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Soulfiero



Last Updated: 12/15/2009

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Saturday, November 29, 2008 
INTERVISTA A DONPASTA PER ESPORTAZIONESENZAFILTRO

DonPasta parla con noi della nascita prima che fisica "mentale" del
progetto. La premessa è che Daniele nasce e vive a Otranto fino all'età
di 18 anni; una volta finita la scuola decide di trasferirsi a Roma
spinto da una voglia irrefrenabile di arricchire le sue conoscenze
musicali e sopratutto di trovare spazio per esprimersi culturalmente.
"Il
fatto di aver trascorso tanti anni chiuso in un paesino come Otranto in
un Salento profondamente diverso da come è adesso, mi ha portato a
dedicare la maggior parte del mio tempo all'approfondimento della
cultura musicale. Una volta poi, trapiantatomi a Roma ho potuto vedere
la differenza pazzesca che esiste tra i tempi della società moderna e
quelli a cui ero abituato io. Differenza che prendeva forma nella
cucina.Nel Salento dove sono cresciuto la cucina implicava un profondo
rapporto con le stagioni con il tempo, con la terra e i prodotti
agricoli. A Roma, come in tutte le grandi città, molte persone non
hanno mai vissuto tutto questo."

Mi piace sentire parlare Daniele di un Salento che non conosco...e allora gli faccio la solita domanda:

Come è cambiato musicalmente il Salento in quasi più di dieci anni?

All'epoca
non era come è adesso. Non aveva i riflettori puntati come ce li ha
ora. Le uniche serate agli inizi degli anni '90 erano qualche dancehall
dei primi Sud Sound System quasi sempre al Babilonia (locale sul mare a
Torre S.Andrea, frequentatissimo ancora oggi l'estate, ndr) e qualche
serata house in giro nei paesi. Non esisteva altro! O meglio...non
esistevano "discoteche rock". Per quanto mi riguarda passavo le mie
giornate in una Otranto invernale, malinconica e deserta, soffrendo
dell'impossibilità di esprimermi culturalmente.
Appena finita la
scuola mi trasferii a Roma con la voglia matta di arricchirmi sia
culturalmente che musicalmente. Agli inizi tornavo a Otranto l'estate e
, ricco dell'esperienza romana, organizzavo serate ed eventi nel
Salento. Cominciai alla "Talega" a Otranto nel '94-'95 (che poi divento
"Mandragola") in cui mi occupavo della gestione artistica. Ogni sera li
dentro si creava una situazione diversa: c'era la serata reggae, quella
jungle, quella rock. In quel posto riusci portare i Villa Ada (gruppo
reggae romano) e spesso i Sud. Poi occupandomi della rassegna "Bass
Culture" riusci a far suonare i Sud Sound System e Laurel Aitken!
In
quel posto potevo finalmente esprimere il mio approccio versatile alla
musica: appassionato dei Clash mixavo rock, punk e reggae. All'epoca mi
chiamavo Faugno (a causa dell'eccessiva umidità che c'era nella
Talega!) e suonavo i piatti con attitudine particolarmente punk!
Nel
'96 a Roma organizzai la prima festa di San Martino chiamata "San
Martino is drunk" al centro sociale Intifada e fu una sorpresa vedere
300 persone per la prima volta riunite in centro sociale nella capitale
d'Italia a festeggiare una "loro" festa!La manifestazione crebbe ogni
anno di più e nel '99 diventò "SCIROCCU" vedendo la partecipazione nel
2003, al c.s.o.a. SNIA viscosa, di 4000 spettatori (ovviamente non più
solo salentini) che assistevano alle meravigliose performances di Uccio
Aloisi e degli Opa Cupa."

Cosa pensi riguardo l'allontanamento dalla terra natia, e più in generale riguardo lo spostamento?

"Il
luogo dove sei nato te lo porti appresso ovunque. Me lo sono portato
nella scrittura, nel modo di comportarmi, nelle abitudini. Il legame
con la terra natia va comunque rielaborato e per fare ciò non hai
bisogno di stare lì. E' da 13 anni che vivo lontano dal Salento, ma in
tutto quello che ho fatto me lo sono portato appresso. E' una terra
speciale.
Lo spostamento direi che è essenziale. Il fatto di fare i
conti con la diversità di altri popoli ti arricchisce inevitabilmente.
Ho vissuto due anni in Francia e lì la situazione è molto diversa. Ho
potuto realmente vedere cosa significhi società multirazziale. Parigi è
come Londra: l'una influenzata profondamente dalla civiltà araba,
l'altra da quella caraibica. Sono influenze profonde che in un paese
come l'Italia, dove l'immigrazione è recente, non hanno modo di
esistere. Ed è un peccato perchè la diversità arricchisce!"

Grazie Daniele!

" Grazie a te..."


Friday, November 28, 2008 
INTERVISTA AD ANTONIO "TREBLE" PETRACHI, lu Professore.

TREBLE,
Lu Professore e' uno dei cantanti ed autori dei S.S.S di cui è' un
membro fondatore. Conosciuto come Lu professore per la grande mole di
testi e musiche preparate e prodotte nel corso della ventennale
attività con Sud sound system.
Ma Professore anche perchè, nella
permanenza (dieci anni) in quel di Bologna per studi, iniziando a fare
musica con altri salentini doc, ggd, dj war, papa gianni, etc… ha "
professato" il ritorno delle "menti"al sud, una sorta di rimpatrio, una
specie di emigrazione al contrario.
E proprio di questo ci parla Treble, del motivo che lo ha spinto in questi anni a parlare dell'importanza del ritorno:

"
Penso sia fondamentale tornare nella terra che ti ha dato le origini e
riappropriarsi del rapporto fondamentale che si ha con essa. Magari
emigri per ragioni di studio o lavoro, o perchè senti il bisogno di
conoscere, di crescere. Ma non è giusto che ti tenga tutto per te. Se
ognuno avesse il desiderio di cambiare le cose, anche se difficili,
potrebbe riuscire a farcela anche qui. Se invece decide di fuggire
alimenta lo sfruttamento che questa terra subisce da ani da parte del
sistema. Una volta negli anni '60 esisteva la Questione Meridionale.
Oggi ce la siamo dimenticata. Una volta la terra ricca era la nostra,
ricca d'agricoltura e di risorse. Poi ovviamente queste sono state
sfruttate dai paesi più ricchi economicamente e noi siamo stati
costretti ad emigrare.
Negli anni si è parlato anche di arretratezza
culturale del sud, la si è inventata probabilmente per controllarlo
meglio. Ma tutti sanno che ciò non è vero: noi siamo ricchi di storia e
di cultura formatasi negli anni attraverso gli incroci di razze e le
contaminazioni che ne derivarono ci segnarono molto a livello
artistico. Mi piace pensare che noi geneticamente siamo portati
all'espressione.
Il fenomeno attuale è quello del raggamuffin. Tutti
cercano di spiegarselo, ma al di là del fermento attorno al S.S.S. la
spiegazione risiede in quello che ho detto prima.
L'altra faccia
della medaglia è lo sfruttamento che il sistema attua nei confronti di
questo fenomeno. Hanno dato un'immagine retorica e da cartolina a
questo posto. La gente pensa che qui tutto l'anno è come i caraibi:
spiagge reggae sole. Perchè glielo fanno credere. Sono specchi per le
allodole. Poi quando vai sul concreto ti accorgi che in tutto il
Salento non esiste una sala prove o d'incisione gestita dal comune!
Inoltre
la situazione culturale in genere, di massa, vada peggiorando. C'è poco
approfondimento, poca voglia di conoscere. Ad esempio qui ci sono molte
dancehall ma se provi ad andarci in qualcuna di queste ti accorgi che
la musica è tutt'altro che reggae. Spingono l'hardcore perchè è quello
che va...è di moda!
Ma le situazioni possono comunque cambiare...c'è
una frase che mi piace ricordare: se una formica vivesse con la paura
di essere schiacciata dall'uomo...la sua vita non avrebbe senso!"

SOULFIERO.Come vedi il reggae di oggi? Lo stile roots è morto?

TREBLE"Il
reggae di oggi è figlio del tempo come ogni cosa di oggi, venti anni fa
era essenzialmente suonato da band, oggi lo si produce con il computer;
utilizzando la tecnologia in ogni fase: arrangiamento, ripresa,
registrazione, mastering ecc...non potrebbe essere diversamente.
francamente
posso dire che dove c'è sensibilità artistica la tecnologia, il
"digitale", non può che aiutare, forse in alcuni casi potenziare le
possibilità compositive e di esecuzione; ma nessuno può negare che un
basso analogico parla al cuore di più che un'onda sinusoidale, il riff
di un batterista ha più feeling di una rullata fatta sulla tastiera, un
compressore a valvole dà l'anima ad un suono da registrare, tant'è che
Oggi la strada che si cerca di intraprendere nella produzione musicale
è quella della integrazione tra sistemi analogici e sistemi digitali.
il
problema è che, nel tempo, sono essenzialmente aumentati i bpm (battiti
per minuto) delle musiche reggae. Sembrerebbe solo un aftto tecnico ma
non lo è. Il reggae è nato rallentando il rock steady e lo ska, musiche
che alla fine degli anni 50 dominavano le scene musicali della giamaica
e dei luoghi dove immigrati giamaicani vivevano(Stati Uniti,
Inghilterra), per averne la prova basta prendere un brano Ska appunto e
rallentarlo. Il reggae è nato per essere una musica che parte dal cuore
ed arriva ad un altro cuore, per essere in sintonia con il cuore non
può che avere il ritmo del cuore; il cuore umano batte mediamente 60
volte al minuto, così è il ritmo reggae, il ritmo roots. Poi la
tecnologia, la disco degli anni settanta, l'america del business ,
hanno sconvolto questi "canoni umani", si deve ballare, più veloce, 70,
80,90 bpm, la techno, anche oltre 120 ....e così l'industria ha puntato
sul lato disco del reggae, la sua caratteristica innata di far muovere
la gente è stata usata per far andare la gente a ritmi più veloci, da
discoteca, da consumare il più presto possibile...Il risultato è che Il
Reggae ha cominciato a superare le barriere geografiche e politiche
della musica, da musica di emancipazione sociale e denuncia (vedi
Marley per chi conosce solo Lui) è diventata una musica da consumare,
di moda, tendenza...ma...eh si.. ha perso dei contenuti...venire dal
cuore e aprlare al cuore vale per tutti.
Ogni tanto, periodicamente,
in Giamaica almeno, c'è come una fiamma di ritorno, il roots, il ritmo
delle radici, quello per intenderci più simile al suono dei wailers,
torna alla ribalta con ritmi e testi e cantanti che possiamo chiamare
Reggae, senza errare. Il fatto è che lo show business vince sempre,
l'Hip Hop americano, sponsorizzato da major, anche in Giamaica, ha per
esempio sconvolto il modo di cantare degli artisti giamaicani, che
hanno introdotto liriche tipicamente hip hop, snaturando la classica
cadenza dello stile reggae e raggamuffin...e pensare che il rap era
nato da giamaicani che emigrati in America ( vedi KRS one fra i tanti e
forse tra i primi)
Così lo stile roots è succube di scelte musicali
dettate la biz.Bisogna sottolineare una cosa però, che ancora oggi un
artista giamaicano per essere apprezzato da pubblico e critica deve
avere almeno un brano roots nel suo repertorio."

SOULFIERO.Quando dici "la musica è uno stile e non ha diversi stili" che intendi?

TREBLE."Spesso
nella musica cosiddetta di contaminazione, termine che non mi piace
troppo perchè nulla si crea o si distrugge ma tutto si trasforma, un
metro per capire se il risultato prettamente musicale è riuscito
sta(secondo il mio parere) nel non rintracciare più uno "stile"
definito, è come mettere tanti colori insieme e non rintracciare più i
fondamentali, è come unire tanti ingredienti per preparare una pietanza
che non è ne solo cipolla, o solo pomodoro, o solo zucchine, ma un
tutto unico e armonico. Forse Sona Musica percorre questa strada,
qualcosa che punta all'essere e non all'avere."

SOULFIERO.Qual'è la storia del fortunato slogan "salento lu sule lu mare lu ientu"?

TREBLE."Anni
fa, fine ottanta, diversi brani che allora nascevano tra i novelli
compositori dei sss, parlavano del SALENTO, forse tra i prime a
utilizzare nelle canzoni questa parola e a portarla in giro,
promuovendo la terra , le proprie origine e comunque denunciandone
problemi e arretratezze o presunte tali, nelle dance hall di allora,
come ancora oggi, era un punto di forza della serata dedicare delle
rime al Salento, face tenere unite le persone, intorno ad un
sentimento: quello di dire, si siamo al Sud, terra abbandonata puru de
li figli soi, ma noi siamo qui, ascoltiamo Reggae e la nostra terra la
amiamo e rispettiamo, nonostante mafia e sfruttamento politico, per il
salento e contro questi cantiamo e portiamo musica: Tra i primi brani
dei sud c'era per esempio :"Abbasciu allu Salentu nui bruciamu cullu
Reggae...,
così si cantava allora, e si sentiva nelle dance hall
organizzate in giro nel Salento anche "Salentu la terra de lu sule de
lu mare de lu reggae e de lu ientu", poi entrata nell'immaginario
comune, è un pò come Punnu Ieu, oppure Cicileu, sono parole o frasi
sentite durante le dance hall, sciorinate in quegli anni freschi, dai
novelli cantori de sta terra amara, li sud appunto. "

SOULFIERO.In che rapporti sei con i s.s.s.?

TREBLE"in fase di stallo... "


Tra
i brani storici di Treble, oggi ritenuti dei classici, ricordiamo:
FUECU, T'HA SCIUTA BONA, Reggae Internazionale, Comu na Petra, Musica
comu mare, Statte cu mie, Musica Musica, fino ai più recenti Le radici
ca tieni, Trenu, La gente povera. Già negli anni ottanta e novanta ha
dato importanti input e forme a differenti esperienze musicali, come i
Mustapha Mc's, che realizzarono il demo di T'Ha sciuta bona, il primo
brano in assoluto ad essere scritto in raggamuffin salentino, Isola
Posse all stars, antesignani dell' Hip Hop italiano, dai quali scaturì
poi l'esperienza singola di Neffa, i Calura, per anni tra le migliori
reggae band della nazione. Tornato in Salento, mettendo a frutto le
esperienze e i contatti degli anni da "emigrato", dopo aver fondato la
Tripla Esse insieme a GGD, DJ War, Papa Gianni e Militant P, si è
dedicato, insieme ai Sud al progetto di creare una etichetta
discografica indipendente per valorizzare e promuovere i talenti
salentini, oltre che partecipare agli innumerevoli concerti, in qualità
di chitarrista e cantante, con i SSS, e produrre tutti i loro i album
fino a Lontano.
Insieme ai Sud SS, ha ricevuto numerosi
riconoscimenti, tra i quali Il premio Tenco come miglior album in
dialetto (Lontano, 2003), ha prodotto le musiche dello spettacolo Acido
Fenico con la compagnia teatrale Koreya, partecipato alle colonne
sonore di films quali Sud, di Salvatore, Pizzicata e Sangue vivo di
Winspeare, liberate i pesci di C.Comencini.


Thursday, November 06, 2008 
Muove la manina. Sorride. Impacciata. Probabile che non si renda conto
che il mondo ha un groppo in gola. Mi piace pensare che siamo in mano
a una bambina nera di tre anni. Che sarà lei a determinare la pulizia
del suo sguardo. Inizia ad albeggiare, le prime luci si accendono
nelle case. Preparo il caffè. Jesse Jackson è sotto il palco. Tra
tanti visi variopinti di pelli diverse, piange le lacrime di milioni
di pance scoraggiate, violate, abbandonate diventate di gioia. Le
lacrime di chi sentì morire il mondo quando il sogno di Martin Luter
King e JFK fu violato. Piange Coltrane e Psalm esce dal suo sassofono.
Riscaldo il latte. Lei dorme, ma all'orecchio le ho sussurrato che il
mondo si è offerto un sorriso. Un piccolo abbraccio stretto. Arrivai
tra i primi. Ci imbarcammo su una nave, come avventurieri. Allacciati
gli uni agli altri. Il nostro essere legati come coercizione, aveva il
canto ritmato dal ritmo serrato delle remate. La gente lo ascolta
parlare. Da lontano si vede una donna, si sente un suo sospiro, un
avvolgersi in braccia care per condividersi. Ci lasciarono in campi
infiniti di cotone. Da raccogliere. Movimento con cadenza di blues.
John Lee Hoocker sbiascica I'm in the mood. Le prime macchine passano
lentamente sotto la finestra. La radio li avverte che qualcosa è
cambiato. Lesso le patate. Taglio fette fine di bacon. Ci hanno appeso
ad alberi, con cappio al collo, come fossimo strani frutti. Quando
Billie Holiday cantò Strange Fruit fu annullata, cacciata,
annichilita, voce di angelo. Oggi ho da festeggiare l'America.
Accesero fuochi attorno a noi, davanti una miriade di comparse di
maschere, fantocci stupidi. Ci giravano attorno come lupi. Preparo la
pasta del pancake.Ci chiusero in un ghetto chiamato Bronx. James Brown
urla ?Say it loud, I'm black and I'm proud?. Michelle Obama ride
sorpresa, come se stesse in un sogno. ?Mandate a mezzanotte i vostri
sicari incappucciati nelle nostre case, pestateci e lasciateci quasi
morti, e noi vi ameremo ancora. Ma siate certi che vinceremo con la
nostra capacità di soffrire. Un giorno conquisteremo la libertà, non
per noi stessi solo... e la nostra vittoria sarà anche vostra. Sogno
che un giorno l'Alabama sia trasformato in uno Stato dove bambine e
bambini neri potranno dare la mano a bambine e bambini bianchi, e
camminare insieme come fratelli e sorelle?. Riscaldo la padella che
profuma di burro. La colazione è pronta. Bacon in salsa barbecue, con
patate fritte. Piangi Jesse. Ora Rosa Parks si è seduta sull'autobus.
Monday, September 29, 2008 
We chant against corruption
and politic's bad games
this is our redemption all nights and days
this is our game come on,  want you play?
the time is now to make, I stand alone you say
"the race is not for the swift,
but for who live in righteousness"
raggamuffin in mi life is the only means
to say people what I can't speak

Cantiamo contro la corruzione
e i giochi sporchi dei politici
questa è la nostra redenzione tutte le notti e tutti i giorni
questo il nostro gioco andiamo, vuoi provare?
è tempo ora di fare, resto solo tu dici
"la corsa non è per il più veloce
ma per chi vive giustamente"
raggamuffin nella mia vita è l'unico strumento
per dire alla gente quello di cui non riesco a parlare

I grow up in a ghetto condition
cause in my town all is claused and little
good people to mafia try to resistant
but political governement doesn't help this condition
so to take my freedom becames the mission
and to speak out the italian real situation.
I'm burning like the sun
the spirit is my gun
like any other man
I want no trouble no one

Sono cresciuto in una condizione di ghetto
perchè nella mia città tutto è chiuso e piccolo
la brava gente cerca di resistere alla mafia
ma il governo non aiuta questa condizione
quindi prendermi la mia libertà diventa la missione
e dire a tutti qual'è la vera situazione in Italia.
Sto bruciando come il sole
lo spirito è la mia arma
come ogni altro uomo
non voglio più problemi

RIT.
Forget your troubles and dance
empty your mind pon di version mi friend
rememba roots of music is only with thaa black
from Africa Jamaica to Salento land
funk soul reggae fi di boys and di girls
who have ready bodies, who have right sense
we no rasta we no religiouses
but we don't believe that heaven is under the heart!

Dimentica i tuoi problemi e danza
svuota la mente sulla version amico
ricorda: le radici della musica sono nere
dall'Africa Giamaica al Salento
funk soul reggae per uomini e donne
che hanno corpi pronti e giusto senso
noi non siamo rasta non siamo religiosi
ma non crediamo che il paradiso sia sotto terra!

Sunday, September 28, 2008 
new funky djset
download on:

http://www.mediafire.com/?sharekey=f172189484062ec9d2db6fb9a8902bda

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-INNER CIRCLE -EVERYTHING IS GREAT-ISLAND RECORDS 1979
-ANTHONY WHITE-BLOCK PARTY-SALSOUL REC. 1977
-DESTINATION-MOVE ON UP SUITE (MOVE ON UP,UP,UP)-BUTTERFLY REC. 1979
-BLACK BIRDS-STREET GAMES-FANTASY 1977
-ISTANT FUNK-I GOT MY MIND MADE UP-SALSOUL REC. 1979
-AFRICA REVIVAL-SOUL MAKOSSA-DURIUM 1973
-SOOPASOUL-IT'S JUST BEGUN PT.2-SOOPASOUL 2008
-PEOPLE'S CHOICE-COOLD BLOODED E DOWN RIGHT-FUNKY-P.I.R. 1976
-PLEASURE-PLEASURE FOR YOUR PLEASURE-FANTASY 1976