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Olascanini's Blog fino all'anima...con sentimento...

Olascanini Crew

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Last Updated: 11/1/2009

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September 30, 2009 - Wednesday 
July 30, 2009 - Thursday 
Il parmigiano Emile Rivera in tour negli USA :


Emiliano, parlaci un po’ del tuo nome d'arte?
Il mio nome d'arte Emile Rivera nasce più che altro da un'esigenza. Quando ho scoperto che il mio album sarebbe stato distribuito in 80 Paesi ho iniziato a lavorare per tradurlo in inglese e per promuoverlo all'estero. E, insomma, il mio nome è in inglese è una specie di scioglilingua.
Assieme al mio amico Kampah (grafico e regista di livello mondiale che ha creato anche il booklet del disco), che vive a Los Angeles, abbiamo fatto un po' di brainstorming e alla fine è uscito questo.
Suona bene, è allo stesso tempo di moda e old-fashioned. E' evocativo, mi è piaciuto subito. E l'ho adottato ufficialmente.

Parlaci della tua band?
La mia band fondamentalmente non esiste. Ho una serie di musicisti che lavorano con me, chi più chi meno. Davide Buzzi e Gabriele Anversa sono quelli che hanno seguito il progetto sin dall'inizio.
Poi collaboro con tanti grandi musicisti: Claudio Tuma, Mirko Reggiani, Jaime Dolce, Mario Basile, Alessandro Angeletti. Poi ci sono due giovani fenomeni di La Spezia: Matteo Cidale e Leonardo Corradi. E in occasioni speciali ho collaborato con Jim Donovan, Paolo Schianchi, PJ Roduta, Guido Ponzini, Bill Burke... fatico a elencarli tutti.

Genere musica?
Tendenzialmente porto in giro il tipico suono dei cantautori rock americani. Però amo sperimentare e reinventare. A volte mi si trova in acustico, a volte in versione jazz... dipende dalla situazione.
"Genere" in fondo è una parola piuttosto stupida, coniata negli anni '80 per dividere il mercato. E poi da qui la divisione quasi a strati sociali della musica. Non amo rinchiudermi in un solo stile musicale. Ci sono sicuramente modi di far musica a cui sono più affezionato ma è un limite che non voglio pormi.

Ti senti il Tom Petty parmigiano?
Tom Petty è un artista che adoro. Secondo me non abbastanza riconosciuto in Italia per il suo valore.
Non lo ascolto da tanto, anch'io l'ho scoperto tardi. Però è stata una folgorazione.
In fondo è colui grazie al quale abbiamo assistito alla rinascita del songwriting tra gli anni '80 e '90, quando sembrava ormai andare a morire. E oggi invece i più grandi (Bob Dylan, Bruce Springsteen, Leonard Cohen, Neil Young, Paul Simon, lo stesso Tom Petty) stanno ancora scrivendo e suonando cose fantastiche e negli ultimi anni nascono continuamente grandi realtà di cantautori giovani (vedi John Mayer, Iron & Wine, Keegan deWitt, James Blunt). E' sicuramente un bel segnale.
Detto questo... l'accostamento a Tom Petty può fare solo piacere. Ci sono tante differenze e di fama e di età e di carriera e musicali. Però non faccio l'ipocrita e mi tengo stretto questo accostamento, magari prima o poi tornerà utile!

Quanto secondo te incide la musica che un artista ha sempre ascoltato sulla sua creatività ed originalità?
Non dico al cento per cento... ma al novantanove sì.
Noi siamo frutto di quel che viviamo. E se facciamo musica, siamo e saremo sempre forgiati da quello che abbiamo ascoltato. E' ovvio. Non si può inventare da zero. Tra l'altro andiamo sempre più verso la saturazione della musica leggera, quindi creare cose nuove è sempre più difficile. Ma è necessario per non far morire tutto questo movimento che circa cinquant'anni fa ha cambiato il modo di pensare la musica.
Io nasco dai cantautori italiani e americani, mischiati coi grandi gruppi rock. E nella mia musica si sentiranno sempre questi echi, è ovvio.
Ti dirò di più: le mie canzoni sono piene di citazioni dichiarate. Nei testi e a volte anche nelle musiche. Non voglio nasconderlo e anzi, ne faccio un fatto d'orgoglio e un tratto distintivo.

Come hai fatto ad a farti produrre un disco da una casa discografica importante come la Virgin?
Guarda, la storia è molto semplice. Io lavoro da ormai tre anni con Mariano Pappalardo, produttore spezzino della Green Production. E' una piccola etichetta indipendente. Un bel giorno, qualche mese fa, mi chiama e mi dice di aver firmato un contratto di distribuzione su 80 Paesi con Believe Distribution, la branca del gruppo Virgin che si occupa della distribuzione digitale in Europa. E eccoci arrivati: la Believe si occupa della distribuzione digitale dei miei pezzi (iTunes, Napster, Matchmusic eccetera), e il marchio Virgin apparirà sul disco quando uscirà fisicamente nei negozi.

Per chi volesse seguirvi dal vivo, quali gli appuntamenti da non perdere?
Da non perdere ci sono stati due appuntamenti già. La presentazione del mio singolo il primo luglio al Parco Eridania e il duetto a sorpresa che ho fatto con Omar Pedrini il quattro luglio sempre al Parco Eridania (cosa che ripeteremo presto ma non so esattamente dove e quando).
Per il resto... il 24 e 25 luglio ho un breve tour in Scozia (concerti a Edimburgo e Craigiebield Hotel), poi il tour di circa 50 date negli Stati Uniti in autunno.
Se qualcuno vuole venire è ben accetto. Mi sembra un po' scomodo però.
A parte gli scherzi, al momento non ho date programmate nelle vicinanze. Quando ce ne saranno lo segnalerò al volo.

Quali sono i gruppi di Parma che più ti piacciono?
Negli ultimi anni ho seguito pochissimo la scena parmigiana, mi sono concentrato sul mio lavoro più che altro. Poi quest'anno mi sono ritrovato a fare il giurato per il concorso di Ultimoappello e ho riscoperto qualcosa.
Per quanto riguarda la musica leggera Parma ha due facce: c'è una schiera di grandi musicisti, alcuni conosciuti anche a livello internazionale più che in città (non sto a far nomi perché è una lista lunghissima e rischierei di dimenticare qualcuno... magari un giorno approfondiamo, visto che è un argomento interessante), e poi c'è un sottobosco di band emergenti in continuo movimento dal quale ogni tanto spuntano realtà interessanti.
Ultimamente mi sono piaciuti parecchio i June e i Lena's Baedream, due band che riescono a spaziare tra vari stili musicali creando commistioni interessanti. Si stanno proponendo bene nella scena indie e sono convinto che sentiremo presto parlare di loro. Ci sono anche i Lunatica che stanno sviluppando delle idee interessanti.
Poi mi sembra che, lasciando l'indie e approdando all'universo della grande distribuzione, Silvia Olari abbia delle grandi potenzialità. Ora è il suo momento: spero davvero, quantomento per campanilismo, che spicchi il volo e non cada nel dimenticatoio come succede a tanti ragazzi che arrivano dagli show televisivi.

qst è la sua song Qui!

Grazie agli Olarietti
June 3, 2009 - Wednesday 
Grande talento vocale e nel suonare il pianoforte, eleganza interpretativa ed una sensibilità musicale sorprendenti vista la giovanissima età: con queste frecce al suo arco Silvia Olari, lanciata dall’ultima edizione di Amici, presenta un primo assaggio del suo poliedrico talento con sette brani che convincono, emozionano e ci presentano una promettente artista destinata sicuramente ad un futuro brillante.
 
Genere: Pop, Soul, R&b
Voto: 7,5/10
Ascolta anche: Alicia Keys, Beyoncè, Karima
 
Classe 1988, Silvia Olari arriva direttamente dalla provincia parmense e il suo talento musicale, oltre che innata predisposizione naturale, è anche il risultato di più di dieci anni di studi condotti con passione, perizia ed impegno per acquisire una perfetta padronanza del pianoforte classico ed apprendere l’arte del canto moderno, nonché anche la tecnica del canto lirico. Un bagaglio di tutto rispetto dunque, che coniugato ad un’ispirazione e ad una sensibilità artistica indiscutibili, rappresenta il punto di partenza per un percorso che le auguriamo possa essere il più ridente e duraturo possibile.
Difatti Silvia è stata senza ombra di dubbio il più genuino ed autentico talento presente quest’anno tra i banchi della scuola di canto e ballo più celebre del panorama italiano; assolutamente apprezzabile inoltre il fatto che, con semplicità, riservatezza ed intelligenza, abbia sempre cercato di rifuggire liti e polemiche con gli altri partecipanti al reality show (l’aspetto a nostro parere piuttosto deteriore di questo programma televisivo), prestando attenzione esclusivamente al proprio itinerario artistico e agli insegnamenti che poteva acquisire dagli insegnanti della scuola. Tra tutti i docenti di canto di quest’“accademia televisiva” è stato indiscutibilmente Luca Jurman il primo a rendersi conto delle potenzialità di questa giovanissima interprete, divenendo orgogliosamente suo mentore e cercando di valorizzarne le doti con oculate scelte didattiche.
A produrre questo prezioso Ep di esordio è stato proprio Jurman, coinvolto nel progetto anche nelle vesti di arrangiatore dei brani e di musicista al pianoforte, il tutto a testimoniare l’estrema fiducia da lui riposta nel valore artistico della giovane cantante parmense. E non si tratta dell’unica personalità di notevole prestigio ad essere rimasta affascinata dal suo raffinato universo musicale. Il singolo prescelto per il lancio radiofonico, “Fino all’anima”, porta difatti la firma di un altro celebre cantautore, che condivide con Silvia non solamente l’etichetta discografica (anche lui appartiene difatti alla ricca scuderia di Warner Music) ma anche le origini emiliane: si tratta niente meno che di Filippo Neviani, in arte Nek. Il brano segue piuttosto da vicino lo stile caratteristico del moderno r&b d’oltreoceano rivisitandolo con originalità e grande intensità espressiva e giovandosi di un’interpretazione vocale sorprendentemente matura, capace di coniugare perfetta padronanza tecnica ed una ricchezza di sfumature e sentimento che conquista immediatamente l’ascoltatore.
E’ questa la cifra stilistica che contraddistingue l’intero lavoro di esordio di Silvia Olari: dal punto di vista tematico i brani sembrano essere percorsi diametralmente da una struggente sensazione di malinconia, dalla necessità di una riflessione esistenziale che conduca al raggiungimento di una maggiore consapevolezza di sé, dopo rapporti sentimentali fallimentari con uomini egoisti ed emozionalmente ben poco disponibili, ed al contempo anche da un desiderio di rinascita, di leggerezza, di tornare a respirare e a godere di una duratura gioia di vivere. Tematiche queste affrontate con una maturità ed una sicurezza che stupiscono vista la giovane età dell’interprete e che sono evidente testimonianza di una personalità artistica già chiaramente delineata e a fuoco.
Differenti le atmosfere che si respirano nei brani di questo lavoro discografico: dal soul di grande respiro e coinvolgente intensità di “Apro le mie ali” alle sonorità marcatamente black di “Everyday” (interpretazione che non sfigurerebbe dinanzi alle ballads della regina dell’r&b contemporaneo Beyoncè Knowles), fino alle sfumature di ascendenza più nettamente rockeggiante di “Che posso darti ancora” e soprattutto dell’energica ed appassionata “Rivoluzione”. Chiudono questo primo capitolo dell’avventura musicale di Silvia due brani già ampiamente conosciuti dal pubblico, in quanto suoi cavalli di battaglia nel corso della permanenza all’interno della scuola di Amici e già inclusi nella compilation “Scialla”, pubblicata nello scorso mese di gennaio ed accolta da uno straordinario successo. Si tratta di “Raccontami di te”, che ci svela il lato più pop, solare e colorato di Silvia dando vita a uno degli episodi più piacevoli ed accattivanti dell’album, e di “Wise girl”, ballata soul che risente chiaramente dell’influenza del suo principale riferimento musicale, sia come interprete che come pianista, ovvero miss Alicia Keys.
Prima di ascoltare questo Ep si mettano immediatamente da parte perplessità e titubanze legate al fatto che Silvia Olari sia uno dei “prodotti” di un talent-show televisivo: qui non siamo affatto di fronte ad un prodotto opportunamente confezionato da strategie di marketing discografico, ma a una giovane artista dalle grandissime potenzialità che speriamo vengano adeguatamente coltivate e valorizzate per conquistarsi un posto di primo piano nel prestigioso panorama del cantautorato italiano al femminile.
 
TRACKLIST
1.      Fino all’anima
2.      Apro le mie ali
3.      Everyday
4.      Che posso darti ancora
5.      Rivoluzione
6.      Raccontami di te
7.      Wise girl
 
Articolo di: Andrea Cova
Grazie a: Giulia Di Giovanni, Ufficio Stampa Warner Music Italy
Sul web: www.myspace.com/silviaolari
May 10, 2009 - Sunday 
Qualche tempo fa, m’è successo di parlare di “Fino all’anima”, il singolo scritto da Nek per Silvia Olari, una canzone pregevole, piena di forza e cantata magistralmente. La voce della Olari è una sicurezza, piena di sfumature, in grado di emozionare come dal vivo così anche su disco.

Non a caso, tra le cantanti di “Scialla”, lei è quella più presente nel disco con ben 4 canzoni da lei interpretate, e riprese in parte nel suo bellissimo ep (”Raccontami di te”, “Wise girl”).

La nota dominante di questo lavoro è una struggente malinconia, che conferma la scelta di motivi tristi e drammatici operata nella compilation di “Amici”: dalla donna tradita, che finalmente si rende conto di quanto il suo uomo l’abbia lasciata sola con la scusa del lavoro e che però, nel lasciarlo, acquista una nuova coscienza di sé (”Wise girl”) alla meditabonda fanciulla che ricorda il suo vecchio amore, cui ancora chiede di prenderle con tenerezza la mano, tanto che forse potrebbero ricominciare (”Raccontami di te”), dalla donna fatta che si accontenta del tempo che le verrà offerto dal suo amore momentaneo, anche se vorrebbe fermarlo, nelle sue stanze d’anima (”Tutto il tempo che vorrai”, che però non è ripubblicata nell’ep) alla donna che canta con leggerezza la sua voglia di aria, di sogno, fors’anche di illusione (”Apro le mie ali”), dalla donna matura che sembra più annoiata che angosciata nel lasciare andare un amore che non vuole e che non vuole capire (”Che posso darti ancora”).

Quando canta la sua disperazione o la sua umida malinconia, il suo fragile cuore pieno di sensi, o quando ironicamente ringrazia il traditore sempre in ritardo la sera di averla resa saggia, Silvia dà il meglio di sé: l’umbratilità della sua voce è talmente congeniale a questo contesto da mescolarsi abilmente alle parole, facendole risaltare nella loro crudezza, o nella loro tenerezza, o nel loro suadente invito.

Il motivo migliore sembra essere “Rivoluzione”, un titolo pretenzioso per una ballata triste e poderosa su un amore che finisce, crudamente: tutto sembra essere portato via, in un attimo, “affondato nella sabbia”: quando la voce di Silvia si lancia in un urlo, è perché non ricorda solo ciò che ha diviso con chi l’ha abbandonata, ma perché il suo orgoglio, “sventato dalle lacrime”, non le vuol far credere che tutto, ma proprio tutto sia perso.

Non c’è in questo ep un solo stile o una sola canzone degna d’essere ascoltata. E’ un percorso di emozioni piene, non solo musica, non solo tecnica musicale, ma “parole che sono attimi” che restano per sempre, seppure nella convinzione che “vivere è accettare che siamo gocce perse in mezzo al mare”, o che aspirano a cancellare tutto il resto, in una esplosione di sola passione (”bastasse una parola/ per distruggere/ ogni cosa intorno a noi”). C’è una linea poetica riconoscibile, come se tutto il disco fosse non solo legato ad una sola voce, ma anche ad un solo autore: l’idea dell’illusione della musica e delle parole, capaci di vivificare il nostro mondo, di renderlo vivibile, finalmente. La musica è una “occasione/ per andarmene da qui”, rispetto alla quale perfino l’amato è solo un motivo per fermarsi, anche se sarebbe bello “cambiare la realtà:/ del resto posso farne senza,/ portami via da qua”.

La Olari, dunque, aiutata da testi particolarmente forti, aiutata anche dal suo talento e dalla guida di Luca Jurman, che partecipa al disco, anche in veste di produttore, è protagonista di un album già adulto, senza pecche, forse il migliore, assieme a quello di Valerio Scanu, e il più originale, frutto di una personalità già creata, ben delineata, di musicista, oltre che di cantante.


L’abilità nel calarsi nelle varie interpretazioni di donne deluse e nostalgiche, piene di cuore e di forza, è infatti già quella di chi ha vissuto la sua vita, di chi non deve inventarsi uno spessore culturale, perché l’ha già conquistato, con la passione del suo fare musica.

Fonte: http://perricominciare.wordpress.com/2009/05/05/recensioni-silvia-olari-ovvero-jurman-non-ne-sbaglia-una/#more-377
May 10, 2009 - Sunday 
Lontano... fino al cielo

Quando una voce è d’angelo, può cantare quel che vuole, anche il vocabolario di russo-ugrofinnico, e avrà sempre da raccontare emozioni, perfino emozionarsi di se stessa.

E’ quel che succede, di rado, con chi viene dall’iperuranico mondo del talento, e lo fa senza saperlo che è nato solo per farci comprendere che anche noi abbiamo diritto, nella nostra umile vita, a quei tre-quattro minuti di infinito. E’ quel che succede ad ascoltare “Lontano”, cantata da Valerio Scanu, ma scritta in prima battuta per Alex Baroni.

Tema della canzone è un abbandono, vissuto in presa diretta, con tutto quel che di tragico e passionale c’è nel rincorrere i ricordi e prevedere il futuro di un tempo amaro. Qualche volta, gli amori o le amicizie finiscono perché non finisce il sentimento, ma è la vita che ci divide, nascondendo le nostre lacrime. E, allora, il desiderio di toccare, di stringersi diviene dolorosa malinconia, forse neppure dolorosa a pensarci bene, anche se struggente. La distanza, in quei rari casi, è solo una questione di tempi e luoghi, mentre limpidi sono i ricordi che tengono insieme: “e poi all’improvviso ancora limpide/ sul tuo viso scene e poi/ tramonti”.

Quando l’amore è tanto forte, non c’è metafora che non sia possibile per chi ama ed è amato: nel nostro cuore, si crea lo spazio per ospitare chi è diventato “foglie nel vento”, “terra di nessuno/ esperienza inevitabile/ spostamenti orizzonti tempo troppo amato”, in una enumerazione che si perde sempre più lontano, sfumando essa stessa i suoi contorni, partendo dalla terra, concreto luogo, seppure non abitato da nessuno, per arrivare a confondersi con il tempo stesso, riscattato però dal sentimento (”troppo amato”).

C’è una sostanziale terribile ingiustizia in questo sentimento che ci rende capaci di vedere in ogni cosa riflesso il nostro destino di puro e semplice ricordo.

Fonte:http://perricominciare.wordpress.com/2009/05/05/lontano-fino-al-cielo/#more-380
May 5, 2009 - Tuesday 
May 5, 2009 - Tuesday 
SILVIA: "IO, AUTOCRITICA E PESSIMISTA PER NATURA"

Abbiamo incontrato Silvia Olari, che nonostante non sia arrivata alla finale di "Amici", ha realizzato il suo sogno: fare un disco

Bisogna proprio dire che quest’anno ad “Amici” si sono davvero sentite tante belle voci.
Una è senz'altro quella di Silvia Olari, che purtroppo ad un certo punto ha dovuto lasciare la trasmissione per i soliti giochi di classifica, anche se non tutti erano d'accordo. Vi ricorderete infatti che Luca Jurman, sostenuto da altri professori e studenti, aveva proposto di fare un'eccezione e di farla rimanere: però alla fine le regole hanno avuto la meglio.
Comunque il suo talento non è passato inosservato e una nota casa discografica (la Warner, la stessa di Marco Carta) ha deciso di metterla sotto contratto e di farle registrare un disco.
E ora ecco nei negozi "Silvia Olari", che è stato lanciato da un mega-singolo intitolato "Fino all'anima" scritto...udite udite...da Nek! Nel cd trovate anche "Wise Girl" e "Raccontami di te", già presentate durante la trasmissione. Pensate che "Silvia Olari" è già entrato in classifica! Potevamo noi di Mi-Web non incontrare Silvia? Assolutamente no! Ecco allora la nostra intervista...

Ciao Silvia! Allora, come vivi questo momento? Non hai fatto in tempo ad uscire da "Amici" che ora sei già nei negozi con un disco...
"Sono assolutamente emozionata! Essendo io autocritica e pessimista per natura, non avrei mai pensato di ritrovarmi con un contratto discografico in così poco tempo. E' stata davvero una bella sorpresa!"

Secondo te Marco Carta vi ha un pò fatto da apripista in questo senso?
"Si, perchè ha dimostrato che un ragazzo che esce da 'Amici' può diventare un cantante a tutti gli effetti, liberandosi dall'etichetta che ti può dare questa trasmissione."

Se non fossi stata presa da "Amici" avesti tentato la carta "X Factor"?
"A dire la verità ho fatto il provino anche lì."

Quando ti sei avvicinata alla musica? "
Ero piccola, avrò avuto otto anni. Ho iniziato con il pianoforte e poi con il canto. Però l'ho sempre visto come un hobby."

I tuoi punti di riferimento?
"Alicia Keys, Beyoncé, Robbie Williams, Nek, Laura Pausini. Pensa che la prima canzone che ho cantato nelle mie lezioni di canto è stata proprio 'Laura non c'è' di Nek: probabilmente è stato un segno del destino."

Infatti Nek ha collaborato con il tuo disco...
"Si,ha scritto per me il primo singolo 'Fino all'anima': è stata davvero un onore e una grande emozione per me!"

Vi siete incontrati?
"No, per il momento ci siamo sentiti solo al telefono, ma spero di incontrarlo molto presto."

Parliamo invece di te: il tuo miglior pregio e il tuo peggior difetto...
"Il difetto è che sono paranoica, mentre il pregio è il saper capire le persone."

Cosa fai quando non canti?
"Ora come ora, essendo piena di impegni, cerco di passare il mio tempo libero a casa."

Il tuo rapporto con la celebrità e in fan?
"All'inizio mi sembrava strano essere riconosciuta e fermata per strada, ma ormai mi sono abituata. Il rapporto con i fan non mi spaventa, anzi."

E con internet come la mettiamo?
"Mi piace andarci appena possibile, soprattutto per cercare informazioni. Quando eravamo in casetta ad 'Amici' siamo stati troppo sconnessi dal mondo!"
May 5, 2009 - Tuesday 
Amici, Silvia Olari: un onore cantare Nek
Pubblicato da LauraA in Interviste, Personaggi Tv, Primo Piano, Reality Show.
Sabato, 2 Maggio 2009.

Silvia Olari dopo l’uscita del suo primo Ep lo scorso 10 aprile è ora concentratissima sul suo primo tour. Sul palco in giro per l’Italia però non sarà sola: affronterà quest’avventura con il suo ex compagno di squadra di Amici Luca Napolitano. In alto il suo primo videoclip ufficiale, Fino all’Anima, proprio la canzone per lei scritta da Nek.

Al suo ingresso nella scuola di Amici è stata presentata come un talento irrinunciabile per il talent show condotto da Maria De Filippi e infatti Silvia Olari, armata del suo amato pianoforte, ha subito impressionato tutti, pubblico e docenti. La sua innegabile bravura ha suscitato qualche invidia tra gli allievi (Martina in primis), poi però nel corso della trasmissione qualcosa è andato storto e Silvia ha iniziato ad essere criticata anche dai professori finendo con l’essere messa un po’ da parte e oscurata dal talento emergente di Valerio Scanu, Alessandra Amoroso e Luca Napolitano. Il culmine si è raggiunto con la sua discussa ed imprevedibile eliminazione dal serale per mano della commissione. Eliminazione che ha fatto gridare allo scandalo il suo maestro Luca Jurman, entrato subito in polemica con il resto dei professori e che ha tentato invano di farla riammettere alla fase finale.

La delusione è ovviamente stata tanta per Silvia ma grazie al suo disco ha avuto modo di rifarsi e ne ha di motivi per cui andarne fiera. Innanzitutto il suo album, che contiene sette tracce (tra cui Wise Girl e Raccontami di te già cantate ad Amici), è stato prodotto da Luca Jurman (unico caso), strenuo difensore delle sue capacità artistiche che le ha anche regalato la canzone Everyday.

“Questa è stata la seconda bella sorpresa di questo disco – ha dichiarato la Olari in una intervista al Tgcom –. So che lui mi stimava e ha anche speso bellissime parole quando sono stata eliminata. Poi d’un tratto ho saputo che voleva che cantassi la sua Everyday non volevo crederci“.

Silvia parla di seconda sorpresa perché sicuramente la sua più grande soddisfazione è cantare Fino all’anima, brano scritto da Nek e singolo di lancio del suo Ep in rotazione sulle radio dal 17 aprile.

“La mia casa discografica, la Warner, mi ha detto che c’era questa canzone a mia disposizione e per me è stato un onore perché Nek non cede facilmente ad altri i suoi brani“, ha detto con orgoglio la cantante, che “per vie traverse” ha saputo che la sua interpretazione è piaciuta molto all’autore della canzone.

Sul fronte Amici Silvia ha confermato quanto dichiarato giorni fa dalla rivale Martina Stavolo: “adesso i nostri rapporti sono più tranquilli” e “ci comportiamo civilmente” in vista anche, e soprattutto, del lungo tour che dovranno affrontare insieme agli altri ragazzi di Amici. Ma “lei ha detto troppe cose brutte su di me, difficile che io dimentichi“. Insomma amiche non saranno mai, questo si era capito da tempo.

E a proposito di tour la Olari ha anticipato che in questo mese di maggio partirà in tour con “l’amico” Luca Napolitano (anche lui sotto contratto con la Warner) e sarà “un’ottima occasione per presentare i nostri brani inediti e anche qualche cover“.
Infine ha svelato il suo sogno nel cassetto: oltre che una brava interprete vorrebbe diventare anche autrice. Il talento c’è. In bocca al lupo!


http://www.televisionando.it/articolo/amic...tare-nek/12587/
May 5, 2009 - Tuesday 
Tanti ragazzi desiderano diventare cantanti, per molti rimane solo un sogno. Luca Napolitano e Silvia Olari ce l’hanno fatta. Dopo la conclusione del programma Amici, condotto da Maria de Filippi, sono riusciti ad ottenere un contratto con la Warner, prestigiosa etichetta discografica, scalando le classifiche di vendita. Li abbiamo incontrati per voi.

Partiamo da Amici, che esperienza è stata?
Luca: Favolosa, mi ha cambiato la vita.
Silvia: Sicuramente positiva, mi ha fatto crescere molto.
Un aggettivo per Maria de Filippi.
L: È come una mamma.
S: Materna.
Per gli autori.
L: Protettivi.
S: Simpatici.
Per i ballerini professionisti.
L: Umili e davvero professionali.
S: Gentili, simpatici e soprattutto umili.
Luca, un aggettivo per Valerio, per Silvia e la tua ragazza Alice.
L: Valerio è un po’ immaturo, Silvia è permalosa e Alice è spesso un po’ tra le nuvole.
Silvia, un aggettivo per Valerio, Martina e, naturalmente Luca.

S: Valerio è buono d’animo, Martina è furbetta e Luca è introverso.
Cosa pensate di Alessandra, la vincitrice del programma?
L: Solare e completamente l’opposto di come sono io.
S: É una ragazza molto istintiva.
A parte Alessandra, chi si meritava la vittoria?
L: Mario o Alice.
S: Valerio o Luca.
Parliamo delle tante polemiche che ci sono state, sia tra i professori che tra voi concorrenti, qual è la verità?
L: Le polemiche non nascono mai dal nulla, è vero anche che quello che arriva attraverso la tv è amplificato. In realtà il clima era molto più disteso di quello che, ho poi scoperto, si poteva percepire all’esterno.
S: All’interno del programma la commissione è numerosa, quindi è normale ci siano punti di vista diversi. Sicuramente spesso il confronto è stato un po’ troppo aspro.
Luca Jurman ha dimostrato, per il secondo anno, che chi sceglie lui alla fine poi vince. Cosa ne pensate?
L: È solo una coincidenza. Infatti, Alessandra è stata spesso combattuta se lavorare con Jurman o con Grazia. Jurman, ad esempio, diceva che Mario non sapeva nemmeno cantare, invece ora è quindicesimo nella classifica di vendite.
S: Io credo che Jurman sia molto veloce ad individuare chi ha davvero le potenzialità. È molto bravo a lavorare con i ragazzi. Nel mio caso è stato fondamentale per farmi riacquistare la fiducia in me stessa che avevo perso.
Da Amici al contratto con la Warner, un sogno che si avvera?
L: È qualcosa di indescrivibile. Quando guardo la mia faccia stampata sul disco, quasi non ci credo.
S: È stato sicuramente un salto enorme, un’emozione fortissima.
Cosa si prova ad avere nell’album di debutto una canzona scritta, rispettivamente, da due grandi cantanti come Gigi D’Alessio e Nek?
L: È una soddisfazione grandissima, soprattutto sapere che la canzone non è stata presa da un cassetto, ma è stata scritta pensando proprio a te. Incredibile.
S: Quando ho inciso la canzone di Nek, quasi non mi rendevo conto. È stato un onore enorme, e poi è anche un mio conterraneo.
Una cosa da fare ed una che non bisogna assolutamente fare per riuscire a costruirsi una carriera solida?
L: Bisogna essere se stessi e avere personalità. Quello che non serve è “fare il pagliaccio”.
S: Sì, bisogna assolutamente rimanere se stessi. Non bisogna mai fingere e soprattutto montarsi la testa.
In generale, la sensazione è che i cantanti di X-Factor godano di maggiore credibilità rispetto a voi di Amici. Come mai?
L: I cantanti di X-Factor vengono presentati come se fossero già dei professionisti, e soprattutto le critiche che ricevono loro non sono mai brutali come quelle che arrivano a noi dai professori, dal pubblico e dai compagni.
S: Secondo me la differenza è che X-Factor è un format fatto e finito, di cui si vedono solo le esibizioni. Da noi ci sono anche le dinamiche tra gli allievi e i professori.
Se potessi esprimere un desiderio riguardo la tua carriera, quale sarebbe il tuo sogno più grande?
L: Che il mio album diventi disco di platino.
S: Il Festival di San Remo e farmi conoscere anche all’estero.
May 5, 2009 - Tuesday 
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