Fuggi, amico mio, nella mia solitudine! Io ti vedo stordito dal rumore dei grandi uomini e trafitto dal pungiglione dei piccoli
Dove cessa la solitudine, là comincia il mercato e dove incomincia il mercato, là incomincia anche il rumore dei grandi commedianti e il ronzio delle mosche velenose.
Lontano dal mercato e dalla fama avvengono tutte le grandi cose: lontano dal mercato e dalla fama abitarono da sempre gli inventori di nuovi valori.
Fuggi, amico mio, nella tua solitudine: ti vedo trafitto da punture di mosche velenose.
Fuggi là dove spira unaria rude e forte!
Fuggi nella tua solitudine! Vivesti troppo vicino ai piccini e ai miserabili.
Sfuggi alla loro invisibile vendetta. Contro di te essi non sono altro che vendetta.
Non levare più il braccio contro di loro! Sono innumerevoli e non tocca a te di fare lo scacciamosche Tu non sei pietra, ma fosti già scavato da molte gocce. Ti infrangerai e scoppierai se ti scaveranno molte gocce ancora.
Fiaccato ti vedo dalle mosche velenose, ti vedo trafitto a sangue in cento punti; e il tuo spirito non vuole nemmeno adirarsi
Sangue vorrebbero da te in piena innocenza, sangue bramano le loro anime esangui e per questo pungono in piena innocenza.
Ma tu profondo, soffri troppo profondamente anche di piccole ferite; e prima ancora che tu sia guarito, lo stesso verme velenoso ti striscia sulla mano.
Troppo fiero sei per uccidere questi ingordi. Ma bada che non ti diventi fatale portare su di te la loro velenosa ingiustizia
Sì,amico mio, tu sei la cattiva coscienza per i tuoi vicini, poiché essi sono indegni di te.
Perciò ti odiano e sarebbero lieti di suggere il tuo sangue.
I tuoi vicini saranno sempre mosche velenose; ciò che in te è grande non può che renderli più velenosi e sempre più simili alle mosche.
Fuggi,amico mio, nella tua solitudine e là dove spira unaria rude e forte!
Non tocca a te di fare lo scacciamosche.-
Così parlò Zarathustra
Friedrich Nietzsche, "Delle mosche del mercato" da "Così parlò Zarathustra"