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JAKA - NEW VIDEOCLIP OUT NOW !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



Last Updated: 12/1/2009

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Monday, May 04, 2009 

Comunicato Stampa ONE STEP RECORDS - Longiano (FC)

Oggetto: "SPIRITUAL R-EVOLUTION": il nuovo live album di JAKA, new-entry della family One Step Records

 

One Step Records è lieta di annunciare l’ingresso nella family di JAKA, uno dei più noti musicisti reggae italiani.
JAKA, al secolo Giuseppe Giacalone, presenterà in collaborazione con One Step Records “SPIRITUAL R-EVOLUTION”, album registrato dal vivo presso l’AUDITORIUM FLOG di FIRENZE il 6 marzo 2009.
L’album uscirà il 30 maggio 2009 per One Step Records/Venus.

Supportato dalla eccellente FIRE BAND con QUEEN MARY, JAKA propone un live coinvolgente e di straordinaria energia, offrendo al proprio pubblico una serie di brani ormai entrati a far parte del patrimonio musicale italiano.
E così in “SPIRITUAL R-EVOLUTION” sarà possibile ascoltare tracce quali REGGAE A MATINA, RAGGA SOLDATI, GANJAH (E TE’ BANCHA), LOVE FIRE, MELT AWAY, BENVENUTI IN SICILIA…
Con bene 21 tracce“SPIRITUAL R-EVOLUTION” rappresenta un appuntamento imperdibile per chi ama la musica reggae italiana ed una possibilità per aprire nuovi orizzonti musicali per chi è stato lontano dal genere; la formula del live conferisce ai brani una nuova energia e un forte coinvolgimento.

“SPIRITUAL R-EVOLUTION” rappresenta un’altra tessera nell’ampio mosaico della carriera di JAKA che non è solo un musicista ma anche DJ e noto speaker radiofonico per Controradio / Popolare Network.

 

JAKA ha collaborato e duettato con personaggi del calibro di ALTON ELLIS, LUCIANO, MAX ROMEO, MACKA B, MICHAEL FRANTI , MORGAN HERITAGE, SERGENT GARCIA, ALBOROSIE, EEK A MOUSE, AFRICA UNITE, 99 POSSE, ONE LOVE, DAVID RODIGAN, ADRIAN SHERWOOD, MAD PROFESSOR e molti altri.

“SPIRITUAL R-EVOLUTION” arriva dopo innumerevoli 45 giri, 2 album e numerosi EP, a coronare la maturità artistica di un personaggio ormai fondamentale del reggae italiano.

PER CONCERTI & DANCEHALL CON JAKA :

JAKALION BOOKING & MANAGEMENT

Mail : jakalionmanagement@gmail.com
Info : + 39 339 45 38 456

www.myspace.com/iljaka
www.youtube.com/iljaka

www.iljaka.it


i video del jaka

Friday, October 24, 2008 
Era ora ! CON UN SEMPLICE CLICK
E' finalmente possibile ascoltare il programma alla Radio del Jaka comodamente a casa vostra

quando volete voi
abbonandosi gratuitamente al podcast predisposto
ecco il link :

feed://www.controradiolive.info/podcastgen/feed.php

( stringa da copiare sul vostro aggregatore )

ed ecco il link alla pagina per dare un occhio ai programmi disponibili ed abbonarsi :

controradiolive.info/podcastgen/index.php

Un grazie speciale a Cesar Martignon che si adopererà ogni settimana per aggiornare la pagina e farvi trovare la registrazione del programma disponibile per essere ascoltata
e / o scaricata


ASCOLTA IL JAKA IN PODCAST !!!! ABBONATI !!!!




COS’E’ UN PODCAST?


Un podcast è un file (generalmente audio o video) messo a disposizione su Internet, per chiunque si abboni ad una trasmissione periodica, e scaricabile automaticamente da un apposito programma (“client”), generalmente gratuito, chiamato aggregatore o feeder (per esempio, iTunes o Juice). I podcast potranno poi essere ascoltati in ogni momento poiché la copia del file, una volta scaricata automaticamente, rimane sul computer dell’abbonato. In tal modo non si rende necessaria alcuna operazione attiva da parte dell’utente. Inoltre, a differenza delle radio on line in streaming, i podcast non richiedono necessariamente un collegamento ad internet durante la fase di ascolto, ma solo in fase di download: ciò permette di fruire dei podcast anche off-line o in condizioni di mobilità.


Sunday, October 05, 2008 


Nei primi anni 90 un ragazzo di origine siciliana che si faceva chiamare Stena , prima di suonare con la sua band i RNT come gruppo di supporto ad un mio concerto mi si avvicinò per lasciarmi un demotape su cassetta ,chiedendomi gentilmente di promuoverlo in radio . Il demo si chiamava EXTRATERRONE e quel giovanotto un giorno sarebbe diventato famoso come ALBOROSIE ! Questa è la video cronaca dell 'incontro tra due Leoni del Reggae Italiano . JAKA & ALBOROSIE with ONE LOVE HI POWA


Monday, January 07, 2008 

ACCENDI QUESTO FUOCO
Jaka è un veterano e un punto di riferimento della scena reggae italiana. Lasciamo che sia questo vulcanico artista a presentare le sue molteplici attività nell'ambito della reggae culture e a presentarci il suo ultimo album "Mettiamo a Fuoco".


1) Parlaci subito del nuovo album…

Questo disco è una messa a fuoco delle mie radici terrene e spirituali. In un'epoca di confusione, affronto temi scottanti come la guerra in Iraq o il potere della mafia, così come argomenti delicati come il rapporto con mia madre in "Mama's Blues" o la mia visione interiore in "Splendi" e "Solo l'Amore". "Mettiamo a Fuoco" è un disco scritto con il sangue e con il cuore, ed è stato prodotto da me e da  PrinceVibe e Fede K9 del Ciretnek studio, con i quali abbiamo creato un team di lavoro affiatato e potente, ma vede anche la partecipazione di altri beatmakers come Macro Marco, KDP, Fido Guido e Jahmento che cantano rispettivamente in "Focu" e "Skatenami". Ci sono poi Macka B, Treble, e la nuova promessa del Soul Reggae, Freaky Bea che mi accompagna anche dal vivo. E' un disco molto vario che tocca Roots, Ragga, Hip Hop, Dub, Ska e musica popolare

2) Oltre che come cantante/autore sei noto sulla scena in molte altre vesti: dj, animatore delle serate Vibra Nite dell'Auditorium Flog di Firenze, conduttore radiofonico … questo tuo essere presente su molti fronti è un bene per la promozione del reggae ma non è che crea un po' di confusione o disorientamento?

Ho pubblicato i miei primi dischi a metà degli anni 80 . Nel 1991 ho avuto il mio primo successo con "Della Parola armati" (con Il Generale su Wide Rec.), dal 1990 ho suonato come chitarrista e cantante con la Ludus Dub Band, con la One Drop band e ora con la Fire band, dal 1989 ho iniziato a fare il DJ in radio, prima a Radio One e poi a Controradio di Firenze, dove trasmetto tuttora il programma "Bongoman", e ad organizzare serate nei locali e nei centri sociali per promuovere la cultura dei Sound System. Posso dire tranquillamente in qualità di Dj resident e di promoter di aver fatto la storia delle serate Reggae chiamate "Vibranite" all'Auditorium Flog di Firenze, locale che ospita il maggior numero di artisti reggae in Italia da sempre e punto di riferimento nazionale per tutti gli amanti di questo sound. Se ho ricoperto tutti questo ruoli è stato per il mio vulcanico amore per questa musica ma anche perché, all'epoca, non c'era nessun altro che lo facesse. Quindi ho fatto di necessità virtù e, grazie a ciò, ho poi sviluppato queste competenze e sono diventato un artista a 360 gradi. Mi rendo conto che tutto questo impegno nel promuovere la Reggae music (anziché solo me stesso) può aver creato un po' di confusione riguardo alla figura pubblica del Jaka … se poi a questo aggiungi i mille modi in cui il mio nome è stato da sempre scritto (Giaka, Jahka, Jahcalone e via dicendo …) o i miei repentini cambi di look, con un giorno i dreadlocks lunghi fino al sedere e il giorno dopo rasato a zero, il gioco è fatto. Ma io sono così, do più importanza alla sostanza che alle apparenze ed è per questo che negli ultimi anni ho iniziato a studiare tanto e mi sono concentrato maggiormente sulla voce, sulla scrittura dei brani e sulla pubblicazione dei miei dischi.

 3) C'è un'altra parte delle tue attività, forse e meno nota ma non meno interessante: da vario tempo ti occupi del recupero di ragazzi con grossi problemi (droga, carcere, ecc…) introducendoli al raggamuffin. Puoi parlarcene?

 Sono nato e cresciuto nel ghetto di "Purticeddra" a Marsala e poi sono andato a vivere in periferia di Trapani nel quartiere delle prostitute, chiamato (manco a farlo apposta : "XXX piedi") a contatto con situazioni di grande degrado, indicibili sofferenze ed estrema violenza, ma ne sono uscito grazie all'emancipazione da certi schemi mentali e al mio buon Karma. Così è naturale per me stare a contatto con realtà come i campi Rom o il carcere, in cui vivono esseri umani per la maggior parte provenienti dalla fasce economicamente più svantaggiate della nostra società. Per anni ho lavorato anche nei più degradati quartieri di Firenze come le "Case minime" o le "Piagge", in progetti sociali organizzati dalla Coop. Cat col contributo degli enti locali, utilizzando un sound system montato su un camper. Abbiamo creato dei veri e propri laboratori di strada utilizzando il Rap, il Ragga, la poesia e la musica per creare uno scambio e un'occasione di crescita, confronto e dialogo con realtà altrimenti destinate all'emarginazione più totale. Con questa equipe di operatori abbiamo creato anche dei documentari e tre cd audio che immortalano la scena musicale toscana più vicina alla strada e alla cultura Hip Hop con cui ho forti legami da sempre. Da due anni sono inoltre il "Master musica"del progetto internazionale Roots& Routes con ragazzi immigrati, il cui show porteremo in tour l'anno prossimo in diverse capitali europee. L'esito migliore di questa attività è il sorriso, la compassione, il lavoro di gruppo, la capacità di elaborare se stessi e le proprie emozioni, in un continuo indescrivibile arricchimento reciproco.

 4) Da anni alterni serate dancehall e concerti live …Puoi dirci come ti muovi ora e come preferisci muoverti in assoluto.

La mia attività principale da sempre è quella di musicista, che sia con un gruppo o in una dancehall . Jaka con la band è la formula che prediligo e che ritengo più completa. Ora la band che mi accompagna dal vivo è la Fire Band, composta dagli ottimi musicisti dei Michelangelo Buonarroti e da Freaky Bea. Abbiamo messo su un "live" ad altissimo potenziale esplosivo, chiamateci a suonare nella vostra città e sarà una notte di fuoco! Lo stesso vale per le dancehall ovviamente, dimensione a me molto cara e familiare. In questo caso nessuna confusione quindi, sono solo due modi di esprimersi, forse che Buju non prende il microfono in una dance e poi va in giro con la band?

5) Molti testi del nuovo album sono in dialetto siciliano. Fa parte di una tua esigenza espressiva o riflette piuttosto un momento di forte vivacità della scena meridionale?

Ambedue le cose.La mia famiglia è siciliana, i miei migliori amici sono siciliani, io sono siciliano anche se posso parlare con disinvoltura in toscano o in giamaicano, perché sono un essere umano ricco di sfumature e non un clichè. Così, benché io non mi identifichi in un "tipo" o in una regione, la Sicilia è sempre dentro di me, se poi aggiungi il fatto che ci vado a suonare sempre più spesso, capisci che per me è una cosa naturale scrivere in dialetto. Il siciliano è bellissimo, ha una ricchezza espressiva straordinaria, mette insieme termini di diverse lingue e culture e possiede un ritmo e un colore che si adattano alla perfezione a questa musica. Comunque anche nei pezzi in dialetto faccio sempre in modo che il significato complessivo del brano sia comprensibile a tutti.

 6) Benvenuti in Sicilia è un omaggio a "Welcome to Jamrock" con delle liriche ben precise sulla questione del ponte sullo stretto. Puoi dirci qualcosa in più

 Ho voluto in modo esplicito e consapevole parafrasare il brano reggae più suonato degli ultimi anni, per lanciare un messaggio forte: il ponte sullo stretto di Messina, la cui costruzione non è ancora stata del tutto scongiurata, è una delle più grandi truffe e dei più gravi disastri ambientali del nostro paese. Per di più non servirebbe ad unire le due coste ma le due cosche.

7) Ho apprezzato molto il tuo brano sul Maria riddim perché rispetto agli altri brani sulla raccolta di One Love esce dagli stereotipi di canne e dancehall. Qual'è il tuo punto di vista su quella che è un po' una situazione autoreferenziale delle dancehall odierne? Tu stesso hai scritto che una volta eravamo 300 e ora siamo 300000 trovi che questo sia un po' a scapito della qualità o almeno dell'originalità delle proposte?

Tutt'altro! Credo piuttosto che oggi ci siano degli straordinari talenti che si esprimono con questa musica, il problema è che non trovano spazio al di fuori della scena, e questo rischia di essere suicida ! Il Reggae è una musica popolare , per me deve parlare a tutti e non solo a chi ne è strettamente appassionato. Quando ho cantato "Patri di famigghia" in una piazza in Sicilia, perfino i vecchi del paese sono venuti a farmi i complimenti. Stessa cosa vale per la scena delle dancehall: invece di indulgere sui contenuti che fomentano di più la "massive" perché non spingersi oltre ? Perché non cantare o suonare anche brani più riflessivi ? E chi se ne frega se non strappi un "pull up" … magari lascerai qualcosa di più importante nel cuore della gente. In Italia ci vorrebbe una maggiore unità nel sostenere gli artisti nostrani da parte dei Festival, dei Sound e dalle varie realtà esistenti, e una maggiore benevolenza tra noi, per me il concetto di "One Love" non è una cosa astratta o un business, ma qualcosa da mettere in pratica . A proposito, ho in uscita un nuovo brano su 45 giri per Jah Mek Ya Music che si chiama "Love Fire" che parla proprio di questo.

 8) Hai avuto collaborazioni con artisti come Luciano, Max Romeo e Macka B. In un periodo come questo in cui gli artisti giamaicani sembrano mossi principalmente dai soldi che tirano sui con i dub plate, puoi dirci qual è stato invece il tuo rapporto di collaborazione con questi grandi nomi della musica in levare?

Con questi artisti non è stato assolutamente una questioni di soldi, ma di feeling. Con Luciano abbiamo un rapporto di stima reciproca e ci siamo divertiti un sacco a registrare mentre il suo cuoco ci serviva il cibo vegetariano in scodelle di cocco, a lui è piaciuto il messaggio Rasta di "Reggae a Matina" e le mie terapeutiche melodie, poi la sintonia tra noi e la Satta Records di Roma hanno fatto il resto. Con Macka B ci conosciamo da 16 anni e abbiamo registrato in scioltezza e relax, lui ha cinque figli e sono io che mi sono offerto di pagarlo come forma di rispetto. Con Max Romeo è stata armonia pura, eravamo in studio insieme quando mi ha sentito cantare alle sue spalle, così mi ha invitato a farlo al microfono ed è rimasto così contento delle mie strofe che ha consentito di pubblicare la traccia. E se questo è successo con "Melt Away", che è una delle più belle canzoni della storia del Reggae, capisci che i soldi non c'entrano. In ogni caso meglio essere attivi e interagire con gli artisti che essere oggetto delle loro lodi dietro compenso. Del business dei "dubplates"" penso che hanno un senso solo se stai dentro la storia a un certo livello o se li fai veramente originali. Io ad esempio li faccio, e se ne volete uno contattatemi dal mio sito. Mentre perché faccia una "combination" con qualcuno bisogna che ci sia una particolare intesa.

 9) Nella recensione del tuo disco sul numero scorso di Basement ho scritto che forse indulgi troppo nel condire i tuoi pezzi con il tuo nome. Sappiamo bene che è un modo di fare comune in questo genere di musica ma di fronte alla critica che esageri come ti difendi?

 Da cosa dovrei difendermi? Se il fatto che io ripeta il mio nome ti infastidisce è un problema tuo e non certo una pecca musicale. Nell'Hip Hop e nel Ragga è la prassi da U Roy , a Yellowman e Shabba fino a Sizzla, con il gusto dell'esagerazione! Per di più credo che avrei dovuto farlo sempre, visto che ancora oggi molte persone non sanno che sono io che canto pezzi come "Ganjah e Tè Bancha", e per chi come me viene dalla strada e non ha la propria musica programmata su MTV, questo è uno dei modi più efficaci per far circolare il proprio nome. Tra l'altro io citerò me stesso, ma sono l'unico in Italia ad aver stampato su disco un pezzo come "Reggae in Italia" in cui omaggio altri gruppi e artisti. Io incoraggio gli altri e non li denigro, non sentirai mai il Jaka cantare male di qualcuno, piuttosto sto zitto. Tra l'altro so che è un gioco, perchè non credo nell'ego e non mi identifico in niente, ma so anche che è un modo per dire che ci dobbiamo volere bene ed apprezzare. Il mondo è pieno di snob depressi e ipercritici, così "Jaka" per me rappresenta colui che si staglia su questa folla di invidiosi con la sua energia positiva, e poi il mio nome suona così bene!

9) Una domanda che faccio sempre: se uno ti dice "bello il tuo disco me lo sono masterizzato" cosa gli rispondi?

Io compro i dischi di chi amo sostenere. Ci vuole equilibrio e capire che produrre un disco di un certo livello come "Mettiamo a fuoco" costa soldi e sacrifici. Certo, tante volte la nostra musica viene talmente osteggiata e bistrattata dai canali promozionali ufficiali che preferisco che circoli masterizzata piuttosto che non circoli proprio, ma credo comunque che sia necessaria una maggiore considerazione, soprattutto se già ti vendo il disco a 13 euro invece che a 20. Comunque io considero la mia musica come semi positivi da piantare nei cuori, quindi piantatene gente! 

10) Lasciaci un ultimo messaggio precisando anche come contattarti in caso di bisogno.

 Il mio messaggio è "Mettiamoci a fuoco !" dentro e non fuori ! La vita è breve e
preziosa. Sviluppiamo un buon cuore, è questo ciò che conta. Per contattarmi fatelo pure attraverso il nuovo sito che è
www.iljaka.it , o tramite www.myspace.com/iljaka . Focu!


http://www.monlue2007.it/img_gruppi/jaka.jpg



Thursday, January 03, 2008 

Current mood:  calm
Ciau picciotti , è on line il mio nuovo Blog che contiene le Playlist di Bongoman alla radio, il resoconto dei concerti , info utili sul Reggae e non solo, testi sapienziali e virtuosi da tutte le parti e le culture del mondo e dello spazio, più tutte le cose che mi vengono in mente ... ovviamente . Venite a visitarlo assolutamente e lasciatemi un comment . L'indirizzo è http://jaka.splinder.com
Tuesday, January 01, 2008 

Current mood:  focused

Una provocazione per cominciare, ma non a te… Fai dischi da tredici anni, non musica d'avanguardia bensì godibilissime canzoni, eppure non credo che tu riesca ancora – correggimi se sbaglio – a viverne. Love To The People è uscito autoprodotto, con distribuzione della sempre benemerita in materia di reggae Wide, e nella mia recensione tiravo le orecchie alle major distratte. Ti ripeto la domanda che ponevo a questi signori lievemente sordi: come si fa a lasciarsi sfuggire una possibile star del potenziale di Jaka?

Innanzitutto ti ringrazio per avere colto il grande potenziale di diffusione che la musica del Jaka potrebbe avere e passo a risponderti. Si fa così : Primo : se alle major non ti presenta qualcuno che conta, manco ascoltano il demo. Secondo : se lo ascoltano gli fa comunque schifo perché nessuno gli ha detto che è forte. Terzo : probabilmente non  fanno il mestiere che dovrebbero . Dal canto mio, io forse non ho sondato tutte le possibilità a disposizione, perché mi ero stufato di passare il mio tempo a fare pacchetti e a scrivere curriculum così ho deciso di concentrarmi sulla musica e di fare uscire quest'album da solo . Ho così creato una mia etichetta la "Jnana music" ed ho iniziato a lavorare sodo dovendo nel frattempo anche fare altri lavori per campare e pagare affitti e registrazioni. Alla fine sono molto soddisfatto del risultato e mi auguro di avere costruito delle solide fondamenta su cui edificare un lavoro futuro. 

 

Tredici anni sono appunto trascorsi da quando esordivi, in combinazione con Il Generale e con la sapiente e già allora prestigiosa produzione di Madaski. A parte il Bettini, con il quale la collaborazione non si è mai interrotta, quali i tuoi rapporti oggi con il resto della scena reggae nostrana?

I miei rapporti con la scena Reggae italiana sono molto buoni, tra l'altro cerco, nella mia vita, di pensare maggiormente  a quello che faccio piuttosto che criticare gli altri, e questa attitudine positiva mi ha sempre spinto a stare lontano da inutili controversie e rivalità . Io sono anche un Dj quindi il mio compito è anche quello di promuovere quello che fanno gli altri e incoraggiarli. Credo che è grazie a questo ruolo, oltre che alle mie qualità di showman, che quest'anno mi hanno incaricato di fare il presentatore ufficiale del più grande reggae festival europeo il Rototom Reggae Sunsplash.  Ho introdotto sul palco i Sud Sound System insieme alla loro band con delle rime scritte apposta per l'occasione, così come negli anni passati ho fatto delle Jam dal vivo con Africa Unite, 99 Posse, Frankie H.ng, Radici nel Cemento, e con tanti altri. In questo modo ho avuto la possibilità  di stringere significative relazioni umane che per me sono ciò che più conta. Certo abbiamo iniziato in trenta ora siamo in trentamila , ma la mia musica non è rivolta a una "scena" in particolare ma a tutti ..

 

Una seconda provocazione… Nemmeno voglio tirare in ballo direttamente te, o il Generale, con il quale mi sembra di capire che siate fratelli o poco meno: perché un gruppo mediocre come Pitura Freska ha venduto quel che ha venduto e una formazione di ben altra levatura come Africa Unite è rimasta alla fin fine in un alveo di culto sebbene con più che discreti numeri?

Intanto credo che al di là del livello tecnico ed espressivo  che distanzia le due band da te citate va ricordato che la forza dei Pitura stava in una eccezionale orecchiabilità delle loro composizioni e in uno spirito giocoso che li rendeva molto più accessibbili al grande pubblico, ma tutti i motivi fino in fondo non li conosco, se lo sapessi avrei già venduto 10 milioni di copie .

 

Love To The People è reperibile in Francia come in Germania, negli Stati Uniti e in Giappone. Che riscontri stai avendo?

Ottimi ! Soprattutto dalle radio e dai grandi Festivals Reggae internazionali dove mi hanno invitato ad andare a suonare la prossima Estate insieme al gruppo che mi accompagna dal vivo, la straordinaria "One Drop Band". Il "Love to the people tour" partirà ufficialmente a Gennaio del prossimo anno dall' Italia, non ve lo perdete!  

 

 

Fra gli ospiti dell'album se ne incontrano due dal nome invero altisonante, santo per chiunque si sia mai interessato alla battuta in levare: Max Romeo e Luciano, conosciuti anni fa dividendo un palco con loro. Quanto rimasero sorpresi, allora, dall'incontrare un bianco, e che viene oltretutto da tanto lontano, perfettamente a suo agio con la loro musica? E come sei riuscito a coinvolgerli?

Intanto più che bianco sono marrone essendo nato in Sicilia una terra così vicina all'Africa non solo geograficamente (ride !) dopodichè credo che tutti sanno bene che ormai il Reggae è diffuso ovunque e che la musica oltrepassa ogni barriera di pelle e di razza. Ciò da cui tutti siamo rimasti sorpresi è stata l'immediata intesa musicale e spirituale che si è creata tra di noi. Con Max Romeo eravamo negli studi della grande Satta Records a Roma dove stava registrando alcuni brani, fu così che mi misi a cantare alcune strofe e mi ritrovai subito dall'altra parte del vetro con Max che mi guidava, che emozione, proprio su quel "Melt Away" che è considerato un capolavoro del Reggae. Con Luciano, che è considerato alla stregua di un profeta, è stato come un incontro tra fratelli, c'è sempre stata una intesa forte e silenziosa tra noi come fra due persone che comunicano solo con lo sguardo del cuore e appena gli ho fatto sentire "Reggae a matina" gli si sono illuminati gli occhi e ha iniziato a urlare"Big Tune !Big Tune!"(gran pezzo) mi ha chiesto cosa volessero dire le parole ed ha iniziato a scrivere e a cantare, e per me lui è il più grande Soul singer vivente. Non potevamo più andare in studio perché si era fatto tardi e per fortuna avevo portato con me un otto tracce digitale con il quale abbiamo registrato il brano nella sua camera d'albergo. Magia della musica ! Al resto ha provveduto la Satta Records.

 

Avere ospiti di tale livello su un proprio disco non è male per un italiano che fa reggae. Essere chiamato a partecipare a un disco di uno dei maestri del genere, come è successo a te con Mad Professor, è d'altro canto ancora meglio. Cosa ti è rimasto di quell'esperienza, artisticamente e umanamente?

Mad Professor è uno dei più grandi artisti Dub della storia , uno di quelli che ha elevato il mixer al rango di strumento vero e proprio. Io trasmettevo i suoi dischi a Controradio Popolare Network, dove tuttora lavoro,  e quando ci siamo conosciuti io gli ho fatto ascoltare le mie cose e lui mi ha subito proposto di registrare. Ha tirato fuori il dat e ha iniziato a farmi improvvisare una serie di sketches da scompisciarsi dal ridere,come  quello che apre "Black Liberation Vol. 2" in cui  mi ha chiesto di parlare un Inglese con un forte accento siciliano e di mimare una telefonata al suo studio chiedendo di lui e affermando che avevo iniziato ad amare il popolo nero da quando avevo sentito la sua musica ! Assolutamente matto ! Ho così capito che la vera arte ha un animo semplice come il gioco di un bambino, non c'è niente di artefatto , tutto il resto è politica e non natura.  

Cosa ti fece innamorare del reggae? Fu la tua prima passione musicale o ci arrivasti partendo da altro?

Devi sapere che sul diario di famiglia mia madre annotò che a soli due mesi l'unico modo per farmi smettere di piangere era tenere la Radio accesa. Quindi ho sempre ascoltato e apprezzato diversi generi di musica e nella mia vita sono stato a centinaia di concerti, ho visto i Rolling Stones, Frank Zappa, Miles Davis, Ray Charles, Bruce Springsteen, David Bowie e tanti altri grandi. Ma l'incontro con il Reggae fu indimenticabile : da ragazzino tutte le domeniche non mi perdevo la classifica di Radio Rai, dove per settimane all'epoca  primeggiava la mia canzone preferita "Sandokan" degli Oliver Onions , quando a un certo punto trasmisero "So much trouble in the world" di Bob Marley io mi sentii immediatamente trasportare in un'altra dimensione, andai via con il corpo, volai insieme agli angeli, rividi i miei antenati, quel suono era diverso da tutto eppure così familiare, e dentro c'era la sofferenza e la gioia, mi colpì così tanto che provo ancora dei brividi al solo ricordo, fu un esperienza mistica che negli anni ha piantato un seme che è poi germogliato quando, stufo di tutte le ridondanze del Rock nel 1987, fondai la mia prima Reggae band e partii prima alla volta  del "Notting Hill Gate Carnival" a Londra e poi per la Giamaica.

 

E alla fine le domande intelligenti… I tre dischi della tua vita.

 "Uprising" di Bob Marley che acquistai a Palermo nel 1980, lo ascoltavamo fumando le bustine da Tè nei colli di bottiglia perché eravamo troppo piccoli per procurarci l'erba. "London Calling" dei Clash perché è immenso e c'è dentro tutto dal Pop al Jazz . Poi "Exile on main street" dei Rolling Stones di cui sono sempre stato un fan al punto che insieme all' "Orla" della Bandabardò e ad altri amici fondammo i "Crazy Mama" la prima cover band italiana dei Rolling Stones in cui suonavo la chitarra, una passione ripagata quest'anno dal fatto di aver lavorato alla registrazione del mio album e ad un altro progetto con il loro leggendario manager Marshall Chess e con suo figlio Jamar della Chess Records sui cui dischi gli Stones hanno imparato a suonare.

 

Fra il fumo e l'arrosto scegli

Il fumo ! Ma solo se è bono .

 

La marca di cartine che consigli ai nostri lettori e chissenefrega se facciamo pubblicità.

Alla domanda precedente ti ho risposto scherzando ora lo farò seriamente. Consiglio a tutti di smettere di farsi le canne , si sta troppo meglio senza ! Si risparmiano un sacco di soldi e soprattutto ci si guadagna in lucidità ed in salute .  Al governo consiglio invece di legalizzare immediatamente la Mariuana perché è ingiusto criminalizzare chi fuma , ed il principio che va applicato all'uso di  ogni sostanza è quello della consapevolezza e non quello della proibizione che non fa che aumentare la morbosità e l'attaccamento verso ciò che è vietato. Ma chi sono io per dare consigli ? Potrei solo parlare della mia esperienza ……

 

Thursday, January 05, 2006 

Current mood:  chipper

D: Mi racconti un po' la tua storia?

R: Il mio rapporto con la musica inizia all'eta' di due mesi: mia madre annotava sul diario di famiglia che l'unico modo per farmi stare buono era tenere la radio accesa. In Sicilia nei primi anni ottanta io e altri amici abbiamo sviluppato una nostra visione del reggae mescolata al nostro dialetto, alle influenze mediterranee e all'attitudine punk. Il reggae e' stata una forza che ha rivoluzionato tutto il mio essere, ha plasmato il mio stile e il mio modo di vita. I momenti salienti sono i primi anni ottanta con la scoperta del reggae e successivamente la fine del decennio in cui mi sono trasferito a Firenze e ho avuto modo di incontrare Il Generale che e' stato uno dei pionieri del raggamuffin in italiano. Ci siamo scoperti fratelli in questa cosa, nella immediatezza di questo stile e abbiamo iniziato a fare delle serate insieme come selecter ed MC in cui io cantavo delle piccole cose in dialetto e stavo ai piatti ; poi abbiamo iniziato l'esperienza dei 'ragganotiziari' a Controradio, programmi radio in cui commentavamo i maggiori fatti di cronaca a tempo di ragga e poi a suonare insieme nella stessa band dando vita ad albums storici del reggae italiano come per esempio 'Guarda la luna e non il dito'. Il mio primo singolo 'Raggasoldati della parola armati'  fu una sorta di inno, e ancora oggi mi fa piacere sentire che alcune persone da ragazzini hanno scoperto il reggae italiano grazie a quella canzone, era un dodici pollici ed uscii a nome Il Generale & Kote Giacalone prodotto da Madaski e sottolineava l'aspetto positivo e non violento della forza della parola.

D: Era un periodo in cui si cercavano di legare al ragga dei contenuti 'italiani' sulla realta' che vi circondava: dopo piu' di dieci anni come ti pare si sia evoluto il reggae italiano nel senso delle liriche?

R: Penso che anche incosciamente si sia fatto tesoro di quel periodo e quell'esperienza ma e' l'influenza della tradizione giamaicana che permette comunque di rinnovarsi continuamente: vedo che molti gruppi iniziano a fare questo stile in un modo molto personale, quindi abbiamo certi contenuti tipici dei gruppi veneziani, certi contenuti tipici dei gruppi torinesi, dei gruppi salentini…ognuno ha un tratto suo distintivo e una sua maniera di interpretare il reggae e questo e' quello che dobbiamo fare. Non dobbiamo scimmiottare i giamaicani ma dobbiamo mettere la nostra esperienza nella nostra musica, che sia un'esperienza politica, sociale, umana, amorosa…mi pare che questo stia succedendo e potrei citarti vari esempi. Devo dire che a quei tempi a quel movimento musicale furono appiccicate di forza alcune etichette dai media che cercavano per forza di creare il 'fenomeno'. Ora mi pare che ci sia piu' qualita' e quantita' ma c'e' meno spazio sui media, c'e' meno visibilita' proprio perche' di solito i fenomeni vengono costruiti a tavolino mentre qui stiamo parlando di una realta' forte e consolidata. Credo che il movimento sia importante: la scoperta del reggae ha fatto si che tantissime persone siano maturate, abbiano scoperto qualcosa di se stesse, siano entrate in rapporto con mondi e culture sconosciute e abbiano imparato molto su come rapportarsi al prossimo. Non mi pare che questo sia l'aspetto che venga diffuso dai grossi media della scena reggae. 

D: Quale potrebbe essere il modo di rapportarsi con i grandi mezzi di comunicazione senza esporsi ai rischi di 'snaturare' la genuinita' del movimento reggae come successe ai tempi delle posse?

R: Questa e' una domanda interessante e non so se ho una risposta pronta…Ai tempi delle posse si creo' una aspettativa da questi personaggi che in realta' non esisteva. Va bene essere rivoluzionari, ma a nessuno avrebbe fatto schifo firmare un contratto con una major e molti poi addirittura lo fecero. Allo stato attuale non stupirebbe nessuno se un gruppo italiano firmasse un contratto con una major: io ho fatto il penultimo disco per la Wea con Piero Pelu' e nessuno si e' scandalizzato. Noi tutti vorremmo vedere i Radici Nel Cemento su major o Raina primo in classifica con 'Berluscone'. In realta' non e' la popolarita' che uccide il movimento: il successo e' auspicabile, Bob Marley porto' la voce di un popolo all'enorme successo mondiale, eppure gli siamo ancora molto grati. L'unico modo di essere sani e' mantenere una certa coerenza espressiva o musicale: se poi arriva il successo meglio ma chi se ne frega. Siamo noi che portiamo una diversita' che scardina questi meccanismi e non siamo tipi da farci schiacciare. Abbiamo tanti anni di esperienza alle spalle e non temiamo il confronto con nessuno.Credo che non bisogna stare in un'isola di utopica purezza ma affacciarci e affrontare la realta'.

D: Il concetto globale del tuo disco 'Love to the people' rivela un'idea di amore globale, di rapportarsi con chi hai intorno senza smettere mai di dare amore…

R: L'album e' un concept ma non e' stato pensato come tale: ci siamo accorti alla fine che tutte le canzoni portavano all'amore…c'e' un brano che si chiama 'Amuri amuri' in cui io mi interrogo su cos'e' questo amore. La parola 'amore' e' stra-abusata, puo' diventare un cliche' e in questo senso la musica pop italiana e' disastrosa nel proporre questa trita idea di amore romantico con l'enfasi sempre sulla passione, sull'emozione, sull'attaccamento, una cosa che ci ha sfiniti e riduce a considerare l'amore solo come una relazione con la  fidanzata. Si e' prodotta una cultura che ignora l'amore come interesse o attenzione per gli altri, il donarsi agli altri, il sacrificarci…siamo prigionieri di una gabbia di egoismo che per noi e' l'amore. Poi per esempio in 'Reggae a matina' Luciano dice '…bringing love to the people', quindi l'amore che arriva attraverso la musica e ci ritorna indietro dalla gente. Oppure un brano come 'Nessun dubbio' dove si va oltre l'amore comunemente detto …e' di sicuro il brano piu' mistico dell'album e quello che sento piu' vicino alla mia  spiritualita'.

D: Raccontami la genesi di questo tuo primo CD, che per essere la tua opera prima come album e' arrivata senza alcuna fretta…

R: Si, ci ho messo una quindicina di anni a farlo ma e' stato fatto con l'entusiasmo di un esordiente. Devo dire che c'erano parecchi miei singoli in giro e molti mi chiedevano un album: eravamo diventati degli eroi dell'underground senza un album che ci rappresentasse, quindi questo momento doveva arrivare. Tra l'altro oggi fare la musica in Italia e' un lusso: noi siamo artisti ma siamo anche e soprattutto padri di famiglia, persone che devono guadagnarsi da vivere ogni giorno. Avere il tempo e lo spazio di concepire e registrare della musica, provarla, pubblicarla e' un grandissimo lusso : io ho dedicato due intensi anni a fare questo CD rubando il tempo alla mia famiglia e al mio lavoro effettivo, ho duvuto fare tutto da solo, soprattutto dal punto di vista economico, il CD esce sulla Jnana Music che e' la mia etichetta personale. Io sono responsabile del progetto ma al CD hanno lavorato tante persone di grande valore tra cui Ludus Pinski, Irie V e  Jahmento che mi hanno dato una grossa mano alla produzione e anche Ciro Princevibe dei Michelangelo Buonarroti: loro sono i produttori italiani principali. Ci sono tracce prodotte da Gramigna e Satta Records entrambe di Roma e poi le collaborazioni internazionali con Luciano e Max Romeo e il ritmo dei Seeed. Le collaborazioni non sono nate a tavolino ma come conseguenza di rapporti 'reali': con Max Romeo ci siamo trovati dopo un suo concerto a Roma negli studi della Satta e mentre andava 'Melt away' mi ha sentito cantare le mie liriche in siciliano, ha voluto che gliele traducessi e mi ha invitato a registrare la combination. Poco tempo prima non avrei mai immaginato di trovarmi a cantare con Max Romeo 'Melt away'. Con Luciano e' stata una cosa simile: quando gli ho proposto il brano " Reggae a matina"a lui si sono illuminati gli occhi ed abbiamo passato tutto il giorno insieme a  registrarla…

D: Conoscendoti bene credo che sia un CD che rappresenta molto te e la tua storia: come si e' gia' detto l'amore, lo 'stile fiorentino', il roots, l'amore per il reggae non solo come musicista ma anche come promotore e deejay radiofonico, la spinta a conoscere e confrontarti con i grandi protagonisti della musica giamaicana…

R: E' vero, e' vero…nel CD ci sono tutti gli ingredienti della storia della musica giamaicana, c'e' persino un brano hip hop e un 'sapore' quasi africaneggiante in 'Vita da leone'…devo dire che io amo tutta la musica, ascolto anche musica indiana ed araba, hip hop, jazz, amo tutta la buona musica. La cosa spontanea e' stata mettere nei pezzi tutte le mie ispirazioni e fare un disco variopinto…

D: Mi pare una prova anche di grande sincerita': in diretta in radio tu mi dicevi che non ami avere dei 'biglietti da visita' sonori ma io trovo che tu sia riflesso nel CD molto limpidamente…

R: E' vero e questa cosa mi fa piacere. Credo che questa ricchezza di ispirazione scardina l'idea di poter essere riassunto in un semplice schema fisso in cui non mi ritrovo. Un altro dei temi del CD e' l'identita'. Io sono siciliano ma vivo a Firenze, ho scelto un certo nomadismo culturale e di  non avere una 'stampella' di cultura etnica su cui appoggiarmi senza comunque rinnegare le mie origini, anzi valorizzando le mie radici. Sei così spinto ad apprezzare tante altre culture stimolanti… ma oggi viviamo in questa gabbia dell'identita',costretti a doversi riconoscere per forza in una nazione, in un paese, in una religione, ma abbiamo tutti sotto gli occhi dove porta questo etnocentrismo a tutti i costi…alla presunzione e all'odio tribale.<o:p>

D: Credo che questo sia il  messaggio importante del reggae, come cantano i Sud Sound System in 'Le radici che tieni': l'accostarti a una cultura diversa da te rafforza anche le tue proprie radici…

R: Quello e' fondamentale ma dobbiamo capire anche che le nostre radici non affondano solo nella terra ma anche nel cielo…


Sunday, January 01, 2006 

Current mood:  hot

RZ: E' uscito il tuo primo CD ufficiale dopo anni ed anni di lavoro sulla scena italiana ci racconti qualche aneddoto su questo lavoro?

Bè uno riguarda i brani di "Love to the People" realizzati con Luciano e quello con Max Romeo con il quale mi è capitato di cantare insieme addirittura sulla storica "Melt Away" .
A Luciano invece ho proposto io la mia "Reggae a matina" è gli è talmente piaciuta che l'abbiamo registrata subito. Puoi capire che felicità sentirlo cantare una canzone scritta da me e sentirlo fare i cori in siciliano ! Poi la sera mi ha invitato sul palco con lui dal vivo ed abbiamo ribaltato letteralmente la sala, la gente era impazzita !!!
Ho avuto così la prova dello straordinario potere della mente, se veramente ti concentri su una cosa la puoi realizzare, per questo bisogna stare molto attenti a ciò che si pensa.

RZ: Il disco abbraccia molte sonorità, qualcuno davanti ad un brano Hip Hop storce un poco il naso invece ci sembra che sia proprio voluta .

Bè i gusti sono gusti e ognuno ha i suoi . Io amo tutta la musica e dal canto mio sono sempre stato anche un appassionato di hip-hop , funky & soul , e lo dimostra anche la copertina dell'album che è stata realizzata da Zero T membro della storica "Rocksteady Crew" di New York , che ha realizzato questo capolavoro dipingendo un angioletto Rasta ad acquerello . Il risultato è quello di vedere un B-boy che dipinge come Raffaello ! Io ho assorbito anche la cultura Hip-Hop, pur senza identificarmici, vivendo in una città internazionale come Firenze e frequentando grandi artisti neri giamaicani e newyorkesi come Ice Mc, Dre Love, Toxic, Donald D, che sono stati come dei maestri di stile per me. Da anni inoltre lavoro per una Cooperativa Sociale e grazie a un Camper dotato di Sound System a bordo, vado tenendo laboratori di musica in strada con i bambini ei ragazzi delle periferie fiorentine o nei campi Rom, utilizzando il Rap e il Reggae come veicolo per sviluppare la loro creatività in modo costruttivo. In questo progetto che si chiama "H2F ", abbiamo realizzato due cd audio ed un documentario video. Per me Reggae e Rap sono come due rami dello stesso albero: l'arte del naRZare una storia a ritmo…che tu lo faccia su un beat in levare o sul Funk è la stessa cosa. Il mio rapporto con la cultura Hip-Hop è positivo in termini di veicolo espressivo , mentre è su certi contenuti da cui prendo le distanze. Ad esempio non condivido questo machismo, gangsterismo, materialismo, e rabbiosa competizione che ultimamente affligge anche molta "Dancehall music" giamaicana. Certi artisti dovrebbero vergognarsi perché così non aiutano la comunità e si comportano da perfette scimmiette del sistema .

RZ : 'Love to the people' è un messaggio globale che abbraccia veramente ogni persona del globo, Ci spieghi nel suo più profondo qual è il significato che gli dai ?
In un mondo dominato dagli interessi egoistici e materiali ciò che dobbiamo veramente rivalutare è un senso di appartenenza alla grande comunità umana e mettere da parte le divisioni di razza, sesso e religione. Dobbiamo tenere in vita il fuoco della saggezza e dell'amore inteso come compassione. Come il sole che quando brilla lo fa per tutti.

RZ: Prima silecta ,poi speaker Radio, presentatore al Sunsplash ed ora singer. Quanto è duro il lavoro di diffusione della musica in levare ?
Durissimo !!! Soprattutto quando hai fatto della musica la tua attività principale e con questa devi anche campare una famiglia.
Il Reggae è tenuto ai margini ( salvo saccheggiarne le invenzioni quando fa comodo ) e la scena musicale italiana non gli riconosce ancora la stessa dignità che riconosce ad altri generi. Ma non faccio musica per una scena né per il sistema, né per soddisfare determinate aspettative, io ho l'entusiasmo di un bambino, l'energia di un leone e la creatività di un Giacalone e quando faccio quel che faccio , lo faccio con gioia.

RZ: Quanto invece è difficile produrre un CD in Italia e soprattutto poi, distribuirlo ?
Bè distribuirlo non è difficile se trovi qualcuno a cui interessa farlo. Una volta trovato il distributore almeno a questo ci pensa lui, altrimenti è un casino pazzesco. "Love to the People" è distribuito dalla Wide di Pisa ( l'etichetta che negli anni novanta aveva prodotto il mio mix "Ragga Soldati" insieme a Il Generale e Madasky). Una mano a farlo girare me la stanno dando anche One Love a Roma e Jahmekya a Milano e loro sono proprio forti . Riguardo al produrre un disco invece posso dirvi che si tratta di uno sforzo immenso.
Organizzativamente ho fatto tutto da solo. Ho impiegato due anni di lavoro durissimo, tempo, denaro, energia, ho lavorato con vari produttori come Ciro PrinceVibe dei Michelangelo Buonarroti e Irie V in diversi studi e stretto relazioni con etichette in Italia e nel resto del mondo, con la Chess Records in America, con la Germaica a Berlino, con la Charmax a Kingston, a Roma con Gramigna e con la straordinaria e molto seria Satta Records, mentre a Firenze ho creato la Jnana Music la mia etichetta per la quale l'album è uscito e con la quale è stato finanziato con grossi sacrifici. Per la promozione confidavo nei Sound System nostrani, ma tutti mi hanno detto che lo suonerebbero solo se fosse stampato su vinile, ma vi rendete conto ? Danno più importanza alla forma che alla sostanza. Comunque non vi preoccupate se recupero due euri da stò cd faccio un 45 per stare al gioco! Nel frattempo vi prego di non masterizzare questo album, se a me una cosa interessa e ne riconosco il valore, la rispetto e la pago se no lascio perdere. Masterizzare artisti multimiliardari infligge un danno relativamente insignificante ai medesimi ma masterizzare un artista come il Jaka vuol dire condannarlo a non fare più dischi.Comunque dal mio sito ascoltandovi alcuni brani in real audio potete rendervi conto se ne vale la pena. L'indirizzo è www.iljaka.it .

RZ: Leggendo alcune tue interviste l'aspetto che viene meno considerato è la tua fede Rasta. Noi di ReggaeZion invece crediamo che sia un aspetto fondamentale e che fà la differenza. Ci racconti la tua conversione al Rastafarianesimo.
Credo che il percorso spirituale sia una cosa individuale, e personalmente preferisco coltivarlo in silenzio piuttosto che pormi come un profeta o un ambasciatore del divino, credo inoltre che le azioni parlino più forte di mille affascinanti parole. Ogni uomo possiede dentro sé i più grandi tesori spirituali, solo che spesso li ignora e preferisce i rivestimenti e gli atteggiamenti che in realtà servono poi solo a rafforzare il proprio misero ego o a creare nuove nevrosi. Riguardo la "conversione" di cui mi parli , non sapevo che ci si potesse convertire al Rastafarianesimo, mi sembra un concetto estraneo, intendo : quando un cuore è pieno di serenità ed armonia lì trovi Rasta, è una presa di coscienza non una conversione. Infatti vedo tanti fratelli e sorelle che magari hanno i dreadlocks o non mangiano carne di maiale ma queste sono cose esteriori e formali, in realtà non hanno fatto una vera esperienza della propria intima natura ed anche il loro atteggiamento lo rivela. Il punto è : come si fa ad essere qualcosa di diverso da ciò che si è "in essenza" ? Mi spiego meglio : ad un certo punto della mia vita ho capito ( dico capito ma non ancora realizzato) che più che definirmi appartenente ad una fede avrei dovuto lavorare maggiormente su me stesso, come uomo e come padre. Quello che realmente conta è sviluppare qualità come l'umiltà, l'altruismo, la generosità, prenderci cura di chi abbiamo vicino, smetterla di pensare solo a sé stessi o alla propria carriera. Praticare la contemplazione, questa è la vera meditazione! Osservarsi , diventare consapevoli ! Non abbiamo bisogno di religioni, abbiamo bisogno di affetto, di tenerezza , di comprensione, di disciplina interiore, di fermezza come di leggerezza, di risvegliarci attraverso qualità comuni a tutti gli esseri umani.
Bob Marley una volta disse " Rasta non è una religione è la vita" .

RZ: Quanto è importante la spiritualità ed il messaggio nella reggae music?
Non posso parlare per gli altri ma per me ti dirò che sono molto importanti. Sono come le fondamenta di una casa, non puoi partire a costruirla dal tetto.

RZ: In questo periodo stiamo assistendo alla disfatta dei Dj come Bounty Killa, Vibes Kartel che per le loro lyriche omofobiche egli attachhi di associazioni per la difesa degli omosessuali non possono fare più tour in Usa e Uk. Diversa è invece la posizione dei Bobo dread come Sizzla che ha avuto il coraggio di dire " "Anche se dico di bruciare gli omosessuali, questo non significa che quando cammino per strada e ne incontro qualcuno, decido di fargli del male. E se a voi non piace quello che dico significa che non verrò nel vostro paese". Tu cosa ne pensi di tutto questo?
Bè se non altro a Sizzla va riconosciuto il coraggio della sua coerenza, tuttavia non condivido la sua posizione, magari non va in giro a bruciare i gay ma il fatto di incitare alla violenza contro gli stessi è comunque deprecabile, e si sa che ne ferisce più la parola che la spada. Molti DJ parlano di Peace Love & Unity e poi ci danno solo aggressività ed egotismo, e la cosa che più mi stupisce è che molti giovani occidentali li considerano degli idoli . Ma il fatto che mi piacciano musicalmente non vuol dire che condivido ciò che dicono .

RZ: Credi che tra di loro ci siano falsi Rasta ?
La questione è delicata, ma diciamo le cose come stanno :
I i rasta giamaicani considerano l'omosessualità un abominio e secondo me bisogna anche capire chi la pensa diversamente da noi. Ma un fatto è non condividere qualcosa, lasciando comunque agli altri la libertà delle proprie scelte, un'altro ancora è inveire brutalmente. La questione non si risolve, è inutile essere degli ipocriti: sono realtà inconciliabili, a meno di non sviluppare un forte senso di tolleranza reciproca. Inoltre credo che questi DJ seguono la moda e siccome sanno che i coatti del ghetto si esaltano per questi proclami, loro ne approfittano. Sinceramente ritengo demenziale tutto questo accanimento contro i gay e viceversa .
Ricordi ? "Non giudicare gli altri se prima non giudichi te stesso" ; Nel reggae Roots degli anni 70 si esplorava la propria dimensione spirituale, adesso invece molti tra i giovani cercano i "nemici" fuori da sé , ma il vero guerriero spirituale sa che il vero nemico va combattuto dentro di noi. E' facile scrivere canzoni contro questo o quello, contro i pagani o contro Bush, più difficile è renderci conto ogni volta che nella vita quotidiana ci comportiamo come dei piccoli Bush.

RZ: Grazie alla Roots Yard ed alla tua partecipazione gratuita, vogliamo sottolineare ciò , abbiamo avuto l'opportunità di conoscere ed apprezzare un altro singer . Stiamo parlando della voce meravigliosa di Jahmento. Credo che sia una persona di riferimento nella tua vita.
Jahmento è un fratello per me. La nostra intesa viaggia a livello etnico, musicale e spirituale. Lui è stato una delle prime persone a suonare Reggae music in Italia e ad interessarsi a Rastafari fin dai primissimi anni ottanta. Noi siamo cresciuti nella stessa città a Erice in Sicilia, un isola che ha molte cose in comune con la Jamaica, poi lui si è trasferito in Madagascar ed io a Firenze e dopo anni ci siamo ritrovati ed abbiamo deciso di suonare ancora insieme. Lui è un genio musicale, non è solo uno straordinario cantante ma anche un ottimo fonico, compositore e polistrumentista.

RZ: L'erba come sacramento e come divertimento quanto è importante, lo chiediamo proprio a te autore di Ganjah una canzona che è passata in tutte le danchell italiane.
Quando ho scritto Ganjah volevo rivalutare i mille usi possibili della canapa, non volevo invitare la gente a farsi le canne né tantomeno offrire loro una allegra giustificazione.
Ho indicato la luna e tutti hanno guardato il dito.
L'erba per me è una cosa preziosa e come tale andrebbe trattata, se proprio va assunta questo dovrebbe essere fatto con grande consapevolezza e attenzione. Purtroppo invece la gente la fuma adulterata col tabacco e con altre schifezze, ma la cosa più grave è che lo fa distrattamente e in modo consumistico, e in questo modo invece che produrre effetti benefici essa dà intorpidimento, assuefazione, confusione mentale, mancanza di chiarezza e lucidità, paranoia, tachicardia, e accellerazione dei pensieri cioè esattamente il contrario di ciò che è meditazione.
Quindi è ora di sfatare questo mito di alone mistico intorno alla Ganja. Sono stufo di vedere gente che rolla cannoni e pontifica senza alzare il culo da un divano, o che completamente inebetita farnetica di sentire certe "vibrazioni". E a maggior ragione essa va legalizzata, così la gente smetterebbe di fumare credendo di fare qualcosa contro il sistema e si accorgerebbe che sta solo danneggiando se stessa . Io non sono un santo, so che tutti noi indulgiamo in comportamenti non edificanti e si sa che le abitidini sono dure a morire ma perlomeno cerchiamo di non prenderci in giro e di far passare una cosa per ciò che non è.


RZ: Dai un tuo suggerimento a band e artisti che vorrebbero iniziare a suonare?
Controllate la vostra intenzione ! Perché lo state facendo ? Fatelo con il cuore. Fatelo solamente se provate piacere nel fare quella cosa anche se il mondo intero tutt'intorno non esistesse. Fatelo per il gusto di farlo e non per aspettarvi dei risultati.
C'è tanto bisogno di idraulici e falegnami e le olive sugli alberi attendono di essere raccolte mentre non sappiamo che farcene di schiere di aitanti stellette in cerca di attenzione.

Un tuo messaggio personale ai lettori di Reggae Revolution la roots fanzine a cui noi siamo molto legati.
Continuate a leggere, a sostenere e a diffondere Reggae Revolution, perché è una rivista fatta con amore, dove i più grandi artisti della Reggae music parlano in prima persona ed i dischi che vengono recensiti , vengono veramente ascoltati.
Ci si trova pure le ricette salutari ed i reportage dai più grandi Festival giamaicani.
Ci si trovano parole di saggezza dai testi sacri, così come le bazzecole del Jaka .
Insomma che volete di più ? Peace !!!!