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Albanopower (video in the kitchen)



Last Updated: 12/9/2009

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Saturday, November 21, 2009 
dopo una pioggia di recensioni, da Rolling Stone a Famiglia Cristiana, eccoci sul mensile Rockerilla di Novembre/Dicembre. Sarà l'ultima del 2009? mi sa di si.
grazie a TUTTI  per il supporto e la stima.
Un caro saluto

Lorenzo

(ecco l'inizio dell'intervista che troverete per intero su Rockerilla..)

albanopower
I got the (Albano) Power

Il nome Albanopower rimbalza per mesi da una pagina all'altra del web e finisce fra le braccia della 42records, la label romano/bolognese che ha in catalogo un altro hype caldissimo chiamato My Awesome Mixtape: questo è il potere del blog e del passaparola ipercinetico della rete. Lorenzo Urciullo, chitarrista e vocalist del gruppo siracusano, si siede al tavolo di un wine-bar e mi racconta il "caso" Albanopower...

recensione

ALBANOPOWER

Maria's Day

Raffaele Zappalà 8/10

Anni di ascolti casalinghi, ore spese in sala prove, due EP e una curiosa serie di cover
per scaldare gli animi, poi, finalmente, l'album di debutto. Evocativo affascinante, "Maria's Day" è la prova che non di solo hype si tratta: le tredici canzoni firmate dai siracusani Lorenzo Urciullo e Toti Valente si sciolgono in voci di miele e accordi luminosi secondo gli aurei insegnamenti della scuola Thomas Morr e dei nostrani Yuppie Flu ("Wash"), in altri momenti prevale un mood introverso che sbriciola ritmi, armonie e melodie nella magica polvere Kraut-pop dei Notwist ("My uncle", "We're Santa's Elves"). Gli Albanopower sono già pronti per il prossimo (grande) passo: rifare per intero "Mellon Collie", il monumentale doppio album degli Smashing Pumpkins. Staremo a vedere.


Wednesday, November 04, 2009 
3 novembre 2009

Video esclusivo: Albanopower cover The Deftones!


Tanto per farvi capire…
Pantalica si trova su un altopiano, circondato da canyon formati nel corso dei millenni da due fiumi, l’Anapo e il Calcinara.
L’Anapo è un fiume della Sicilia il cui nome, in greco, significa invisibile, per il fatto che in molti punti del suo percorso s’ ingrotta nel sottosuolo, divenendo appunto invisibile.
Pantalica è costellata di necropoli in tutto il suo vasto territorio: quella di nord-ovest , una delle più antiche della zona, dove abbiamo girato il video è del XI-XII sec. a.C (ci sono oltre 5000 tombe a grotticella artificiale, scavate nella roccia).
Mi è sembrato divertente suonare be quiet and drive dei deftones (gruppo nu-metal statunitense, formatosi a Sacramento nel 1988 – per chi non li conoscesse -) in un contesto anni luce diverso dal loro immaginario e con strumenti acustici quali banjo e chitarra, senza microfoni senza trucchi sulla voce etc. “ this town don’t feel mine I’m fast to get away”  è quello che avrebbe potuto tranquillamente cantare un megarese nel 728 a.C. alla corte del Re Hyblon.
Il video è stato girato da Gabriele Galanti per  Tunafishbanda, e suonato da Lorenzo Urciullo e Giovanni Caruso ,  un ringraziamento speciale va a Livia Rao e Alessandra Trainiti per il reportage fotografico della giornata.
Buon ascolto amici di Vitaminic.

ecco il lilink :


Friday, October 09, 2009 
Fuori Dal Mucchio Numero Ottobre '09
A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini

Albanopower

AlbanopowerNon è facile registrare un disco d’esordio che sia al tempo stesso convincente, propositivo e godibile da ascoltare. Gli Albanopower ce l’hanno fatta. Il loro “Maria’s Day” (42 Records/Halidon) riesce ad essere un disco zeppo di citazioni musicali varie ed eterogenee con un’anima è un progetto di un certo tipo alle spalle. Ne parliamo con Lorenzo.


Prima di tutto: complimenti. Tra i dischi italiani usciti quest’anno, “Maria’s Day” è sicuramente quello più eclettico e con i riferimenti più variegati ed insoliti. Come siete arrivati alla formula di questo disco? Riuscite a tracciare una sorta di percorso della band?
Prima di tutto: grazie per il complimento. È vero, il disco è pieno di riferimenti e mi fa piacere che qualcuno ogni tanto se ne accorga. “Maria’s Day” ha avuto una lunghissima gestazione (un anno circa), i motivi sono vari. Lo abbiamo arrangiato, pensato, suonato, missato, amato e odiato in due: io e Toti. Inizialmente con pochissime macchine, via via abbiamo arricchito lo studio con pre-amp, nuovi microfoni e una miriade di strumenti e strumentini acustici ed elettrici. Si è fatto un vero e proprio percorso di ricerca sonora, vedendo film, ascoltando vecchi vinili, girando per Siracusa con gli iPod pieni zeppi di “rock”, leggendo libri, fumetti, andando ai concerti, tutte cose che inconsciamente (e non) sono andate a confluire  sul disco in fase di registrazione.

Trovo che il punto di forza del disco siano i suoni. Spesso si ascoltano dischi poco curati, volutamente sciatti. La vostra proposta invece vede il suono come elemento quasi fondamentale. Pensate alla necessità di un “respiro internazionale” come un modo per emanciparvi rispetto al magma dell’indie nostrano?
Sui suoni siamo maniacali, a volte paranoici. Abbiamo passato intere serate alienati a filosofeggiare su quale suono dare al rullante, alle chitarre, al basso. Non lo facciamo per emanciparci dal magma, lo si fa per passione, ci viene naturale  parlare della differenza fra  gli AC30 e i Twin, fra Celestion e JBL… per questo siamo single. La verità è che ci piace  “gasarci” riascoltando le nostre registrazioni! Il respiro internazionale che si percepisce credo sia dovuto ai nostri ascolti più esterofili che “italioti”, anche se siamo dei campanilisti, soprattutto in campo alimentare.

Il disco sottolinea soprattutto un processo di scrittura eterogeneo. Ascoltando “Maria’s Day” mi sono venuti in mente molti nomi come Stereolab, Blonde Redhead, Grandaddy solo per citarne alcuni. Come le vostre influenze confluiscono nella scrittura? E, soprattutto, le vostre canzoni nascono come collettivo o come intuizioni singole che magari portano determinati background rispetto ad altri?
Ecco, Stereolab, Blonde Redhead e Grandaddy non erano mai saltati fuori come riferimenti. È fantastico. In ogni recensione di “Maria’s Day” si tirano in ballo dei nomi nuovi, alcuni che non conosciamo neanche. Dall’uscita del disco a oggi saranno stati una quarantina i gruppi coinvolti nelle critiche. Questo mi fa pensare che siamo, in parte, riusciti nel nostro intento: spiazzare l’ascoltatore ma nello stesso tempo farlo sentire a “casa” tramite la forma canzone. Come ti dicevo, le influenze confluiscono nella scrittura in modo naturale. Le nostre canzoni non nascono come collettivo e non vengono fuori da session in sala prove. Nascono fra il mio divano e quello di Toti e poi sviluppiamo le idee direttamente in studio con l’apporto di Andrea, Carlo, Giuseppe e Grace. Il mio background e quello di Toti sono simili, quindi raramente abbiamo diatribe nella scelta dei suoni o sugli arrangiamenti (uso dei riverberi a parte, li ogni volta partono liti interminabili).

Com’è nata la collaborazione con la 42 Records?
Conosco Emiliano da prima della nascita della 42 Records. Alla base c’era già un’amicizia che ci ha permesso una collaborazione più rilassata. Giacomo Fiorenza lo conoscevo di fama. La sua esperienza con la Homesleep è stata fondamentale per lo sviluppo del rock alternativo in Italia. C’è un rapporto bellissimo anche se viviamo a più di mille chilomentri di distanza. Ci sentiamo costantemente anche per consigli extra-musicali. Con Emiliano parliamo spesso di cucina mediterranea, per esempio. È stata una piccola scommessa, per loro e per noi. In pratica l’abbiamo vista nascere. Un giorno Emiliano mi chiama e mi fa: sto mettendo su un’etichetta, si chiamerà Catapult Records. Ecco come nasce la  collaborazione con la 42 Records. Anche se la canzone dei R.E.M. è sparita dal nome.

Le uscite dell’etichetta sono caratterizzate dal già citato “respiro internazionale”. Pensate/sperate all’espatrio per cercare un bacino d’utenza più grande e, magari, più ricettivo?
Non sono d’accordo sulla poca ricettività del pubblico italiano. È pigro, quello si. Però se si trovano insieme in un locale con una buona acustica e l’impianto decente, si scatenano più dei polacchi. Ma qui il discorso è parecchio complicato, dovremmo parlare dei gestori, dei magazine, dei musicisti e di tutti gli addetti ai lavori. Ti dico solo che molte band italiane che vanno all’estero suonano in buchi con trenta persone per 100 euro e tornano in Italia sparando a zero su tutto solo perché hanno venduto 3 copie del disco a Dublino. Quindi si, siamo pro-espatrio assolutamente, perché fuori il circuito è sicuramente più grosso, ma bisogna procedere con i piedi di piombo.  

Come viene percepita la vostra musica in Italia? Le recensioni sono molto positive e questo tipo di indie ha da tempo un terreno fertile nei “giri” di casa nostra.
Ti posso parlare della dimensione live della band, le ultime date sono andate benissimo e abbiamo venduto parecchie copie del disco, siamo piaciuti pure ai mitici Kula Shaker (abbiamo diviso il palco con loro a Castelbuono). Sicuramente il nostro punto di forza è il live. Siamo in cinque sul palco ed ho l’onore di suonare con dei musicisti strepitosi. La stampa ci ha accolto benissimo, poche critiche e tanti elogi, quindi al momento tutto OK. Il terreno è fertile ma può dare di più in termini di resa.

Dov’è, secondo voi, l’ipocrisia del non parlare mai male di nessuno e l’apparente situazione di stallo della musica italiana? Ve lo chiedo perché spesso quest’accusa viene mossa a noi critici ma pare anche che tra le band si sia tutti amici…
Questo è un problema serio. Per quanto mi riguarda cerco di essere sempre onesto e dico sempre ciò che penso (non è una canzone di Jovanotti e non è il solito cliché). Non ho difficoltà ad affermare che quelli di Dente e de Le Luci Della Centrale Elettrica sono dei dischi bellissimi, ma sono prodotti sopravvalutati, mentre un personaggio come Cesare Basile, per esempio, che suona e scrive molto meglio (sempre secondo me) è sottovalutato e non si becca né copertine, né Premi Tenco. Per non parlare poi della qualità di registrazione e del live dei suddetti: con tutto rispetto, Parish non è Canali. Esempi anglofoni? gran parte della scena pseudo-wave italiana con la cassa in quattro, insopportabili! Inquinano i festival e i club ovunque con il Reason e le chitarre scordate! Però: "Disapprovo ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo"  dal ”Trattato sulla tolleranza” di Voltaire, pubblicato nel 1763. La maggior parte dei giornalisti musicali di nuova generazione non ha  un substrato adatto per dare giudizi, non ascoltano musica, o la ascoltano sommariamente sul MySpace e per fare citazioni fighe all’interno delle recensioni consultano Wikipedia. Molti  arrivano sull’hype e si parla sempre di “gruppo rivelazione” facendo parallelismi assurdi. Poi c’è la moda della “scoperta” sono tutti a caccia di geni. Critiche del tipo: “i Disco Drive sono un gruppo fantastico e sanno suonare, ma sono la brutta copia dei Q And Not U”, potrebbero essere  più costruttive di slogan come: “è nata una stella”! In questo caso il giornalista avrebbe una funzione pedagogizzante di divulgazione della conoscenza e acquisterebbe più credibilità verso il lettore. Io compro ancora i magazine ma sto pensando seriamente di smettere. Noto pure una certa tendenza a stroncare le seconde uscite dei “geni”, come se ne servissero sempre di nuovi.

Tornando all’attualità. Adesso che il disco è pubblicato, cosa farete? Chiaramente immagino sia solo il “primo” passo.
Suonare tanto dal vivo (anche se per noi siciliani è una tripla fatica rispetto ai colleghi padani o laziali) e continuare a comporre. Noi siamo degli stacanovisti, quest’anno abbiamo fatto le colonne sonore per due cortometraggi, un booktralier, svariati inediti e remix che abbiamo sparso per blog, siti, compilation, pubblicato un libro dal titolo “Albanopower: storie dal basso dei cieli” per la Melino Nerella Editore, e adesso ci siamo impelagati nella follia Albanopumpkins (si tratta del rifacimento integrale di “Mellon Collie…”) che finiremo fra dieci anni credo! A metà ottobre uscirà un nostro nuovo video a cartone animato e una cover di  Piero Ciampi per dicembre. Come vedi non ci annoiamo mai.

Contatti: www.myspace.com/albanopower

Hamilton Santià
Tuesday, September 22, 2009 
recensione Mucchio selvaggio anno XXXIII n° 660/661 luglio/agosto 2009

Albanopower
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maria's day (42/halidon)

E' pure vero che la scena indie italiana, benchè inconsapevolmente, elegge spesso la sfiga a proprio nume tutelare, ma quando ci si trova ad ascoltare dischetti come questo primo album degli albanopower è quasi impossibile non "perdonare" al circuito tutti i suoi scivoloni in termini di chiusura mentale, artificiosità ed eccessi autoreferenziali.
Nello splendore della campagna siciliana, il mini-collettivo di Siracusa governato da Toti Valente (batteria, tastiere, voce) e Lorenzo Urciullo (chitarra, tastiere, voce) ha infatti concepito un gioiellino aggraziato ed evocativo, frutto di un abbraccio genuino e appassionato fra pop-rock ed elettronica casalinga. Oltre al suono, ben articolato anche se legato a schemi un pò risaputi, colpisce comunque l'ispirazione del songwriting, in bilico fra suggestioni malinconiche- accentuate dal canto in inglese, soffice ed etereo- e verve ritmica, ma attento a non eccedere troppo nè in un senso nè nell'altro: echi new wave (quella vera, degli anni 80) e soluzioni piuttosto popolari, in ambito "alternativo", soprattutto all'inizio di questo decennio, si incontrano insomma in tredici episodi dove gusto, equilibrio ed emozione soffocano qualsiasi eventuale capriccio di pretensiosità.

Federico Guglielmi
Friday, September 18, 2009 
>> ALBANOPOWER Maria's day (Halidon)

Ecco un gruppo italiano che mastica e sputa la psichedelica britannica
come dio comanda, concedendola di Folk, pop, beach boys ed elettronica.
Vengono da Siracusa, scrivono e registrano in un casale nascosto in un limoneto. S'immergono nelle melodie, ma conoscono le acque del rock e superano a destra le piccole inevitabili ingenuità.
(PSICANDPOP)
***
Sunday, September 06, 2009 
Image and video hosting by TinyPic
Saturday, September 05, 2009 
ECCO IL LINK DIRETTO ALL'ARTICOLO

BAI!

http://www.italianembassy.it/?p=2237#more-2237
Saturday, August 29, 2009 

9 agosto. Albanopower da Siracusa, lead vocal il chitarrista Lorenzo Urciullo (l'unico non siracusano purosangue), per andare di sintesi, eccezionali. Poprock chitarristico e chitarrismi post, accordini funky e momenti psichedelici, grande cura nella costruzione dei pezzi, grande lavoro di batteria a livello di arrangiamento. Cover del classico massiveattackiano Teardrop (più famosa la loro Love Will Tear Us Apart) e bis natalizio, come nel loro stile crepuscolar-scazzato, White Christmas. Su disco, tra tante cose sparse a gratis per il web, Maria's Day per 42 Records. Per chi scrive, il gruppo di questa edizione
Thursday, July 30, 2009 


- Albanopower su MySpace

- Video di "Merry Christmas Darling"

- Se siete degli organizzatori di eventi o vorreste che gli Albanopower facciano un concerto dalle vostre parti contattate la Cottonfioc Management a questo indirizzo email:
booking@cottonfioc.net
o chiamateli al:

Prossime date live:

- 3 agosto a Sampieri (RG) "Musafestival"
- 5 agosto a San Leone (AG) al "Temple of Rock Festival"
- 9 agosto a Castelbuono (PA) all' "Ypsigrock Festival" (with Kula Shaker)
- 29 agosto al Qubba a Catania, rassegna "Sporca Estate".

Albanopower's playlist:
1) Old tv
2) We're Santa's Elves
3) Love will tear us apart (non inclusa in "Maria's Day")
4) Please please
5) My Uncle
6) Merry Christmas Darling
Friday, July 10, 2009 
Finalmente online su Rockit la nuova compilation interamente dedicata alla musica italiana che più ci piace.
Questa volta non poteva che essere in linea con la stagione calda che stiamo vivendo.
Una raccolta estiva che comprende, tra gli altri, brani di Alborosie, Brunori SAS, Camillas, Bob Corn e i nostri albanopower.
Si scarica gratuitamente. Qui.
http://ww2.rockit.it/compile/Rockit2009v...
Sul numero estivo del Mucchio (Luglio - Agosto) è comparsa un'interessante recensione di Maria's Day a firma - prestigiosissima - Federico Guglielmi.
Questi i passi salienti:
"Nello splendore della campagna siciliana, il mini-collettivo di Siracusa ha concepito un gioiellino aggraziato ed evocativo, frutto di un abbraccio genuino e appassionato tra pop rock ed elettronica casalinga..."
Nel frattempo la band è pronta a trascorrere i mesi caldi con una serie di concerti nella loro splendida isola. Qualcuno anche insieme a qualche nome illustre...
Rimanete in contatto, sono previste sorprese!
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