INFERNAL POETRY - 3 Ottobre (Days Schoking Ground Fest, Terni)
[…] Passano almeno quindici minuti, se non venti, e il pubblico sta
aspettando impaziente quand'ecco che un gruppo di ragazzi sale il palco, uno
di loro ha i dred lunghissimi e sta in condizioni che definirei surreali,
prende il microfono e urla: “Anche con un braccio solo farò questo live.
Sono imbottito di antidolorifici e chiedo scusa per il mio presentarmi così
ma tre giorni fa ho avuto un incidente in moto ed è un miracolo che io sia
qui!”. Il pubblico è veramente commosso ed è con una grande ovation che gli
INFERNAL POETRY fanno il loro ingresso sul palco regalandoci uno show
veramente di prim'ordine con quel particolare Death di cui essi sono sempre
stati capaci. La figura del cantante con il braccio ingessato e allo stremo
delle forze non permette comunque al concerto di stopparsi o di riuscire in
modo mediocre, tutt'altro! Un'ora di distruzione e violenza prende ogni
persona del pubblico che gode della musica della band e ne acclama i
connotati, personalmente ho lodato moltissimo il comportamento e la
determinatezza del cantante il quale non è stato fermato nemmeno da un
brutto incidente in moto! Questa, signori miei, si chiama “Correttezza” con
la C maiuscola e molto probabilmente non solo il sottoscritto ha ritenuto la
band una squadra di grandi persone capaci di grandi cose!
www.metalwave.it
INFERNAL POETRY + Withate - 10 Gennaio 2009 (Sinister Noise, Roma)
[…] Ho avuto l'occasione di vedere
i Poeti Infernali due anni fa in quel di Roma, precisamente al Jailbreak,
e lasciarono su di me delle ferite che ancora oggi sanguinano. Figuriamoci dopo
il massacro a cui ho assistito il 10 Gennaio al Sinister Noise, un
piccolo club che fomenta e sottolinea quell'atmosfera underground da 'pochi ma
buoni', una bolgia infernale in piena regola. […]
Quando si parla di esseri umani è
forse il caso di considerare gli Infernal Poetry come un qualcosa di
estraneo a tutto questo, con il tempo sono diventati l'emblema del collasso
nervoso, un act che si esprime soltanto con potentissime scorie di
Progressive/Death Metal (?!?!?!) deviate e disturbanti. Nel vederli (e
nell'ascoltarli) dal vivo si è colti da una crisi di nervi prossima
all'isterismo totale, se poi ci si concentra troppo sul singer allora i giochi
possono considerarsi chiusi, a causa di una cinica cattiveria affilata come la
lama di un rasoio, bestiale. Ad essere onesti la prestazione tecnica di tutti i
musicisti è stata terremotante, gli Infernal Poetry sono un fiume in piena che
non può essere frenato, i presenti che si sono dovuti subire Forbidden
Apples e The Next Is Mine ne sanno qualcosa. La loro sicurezza sul
palco è totale, si muovono in modo decomposto, fanno headbaging come dei
forsennati, eppure il flusso sonoro che ne esce fuori è senza la minima
sbavatura. A tratti sembra quasi che stiano suonando in playback, un'ipotesi
che viene brutalmente scartata però dal calore di canzoni come Crawl, The
Frozen Claws Of Winter e The Unpurifier. La band va a pescare da
tutta la loro piccola discografia, senza tralasciare nemmeno l'esordio
ufficiale uscito ormai qualche anno fa, e mi sto riferendo ad un pezzo come 'Till
the Seventh Sky che dal vivo assume una carica ancora più trascinante che
nella sua versione su disco.
La sala del locale è praticamente piena, il pubblico si agita e si scontra in
un pogo che sembra fomentare ancora di più gli Infernal Poetry, ormai
completamente disinibiti e fuori da ogni grazia di Dio. Un concerto sentito,
ricco di passione e voglia di non mollare mai la presa, l'ennesima conferma che
in Italia ci sono gruppi con le palle quadrate che non devono invidiare nulla a
nessuno. Un complimento a Davide della A.L. Produzioni per aver
organizzato un live show filato via come l'olio. Grande qualità ad un prezzo
veramente conveniente, soltanto 6 euro. Mi verrebbe voglia di chiedere dove era
il pubblico dei grandi avvenimenti il 10 Gennaio... meglio lasciare stare.....
www.eutk.net
Live reports from GODS OF METAL, 29/06/2008
Anticipato, dunque, anche lo show degli Infernal Poetry,
nostri alfieri marchigiani autori di un death metal
imprevedebile, schizzato e completamente fuori dalle righe. Non si fanno
problemi, Daniele Galassi e compagni, e come al solito ci danno dentro come
dannati, impegnando il loro poco tempo a disposizione con una performance tutta
grinta, tecnica e cuore. "Nervous System Failure" è ancora in fase di
preparazione, ma la band, che ha scelto i pezzi da eseguire tramite un
sondaggio sul proprio Myspace, sembra già pronta a presentarlo, avendo proposto
ben due anteprime. "Beholding The Unpure" ronza ancora spesso nelle
nostre orecchie ed è sempre un piacere riascoltare i suoi brani, suonati
alla grande dai ragazzi. L'ospitata di Trevor dei Sadist, proprio in occasione
dell'esecuzione di un pezzo inedito, è stato l'apice di una performance
energica, frenetica e aggressiva come ormai ci si attende dagli Infernal Poetry,
certamente tra le più brave e sottovalutate formazioni italiane (vogliamo dire
europee?) in attività.
www.metalitalia.com
Gli Infernal Poetry sarebbero stati bene anche nella giornata di sabato per il loro trascinante
coinvolgimento e per il genere rabbioso con cui deliziano il pubblico. Il loro
“schizo death metal”, come è da sempre definito, fa da contraltare a una tenuta
di palco decisamente più alla mano, con il frontman Paolo Ojetti che si fa
lanciare una bottiglia di quello che sembra essere vino rosso (promettendo di
restituirlo…), parla volentieri con il pubblico descrivendo rapidamente i
progetti futuri e terminando con la presenza illustre di Trevor dei Sadist, che
partecipa interpretando un brano insieme al resto della band, in previsione di
una collaborazione più continuativa che sarà presente nel prossimo disco. Visti
gli anni di storia che gli Infernal Poetry hanno alle spalle, si sarebbe potuta
auspicare una posizione più elevata in scaletta, ma la band sembra non porsi
tanti problemi.
www.metallus.it
Tra le cose migliori del Gods of Metal 2008 annotiamo l'esibizione dei marchigiani Infernal Poetry,
invertiti all'ultimo istante con il più "mediatico" Fratello Metallo...
Tecnica, presenza scenica (nelle movenze dell'indiavolato Paolo Ojetti)
e una manciata di ottime canzoni è l'offerta del quintetto originario di
Ancona, che vanta un rispettabile curriculum maturato sui palchi della
penisola. Il pubblico è affascinato dal piglio cerebrale e
"schizofrenico" delle composizioni, eseguite con perizia da tutta la
band (sugli scudi una puntuale sezione ritmica) e baciate - finalmente! - da
suoni corposi e potenti sin dalle prime ore della giornata.
Una spettacolare versione di Crawl, con Trevor (Sadist)
gradito special guest, chiude in bellezza un "cameo" breve ma
intenso, che serva da monito a chi bolla con sufficienza i prodotti del vivaio
nostrano. Teneteli d'occhio, è in arrivo un album di inediti.
www.truemetal.it
Dopo il metal classico dei Nightmare tocca agli italianissimi
Infernal Poetry infuocare (come se il
sole tropicale sempre meno clemente non ci pensasse già di suo…) l’arena del
parco Nord di Bologna. Cambio completo di rotta rispetto ai francesi, visto che
il gruppo marchigiano propone un death metal decisamente tecnico e sicuramente
schizoide, che è poi da sempre la caratteristica che maggiormente li distingue
da altre band nostrane.
Chi ha già avuto modo di vederli dal vivo sa che i nostri non si risparmiano,
dando il 100% sia dal punto di vista esecutivo che da quello del
coinvolgimento, riuscendo ad instaurare con il pubblico un
legame molto particolare.
Se a questo aggiungete che a
chiunque appare chiaro il loro essere “alla mano” capirete che il gioco è
fatto. Per il concerto di oggi la band ha deciso di puntare sui classici, presi
omogeneamente da tutti i cd pubblicati fin’ora.
C’è tempo anche per un paio di
inediti, tra cui il brano che vede Trevor dei Sadist duettare con quella belva
umana che risponde al nome di Paolo Ojetti. Purtroppo si avvicina l’ora di
Fratello Metallo, quindi gli Infernal Poetry devono abbandonare il palco, ma lo
fanno da vincitori, forti di un’esibizione genuina e impeccabile sotto tutti i
punti di vista.
Roberto “Dulnir” Alfieri
www.eutk.net
Live reports from ARMAGEDDON IN THE PARK, 10/08/2007
Finalmente arriva l'ora degli headliner Infernal Poetry,
molti sono qui per loro e infatti le prime fila vengono avvolti dal loro sound,
alcuni rimangono esterrefatti, altri si lanciano in un headbanging furioso. Già
perché i nostri sono semplicemente la band più originale, personale, malata che
la nostra scena abbia mai partorito. Ineccepibili tecnicamente su disco,
riescono a riproporsi anche in sede live con in più un impatto devastante. Il
sabba ha inizio con “Forbidden Apples” dall'ultimo EP “Nervous System
Checking”, le orecchie percepiscono qualcosa di fresco, il death melodico degli
esordi si è evoluto verso qualcosa di schizzato, insano, spiazzante e
fottutamente heavy, da brividi! Con “From Mortal Body To Eternal Soul” si pesca
dal primo album dove tutte le idee future erano in embrione, gran pezzo
Infernal Poetry al 100%. “I Always Lay Beneath” torna a “Beholding The Umpure”
del 2005, qua la lezione del mai troppo compianto Chuck Schuldiner è stata
capita, metabolizzata e reinterpretata da questi pazzi, un alternarsi di
riffoni death e accelerazioni al cardiopalma, il pubblico è annichilito.
Veramente gran musicisti i ragazzi, sezione ritmica un metronomo, chitarre
sempre presenti ad eseguire partiture intricate ma al tempo stesso coinvolgenti
e non è cosa che riesce a tutti, più Paolo frontman carismatico ed inquietante
che tra growl, urla, sputi e ottimo vino delle colline del basso Molise fa
capire al mondo che nessuno farà cessare la nostra rabbia!!! La tempesta sonora
corre verso l'epilogo non prima però del botto finale. “Hellspawn”, uno dei
miei brani preferiti, fa capire che ai concerti metal si fa “burdell” fino alla
fine, fino all'ultima goccia di sangue e sudore, gran canzone che unisce
Slayer, Death, Obituary e qualcosa dei Children Of Bodom, una miscela a dir
poco esplosiva. Finale affidato ad un inno metal per eccellenza, quella “Fear
Of The Dark” cantata innumerevoli volte sotto il palco dei Maiden, qui
riproposta con voce growl e una veemenza da far tremare il suolo. Tutti
abbracciati pronti a cantare ma gli Infernal partono direttamente dal riff e
stavolta per le transenne non c'è scampo, vola di tutto e di tutti, staff,
security, band, organizzazione sono sotto il palco per suggellare una giornata
di sacro metallo che finisce tra applausi e fiumi di birra.
www.entrateparallele.it
Il festival sta quasi per giungere
a termine, ma manca ancora il piatto forte della serata, e cioè lo show degli
INFERNAL POETRY , e, come sempre, di vero show s'è trattato… Non ricordo più il
numero di volte che ho visto la band dal vivo, non ultima l'esibizione al
{S}Hammer Metal Fest, ma ogni volta mi stupisco per la devastazione che
riescono a procurare quando iniziano a suonare. Sì, semplicemente devastanti,
sia che suonino in un grande festival, sia che lo facciano in un piccolo club.
Per loro non fa differenza, quello che devono fare è solo rompere il cranio ai
presenti con il loro death metal violentissimo ma al tempo stesso tecnico e
melodico. Sinceramente ho quasi esaurito le parole, perché mi sono trovato più
volte a recensire un loro concerto e non so proprio più come esprimere il fatto
che stanno raggiungendo, show dopo show, dei livelli veramente altissimi. Le
prestazioni dei singoli sono come sempre eccellenti, d'altra parte stiamo
parlando di musicisti con due attributi grossi così. E altrettanto eccellente è
lo show nel suo insieme… ti prende, ti porta in una sorta di stato
rabbioso/distruttivo, e per più di un'ora non ti lascia scampo. Come sempre ben
bilanciate le composizioni, estratte sia dall'ultimo “Beholding the un pure”
che dal suo predecessore, senza scordarsi le ultime arrivate, “Forbidden
apples” e “They dance in circles”, tratte dell'EP “Nervouse system checking”. E
quando ormai si giunge al termine quasi non ti sembra vero che sia passata già
un'ora, e nonostante ti ritrovi ormai con il collo devastato dall'headbanging
vorresti quasi che continuassero ancora.
www.EUTK.net
Live reports from SO ROCK FEST #4, 28/07/2007
Infernal Poetry: concerto letteralmente devastante.
Gli Infernal Poetry sono ormai approdati ad una
concezione personale del death, giustamente definito “schizo death metal”. Il
cantante Paolo Ojetti è una forza della natura, un frontman incontenibile che
incita il pubblico e non esita a saltare giù dal palco per abbracciarlo. Ma
tutti i membri non si risparmiano di certo e danno il massimo di sé. Il sound
malato dei dischi (soprattutto di ‘Beholding The Unpure' e ‘Nervous System
Checking') è ricreato con ottima perizia tecnica, le pochissime sbavature sono
subito cancellate dall'enorme furia sprigionata da ogni singola nota.
‘Forbidden Apples', ‘Hellspawn', ‘Fleshapes' sono proiettili in pieno volto che
non tralasciano però la cura negli arrangiamenti. E continuo a ritenere ‘The
Frozen Claws Of Winter' una delle canzoni più esaltanti che abbia mai ascoltato
(giuro, non sto esagerando!). Peccato solo per il volume del basso coperto
dagli altri strumenti e i suoni non proprio perfetti, che, se migliori,
avrebbero potuto enfatizzare ancora di più un concerto di prim'ordine.
Esaltanti, non ci sono altri aggettivi.
www.Benzoworld.com
Sono bastati i quaranta minuti a
disposizione per permettere agli anconetani Infernal Poetry di testare la
solidità del tendone ospitante il So Rock Day con il loro death metal
schizoide. Il tour europeo insieme con i Dismember evidentemente è stato più
che una nave scuola per i Nostri: Paolo Ojetti & Co. hanno coinvolto e
convinto la numerosa audience sputando sul pubblico (tra l'altro) mitragliate
come Fleshapes e un paio di novità tratte dall'Ep uscito nei primi mesi del
2007 (Forbidden Apples e They Dance in Circles). Le ostilità sono terminate con
la cover di Fear of The Dark, che è sempre un piacere sentire a prescindere dai
generi preferiti da ciascuno.
www.Truemetal.it
Giunge così il momento degli Infernal Poetry, combo anconetano
autore di un death metal ferale e tecnico,
che incendia letteralmente il SO-Rock, con il pubblico che si massacra sotto il
palco e partecipa in maniera molto attiva al concerto esaltando ulteriormente la
band. Con alle spalle due dischi, tra cui
il fenomenale “Beholding the unpure”, grazie al quale sono saliti alla ribalta
come una delle migliori extreme metal band italiane (ma non solo), e
soprattutto ha gettato le basi per la loro partecipazione al tour europeo dei
Dismember dello scorso anno; il quintetto marchigiano profitta dell'occasione
per presentarci degli estratti provenienti dell'EP uscito ad inizio anno:
“Nervous system checking”.
L'attitudine degli Infernal Poetry
sul palco è veramente un concentrato di adrenalina, tecnica e sudore, dove, a
fianco del singer Paolo Ojetti che sferza con le sue linee vocali acide e
psicotiche, troviamo le chitarre che, pur creando un muro sonoro, trovano lo
sfogo in grandi soli o in aperture melodiche. Anche la sezione ritmica non se
ne sta certo statica, profittando di ogni occasione per menare fendenti e creare
stacchi di gran classe.
Nei quaranta minuti loro concessi,
questa autentica macchina da guerra ha passato in rassegna le varie hit di
“Beholding the unpure” tra le quali l'ottima “FleshApes”, oltre ai nuovi
estratti dall'EP, tra i quali “Forbidden Apples” e “They dance in circles”; la
chiusura è stata affidata come di solito alla loro cover di “Fear of the dark”,
che ha spremuto totalmente le forze di un pubblico che aveva ormai già dato
tutto. Nulla da aggiungere, esibizione veramente eccellente, che grazie al
grande feeling instauratosi tra band e pubblico ha fatto sì che l'effetto di
deflagrazione abbia raggiunto il massimo livello, rischiando di spazzare via la
tensostruttura sotto la quale si svolgeva il concerto. (L)
www.metalinside.it
Live reports from S-HAMMER FEST, 20/07/2007
A questo punto tocca ad una delle
più letali e micidiali macchine da guerra italiane calcare il palco e cioè gli
INFERNAL POETRY. È veramente incredibile il livello di professionalità
raggiunto dalla band marchigiana, e ogni volta che li vedo suonare mi chiedo
come mai non abbiano ancora agguantato il successo che realmente meritano. Qui
ci troviamo di fronte a una band notevole, che non sfigurerebbe nei più grossi
festival europei, micidiali dal punto di vista esecutivo, dannatamente
coinvolgenti da quello scenico, con il frontman Paolo Ojetti vero animale da
palcoscenico oltre che grande cantante. “Freshapes” e “Crawl”, entrambe tratte
da “Beholding the un pure”, si mescolano alle nuove “Forbidden apples” e “They
dance in circles” e alla conclusiva (come sempre) cover di “Fear of the dark”,
e colpiscono in pieno volto il pubblico che finalmente ha abbandonato l'area
relax e ha raggiunto il palco (e da qui non si muoverà più fino alla fine dello
show degli headliner). Il loro sound, complice anche l'ottimo lavoro svolto dal
fonico della serata, è imponente, potente ma al tempo stesso chiaro e definito,
e permette di apprezzare al meglio sia il lavoro svolto dalle due asce
Galassi/Morbidoni che dall'incredibile sezione ritmica sorretta dal funambolo
Vagnoni dietro le pelli, coadiuvato dal gustoso lavoro al basso di Alessandro
Infusini. Io insisto, voglio gli Infernal Poetry in giro in Europa come vanto
della scena estrema italiana. Dopo tutti questi anni se lo meritano davvero.
www.EUTK.net
Tutta l'allegria pseudo-glam dei
Rain viene poco dopo spazzata via dal ciclone Infernal Poetry , una band capace
di stravolgere il pit grazie al primo vero e proprio pogo della giornata. I
marchigiani erano molto attesi dal pubblico presente, tant'è che più di un
centinaio di persone (forse 200) si riuniscono presso le transenne per
scapocciare, pogare, urlare e saltare sulle note di vecchi e nuovi successi del
combo italico. Un Paolo Ojetti in grandissima forma ha catalizzato le
attenzioni dei molti fan accalcati alle transenne, coinvolgendo il pubblico con
movenze forsennate, sudate, violente. Si barcamenava on stage colpendosi
ripetutamente il capo con pugni, saltando ed urlando e tutta questa
"scena" non ha fatto che rendere ancora più completo il set degli
Infernal. Come molti sapranno la band di Ancona non è mai stata particolarmente
apprezzata dal sottoscritto, che li segue dal debut "Not Light But Rather
Visible Darkness" senza riuscire mai a trovare un qualcosa di stimolante
nel loro sound, eppure al S-hammer il set del combo marchigiano mi ha tenuto
incollato con gli occhi sul palco. Una potenza devastante, un muro di suono
imponente, sorretto abilmente dalla sezione ritmica Infusini-Vagnoni, una band
tecnicamente ineccepibile che ha tenuto il palco per circa una quarantina di
minuti, sciorinando sia brani del nuovo Ep come "Forbidden Apples" ,
"They Dance in Circles" e "The Next Is Mine" sia vecchi
brani come "Fleshapes" e "Crawl" tratti da "Beholding
The Unpure". Peccato per una "Fear of the Dark" versione
ridotta, dato che in molti aspettavano con ansia proprio la cover dei Maiden.
Un set incendiario che ci ha tenuti impegnati in attesa degli headliner della
serata.
www.Ondalternativa.it
Il pubblico comincia ad essere
realmente presente sotto il palco quando salgono on stage i marchigiani
Infernal Poetry. La band riesce a mettere in scena una performance distruttiva
e tecnicamente perfetta. La setlist va a ripescare veri e propri gioielli del
calibro di Fleshapes , Crawl e brani estratti dall'ultimo
lavoro come They Dance in Circles e
Forbidden Apples . Il
pubblico apprezza la proposta della band tant'è che si può cominciare ad
intravedere nelle prime file il primo vero e proprio pogo della giornata. La
chiusura viene affidata dopo circa una quarantina minuti di set alla cover Fear Of The Dark degli Iron Maiden,
suonata in versione ridotta a causa del poco tempo rimanente.
www.Truemetal.it
Live reports from GODS OF METAL, 02/06/2006
Senza spararla troppo grossa, si
può tranquillamente affermare che nelle schizzate qualità degli Infernal Poetry
risiede il futuro dell’extreme metal italico: la band marchigiana, con l’ultimo
“Beholding The Unpure”, ha conquistato, a pieno merito, sperticate lodi un po’
ovunque, frutto di un sound originale, al passo con i tempi e assolutamente di
livello internazionale. Dal vivo, i ragazzi sono spigliatissimi, si muovono senza
tregua, pur suonando pezzi abbastanza intricati, e si impegnano tantissimo nel
trasporre in gesti la schizofrenia della loro musica. “The Frozen Claws Of
Winter”, “Crawl” e “Fleshapes” sono i brani meglio eseguiti ed apprezzati dal
quintetto, ormai padrone delle proprie forze e già esperto on stage. La
chiusura di Paolo Ojetti & Co., la bella cover di “Fear Of The Dark” degli
Iron Maiden, è un tripudio di mani alzate e grida inneggianti, nonostante –
lasciatecelo dire – dia parecchio fastidio vedere accorrere sotto il palco
gente esaltata ed adorante solo perché si stanno udendo le familiari note
maideniane, mentre poco prima si era assopiti al Sole. Certe abitudini non
moriranno proprio mai…
www.metalitalia.com
Ma il meglio doveva ancora venire:
infatti ecco arrivare i marchigiani Infernal Poetry che, con il loro death
metal senza fronzoli, hanno scaldato, se mai ce ne fosse bisogno, il pubblico
presente facendo diventare l’Idroscalo un vero e proprio campo di battaglia. La
loro esibizione si è aperta sulle note di “Hell Spawn" (tratto dal primo
album Not Light But Raher Visibile Darkness del 2002), seguita a ruota da
“Crawl”, “The Frozen Claws Of Winter”, “The Unpirifier”, “Fleshapes” (tratti
dall’ultimo album Beholding The Unpure del 2005) e ”From Mortal Body To Eternal
Soul” (tratto dal loro album di debutto Not Light But Raher Visibile Darkness).
Inoltre la band ha anche presentato in anteprima “The Next Is Mine" (che
sarà inserito nell’Ep intitolato Nervous System Checking che sarà pubblicato
nel mese di Ottobre) concludendo il loro show con una malefica ma allo stesso
tempo accattivante versione di “Fear Of The Dark” dei leggendari Iron Maiden.
L’esibizione di questo gruppo ha dimostrato, ancora una volta, quanto sia
cresciuta la scena metal estrema italiana che non ha nulla da invidiare ai
grandi gruppi europei e mondiali.
www.heavy-metal.it
INFERNAL POETRY supp. DISMEMBER - Tempo Rock (RE), 18/02/2006
Il concerto degli
Infernal Poetry è ovviamente stato di tutt'altra categoria: suoni migliori, una
presenza scenica di tutto rispetto e soprattutto un lotto di canzoni
semplicemente fantastico. "Hell Spawn" ha dato fuoco alle polveri,
subito bissata da "I Always Lay Beneath". Dopo questa violentissima
doppietta è stato quindi il turno di quello che è, a modesto parere del
sottoscritto, il capolavoro assoluto della band nostrana: "Crawl".
Suonata in maniera impeccabile e supportata da un pubblico finalmente
partecipe, la canzone ha portato l'intero show su livelli d'eccellenza, in quanto
da lì in poi gli Infernal Poetry e, in particolare, il frontman Paolo Ojetti,
hanno davvero dato spettacolo, tenendo il palco alla grande e suonando con una
partecipazione e una precisione allucinanti. "The Unpurifier" e
"The Frozen Claws Of Winter" sono stati due altri momenti
indimenticabili nel breve show, che è purtroppo stato concluso anzitempo per
dare spazio alle altre band, ma che ha comunque confermato gli Infernal Poetry
come una delle realtà più belle del death metal nazionale e non.
www.Metalitalia.com
INFERNAL POETRY + DARK LUNACY - Anomalia (Prato), 11/02/2006
Chiuso il set
degli Weirdream tocca agli Infernal Poetry salire sul palco. Impressionante,
poco altro c'è da dire sul loro set: brani potentissimi e molto vari ed una
presenza scenica, un carisma ed una carica assolutamente sconcertanti; anche se
il pubblico, fatto salvo alcuni scalmanati sotto il palco, non risponde con
altrettanto calore ed energia il gruppo macina uno dopo l'altro brani vecchi e
nuovi senza errori e senza cali di tensione, un live-show da
superprofessionisti quali gli Infernal Poetry sono, che si chiude, come il loro
nuovo disco, 'Beholding The Unpure', con una cover della maideniana 'Fear Of
The Dark' cantata quasi completamente dai folli sotto al palco. Brillantissimi.
www.Metallus.it
INFERNAL POETRY + GRIMNESS - Oddly Shed (Caserta), 11/03/2005
Arriva finalmente
l'attesissimo momento e l'Oddly Shed si appresta a contemplare l'impuro che,
sottoforma di death metal dalle mille facce, si va a materializzare sul palco.
Lo spettacolo si apre con "Crawl" durante la quale, per un problema
occorso alla chitarra di Daniele Galassi, si riesce ad avere soltanto un
assaggio della violenza che andrà ad investire il locale che verrà subito
concretizzata con "From Mortal Body To Eternal Soul" estratta dal
positivissimo debut. "The frozen claws of winter" e la stupenda
"Unpurifier" fanno scaldare il pubblico, facendo rendere conto a chi
non aveva mai avuto l'onore di assistere ad una loro gig di trovarsi di fronte
a dei veri e propri fenomeni. Il frontman Paolo Ojetti è un animale da palco:
si dimena (tanto da rompere ben due microfoni nell'arco dell'intero concerto),
gestisce la scena da vero protagonista mostrandosi in tutta la propria
versatilità vocale che non fa una piega. Gli altri componenti non gli sono da
meno e il nuovo arrivato Alessandro Vagnoni mostra di aver ormai pienamente
colmato il posto lasciato vuoto dal vecchio drummer Andrea Rabuini. L'apice del
concerto arriva durante la devastante "'Till The Seventh Sky" (un'altro
dei tre brani estratti da "Not Light.." proposti questa sera ): il
pubblico si scatena e la band, la cui forma cresce esponenzialmente con lo
scorrere dei brani, sa come infierire con un'esecuzione di una violenza
inaudita che supera in impatto, per quanto possibile, la versione proposta in
studio. Dopo un breve siparietto, in cui il vocalist ringrazia il pubblico
campano della calda accoglienza ed accetta volentieri un sorso di Aglianico
(vino rosso locale) gentilmente offertogli, il massacro riprende senza soste
con i brani estratti dall'ultimo album capolavoro: "Fleashapes",
"The Punishment", "Blood spilled for a Spell" seguiti da
"Hell Spawn". A chiudere, con apprezzamento di tutti i presenti, dopo
il bis di "Crawl" (stavolta eseguita senza danni) e come era già
avvenuto sul disco, arriva la spettacolare cover di "Fear Of The
Dark" con cui si consuma il massacro in quel di Caserta.Una serata
spettacolare in cui i marchigiani hanno dato l'ennesima dimostrazione di essere
una band solida, affiatata ma anche e soprattutto originale e concreta. Quando
Daniele Galassi e co. impugnano gli strumenti, sia per comporre che per
esibirsi dal vivo, in ambito italiano non ce n'è per nessuno. Infernal Poetry:
qualunque amante del death per cui questo nome è soltanto un accoppiamento di
parole dissonanti vada ad informarsi perchè non ammirarli significcherebbe far
passare inosservato uno dei cardini dell'attuale scena estrema italiana. La
notte ormai è giunta, l'impuro si è impadronito dell'Oddly Shed e dalle sue macerie
emergono sultanto i suoni folli, deviati e spiazzanti di una serata da
ricordare.
www.Heavy-metal.it
FOR OLDER REPORTS PLEASE VISIT OUR OFFICIAL PAGE AT WWW.INFERNALPOETRY.COM...
|