Status: Single
City: Reggio Emilia
Country: IT
Signup Date: 5/18/2006
|
|
|
|
Thursday, December 17, 2009
 |
Category: Music
Stoop
Stoopid Monkey In The House
SITOWEB:www.myspace.com/stoopmusic
www.prismopaco.com
VOTO:9/10
ETICHETTA:Prismopaco Records
TRACKLIST:1 Fire On My Cheap Sunburn 2 Faster Than Me 3 The Entertainer 4 Chupacabras & Fries 5 Sleeping Awake 6 Honeymoon 7 Move On Up 8 Atlantico 9 Garbage In Space 10 Hovercraft 11 Drum Up 12 Fixing My Head 13 Lesson#2-How To Handle Your Entire Existence 14 Ghost Track Fire On My Cheap Sunburn (Acoustic Version)
Il giorno che conobbi per la prima volta gli Stoop era in occasione di
un evento live in uno dei locali più frequentati della mia provincia,
ovviamente appena finito il concerto mi sono diretta verso il cantante
per chiedere informazioni riguardanti l'album che stavano
promuovendo."Stopid Monkey In The House", primo album prodotto negli
studi di registrazione della Prismopaco di Bologna, non solo è la
dimostrazione della capacità compositiva e creativa della band ma
strizza l'occhio all'indie d'oltreoceano che spesso reputiamo
indiscusso rappresentante delle produzioni internazionali. Certamente
traggono spunti per gli arrangiamenti da Nick Cave, Supergrass, REM e
Calexico, tuttavia presentano una identità propria, riuscendo a
delineare un collegamento funzionale attraverso sonorità che richiamano
a tratti il folk e il blues da un lato e divagazioni rock con chitarre
taglienti dall'altro. La purezza delle note arriva alle nostre orecchie
e la preparazione di questi sei musicisti è eclatante in tutti i brani,
ampio spazio è stato distribuito alle parti corali ed ai fiati, dove
gli assoli malinconici di Simone Benassi alla tromba per "Sleeping
Awake" e di Donald Castagnetti al trombone per "Honeymoon" rendono
davvero elegante questo lavoro, senza appensantire la struttura, e
fondendosi nella
giusta misura con gli altri strumenti. Un particolare occhio di
riguardo al cantato di Diego Bertani, il timbro della sua voce è
piacevole, risultando sempre intonata e delicata, riesce a trasmettere
emozioni di ogni sorta, dalla impotenza urlata con "Move On Up" alla
tristezza nel descrivere rifiuti provenienti dallo spazio come pioggia
in "Garbage in Space". Inoltre arricchisce il lavoro la presenza di una
ghost track, una versione semi-acustica dell'opening "Fire On My Cheap
Sunburn", passando dalle chitarre distorte e le percussioni martellanti
agli arpeggi delicati accompagnati da tamburelli con una coda
particolarmente potente.
Un ottimo lavoro dunque, che presenta un certo fascino ed ha la
potenzialità di colpire l'ascoltare per le diverse sfumature
orchestrali, un sicuro sottofondo per qualsiasi umore ed atmosfera.
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Tuesday, July 28, 2009
 |
Category: Music
http://firenzemusica.blogspot.com/2009/07/stoop-stoopid-monkeys-in-house-2008.html Ultimamente Firenzemusica ha ricevuto parecchi cd e demo da band e artisti più o meno emergenti.
Tra tutti, uno dei lavori che ci ha colpito di più e che per questo motivo decidiamo di recensire per primo, è il disco degli Stoop, dal titolo Stoopid Monkeys in the house, uscito per Prismopraco nel 2008.
La band degli Stoop è nata nel
2003 in Emilia Romagna e da allora ha collezionato partecipazioni
importanti, condividendo il main stage dell’Heineken Jammin’ Festival
con gli Oasis e i Mercury Rev e quello del Neapolis Rock Festival con
nomi d’eccellenza come Iggy Pop e Robert Plant.
Se vi piacciono i R.E.M., i
Gomez, i Calexico o più in generale l’indie-rock, questo è un disco che
non può mancare nella vostra collezione.
Probabilmente non eccelsi per
originalità (i richiami a band d’oltremanica e d’oltreoceano sono
evidentemente molteplici), gli Stoop riescono tuttavia a mantenere una
loro personalità ben definita, spaziando tra vari generi musicali e
dimostrando un alto livello tecnico e compositivo.
In questo primo lavoro
presentano pezzi più tirati e prettamente rock alternati a dolci
ballate, in equilibrio sorprendente. Il tutto condito da bellissimi
arrangiamenti, che probabilmente costituiscono il punto di forza
principale dell’intero lavoro, e da un uso variegato degli strumenti,
che li porta talvolta a strizzare l’occhio al folk (Lesson 2) quando decidono di fare uso di banjo e armonica, ad essere più orchestrali (Honeymoon) quando si avvalgono dell’uso dei fiati, o a prediligere i suoni più crudi e diretti delle chitarre elettriche, come accade in Fire on my cheap sunburn.
Proprio questo brano sarà in ascolto da oggi sullo spazio myspace di Firenzemusica (www.myspace.com/firenzemusica) in modo che possiate farvi un’idea di quello di cui parliamo.
Buon ascolto e un grande in bocca al lupo a questa band che di sicuro merita uno spazio nel panorama musicale italiano.
STOOP
Diego Bertani: Voce, Chitarra
Faber: Voce Batteria
Carloenrico Pinna: Chitarra Acustica, Synth, Percussioni, Cori
Marco Ponzi: Basso
Simone Benassi: Tromba, Percussioni, Cori
Marco Parmiggiani: Chitarra, Steel Guitar .. ..
Sito di riferimento: www.myspace.com/stoopmusic
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Tuesday, July 28, 2009
 |
Category: Music
http://www.lisolachenoncera.it/recensioni/?id=642Stoopid Monkeys in the houseStoop Prismopaco2008 Durata: 54:00 Brani migliori: Garbage in space Fire on my cheap sunburn Honeymoon di Antonello Furione
Africa, tre
milioni di anni fa: un gruppo di ominidi, guidati da un capo, sopravvive a
fatica in un ambiente arido e ostile, un giorno davanti alla loro grotta appare
misteriosamente un grande monolite nero. Gli ominidi a contatto col monolite
impareranno ad usare strumenti, ad uccidere animali per cibarsene e ad uccidere
altri ominidi per conquistarne il territorio. E come in “2001 Odissea nello
spazio”, per gli Stoop tutto
cominciò con una scimmia.
Questi
sei ragazzi di Reggio Emilia arrivano al loro primo album dopo cinque lunghi
anni di gavetta on the road. “Stoopid
Monkeys in the House” è un disco attuale, un contenitore di melodie legate
magicamente insieme da grande tecnica ed uno stile personalissimo. Un amalgama
di divagazioni e di esperimenti che partono dal folk, ballate rilassanti come
Lesson 2, altre più ruvide come Sleeping awake. Le chitarre aspre e taglienti
condiscono l’intero album, la musica risulta curata e molto spazio è stato dato
a parti corali, che caratterizzano la maggior parte dei brani e ai fiati, come
le parti di Simone Benassi alla tromba e di Donald Castagnetti al trombone.
Diego Bertani chitarrista e vocalist del gruppo si smarca invece tra mille
contaminazioni, influenze come Cake, Gomez, Supergrass, REM., dove una solida
scrittura e armonie artigianali si fondono in un’ampia varietà di atmosfere e
suoni, steel guitar, banjos, trombe western e vibrafoni.
Uno sguardo
un po' cinico e disilluso trapela da alcuni testi come Garbage in the space che
racconta di una pioggia di rifiuti spaziali che piove dal cielo; è il miglior
brano dell’album, un risultato soddisfacente di come si possano affrontare
problemi e sensazioni moderne in cui tutti prima o poi saremo costretti a
ritrovarci. Non è un disco immediato e questo - forse – ne penalizza la
fruizione verso il grande pubblico, laddove la sensazione atona e pesante
dell’enorme caleidoscopio di arrangiamenti disorienta e spaventa. Trasudano
ricordi di ascolti inglesi e americani cupi e profondi, che riletti raccolgono
le idee del gruppo nella più ampia libertà e ben descrivono la nostra vita
quotidiana.
Gli Stoop
proseguiranno diritti sulla loro strada, a bassa fedeltà, coscienti di aver
fatto un ottimo lavoro fino a questo punto, cercando di rasserenare anche un
po’ gli animi di chi li ascolta e dare una speranza fresca di ripresa. Per
tutti coloro che amano l’indie rock contemporaneo e non si lasciano sfuggire
proprio nulla.
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Tuesday, July 14, 2009
 |
Giovedì 16-07-09 alle 11:00 e in replica e alle 21:00 verrà trasmessa su http://www.miniradioweb.it/ la versione integrale dell'intervista agli STOOP prima del concerto di Roma del 27/06/09
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Friday, May 29, 2009
 |
Category: Music
Gli Stoop sono un gruppo di Reggio Emilia formatosi nel 2003, molto apprezzato nella scena indie e vincitore di molti contest.
Il
disco si presenta in maniera molto curata dal punto di vista estetico
con una copertina piuttosto originale, anche se non molto in tema con
le sonorità del disco e con un packaging molto bello e di ottima
qualità.
L'album è prodotto e mixato in maniera a dir poco
ottima, con un equilibrio sempre molto curato tra i numerosi strumenti
e le voci. Gli arrangiamenti sono sempre gradevoli, molto pieni grazie all'uso di svariati strumenti, ma mai caotici.
Anche
la tecnica esecutiva resta per tutto il disco a livelli molto elevati,
rivelando un'ottima tecnica che si sviluppa su molti strumenti.
Le
13 tracce (più una ghost track) si snodano in territori indie rock con
inflenze molteplici, dall'indie rock più classico alla musica italiana
al british rock a toni più blues (Alcune parti del disco ricordano le
sonorità di Nick Cave ad esempio). Proprio la varietà nella scelta
degli strumenti e degli arrangiamenti è il punto forte del disco, che
mostra una buona conoscenza musicale ed una buona personalità.
La
voce (supportata spesso da cori) è sempre intonata e precisa ma manca
di varietà di registro e rischia di appiattire l'album, pur essendo
piacevole nel suo timbro. La scrittura delle linee melodiche della
voce, a mio parere, resta il punto debole del disco poiché quasi mai si
ha una voce d'impatto o una linea melodica particolarmente piacevole.
I testi molto belli, sono tutti in inglese, scelta che penalizza chi non conosce la lingua ma che rendono più fluidi i pezzi.
Una
citazione particolare la merita Simone Benassi, ospite alla tromba:
l'idea di aggiungere un ulteriore strumento non è affatto barocca, anzi
aggiunge merito agli arrangiamenti poiché la tromba è suonata
magistralmente e senza eccessi di protagonismo.
In conclusione
un disco prodotto e registrato in maniera eccezionale, bello
all'ascolto ma reso un po' piatto da alcune scelte di linee vocali.
Giudizio finale: 75/100
Simone Giorgi
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Monday, February 02, 2009
 |
Category: Music
1° nella calssifica italiana del 2008!!!
http://stazionek.blog.tiscali.it//MY_ITALIAN_CHART_2008_1964417.shtml
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Wednesday, January 28, 2009
 |
Stoop
Stoopid Monkeys In The House
2008 Prismopaco
Un nome singolare e semplice per presentare l'immagine di una band dal fascino esplicito e ridondante, un groove elastico e travolgente che si bagna di note che sfiorano i più svariati generi musicali, convergendo poi in un unico indie-rock dal carattere eclettico e ribelle - molto gustoso. La qualità sonora di questa band emergente è stravolgente, una precisione musicale che però sa mantenere quel giusto livello di selvaggia freschezza che ci piace ascoltare in musiche che appartengono a questo genere. Un fascino che si esprime amabilmente in ogni tipo di brano dell'album, dai più adrenalinici alle semi-ballad cariche di carismatico incantesimo. Un richiamo inaspettato che invoglia ad assaporarne gli effetti ed ingoiarli a suon di avvenenti arrangiamenti spesso teatro di simbiosi tra strumenti di diverso genere - divertiti e divertenti esperimenti sinfonici che rendono l'album fresco ed estremamente allettante. L'aspetto vocale poi, rende il tutto ancor più appetitoso e stuzzicante. Gli arrangiamenti? Geniali ed immediati. Il ritmo? Coinvolgente. Le idee? Creative e mai noiose. Il divertimento? Assicurato. Grande impatto sonoro e sorprendenti capacità ipnotiche, pura energia musicale. Brani consigliati: ”Chupacabras&Fries”, “Honeymoon”, “Atlantico”, “Fixing your head”
Gabriella Stufano
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Friday, December 05, 2008
 |
Category: Music
..DA BUSCADERO DI DICEMBRE 2008
Stoop Stoopid Monkeys In The House Prismopaco ***
In un anno particolarmente felice per le rock'n'roll band italiane, che a vario titolo e livello hanno raggiunto standard internazionali di tutto rispetto, gli Stoop arrivano con un disco bellissimo e inaspettato, a tratti persino sorprendente per l'equilibrio e la ricchezza delle soluzioni. Organizzati attorno ai fratelli Diego e Fabrizio Bertani nonché a Marco Ponzi e Carloenrico Pinna (che è anche il produttore di Stoopid Monkeys In The House) e allargati infine a Marco Parmiggiani (steel guitar) e Simone Benassi (tromba), gli Stoop giocano con gli strumenti (le chitarre, prima di tutto) e si scambiano volentieri i ruoli, aggiornando in continuazione il sovrapporsi di voci e arrangiamenti. Il primo paragone, ma solo e soltanto per avere un punto di riferimento, è con i primi R.E.M., in particolare per certe atmosfere oniriche e per il variopinto uso delle chitarre, ma gli Stoop hanno repentine deviazioni garage, così come improvvise svolte verso tentazioni sudamericane, non lontane dai Los Lobos. La bellissima Sleeping Awake sembra uscire, con il suo mood ciondolante e quei fiati mariachi, dai solchi di The Town And The City e Atlantico ha la stessa tonalità di gran parte dei dischi dei Latin Playboys e sono due curiosità che spiccano nettamente nello scorrere di Stoopid Monkeys In The House. Le idee non si fermano qui perché gli Stoop giocano anche con gli arrangiamenti folkie (spuntano persino l'armonica e un banjo) per Lesson 2 e con le percussioni (e un'intera orchestra di fiati) per Honeymoon e poi, senza farsi mancare niente, tirano dritti, nudi & crudi, con Fixing Your Head, Fire On My Cheap Sunburn o Move On Up, dove tradiscono l'amore per i suoni più crudi e viscerali del rock'n'roll. L'insieme però è sempre molto equilibrato perché gli Stoop sanno modulare i suoni delle chitarre elettriche, superando in abbondanza gli schemi ritmica e solista, incrociando slide e steel, arpeggi, fraseggi, acustiche e elettriche quasi stessero suonando per una colonna sonora piuttosto che per un disco. L'aspetto della curiosità, compresa l'eccentrica copertina (comunque elegantissima), è, a questo stadio, la nota migliore prodotta dagli Stoop però la qualità delle canzoni (a cui non sfugge una certa propensione alla melodia che potrebbe rivelarsi vincente per il futuro), il gusto originale e caleidoscopico negli arrangiamenti (le voci sono organizzate in modo veramente personale) nonché una maturità precoce nella gestione dei suoni li segnalano come una delle più belle novità di quest'anno, italiane e non.
Marco Denti
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Wednesday, November 26, 2008
 |
Stoop Stoopid Monkeys in the House [Prismo Paco 2008] 7 Restando
agganciati al treno di un rock che sappia suonare classico ma al tempo
stesso sottilmente legato alle regole dell'indie rock contemporaneo,
molto interessane si fa la proposta degli emiliani Stoop. Il loro esordio Stoopid Monkeys in the House riesce
nella difficile mediazione di cui sopra, soprattutto reggendosi sulla
profondità degli arrangiamenti e la ricchezza di idee che fanno
confluire nelle loro canzoni mille influssi, qualcosa che attraversa
gli ultimi trent'anni di rock'n'roll incrociando new wave, alternative
rock, folk a bassa fedeltà, persino reminiscenze western alla Calexico.
Qualcosa che li colloca idealmente fra Wilco, Beck e i Cake, se proprio
vogliamo scomodare affinità contemporanee, ma con una personalità ben
definita. Costruito su ritmi sghembi che passano da radici garage a
ballate più surreali, Stoopid Monkeys in the House non è immediato, ma
svela strada facendo le sue sfaccettature, merito di un quartetto
(Diego Bertani alle chitarre e voce, Carlo Enrico Pinna alle chitarre e
synth, Fabrizio Bertani alla batteria, Marco Ponzi al basso) che si
apre a diversi interventi, inglobando nel sound tromba, trombone e
steel guitar. Difficile catturare un momento specifico, perché Stoopid
Monkeys in the House lavora dall'interno del ritmo e scava nelle trame
di un rock intelligente e pieno di richiami: Fire On My Cheap Sunburn
potrebbe persino farli passare per revivalisti delle prima onda post
punk, ma poi arivano Sleeping Awake, la convulsa Chupacabras & Fries, il folk stralunato di Garbage In Space e della bellissima Lesson2
a scompaginare le certezze. Qualcuno si è già accorto di loro (premiati
al Diesel-U-Music-Awards in Inghilterra da Ron Wood in persona e
vincitori dell'Heineken Jammin' Contest nel 2005), ma pare ormai che
oggi non bastino neppure i santi in paradiso per imporsi con la sola
qualità della propria musica. Da tenere d'occhio. (Fabio Cerbone) www.myspace.com/stoopmusic
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|
Wednesday, November 26, 2008
 |
Di Andrea Borraccino. Evito sempre di farmi abbagliare dalla cartella stampa degli artisti, soprattutto quando si citano mostri sacri del rock coi quali si è condiviso il palco in qualche festival nostrano. Chiaro, però, che aver aperto i live di Iggy Pop, dEUS e Mercury Rev, tra gli altri, desti una sana curiosità. Mi avvicino quindi a quest'album con approccio scettico e guardingo, valutandolo con attenzione, moderazione, senza fretta. Lascio andare i brani in cuffia, e mi ritrovo sporco di polvere sulla West Coast americana: California, Arizona, New Mexico. Chiamatelo country, alternative rock, ma quest'album sa di Calexico, R.E.M e John Fante. "S.M.I.T.H." è un amalgama denso, corposo, viscerale in cui ogni membro della band è parte integrante di un meccanismo rodato. Lo senti in "Sleeping Awake", ballata notturna sostenuta da una malinconica tromba o in "Fixing your head" liberatoria ed urlata, irriverente ed esuberante. Gli Stoop disegnano trame sonore dai colori pastello, tenui, rendendo a volte il tratto più marcato, in altre più debole. Come in "Fire on my cheap sunburn", aspra e spigolosa in apertura, più dolce ed incisiva in versione acustica, posta a conclusione del disco. Sanno il fatto loro. Mettono in campo buone idee, sanno far trasparire le proprie influenze senza rischiare plagi. Se avessero affinato maggiormente i suoni e la produzione, avrebbero reso questo disco più pulito e patinato. Ma credo sia proprio quest'odore di polvere e sabbia a renderlo così prezioso.
Powered by  | | English | | Albanian | | Arabic | | Bulgarian | | Catalan | | Chinese | | Croatian | | Czech | | Danish | | Dutch | | Estonian | | Filipino | | Finnish | | French | | Galician | | German | | Greek | | Hebrew | | Hindi | | Hungarian | | Indonesian | | Italian | | Japanese | | Korean | | Latvian | | Lithuanian | | Maltese | | Norwegian | | Polish | | Portuguese | | Romanian | | Russian | | Serbian | | Slovak | | Slovenian | | Spanish | | Swedish | | Thai | | Turkish | | Ukrainian | | Vietnamese |
|
|
|
|