INTERVISTA AD ANTONIO "TREBLE" PETRACHI, lu Professore.TREBLE,
Lu Professore e' uno dei cantanti ed autori dei S.S.S di cui è' un
membro fondatore. Conosciuto come Lu professore per la grande mole di
testi e musiche preparate e prodotte nel corso della ventennale
attività con Sud sound system.
Ma Professore anche perchè, nella
permanenza (dieci anni) in quel di Bologna per studi, iniziando a fare
musica con altri salentini doc, ggd, dj war, papa gianni, etc… ha "
professato" il ritorno delle "menti"al sud, una sorta di rimpatrio, una
specie di emigrazione al contrario.
E proprio di questo ci parla Treble, del motivo che lo ha spinto in questi anni a parlare dell'importanza del ritorno:
"
Penso sia fondamentale tornare nella terra che ti ha dato le origini e
riappropriarsi del rapporto fondamentale che si ha con essa. Magari
emigri per ragioni di studio o lavoro, o perchè senti il bisogno di
conoscere, di crescere. Ma non è giusto che ti tenga tutto per te. Se
ognuno avesse il desiderio di cambiare le cose, anche se difficili,
potrebbe riuscire a farcela anche qui. Se invece decide di fuggire
alimenta lo sfruttamento che questa terra subisce da ani da parte del
sistema. Una volta negli anni '60 esisteva la Questione Meridionale.
Oggi ce la siamo dimenticata. Una volta la terra ricca era la nostra,
ricca d'agricoltura e di risorse. Poi ovviamente queste sono state
sfruttate dai paesi più ricchi economicamente e noi siamo stati
costretti ad emigrare.
Negli anni si è parlato anche di arretratezza
culturale del sud, la si è inventata probabilmente per controllarlo
meglio. Ma tutti sanno che ciò non è vero: noi siamo ricchi di storia e
di cultura formatasi negli anni attraverso gli incroci di razze e le
contaminazioni che ne derivarono ci segnarono molto a livello
artistico. Mi piace pensare che noi geneticamente siamo portati
all'espressione.
Il fenomeno attuale è quello del raggamuffin. Tutti
cercano di spiegarselo, ma al di là del fermento attorno al S.S.S. la
spiegazione risiede in quello che ho detto prima.
L'altra faccia
della medaglia è lo sfruttamento che il sistema attua nei confronti di
questo fenomeno. Hanno dato un'immagine retorica e da cartolina a
questo posto. La gente pensa che qui tutto l'anno è come i caraibi:
spiagge reggae sole. Perchè glielo fanno credere. Sono specchi per le
allodole. Poi quando vai sul concreto ti accorgi che in tutto il
Salento non esiste una sala prove o d'incisione gestita dal comune!
Inoltre
la situazione culturale in genere, di massa, vada peggiorando. C'è poco
approfondimento, poca voglia di conoscere. Ad esempio qui ci sono molte
dancehall ma se provi ad andarci in qualcuna di queste ti accorgi che
la musica è tutt'altro che reggae. Spingono l'hardcore perchè è quello
che va...è di moda!
Ma le situazioni possono comunque cambiare...c'è
una frase che mi piace ricordare: se una formica vivesse con la paura
di essere schiacciata dall'uomo...la sua vita non avrebbe senso!"
SOULFIERO.Come vedi il reggae di oggi? Lo stile roots è morto?
TREBLE"Il
reggae di oggi è figlio del tempo come ogni cosa di oggi, venti anni fa
era essenzialmente suonato da band, oggi lo si produce con il computer;
utilizzando la tecnologia in ogni fase: arrangiamento, ripresa,
registrazione, mastering ecc...non potrebbe essere diversamente.
francamente
posso dire che dove c'è sensibilità artistica la tecnologia, il
"digitale", non può che aiutare, forse in alcuni casi potenziare le
possibilità compositive e di esecuzione; ma nessuno può negare che un
basso analogico parla al cuore di più che un'onda sinusoidale, il riff
di un batterista ha più feeling di una rullata fatta sulla tastiera, un
compressore a valvole dà l'anima ad un suono da registrare, tant'è che
Oggi la strada che si cerca di intraprendere nella produzione musicale
è quella della integrazione tra sistemi analogici e sistemi digitali.
il
problema è che, nel tempo, sono essenzialmente aumentati i bpm (battiti
per minuto) delle musiche reggae. Sembrerebbe solo un aftto tecnico ma
non lo è. Il reggae è nato rallentando il rock steady e lo ska, musiche
che alla fine degli anni 50 dominavano le scene musicali della giamaica
e dei luoghi dove immigrati giamaicani vivevano(Stati Uniti,
Inghilterra), per averne la prova basta prendere un brano Ska appunto e
rallentarlo. Il reggae è nato per essere una musica che parte dal cuore
ed arriva ad un altro cuore, per essere in sintonia con il cuore non
può che avere il ritmo del cuore; il cuore umano batte mediamente 60
volte al minuto, così è il ritmo reggae, il ritmo roots. Poi la
tecnologia, la disco degli anni settanta, l'america del business ,
hanno sconvolto questi "canoni umani", si deve ballare, più veloce, 70,
80,90 bpm, la techno, anche oltre 120 ....e così l'industria ha puntato
sul lato disco del reggae, la sua caratteristica innata di far muovere
la gente è stata usata per far andare la gente a ritmi più veloci, da
discoteca, da consumare il più presto possibile...Il risultato è che Il
Reggae ha cominciato a superare le barriere geografiche e politiche
della musica, da musica di emancipazione sociale e denuncia (vedi
Marley per chi conosce solo Lui) è diventata una musica da consumare,
di moda, tendenza...ma...eh si.. ha perso dei contenuti...venire dal
cuore e aprlare al cuore vale per tutti.
Ogni tanto, periodicamente,
in Giamaica almeno, c'è come una fiamma di ritorno, il roots, il ritmo
delle radici, quello per intenderci più simile al suono dei wailers,
torna alla ribalta con ritmi e testi e cantanti che possiamo chiamare
Reggae, senza errare. Il fatto è che lo show business vince sempre,
l'Hip Hop americano, sponsorizzato da major, anche in Giamaica, ha per
esempio sconvolto il modo di cantare degli artisti giamaicani, che
hanno introdotto liriche tipicamente hip hop, snaturando la classica
cadenza dello stile reggae e raggamuffin...e pensare che il rap era
nato da giamaicani che emigrati in America ( vedi KRS one fra i tanti e
forse tra i primi)
Così lo stile roots è succube di scelte musicali
dettate la biz.Bisogna sottolineare una cosa però, che ancora oggi un
artista giamaicano per essere apprezzato da pubblico e critica deve
avere almeno un brano roots nel suo repertorio."
SOULFIERO.Quando dici "la musica è uno stile e non ha diversi stili" che intendi?
TREBLE."Spesso
nella musica cosiddetta di contaminazione, termine che non mi piace
troppo perchè nulla si crea o si distrugge ma tutto si trasforma, un
metro per capire se il risultato prettamente musicale è riuscito
sta(secondo il mio parere) nel non rintracciare più uno "stile"
definito, è come mettere tanti colori insieme e non rintracciare più i
fondamentali, è come unire tanti ingredienti per preparare una pietanza
che non è ne solo cipolla, o solo pomodoro, o solo zucchine, ma un
tutto unico e armonico. Forse Sona Musica percorre questa strada,
qualcosa che punta all'essere e non all'avere."
SOULFIERO.Qual'è la storia del fortunato slogan "salento lu sule lu mare lu ientu"?
TREBLE."Anni
fa, fine ottanta, diversi brani che allora nascevano tra i novelli
compositori dei sss, parlavano del SALENTO, forse tra i prime a
utilizzare nelle canzoni questa parola e a portarla in giro,
promuovendo la terra , le proprie origine e comunque denunciandone
problemi e arretratezze o presunte tali, nelle dance hall di allora,
come ancora oggi, era un punto di forza della serata dedicare delle
rime al Salento, face tenere unite le persone, intorno ad un
sentimento: quello di dire, si siamo al Sud, terra abbandonata puru de
li figli soi, ma noi siamo qui, ascoltiamo Reggae e la nostra terra la
amiamo e rispettiamo, nonostante mafia e sfruttamento politico, per il
salento e contro questi cantiamo e portiamo musica: Tra i primi brani
dei sud c'era per esempio :"Abbasciu allu Salentu nui bruciamu cullu
Reggae...,
così si cantava allora, e si sentiva nelle dance hall
organizzate in giro nel Salento anche "Salentu la terra de lu sule de
lu mare de lu reggae e de lu ientu", poi entrata nell'immaginario
comune, è un pò come Punnu Ieu, oppure Cicileu, sono parole o frasi
sentite durante le dance hall, sciorinate in quegli anni freschi, dai
novelli cantori de sta terra amara, li sud appunto. "
SOULFIERO.In che rapporti sei con i s.s.s.?
TREBLE"in fase di stallo... "
Tra
i brani storici di Treble, oggi ritenuti dei classici, ricordiamo:
FUECU, T'HA SCIUTA BONA, Reggae Internazionale, Comu na Petra, Musica
comu mare, Statte cu mie, Musica Musica, fino ai più recenti Le radici
ca tieni, Trenu, La gente povera. Già negli anni ottanta e novanta ha
dato importanti input e forme a differenti esperienze musicali, come i
Mustapha Mc's, che realizzarono il demo di T'Ha sciuta bona, il primo
brano in assoluto ad essere scritto in raggamuffin salentino, Isola
Posse all stars, antesignani dell' Hip Hop italiano, dai quali scaturì
poi l'esperienza singola di Neffa, i Calura, per anni tra le migliori
reggae band della nazione. Tornato in Salento, mettendo a frutto le
esperienze e i contatti degli anni da "emigrato", dopo aver fondato la
Tripla Esse insieme a GGD, DJ War, Papa Gianni e Militant P, si è
dedicato, insieme ai Sud al progetto di creare una etichetta
discografica indipendente per valorizzare e promuovere i talenti
salentini, oltre che partecipare agli innumerevoli concerti, in qualità
di chitarrista e cantante, con i SSS, e produrre tutti i loro i album
fino a Lontano.
Insieme ai Sud SS, ha ricevuto numerosi
riconoscimenti, tra i quali Il premio Tenco come miglior album in
dialetto (Lontano, 2003), ha prodotto le musiche dello spettacolo Acido
Fenico con la compagnia teatrale Koreya, partecipato alle colonne
sonore di films quali Sud, di Salvatore, Pizzicata e Sangue vivo di
Winspeare, liberate i pesci di C.Comencini.