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UNDERSCORE



Last Updated: 11/21/2009

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Country: IT
Signup Date: 5/6/2006

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Wednesday, October 28, 2009 

Category: Music


Di rock band, prive di chitarre, in giro non ce ne sono poi tantissime e, spesso, il risultato non è certo dei più soddisfacenti.
Non è questo il caso degli Underscore: band campana composta di tre elementi (batteria, tastiera e basso) che presentano una miscela di post-rock e new-wave.
Il solco in cui si muovono è  quello della miglior tradizione alternative internazionale con echi di sonorità lontane (soltanto geograficamente).
Quando parte “Children on birthday” quello che colpisce sin dalle prime battute è l’uso della voce di Pasquale Aliberti: multi sfaccettata e dai mille colori atmosferici. Il groove composto da batteria, sequencer e tastiere rilascia poi il marchio di fabbrica di un sound mai anonimo.
“A thousand universes” è a metà tra i Mercury Rev e una new-wave morbida e sognante: la voce sembra provenire da un pianeta a noi lontano, così come la batteria che silenziosa si fa strada tra i meandri della struttura armonica, ed ecco, poi, il piano incalzare ed aprire una breccia per far sprofondare il tutto in un post-rock diretto e senza fronzoli.
“It has left” è incalzante affidata a una linea di basso che si traveste new-wave e guida una voce che sa compiere bene il suo percorso.
Ci rendiamo perfettamente conto che la proposta degli Underscore non è delle più semplici, ma questi tre ragazzi con un po’ d’esperienza in più e un piglio più diretto ed energico potrebbero davvero fare grandi cose.
Speriamo bene quindi.

Giuseppe Gioia

Monday, September 07, 2009 
Spesso si sente dire che molti dei gruppi emergenti sono la “cover band non autorizzata” di gruppi dal più prestigioso blasone. In questi giorni ho avuto la conferma di come, negli ultimi tempi, qualcosa invece si stia muovendo nel senso opposto a questa affermazione. Ringrazio per questo, Pasquale Aliberti, Carlo Barra e Diego Maria Manzo, rispettivamente bassista- voce, tastierista e batterista degli Underscore. Gli Underscore, e credo di poterlo dire tranquillamente, rappresentano una parentesi ben lieta nell’ambiente rock-melodico campano, se non altro per la particolare line-up, caratterizzata dall’assenza della chitarra e per la massiccia presenza delle tastiere e sinth, utilizzate ad arte da Carlo. Il buon  Diego Maria Manzo, fa sul serio in tutti i pezzi e quando sembra arrivi uno scontatissimo controtempo, ecco che le sue radici jazz interrompono la retta linea del “tempo”. La voce di Pasquale,molto pertinente per il genere, è allo stesso tempo umile e discreta, nel senso che, quando la musica diventa melodia( più che rumore), la voce dovrebbe essere quasi percepita come uno strumento aggiuntivo, sicché da non rubare la scena. Queste caratteristiche sono tutte ben inserite in “A day will come”, un EP uscito a luglio 2008 e che fa ben sperare per una prossima, eventuale e speriamo più decisa uscita discografica…

VOTO: 8
Wednesday, August 26, 2009 

Underscore | Children On Birthday/...a Day Will Come...

Un suono denso generato da melodie dirette. Qualcosa che scivola nell'apparato uditivo come fosse una gelatina. Una sensazione di caldo o semplice tepore che si sviluppano nel padiglione auricolare a seconda della traccia ascoltata. In pratica si propaga in forma liquida la musica degli Underscore. Un fenomeno inconsueto nel panorama musicale attuale. Qualcosa che però lascia ulteriore spazio alla possibilità di un definitivo miglioramento. Insomma si avverte una sorta di necessità volta a definire i margini del bozzetto per farlo giungere ad una forma definitiva. Tutto questo senza che i due Ep presentati perdano in luce propria. Anzi per molti versi il risultato resta totalmente positivo ed originale. Solo che la sperimentazione di "un approccio melodico alla composizione del rock contemporaneo" come si esprimono nel loro pamphlet divulgativo, rappresenta una esplorazione appena iniziata. Questa oltre ad aprire un nuovo scenario, sino ad ora con risultati positivi come dimostra l'ascolto dei due Ep, necessità di essere ancora approfondita. L'unico vero peccato sarebbe se questo gruppo non continuasse a sperimentare in questo senso. Per ora il mattino, ha l'oro in bocca.
Federico Cifani
Sunday, July 05, 2009 
Underscore
Children On Birthday
di Cristina Fontanarosa

Tra le centinaia di gruppi indie-rock che affollano il panorama campano gli Underscore riusciranno ben presto a ritagliarsi uno spazio tutto loro grazie alla particolarità del loro sound e al coraggio delle loro scelte. Il trio salernitano nei quattro pezzi di “Children On Birthday” dà un assaggio agli ascoltatori del percorso intrapreso. Nati nel 2003, dal 2006 senza chitarra nella line-up, gli Underscore passeggiano in atmosfere dark ma tengono al contempo lontana l’angoscia, alla quale un certo tipo di musica ci ha abituati, in favore di canzoni che trasportano chi ne ha voglia in un’atmosfera onirica, lunare.Children on Birthday apre l’album omonimo con fascinazioni che rimandano a paesi scandinavi e già dal secondo ascolto non si lascia dimenticare. Da segnalare anche It has left dotata di una buona sezione ritmica che accompagna l’EP alla fine in maniera graduale.
Da menzionare infine la partecipazione del gruppo alla “Bulbartindie Compilation Vol. 2”, scaricabile gratuitamente per chi volesse prendersi il tempo di ascoltare nuovi talenti.


http://www.lascena.it/nuovo/recensione.php?id=804

Wednesday, June 24, 2009 
A meno di un anno dal precedente lavoro in studio, gli UnderScorE tornano sulla scena musicale con un nuovo EP intitolato “A day will come”. L’evoluzione c’è, e si sente: la band si discosta vagamente dalle cupe atmosfere di “Children on birthday” per virare verso orizzonti sonori decisamente più elettronici, cadenzati da ritmiche più sostenute e caratterizzati da un miglior utilizzo delle tastiere e della voce. Ottima ed efficace l’apertura affidata ai beat sintetici di “You know your crime”, ma è col brano intitolato “Not beyond tomorrow”, perfetta sintesi delle doti compositive degli UnderScorE, che l’opera raggiunge il suo punto più alto. Pur trattandosi anche in questo caso di un EP autoprodotto, il suono si fa più avvolgente e meno indefinito rispetto a quello delle prime pubblicazioni della band, segno di una maggior qualità di registrazione e di missaggio. Non possiamo che aspettarci quindi un’ulteriore crescita nelle future produzioni di questi ragazzi, che han fatto della sperimentazione sonora, applicata a brani estremamente validi, un vero e proprio marchio di fabbrica.

82/100

Maurizio Baldassarre




http://www.artistsandbands.org/ita/modules/recensioni/detailfile.php?lid=1356
Wednesday, April 01, 2009 

Current mood:  blissful
 
Dal 30 Marzo 2009
UNDERSCORE
con il brano
A THOUSAND UNIVERSES 
all'interno della AlkaCompilation Vol. 1 (etichetta AlkaRecord)
in distribuzione digitale Believe Digital Italia sui maggiori e-stores
e in vendita su supporto fisico CD direttamente online tramite AlkaRecord e
sullo shop della community 
Rockit

Scarica gratuitamente un mp3 sample  dei 15 brani della compilation comprensivo di copertina CD e scheda promozionale!

DISTRIBUZIONE DIGITALE PRESSO I SEGUENTI E-STORES :
(disponibile download del singolo brano o dell'intera compilation)
CANALI DI DISTRIBUZIONE COMPILATION SU SUPPORTO FISICO CD:
Thursday, February 05, 2009 

Category: Music

Da Rock shock (Valentina Generali) :

Non si può dire che gli Underscore non siano bravi. Anzi. Sono una chicca nel panorama musicale italiano del genere. Forse unica. Seguaci del rock alternativo che insegue le melodie del post rock, della new wave e del dark, fanno delle tastiere e della voce soave del cantante i protagonisti indiscussi dell'intero loro lavoro.
Il sound richiama le melodie alla Placebo e la loro musica sofferta e sofferente che gli Underscore, italianissimi nonostante il nome della band e i testi in lingua inglese, plasmano e traducono
per la scena italiana.

Pasquale Aliberti alla voce e al basso, Carlo Barra alle tastiere e Diego Maria Manzo alla batteria si incontrano nel 2003, anno in cui si uniscono per formare una cover band. L'anno successivo iniziano però a comporre musica propria e nel 2005 registrano il primo demo.
E' nel 2007 che compongono il loro primo ep Children On Birthday e nel 2008 registrano un secondo mini ep chiamato A Day Will Come. I due demo sono composti da 4 brani; si parte con Children on Birthday dove le tastiere e la voce soave di Aliberti chiariscono subito il tipo di musica che intendono fare gli Underscore. Si continua con A thousand universes e il suo lungo assolo di tastiere e basso, più rock Their lives not mine sempre dominata dalla voce di Aliberti. E ancora You know your crime, che dà il via ai brani del secondo demo. In The destruction l'uso della tastiera sembra trasformato quasi fosse una pianola giocattolo mentre Not beyond Tomorrow è forse il pezzo culminante.
Non c'è che dire, gli Underscore sono bravi, si sente la passione nella loro musica, la voglia di far emergere un genere poco italiano, il punto sta nel capire se il nostro paese, così legato a certe tradizioni musicali sia pronto o meno ad un balzo del genere.

Friday, January 30, 2009 

Category: Music

Sunday, December 21, 2008 

Category: Music

Da Sysix webzine :

................

Si sono incontrarti nel 2003 ed hanno lasciato che la loro
empatia divenisse armonia tra suoni e individualità … Dopo il successo di
“Chindren on birthday” esce il loro terzo album “A day will come”. Sono gli Underscore
che continuano ad associare alla leggerezza di una voce il trasporto di un
basso,una batteria e un piano attraversando ricordi, scomode consuetudini e
speranze lungo un’ondata singolare di impeto libero e per questo creativo.



Tuesday, December 02, 2008 

Category: Music
Da Impatto Sonoro (Lorenzo Tagliaferri) :

..............

..


La combinazione tra tastiere, batteria e basso è forse
quanto di più interessante la musica riesca a produrre. Quello che per molti
potrebbe essere un deficit, cioè la mancanza di un chitarrista che fornisca una
linea melodica o ritmica in un gruppo, per questo terzetto di musicisti
auto-prodotti, diventa un gran bel pregio. È certo che alcuni interludi di
queste due demo si trascinano un po’ stancamente attraverso il loro fluire,
svuotano la complessiva composizione dei pezzi in un certo senso, ma non è la
ricerca di un capolavoro inossidabile al tempo che ci si appresta a fare in
questi 40 e poco meno minuti di melodia puramente rock. A dir la verità un
chitarrista gli Underscore lo anche avevano, almeno fino al
2006, cioè quando hanno scelto di proseguire con una line-up priva di chitarra.
la loro decisione è premiata da loro stessi, dalla solidità della sezione ritmi
ca che ha il grande pregio di non mortificare le combinazioni melodiche tra
voce e tastiere. Gli Underscore sono Pasquale Aliberti (basso,
voce), Carlo Barra (tastiere), Diego Maria Manzo
(batteria) e quello che ci regalano in queste due demo è un concentrato di
delicate sensazioni e melodie assai ben architettate. Questa non è la
celebrazione vanagloriosa semplicemente costruita attraverso le parole, a
parlare sono i fatti che li vogliono come ouverture in concerti di artisti del
calibro di Coolio, gli Stadio, The
Zen Circus
e The Niro, oltre naturalmente a vari
riconoscimenti che ne fanno una bella promessa sul panorama musicale nostrano.
Le due demo sono composte da quattro pezzi l’una, nella media dei 4-5 minuti
l’uno. La prima demo Children on Birthday risulta avere
sonorità più cupe e lente rispetto a A day will come, dove la voce di Pasquale
si alza di un tono per seguire melodie più veloci e ritmate dettate dal lavoro
di Diego Maria alla batteria. Proprio volendo effettuare una scelta tra gli 8
brani totali delle due demo ci si può abbandonare alle arie sognanti di A
thousand universes
, o al lungo gioco ritmico tra tastiere e basso (quasi 7
minuti) di It has left, passando poi attraveso  le superbe e mai
esagerate linee vocali di Not beyond Tomorrow, forse la
composizione che merita il riconoscimento di miglior brano delle due fatiche.
Sappiamo quanto è difficile nel nostro grande paese emergere in campo musicale
senza scegliere un determinato stile o genere. Sarebbe un peccato se questa
band, che mostra ampi margini di miglioramento, non trovasse lo spazio dovuto a
chi come loro sa produrre un suond assolutamente riconoscibile e fuori
dall’ordinario.