MySpace
myspace music

Il cenobita's Blog ...vita mia che m'impartisci lezioni e poi mi bocci.

IL CENOBITA



Last Updated: 12/15/2009

Send Message
Instant Message
Email to a Friend
Subscribe

Status: Single
Country: IT
Signup Date: 8/31/2008

Blog Archive
[Older      Newer]
 /  / 
Sunday, December 13, 2009 

Qui mi dicono che ogni cosa è destinata a finire
senza nulla da portare a termine
strano definirsi uomini
solo quando si è bravi con le donne.

Dio mi dicono che non parli ma ci ascolti
se è vero voglio che tu sappia
che quando morirò vorrei tanto
potermi vedere da fuori

perchè almeno avrei qualcuno
che mi piangerebbe con tutto se stesso.




Sunday, December 06, 2009 
Ti ho sentito piangere dietro la locandina
de "Il postino suona sempre due volte"
quando eravamo bambini tutto sembrava possibile
ed io so bene il coraggio che ci vuole
per restare seduti quando è in piedi che si vorrebbe stare

ti ho sentito bestemmiare davanti alla strada che ti portava a casa
senza una ragione precisa hai lasciato quei posti
ci sono troppe scuse da portarsi dietro in questa vita
eppure al campo di calcio qualcosa ti aveva reso migliore
chiuso nella tue spalle così magre
senza il tempo di dire: - Dio mio, porta pazienza -

senza la forza di dire ad una madre troppo grassa e supponente:

- Mamma ti voglio così bene -

Ti ho sentito lamentarti di me
dietro vecchie tende di case di campagna
tra mobili rubati e botti piene di vino
che qualcuno un giorno ti svuotò e non si è mai capito come

ed il tuo cuore così giovane avrebbe mai potuto capire
cose così tristi da fare invecchiare chiunque?

Ti ho visto rimanermi ostile
e poi rimanere ostile anche a te stesso
in fin dei conti Debora in qualche modo mi aveva cambiato
ma non era questo il punto

mentre leggevo "Tropico del cancro" e "Diavolo in corpo" di Radiguet
mi sono sentito così vivo
mentre guardavo "L'ultima spiaggia" non mi sono affatto meravigliato
ci sono verità in questa vita a portata di mano.

Mi sono ricordato di te e del nostro linguaggio così scurrile
a dieci metri di distanza da una porta
dal tuo armadio con vecchie foto dell' Inghilterra
e la locandina di "Cannibal Holocaust" in bella vista

resto seduto con Giada in un pezzo di vita mio soltanto

non avrei mai immaginato
quante persone si devono perdere

prima di diventare adulti.

Thursday, December 03, 2009 

Ho una casa dolce dove potresti alloggiare
da quando ho capito che ero il solo ad avermi davvero ne ho fatto tesoro

c'è una strana sensazione nel mio cuore quando mi spengo
vasche nelle ville di Roma dove sono stato senza più tornare indietro
Giardini di Boboli, Duomo, l'Isolotto e vecchie serrande semiaperte
davanzali senza fiori, garofani morti, trippa fresca di giornata

in queste settimane così diverse penso sempre a te

ho un buco profondo dove potresti sistemarti
dall'ultima volta che mi è morto qualcuno di caro
lo tengo gelosamente protetto

sperduto nei quartieri di Roma poi fino a Piazza di Spagna
ci sono cose nella vita fatte apposta per non essere tue

la faccia del Duce, l'idrofobia e la sifilide, ricordami come è morto Goebbels,
come Ted Bundy riduceva le vittime, le Bestie di Satana ed il Mostro di Firenze
ci sono cose tremende in questa vita più interessanti di altre

ci siamo seduti più volte senza mai fermare il pensiero
senza una meta e con troppi sogni
Dio solo sa la pena che ci vuole
per vivere ciò che non si può sopportare
quando si è nati per essere altro

sistemato per la notte con la macchina sul marciapiede di fronte
io che non sono più capace di scrivere niente

e in questi momenti così diversi penso ancora a te

ho appena fatto l'amore e non mi è piaciuto nemmeno

quadri di Bosch e vecchie foto ritagliate dalle riviste dell'85
ci sono alcune cose nella vita migliori del litio

distese di grano tenero e i soliti papaveri in mezzo
ci sono cose nella mia vita fatte apposta per restare mie soltanto

me compreso

in questi anni incerti penso sempre a te

bambino dai modi spontanei cresciuto a Goldoni e Verhoeven

diventato un uomo scostante dagli occhi cupi
e dai modi educatamente ostili

ci sono cose nella vita che ti porti dentro per sempre.

Monday, November 23, 2009 


Avrò mille ragioni un giorno
ma non ora

e scrivo questo per dirti
che stando con me
tu non starai mai con qualcuno davvero.

Io sono nato per stare da solo
desiderando di avere qualcuno.

Un giorno, presto o tadi, morirò
magari fra atroci tormenti
o forse sparandomi in bocca

ed io questo lo so bene

ma non posso più prevedere
come mi alzerò al mattino

nè quando starò bene davvero fra le tue braccia

nè quando fare l'amore sarà solo una conseguenza naturale

quando l'alba di un giorno sarà l'avvento più dolce
e la fine di esso la cosa più triste di tutte.

E tu, ingenua ed impreparata,
mi guardi negli occhi
mentre sfuggo e non ricambio
e pensi di aver visto qualcosa di buono
dentro me stesso

ma dentro di me
c'è solo tanta desolazione

come un autorimessa chiusa per ferie

come un albero di cachi
così pieno e colorato di frutti

ma così spoglio, senza più foglie,

solo rami sbilenchi.
Saturday, November 21, 2009 


Ho una dozzina di film nella mia videoteca
che da quando te ne sei andato dalla mia vita
non ho più nemmeno preso in mano.

Quando parlavi di Deodato senza capirci nulla
con i tuoi occhiali da vista, la barba ispida, i capelli elettrici,
c'era qualcosa dentro di te che non ho mai capito,
c'è qualcosa dentro di te di cui non ho avuto cura.

Ripetevi che la tua strada era comunque tracciata
le tue mani bianche e la tua passione per la grafica ed il pc,
mi dicevi che Sara aveva capito,
che prima di tutto ti aveva capito.
che non sapevi spiegare come ti amasse
ma era una cosa che sapevi e ti bastava.

Ti ho osservato lanciare un bicchiere ai piedi di un passante,
tifare Milan ed Inter allo stesso tempo,
votare comunista e bestemmiare Dio,
andavamo a vedere insieme le puttane
e nelle notti che trascorrevamo assieme
c'era qualcosa che riuscivo a percepire
ma che non sono mai riuscito a raccontare.

Mi ripetevi : - Quando mai avrai una donna fissa?! -
e continuavi: - Tu e la musica..sei proprio fissato..sbarazzati di Pietro
ed anche di tutti i tuoi bassi, nella vita non ti serviranno a niente -

Ed avevi ragione, ed ora che ti vorrei di nuovo nella mia vita
non trovo una parola che sia una per dirlo ad alta voce.

In pianta stabile a Bologna, hai sempre detto
che è la città che ti ha salvato,
vomitando addosso alla provincia che ti ha messo al mondo
e te l'ha tolto subito dopo.

C'è un posto alla mia tavola se vuoi tornare a trovarmi,
mia madre ti preparerà ancora una volta l'arrosto,
andremo a cercare funghi e poi ad un concerto,
in macchina senza una ragione parleremo dei nostri sbagli
ridendone,
ti lascerai andare citando tutti gli incidenti mortali della formula uno,
le elezioni politiche passate,
le perversioni borghesi,
la mia ossessione per la morte.

C'è ancora un posto nel mio cuore
e da quando te ne sei andato non c'ho più sbirciato dentro.

C'è ancora un posto vuoto nel mio cuore
e da quando sei andato via non c'ho più pensato

ma mai come adesso sussurrandoci dentro
sento un'eco così profondo.

Mai come adesso sento la tua mancanza.


Tuesday, November 10, 2009 

Non c'è cellula celebrale che mi pensi
nè parte di un corpo che mi possegga,

sono sempre solo con me stesso.

Non c'è bacio che mi svuoti
nè frase detta a freddo che mi colpisca

sono ancora il nulla di nessuno.

Non c'è storia che mi comprenda
nè qualcuno che mi ami,

non c'è cuore dove io lasci un segno
nè parentela che mi leghi,

sono ancora il solo ad avermi.

Non c'è proprio nessuno con cui specchiarmi.

E se mai avessi trovato qualcuno che mi volesse
oh beh, tu lo sapresti
vedresti il cielo aprirsi.

Sì, tu lo sapresti perchè la terra si aprirebbe.

E se mai avessi trovato qualcuno
che mi desiderasse fortemente
tu te ne accorgeresti

perchè due persone sole possono fare fuoco e fiamme.

Ma una persona sola se ne resta sola ed in disparte.

Non c'è nessuna notte che mi comprenda,
nè qualcuno che mi voglia.

Sono il solito di sempre.

E' una cosa che dura da anni.


Monday, October 26, 2009 

Piccola bambina con i capelli tagliati troppo corti
su ordine di una madre dalle vedute non così lunghe.

Ridi a comando ed ora piangi
piangi ora che puoi farlo con tutta te stessa,
reduce da un'analisi Junghiana,
può forse Dio capire o almeno spiegare
perchè eri destinata a non essere di nessuno?

Dolce bambina che camminavi tutta chiusa in te stessa
quaranta di febbre senza motivo,
ti bastava stringere la mano di un estraneo qualunque
per immaginare quella di tuo padre.

Il dolore procurato non passerà mai.

Ed io sono morto per questo
benchè sia ancora vivo.

Piccola bambina dall'apparato linfatico lento,
piena di desideri fatiscenti come gli Hotel sull'autostrada,
piena di sale marino da capo a piedi
correvi sulle orme degli altri nella spiaggia di Vada.

Tu con il cuore con la stessa forma di quello di tuo madre
ma così triste, così triste da spezzare chiunque
mentre la fortuna degli altri faceva ridere i salici,
tu amavi soltanto ed io sono morto sapendolo.

Avevi una fisarmonica rotta ed un vestito da gala mai usato,
l'Ave Maria di Schubert nelle tue orecchie
e nessuno con cui giocare a campana.

Un mazzetto di gelsomini e la gardenia il tuo fiore preferito
quanto dolore posso procurarmi per capire il tuo?

Avevi nove anni, forse meno
e tuo padre ti disse:

- Io sarò con te solo in sogno -

Dura realtà la vita, la madre più distratta
potrà mai capire quanto pagherà sua figlia per stare al mondo?

Ed io non sono affato felice
io ho un Giovanni morto dentro di me.

Sotto la torre degli Asinelli,
Garisenda non ti ha mai detto niente,
o nel quartiere San Donato,
ma non a via del Pratello, nè a Piazza Nettuno

la fortuna poteva darti un bacio
ma ti ha dato uno schiaffo.

Piccola bambina che socchiudevi gli occhi al troppo sole
quaranta di febbre senza un motivo preciso,
ma tua madre ti ha voluto tenere
ed io non sono affatto felice
io sono morto dentro di me.

Potevi vivere bene trasportando grosse scatole
da una parte all'altra di un corridoio
ma la vita ha voluto che fossi tu
ad essere sballottata come una cassa

vuota dell'amore di un padre
che non è mai apparso nemmeno nei sogni
benchè tu ti addormentassi di continuo
niente di nuovo da raccontare al mattino.

Ai morti prima di noi avremo qualcosa da dire.
Sì, ai morti prima di noi avremo qualcosa da dire.

Con tutto il dolore che mi porto nel cuore
non posso comprendere il tuo.

Ed io non sono affatto felice.
Io ho un Giovanni morto dentro di me.


Monday, October 26, 2009 

Nell'ultimo tratto di strada percorribile mi dice:

- La tradirò perchè non so condurre una vita onesta -

A lui sembra normale,
a me impossibile.

Nell'ultimo sogno che ho fatto
c'era uno scorpione giallo nella mia stanza,
perchè nella breve distanza io sono solo un rancoroso.

Così penso che ci sarebbero due modi per tenerti con me
uno è fare a meno di me, l'altro è prendere tutto di te
in entrambi i casi sono fregato.

Nell'ultimo desiderio fatto su di una candela spenta
terra fredda e grano secco nei miei occhi,
non posso dire di essere nato con il sorriso in bocca
ma posso ridere quando è piangere che vorrei.

Così ripete:

- Tradirò me stesso due volte di seguito
affinchè io non scordi da dove provengo -

Imbottito di antidepressivi, con lo stomaco vuoto,
immerso in un film di Sergio Citti
quello che il ragazzo disse in tenera età
si è rivelato così stupidamente tenero anche in età adulta.

E non una riga nè un quadro di William Blake
a fargli aprire gli occhi,
ma l'amico più caro non ha mai parole di conforto,
solo pensieri egoisti.

Con davanti "La montagna sacra" di Jodorowsky,
o tutto il cinema di Ettore Scola in testa,
o il cinema muto di Fritz Lang,
con poco interesse davanti a Buz Lhurman,
senza amare nulla di Joel Schumacher,
con tutto Elia Kazan dentro di me,
annoiato da Moretti, illuso da Fellini e disgustato da Infascelli,
in compagnia di Abel Ferrara tralasciando Borowczyk
inappetente per giorni con in testa tutto quello che non parla di me.

L'amico mgliore resta sulla porta senza muovere un passo
e l'ultima donna avuta non la ricordi nemmeno,
dimenticando la frase che disse:

- Non sembri quello che dici di non essere -

Dio solo sa cosa voleva dire,
nell'ultimo metro di corsa prima del campo di calcio
ricordo a me stesso quanto tempo è che non desidero qualcuno.

Mi resta davanti il volto di Natalie Wood in "Splendore nell'erba",
uscita dalla clinica ritrova Warren Beatty ad accudire animali
con una moglie ordinaria in cucina ed un bambino sotto al lavabo.

Non c'è più niente di lui che le parli di sè.

Ed io so perfettamente cosa significa.

Io so perfettamente cosa si prova.



Sunday, October 25, 2009 

Non ho mai trovato interessante il buio perchè spesso ci vivo
ma questo non fa di me un tipo speciale
di fatto mi rende solo più oscuro di quanto già sono.

Non ho mai trovato interessante viverci dentro
ma sono questo e se c'è un modo in cu voglio morire è vivendo da solo.

Non credo che le tue scelte siano state poi così brillanti
ma sono tue per cui ci farai i conti
ma non ho mai sopportato quando ne tessevi le lodi,
per te che la più grande fatica era mettere a fuoco una lente
o scegliere l'esposizione, meglio l'automatico senza dubbio.

Non ho mai sopportato quello che sono
nè quello che sento di essere,
ma non riuscivo proprio ad accettare come mi facevi sentire,
del resto non ho mai trovato un motivo buono per leggerti dentro davvero.

In fin dei conti io ti volevo solo portare a letto
perchè sono un uomo e pertanto bugiardo
ma ho più coscienza di ogni tua alzata di testa,
del resto volevo solo entrarti dentro
ma solo per sentire l'effetto che avrebbe fatto dentro di me
perchè sono un uomo egoista e lo so bene da sempre.

E se quando ero giù a te sembravo una cosa da idioti
per ogni giorno che trascorrevi davanti alle tue ilusioni ero io a considerarti un idiota
e se non riuscivo a venire è perchè ero così tremendamente annoiato
sì, se proprio non riuscivo a venire è perchè ero così temendamente annoiato,
e se non mi sei mancata neanche un secondo, era scontato,
ma dovevo recitare una parte perchè sono un uomo e sono nato per questo.

Ma da solo nel baratro di ogni mio sogno ringrazio di averti dato solo un'occhiata
perchè nella tua vita non c'era proprio niente che mi parlasse di me
come una foto di quindicianni prima venuta per giunta sfuocata.

Non ho mai trovato interssante dividere
qualcosa di me con qualcuno al'infuori di me,
è una cosa da scemi ma riguarda me soltanto,
come riguardano me soltanto queste inutili righe
e se mai le leggerai sappi che non ti riguardano per niente
non è per te che scrivo di questo.

Anche questo lo scrivo solo per me
perchè resto la persona più cara
con la quale ho la fortuna di vivere.


Friday, October 23, 2009 

A due metri di distanza,
quanto mondo avrei potuto attraversare
per entrarle dentro senza che lo sentisse davvero?

A due metri da ogni uomo,
non c'è una vita che sia una che mi riguardi
ed io che vivo soltanto mi sento tremedamente solo.

In piedi con i capelli sciolti e le mani gonfie,
le orecchie tese e le spalle dritte,
quante cose belle avrei potuto toccare nella mia vita
fino a impiastricciarmi completamente le dita?

La giacca che mi calza a pennello
e i suoi splendidi occhiali da sole
quanto poco conosco di quello che si cela dietro ad ogni cosa.

Eppure sapevo di essere nato per conoscere tutto
non per non possedere niente,
oh beh, io sono quello che ha avuto quello che poteva avere
e tu sei quello che avrei meritato di avere.

Lucente con il sorriso teso e i denti bianchi,
le mani come quelle di una bambina senza più forze,
non urto deve averti scosso, non urto dovrebbe farlo,
potresti farti molto male quel giorno,
quel giorno potresti avere bisogno di me,
ma quel giorno spero per te che non arrivi mai.

La luce pomeridiana ti ha sempre donato del fascino,
quanti pomeriggi tristi avrei dovuto evitare
per provare la stessa sensazione?

Hai un'emozione sincera con cui possa appartarmi
senza quel senso di colpa pronto a tradirmi?

Con il passo corto, il fiato corto
non un segno zodiacale a darmi ragione,
nè un equinozio da portarmi lieto nel cuore,
posso pertanto sentirmi una cosa comune
come i miei sogni: frutti caduti prima di essere giunti a maturazione.

Con il soffio e il suono che produci in ongi tua esse
sono io quello senza vento in poppa
e ti scivola di mano l'orario dei turni e l'agenda di banca,
pronunciando tutte le parole più belle che io abbia mai letto
con tutto me stesso non avrei mai potuto
compiere una frase di senso compiuto.

Con tutto me stesso e quindi senza armonia,
arrogante e presuntuoso posso vedere dentro chiunque
senza riuscire a toccare le corde più dolci,
posso sentire quello che prova quando si guarda
ma non posso fare nulla perchè ci trovi qualcosa di me.

Nel mondo c'è ancora un pò di poesia
e tu almeno ne sei la prova.