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Last Updated: 11/17/2009

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Sunday, June 07, 2009 

Category: Writing and Poetry
storia vera ,storia de vita tossica.

L'ARCANGELO GABRIELE.

la storia che vi sto per raccontare Ë un po diversa dalle prime 2 storie tossiche .
la differenza sta nel fatto che le prime 2 le ho vissute in prima persona ,mentre questa ,sebbene in parte l'abbia comunque vissuta, è il brevissimo resoconto di una caduta.
La caduta di un ragazzo a cui non ho fatto in tempo ad affezzionarmi e di cui avrei voluto essere amico, amico vero intendo . il suo nome è GABRIELE, detto l'arcangelo.

per tanta gente il decennio degli 80 rappresentò il tempo delle mele , ma inutile a dirsi ,per molti di noi fu soltanto il tempo delle pere. E farsi di eroina tagliata con il gesso era un'abitudine davvero sana circondati com'eravamo da montclears, timberlands e cartocci di merda.A dire la verità c'era qualcuno che cercava strade diverse.per esempio qualcuno si buttava nello studio o nel lavoro, oppure tentava di occupare qualche posto e farci un centro sociale...ma li i tossici non li facevano nemmeno entrare. io ,per esempio, credo di essere l'uomo piu buttato fuori dai centri sociali nel universo conosciuto,però questa è un'altra storia e ve la racconto un'altra volta...

alla luce di questi fatti,capirete che essere generosi ed altruisti era un lusso che nessuno si sarebbe mai potuto permettere .ci scannavamo allegramente tra di noi e quando potevamo mettere in ginocchio qualcuno, lo facevamo cosi, senza tante storie e drammi,e anche l'inginocchiato di turno sembrava accettare questa silenziosa regola del più corna dure,pensando forse, che 5 minuti dopo sarebbe toccato a lui di appecorare qualche poveraccio di passaggio con la merda in pizzo.
Ma l'arcangelo no,lui no.era diverso da noi ,e me ne accorsi subito,quando lo vidi la prima volta.

stavo in macchina e avevo in mano tre quartini presi direttamente dalla regina dello z.e.n. , la signora A. "tieni a ruobba sanguzzo mio e va curati ,shtai male viero?un ti proccupare chi cu chista t'arripigghi". una mamma chioccia e premurosa,
ecco chi era la regina dello z.e.n.
stavo in macchina dicevo, e tenevo stretti in mano i 3 quartini,come se avessi paura che potessero scappare chissà dove,mentre vito era sceso alla farmacia di turno di piazza bologni in centro,l'unica che aveva spade a quell'ora della notte.
Non appena tornò trionfante e si infilò lesto in macchina, sentimmo un rumore sordo provenire da dietro. Era un gruppo di sbirri finanzieri che come degli scimmioni impazziti ,davano pugni sul tetto della macchina,nel tentativo di spaventarci, confonderci e non farci scappare.Chissa perchè i pugni poi ,non potevano farci il fermo come fanno tutti gli sbirri maledetti degni di questo nome?
sia come sia ,ci trascinarono fuori dalla macchina con violenza e gridando frasi incomprensibili con un vago accento napoletano cominciarono a perquisirci davanti a tutta la palermo bene che a quell'ora si strafogava di negroni in centro città. Io intanto avevo ancora i quartini stretti nella mano e con le braghette calate davanti a tutta quella gente giuravo e rigiuravo agli sbirri che non avevo idea di cosa fosse la droga,io mi facevo solo di cartocci e cocacola cazzo!...vito invece piu furbo "si teneva la carricata" e muto si lasciava palpare i coglioni dai finanzieri, che imbestaliti dal non trovarci nulla addosso ,decisero di portarci in caserma per piu approfondite ricerche.
non avevamo scampo e infatti una volta arrivati in caserma ci trovarono i 2 quartini. Si 2, perchè il terzo nella concitazione del momento, mi era caduto dalla mano nientedimeno che davanti l'entrata super controllata della caserma .Invece di buttarli tutti via il piu lontano possibile, li avevo tenuti in mano per tutto il tragitto fino alla caserma,ero un pivello e non sapevo ancora come vanno certe cose.
Una volta dentro la caserma ci separarono, e cominciò il solito teatrino che in genere approntano gli sbirri in questi casi.Ci fecero assistere a tutti i loro cavalli di battaglia,come la macchietta dello sbirro buono(cattivo) e dello sbirro cattivo(cattivo),o l'esilarante pezzo del "vedi che il tuo amico ha parlato e ha detto che tu sei lo SPACCIATORE",o ancora il mio preferito "adesso vi arrestiamo e di qui non uscite piu ".non immaginavo però che il teatrino volgare e di provincia si sarebbe trasformato in un vero teatro d'avanguardia e "interattivo".
Appena capirono che io non avrei mai parlato mi sbatterono in una stanza buia ,e ogni 5 minuti arrivava qualcuno che regolarmente apriva la porta, accendeva una luce ,si avvicinava , mi guardava sorridendo, e PPAM! mi "cafuddava na timpulata" a freddo, e senza dire nulla poi si allontanava ,spegneva la luce, chiudeva la porta e via cosi per almeno 3 ore.
Il sipario si chiuse soltanto quando mi distrussero completamente gli occhiali e i segni delle boffe cominciarono a fare fatica ad andarsene.
Dopo i vari verbali e le formalità del caso,ci lasciarono fuori la caserma scioccati , fradici d'astinenza, e intirizziti dal freddo come due pulcini stronzi.

"E adesso che facciamo vito"?dissi balbettando ,"c'è ancora il quartino la davanti al cancello,che facciamo"?
"scordatelo"disse vito senza neanche aprire la bocca.
E poi " lo so io che facciamo,andiamo dall'ARCANGELO"
"da chi"? dissi io preoccupatissimo.
"zitto teresa ,ANDIAMO"!!!
"la droga fa davvero male" pensai,e gonfio dalla botta ma anche un po curioso mi infilai in macchina e mi lasciai trasportare buonobuono da vito verso quello che credevo fosse il mio destino di tossico disperato e triste.
tranne me ,tutti conoscevano l'arcangelo,e lo rispettavano come si rispetta un santo.Era sempre pronto ad aiutarti ,anche a costo di rimetterci lui di persona,ma inspiegabilmente cadeva sempre in piedi e persino gli spaccini lo consideravano un essere umano,e questo si che era un miracolo,visto che invece tutti noi eravamo trattati come le mucche al macello dagli stronzi pushers.
Arrivati sotto casa sua vito citofonò ,e l'arcangelo scese subito come solo puo fare lo spirito santo quando decide bonta sua di concederci la grazia.
Appena lo vidi me ne innamorai subito.I suoi riccioli dorati cadevano sulle spalle abbracciandole con passione e sussultando davano l'impressione che un vento divino soffiasse gentilmente soltanto per lui.Gli occhi vispi e chiari ti guardavano sempre con benevolenza ma anche con furbizia, e finivi sempre per rimanere ipnotizzato dal movimento dolce e sensuale delle sue mani.
Insomma,era un fottuto putto di un metro e ottanta e quando incontravi il suo sguardo ti veniva voglia di inginocchiarti e pregare. La sua bellezza mi fece scordare l'astinenza in un baleno , e non credo di esagerare se dico di aver visto una luce in quella strada buia di periferia,ma forse i miei ricordi si stanno mitizzando un pò troppo sotto l'influsso della nostalgia e del dolore .Una cosa però è certa ,quella sera l'arcangelo ci salvò,e subito dopo averci salutati ci diede una ventina di milligrammi di metadone dicendoci "ciao frocioni ma che minchia vi è successo?siete sbattuti come 2 uova "arriminate",a prossima vuota che mi vinite a rumpiri i cugghiuna a st'ura ,vi pigghio a timpulate"..."avà che volete perciò"?
Gli raccontammo tutto sottovoce come in confessione ,e finimmo con un "arcangelo solo tu ci puoi aiutare".
"Ma che m'avete preso per santa fottuta madre teresa di carcuttah"? ,rispose l'arcangelo simulando sorpresa."Io m'agghiri a curcare che domani devo andare a lavorare,non come voi che siete degli stronzi figli di papa che non hanno un cazzo da fare che bucarsi tutto il gorno".Sembrava davvero infastidito,e quasi offeso,ma io e vito avevamo capito che stava fingendo,e mentre ci insultava, stava gia pensando ad un modo per aiutarci. E infatti senza nessun nesso logico aggiunse subito dopo : "andiamo a recuperare il quartino caduto davanti il cancello di quei fottuti finanzieri di merda". Era una follia , ma lo avrei seguito persino alle crociate ,e sotto il suo comando sarei andato a Gerusalemme per liberare il santo sepolcro dagli infedeli saraceni.Quindi senza inutili parole ci infilammo in macchina e partimmo alla volta del nero cancello finanziere.

Davanti al cancello della caserma postavano sempre dei piantoni sempre mortizzi e intirizziti dal freddo,e il quartino perduto giaceva a terra proprio in mezzo,nessuno nel viavai sbirresco si era accorto del piccolo fagottino magico ,ma per noi che lo guardavamo da poco lontano , brillava come un diamante di plastica nella notte neranera.
"Cucci vacci tu",mi disse vito incoraggiante,e io stavo quasi per scendere ,quando Gabriele disse "dove vai piunco? statti buono in macchina se no stavolta ti arrestano sul serio" e cosi dicendo con un fruscio d'ali scese dalla macchina e sporgendosi dal finestrino disse" se mi sgamano non fate niente,accendete la macchina e "spaghiggiate"," torno subito".
Increduli seguimmo la sua camminata angelica fin sotto il cancello finanziere.
Una volta giunto in prossimità del quartino lo copri' con un piede mentre tentava di attaccare bottone con un piantone.Non sapremo mai cosa si dissero ,e tutto quello che riuscimmo a vedere fu l'arcangelo che con un gesto naturale si inginocchiò facendo finta di allacciarsi le scarpe ,prensere il quartino,rialzarsi ,salutare i piantoni e finalmente tornare da noi.Entrato finalmente in macchina ci diede con noncuranza il pezzo e disse , "amuni' lasciatemi a casa che per oggi il segno della croce ce lo siamo fatti".
Non volle neanche farsi con noi dicendo che per quel giorno si era gia abbastanza sfondato, e che un quartino in 3 era ridicolo.Lo lasciammo a casa riconoscenti ,e quella fu l'ultima volta che lo vidi.

Qualche tempo dopo vito mi portò il giornale di sicilia, e mi disse " Cucci,guarda un po sto articolo,parla del arcangelo"...

Era una domenica come le altre a san patrignano, e la domenica a san patrignano si va a messa.Non importa se sei ateo ,buddista ,evangelista,sciamano ,o diocristiano. Sei stato un tossico nella tua vita, e ora se vuoi uscirtene devi farti lavare il cervello e accettare tutte le porcate che muccioli ti ordina di ingoiare,persino la santa romana chiesa. Per prima cosa quindi se vuoi ridiventare una personcina per bene e tornare ad essere accettato dalla società,devi fare ammenda.
Gabriele di quelle domeniche a san patrignano ne aveva viste tante ormai,e si era abituato a farsi manipolare da muccioli e company,anche se ancora qualcosa dentro di lui si muoveva impaziente e anelava la libertà,fuori! fuori di qui,prima che di te non resti niente,niente di buono.
La sua ragazza sali' di mattina presto le lunghe scale per svegliare Gabriele che stava al 6 piano di una palazzina grigia e ospedalizia ,e lui in silenzio si alzò ,si fece una doccia, e cominciò a prepararsi e a vestirsi bene davanti allo specchio per andare a messa.
i suoi movimenti erano lenti mentre si guardava allo specchio,e la sua ragazza che stava sulla porta si accorse che quel giorno Gabriele sembrava aver perso la sua grazia divina,e guardando verso la finestra indirizzò una muta preghiera a dio,affinchè passasse presto sto momento , e finalmente lei e gabriele potessero tornare a casa.
Si svolse tutto molto velocemente, ma scommetto che passò un millennio per chi era presente in quella stanza.
Gabriele guardò prima a destra verso la sua ragazza,si guardò poi allo specchio per aggiustarsi la cravatta ,e infine con un movimento fulmineo si lanciò in una corsa folle verso la finestra alla sua sinistra. In mille pezzi la finestra si infranse, e non riuscendo a contenere la determinazione folle di gabriele ,lo scaraventò fuori facendolo precipitare come un sacco pieno di pietre verso terra. Mori' sul colpo , e quello fu l'ultimo volo del arcangelo.
per molta gente il decennio degli anni 80 rappresentò il tempo delle mele,ma inutile a dirsi
per molti di noi fu soltanto il tempo delle pere.

milingo.

p.s. :
il suicidio di gabriele è tutt'altro che certo. molti testimoni videro nettamente qualcuno spingere gabriele giu' da quella finestra.
non mi importa che in quel inferno molti ragazzi hanno smesso di bucarsi(il che è tutto da dimostrare),la mia eterna maledizione per muccioli padre e muccioli figlio tuonerà sempre finchè avrò fiato in gola.smettere di bucarsi è meglio che smettere di vivere?


Saturday, June 06, 2009 

Category: News and Politics
tutte le strade portano ai rom.A guidonia dopo il selvaggio stupro,tanta gente per bene è scesa da casa per dare inizio al linciaggio."Io glie darei foco a tutti" gridava un gentile paesano con gli occhi accesi dalla vendetta,"se moo davano a me gliè avrei fatto a stessa cosa daa ragazza",replicava un altro abitante della ridente cittadina,insomma sembrava proprio che il sacro fuoco della giustizia o della sorellastra vendetta si fosse acceso negli innocenti cuori tiburtini per non spegnersi piu.Vedere un corpo violato era troppo per la felice comunità di provincia.
Ma è davvero questo il motivo per una cosi accesa reazione?
è la santa vendetta che accende gli spiriti?
è l'orrore per un delitto cosi indegno a scandalizzare i bravi cristiani ?
è stato Ercole in persona che ha incendiato le anime dell'antichissima Tiber?
NO!!!
è il possesso!!!...vengo e mi spiego.
Se fosse  stata stuprata una ragazza tiburtina da un suo parente o conoscente ,cosa sarebbe accaduto? si sarebbe aperto il cielo?
NO!!!
Non sarebbe successo niente, e nessun linciatore sarebbe sceso in strada per chiedere vendetta.Nessuno avrebbe detto niente.
Tutti quegli insulti ai colpevoli rom , tutte le minaccie,tutte le grida ,gli ululati, le bestemmie e le pietre lanciate alla gazzella della polizia ,non volevano giustizia,
non chiedevano vendetta,cantavano invece in un solo coro un unica fetente canzone :
"LE NOSTRE DONNE LE POSSIAMO STUPRARE SOLO NOI ITALIANI A CASA NOSTRA,TORNATEVENE NEI VOSTRI PAESI A STUPRARE LE VOSTRE!!!".

smetto,non ce la faccio piu a scrivere, e credo di sentire qualcuno bussare dal fondo,
milingo.

Saturday, June 06, 2009 

Category: Dreams and the Supernatural


erano le tre meno un quarto già da 2 ore almeno e gesu' si sentiva perseguitato dai suoi tredici anni,il caldo senza pietà tentava di sfinirlo,
ma lui restava li a guardare quella casa su in collina  friggendo fiero nella campagna panata.
Erano passate poche ore da quando  si erano incontrati di notte come due ladri , e nella vecchia stalla
lui gli aveva dato tutto.In verità era gia' da un po che andava avanti il balletto del "dai, tu lo fai a me che io lo faccio a te" e gesù si era stancato di ste cosette,lui gia sapeva infatti ,aveva un suo piano.
Si, aveva dei progetti per quel palo che Giovanni aveva al posto del cazzo.
Prima dell'altra notte era riuscito soltanto a toccarlo un po e ad agitarlo
come una sevenup, per farlo esplodere di gioia frizzante, ma più di ognialtrafottutacosa desiderava sapere  che sapore aveva quel martello,e non aveva avuto il coraggio di agire.
non ieri notte però,nella vecchia stalla stordito dalla puzza ,aveva aspettato il suo turno per masturbare Giovanni e quando ebbe in mano l'affare, prima lo soppesò un attimo ,come  fosse un gommista alla formula 1,poi in una sola mossa si inginocchiò e si mise in bocca
il crick enorme di Giovanni che sorpreso lo  estrasse subito  facendo schioccare le labbra di gesù come un palloncino.
POP!
restarono cosi' sospesi,gesù a bocca aperta e Giovanni paonazzo con il nerbo in mano guardandosi increduli, finchè Giovanni riprendendo a respirare e addolcendo un pò lo sguardo disse,
"vabè succhia va"...

Gesù e Giovanni si conoscevano da quando erano piccoli ,i loro rispettivi genitori erano amici da sempre e da quando erano nati li avevano messi insieme nella culla come fossero due fratelli.
Giovanni era più grande di 2 anni rispetto a gesù e infatti si comportava con lui come fa un fratello maggiore, rudemente affettuoso e protettivo .Gesù dal canto suo accettava senza remore la sua protezione e presto  quel senso di sicurezza si era trasformato in amore ,in un'amore proibito certo,Gesù lo sapeva bene.
Non gli importava però ,non provava vergogna ,anzi la consapevolezza
dei suoi desideri e sentimenti lo faceva sentire praticamente imbattibile.
Non aveva neanche paura, e nonostante le storie macabre e sanguinolente che si raccontavano in paese sui froci, stava in pace con se stesso senza martoriarsi con degli inutili sensi di colpa o lotte interiori.
 
"Devo vederlo, devo trovare il modo di legarlo a me prima che parta per la naja"
pensava gesù immerso in quel  inferno contadino.
Pensa che ti ripensa, un momento prima di sprofondare nella pazzia,
prese una risoluzione,"basta ,salgo ste cazzo di scale e busso, chissà che sta facendo ".
Prese un bel respiro, si aggiustò l'aureola e in apnea sali' correndo le scale che portavano alla casa di Giovanni ,e una volta arrivato davanti il cancello di ferro ,svuotò i polmoni e suonò il campanello, DRIIN.
Nessuno...provò un dolore accecante al pensiero che Giovanni non fosse in casa,ma una volta passato il capogiro,  si ricordò che a quell'ora pomeridiana di solito  stava in giardino. "O sta irrigando l'orto o sta nel pollaio per mettere il mangime ai polli,non si scappa".Gesù allora, aguzzato l'ingegno dal desiderio, si ricordò di quel muretto da cui poteva scavalcare per raggiungere Giovanni.
Appena atterrato dall'altra parte del muro alzò lo sguardo e riconobbe subito il pollaio adiacente la casa padronale.Con un po di preoccupazione si accorse che quel cavolo di posto sbrilluccicava. o almeno
sembrava brillare di una tenue aura dorata.
Era uguale uguale al quadretto che aveva a casa sua, e che rappresentava , a detta di una sua cugina religiosissima,la natività.Si senti' improvvisamente attratto da quel posto, e come in sogno si avvicinò piano scivolando e quasi senza toccare terra.
La porta era socchiusa e da dentro sembrava non provenire ne luce ne suono,solo un sordo tramestio che suggeri' a gesù la presenza di Giovanni nel pollaio.
"Adesso gli faccio uno scherzo,sarà felice di vedermi,e forse posso distrarlo un po dal lavoro"pensò gesù e con un colpo secco spalancò
la porta del pollaio,
BAM!
La prima che si girò e lo vide fu la gallina Liala,che inculata a sangue da Giovanni e in preda ad una paura senza
nome sembrava dire "e che è?! aiutami, dov'è la mia gabbia ?"
E' strano, ma la prima cosa che pensò gesù guardando quella scena fu di covare li un uovo , caldo e nutriente.
E invece, dopo aver visto il viso paonazzo ed eccitato di Giovanni che nonostante scoperto continuava a martellare quella povera gallina,scappò
via, e cominciò a correre il più velocemente possibile rischiando di sfracellarsi l'aureola sulle scale in discesa.
Mentre correva però un pensiero si andò formando nella sua testolina,
e una volta fermatosi per riprendere fiato lo defini' per bene una volta e per tutte..."adesso tu e il tuo marruggio siete miei ".
Quel giorno gesù capi' la potenza del ricatto, e in fondo (non troppo in fondo direi) anche questo è amore.
restarono insieme altri 5 anni, gesù , Giovanni , e la gallina Liala ,che discendendo dal cielo come colomba dello spirito santo  , aveva benedetto il loro amore davanti a dio.


milingo.    


Saturday, June 06, 2009 

Category: Writing and Poetry





PALERMO 08/08/2088

nonostante tutto , arrivato alla fine di quella lunga e stopposa giornata potevo dirmi soddisfatto,avevo venduto quasi tutta la mia merce : una dozzina di orecchie ,qualche occhio qua e la, pochi nasi e quasi niente pelle...di quella non se ne vendeva molta e sopratutto era difficile capitarla bianca ed ariana.
Sia ringraziata la sinestesina e chi la ha sintetizzata la prima volta!
Solo dio sa come e chi, ma la leggenda vuole sia stato un oscuro cretino che divulgando su youtube e myspace i primi video con gli esperimenti sulla sostanza, ci fece conoscere il metodo, ci spiegò come usarla e come ritornare ad essere di nuovo dei veri figli di cristo in grazia di dio. 
Adesso però non ha piu importanza ,tutte quelle stronzate sono scomparse gia da un secolo ormai, e del resto ,che te ne fai del virtuale/astrale quando puoi ottenere una vera e propria esperienza sinestetizzante grazie alla magica polverina?Altro che navigare, fanculo internet fanculo i social forum! Al giorno d'oggi nessuno finalmente comunica più, neanche in casa o in strada o al pub, per non parlare dell'arte o dell'intelligenza,sepolte degnamente sotto strati di occhi, orecchie e nasi. In verità la rete esiste ancora, ma serve( quando ce lo possiamo permettere con i crediti) a garantirci le automazioni vitali per mangiare ,curarci , e infine terminare le nostre splendide inutili vite.
Rintanati nelle nostre  case ci facciamo coccolare dai relè ,ci sdraiamo tra la penombra sui nostri letti e con fornite scorte di occhi, orecchie, lingue , nasi  e pelli umane ci facciamo di sinestesina a pioggia.Eh già, la droga infatti assunta da sola non fa una mazza, per fare effetto la si deve mangiare insieme ad un qualsiasi organo sensoriale umano ,mozzato tassativamente vivo alla vittima ,se no rischi grosso e puoi morire
in preda ad allucinazioni mostruose ed interminabili agonie.Eppure ogni tanto qualche poveraccio in astinenza ci prova a trafugare cadaveri dalla fossa comune comunale per farsi la scorta , ma finisce sempre allo stesso modo :  o mozzato a sua volta delle sue parti sporgenti dal primo che passa o morto pazzo in un vicolo infame. Quindi, l'organo sensoriale deve essere fresco di giornata!!! Dopo un po lo capisci se non è morto da poco ed eviti il bidone fatale.
Spiegare cos' è un'esperienza sinestetizzante,non è facile, ed io non lo faro'.
Se volete, venite nel mio loculo e vi vendo una dose, poi se mi state simpatici magari ci facciamo assieme e ne parliamo.

Aprii la porta scorrevole del mio loculo con la credit key, e in un battibaleno mi organizzai per la mia dose serale. Scelsi con cura l'occhio e l'orecchio piu freschi,
li avevo mozzati personalmente al portiere del residens perchè avevo voglia di uno sballo di proporzioni condominiali ,o forse era solo per spiare i miei condomini con i suoi sensi... in ogni caso, non avrei piu dovuto pagare il portierato, e questo era davvero un toccasana per le mie finanze gia devastate dalla tossicodipendenza.
Avevo trovato inoltre un modo per avere la sinestesina sempre in circolo e per non perdere tempo prezioso nel mangiarla e digerirla, mi ero cucito una piccola flebo sotto i vestiti che mi forniva la sostanza a ciclo continuo, cosi una volta sgamato un organo sensoriale non dovevo far altro che mangiarlo saltando tutto il lungo procedimento
di preparazione della droga sinestetizzante.
Stavo quasi per addentare l'occhio del ex portiere , quando suonò rosso impaziente il campanello della porta .
ecchicazzarola è a quest'ora ruvida della notte?
Chiunque sia  gli vendo un occhio di cane stramorto cosi lo mando a scodinzolare per tutta la città sperando che qualcuno lo investa , sto stronzo amaro.
Addentai quindi l'occhio, deciso a lasciar sbattere il rompicoglioni dietro la porta.
"Milingooo apri apri devo proporti un affare, ti prometto che non ti farò perdere troppo tempo, dai che c'è da guadagnarci su un bel po di crediti!!!"
"maledetto" pensai" sarà qualche infognato che vuole la sine a sbafo".
"Vattene affanculo "gli gridai "torna nella tua tana , non c'è ne di sine qua,prova alla vucciria"...niente da fare , lo stronzo bussava bussava come un ossesso e non la smetteva più,quindi con una rabbia puntuta e nera andai ad aprire la porta per prenderlo a sberle.
Io lo conoscevo quello, dove lo avevo visto? forse in piazza ,forse in giro, chissà,
chissenefrega. Lo feci entrare comunque sputandogli addosso senza neanche aprir
bocca un "sbrigati fogna che ho da fare".
"Ok ok milingo vengo subito al sodo, ma prima ,non è che mi offriresti un po di sine
che la mia scorta è finita"?
"ellosapevoio"! pensai verde collera ,"comevolevasidimostrare", e dandogli l'occorrente per farsi gli dissi " allora sto affare"?
e lui con un pezzo d'orecchio che gli spuntava già fuori dalla bocca,masticando, biascicò:
"emh sshi justho l'affare, dunque milingo, sappi che ho scoperto come si fa a viaggiare nel tempo con la sinestesina"...
"BOOOM" pensai,"questa è la storia della mia vita, se c'è nel raggio di cento metri
un idiota pazzo drogato, infognato fino sopra le corna, è sicuro ma proprio sicurosicuro che si dirigerà inesorabilmente e senza indugi verso di me".
Dunque, cosa si fa in genere con i pazzi stronzi? si assecondano, ecco cosa si fa,
e quindi abbozzando un sorriso gli dissi con simulata indifferenza :" continua, come si fa a viaggiare nel tempo"?
lo stronzone allora presa tutto ad un tratto una posa seria comincio' col dire:
"milingo tu forse non lo sai ,ma il tempo è in pratica il nostro vero sesto senso,lo percepiamo come percepiamo un odore ,una luce o un sapore, il tempo di per se non esiste"...
fottuto pieroangela di merda pensai , ma giusto me dovevi venire a rompere con il tuo superquark ? vai da robomuccioli che ci fai piu figura...ma non dissi niente e mi finsi persino interessato alla cosa: "ma davvero "? dissi, "in che senso non esiste"?
"non esiste di per se" precisò il cornuto " ma esiste in quanto noi lo percepiamo come reale e come responsabile del suo trascorrere",
" e che cazzo c'entra questo con la sine e i viaggi nel tempo"?sbottai ,
"ma come , ancora non hai capito? se è un senso come gli altri puoi usarlo con la sine , e tramite un piccolo segreto che conosco solo io puoi viaggiare nel tempo.
Cosa mi dai in cambio per sapere come puoi fare? eh? eh?" disse il perfetto sconosciuto speranzoso di una svolta .
"IO TI DO UN CALCIO IN CULO SUBITO SE NON MI DICI COME SI FA, NON SO SE MI SONO SPIEGATO "!!! La mia commedia era finita e mi ero stancato di sentirlo parlare a vanvera solo per ottenere la sine.
"Calma calma milingo, il metodo è semplice devi solo assumere la sine con tutti dico tutti gli altri organi di senso e il gioco è fatto, dai proviamoci ,adesso, perchè no?"
"PERCHE' NO? perchè se non funziona e questa è solo una scusa per fregare le mie scorte, io ti ammazzo quant'è vero iddio e poi mi fumo le tue orecchie giusto per sentire che sapore ha un coglione stronzo come te"! Nonostante il tono esasperato , la cosa cominciava ad interessarmi, e senza fargli sgamare la mia curiosità presi gli organi più freschi che avevo e li divisi con lui per farci.
 

Stralci da un articolo del giornale di sicilia del 08/08/2008:

Palermo, oggi otto agosto è stato trovato il corpo senza vita di un giovane quarantenne nel suo appartamento in piazza ottavio zzino,il ragazzo il cui nome è milingo sutera , è stato trovato riverso a terra
accanto il suo computer ,il corpo non presenta segni di violenza e si esclude l'omicidio. Gli agenti di polizia hanno trovato nel suo appartamento numerosi sacchetti sottovuoto contenenti diverse paia di occhi, orecchie e nasi catalogati a secondo della provenienza e dello stato di decomposizione delle stesse.
Inoltre sono stati trovati numerosi cd-rom contenenti video in cui il milingo sutera mangiava
i suddetti organi davanti la web cam  per poi pubblicare il tutto su internet dove era conosciuto con il nome di radiomilingo.
La macabra scoperta ha scioccato la comunità tutta. Gli inquirenti hanno ipotizzato la morte per avvelenamento alimentare dovuto alla decomposizione dei vari organi sensoriali ingeriti dal noto tossicodipendente.
Interrogati, amici e parenti si dicono increduli e scioccati da tanta follia ,nessuno tra loro aveva mai sospettato nulla,
solo sua madre ha detto :"lo sapevo io che era un drogato, e questa è la fine che merita"

milingo.





Friday, May 02, 2008 

Category: Life


ALFREDINO


era arrivato l'autunno a palermo,ma al posto delle castagne spuntavano solo pere.
Marco si faceva da tre giorni e gia era completamente impazzito,un pinocchio di 100 chili esaltato nel paese dei balocchi.
A quel tempo prendevamo la roba in via montalto da un sopravvissuto del' epoca fricchettona di palermo,famoso nel giro per avere ribaltato durante una manifestazione una camionetta dei carabbinieri.In pratica un vero hulk tossico .Una volta scambiato il gatto con il topo,partimmo verso la Daura per andarci a strappare le vene. La Daura ,per chi non è di palermo ,è un posto scoglioso di mare prima della famosa Mondello. Ci va chiunque per fare "la qualunque",e difesi da occhi sbirreschi anche noi poveri piccoli tossici potevamo farci indisturbati. Ancora non sapevamo che di li a poco avremmo perso la nostra innocenza per sempre ,e da quel giorno in poi farsi le pere non sarebbe stato piu soltanto il divertimento di 2 giovani adolescenti esauriti e palermitani ,che è in pratica la stessa cosa ,ma sopratutto un vero e proprio delirio.

guidava marco,mentre io come al solito lasciavo per strada dietro di noi una striscia di vomito perfettamente allineata allo sparticorsia,e anche dello stesso colore,bianco.
Era una domenica romeriana senza neanche uno zombi in giro, e per prendere le spade dovevamo sgamare la farmacia di turno,"stavolta ci scendi tu per le insuline" disse Marco ,ed io immaginando la guerra che avrei dovuto scatenare con il farmacista tentai di glissare indicando la striscia di vomito sulla strada,"O CI VAI O GIURO CHE TE LO INFILO IN CULO STO MINCHIA DI GRAMMO"!!!...non potevo certo rifiutare,e facendo un nodo allo stomaco scesi dalla macchina strisciando come una biscia verso la farma.
Dunque,a quel tempo non esistevano i toxic points o le rulotte che distribuivano siringhe aggratis ,e quindi in una domenica morta come quella era facile che un farmacista
potesse diventare il tuo dio, un dio onnipotente e stronzissimo in camice bianco.
Accecato dall'astinenza andavo verso la farma ripetendo tra me e me"fa che non sia il micragno,fa che non ci sia il micragno"...e puntualmente dietro il vetro del rettilaio c'era chi? il MICRAGNO.
Tutti i tossici di palermo sapevano che quella farmacia era piena di insuline ,ma se al banco c'era il MICRAGNO,non ce n'era per nessuno,ammenocchè non si fosse disposti alla ubbidienza cieca e alla prostrazione. Da dietro il rettilaio di vetro infrangibile la sua testa brizzolata di cenere non ancora spenta, mi guardava strisciare.
Con mezza faccia rideva e con l'altra mezza lanciava sguardi di odio e disprezzo per me solo per me."se non mi da le spade, oggi sta farmacia la brucio quantèvveroiiddio"e mentre mi lasciavo andare ai deliri di onnipotenza,tentavo di aggiustarmi per sembrare meno stracciato."Posso dartene solo 2 e da 10cc"disse il micragno con gusto,sapendo che con quelle siringhe non ci si sarebbe fatto neanche doctor menghele in persona.erano enormi e un cavallo sarebbe svenuto solo a vederle."DIO CRISTO"pensai"questa faccia da ragazzino per bene un po frocietta mi dovrà pur servire a qualcosa" e con uno sforzo che non aveva niente di umano
abbozzai un sorriso ,e con la voce bianca di un castrato di otto anni che canta messa dissi il piu innocentemente possibile,"guardi,forse c'è stato un malinteso,le siringhe servono per mia madre che ha il diab...",LO SO IO CHE HA TUA MADRE" disse il micragno da dietro il rettilaio con quella sua lingua biforcuta.
Cominciai letteralmente a dare calci al vetro,cosi,in silenzio e senza gridare,volevo soltanto rompere il vetro e strozzarlo piano piano ,volevo vedere uscire la vita da quel corpo brizzolato a poco a poco e fino all'ultima goccia infame.non ci crederete ,ma si spaventò,o forse si confuse soltanto,tant'è che mi dette le spade sia quelle da 10 che le normali,senza chiedermi nulla, neanche un soldo.

Tornato in macchina marco mi accolse con un "ma quanto minchia ci hai messo?"
"sono gia 3 giorni che ti fai ma gia' mi hai rotto il cazzo ,torna a farti le canne o metti in moto sta minchia di macchina e ANDIAMO!!!" ero cosi imbestialito che non sentivo piu neanche l'astinenza.

Arrivati alla daura ci imboscammo tra gli scogli e preparammo la consa di roba come due cuochini al pranzo è servito.Mentre dividevamo il conso nelle siringhe,
sentimmo delle voci,sembravano bambini che giocavano tra gli scogli,ed erano vicinissimi.Infatti mentre cercavamo di capire da dove provenivano le vocine, ecco spuntare dal nulla della luce pomeridiana un gruppetto di bimbini allegri tra cui spiccava per altezza e sguardo da nano il capetto .Era un pacchionello simpatico e bestiolo,e aveva due occhi scurissimi da manga giapponese strafogato di majonese.appena ci videro rimanemmo cosi,sospesi,io e marco con le siringhe nella mano destra come se stessimo giurando sulla bandiera e loro a braccia conserte guardandoci dall'alto in basso severissimi.
"SENTI BAMBINO ,VAI A GIOCARE DALLA MAMMA CHE QUI I GRANDI HANNO DA FARE"disse marco con fare paternalistico-incazzato...e fu allora che il nano capetto fece un gesto, un gesto che non dimenticherò mai finche campo...mentre teneva le braccia conserte, lentamente mooolto lentamente comiciò a distenderle piano verso di noi come in uno strano rito pagano per la fertilità, e con le braccia allungate con i palmi allinsù,ci fece capire cos'e l'orrore,il vero orrore ,perchè assolutamente inaspettato.
Su quelle braccia da bambino nano aveva piu buchi e crateri lui di tutto il fottuto marte,e noi inebetiti come in un incontro ravvicinato del terzo tipo eravamo completamente catturatii dalla sorpresa, e con la mandibola calata fino alle ginocchia ascoltammo le sue parole da marziano."picciuotti ,un bi preoccupate,continuate puro a farvi,non mi avete ricanosciuto? io sono ALFREDINO!" ...
"si,chiffà un li liggiti i gjurnali,sono alfredino di san patrignano,il bambino tossico!,vi ricordate?"..."gno" disse marco con il ciucciotto in bocca ,il tappo della spada,che io invece avevo quasi ingoiato.

Con il suo benestare e sotto il suo sguardo allegro ci facemmo bui e pensierosi ,mentre lui ci raccontava la sua storia. Ci disse che ora aveva 14 anni ,ma che aveva iniziato quando ne aveva 9 e "mezzo" .A quel tempo spacciava allo Z. perchè i bambini non li arrestavano e perchè cosi poteva mettere soldi in saccoccia. E cosi un giorno volle provare che si sentiva con la robba e capire perche tutti quegli esauriti sbavavano appresso all'eroina. Due anni piu tardi completamente finito ,fu arrestato e letteralmente trascinato a san patrignano (L'INFERNO SU QUESTA TERRA n.d.a) e a forza di nerbate e dopo un paio di fughe riusci nonostante tutto a disintossicarsi e a tornare a casa .
"e oggi che fai ?" gli chiesi mentre mi asciugavo con la bocca il sangue dalle braccia.
"mah...per uora mi fazzìi canne ed ero venuto con sti "vecchi" amici a farimi l'ultimi bagni" rispose,e in un lampo si svesti' e con tutta la ciurma si tuffò in acqua sparendo e riaffiorando ogni tanto come un delfino tossico e felice.
Era arrivato l'autunno a palermo,ma al posto delle castagne spuntavano solo pere.

milingo.
Sunday, April 27, 2008 

Category: Life


PALUZZO

era un estate tossica,l'estate tossica di palermo.avevano cominciato a farsi tutti,pure i ragazzini figli di papà, di roba ce n'era quanto "la rina nel mare" e faceva tutta schifo.io e filippo stavamo salendo su in paese per andare a farci a casa sua sicuri che quella roba scarsa non ci avrebbe dato sollievo
da tutto quel caldo e dai sudori freddi.

in lontananza subito dopo il curvone di A.intravedemmo una macchia giallastra ,e andandogli incontro ci rendemmo conto di cos'era...era Paluzzo.
Biondo come uno svedese, rosso in faccia come un lappone e miope e brutto come una talpa,camminava saltellando in salita verso casa.rideva,rideva di gusto il piu temuto e turbolento tossico di palermo.Subito filippo avendo come una premonizione mi disse"andiamo a vedere perchË ride come uno scemo l'esaurito", ci accostammo a lui speranzosi di una svolta e neanche il tempo di dire "fratè" ci travolse con un"sempre insiemmula vuatri due,ma chi siti froci?datemi un passaggio che oggi vi faccio divertire io matelli".gelido filippo lo fece salire dicendogli in un sibilo qualcosa su sua madre ,e tutti e tre noi piccoli porcellini ci incamminammo sulla salita per A. con una speranza nei nostri cuoricini tossici.non sapevamo ancora che il lupo cattivo avrebbe di li a poco buttato giù la nostra casa fatta di sangue e flectadol.

senza perdere tempo durante il tragitto ,paluzzo usci' tanto di quel materiale che ci fece venire il vomito per l'aspettativa.la svolta ci era piombata dal cielo come una manna,e la terra promessa era a due curve da noi. un dio biondo ed esaurito ce l'aveva donata e noi avevamo fede,avevamo un credo.la fede si sa è come un lampo di luce accecante ad io prima ancora di farmi ero completamente agguercito,ma filippo no,e sospettoso come una faina chiese a paluzzo come mai avesse tutto sto materiale ,e sopratutto, come mai si fosse deciso ad offrirlo invece di spararselo tutto lui."ma i stracacazzi tuoi mai te li fai "? Disse ridendo paluzzo,e aggiunse ridiventando serio di botto "da domani rispaccio serio,basta sbattersi,basta."
conoscendo paluzzo ,le sue parole avrebbero dovuto spalancare nelle nostre teste
abissi innominabili carichi di dubbio e paura. ma ormai io ero ridotto a borbottare frasi sconnesse per l'astinenza e filippo tetro riusci solo a dire tra un conato e l'altro"conosco un posto nuovo dove possiamo andare a farci".
immediatamente ci infrattammo in un piccolo boschetto vicino il paese,la prima "conza" di coca ed eroina con un prestigio di cucchiai storti ed insuline fu pronta in un baleno e in silenzio.
ora...Paluzzo non aveva piu vene per farsi e aveva bisogno del nostro aiuto se non voleva trasformare la macchina in un bagno di sangue splatter.quindi con la siringa in mano aspettò come un bravo soldatino alla visita del ospedale militare, che ci facessimo prima noi.una volta fatti,
per ben due volte e a turno provammo a bucare quella pelle bionda, finchè Paluzzo nevrastenico e pure mezzo dissanguato proclamò come un duce tossico"NEL COLLO ! NEL COLLO"!!!
e aggiunse guardandomi "tu,che hai le mani da fighetto ,fammi tu"...
"ecco" pensai "ecco n'altra giornata all'ospedale o in questura".
dunque,farsi nel collo non è proprio na cosa de gnente,innanzi tutto devi stare in apnea e devi sforzarti come uno stitico per fare uscire la vena giusta, perchè se sbagli addio Paluzzo.
Per me era la prima volta ma a lui non importava davvero, mi promise persino un regalino se gli azzeccavo il tubo.
si mise in posizione e gonfiando il collo come un pesce palla, la sua faccia rossa da contadino islandese diventÚ blu ,in pratica un pesce palla islandese.mi avvicinai lentamente al collo con l'ago e con un colpo secco lo trafissi... e...sarà il culo del principiante, sarà che ero gasato dallo speedball , ci riuscii, e vedendo il polipetto rosso nell'insulina ,tirai un sospiro di sollievo. gli scaraventai quindi la roba dentro... per la contentezza Paluzzo usci' dalla macchina e comincio a ballare e a cantarmi canzoni napoletane,in quel momento, lo so, mi amava.

andammo avanti cosi, a farci di speedball per altre 2 ore rischiando di morire felici da un momento al'altro.sopravvissuti alla fattanza ci decidemmo finalmente a tornare a casa e ad accompagnare PAluzzo che abitava in paese, senonchè mentre facevamo strada in una sorta di trance Paluzzo disse "no ,non lasciatemi a casa lasciatemi in piazza, al paese".io e filippo ci guardammo straniti non capendo ne il tono ne il senso delle parole . Si ,non capivamo, quella piazza Paluzzo la aveva sempre evitata . diceva ,"ogni buota" c'è a "quistiuoni" , e poi "c'ha rumpiri i kuoinna" e" poi oggi sono felice" .Allarmato filippo disse,"sei sicuro Palù? Vedi che ci viene di strada casa tua"..."NON ROMPERE I COGLIONI E LASCIAMI IN PIAZZA"!!!....
questa è la volta buona che lo rade al suolo sto minchia di paese,pensammo all'unisono io e filippo, e intimoriti da tanta determinazione ci decidemmo ad accompagnarlo al paese.
tra gli sguardi carichi di disprezzo e paura dei paesani ,Paluzzo scese dalla macchina e ci disse "allora , da domani venite da me per la roba,per voi trattamento speciale,vi voglio bene ,questo ricordatevelo sempre".Cose cosi paluzzo non le aveva mai dette e noi dovevamo essere piombati in qualche strano universo parallelo senza accorgercene...ce ne andammo piombati e poco persuasi e senza dirci una parola io e filippo ci separammo.

L'indomani aprendo il giornale leggemmo in prima pagina la notizia della morte di Paluzzo.sceso in piazza aveva fatto strada per casa sua,ma ad aspettarlo c'erano due tizi che senza tanti complimenti gli spararono in testa davanti la porta , lasciandolo li, biondo e stecchito.
Paluzzo ci aveva forse salvato la vita ? scoprimmo in seguito che tutto quel materiale lo aveva rubato a chissà chi promettendogli di spacciarlo per lui. E invece aveva passato tutta la giornata a farsi e ad offrire roba e coca a qualsiasi tossico incontrasse per strada nel tragitto da palermo ad A.
era un'estate tossica,l'estate tossica di palermo.

milingo.
Wednesday, February 08, 2006