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Tuesday, August 25, 2009
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Diciamocelo, myspace è un buon social network, ma in quanto a gestione dei blog lascia alquanto a desiderare. E siccome è proprio quest'ultimo la mia fonte primaria di trastullo, ho deciso che meritavo di più, perchè io valgo. Negli
ultimi 2 giorni mi sono rotto il culetto per trasferire "armi e
ritagli" (cit.) altrove, su di una piattaforma più libera, dedicata, e
non amministrata da un magnate delle telecomunicazioni, una piattaforma
adatta anche a chi non è figlio di pooh.
Signori e signori, vi invito nella mia nuova casa, ma prima pulitevi le scarpe sul tappetino.
http://panecioccolata.wordpress.com
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Thursday, August 20, 2009
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Eravamo nel cuore della notte e pochissime persone erano rimaste nello chalet sulla spiaggia: una coppietta che chiacchierava ad un tavolo sorseggiando birra, un paio di appariscenti ragazze sedute vicino al bancone del bar, i baristi indaffarati con le pulizie di chiusura ed infine noi, esausti ma appagati dall'ennesima serata rock, intenti a smontare gli strumenti musicali per caricarli nelle macchine. Era il momento in cui l'aria si fa più fresca e il silenzio inizia ad inghiottire suoni, luci, e cose, sebbene lo stereo del bar fosse ancora acceso. Il palchetto che fino a mezz'ora prima ospitava amplificatori e cavi e e tamburi e luci e noi e la nostra energia, era ormai quasi del tutto vuotato di ogni oggetto. A pochi metri da noi c'erano sdraie, ombrelloni e spiaggia che sfumava nel buio, dove le luci dello chalet non riuscivano a propagarsi.
Il mare nero è qualcosa che mi ha sempre suscitato molta suggestione, sensazioni che oscillano tra ansia e pace interiore, ma sono così rare le occasioni di trovarmi in quei posti a simili orari. Eppure sarebbe così semplice crearla, l'occasione: potrei raggiungere la riviera come e quando voglio, non c'è niente e nessuno che possa impedirmelo, se non, forse, la mia pigrizia mentale.
Ho iniziato a muovere qualche passo nella sabbia fino a raggiungere quel nulla da cui sono affiorati nuovi suoni e immagini: la musica dello chalet era così lontana ora, e il cielo era terso e illuminato dalle stelle, il mare era calmo e il bianco schiumare delle onde sembrava quasi accecante in mezzo a tutto quel nero. La battigia, con le sue centinaia di conchiglie bianche, sembrava un abito da sera tempestato di pietre preziose che brillavano di luce riflessa. Ho messo le mani in tasca e alzato lo sguardo al cielo, centinaia di migliaia di puntini luminosi, vivi. Li guardavo e cercavo di capire, non so bene cosa, mentre respiravo l'odore di salsedine e l'aria fresca mi sfiorava il viso e ogni possibile suono era annientato dal rumore fragoroso delle onde.
Non sono esperto in astronomia, riconosco a malapena la costellazione del Carro, eppure non esistono fuochi artificiali abbastanza grandi da potermi emozionare come quello spettacolo della natura. Ora che avevo preso confidenza con questa nuova dimensione non mi sembrava più di trovarmi nel nulla nè al buio: il fragore delle onde si era tramutato un una specie di melodia rassicurante e il nero del cielo era in realtà inquinato dalle luci dei mille stabilimenti balneari che si moltiplicavano lungo la costa a perdita d'occhio. Sulla sabbia c'erano centinaia impronte di piedi e scarpe che si sovrapponevano e andavano in mille direzioni diverse e all'orizzonte c'era una luce fissa, probabilmente di qualche peschereccio.
Mi sono voltato a destra, ed era lì, in silenzio. Aveva le mani raccolte in grembo come stesse pregando, il capo chino e uno sguardo malinconico fisso sulla battigia, dove poco distante dai sui piedi le onde venivano inghiottite dalla sabbia. Avrà avuto più o meno la mia età, indossava un maglioncino rosso e i suoi capelli erano neri e legati e le ricadevano sulla schiena in una lunga coda. Nel vederla ho avuto un sussulto perchè poco prima, quando mi ero voltato a guardare le luci della città, la spiaggia era deserta. Doveva essere sopraggiunta mentre ero concentrato sulle stelle, dopotutto non si fa rumore camminando sulla sabbia. Sono rimasto a fissarla per pochi, interminabili secondi, ma lei non ha battuto ciglio, continuando a tenere lo sguardo basso come se fosse concentrata su altro. Sembrava completamente disinteressata al paesaggio, sembrava essere lì solo per trovare un po' di solitudine, anche se mi domando come mai, con tanto spazio a disposizione, avesse deciso di fermarsi così vicino a me. Una volta tranquillizzato ho infilato di nuovo le mani in tasca e rialzato lo sguardo alle stelle per riprendere da dove avevo interrotto. Ma la tranquillità dei miei pensieri era increspata dalla sua presenza come lo era il mare sotto il soffio del vento, così dopo pochi secondi ho deciso di tornare dagli altri, ma nel momento in cui mi sono voltato lei non c'era più. Ho iniziato a lanciare occhiate ovunque per individuarla, non poteva essere lontana, ma di lei non c'era più traccia. Dopo averla cercata invano con ripetute occhiate in tutte le direzioni, sono rimasto a fissare il vuoto inebetito, fino a quando non ho iniziato ad avere la pelle d'oca.
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Tuesday, August 11, 2009
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Sennò poi dicono che sono un asociale orso disfattista arido. Eppoi darsi da fare per il sociale ti riempie l'anima, ti rallegra al solo pensiero che tanti bambini possano vivere una vita migliore grazie a un tuo gesto. Inoltre va di moda, se non ti dai da fare per il sociale non sei nessuno. E allora, come spiegavo poc'anzi, è proprio voi bambini che voglio aiutare. E va bene va bene, non m'importa un cazzo di voi. Anzi ve la dico tutta, vi odio, sì esatto vi odio, che vi credevate stronzi! Come si può non odiare uno che manda l'sms per scaricare gratis quelle orrende suonerie con quegli orrendi pupazzi disegnati in orrendo 3D, un po' di senso estetico, cristo! Beh, caro mandatore di sms per ricevere la suoneria gratis, sappi che di gratis ricevi due cose: la suoneria e un'inculatura grossa così. Sì perchè inviando quell'sms sottoscrivi un abbonamento che ti ciuccia 5 euro a settimana. E la suoneria che scarichi è una COVER, manco è il pezzo originale (basta visitare www.zig.it per avere dettagli su 'sti farabutti). Insomma, cosa vuoi? Vuoi uno sfondo fico? prendi quel cazzo di cellulare e vai in giro a fare qualche foto. Vuoi una suoneria fica? cazzo non dirmi che hai problemi a reperire musica dai. Caro mandatore di sms per ricevere la suoneria gratis, vorrei tanto credere che tu fossi un'invenzione dei media, un po' come Il Mostro di Lockness(TM), invece temo che tu esista per davvero, altrimenti non spenderebbero tutti quei soldi per martellarmi i coglioni di pubblicità notte e giorno che dicono una cosa e ne scrivono un'altra (con caratteri molto piccoli). Stai in guardia, mandatore di sms per ricevere la suoneria gratis, e non dire che non t'ho avvertito. 
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Wednesday, July 15, 2009
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Credo che esista una spiegazione a tutto, anche alle cose più incomprensibili e irrazionali che accadano su questa terra e oltre. Se piove è perchè i raggi del sole riscaldano l'acqua del mare che evapora, condensa, e ricade sulle nostre teste. E mi domando, quanti di noi, almeno una volta nella vita, non hanno pisciato nel mare (beh vaglielo a dire a Gene Kelly)? Se una pila genera elettricità è perchè dentro ci sono sostanze chimiche che fanno circolare gli elettroni, beh più o meno. Se il sole sorge a est e tramonta a ovest è perchè la terra ruota in senso antiorario. Se su Italia1 fanno fare una trasmissione sui misteri a Enrico Ruggeri è perchè... beh diamine, ci sarà un perchè. Ma noi esseri umani siamo piccoli ignorantelli sempre pronti a sparare sentenze su tutto ciò che ci circonda nonostante il punto di osservazione sia sempre il medesimo: noi stessi. Un piccolo, insignificante, trascurabile granellino di sabbia nel deserto di tutti i punti di osservazione possibili. Come puoi giudicare una casa se il tuo unico punto di osservazione è limitato al giardinetto esterno, eh? Ma che cazzo ne sai?
E' pure vero che ancora non abbiamo trovato un modo per uscire dai nostri corpi, abbiamo 2 occhi 1 naso e 2 orecchie, e non possiamo affidarci ad altro. Ah certo, potremmo chiedere informazioni a qualcun altro, magari a chi dentro quella casa ci vive, per esempio:
- hey amico raccontami, com'è questa casa vista da dentro? - aah sapessi una figata!
Poi entri e scopri che è infestata dai poltergeist perchè costruita su di un cimitero, proprio una gran bella figata. Insomma io c'ho i miei 5 (6 quando mi va di culo) sensi, e in base a quelli blatero, e questo blog mi serve per sfogare le frustrazioni. Allora mi domando. Anzi, TI domando:
Se volessi comprare una casa che sul catalogo appare fichissima. Se contattassi il padrone e ti facessi accompagnare per un giro perlustrativo. Se una volta dentro t'accorgessi che i listelli di legno del parquet sono piegati all'insù tipo zoccoli olandesi per via dell'umidità. Se girando la manopola del lavandino sentissi degli strani rigurgiti provenire dallo scarico e l'acqua fosse marrone. Se i muri presentassero aloni umidicci e muffe e crepe. Se scostando la tenda ti ritrovassi davanti una finestra murata in mattoni rossi. Se mancassero i termosifoni. Se l'impianto elettrico non funzionasse. Se un topo attraversasse il soggiorno. Se il vicino si chiamasse Ned Flunders.
Se il proprietario ti si avvicinasse col contratto in mano, cosa faresti, Giorgio, firmeresti per poi dirgli "comunque ho delle perplessità"? Giorgio, è un po' che volevo dirti una cosa: ma vaffanculo va.
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Wednesday, July 08, 2009
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Veloce! Veloce! che il tempo stringe e sono in ritardo, maledettamente in ritardo. Dunque vediamo, da dove comincio, uh maledizione sì, la polvere prima di tutto. Che sia dannata la polvere, e che io sia dannato per aver chiesto a Google di quali sostanze fosse composta. Invece di inventare un iphone a 32 GB con bussola incorporata (cosa cazzo dovrei farmene di una bussola quando c'è un satellite che riuscirebbe a tirarmi fuori dalla tomba di Tutankhamon?) dovrebbero inventare l'iphone che elimina la polvere mentre puoi restartene seduto sul divano a guardare il commissario Rex. E' così laborioso sbarazzarsene, non ci sono panni swiffer che tengano. Ma quel che è peggio è che non te ne sbarazzi, metà te la porti via col panno, ma l'altra metà la rimetti in circolo nell'ambiente, la sparpagli per aria, la respiri, la lasci cadere a terra, la calpesti, te la porti appresso. Senza contare che quella catturata dal panno finirà in un sacco della spazzatura che finirà in un camion della spazzatura che finirà in una discarica di spazzatura che finirà in una nube tossica che rilascerà la stessa polvere ma più sottile che tornerà da te incazzata e vendicativa e ti si insedierà nei bronchi. Polvere eri e polvere tornerai, per mano di polvere. Spruzza spolvera risciacqua, veloce, presto che è tardi e devo scappare di qua. Questo blog è una specie di casa abbandonata a se stessa come quando scappi un mese in crociera o in villaggio turistico o in campeggio o in un residence al mare o vieni rapito. Anzi no, se vieni rapito vuol dire che sei ricco e se sei ricco voti il Messia(TM) e tieni un immigrato clandestino a casa tua per lavarti le mutande sporche. Pagare per farsi stirare due camicie e smuovere polvere. Da ragazzino pagavo mia sorella (ti ricordi Sam?) 1.000 lire se mi rifaceva il letto per una settimana. Capitava in quelle settimane (mediamente 4 al mese) in cui avevo bassa pressione e alta inclinazione al fancazzismo. O forse pagavo 1.000 al mese, non ricordo. Uno avrebbe detto che sarei diventato un grande imprenditore (a monopoly vincevo sempre, beh spesso) invece sono un pessimo manager, ho abbastanza difficoltà a districarmi tra le mie camicie, e parliamo di camicie inanimate e manco iscritte a qualche tipo di sindacato. La verità è che a monopoly baravo, per questo facevo soldi e non mi divertivo a vincere, e non credo che la vita reale funzioni molto diversamente. Dannazione, ero passato qua solo per una spolverata veloce, tanto per non trovare questa casa assediata da forme di vita più o meno intelligenti di Brunetta al mio ritorno. Quando torno? E chi lo sa, non so manco dove mi trovo, ho perso la bussola. Il mio iphone è vecchio modello e la bussola non ce l'ha, ma prima o poi torno. L'importante è dare una spolverata ogni tanto, soprattutto considerando che la polvere domestica - quella robetta che ci passi il dito sulla mensola scrivendo il tuo nome - è in gran parte formata da cacca di acari.
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Sunday, July 05, 2009
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Se le giornate fossero meno grigie probabilmente il mio umore non sarebbe così nero, e forse smetterei di passare le notti in bianco. Se non fossi al verde prenoterei l'aereo per volare nel blu dipinto di blu verso il quartiere a luci rosse di Amsterdam, che ormai, ai principi azzurri e le fate turchine delle cronache rosa, non credo più. Se ho mollato il giallo che sto leggendo per venire a scrivere due puttanate qua, è perchè, alla fin fine, di questo blog, non mi sono ancora rotto i marroni.
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Thursday, May 28, 2009
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Questo post lo dedico a te, giovane donna non apprezzata. Uhm, ricapitolando. Dunque, c'è un puttaniere a cui piace piace il pelo, e fin qui niente di strano, quello piace anche ai non puttanieri, anche al papa, solo che lui non può dirlo per contratto con lo sponsor. Il nostro puttaniere ha 73 anni. E già la cosa comincia a puzzare un po', perchè a 73 anni dovresti avere altro per la testa, che ne so giocare a bingo, la prostata, portare da mangiare ai piccioni, la morte, briscola, bocce (quelle da gioco), pipa (con una "p"), poltrona, nipoti, Carlo Conti. Dunque, c'è questo puttaniere che è sposato con te che potresti essere anagraficamente sua figlia e sei pure bona, anche se un po' plastificata, ma non fa niente, io sono con te. Ora, è vero, se decidi di sposarti un puttaniere avrai sicuramente messo due o tre cosette in conto, tipo scordarti serate romantiche da passare sul divano mano nella mano davanti i pacchi di Rai1. Però pensi pure che quello a una certa età si darà una calmata, se non altro per il sopraggiungere di fattori naturali, vedi andropausa. E' che al tempo non avevi fatto i conti con la scienza, e non potevi immaginare che avrebbero tirato fuori le caramelle per il cazzo duro. Così quello a 73 anni continua a puttaneggiare, e il bello è che lo fa mettendosi in posa davanti le macchine fotografiche. E tu ti senti sola e abbandonata, insomma ti rode un po' il culo dai, quel culo che comincia a calare un po'. Allora tiri fuori le unghie e lo sfanculi, e io sono con te. Lui ci resta un po' di merda perchè credeva di essere onnipotente e che certe cose potessero accadere solo ai mortali. Non si rende conto che se fosse davvero onnipotente non avrebbe bisogno di pasticche per il cazzo. Ora daccordo, non t'aspettavi certo un mazzo di rose rosse con un bigliettino di scuse ("scusa ma mi hai frainteso"), ma sono certo che non t'aspettavi neanche Bruno Vespa, nessnuo si aspetta Bruno Vespa, nessuno merita così tanto, neanche Pacciani. E scommetto che non ti eri neanche accorta di essere stata plagiata dalla sinistra, poverina, quella ragazzina è una del KGB che l'ha incastrato! Lui, il puttaniere, è innocente! Non era neanche lui in quella foto, è stato photoshoppato, e pure male, infatti gli hanno messo i capelli. Poi oggi apro il giornale e leggo che i tuoi figli si sono stretti attorno al puttaniere per difenderlo da una battuta, una battuta dio santo. Lui, quello che racconta barzellette all'europarlamento, che si nasconde dietro al palo per fare bù al primo ministro tedesco, quello che fa il mitra ai giornalisti russi, quello che io sarei un coglione. I tuoi figli si sono stretti a lui per una battuta, ma non hanno alzato un dito per difenderti quando ti ha fatta sputtanare davanti mezza italia, sì, con la "i" minuscola. Allora lo alzo io il dito, alzo un bel dito medio al puttaniere, proprio come fa lui ai suoi comizi. Sto con te. Anche se cazzo, potevi trovartelo uno un po' più alto.
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Saturday, May 23, 2009
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Quando pensi che una cosa non dovresti farla, non dovresti farla. Quando pensi che vorresti farla ma sotto sotto, forse, sarebbe meglio evitare di farla, non dovresti farla. Quando una cosa potrebbe evolversi in un'altra cosa che pensi vorresti farla ma sotto sotto sarebbe meglio evitare di farla, non dovresti farla. Se però il caldo ti offusca la mente e smetti di pensare e fai almeno una delle cose già dette, allora finirai per fare una cosa che non dovevi fare. Non è una tragedia, ma non sarà bello come speravi. Allora dammi retta, evita di fare le cose che non dovresti fare, e compra un Pinguino Delonghi.
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Wednesday, May 20, 2009
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Oggi non va. Fa caldo, fa fottutamente caldo, e non c'è Nestea che tenga, Antonio, quindi smettila di guardarmi così. Fino a oggi non me ne rendevo conto perchè il bello di beccarti l'influenza a maggio sono i brividi di freddo. Ma ne sto uscendo, come puoi uscire da un afterhour al mattino presto, solo che invece del cornetto caldo vorrei un bell'affogato ai frutti di bosco. La prima volta che andai in discoteca fu nel lontano '98 e giurai a me stesso che non ci avrei più rimesso piede per il resto dei miei giorni (a patto che non inizino a vendere iphone usati), anche se appena un anno dopo mi lasciai trascinare di nuovo in quella merda dalla mia ex: sei interminabili ore di techno, luci soffuse, brutti ragazzi e brutte ragazze che ciondolavano a ritmo di musica (musica...) con bicchieri e cannucce e scorzette di limone. Gente così brutta non l'ho mai incontrata manco al Lidl, manco allo specchio. E faceva caldo, un caldo bestia, e la mia coca cola sgasata allungata con acqua mi costò quindici mila lire. Uscimmo alle sei del mattino e andammo a comprarci il cornetto caldo più cattivo della mia vita, in mezzo a mille altri manichini tirati a lucido che si muovevano come se quel bar fosse il palcoscenico dell'opera "guarda quanto sono felice, guarda! guarda! aoh mi stai guardando?". I loro genitori sono quelli che oggi erano ammassati, coi vestiti pastello e gli antirughe e i suv in divieto, in una piazzetta ad ascoltare il comizio del politico di turno che usa l'espediente del panino con porchetta gratis per attirare fan. Gente così la trovi ai comizi o a messa la domenica, o al teatro, gente per bene. Evidentemente un'opera teatrale la capisci meglio, con l'ermellino attorno al collo. La prima volta che andai a teatro fu ai tempi delle medie, in "visita guidata" e giurai a me stesso che non sarebbe stata l'ultima volta. Fu divertente da morire, l'opera era "La Mandragola" (wikipedia dice che è di un certo Machiavelli). Ma non ho più rimesso piede in un teatro, perchè l'idea mi spaventa, sono troppo ignorante per pretendere di poter capire o apprezzare una qualsiasi opera. Ignorante e inadeguato, non ho il look adatto, e sono contro le pellicce. La verità è che oggi potrei sputare veleno anche se vivessi su un'isola deserta, senza politici o discoteche; probabilmente me la prenderei con le noci di cocco che nascono troppo in alto e con le scimmie che ci arriverebbero più veloci di me. "Evoluzione" i miei coglioni. Anzi no, sembrerebbe che non discendiamo dalle scimmie ma da un essere strambo che non c'entra un cazzo: questo se ne andava a zonzo su due gambe con il nokia in tasca già ai tempi della pietra. Stai a vedere che le cose sono andate come ho sempre pensato io, cioè che noi siamo l'involuzione di qualche forma di vita intelligente che si trovava da queste parti quando il sole era ancora ragazzino. Sicuramente più intelligente di me, che continuo, post dopo post, a giurare a me stesso di smetterla con le lagne.
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Tuesday, May 19, 2009
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Quando arrivi a fine mese in passivo, ci vuole ottimismo.
Quando il mutuo della casa raddoppia, ci vuole ottimismo.
Quando ti mandano in cassa integrazione, ci vuole ottimismo.
Quando a un colloquio di lavoro ti dicono "le faremo sapere", ci vuole ottimismo.
Quando la coppia scoppia, ci vuole ottimismo.
Quando perdi tutto a seguito di un terremoto, ci vuole ottimismo.
Ma quando in gelateria un quindicenne sta parlando con sua mamma al cellulare
chiedendole che gusti vuole sul cono, e sua mamma è seduta al
tavolinetto appena fuori dalla porta a vetri, ci vuole un passaporto.
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