da sempre, seconda cosa e che non sapendo chi può essere
stato analizzerò l'accaduto sempre per ipotesi e quindi con i se.

L'ipotesi più accreditata leggendo i giornali è che siano stati
dei ragazzini che per emulazione hanno fatto un'azione che rimarrebbe
isolata.

Se così fosse al PD di Solara è andata meglio che a Libera perché anche
se nel loro comunicato parlano di "devastazione della sede" è
evidentemente che si tratta di un danneggiamento, la vera devastazione
è stata quella del PD ai danni di Libera.

La scritta Libera vive è veritiera perché Libera non è morta con la
demolizione della sua sede e anche la scritta PD: padroni di devastare
corrisponde al vero.



Il PD sempre solerte a cancellare le scritte sui muri ha deciso
strumentalmente di lasciare quella sulla propria sede almeno fino alla
manifestazione "contro le intimidazioni" che si è svolta domenica
mattina alla presenza del segretario provinciale Bonaccini.

Nel comunicato si legge: "Chi ritiene di intimidire uomini e donne
che fanno politica con passione attraverso questi atti agisce in modo
inaccettabile".

Pensare che qualcuno possa intimidire il partito che ha il Potere in
mano da 63 anni mi sembra spostare strumentalmente l'asse dell'analisi,
per quanto io possa ragionevolmente sforzarmi penso che quel gesto se
fatto da emuli ragazzini volesse colpire, volesse indicare una
responsabilità, volesse rappresentare uno sfogo, parlare di
intimidazione è eccessivo; e chi avrebbe la forza di intimidire il PD
nella bassa modenese?

Parlare di intimidazione significa spostare l'asse su di una
strategia che non è più opera di emuli ragazzini ma di gruppi
organizzati con una strategia ben precisa.



La strategia potrebbe essere quella di colpire oggi una sede, domani
un'altra e far vedere che c'è la possibilità di farcela a demolire quel
partito, indicare una strada sperando che altri la seguano o dimostrare
che esiste un altro modo di agire oltre ai cortei e ai volantinaggi.

Se questa fosse l'ipotesi io credo che questa azione faccia il
gioco del PD perché lui è un partito organizzato e ha la forza di
sfruttare quell'episodio a suo favore.

Per quello che interessa me, io voglio costruire un movimento di
massa che sia anche contro il PD e contro qualsiasi altro partito
autoritario e non mi interessano le avanguardie di cui ho sempre
dubitato e non ho ancora capito se i loro intenti siano sinceri o
nascondano l'ennesimo progetto autoritario.

Per essere ancora più chiaro, se ci fosse un nostro movimento di
migliaia di persone sarei più occupato ad impegnarmi nella costruzione
della società futura che a definire i rapporti con i relitti di quella
vecchia.
Parlando in questi giorni è uscita anche l'ipotesi di un atto vandalico
costruito ad arte dallo stesso PD, io non condivido questa ipotesi ma
la riporto giusto per dovere di cronaca.

La riporto anche perché non cancellando la scritta e facendo
addirittura una manifestazione contro le intimidazioni il PD a mio
avviso, ha mostrato debolezza, ha mostrato di non comprendere più bene
cosa stia succedendo ovvero sta dimostrando di temere che il loro
potere assoluto cominci a sgretolarsi.
Non credo abbiano paura di Libera o delle solidarietà che possano
arrivare a Libera, credo che qualcosa gli stia fuggendo di mano, si
sono mossi come se non fossero più sicuri del loro totale controllo.

Anche se sono stati ragazzini, anche se fosse stato qualcuno per
sfogarsi, anche se fosse qualcuno con una strategia, anche se fossero
stati loro stessi, anche se fosse stato chissà chi, qualcosa si è
incrinato e se Libera in qualsiasi modo ha contribuito a questo
incrinarsi io sarei contento.

Un ultima analisi, io credo che nessuno possa decidere chi può
esprimersi e chi no, nessuno si può arrogarsi il diritto di dire chi
può avere una sede e chi no, saremmo di fronte ad un regime autoritario
e dittatoriale ma altrettanto sono perché i fascisti una sede non ce
l'abbiano proprio perché hanno dimostrato il desiderio di chiudere
quella degli altri.
Credo che un po' di fascismo ci sia anche a certi livelli del PD,
sicuramente in parte della sua dirigenza, ho condiviso l'analisi che ha
fatto Libera dopo lo sgombero subito che ha scritto "Non lasceremo la
città in mano ai fascisti".

Certi personaggi che regalano il bene pubblico agli interessi di alcuni
ricchi privati e sgomberano un'esperienza ecologica ed autogestita sono
fascisti.




-Quanti nostri soldi?


..



..
 questo
sulla sinistra è solo uno degli elenchi di soldi pubblici che vengono
suddivisi dai vari partiti per garantirsi influenza politica sugli
elettori e condizionare l'adesione alle loro liste, coi nostri soldi ci
insegnano chi dobbiamo eleggere per il nostro futuro. noi anarchici non
vogliamo soldi dallo stato per pigliare per il culo i cittadini ma coi
nostri soldi e assieme a loro se lo vorranno costruire un' altra
società ed altri rapporti umani ed economici.

-Ah ecco la motor valley.

Nell'ultimo
numero del giornale del comune di modena viene fatta la pubblicità di
un evento che si terrà dal 7 all'11 settembre, "in settembre modena
capitale dei motori".

A modena si riunirà il forum mondiale dei musei del motorismo, oltre mille delegati.

AH ecco cosa interessava alla confcommercio, posti letto e primi
piatti, ah ecco turisti che consumano legandosi ai motori. E chi li
mantiene questi rappresentanti dei musei? forse anche li soldi
pubblici? come quelli stanziati per la casa natale di enzo ferrari? AH
e chi stanzierà i soldi ai delegati? forse gli stessi che hanno fatto
di modena terra di motori? ah ho capito.


11/02/09 Salemme

Marzaglia Vive


Seppur tardivo, il ricorso al Consiglio di Stato era un atto dovuto a
tutela della Città e delle Falde acquifere comprese nell' Area Vasta
fra Marzaglia, Campogalliano e Formigine.
E' pur vero che la
fretta di sgomberare l' area, da dare alla Vintage, lo scorso 08 agosto
2008, con l 'utilizzo massiccio dei reparti mobili di Polizia e
Carabinieri, non ha comunque a tutt' oggi sortito nessun avvio del
cantiere.

La pista di guida sicura non ha finanziatori e allora non si farà nulla!

La " partita " è aperta fino alla definizione del PTCP (Piano
territoriale di coordinamento provinciale) perché siano definite le
aree protette stabilite dalla legge 6/2005 della Regione Emilia
Romagna.

L' Area vasta di Marzaglia è nel Corridoio ecologico del fiume Secchia;
definito " Nodo Primario" ed è inserito anche nei programmi di tutela
delle Biodiversità della Comunità Europea: Natura 2000 e Life Econet,
inoltre le Province di Modena e Reggio Emilia e il Comune di Modena ,
assieme ad altri partner stanno costituendo il Parco regionale del
fiume Secchia.

Vanno ricordate le oltre 50 prescrizioni Ambientali e di tutela
archeologica previste dalla Provincia di Modena nell' atto di VIA (
Valutazione di impatto Ambientale).

Emilio Salemme Presidente della Consulta per la Tutela dell' Ambiente del Comune di Modena

Modena , 11 febbraio 2009



11/02/09 No Pista

Risposta data ad un articolo dell'Informazione.

Egregio direttore,
magari la giustizia italiana fosse così rapida da essersi già pronunciata sul ricorso contro l'autodromo di Marzaglia.

Le cose purtroppo non stanno affatto così.

Nelle motivazioni riguardanti il rigetto del ricorso contro la pista,
riportate sul vostro giornale, è stata omessa una parte fondamentale.

La frase per intero recita: "Considerato che le doglianze prospettate
dalla parte appellante non appaiono meritevoli di positiva
considerazione in questa sede di sommaria delibazione, tenuto anche
conto della tardività dell'impugnativa della deliberazione C.C. n.
93/2003 che aveva sottratto l'area a verde pubblico e a verde di uso
pubblico".

E la parte sulla quale porre l'accento è "in questa sede di sommaria
delibazione". Il Consiglio di Stato infatti non ha respinto il ricorso
ma ha semplicemente confermato la decisione del TAR di Bologna dello
scorso agosto, di respingere cioè la richiesta di sospensiva degli
effetti della delibera del Comune, che è una richiesta preliminare
all'esame del ricorso vero e proprio.

Non c'è stato dunque un pronunciamento sul merito, che rimane
assolutamente aperto e del quale confermiamo la nostra assoluta
convinzione sulle ragioni che lo sostengono: il tribunale ha solo
sommariamente esaminato se ci fossero ragioni così clamorose ed
immediatamente evidenti da meritare una sospensione dei lavori.

Queste ragioni clamorose, a giudizio dell'autorità giudiziaria, non ci
sono. Il problema è che quando verrà esaminato compiutamente il merito
delle questioni da noi sollevate l'opera rischia di essere già
costruita, con la beffa per la giustizia e la collettività modenese,
che ci si può ben immaginare.

Coordinamento cittadino contro l'autodromo e per il bosco di Marzaglia


10/02/09 Squatters

Barcellona Lun 9 Febb


Sgomberato Calle Amor! Resoconto telefonico da Barcellona: Questa
mattina, lunedì 9 Febbraio la polizia ha sgomberato la casa occupata
Calle Amor di Barcellona. Alle 6 e mezza del mattino l'antisommossa
Catalana ha fatto irruzione dentro la casa occupata. Gli occupanti sono
saliti sul tetto ed uno di Loro è nuovamente salito sulla croce per
tentare una nuova resistenza. Questa volta la sbirraglia catalanaha
usato metodi ancora più violenti. Il compagno sulla croce è stato
sradicato con essa con l'uso d'un escavatore. I ragazzi che portavano
la solidarietà agli amici sgomberati, venivano spintonati violentemente
dalla polizia. In mattinata sono arrivati i Salesiani, proprietari
dell'immobile e con Loro i mezzipesanti per la demolizione della casa
occupata. Solidarietà con tanto Amore! Torino Squatters!

5/02/09 Colby

Govanardi e l'antimilitarismo.


Giovanardi dice a Pighi che è un antimilitarista perchè critica l'F104
posto all'nterno della facoltà di ingegneria e così facendo non
rigrazia l'impegno dei "nostri" militari per la pace. Pighi ha detto
che anche lui ringrazia i "nostri" militari ma si preoccupa della
sensibilità dei pacifisti. L'antimilitarismo tra questi due politici
sembra sia una tremenda offesa da cui prendere le distanze, ma sanno
cos'è l'antimilitarismo? e sanno qual'è il militarismo?

Sempre i militari non si mescolano con il civile per tutelare il civili.

Le compagnie militari si accampavano fuori dalle città.

Rendere l'intera società intrisa di militarismo è quello che da anni entrambi i contendenti stanno realizzando.

I veri antimilitaristi ci sono e continuano la loro lotta per l'abolizione di tutti gli eserciti e di tutti gli stati.

4/02/09 Rally


Mitsubishi in crisi.

La casa automobilistica giapponese ha annunciato che si aspetta di
chiudere l'esercizio 2008-2009 con una perdita netta di 60 miliardi di
yen (500 milioni di euro).

Con l'abbandono da parte della Mitsubishi, il mondo dei rally perde il
terzo marchio giapponese. A metà dello scorso dicembre era arrivato
l'annuncio del ritiro della Fuji Heavy Industries, produttrice della
Subaru, sempre a causa della crisi internazionale dell'auto.

Lasciava così il fango e le strade sterrate un marchio importante,
vincitore di tre titoli costruttori ed altrettanti piloti in 19 anni.
Sempre la contrazione delle vendite, pochi giorni prima aveva portato
la Suzuki a prendere la stessa decisione dopo un solo anno di gare.

(4 febbraio 2009)

4/02/09 Carpi

Il popolo dell'acqua canta vittoria, ma non a Carpi (per ora).


I sindaci lombardi vincono la battaglia dell'acqua, così titolava ieri
(28 gen 2009) la Repubblica a pag. 14. Infatti l'acqua in Lombardia è e
resterà pubblica, il consiglio regionale anziché procedere al
referendum chiesto ed ottenuto da ben 144 sindaci ha preferito
modificare la propria legge che imponeva l'ingresso dei privati nelle
società di gestione del servizio idrico.

"Una vittoria dei sindaci e dell'opposizione" -sottolinea con soddisfazione tutto il centrosinistra.
Ma quale centrosinistra? Quello lombardo, non certo
quello carpigiano che, incurante di ogni evidenza, prosegue cieco e
sordo nel deleterio progetto di vendita ai privati delle azioni di
Aimag.

La maggioranza di governo carpigiana ha infatti pubblicato
pochi giorni fa il bando per la vendita delle azioni, nonostante sia
ormai riconosciuto in modo pressoché unanime il fallimento del mito
"privato è meglio" nella gestione dell'acqua.

Sentite per esempio cosa
scrive Repubblica per spiegare l'opposizione sorta in tutt'Italia (e
non solo a sinistra) sulla privatizzazione del servizio idrico: "la
contrarietà al privato "tout court" non nasce da posizioni "teologiche"
ma da una constatazione pratica: quasi ovunque si è scelta questa
strada, le bollette sono aumentate senza che la qualità del servizio
migliorasse".

Esattamente ciò che il Coordinamento Beni Comuni ha detto
durante la campagna referendaria.
Tutto ciò dimostra una volta di più
l'urgenza di discutere su quali azioni di contrasto mettere in campo
nei prossimi mesi soprattutto in vista delle elezioni amministrative
che si svolgeranno ai primi di giugno.

Per il Coordinamento Beni Comuni e Partecipazione
Roberto Galantini


4/02/09 Colby

No Dal Molin?

Demolita la pista dell'aeroporto
IL CANTIERE.

Improvvisa accelerazione dei lavori nel settore ovest, proprio nel
giorno in cui il Comune programmava la delibera per ridurre l'area
della base Usa.

Si attendono ancora notizie sul finanziamento statale per la rototraslazione.

Cicero: «Chi rompe, paga»
Mezzi d'opera sbriciolano la pista di volo del Dal Molin. COLORFOTO

Vicenza. Addio pista di volo.

Con un'improvvisa accelerazione, ieri ruspe e operai arruolati per
costruire la Ederle 2 hanno iniziato a sbriciolare la vecchia pista di
volo, macinando l'asfalto per lasciar posto alla futura caserma.

Il deciso passo in avanti dei lavori avviene in coincidenza con la fine
della tre giorni di occupazione dell'aeroporto civile messa in atto dal
Presidio permanente contro la base Usa e proprio nel giorno in cui a
palazzo Trissino veniva programmata la discussione della delibera per
richiedere la riduzione della superficie destinata alla Ederle 2 con
l'obiettivo di farla convivere con la vecchia pista.

Quando sarà posta ai voti, quella striscia di asfalto sarà un ricordo.
LA DEMOLIZIONE.

Va di fretta la "Ederle 2". Il cronoprogramma stilato dagli americani
dice che entro il 16 febbraio dovrebbero iniziare gli scavi per
costruire gli alloggi destinati ai soldati: le caserme saranno
costruite proprio sopra la vecchia pista di volo, che ieri è stata
sbriciolata, distrutta, azzerata.

Il piano dei lavori seguirà ritmi serrati: a febbraio via agli alloggi,
ad aprile via al quartier generale, a novembre via al centro
ricreativo, a dicembre via al check-point.

Di questo passo a tamburo battente fino alla fine delle opere prevista
fra tre anni, nel 2012. A questo punto rimane spalancato il grande
interrogativo sul futuro dell'aeroporto, legato a doppio filo alla
costruzione della nuova pista, ruotata di alcuni gradi verso nordest e
traslata di alcune decine di metri, ma con caratteristiche tecniche
inferiori rispetto alla vecchia infrastruttura.

Il commissario governativo Paolo Costa ha annunciato a più riprese
l'intenzione di predisporre in tempi brevi progetto e stanziamento dei
fondi necessari, circa 11 milioni di euro. Alla società Aeroporti
vicentini e all'Enac, tuttavia, attendono ancora di leggere la cifra
scritta nero su bianco. IN CONSIGLIO.
La demolizione della pista è un colpo di
grazia inferto alle speranze di salvare la vecchia pista di volo, come
prospettato da una delibera bipartisan che il consiglio comunale si
appresta a discutere per chiedere una riduzione della superficie
destinata alla base Usa.

Il promotore, l'ex assessore oggi consigliere di opposizione Claudio
Cicero, ulula: «A casa mia, chi rompe, paga, e i cocci sono suoi.

La delibera sarà comunque votata».

Che in municipio stia subentrando una certa dose di rassegnazione,
però, è testimoniato dall'andamento della conferenza dei capigruppo,
che in assenza di Cicero ha relegato la trattazione della delibera in
fondo alla scaletta delle prossime riunioni: altro che urgenza, altro
che corsia preferenziale.

Cicero è andato su tutte le furie, ottenendo una mezza promessa di invertire l'ordine del giorno. Intanto il tempo scorre.



Gian Marco Mancassola

3/02/09 Colby

Se siete contenti voi, teneteveli?

Il Comune
di modena destina un milione di euro per le persone in difficoltà e tre
milioni per realizzare uno solo dei progetti di Botta sulle tre piazze
del centro. Pellacani (ex rettore) si candida per il Pdl e Pighi scopre
l'F104 nel piazzale di ingegneria e dice che lede la storia di pace
della città. Pighi non sapeva che i T-red erano spenti, il comandante
dei vigili si era dimenticato di dirglielo. I piccoli partiti
protestano per la soglia del 4% alle europee, anche Rusticali
(social-ista) e Sinistra per Modena che dopo aver legato il somaro dove
voleva il padrone PD pensavano a ben altra ricompensa. I vari filosofi
hanno abbandonato modena scoprendo quanto è provinciale, un pò
clerico-fascista e "decisionista". Un'altra modena è possibile, ma solo
dal basso.

2/02/09 Colby

Quanti soldi?

Siamo al
quarto esborso da parte della Provincia di Modena alla "Citta dei
Motori". Per ora i soldi dei cittadini vanno sopratutto al museo della
casa natale di enzo ferrari.

Tutti sperano di guadagnarci un sacco di soldi ma per il momento ne stiamo tirando fuori....e parecchi.



2/02/09 FAS

Lettera aperta al movimento No Ponte
per la ripresa delle mobilitazioni.



Da troppo tempo il movimento di opposizione al Ponte sullo
Stretto sta affacciato alla finestra ad aspettare che siano
gli eventi a dirgli se è necessario o no tornare in
piazza.

Questo atteggiamento attendista sta lentamente
disarmando l'opposizione al Mostro, che rischia, nelle sue
frange meno militanti e politicizzate, di cadere in preda
alla rassegnazione.

Il raffreddamento della lotta, provocato
dall'atteggiamento ambiguo del governo Prodi, che non ha
cancellato il progetto né ha chiuso la società Stretto
di Messina, autentica macchina mangia soldi, ha finito per
ridimensionare quel tanto che era stato faticosamente
costruito.


Se è vero che alcune dichiarazioni dei sostenitori del
Ponte hanno il sapore degli annunci propagandistici, è
anche vero che in questa fase storica la lobby dei pontisti
non ha molti ostacoli sul suo cammino, essa è fortemente
rappresentata dai governi Berlusconi e Lombardo ed ha
sostenitori anche nella cosiddetta opposizione politica e
sindacale.

La recente interrogazione parlamentare di un
gruppo di deputati siciliani del PD va in questo senso: essi
infatti, si limitano a chiedere la "modifica"
dell'opera nel senso di scelte "maggiormente
affidabili" e "meno costose".
Il rifinanziamento da parte del Cipe della Società Stretto
di Messina, rilancia l'intera questione.

Andare a
disquisire se l'opera sarà conclusa o rimarrà a
metà, se sarà fattibile oppure incontrerà ostacoli
tecnici insormontabili, in questa fase è deleterio.

Una
cosa è certa: la lobby del Ponte e delle grandi opere è
pronta a partire e partirà; più ostacoli incontrerà
sul suo cammino, più i tempi si dilateranno, più i
cantieri dureranno e le spese lieviteranno.

L'obiettivo
primario di fare aprire la borsa dei conti pubblici sarà
raggiunto, a prescindere dalla conclusione dell'avventura.


Ma con conseguenze certe: il disastro ambientale nell'area
dello Stretto; lo scempio urbanistico; il foraggiamento
finanziario delle cosche delle due sponde; la
militarizzazione dell'area; l'inquinamento di ogni
ambito sociale, politico e culturale, attraverso pressioni,
infiltrazioni, compravendite, per saldare un consenso che
fino ad oggi non appare scontato.


Tutto questo impone la ripresa di un dibattito nel movimento
e fra tutti i settori che hanno lottato contro il Ponte, e
l'indizione di forti mobilitazioni, caratterizzate dallo
sforzo di esportare i motivi dell'opposizione al Mostro
anche oltre l'area dello Stretto, più di quanto non lo
si sia fatto fino ad ora, ed in maniera più determinata.


La costruzione, o comunque l'inizio dei lavori del Ponte,
saranno (sono già) sfruttati e venduti come occasione per
rilanciare l'economia, rimettere in circolo denaro
pubblico, creare posti di lavoro.

Se non si è in grado di
rispondere a queste argomentazioni false e strumentali; se
non si è tra la gente a confutare la propaganda pontista,
fortissima e attrezzatissima, noi perderemo ancora prima di
avere combattuto.


Questa battaglia è oggi più urgente che mai; essa può
rappresentare la base di una vertenzialità meridionalista
contro il potere centrale e contro il capitale, nelle sue
varie sfaccettature (politico, economico, mafioso,
religioso), per l'affermazione di idee, proposte,
obiettivi basati sull'autodeterminazione e su un ritrovato
protagonismo sociale e popolare incamminato sulla via
dell'autogoverno.

La FAS propone l'apertura di un dibattito che confluisca
in una prima assemblea regionale di confronto e di azione,
da tenere a Messina (o in altra località si decidesse),
entro e non oltre il mese di marzo.

Federazione Anarchica Siciliana


Enna, 1-2-2009


31/01/09 Squatter's

Barcellona: continua la lotta per gli spazi sociali.

Barcellona

Gennaio 2009

Autocrocifissione per resistere allo sgombero.



El Amor Resiste

Historia del desalojo de la calle Amor

…si sta parlando di come resistere allo sgombero richiesto dai
Salesiani – proprietari delle case, abbandonate da anni – e che verra’
effettuato dai reparti antisommossa dei Mossos de Esquadra, la polizia
autonomica di Catalunya.
Le
case sono basse, troppo basse per salire sul tetto e resistere; il
quartiere e' lontano dal centro con una sola via principale senza
negozi, senza banche, senza neanche un bar?

Un vecchio marinaio slavo-torinese, ora imbarcato su un veliero
francese, passato qualche notte prima aveva lanciato l'idea di una
crocifissione?

Sabado 3 de Enero 2009 Barcelona .

In una delle 4 case della calle Amor un gruppo di architetti,
ingenieri, fabbri falegnami e buongustai stanno pranzando.

Sono le 16.00 del pomeriggio di un sabato piovoso.

Lasagne, branzini al sale, vino bianco riempiono una tavola piena di
bozzetti che si macchiano mano a mano che si rovesciano i bicchieri.

Tutti parlano ad alta voce. Scorrono litri e fumano tabacchi, il
progetto comincia a prendere??.Una croce, una croce di di 20 metri, 15,
12, 10? Tutti daccordo: 10 metri. Volera' 6 metri sopra il tetto.

Tutta rigorosamente di legno, come in galilea?.dicono gli artigiani?
gli ingenieri studiano come sollevarla, come ruotarla, i cavi
d'acciaio, lo spessore dei legni?i bravi ragazzi fanno la lista della
spesa e si perdono: furgone- notte?

Sabado 10 y domingo 11 Enero 2009 BCN



I giorni della creazione sono arrivati. Arrivano dalla Germania, dalla
Sardegna, dall' Argentina, dalla Spagna , dalla Grecia, dalla Francia,
dal Piemonte, dalla Sicilia e da diverse province di Catalunya. Bisogna
imbullonare una croce di 10 m e poi sollevarla.

Tutti all'opera. Gli ingenieri hanno studiato un abitacolo per il
crocifisso che sia abbastanza comodo: sara..fornito di sellino anatomico
e piattaforma per potersi sgranchire le gambe.



La croce cresce fino all'ora della comida: quando scende il sole, come
in Galilea? Arriva la domenica, arriva il momento di alzar 300 kg di
croce?Dopo aver studiato seno e coseno degli angoli dei triangoli
rettangoli dei tiranti di acciaio si incomincia?.Con 40 mani e un
árgano la croce incomincia a irrigidirsi nel cielo?Rumore di catene e
ansie umane si mescolano fino ad arrivare alla posizione eretta.

Che fáticosa a volte l'erezione?.Si tensano i 4 cavi di acciaio nei 4
punti cardinali per prolungare l' erezione - viagra- e la croce e'
fatta! In cima alla croce un cartello: "quo vadis?" come disse Jesu
Cristo a San Pietro quando aveva perso le chiavi di casa. Piu' in basso
un grande cuore rosso spinato. Lungo tutto il perímetro una serpentina
di luci fucsia per le orazioni notturne?

Jueves 15 Enero 2009 BCN

h. 8:00 Calle Amor.



I vicini passano in silenzio e si fanno il segno della croce prima di
andare a lavorare. Come se fosse tutto normale?.. del resto una croce
e' una croce. Ci sono croci in montagna, al cimitero, in Chiesa, sui
guardrail delle autostrade? sulle schede elettorali? La croce e' un
símbolo di tortura, di sofferenza, di morte: copyright della Chiesa.

Per questo i Salesiani del collegio di fronte proprio oggi hanno
mandato i bambini in escursione. Meglio che gli innocenti non vedano a
cosa serve una croce.
Nella strada un putage' scalda caffe' e te',
torte e croissant. Non c'e' traffico nella Calle Amor perche'nessuno ha
parcheggiato nella Calle Amor. Si aspetta la polizia.

Il desayuno scalda gli stomaci dei piedi freddi che fumano dalla bocca.

Arrivano da tutta Barcellona: punk, okupa, anarchici, feticisti, sado
maso , giornalisti e qualche cane?Un altoparlante greco irradia la
strada con le note di Radio Bronka - radio pirata di BCN- che segue in
diretta tutto lo sgombero.
Alle 8:00 in punto Pierino Cross - cugino del
famoso sciatore Pierino Gross - stuntman venuto da lontano con una tuta
alla Nicky Lauda e casco da Formula 1 scala la croce. Lo spettacolo e'
servito, la polizia in borghese da lontano fa foto, ma non si avvicina.
I salesiani nel cortile del collegio telefonano?A chi? Forse
direttamente a Dio, per chiedergli se piovera'.



All'urlo "Farisei!" si nascondono dentro e continuano il loro contatto
probabilmente via Internet. I vicini escono sui balconi, i punk fanno
colazione. Los Mossos no vienen.!

La polizia che aveva seguito molto da vicino tutta la costruzione della
croce e che per settimane si divertiva a passare la mattina per
intimorire gli occupanti, non viene. Qualche giorno prima aveva chiesto
al giudice la possibilita' di avere carta bianca e quindi di non dover
effettuare lo sgombero in un giorno in particolare, ma poter
intervenire quando piu' gli avrebbe fatto comodo.

Cosi..rimangono lontani raccogliendo foto e informazioni per redattare i
prossimi profili criminali. H 10:00 Pierino Cross scende dalla croce.
Inizia la 2º parte del piano anti sgombero. Da tutte le case si portano
fuori i mobili vecchi, le stuffette umide, i materassi che sanno tutto,
gli scaffali con l'ernia e si inizia una processione.

Como programmato, secondo una lógica maomettana andiamo dai Salesiani.
I Salesiani non solo hanno un collegio, bensi 2 isolati di proprieta'.

Un ostello della gioventu' salesiana, la scuola per diventare
salesiano, la universita..di teología, la residenza dei salesiani di
seconda mano?.Il tutto immerso nel verde in giochi di acque, fontane ,
bonsái, siepi tropicali, palme salesiane..
Una mandria di bufali e cani attraversa la
strada con servizio fotográfico della digos ed entra nel palazzo. Nel
cortile si organizza un salotto, una camera da letto e qualcuno si
rilassa, altri incominciano a sradicare bonsái millenari da mettere sul
balcone della casa okupa, altri si tolgono gli anfibi e pescano con le
mani le stanche carpe che sopravvivono nelle varie fontane: l'anarchia
si scatena .

Un funzionario salesiano lampadato si presenta con due agenti in
boghese e vuole sapere che cosa fa tutta quella gente li. Gli diciamo
che parleremo solo con Don Bosco, che abbiamo eletto come mediatore. Se
c'e' qualcuno che puo' fare qualcosa per risolvere questa tensione puo'
esssere solo un santo.

Il funzionario ci dice che Don Bosco e' morto, i polizziotti provano ad
identificare qualche punk, la mandria si ricompone e lascia il paradiso
terrestre. Di ritorno alla Calle Amor una gradita sorpresa. Agnello al
forno e litri di vino sotto il sole della Galilea.

La polizia circonda il quartiere e incomincia a fermare tutti i
solidali con la Calle Amor. Nessun arresto, solo identificazioni.
"Viviamo ogni giorno e ogni notte come fossero gli ultimi, fino alla
fine del mondo " come dice Bojan mi amigo de Sarajevo.

30/01/09 Colby

Pighi e la sua legalità.

I
T-red non sono omologati ma lui li toglierà solo se sarà obbligato a
farlo, i suoi vigili urbani che controllano le licenze edilizie
lavoravano a contatto con l'amianto e in più si inventò illegalmente la
fine del collettivo de "Gli Agitati" per poter sgomberare Libera.

Cos'è la legalità?

Continuare a fare quello che gli pare?

29/01/09 Colby

Non ci sono poteri buoni.

Oggi
i giornali pubblicano le scudisciate di Beppe Grillo contro il governo
italiano: il governo è abusivo e antidemocratico ed è li per accordi
con la mafia.
Sono d'accordo che il governo è intriso di mafiosi,
che questi ultimi avevano deciso chi far governare già negli anni 90 e
che si intaschino ogni anno 9 miliardi di euro dell'unione europea.

Un ragionamento così però lascia intendere che il governo italiano è il peggiore di tuttti

e che invece negli altri stati è diverso.

Sembra dai suoi ragionamenti che da altre parti la democrazia sia vera
espresssione della gente e non delle lobby. Quì c'è l'errore, negli
altri stati non si chiamerà mafia ma la distanza tra la gente ed i
governi è lo stesso enorme.

27/01/09 Colby

Gli anarchici e le elezioni!

Dal
mio articolo di ieri sembra che io sia contento (ed è vero) se il PD
perdesse potere e arroganza ma non offro una valida soluzione; mi
spiego meglio: se mi auguro che il PD perda chi dovrebbe vincere? Per
me è una risposta ovvia: nessuno.
Io come la quasi totalità degli
anarchici non riconosco legittimità alle elezioni ed agli eletti per
tanti motivi.

C'è chi sicuramente replicherà: guarda ciccio che se va a votare anche
solo il 10% degli elettori loro si dividono il 100%, guarda cosa è
successo in Abruzzo ha votato il 60% e loro si stanno dividendo lo
stesso soldi e poltrone, e le leggi che decidono le dobbiamo rispettare
tutti altrimenti c'è la punizione. Il discorso si fa lungo e comunico
che dedicheremo molto spazio all'eventuale dibattito che si dovesse
sviluppare.

Oggi ospitiamo un'intervento di Alberto Perino, un militante No TAV Valsusino:

ELEZIONI?

26/01/09 Colby

-22%

Bonaccini
comunque è contento. Afferma che il risultato è comunque ottimo anche
se alle primarie del PD il calo è stato notevole. Lui è ottimista
perchè, nonostante il calo di affluenza, l'aumento della disaffezione
mostrata nelle votazioni della regione abruzzo ed il fatto che i suoi
elettori sono quasi tutti anziani sa di poter vincere ancora. E' sicuro
di vincere in provincia ma ha paura del ballottaggio in città e
lavorerà duro per scongiurarlo.
E' contento Bonaccini perchè la
macchina del pci è ancora forte, perchè le destre a modena continuano
ad essere impresentabili e perchè i segnali che arrivano dalla sinistra
da salotto sono chiari: gli hanno garantito appoggio.

Altri 5 anni di governo della "Razza Padrona", altri 5 anni di arroganza, peccato.
10/01/09 AAVV
Gaza,De Andrè e Berlin!
-Nella striscia di Gaza l'esercito israelino è come uno tsunami


Coordinamento Migranti Bologna e provincia:
Una questione di confini. Quello che sta accadendo a Gaza non è una guerra di religione né una guerra etnica e neppure uno scontro di civiltà. È una questione di confini.
Confini e muri reali come quello alto 8 metri che divide le città palestinesi da Israele, che trasformano decine di migliaia di palestinesi in lavoratori clandestini nello stato che oggi li attacca.
Per questo condanniamo senza appello quello che sta succedendo in questi giorni a Gaza: quella del potentissimo esercito israeliano contro la popolazione palestinese è un..offesa che deve cessare immediatamente. Il massacro che si sta compiendo e gli anni di embargo e confinamento hanno trasformato Gaza in un enorme centro di detenzione a cielo aperto, dove le vite si consumano in silenzio e i diritti non valgono nulla.
Di fronte a tutto questo ci uniamo alla rabbia e all..indignazione di quanti hanno manifestato in questi giorni, a Bologna, in Italia e in tutto il mondo, a fianco della popolazione palestinese.
Esprimiamo la nostra solidarietà con forza, ma lo facciamo senza tradurre il linguaggio della solidarietà nel linguaggio dell..identità. Non solo per via delle strumentalizzazioni di quelle parti politiche che approfittano delle differenze religiose per alimentare logiche di segregazione e razzismo, ma perché in questi anni abbiamo lavorato duro per andare al di là delle identità, per rompere i confini che dividono le lavoratrici e i lavoratori.
Siamo dalla parte di coloro che in Palestina vivono, lavorano e muoiono non in nome di un..appartenenza religiosa o nazionale, ma perché pensiamo che in gioco non è soltanto la fine di un'occupazione odiosa e di azioni militari criminali, ma anche la capacità di superare proprio un orizzonte nazionale che ha sin qui causato solo morti e distruzione e che mostra in Palestina il suo volto più brutale e violento. La questione palestinese è una questione di confini.
La limitazione della libertà di movimento è la stessa per cui migliaia di uomini e donne attraversano ogni giorno i confini di Israele e non solo di Israele per lavorare, costretti allo sfruttamento pur di sopravvivere. È una storia che conoscono bene i migranti, a prescindere dalla loro appartenenza etnica o religiosa. È una storia che conoscono bene profughi e rifugiati, che questo brutale attacco sta moltiplicando esponenzialmente e che - ovunque clandestinizzati e privati di ogni diritto e tutela - alimenteranno le fila di quanti in Europa e nel mondo sono considerati solo come braccia da sfruttare, detenere ed espellere.
La lotta degli uomini e delle donne palestinesi per difendere la propria vita deve poter comunicare con le lotte che qui e ora i migranti stanno portando avanti per difendere il proprio futuro.
E coloro che, italiani e migranti, oggi si mobilitano per la Palestina non potranno ignorare, domani, le lotte che i lavoratori e le lavoratrici migranti stanno portando avanti, al di là dei confini comunitari e religiosi, contro la legge Bossi-Fini e il pacchetto sicurezza che proprio in questi giorni sarà discusso in Senato.
Coordinamento migranti Bologna e provincia www.coordinamentomigranti.splinder.com >coo.migra@yahoo.it > 329 57 82 056


-"Quel terrorista di De Andrè"

Così la polizia schedò il cantautore di MIMMO FRANZINELLI (da Repubblica)

Per 10 anni dal 1969 al 1979 il cantante fu tenuto sotto controllo fino al sospetto più incredibile:
"E' un simpatizzante delle Br" di MIMMO FRANZINELLI .
TRA I possibili approcci alla musa di Fabrizio De André, il tema del potere è tra i più suggestivi, considerato che attraversa l'intero arco della sua produzione, dalla traduzione delle ballate di Georges Brassens (da "Il gorilla" a "Morire per delle idee") a un brano come "Il testamento di Tito", grondante ribellione esistenziale.
Un potere non soltanto politico, ma che snatura la religione e s'insinua anche in ambito familiare.
L'intero canzoniere del musicista genovese dispiega valenze libertarie, che hanno influenzato una parte significativa della generazione del '68 e ancora oggi parlano ai giovani.
De André non si è mai atteggiato ad agit-prop.
Ciò nonostante, la polizia lo ritenne un personaggio infido e pericoloso.
A ridosso dell'attentato di piazza Fontana gli attivisti dell'ultrasinistra sono sottoposti a perquisizioni e interrogatori.
Tra le centinaia di extraparlamentari inquisiti figura un certo Isaia Mabellini, in servizio di leva con gli alpini, considerato dal questore di Brescia un marxista-leninista; in calce alla relazione inviata il 20 dicembre 1969 alla Direzione generale della PS, un'osservazione significativa: "É in rapporto di amicizia con tale De André Fabrizio, non meglio generalizzato, ligure, universitario a Milano, filo cinese, noto cantautore e contestatore".
Con inflessibile logica burocratica, la segnalazione coinvolge il musicista nelle indagini; dal ministero dell'Interno chiedono infatti ragguagli al questore di Brescia, Manganiello che il 25 maggio 1970 aggiorna il fascicolo Milano - Roma - Attentati dinamitardi del 12.12.1969: "Le Questure di Milano e Genova sono pregate di identificare il De André Fabrizio e fornire sul suo conto dettagliate informazioni direttamente".
Nel giro di un paio di settimane la questura di Genova redige una circostanziata scheda: "Il De André Fabrizio, noto cantautore, pur essendo studente universitario fuori corso in giurisprudenza, si interessa di questioni artistiche, provvede alla incisione dei dischi delle proprie canzoni, ha effettuato qualche spettacolo in televisione, ma non appare mai nei pubblici teatri.
Accompagnato sempre dalla moglie, viaggia a bordo dell'auto Fiat 600 targata GE-293864 ed è titolare del passaporto nr. 5191279 rilasciato a Genova il 10.12.1969.
Non risultano precedenti penali a suo carico, salvo una denuncia, risalente al 28.8.1959 ad opera della Polizia di frontiera di Bardonecchia, per danneggiamento su edificio destinato al culto.
In linea politica, pur non essendo aderente ad alcun partito o movimento - viene indicato come simpatizzante per l'estrema sinistra extraparlamentare e frequenta, in Genova, persone note per tale orientamento o favorevoli al PCI e al PSIUP".
Alla vicenda s'interessa il questore di Milano Marcello Guida, assertore della pista rossa per la bomba stragista, che fa sorvegliare le frequentazioni milanesi del "sedicente De André": "Il predetto De André, cantautore, viene regolarmente in questo capoluogo ogni mese, alloggiando sistematicamente all'Hotel Cavour in questa via Fatebenefratelli n. 21 e ripartendo il giorno successivo, dopo aver preso contatti con dirigenti di case discografiche".
Per qualche tempo l'attenzione investigativa si affievolisce, tranne riprendere con maggiore insidiosità nel giugno 1976, quando l'Antiterrorismo relaziona sull'acquisto di "un appezzamento di terreno in località Tempio Pausania (Sassari) dove intenderebbe istituire una comune per extraparlamentari di sinistra. Nei periodi di permanenza in Genova, lo stesso avrebbe contatti con elementi appartenenti al gruppo anarchico ed a quello filocinese. Il De André è persona nota a codesto Ministero".
L'antiterrorismo ligure accerta che il musicista è "emigrato in data 12/3/1976 a Tempio Pausania" e invia all'Ispettorato Generale per l'Azione Contro il Terrorismo e al Nucleo Antiterrorismo di Cagliari un nutrito rapporto, in cui si registra la sua adesione al Comitato genovese per la difesa del divorzio, come se rivestisse risvolti penali.
Trascorso un triennio, un aggiornato promemoria viene inserito dal SISDE in due distinte collocazioni archivistiche: "Brigate Rosse - Varie" e "Fabrizio De André".
Stavolta il cantautore viene definito senza mezzi termini un simpatizzante dei terroristi e un loro finanziatore: "Secondo la nota fonte confidenziale il Circolo "Due Porte" è una recente creazione di copertura per le Brigate Rosse.
In esso si tengono normali riunioni di circolo politico-ricreativo e riunioni ristrette per l'organizzazione eversiva.
Lo stesso Circolo deve servire da strumento economico e la raccolta dello sfruttamento dei fondi economici necessari alle Brigate Rosse. Una delle prime iniziative è stato lo spettacolo del cantautore Fabrizio De André alla Fiera del Mare.
Il cantante, simpatizzante delle BR, è stato invitato da il "Due Porte"".
I malevoli investigatori ignorano la produzione artistica del musicista, che nel 1973 - quando il terrorismo di sinistra era in incubazione - dedica il 33 giri Storia di un impiegato a un sessantottino deluso tramutatosi in giustiziere proletario, visitato da incubi notturni in cui il sistema si fa beffa di lui e lo utilizza per rafforzarsi: "Noi ti abbiamo osservato dal primo battere del cuore / fino ai ritmi più brevi dell'ultima emozione, / quando uccidevi, favorendo il potere / i soci vitalizi del potere ammucchiati in discesa / a difesa della loro celebrazione".
Pur senza disporre di riscontri minimamente verosimili, questori e agenti investigativi diffidano di De André, indirettamente ricollegato all'eccidio di Milano e poi trasformato in fiancheggiatore delle Brigate Rosse...
Un'immagine totalmente fantastica, frutto di ottusità e di pregiudizio, oltre che di abissale incomprensione.
Più che su De André, questi rapporti segnaletici ci informano sulla mentalità dei loro estensori: inadeguati sul piano professionale, disponibili a dare ombra a fantasmi, secondo i desideri dei loro superiori, in un pauroso deficit di cultura democratica. (10 gennaio 2009)

-Berlin:
ci sono arrivate queste due foto di manifestazioni in solidarietà alla lotte in grecia.


09/01/09 USI
Gaza: un enorme campo di sterm
Monday, April 14, 2008 
"Scuola Libera"
Un aula autogestita dagli studenti in ogni scuola.
"Scuola Libera" è un collettivo nato dall'unione di individualità appartenenti all'USI modena, al collettivo de "Gli Agitati" e allo spazio sociale Libera.
Il compito che il collettivo si è dato è la diffusione della pedagogia libertaria e la sperimentazione di una scuola altra, non coercitiva e non finalizzata alla produzione ma impegnata al completo sviluppo intellettuale e manuale dell'individuo.
La creazione di una scuola libertaria è un progetto a medio periodo che darebbe senso compiuto al lavoro culturale e pedagogico che il collettivo intende svolgere.
Il collettivo è formato da studenti, da insegnanti e da semplici individui che ritengono la pedagogia fondamentale per un cambiamento sociale radicale e duraturo.
Entrando nel merito della legge Gelmini e delle altre che l'hanno preceduta il giudizio del collettivo è sicuramente negativo.
Una delle cose da "fare subito" è lottare per avere un'aula autogestita dagli studenti (aperta al contributo positivo degli insegnanti) in ogni scuola, dove discutere delle varie leggi e dei vari movimenti di lotta che si sono sviluppati all'interno della scuola nei vari anni.
Il collettivo "Scuola Libera" sta realizzando una mostra sulla scuola e la pedagogia libertaria che sarà esposta al Dopolavoro USI di via
S. Agata 13, sede de3l gruppo..