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Beatrice Antolini



Last Updated: 12/12/2009

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September 15, 2009 - Tuesday 
Intervista a Pj Harvey e John Parish dell'aprile 2009 apparsa sul Rolling stone .


INTERVISTA A PJ HARVEY E JOHN PARISH.

 

 

Una delle prerogative delle mie giornate è quella di interessarmi ad altre persone e di carpire sguardi e occhi ricolmi di interesse e reale personalità, Questo per la maggior parte delle volte non succede e mi ritrovo in mezzo ad un acquario con sguardi di un’intensità pari a quella di un  pesce .

L’attenzione sul proprio sguardo e sui propri occhi lo attirano le persone piene di verità.

Lei quegli occhi ce li aveva.

Anche se non sapeva chi fossi,

anche se io ero l’ultima ad intervistarla.

Forse è dove abita.

Forse a Yeovil c’è ancora il tempo per osservare, per riposarsi, sognare.

Non ho mai capito come fare ad accettare l’uomo moderno, quell’uomo che vive nella fretta, non perchè ha una reale tendenza e urgenza verso qualcosa di sconosciuto, ma perchè è schiavo del modus vivendi. C’è la reale tendenza a vivere in un mondo dove pur di sentirsi esseri sociali con tutto ciò che ne consegue si arriva al punto di servirsi di integratori metabolici, pur di stare bene per forza, pur di essere brillanti,pur di riuscire a fare troppe cose, troppe cose per un essere umano,  al quale viene tolto il sonno, indicato come sbagliato, da pigri, senza rendersi conto che se non c’è il tempo di dormire, non c’è il tempo di sognare, e la vita senza il sogno non è altro che un esecuzione di qualcun’altro, ma non è la propria composizione.

Quello che vuoi essere e puoi fare (il conosci te stesso socratiano) viene dal ragionamento, dalla esplicazione di un sogno, dalla verità di sè e quindi dal sonno , dal riposo, dalla calma.

Lei la calma se l’è cercata.

Non è andata a vivere in un posto cosidetto “hype”,

un luogo per mostrarsi,  ma un luogo per poter amministrare i propri sogni.

Quello che è significato per me Yeovil, è all’interno di un viaggio surreale nel quale stranamente mi sentivo totalmente a mio agio.

Mi sentivo a mio agio nel treno, davanti al finestrino a fissare la campagna inglese che allontanandosi ogni ora da Londra piano piano diventava sempre più autentica e davanti a lei, seppur l’emozione tradiva le mie parole, che spesso tremavano, ma che lei non mi ha mai chiesto di ripetere, perchè aveva pace e benevolenza nei miei confronti.

Mi sono fidata subito di lei, e non mi sentivo fuori luogo o in pericolo come quando sei tra persone anni luce lontane da te, mi sentivo giustamente lì, come se fosse sempre stato scritto che io lì, davanti a lei ci sarei capitata, mi sentivo più a casa lì davanti a lei seppur in un’altra nazione con un’altra lingua che in CERTI giorni alle poste sotto casa mia.

Lei è Pj Harvey ed io sono Beatrice Antolini.

Il Rolling Stones mi ha permesso di incontrarla. E mi ha fatto un grande dono, ma purtoppo nessuno sapeva che in quell’occasione della presentazione del suo nuovo disco A Woman a Man Walked By ci sarebbe stato anche l’altro autore, ovvero John Parish.

Ma per fortuna ho avuto fiducia anche in lui e lui è stato benevolo verso di me.

Mi sono presentata molto sinceramente, confessando subito di non essere una giornalista ( e di non volerlo neanche essere) ma di essere una musicista italiana che voleva conoscerli e porre loro qualche domanda si sul disco, ma soprattutto da “colleghi”( e qui qualcuno trasalirà, ma io di certo non ho la tendenza fastidiosa e “modestista“  ad affossarmi e svilirmi davanti a qualcuno ,chiunque esso sia, perlopiù se può insegnarmi qualcosa o dal quale posso trarre consiglio).

E così magicamente è stato.

Abbiamo riso.

Io mi sono appassionata alla loro storia, a tutti quegli anni di collaborazione, alla solidità del loro rapporto, alla felicità di ribadire che ognuno ha avuto bisogno dell’altro senza stupide gelosie e inutile vanità. Tutti partiamo ed arriviamo da qualcuno o  qualcosa, a volte basta un la da un’altro per fare un disco intero da soli,  e loro non hanno vergogna  di ammettere la loro compensazione.

Ed è quando non si ha più fiducia nel futuro che si ha la depressione del presente.

E quando succede così, non si ha abbastanza speranza per credere di arrivare a 39 anni con una vitalità così sinceramente autentica.

Sapevo che non mi avrebbe delusa (avevo visto molti video ed interviste), sapevo che era un a persona acuta ed interessante, ma non sapevo che potesse avere su di me un potere attrattivo ed affettivo.

Non è la persona distante che per molti dovrebbe essere , è qualcuno che ti mette al corrente subito della soddisfazione che trasale in lei, sicuramente regalata dalla verità e sincerità del proprio operato artistico.

In effetti davanti a lei mi sono trovata ad un bivio con due possibilità: la scelta era se guardarla o ascoltarla.

Il mio cervello propendeva per la prima (quella più atavica ed inconscia, a me più congeniale) la volontà propendeva per la seconda  quella della razionalità  e del prendere atto che ero lì per svolgere anche una mansione, quella di capire le risposte per poi scriverne un’intervista.

La lotta è stata dura e sono riuscita più o meno a fare entrambe le cose con molta sofferenza.

Non ho potuto osservare le sue calzature, capire la sua postura,concentrarmi sull’incarnato e sul movimento teatrale della sua bocca, ma fortunatamente ,poichè raggianti e poco propensi a chiedere il permesso, i suoi occhi mi invadevano di luce e vitalità e i suoi bellissimi capelli fluttuavano arrotolati ad ogni suo gesto.

Anche io volevo lasciarle qualcosa. Ho cercato. Ma stare attenta alle parole mi rendeva la faccia tesa e sicuramente lo sguardo torvo.

Avrei voluto mezz’ora di silenzio e di comunicazione interiore. Ma purtroppo nell’Europa occidentale sono più importanti le parole, neanche le avesse inventate Dio.

 

Ed essendo io seguace di un certo realismo fantastico o surrealismo quotidiano, non sono mancate domande sull’argomento.

Come per Gaugin, Dalì e Picabia le figure uscivano dal sogno e il mondo vivente era quello del fondo della coscienza, volevo sapere se anche le melodie avrebbero avuto secondo loro, come per me, un percorso di ritrovamenti infantili, balbettanti, lontani dalle agitazioni religiose, sociali e politiche e perfettamente nascosti.

Volevo sapere se come per me, il suo modello non fosse stato altro che se stessa, come diceva una massima di Einstein: “ Io non credo all’educazione, sii tu stesso il tuo unico modello, fosse anche orribile questo modello”

Volevo sapere se anche lei come me si rifugiava nel passato usandolo e comprendendolo per ricreare  da lì il proprio  futuro,  spesso penso che. per essere del presente bisogna essere contemporanei del futuro. Anche il lontano passato può essere visto come una risacca del futuro.

Volevo insomma esplorare le attitudini comuni sia per conoscerla e capirla, ma anche per confrontare i miei mezzi con quelli di una tra le più grandi artiste musicali contemporanee, e continuare , arricchita da quest’incontro, il mio lavoro.

 

 

Quali sono le idee musicali e sui testi in questo nuovo disco?

C’è qualcosa di diverso rispetto al passato nell’approccio tra la scrittura e la produzione?

 

1)     P.J HARVEY:

 

Non sono partita con un’idea particolare sui testi dall’inizio, ho semplicemente risposto alla musica che mi ha dato John e abbiamo lavorato separatamente.

Lui ha scritto metà dell’album e me la mandato ed io ho lasciato che la musica mi guidasse rispondendo alle emozioni e alle immagini che sentivo dai brani già fatti.

Dopo lui mi ha mandato 6 o 7 brani ancora e ho fatto la stessa cosa, ma non abbiamo discusso molto prima, di nessun dettaglio.

E’ stato un processo naturale.

 

Mi sembra che nel nuovo album ci siano un paio di canzoni stilisticamente connesse al tuo precendente album “White Chalk” che è molto acustico, ed altre molto più aggressive che hanno una specie di realte urgenza più rock. Puoi spiegarmi il perchè ?

 

        2)PJ HARVEY:

 

Mi piace ascoltare questi brani per molte ragioni.

Ci sono molti estremi e tanti sentimenti diversi che sono venuti fuori. Probabilmente più che in passato.

Sono sorpresa che abbia funzionato, sono molto felice perché penso che sia stato davvero difficile fare un album con così tanti estremi nelle canzoni che infine si ritrovano bene insieme, anzi si aiutano.

Prima trovi una canzone come The Soldier e subito dopo  c’è Pig Will Not….insieme si rafforzano.

 

Sono molto interessata a sapere come hai iniziato la tua carriera: come è iniziato tutto?

Hai trovato molte difficoltà ?

Ti faccio questa domanda perchè per me che sono più o meno all’inizio di un percorso solista a volte è molto impegnativo proporsi e riuscire a fare le cose per come le si  ha in testa...

 

                 3)PJHARVEY

 

 Ho cominciato a scrivere canzoni quando avevo 16 o 17 anni e inizialmente volevo suonarle a tutti i miei amici e i miei genitori, ho cominciato a registrarle con un piccolo registratore e poi a spedirle a diverse persone, John era una di queste persone, perché avevo visto il suo gruppo.

John aveva un gruppo fantastico che veniva a suonare da Bristol, dove lui abitava all’epoca. Passando anche in questi posti rurali. Era bellissimo andare a vederlo, ed una volta gli ho lasciato una cassetta perché aveva più contatti di me.

Era un modo per entrare nel mondo musicale e fare il primo passo.

Ad un certo mpunto mi ha chiesto di cantare con lui e tutto è cominciato così.

 

            JOHN PARISH:

 

Mi è piaciuta moltissimo la cassetta di Polly,seppur vecchia, la voce era fantastica, quando abbiamo avuto bisogno di una nuova cantante abbiamo chiamato lei, è stata la prima persona alla quale ho pensato.

Ho iniziato con gli amici di scuola, volevamo avere un gruppo, ci piaceva sentire i T rex e Bowie.

Abbiamo provato molto a fare qualcosa di simile.

Avevamo qualche chitarra rotta, una batteria e un piano, qualsiasi cosa trovassimo andava bene.

Ci sembrava impossibile riuscire a combinare qualcosa con la musica.

Volevamo sperimentare qualsiasi cosa.

            PJHARVEY:

Penso che sia stato più facile in passato riuscire a suonare che al giorno d’oggi. C’era meno concorrenza. C’è di tutto oggi e il business della musica è monopolizzato da due grosse aziende. Quando ho cominciato c’erano molte piccole etichette indipendeti e avevano molto successo e stavano nascendo molti generi diversi.

Non è più così oggi, c’è il monopolio delle major alle quali interessa molto il denaro che non è il modo giusto per creare un ambiente dove cresca musica intressante e varia.

E’ più difficile per i musicisti farsi conoscere anche perché le piccole etichette stanno sparendo .

             JOHN PARISH:

E’ un peccato perché negli anni sessanta e settanta c’erano

Tante etichette ben strutturate e ben gestite, con anche dei fondi monetari, perlopiù gestite da persone entusiaste della musica, oggi le pressioni del music business hanno fatto perdere anche a queste persone il loro entusiasmo.

Oggi il music business è molto diverso.

Capisco bene le difficoltà di fare musica alternativa in Italia. Per esempio a me non piace non poter ascoltare musica non in inglese alla  radio, solo pochissimi programmi lo fanno.

            PJHARVEY: io personalmente amo ascoltare molta musica straniera anche se non capisco le parole e mi piace molto e sono stupita di non poter trovare questa musica alla radio.

              JOHN PARISH:

Si questo non succede quasi mai, e non succederà nemmeno per un artista europeo che canterà in inglese. A quel punto meglio rimanere fedeli alla propria lingua, tanto non avrai mercato nelle radio.

 

Quando sono andato in Sicilia sono rimasto colpito di incontrare così tanti artisti interessanti, che non avevo mai sentito nominare prima di venire in italia.

Questo vale anche per Francia e Spagna.

 

Quali sono stati i musicisti che ti hanno formato di più quando eri un’adolescente?

 

            4) JOHN PARISH:

Ci sono motli musicisti che mi hanno influenzato,i T Rex in  primis e poi David Bowie con i suoi bellissimi album delgli anni ’70, i Led zeppelin che mi sembravano essere più musica da adulti perché non facevano i cosiddetti singoli.

I Led Zeppelin  avevano un legame molto forte con il blues, che io non conoscevo, solo dopo quando ho ascoltato artisti blues ho realizzato quanto i Led Zeppelin prendessero dal blues.

               PJHARVEY:

Io sono arrivata da un’altra direzione, i miei genitori erano pienio di vecchi dischi, sono stata esposta all’ascolto di questi tipo James e,Wolf e  Beefheart.

Questa era la roba con la quale sono cresciuta più Rolling Stones e Bob Dylan.

Dunque Ho cominciato lì fino a che da adolescente ho avuto più interesse per la musica che stava nascendo come i Pixies.

Loro mi hanno cambiata ed hanno cambiato il mio modo di pensare la musica.

Poi John mi ha fatto sentire Nick Cave e l’ho trovato eccezionale. E’ interessante avere molti ascolti.

 

Hai uno strumento preferito con il quale partire a scrivere un pezzo o la struttura delle canzoni e la natura di esse dettano questa scelta?

 

 

              5)JOHN PARISH:

 Ho avuto diverse fasi ed ho sempre avuto un particolare attaccamento alla batteria perchè è il più fisico degli strumenti.

E’ divertente che Polly non si veda come una musicista perchè in realtà sa suonare molto bene molti strumenti. Noi abbiamo interessi comuni in molte cose, e nessuno di noi due ha un solo particolare interesse per un solo strumento, proviamo tutti gli strumenti e penso che sia il modo giusto per trovare la propria strada, provando a fare di tutto.

 

         PJHARVEY:

Io non so suonare molto ma ho uno strumento preferito sia chiama chinese airhoo. E’ uno strumento con un enorme movimento, certi strumenti aprono un luogo dentro di te.

Comunque per me lo strumento più rappresentativo e naturale è la chitarra.

 

Personalmente penso che la composizione musicale sia in qualche modo un processo magico, non sono in grado a volte di razionalizzare e controllare completamente questo processo, mi sento spesso un mezzo con il quale la musica riesce a liberarsi,  pensi e credi anche tu a qualcosa di simile?

 

6)JOHN PARISH

:E’ una domanda difficile, ne abbiamo parlato molto.

Non c’è solo un modo per comporre e non so veramente capire come si genera un brano.

 

Io penso che con la composizione musicale puoi guardarti all’indietro ed esaminare la via teorica con la quale la musica è stata composta.

Non penso sia un processo magico, ma un qualcosa che puoi esaminare..

Mentre lavoro sono molto istintivo e non so se è il modo giusto ma lo lascio succedere. E così per me è possibile analizzare il processo compositivo a posteriori.

 

 

PJHARVEY:

Credo che su questo ci siano molti filoni di pensiero, ma naturalmente non c'è un solo modo di vedere la cosa. Non credo di sapere come si sviluppa e genera il processo creativo. Spesso ho l'impressione di non esserne davvero la causa, ma piuttosto di aver permesso che in qualche modo venisse alla luce. Credo di essere più vicina alla tua opinione, c'è qualcosa nel comporre musica che non comprendo completamente, e per questo lo percepisco romanticamente come una sorta di magia - il che dice molto della mia personalità. Ma capisco egualmente il punto di vista di John.

 

Credi nel sovrannaturale?

Io a volte ascoltando alcuni dischi di artisti importanti sento una sensazione straniante, è  come se alcune registrazioni venisserro da un altro mondo, se sia  poi questo brutto o bello non mi importa......

 

7) PJHARVEY:

I sono aperta ad ogni cosa, ogni cosa è possibile e ci credo e sono aperta alle possibilità del sovrannaturale, anzi ho avuto molte esperienze in queste cose, come coincidenze. Una volta sta vo pensando ad un mio amico che non vedevo da 5 anni e dopo 2 minuti mi ha telefonato!

Cose del genere mi fanno capire che siamo spiritualmente connessi e l’amore passa attraverso gli oceani e l’universo.E noi non possiamo fare niente, possiamo solo accogliere le cose che potrebbero succedere.

JOHN PARISH:

Sono daccordo ma sono naturalmente più scettico di Polly. Non so se credere o no al soprannaturale. Per questo vado daccordo con Polly! Spesso abbiamo opinioni molto diverse!

Per me comunque la composizione è una combinazione di entrambi, mentre scrivo faccio una grande preparazione, studio e ricerca ogni giorno provando a diventare un compositore migliore e a coinvolgere le parole guardando come le parole lavorano bene insieme, scrivendo di un soggetto specifico leggendo e guardando ogni cosa e posso fare questo se sono ben informato sul soggetto, tutta questa preparazione porta al punto di abbandonare ogni cosa ed essere disponibile a scrivere musica istantaneamente.

E’ il matrimonio tra queste due cose.

 

 Ti piace Venezia?

 

8)PJHARVEY:

Non sono mai stata a Venezia ma vorrei andarci. Di solito quando vado in un posto è per suonare. A volte ho chiesto al mio manager se potevamo suonare a Venezia ma lui mi ha detto che non ci sono molti concerti lì. Non ci puoi andare.

Ma perchè me lo chiedi?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La vera arte denuncia la nostra altezzosa ignoranza, La detestabile presunzione, l’universale dannosissimo smarrimento. Francesco Colonna

May 7, 2009 - Thursday 
Rai Radio Uno dedica una puntata a “Il Paese è reale” invitando c/o l’auditorium della rai di via Asiago gli Afterhours, ...A Toys Orchestra, Beatrice Antolini, Paolo Benvegnù e Roberto Angelini per una performance live di due o tre brani ciascuno.
La trasmissione  a cura di Gerardo Panno verrà registrata il 12 maggio 2009 presso gli studi di Rai Radio Uno e verrà trasmessa il 30 giugno 2009 su Village - Rai Radio Uno alle ore 21.

Stay Tuned...
February 26, 2009 - Thursday 

Current mood:  awake


un progetto discografico che coinvolge 19 artisti, diversi tra loro per esperienza e ispirazione musicale ma rappresentativi di quella che di fatto è la vera nuova musica italiana. Una raccolta non esaustiva, tuttavia estremamente efficace nel fornire un ritratto di questo panorama musicale:


Afterhours -  Roberto Angelini  -  Beatrice Antolini 

-  A Toys Orchestra  -  Cesare Basile

Paolo Benvegnù  -  Calibro 35  -  Dente  -  Disco Drive  -  Marco


Iacampo  -  Mariposa

Marta sui Tubi  -  Marco Parente  -  Reverendo  -  Settlefish 
-  Teatro degli Orrori

Amerigo Verardi e Marco Ancona  -  Zen Circus  -  Zu



Non una compilation, ma un’affascinante rassegna di proposte musicali di varia ispirazione, stimolante, ricca di spunti che speriamo venga trainata dalla nostra presenza al festival, che nel nostro piccolo vuole contribuire ad infrangere quella cortina d’indifferenza che penalizza la nuova musica.
L’album Il paese è reale sarà venduto in esclusiva dalla Fnac, nei 7 punti vendita della catena – Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino Centro, Torino Le Gru, Verona – e sul sito e-commerce www.fnac.it, al prezzo speciale di 9,90 euro. L’acquisto on line non comporterà spese di spedizione.
http://www.fnac.it/it/Catalog/Detail.aspx?cIndex=1&catalog=dischi&categoryN=Dischi&category=italiana&product=10869443&scategory=italianaRockAlternative
 



January 26, 2009 - Monday 
Beatrice incontra  e fa da spalla ad uno dei suoi musicisti preferiti : il grande Jamie Lidell!
January 26, 2009 - Monday 
Andrea Laffranchi intervista Beatrice e le dedica una pagina intera sul Corriere della sera del 17 dicembre.
Qualche punto:
......Beatrice è una sorpresa continua. Come quando la si vede dal vivo: alla tastiera lei sta sempre in piedi. «È vero, i frontman che suonano piano o tastiere in genere stanno seduti. Ma è una posizione che mi annoia e mi ricorda troppo quella "classica". Invece così c'è una vena punk». Come quando, da bimba, ha imparato «prima a leggere note che le parole». Grazie a papà e mamma che a tre anni le hanno fatto trovare in casa una tastiera. «Vera, non un giocattolo — precisa lei —. E poi in casa si sentiva sempre musica di qualità: Platters, Beatles, Little Richard, Bo Diddley, Bee Gees... ». Dopo la tastierina sono arrivate le lezioni di piano, la scuola musicale e gli esami al Conservatorio. «Al quinto ho smesso grazie a delle "cattive compagnie". I miei amici ascoltavano il rock, i Nirvana e Mozart mi aveva stancata, anche se più avanti sono tornata a studiare. La svolta grossa comunque fu ascoltare da cima a fondo per la prima volta "Rubber Soul" dei Beatles.
Da lì sono arrivati il funk, Stevie Wonder, Herbie Hancok, la new wave, i Talking Heads e in Italia tante cose anni 70 quando Mina Dalla, Area, Le Orme, De Andrè e Battisti non avevano nulla da invidiare all'estero. Poi si è fermato tutto».
December 6, 2008 - Saturday 

A Napoli nel locale Duel Beat si è svolta ieri la serata organizzata dal marchio Tommy Hilfiger.

Beatrice ha suonato e jammato con i Casino Royale, Roy Paci, Edoardo Bennato, Mao , Raizz e i Velvet !

Fantastico!

Ha anche due vestiti nuovi!

November 25, 2008 - Tuesday 
 LIVECAST TOUR 2008/09

Il primo Vir(tu)al  tour ideato e realizzato in Italia per il web

Guarda il trailer !!!
 
http://www.youtube.com/watch?v=lyEm5zOajCo

Una produzione URTOVOX & INDIE-EYE <http://www.indie-eye.it/>
per gentile concessione di liveCAST  <
http://www.livecastour.it/>  
********
Il live cast tour che presentiamo consiste nel primissimo concerto del tour di Beatrice, tenutosi in forma privata la sera del 6/10/2008 presso la suggestiva location della Villa Scarfantoni di Montemurlo,Prato.
I singoli brani del concerto (registrati in formato audio-video di ottima qualità dalla troupe di Indie eye e Audiodinamica)  catturano il talento, l’eclettismo e l’energia che contraddistinguono le performance di Beatrice e della sua band, e saranno ospitati da alcuni dei più importanti siti web musicali italiani , che costituiranno di settimana in settimana le tappe del livecast tour.

La tournè si svolgerà esclusivamente sulle piattaforme web di:

Myspace Italia
Kataweb musica
Rockit.it
IndieMusic Blogosfere
MusicZone/Giovani.it
Qoob TV
MTV.It
Indie-Eye

che hanno aderito con entusiasmo alla nostra proposta di vir(tu)al network e che ospiteranno sulle
rispettive homepage ,per una settimana ciascuno,un brano diverso tratto dal concerto in formato audio video secondo il seguente calendario:


Beatrice Antolini live @ Myspace  8—14 Dicembre  “A new room for a quite life”
Beatrice Antolini live @ Kataweb Musica 15—21 Dicembre  
“Pop goes to saint peter”
Beatrice Antolini live @ Rockit.it 22—28 Dicembre
“Sugarise”
Beatrice Antolini live @ IndieMusic Blogosfere 29—4 Gennaio
“Morbidalga”
Beatrice Antolini live @ Musiczone/Giovani.it 05--11 Gennaio
“Funky show”
Beatrice Antolini live @ Qoob tv  12—18 Gennaio  
“New Manner”
Beatrice Antolini live @ MTV.it  22—28 Gennaio  
“Clear my eyes”
Beatrice Antolini live @ Indie-eye  29 Gennaio—5 Febbraio    
“Coca Cola shirley cannonball live”

Ciascun sito abbinerà ulteriori contenuti quali interviste, recensioni, livereport o gallery fotografiche in virtù delle proprie diverse esigenze e disponibilità redazionali


Sarà quindi possibile seguire un percorso che permetterà
di assistere a tutto il concerto e che sarà
comunicato progressivamente tappa per tappa

Al termine del LiveCast tour sarà comunicato il link dove sarà possibile assistere alla registrazione completa  del concerto.

GUARDA IL TRAILER!!!
http://www.youtube.com/watch?v=lyEm5zOajCo

**************

Questa la line up della band:
   
° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° ° °

Beatrice Antolini:
Vocals, Piano & Synth, Moog

Federico Fantuz:
Guitar, Melodica, Backing Vocals

Francesco Candura:
Bass, Backing Vocals

Enzo Cimino:
Drums & Percussion

Special Guests:

Federico Alberghini:
Percussion

Enrico Pasini:
Trumpet & Flugelhorn


il tour liveCAST è un format originale creato da
Michele Faggi, Donato Masci e Nicola Torpei per www.livecastour.it

il liveCAST di Beatrice Antolini è prodotto da
www.indie-eye.it ed Urtovox,
realizzato e montato da
Michele Faggi con la collaborazione di Trydog Lab
e Audiodinamica di Claudio Borganti.

E' stato registrato nella location di Villa Scarfantoni a Montemurlo, Prato.

Un sincero ringraziamento a:
-Indie-eye nella persona di Michele Faggi
-Audiodinamica nella persona di Claudio Borganti e Matteo che pazientemente hanno curato l’audio in ogni suo aspetto.
- livecast nelle persone di Michele Faggi, Donato Masci e Nicola Torpei
A TrydogLab per la preziosa collaborazione logistica
- Aldo per averci messo a disposizione la sala del ristorante della Villa Scarfantoni di Montemurlo, Prato.
-Beatrice Antolini a a tutti i componenti della sua band per la pazienza con cui hanno affrontato una delle giornate più dure della loro carriera:-)
-tutte le comparse che generosamente si sono prestate fino a mattino inoltrato.
-tutte le piattaforme web che con entusiasmo hanno aderito al vir(tu)al network e cioe nello specifico
Myspace Italia
Kataweb musica
Rockit.it
IndieMusic Blogosfere
MusicZone/Giovani.it
Qoob TV
MTV.It
Indie-Eye

-A voi che ci seguite e che ci seguirete in questa nuova avventura.

ENJOY!!!


November 23, 2008 - Sunday 

Press kit BEATRICE ANTOLINI “A Due” 2008 urtovox rec<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />....


Uff stampa e promozione urtovox info@urtovox.it....


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Non è un’artista sperimentale,non è una rocker,non è una cantautrice….o meglio.è tutto questo insieme e moltro altro.Il più insolito,enigmatico,affascinante “nuovo” talento della musica italiana.che con il suo nuovo album dovrebbe elevarsi  da fenomeno underground a fenomeno assoluto......


FEDERICO GUGLIELMI—IL MUCCHIO-COPERTINA DEL N° di SETTEMBRE con articolo/Studio report/intervista di 4 pg + servizio fotografico esclusivo.....


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II secondo album dell’autrice che ha sconvolto la scena indie itallana.Talento ed originalità oltre le logiche di mercato…A due potrebbe essere il risultato del delirio di 10 cervelli creativi messi a lavorare insieme.Invece è stato pensato e suonato qusi esclusivamente dall’Antolini.Che non segue mai le traiettorie dal suo spirito guida,ma si lascia cullare dai mille diavoli che la posseggono.....


XL OTTOBRE 2008 MAURO PETRUZZIELLO-4 STELLE -Mezza pagina con foto in box....


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Un amalgama perfetto tra pop e bizzarrie per raccontare stati d’umore disfunzionali.....


Come la sua omonima dandesca ,Beatrice ci guida , a cavallo del suo pianoforte,in un paradiso di emozioni forti e sogni tonanti dove spuntano piccole gemme come Pope goes to saint peter e Sugarise.A due mostra tutta la maturità artistica dell’Antolini,capace di impossessarsi di diversi generi creando un suono che la identifica pienamente.....


ROLLINGSTONE Giuseppe Fabbris rece boxata mezza pagina con foto....


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Originalità ed imprevedibilità sono qualità bene in vista nei due dischi che Beatrice ha pubblicato finora. Entrambi sono infatti sorprendenti campionari di idee sbocciate da un mondo personale in cui presumibilmente trovano ospitalità Bjork,Kate Bush e Tom Waits al pari dei grandi compositori classici e delle follie psichedeliche degli United States of America e di Van Dyke Park….....


Nel nuovo A DUE Beatrice si conferma regista polistrumentista e assoluta prima donna.L’irriverente giocosità dispensata a piene mani  da Beatrice Antolini  cattura all’istante.....


MUSICA LEGGERA-Mario Giugni.....


Articolo/intervista (a cura di  Gisela Scerman) di 6 pg con ampio servizio fotografico esclusivo (a cura di Roberto Baldazzini)....


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Beatrice è Beatrice.Tutologia doverosa in un ambito come quello della musica italiana dove i riferimenti sono una  prassi obbligata e talvolta estenuante per attribuire giudizi di merito o di valore. ....


A Due lambisce tanto il folk quanto il rock’n’roll,abbraccia la poesia soffusa e l’urlo.. risultato:Una serie di brani ad impressione,in cui le melodie si perdono e riaffiorano,anni ’50 e futuro si mischiano in maniera fluida perché ben condotta da un soggetto che non vuole ricalcare nulla ma solo esprimersi.L’Antolini ha tutte le carte in regola per abbandonare sentimenti di rivalsa o appartenenza nei confronti di qualsiasi scena….Beatrice Antolini rappresenta una delle poche rocker italiane davvero convincenti.Segno se non di rinascita del panorama nostrano,di una sua certa imprevedibilità.....


IL MUCCHIO John Vignola ....


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A Due è un gioiellino di pop psichedelico e scuro che mescola un po’ di tutto;dalle ballate anni ’50 come clear my eyes fino al rock latino di A New room for a quite life.Lei è un vero peperino.Basta parlarle per capire che vive in un altro mondo:il suo.E ci sta benissimo,leggendo Moravia ed ascoltando i Talking Heads.....


VANITY FAIR  articolo con foto e intervista a cura di Paolo Giordano....


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A Due alza la posta in gioco e si presenta come un lavoro maggiormente a fuoco,rifinito in ogni suo singolo dettaglio.Che la ragazza sia un portento ed un piccolo fenomeno è palese…;la fantasia è incontenibile,da fiaba gotico allucinogena dalle mille sorprese…Uno dei migliori album ascoltati in questo 2008....


AUDIOREVEW-Elena Raugei....


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Volevamo parlare del nuovo disco di Bea­trice Antolini (in spazio recensioni), anche in virtù dell’interessamento che da sempre suscita in noi di Sentire Ascoltare l’opera della cantante marchigiana (SA n. 42), e in­vece ci siamo inaspettatamente ritrovati a riflettere su un personaggio dalle numero­se sfaccettature. Un’artista che negli ultimi due anni è finita sulla bocca di tutti, ha rac­colto consensi e citazioni su testate anche non strettamente di settore, ha lavorato in ambito major, sviluppando nel contempo un tocco personalissimo in musica. Quello che l’ha portata a costruire un piccolo caso tra le maglie strette della scena indie, lei, pianista di impostazione classica col vizio del pop sghembo; lo stesso che ha garantito al suo disco d’esordio Big Saloon elogi sperticati e ben due ristampe. Beatrice Antolini smette i panni giocosi dell’equilibrista sul filo e comincia a fare sul serio. O meglio, decide che l’ecletti­smo radicale messo in bella mostra, le spi­rali smaglianti, il dinamismo “costi quel che costi” del disco d’esordio sono roba da teenager mentre lei, della teenager, non ha più nulla.. Un processo evolutivo che sceglie di allar­gare le vedute, di abbandonarsi a paesaggi musicali che trafficano con morbidezze sug­gestive (Morbidalga) e strumentali notturni (Modern Lovers), prove generali di croo­ning evocativo (Clear My Eyes) e dondolii vaporosi (Secret Cassette), sempre col vizio dell’andatura sghemba e dell’accordo stor­to. Perché quello è il segno distintivo del­la poetica dell’Antolini, la capacità cioè di trasformarsi a comando, di seguire i propri saliscendi d’umore e di personalizzare gli input musicali rendendoli, a turno, elusivi o febbrili. Un’attitudine che si ritrova anche in questo secondo disco e che, se possibile, viene ulteriormente raffinata e resa coerente da un’ autoanalisi che sembra parlare di ma­turità raggiunta…un’artista consapevole: in primis delle proprie capacità e poi delle po­tenzialità di diffusione di una formula che sembra smarcarsi dalle etichette di genere e, ne converrete, non ha eguali nemmeno ol­treoceano. Teniamocela stretta. (7.7/10)....


SENTIREASCOLTARE RECE+INTERVISTA+SERV FOTOGRAFICO....


A Cura di Fabrizio Zampighi....


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INTERVISTA ROCKIT.IT + PROMO DIGITALE....


http://www.rockit.it/magazine/articolo.php?x=758&y=i....


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…un album feroce, crudo, scuro, la summa del fare tutto da soli. Pieno di strumenti e – soprattutto - di ispirazioni…pop, psichedelia, musica esotica, colonne sonore, ancora qualche accenno al vaudeville, songwriting sbilenco, tribalismo post punk. Cattiveria anfetaminica ("Funky Show", "A New Room For A Quit Life"), schizofrenia ("Sugarise", "Double j"), passaggi liquidi, ipnoinducenti, atmosfere sognanti che insieme stordiscono e fanno paura ("Morbidalga", "Modern Lover", "Clear My Eyes", "Taiga").Traspira emotività, il che spiega come "A Due" sia un lavoro complesso e non un semplice esperimento di sorta. Una delle migliori uscite del 2008.....


ROCKIT.IT Sandro Giorello....


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Una nuova consapevolezza (motivata anche grazie alle importanti collaborazioni con Baustelle e Bugo) hanno spinto la cantautrice in territori più sperimentali e onirici scrivendo arrangiando e suonando l’album completamente da sola. Funky Show sembra l’incontro fortuito fra Bjork e i Fiery Furnaces, ma tutto l’album è animato da veloci cambi di ritmo e stile, passando da una ballad degli anni cinquanta fino ai Talking Heads. Pop deviato e intrigante, studiatissimo e ben fatto, “A due” è un patchwork straordinariamente assortito di generi che scorrono in un flusso musicale che rientra nella forma canzone. Un album complesso, da gustare ascolto dopo ascolto.....


BEATPRESS Luca Garavini....


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Le tracce di A DUE scorrono nel lettore come fotogrammi di una pellicola surreale.Un viaggio tra giochi di prestigio e psichedelia.Una strada felliniana,percorsa da clown e funanboli.W le,abile alchimista,compone,canta,e suona tutto da se.....


”Hanno accostato la mia musica al cinema di Tarantino:Non mi ci ritrovo.Lui è moderno,stiloso.Io n po’ antica.Direi più Polansky o Lynch.....


GQ rece/intercista con foto a cura di Valentina Giampieri.....


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Capelli neri corvini e sguardo penetrante. Abbiamo lasciato Beatrice nel suo fantasioso Big Saloon insieme ad una mezza dozzina di amici immaginari, tra i quali Carmel, Leila, Syd Barrett e Tom Waits. A distanza di due anni la ritroviamo capace di raccontare con una manciata di canzoni i segreti delle sue fantasie e dei suoi ricordi. La musica è sempre più personale anche se meravigliosamente legata a mondi passati: un po' di Canterbury (Henry Cow, Art Bears) e un po' di no-wave (Talking Heads, This Heat) ben amalgamati con un'incredibile attitudine per la melodia pop. Beatrice canta e suona praticamente da sola ogni nota sul disco. La sua è una dote particolare e le sue conoscenze musicali sono tutt'altro che scontate. Rispetto al precedente “Big Saloon” su “A Due” c'è molto più ritmo: "Funky Show" sembra voler rendere omaggio al David Byrne dei migliori Talking Heads; "A New Room For A Quiet Life" è un'audace danza tra jazz e latinrock che solo un temerario come Kip Hanrahan avrebbe saputo arrangiare meglio di così. Anche se l'aspetto del disco meno immediato, ma che emerge solo dopo ripetuti ascolti, è una vena intimista che brilla in canzoni come "Secret Cassette", dove la giovane principessa di Macerata va a toccare alcune corde care a Stina Nordestan, mostrando un lato intimista ripreso poi ancora più avanti sull'album. Leggera ma essenziale la mano di Marco Fasolo dei Jennifer Gentle dietro la consolle del montaggio.....


ROCKERILLA  rece+Intervista con foto a cura di Roberto Mandolini....


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L’immaginario dell’Antolini è un immenso cartoon,ma come può partorirlo la mente inquieta di Tim Burton.Filastrocche Horror,stomp dannati alla Tom Waits, ninne nanne che ti consegnano languidamente nelle mani dei tuoi peggiori incubi;una tenera ballata d’altri tempi che renderà delizioso l’arsenico versato nel vostro caffè.....


RUMORE Barbara Tomasino....


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In un mondo dove il maschilismo domina anche la musica leggera con il secondo album l’enfant prodige maceratese è sempre più paladina del gentil sesso.....


Un album personale e temerario,avulso dalle regole di mercato come solo i migliori prodotti alternativi possono essere..album perfetto per il mercato internazionale.....


FREQUEENCY Luca Cacciatore....


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Prendi una dimensione onirica e trasformala in musica di qualità. Pare abbia agito così Beatrice Antolini, alla sua seconda e sorprendente sortita discografica.E nel tramutare i sogni in realtà ha dato vita a un affascinante caleidoscopio che trasmette la completezza di un'artista vera, capace di attingere da fisionomie musicali differenti e di fonderle in modo per nulla posticcio…una voce rubata alle sirene (che in alcuni passaggi ricorda Gwen Stefani) ammalia l'ascoltatore in modo ora dimesso, ora sofferto e divertito (rigorosamente in inglese), spiazzandolo con soluzioni melodiche sempre ardite e intelligenti. I riferimenti a Tori Amos, le atmosfere dark di Siouxsie e tutte le altre fonti che sembrano ispirare Beatrice, arricchiscono la particolare bellezza di un disco le cui prospettive vanno parecchio oltre ogni canonico tentativo di fare musica oggi. Per questo lo si apprezza ancor di più. Ce ne fossero di ragazze così.......


DELROCK Disco della settimana Simone Vaga....


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Beatrice Antolini si conferma una delle più interessanti realtà del panorama musicale italiano. Dal silenzio di uno studio sperduto tra le colline modenesi arriva A Due, secondo album dell’artista marchigiana. Undici tracce quasi interamente composte e suonate dalla stessa Antolini nelle quali si concentrano devozione e poliedricità già notate nel precedente lavoro. Freschezza e un pizzico di follia A new room for a quiet life, sperimentazione e sonorità oscure Taiga e accelerazioni improvvise Pop goes to Saint Peter segnano un deciso passo avanti rispetto al disco d’esordio che già aveva riscosso buon successo.....


MILANO e FINANZA Massimo Volpi....


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La Beatrice è una tipa estrosa e sui tasti ci sa fare. Qui è al suo secondo disco, sempre pieno di verve e di genio, di pianoforti e architetture, di cadute e impennate. Lei, come in passato, canta in inglese, ma la parte vocale non è sopra i suoni, ma tra i suoni. Ora le atmosfere si incupiscono un po’, ma sempre, ripeto sempre, con quel brio latente che sembra esplodere. Ancora una volta il disco è stato creato in quasi solitudine. Anche se in passato si è avvalsa della collaborazione di amici come Bugo, Baustelle e Jennifer Gentle. “A Due” è un disco insolito, per questo è adatto a chi non è monotono......


UNIVERSITINFORMA-Roocco rossetto....


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E’ un disco stimolante per la vostra fantasia ammuffita dalla estenuante ricerca di qualcosa di genuino che non sia per forza Capossela;ecco,la Antolini potrebbe essere una degna risposta femminile al sommo Maestro; non c’è lo zumpa zumpa tipico, ma tanta creatività sparsa come shangai da rimanere gonfi.....


Quindi bella e brava? Si, ancora più brava se avesse avuto il coraggio di parlarci in italiano, ancora più bella se nel libretto ci fossero solo le sue foto.....


KATAWEB MUSICA Fabrizio Galassi....


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L'approccio alla musica nel nuovo disco si fa più maturo, anche se sempre guidato da una grossa urgenza interiore e senza abbandonare il gusto della sperimentazione, anzi riuscendo a far convivere omogeneamente, all'interno di un unico progetto, psichedelia, ispirazioni broadwayiane, ispirazioni proto-punk, canzone d'autore e sonorità vintage.....


"A Due" conferma i 'sospetti' che avevamo sulla bravura di Beatrice, confermandola come una delle più convincenti promesse del panorama italiano underground.....


MTV.IT  Mauro Santoriello....


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“A Due” segue di due anni “Big Saloon” ed è la conferma di tutto quello che di buono era stato detto su questa pallida creatura.....


Dopo le collaborazioni con Baustelle e Bugo, Beatrice Antolini è rientrata nei suoi incubi a velocità supersonica. Prendete i Beatles, rendeteli ancora più schizofrenici e suscettibili, mischiandoli con gli Arcade Fire e mandate tutto al macero nella surreale macchina che risponde al nome di Jennifer Gentle. Quello che uscirà è un talento strano e quasi inafferrabile. Musiche spettrali e rimandi Looney Tunes per una psichedelìa tutta particolare. Un blues isterico composto per intero dalla Antolini. Mille ascolti ai Blonde Redhead e una danza color porpora. Si…una danza strana. Hai ballato bene col diavolo e ti sei divertita. Gli hai strappato un sorriso, gli hai soffiato la tua musica nella bocca e lui te l’ha sputata indietro nella tua, finché non vi siete intossicati a vicenda con tutte le vostre stupende frustrazioni.....


INDIEFORBUNNIES Govanni Venditti....


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A Due” risulta studiato nel minimo dettaglio ,ben strutturato e più coeso del suo predecessore. Un disco che richiede l’assoluta attenzione di ognuna delle cinque sfere sensoriali per essere ascoltato. Concepito più come colonna sonora di visioni mentali, filmiche, concrete, dove trovare la melodia è difficile, ma le cui strutture sono adibite a vestire cortometraggi musicali. Un disco che presto vi si rivelerà semplicemente miniera poliedrica di questa grande e ingegnosa compositrice dalle trovate sonore “fantasticamente” geniali.....


Ricchissimo e complesso musicalmente, risulta celebrale e non emozionale, ma sicuramente innovativo e sorprendente.....


Gettatevi in questo cinema in note: visionario e favoloso. Non chiamatela più Indie Queen, adesso Beatrice è diventata una stella, si, una Star di Hollywood!Marilyn, we love u! Opss…Beatrice!....


GUFETTO Giulio Bartolomei....


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E’ tornato l’ultimo strale di bellezza artistica della nostra scena indipendente. E’ lei: Beatrice Antolini, la sintesi della donna-musica. Il suo secondo capitolo A due è un caleidoscopio di infiniti colori e sfumature, dove tutti i brani sono stati scritti e suonati da lei stessa…In Italia fortunatamente esiste ancora l’arte ed il talento.....


LOSTHIGHWAYS Vladimiro Vacca....


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Sbarazzina ma non troppo, ancorata a un modello di pop "favolistico", Beatrice Antolini è una delle giovani promesse indie italiane. Scopriamo il mondo incantato della talentuosa pianista maceratese, tra sfarzosi saloni westerniani e annichilimenti da Alice (s)perduta nel bosco.....


ONDAROCK Intervista a cura di Magda Di Genova....


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A Due si presenta come una piacevole conferma, con la sua andatura strana e il mondo fantastico che apre davanti ad ogni ascolto. Realizzato come vuole la leggenda “in quasi assoluta solitudine in uno studio sperduto tra le colline modenesi”, è costituito da undici perle sorprendenti, undici canzoni morbide e dilatate, suonate quasi tutte da sola dalla splendida Beatrice; un talento naturale il suo, allenato da anni a suonare di tutto con tutti.....


ALLIGATORE Diego Pinamonte....


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“A Due” è un album che va ascoltato come fosse la colonna sonora di una fiaba, che ti trascina per boschi nei quali il primo Sole ha diradato da poco la nebbia.....


Le sonorità new wave che pervadono l’album accompagnano in maniera sapiente e raffinata Beatrice da una traccia all’altra, creando una struttura “ad anello”, portandola dalla spensieratezza dei due brani d’apertura, “New Manner” e “Funky Show”, all’oscurità di “Clear My Eyes”, fino alla quiete di “Taiga”, preludio di un nuovo inizio.....


MUSICZONE/GIOVANI.IT....


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Ancora più bello del primo, più intimo, più maturo, registrato con astuzia e minuzia. Con questo album Beatrice afferma se stessa e la sua musica "a strati".......


XTM.IT Geordie Echo....


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Il disco della conferma di un talento totale, che ha ancora tanto da dare alla musica tutta.....


AUDIODROME Giampaolo Cristofaro....


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 Tra suggestioni psichedeliche e strumentazioni retrò, Beatrice Antolini colpisce nel segno con un album di pura creatività e spiccata immaginazione.....


MUSICBOOM Stefano Ricci....


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Sbarazzina ma non troppo, ancorata a una modellazione pop favolistica, Beatrice Antolini è una delle giovani promesse della scena indie italiana. Timbrica jazzata e annichilimenti da Alice (s)perduta nel bosco caratterizzano un suono talvolta indefinibile e straniante. Benvenuti nel mondo fatato della giovane pianista maceratese....


ONDAROCK Michele Sarran....


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…un disco dalla genesi ponderata e ben rifinita, le cui caratteristiche meditate non levano forza edimpulsività al lavoro, bensì ne consolidano la forma, riuscendo ad eliminare ogni imperfezione generata dalla troppa urgenza.....


un pop psichedelico dalle vie imprevedibili. Chiave espressiva attraverso cui Beatrice sembra dare il meglio di sé e che riesce ad enfatizzare la voglia di fondere il suo carisma nella musica, senza trasformare il lavoro in un calderone di costruzioni stilistiche disparate e senza collocazione apparente.....


Un buon ritorno, quindi, che conferma nuovamente il talento di questa promessa musicale.....


LIVEROCK.IT Giulia Palummieri....


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Piovono rane e sacher torte. La signora del piano di sopra passeggia con un'iguana al guinzaglio. Il salumiere affetta rose. Il signor Esposito oggi va in ufficio in mutande, ma col calzino abbinato. La gran scioltezza con cui la Antolini si muove felina tra i generi e i cambi di ritmo più disparati è la riprova che qualcosa di caldo e luccicante sia nato sotto il sole opaco dello Stivale.....


SULLIVAN STREET BLOG  GIUSEPPE “JOSES” FERRARO....


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Nel nuovo album A DUE mescola stili e generi.Dal rock alla Psichedelia.Beatrice Antolini,talento autarchico,canta, suona,scrive e produce i suoi dischi in quasi totale solitudine.E dopo il passaggio dalla provincia alla città non esclude il salto dall’underground alla grande scena.Ma senza fretta e , soprattutto, senza tradirsi.....


IL RIFORMISTA--Articolo ¾ di pagina con foto ed intervista a cura di  Giorgio Nerone....


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Una sorta di Ragtime psichedelico per una reginetta dell’underground alla bolognese,del cui ragù musicale sarebbe interessante avere la ricetta.M a ne sentiremo riparlare..senza dubbio.....


L’INTERNAZIONALE-Andrea Canei....


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"A Due" segna il trionfo della creatività di Miss Antolini, ne decreta lo status di Artista, persino mentre ne sottolinea l'insopprimibile vanità. L'opener " New Manner" è grandiosa dichiarazione d'intenti, con le calde intuizioni melodiche che declinano verso un vortice di caos e ne riemergono trionfanti e cambiate. E' così "A Due": non si accontenta, ha un bisogno fisiologico di fuggire, cambiare, stupire mentre pasticcia con le convenzioni indie e cantautoriali sino a renderle irriconoscibili.....


INDIEPOP.IT....


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Un’architettura sonora molto raffinata che spiazza al primo ascolto e impressiona a quelli successivi.....


IL CORRIERE MERCANTILE DI GENOVA- Francesco Casuscelli....


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Grande immaginazione melodica e gusto nell’accostare stili e timbri per un disco più ricco dell’esordio.....


La cantante sembra esprimersi ora in modo più convinto , a partire dalla sua voce, e si colloca in quel filone praticato da A Toys Orchestra e soprattutto jennifer gentle.....


JAM-Rossella Bottone....


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Sulle colline modenesi c’è un posto dove avvengono cose strane e bellissime perché abitato da chi di queste situazioni è la creatrice.Quando Beatrice vi si è rinchiusa in completa solitudine ed ha aperto le sue stanze,sapeva che le avrebbe riempite di meraviglia…fino all’ultima camera di TAIGA in cui ti accorgi che non vorresti più uscire dal rifugio di Beatrice Antolini....


ROCKSTAR Sergio Lacavalla....


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Fantasia ed estro, malinconia e divertimento,introspezione ed ironia. C’è praticamente tutto in termini di intuizione e contaminazione nel nuovo album di Beatrice Antolini. Dalla New Wave al post punk,dal pop-jazz alle rarefazioni di una psichedelia garbata oscura e suadente.Il poliedrico talento della musicista italiana conferma la sua naturale attitudine alla sperimentazione e alla ricerca di una forma che sintetizzi le voci del proprio animo.....


RITUAL-Recensione+Intervista con foto  a cura di Paolo Bertazzoni....


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…la Antolini rappresenta un caso unico nel panorama musicale italiano: Beatrice ha scritto, arrangiato e suonato quasi tutti gli strumenti, imprimendo la propria personalità a ogni canzone del disco. Influenze quasi schizofreniche, che saltano dalla classica melodia italiana alle nevrosi stile Talking Heads che animano la conclusiva “Taiga” si amalgamano in ogni singolo pezzo, costruendo un mosaico policromo in cui il gusto del dettaglio e la visione d’insieme diventano una cosa sola”.....


SKY.IT Fabrizio Basso....


WEB PRESS “A DUE”-Beatrice Antolini....


Uff stampa e promozione Paolo Naselli Flores info@urtovox.it....


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http://canali.kataweb.it/musica/2008/10/15/beatrice-antolini-a-due....


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http://www.gufetto.it/cms/index.php/Musica-recensioni/Beatrice-Antolini-A-Due.html....


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http://www.musicmap.it/recdischi/ordinaperr.asp?id=1750....


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http://www.losthighways.it/2008/10/12/a-due-beatrice-antolini/....


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http://ondarock.it/recensioni/2008_antolini.htm....


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http://www.ondarock.it/recensioni/2008_antolini.htm....


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http://ondarock.it/interviste/beatriceantolini.htm     INTERVISTA....


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http://alligatore.blogspot.com/2008/10/intervista-beatrice-antolini.html....


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http://theswedishnurse.blogspot.com/....


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http://www.indieforbunnies.com/....


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http://www.musiczone.it/rock/beatrice-antolini-a-due-recensione.html....


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http://www.ilcibicida.com/readarticle.php?article_id=1524....


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October 24, 2008 - Friday 
Il prossimo 16 novembre Beatrice Antolini sarà a Cuneo, insieme a Vinicio Capossela e Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, per un  seminario dedicato ai rapporti tra letteratura e utilizzo del linguaggio musicale tenuto nell''ambito della manifestazione Scrittorincittà.

Per ulteriori informazioni e dettagli della manifestazione: www.scrittorincitta.it

September 4, 2008 - Thursday 

New album "A due" out October 17th !

BEATRICE ANTOLINI 'A due' (Urtovox, 2008)

....Esce finalmente, a due anni di distanza dalla pubblicazione di Big Saloon, il nuovo album di Beatrice Antolini. Si intitola A Due, è stato concepito e realizzato in quasi assoluta solitudine in uno studio perduto tra le colline modenesi ed è insieme la continuazione e il deciso superamento dell'album precedente. ....
Nel frattempo, infatti, ci sono state molte date in giro per l'Italia, le prestigiose collaborazioni con Baustelle e Bugo e soprattutto la nascita di una nuova consapevolezza nei propri mezzi. ....
Certo il pop scherzoso e proteiforme di Big Saloon, con le sue bizzarrie multicolori da cartone animato, spunta ancora qui e là ma sin dal primo brano A new manner ci si imbatte in un'ispirazione nuova, spesso più oscura ma anche più matura e pensosa.
E' nel delicato equilibrio tra le accelerazioni di pop mutante di Sugarise e Double Jay e le misteriose atmosfere cangianti e psichedeliche di pezzi come Morbidalga e Secret Cassette che sta tutto il segreto di questo disco, meditato e fortemente voluto in ogni suo piccolo particolare.
Più ricco ed insieme più conciso dell'album di esordio, A due è basato su arrangiamenti vertiginosi quanto controllati, capaci di spaziare in un battito di ciglia e senza forzatura alcuna dalla ballata anni Cinquanta di Clear my eyes all'incredibile fusione di latin rock e new wave che è A new room for a quiet life.
In un caso quasi unico nel panorama musicale italiano, Beatrice ha scritto, arrangiato e poi suonato quasi tutti gli strumenti, imprimendo la propria personalità ad ognuna delle canzoni del disco. Ecco come influenze quasi schizofreniche (dalla classica melodia italiana alle nevrosi Talking Heads che animano la conclusiva, monumentale Tiger) possono amalgamarsi all'interno di ogni singolo pezzo, creando un mosaico policromo in cui gusto del dettaglio e visione d'insieme si fondono perfettamente.
Registrato insieme a Davide Cristiani di Bombanella Studio e missato da Marco Fasolo (leader dei Jennifer Gentle), A Due sarà pubblicato da Urtovox il prossimo 17 ottobre.
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Two years after the release of  her previous album Big Saloon, one of the most acclaimed Italian indie releases in recent years, Beatrice Antolini will unleash her brand new record A Due this October.....
While her profile grew constantly (thanks to endless touring, prestigious collaborations with Italian mainstream artists like Baustelle and Bugo and press features on major magazines), she took her time to work on the new songs and the final result is a new album overflowing with fresh ideas and bold arrangements.....
Written, arranged and produced by Beatrice (who also played nearly every instrument), A Due marries the mutant avant-pop sounds of her first LP with a new-found sensivity and attention to production detail.....
Listening to the weird, dizzy pop rollercoasters that are Double Jay and Sugarise or the hazy, psychedelic atmosphere of Morbidalga is like embarking for a very strange trip that includes stops like the bizarre latin rock-meets-new wave A new life and the amazing 50's tearjerker Clear my eyes.....
Still, everything is kept under control by Beatrice's songwriting and production skills, happily marrying acoustic and electronic sounds in an artistic tour de force that never seems forced or contrived. Perfectly  at ease with influences as disparate as Italian masterful chansonnier Paolo Conte and the Talking Heads at their most neurotic, Beatrice crafted a lush, adventorous and absolutely unpredictable album that sounds like nothing else coming out of Italy.....
A Due was recorded by Davide Cristiani at Bombanella Studio and mixed by Marco Fasolo ( Sub Pop's ..Jennifer Gentle mainman) at his Ectoplasmic studio.....
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