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Bancale



Last Updated: 12/22/2009

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Signup Date: 6/10/2008

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Sunday, December 21, 2008 

Tracce:

Coproduci

Corteccia

Crepa

Crinale

Dolore

 

 

Luca Barachetti | parole voce   kalimba su Corteccia

Fabrizio Colombi | tamburi legni lamiere

Alessandro Rossi | chitarre       marimba su Crinale

 

 

Registrato al Loop di Seriate, provincia di Bergamo, durante l’estate 2008 da Maurizio Bonfanti

Mixato da Maurizio Bonfanti e Bancale

 

 

Per contatti:

www.ilbancale.com

myspace.com/ilbancale

info@ilbancale.com

 

 

349.6106668

 

 

 

TESTI

 

Coproduci

il mattino ti sveglia ed è già tremendo       alzati anche se è stata una notte sull’inferno       l’anima registra e riproduce sempre il peggio       che ti abitua a sette e mezza di mal di testa       di caffelatte fermo e freddo nello sterno:       è il colore delle pozzanghere che sull’asfalto ti aspettano.       ma non puoi fermarti perché tu produci anzi                                                                   coproduci

all’incrocio il semaforo è rosso e non vedi nessuno       perché non provi a sfidarlo e vada come vada       ma l’immagine di un santo ti guarda dal cruscotto e tu non senti niente      e il niente è il tuo qualcuno:       sono le otto e non sei sola al mondo        c’è un girotondo la fuori che grida aiuto.     ma devi andare avanti che tu produci quando                                                        coproduci

ricordi il sabato la spesa il suv di tuo marito       il vostro silenzio sui sedili spezzato da un dito che batte sulla portiera       ed è un martello di rito fino alla sera cocaina per tuo figlio:       in un’ipotesi di strage correrà il suo miglio        intanto che gli mostri il tuo male dicendogli produci       ma non sai che tu                                                                                                                 coproduci

 

e all’improvviso ti fermi e non senti neanche i clacson       il cielo piove ed è il tuo pianto come un masso che ti trascina dal marciapiede al ponte       sono le nove e sotto un fiume scorre cercando proprio la tua altezza:       pensare ai bilanci non ti servirebbe       ora sciogli i tuoi lacci e compi la tua scelta.       non è vero non produci       hai capito solo ora che                               coproduci

 

[Kópros = sterco]

 

Corteccia

e tu mi chiedi cosa è il mio vuoto

io ti rispondo di un mattino

che lascia immoto e muto.

 

deraglia un malincuore, strappa

quest’uomo trapassandolo di lato:

un pesce nell’ammazzatoio

un fabbro che batte eterno

un gorgo che travolge

e tiene illuso e infermo.

 

ma tu mi chiedi cosa è il mio vuoto

io ti rispondo senza affanno

di un silenzio puro e scompagnato.

 

sei tu l’albero fuggito

che nasceva dal mio stomaco

e risaliva penetrando il corpo:

un respiro occupato di rami e foglie

di sogni e voglie, corteccia dalla carne

ad afferrare un cielo senza forme.

 

ma tu mi chiedi cosa è il mio vuoto

io ti rispondo di un mattino

che lascia immoto e muto.

 

Crepa

ora prendi le tue quattr’ossa ed esci

o rimani ed entra nel tempio scarso di quest’uomo.

o fuori o dentro: la soluzione è rosari di scariche

orgasmi di terra contro figli di cemento.

 

uccidere è un buon modo di fingerti

ma non sarò l’animale arrabbiato ferito

ma la ferita nel tuo animale vertebrale

o lasciati trovare nel volo degli angeli

tra i pesci azzurri a scopare nei porti.

 

la terra trema per l’aratro del tuo cuore

per il tuo fegato appaltato ad insegne brillanti.

tutto ti scivola interno scivolando negli istanti

ma è inchiodata al mattino la paura di perderci.

 

la soluzione è rosari di scariche, arrivare nella polvere

e romperci per rompere:

 

crepa.

 

Crinale

una spada che divide, io sono

la mia spada che divide:

che esplode sulle pianure

che scalcia paure come bestie

che spezza attrattive e teste,

i tuoi soldi sogni giorni

che azzardi sprechi e perdi

.. ..

qui è il mio odio, qui è il tuo chiodo

e quattro saranno la tua croce

che il sangue è la mia voce

e mi lascia attento in piedi:

là dove pace non vedi

ma solo bene e male

perché non c’è pace ma solo bene e male

 

in open space       give me my hate

my hate in face       give me m hate

 

un crinale di fuoco, uno spacco di carne

che è il mio fuoco addosso di lame e fiamme

la ferita da cui nasco scintillante e duro:

d’odio e sangue una giustizia, un muro

 

in open space       give me my hate

a hate in face       give me m hate

.. ..

.. ..

[a Clint Eastwood]

 

Dolore

questo è un dolore che non amo né venero

ma tengo stretto al fianco, mio

come un veleno da bere per non farsi avvelenare

tenere aperti gli occhi e resistente il cuore:

.. ..

è l’unghia che valica la carne la mia natura

il mio unico senso da maledire per chiamarlo amore

per sentirmi finalmente abbandonato e respirare

.. ..

ma dove corre l’Ādam che non prevede

né controlla il bene, uomo di sé stesso

e non altro che nasce solo da smorfia di dolore

e violazione di acqua e sangue, di carne e pene:

 

non basteranno droghe e tecniche

non troveremo premi e prediche

vita-morte-vita per sopravvivere

un fiero e rabbioso esistere

di sopportazione e limite

di sopportazione e limite