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Land of Hate Blog

Land Of Hate (Split cd out Now!)



Last Updated: 1/3/2010

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Status: Single
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Signup Date: 6/4/2006

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Monday 27/07/2009 
METALDEMONS: http://metaldemons.altervista.org/recensioni/gruppi/landofhate.htm

I Land Of Hate sono ormai da considerarsi tra i massimi esponenti della scena estrema calabrese a fronte di una già nutrita discografia (sono attivi solo dal 2005) ed una distribuzione che, a forza di collaborazioni, ha toccato mezzo mondo. Il presente dei Land Of Hate si chiama "Neutralized Existence", quasi un vero e proprio full-lenght di thrash-death furente, teso e dai particolari risvolti rigidi e cadenzati. I miglioramenti sono sempre più evidenti, sia sotto il profilo strettamente compositivo che quello tecnico-esecutivo soprattutto da parte del sempre più bravo singer Marko e della scatenata sezione ritmica. La band sta letteralmente bruciando le tappe e la freschezza di queste songs aggiunta all'impavido piglio da imminente olocausto che marchia a fuoco ogni singola traccia garantisce una qualità musicale superiore alla media. Chitarroni possenti, repentini inserimenti grind e lievi sfumature doom rendono canzoni come "Murderous State", "From the Street", "In the Hands of Destruction", "Extreme Violence" e la stessa title-track capaci di segarti le gambe al primo ascolto grazie anche ad una multiformità che non può più passare inosservata. L'alto livello di scrittura raggiunto e l'inesauribile creatività del gruppo confermano, se mai ce ne fosse ancora bisogno, le capacità dei Land Of Hate, una piacevole realtà smaniosa di ritagliarsi un ormai legittimo stralcio di celebrità.
Top Song: "From the Street"


ARISTOCRAZIA WEB ZINE: http://aristocraziawebzine.blogspot.com/2009/12/land-of-hate-neutralized-existence.html

Continua la folle corsa della formazione calabrese mai doma dopo lo split "4 Way To Scream Your Hate" sempre di quest'anno rilascia finalmente l'atteso debut "Neutralized Existence".
Le coordinate sonore sono quelle ormai conosciute, un thrash/death che fa della carica e dell'impatto le due doti principali, nessun tipo di ricercatezza, insomma una bella botta d'adrenalina.
Disco concentrato anche nella durata visto che il tutto si svolge in quasi trenta minuti scanditi da riff spaccaossa e buone soluzioni solistiche (alle volte poco efficaci però) che coinvolgono l'ascoltatore.
I ragazzi continuano il loro percorso non tradendo le aspettative, picchiando come forsennati e lasciando a Marco il compito di "accarezzare" i nostri timpani con la sua solita veemenza.
Ci sono 3-4 tracce che si assestano come hit vere e proprie all'interno di questo "Neutralized Existence" inziando dall'opener "Claustrophobic" passando per "Murderous State" sino ad arrivare alla conclusiva "Extreme Violence", quello che mi chiedo è perchè una realtà simile debba trovare una label del Perù a produrla?
L'unica risposta sta nella coerenza e sound della band, lasciano che sia il tempo a dare risultati e ad evidenziarne la maturazione senza vendersi al miglior offerente proponendo uno stile che ormai è relegato ad una schiera d'appassionati.
Chi conosce già il loro sound non verrà deluso da questo primo capitolo in forma lunga anzi ne troverà spunto per seguirne le vicissitudini future, chi non avesse mai avuto il piacere d'incontrarli sulla sua strada avrà di fronte una formazione genuina e incazzata come poche, non vi resta che ascoltare e...headbanging!!!



METALWAVE: http://www.metalwave.it/viewrece.php?id=2189

Quando mi imbatto nell'ascolto di una band Thrash-Death moderna subito mi domando quale tipo di produzione cristallina possa avere e quale e quanto “sound diretto” contenga, oltre che naturalmente la loro credibilità. Il 70% delle volte trovo spazzatura da cestinare nell'immediato momento successivo all'ascolto, ma quel poco di 30% che mi si presenta a volte spesso determina una speranza, piccola, timida e lieve ma pur sempre una speranza!
In quel 30% fa il suo ingresso “Neutralized Existence” dei nostrani Land Of Hate, band che non è esattamente alla prima release, anzi, ne ha viste parecchie finora sia sul palco che fuori e di fatti dopo un paio di meritati ascolti ho raggiunto il mio più che discreto verdetto.

Che sappiano suonare è cosa indiscussa (anche buona e giusta già che ci stiamo) e l'esposizione dei pezzi, benchè non eccessivamente originali, è più che buona. L'ascolto scorre via in quei 28 minuti di minutaggio che è una bellezza e si sente la voglia di tornare indietro oppure impostare il “repeat all”.
Una furia violenta e rabbiosa abbraccia la musica dei nostri che si presenta come un muro di mattoni diretto in faccia. Urli strazianti, drumming preciso senza esser per forza monotono e schitarrate degne del miglior genere ci tengono compagnia facendoci anche riflettere sulla società di oggi. Non un disco politico ma un disco reale, come pochi ce ne sono.
Consigliato a tutti gli amanti del metal estremo serio, prodotto in modo non del tutto pulito e ricco di energia. Ottimo lavoro guys!


TRUE METAL: http://truemetal.it/reviews.php?op=albumreview&id=8273

 
Sedetevi. Aggrappatevi a qualsiasi cosa. Una volta schiacciato il famigerato tasto play, sarete pervasi da rabbia inaudita. Neutralized Existence dei Land of Hate si rivela un passo avanti dall’ultimo apprezzato MCD Gener(h)ate. Il gruppo dimostra di aver maturato appieno le idee musicali, tracciando una linea guida precisa e mantenendo salde le caratteristiche peculiari dei precedenti lavori, ma incattivendosi ancor di più. E non era cosa semplice.
Parliamo di una band nostrana, che risiede in una delle regioni dove il disagio sociale si vive sulla pelle, in prima persona e tutti i giorni: Calabria. Ed è facile capire da dove i Land of Hate attingano idee nervose e irascibili, tirando “pietrate” disumane verso tutto e tutti. Netraulized Existence si tatua addosso un piacevole gusto retrò di sano thrash anni 80, grezzo, lineare, senza metter freno a parti death decisamente sfiziose. Un mix dosato e perfido che offre dinamismo all’esecuzione, favorendone un piacevole ascolto. Parti ossessive e lente creano una falsa quiete che puntualmente trova sfogo in parti di delirio virtuosistico, dove la batteria sostanziosa e lineare di Attila detta tempi rapidissimi in maniera fluida, in piena sintonia con il cantato di Marko Veraldi. Il brano Murderos State dimostra in tutto e per tutto quanto detto sopra: intro lento e opprimente che esplode in repentine accelerazioni di violenza gratuita. L’autorevolezza vocale agevola molto questi passaggi immediati di matrice death; voce che col passare degli anni matura e impressiona sempre più con un growl secco e viscerale che lascia francamente uscire collera e disagio, sposandosi perfettamente con l’andamento dei pezzi. Ciò che piacevolmente impressiona è l’esecuzione che si svolge in maniera spontanea, senza forzare l’andamento musicale e non lasciando nulla al caso. Altri brani in risalto, che non screditano assolutamente gli altri, sono From the Street - che entra in testa con disarmante facilità grazie a un riff assiduo e ben studiato - Mind Devourer e Claustrophobic, due pezzi da pogo assassino.
Bel lavoro per i calabresi Land of Hate, prodotto dalla coreana Infernal Chaos e registrato presso i Soundform Studio’s. Nel complesso picchiano veramente duro,  evitando banalità nella struttura dei pezzi. Nulla da eccepire, se non in prospettiva futura: gli assoli di chitarra, pur originali, mostrano grosse potenzialità senza però spiccare il volo verso un’identità precisa.


SHAPELESS ZINE: http://www.shapelesszine.com/recealbum/landofhate-neutralizedexistence.htm

Tornano i Land Of Hate sulle pagine di Shapeless, poco dopo la recensione del loro split a quattro con Zora, Smashhead e Deathcrush. Ed è un ritorno di tutto rispetto. Infatti, il gruppo si presenta con un album fatto e finito, pubblicato dalla Infernal Kaos Production. La copertina verdastra che racchiude il CD inquieta ed intriga allo stesso tempo: in basso vediamo un volto mostruoso, e sul suo capo si intravede un fungo atomico. Il libretto di due pagine contiene tutti i testi, la formazione ed i ringraziamenti. In calce, la frase: "Disorder, aggression, total devastation": una vera e propria dichiarazione di intenti.
Le registrazioni hanno avuto luogo negli studi Soundfarm di Catanzaro. La formazione che ha inciso il CD vede Marko alla voce, Niko e Saso alle chitarre (il primo si occupa anche degli assoli), Ifilien al basso e Attila alla batteria.
Si parte con "Claustrophobic": la canzone mette subito tutti a tacere, col suo incedere severo ed oscuro. La qualità di registrazione, ottimale, mette in evidenza da un lato la grande potenza esecutiva dei calabresi, dall'altro rende giustizia al loro suono aggressivo ed ostile. Si tratta di una canzone piuttosto semplice e schietta, che va immediatamente al dunque. La prima parte è prevedibile ma ben fatta. Dopo una pausa, le note del basso danno il via ad un validissimo assolo di chitarra, e ad un crescendo irresistibile. In questa occasione, i Land Of Hate non puntano affatto sulla velocità, ma sul potere evocativo della loro musica.
"The Torment" è un brano cattivo, che conferma quanto di buono si sia ascoltato nell'opener. Valida la prova del cantante, sempre molto esagitato dietro al microfono. Le chitarre suonano riff ben definiti, ma decisamente marci e striscianti. La sezione ritmica è tesa, ma anche questa volta evita di spingere sull'acceleratore più di tanto. I punti di riferimento stilistici dei nostri si rivolgono al death metal più tradizionale (nello specifico, questa canzone mi ha ricordato qualcosa dei Bolt Thrower), lasciando da parte gli spunti thrash che hanno contraddistinto, e contraddistinguono, il suono del gruppo sino ad oggi. Anche qui buon assolo, un appuntamento immancabile.
"Murderous State" ci ripresenta il solito campionario di riffoni di chitarra densi e metallici, e le consuete progressioni ritmiche striscianti e mai troppo veloci. Dopo una partenza nella norma, però, "Murderous State" da vita ad alcuni riff molto belli, prima di partire in maniera furiosa, spiazzando così l'ascoltatore, ormai convinto di trovarsi di fronte all'ennesimo mid-tempo. I Land Of Hate dimostrano una grande dimistichezza con la velocità, come già testimoniato in passato, ma in questo caso la canzone gode di un dinamismo incredibile, grazie ai numerosi cambi di tempo, alle accelerazioni ed ai rallentamenti. Un brano da headbanging assassino, tutto da ascoltare! E che tiro, che groove!
"Minds Devoured", introdotta da voci che urlano "assassini!", racchiude in sè un'urgenza di violenza che ha dell'incredibile. Marko, al microfono, è realmente esasperato; le ritmiche sono convulse e nervose. Anche i vari riff, in continuo passaggio dal legato allo staccato, creano un senso di confusione e di irrequietezza che non può non coinvolgere. Molto trascinante, "Minds Devoured" recupera le influenze thrash tipiche del quintetto, capaci di donare al ritmo un'agilità inconsueta per il death metal. Interessante il rallentamento ed il successivo assolo melodico di chitarra. Diretti e privi di fronzoli particolari, i Land Of Hate si candidano, lavoro dopo lavoro, come una delle realtà estreme più promettenti della nostra penisola.
Siamo arrivati alla traccia che dà il titolo all'album. I riff di partenza colpiscono subito il segno, ed anche la partenza a razzo, che dà vita ad una cavalcata metallica infernale e fiammeggiante. Anche qui, gli elementi thrash arricchiscono il death metal dei Land Of Hate. "Neutralized Existence" sembra rifarsi, come ispirazione, a certo thrash secondario e "nero" degli anni '80, tradotto però in linguaggio death ed aggiornato al 2000. Bravi come al solito, i cinque musicisti danno prova di carattere ed attitudine.
"From The Street" segna il ritorno dei nostri in territori più ricchi di groove. La canzone è lenta, ma decisa, ed anche l'alternarsi tra pause ed esplosioni sonore ha la sua importanza. Di facile presa, risulta un po' prevedibile, e potrebbe ricordare nel suo insieme qualcosa dei vecchi Obituary, anche se meno sghembi. Si segnala qualche improvviso cambio di rotta, ma "From The Street" non riesce a decollare, nonostante il ritornello sia di facile presa.
"In The Hands Of Destruction", aperta da un'introduzione da film horror gotico, ci prende in giro con delle battute lente e melodiche, che presto si trasformano in un assalto rabbioso e velocissimo. Death metal che puzza di zolfo, grondante sangue e nero come la pece. La potenza è devastante, ed è impossibile non apprezzare questa prova del gruppo. La struttura è molto varia ed i riff, sebbene tradizionali, sono legati tra di loro con talento e buon gusto. Valido anche l'assolo atonale che conferma il carattere libero ed ultra-aggressivo di "In The Hands Of Destruction".
"Extreme Violence", il cui titolo è tutto un programma, azzanna l'ascoltatore alla gola, dilaniandogli la giugulare e facendo scempio del suo corpo. Pur non essendo velocissima, la canzone è suonata a volume altissimo, ed i nostri picchiano sugli strumenti con una foga pazzesca. Probabilmente non si tratta del brano più bello del CD, ma non ci sono dubbi sul suo potere trascinante. Questa è la classica canzone con la quale un gruppo potrebbe chiudere un concerto, in un tripudio di follia. Ed infatti, "Extreme Violence" chiude il CD, tenendo fede al suo titolo.
Con questo album, i Land Of Hate mettono in mostra un repertorio interessante e variegato, costituito da canzoni di breve durata ma ricche di contenuti. Il loro death metal, sovente spruzzato di thrash, colpisce sempre duro, senza perdersi in fronzoli inutili. Nello spirito e nella pratica, questo death metal è più vicino ai modelli di inizio anni '90 che quello proposto da gruppi più famosi.
Sebbene i Land Of Hate non siano in possesso di un suono inconfondibile, riescono comunque a convincere grazie ad un'attitudine genuina, ed anche al songwriting sicuro e talentuoso.
"Neutralized Existence" è, a parer mio, il lavoro più maturo della band. Non si tratta ancora di un lavoro capace di distinguersi dalla massa (mi riferisco alla scena internazionale), ma ha un suo carattere ed è sicuramente degno di interesse. Sarebbe un peccato se questo CD non venisse considerato dagli amanti del death metal. I Land Of Hate, infatti, sono un gruppo rodato e capace, la cui abilità è di alto livello. Ormai i musicisti possono competere nella scena internazionale, dove la concorrenza è più spietata ed impegnativa rispetto a quella limitata alla sola Italia. E' obbligatorio che il gruppo continui in questo suo processo di maturazione e di miglioramento, perchè lavoro dopo lavoro ha sempre messo in mostra dei progressi incoraggianti. Avanti di questo passo, i Land Of Hate potranno sicuramente togliersi molte soddisfazioni. Per ora comunque, apprezziamo la loro musica sostenendoli ed acquistando questo "Neutralized Existence". E' un lavoro appassionato, costituito da un death metal suonato professionalmente e dotato di un'anima, nera ovviamente.
(Hellvis - Agosto 2009)
Voto: 7.5

METALLIZED:
http://www.metallized.it/recensione.php?id=2944

La confraternita dei Calabresi colpisce ancora.
No, non si tratta di nulla di illegale, ma di pesante si, il fatto è che ultimamente la nostra sezione demo ha ospitato alcuni prodotti che, andando a leggere le varie line-up interessate, possono essere ascritte allo stesso giro di musicisti, e parlo di Uranium 235, A Buried Existence, ed ora Land of Hate.
Di loro possiamo (ri)dire che si tratta di una band in un certo senso fedele alla linea, fedele al verbo primigenio del Thrash nell’impianto musicale, estremizzato da un cantato ferocemente in growl e da numerose e compatte accelerazioni di stampo Death.
In questo senso possiamo senza dubbio citare quali punti di riferimento per il loro operato i vecchi Sepultura, senza tralasciare Sodom e Protector.

La band si è ritagliata nel corso di questi anni di attività una solida reputazione nel settore underground, (anche estero), basata su alcune prove quadratissime –da sola od in condominio con altre- che, se escludiamo il primo Total Devastation funestato da una qualità di registrazione pessima, hanno sempre soddisfatto chi li segue dai loro inizi.
I Land of Hate trovano ora il modo di proporsi sulla lunga distanza con una prova completa intitolata Neutralized Existence, che non fa che ribadire e consolidare il loro consueto approccio musicale.
Quello che di diverso si può notare è forse una presenza leggermente superiore di mid-times schiacciasassi –ma ovviamente non mancano affatto accelerazioni crudeli – che conferiscono un’aura di solenne potenza al Cd, il tutto unito alle solite tematiche contro lo stato attuale della nostra società.

La voce di Marko Veraldi è cattiva come sempre, la sezione ritmica pesta senza ritegno alcuno gestendo senza problemi sia i momenti più calmi, (si fa per dire, ovviamente), sia quelli più marcatamente Death.
Quello che personalmente cercherei di mettere maggiormente a fuoco sono i soli di chitarra, non brutti, ma talvolta più fumosi che concreti, difetto riscontrabile per altro in parecchie uscite di settore, insomma: per conto mio non basta dare l’idea di un solo e basarsi sulla sensazione finale trasmessa all’ascoltatore, bisogna strutturarlo come architettura poggiante sui pilastri della ritmica, ed in questo senso credo che ci siano ancora ampi margini di miglioramento.

Neutralized Existance -registrato come di consueto presso i Soundform Studio’s- si basa semplicemente sulla pura rabbia che viene espressa all’ascoltatore senza mezzi termini, in maniera particolare sono Claustrophobic, Murderous State, Neutralized Existance e Extreme Violence a comunicare maggiormente il mood dell’album, in particolare la prima con il suo incedere roccioso ed i due minuti e mezzo scarsi dell’ultima, una vera mazzata assestata dove è sempre meglio non prenderne.
I Land of Hate si muovono su un territorio scomodo, assolutamente fuori (come per la quasi totalità dei generi metal) dal circuito della normale distribuzione, esclusi dalle consuete forme di pubblicità e parzialmente fuori anche dal nostro giro, legati come sono a schemi che alcuni considerano già da tempo superati.
Tuttavia la band continua imperterrita a proporre quanto ha da dire mutando ben poco del suo stile, in pratica limitandosi fieramente alla sola naturale maturazione ed all’affinamento generale del songwriting, e per questo vanno rispettati.
Per conto mio credo di aver già espresso la mia posizione su di loro, mi limito ad aggiungere la solita, vecchia, inutile nota circa il disinteresse riscontrato in patria da parte delle etichette nazionali che li ha portati ad ottenere attenzione dall’estero, in questo caso dalla Korea e dal Perù (!), ma state tranquilli, niente invettive, niente lunghi discorsi in merito, mi sono stancato anch’io.


(per leggere la seguente recensione copiare e inserire il link nel vostro browser)


FOGGIA MUSIC: http://foggiamusicweb.blogspot.com/2009/07/land-of-hate-neutralized-existence.html 


Finalmente ritornano i calabresi Land Of Hate,un ritorno da me tanto atteso addirittura con il primo full album Neutralized Existence,un cd che sicuramente rimarrà nel mio lettore per parecchio tenmpo in quanto da anni seguo questa band e sinceramente non mi ha mai deluso,come anche in questo caso...
Per un amante del Thrash/Death Metal di vecchia scuola come me,finalmente un disco ultragrezzo,suonato alla perfezione da mister Marko e soci,dove i riffs marcissimi,cadenzati a volte,veloci in altri casi richiamano alla mente sonorità accostabili al Death americano e anche a quello svedese di scuola Unleashed.
Brani come"Claustrophobic","The Torment"e"Murderous State"rispettivamente nell'ordine le prime tre,sono una vera mazzata nei coglioni e mi dispiace vedere che una band come loro,forse snobbata dalle label italiane(per via del genere?)non trovino una casa discografica paesana che possa produrli,preferendo bands che registrano cd superprodotti e poi dal vivo rendono neanche la metà.
I Land Of Hate continuano nella loro causa senza cadere nel tranello commercializzazione e di questo sono contentissimo e a dimostrazione ascoltatevi la titletrack"Neutralized Existence"che in poco meno di due minuti e mezzo spacca il culo e quando dico spacca,spaccaaaaaa!
La sezione ritmica è da brividi,cosi'come i suoni di chitarra e come sempre la voce di Marko che migliora col passare del tempo,cattiva e marcia come ben pochi.
Fare un complimento generale alla band è poca cosa,dovete assolutamente procurarvi questo album e ascoltarlo fino alla nausea,e in caso la nausea non vi viene allora avevo ragione io:MICIDIALI!


WAY TO ROCK: http://www.waytorock.it/index.php/album/70-land-of-hate-neutralized-existence.html

Non c’è che dire, questo full lenght dei massicci Land Of Hate intitolato “Neutralized Existence” è un piccolo gioiello.  Cominciamo col dire che il disco ha sonorità thrash in stile Kreator e sonorità death metal che ricordano tanto i Master del leggendario Paul Speckmann.

 Neutralized Existance” è un disco lavorato davvero bene: ottimi i riff e strabilianti gli assoli, la tecnica adoperata per questo platter è veramente notevole, il sound è in complesso ben curato e trattato nei minimi dettagli, stessa cosa vale per l’artwork: intrigante e suggestivo.

Le canzoni che consiglio di ascoltare, sono anzitutto: l’opener, ovvero “Claustrophobic” e “From The Street”, queste sono a mio parere le tracce più tecniche e presentano riff eseguiti in maniera più lodevole. Altra bellissima canzone è la titletrack: in questa è possibile notare sia l’affinità con i Kreator che quella con i Master.

 Ho apprezzato sin dal primo ascolto questo disco: non ci sono sbavature nel sound, la ripetitività tra le tracce è minima, i Land Of Hate hanno le potenzialità per sfondare.

Neutralized Existance” è un album che va ascoltato tutto ad un fiato: è forte, adrenalinico e violento, sono sicuro che farà felice molti ascoltatori.



ALONE MUSIC: http://www.alonemusic.it/recensionemergente.php?id=1005

Dalla Calabria si leva un urlo di rabbia, la medesima rabbia che con GenerHate ci aveva portati in quel turbinio di Death misto al Brutal targato Land Of Hate. Ma ora è la volta del secondo lavoro per il combo nostrano, presentandoci Neutralized Existence.

Potenza devastante viene scaraventata tramite asce distorte al massimo ed il growl ancor più cupo di Marko, che sposta i registri della band verso un sound molto più brutal del precedente. L’album prende vita con Claustrophobic, dove il martellante battito di Attila prende già posizione pronto alla devastazione. Della stessa potenza è The Torment, in cui le sei corde di Niko e Saso spalleggiate dal basso di Ifilien scaraventano con inaudita ferocia solo e accordi penetranti e incatenano l’ascoltatore alla track, per non parlare di Morderous State, dal sound spettrale, pura ribellione verso il sistema, note che prendono forma e come aghi affilati penetrano l’udito e infondono la medesima rabbia nelle vene. Le tracks scorrono fluide senza mai tediare, questa è la peculiarità del sound dei Land Of Hate, forte e devastante. Si passa a Minds Devoured, urla, vociare intenso, dolore, rabbia, potenza…a seguire la titletrack Neutralized Existance, riff iniziale perfetto, sintesi ed essenza dell’album, rude e tecnico allo stesso tempo, il marchio di fabbrica Land Of Hate. Massacrante è From The Street, l’odio, la ribellione che ribolle internamente sono palpabili. Rintocchi di campane, passi lenti e cadenzati, urla di dolore introducono In The Hands Of Destruction, riff e solo di ascia inchiodano l’ascoltatore e lo inondano di collera, non c’è scampo alla loro potenza, neanche di fronte ad Extreme Violence, track di chiusura di Neutralized Existence, brutale, violenta davvero, senza controllo, perfetta.
Sentivamo il bisogno di un nuovo album dei Land Of Hate perché dopo GenerHate serviva un’altra decisa e potente scarica di sano Death dal nostro Sud Italia. Complimenti.


AUDIODROME:
http://www.audiodrome.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=5073

I Land Of Hate vengono da Catanzaro e sono attivi dal 2005, anno in cui esce anche l'ep Total Devastation, cui seguono uno split con gli Zora, il MCD Gener(h)ate e uno split a quattro con Zora, Deathcrush e Smashhead.
Oggi la formazione torna sulle scene con un lavoro registrato presso i Soundfarm Studio e continua la propria marcia grazie a otto tracce di pesantissimo e violento thrash/death, accompagnato dall'attitudine antagonista rispetto alla società moderna e ai suoi perversi meccanismi. Ciò che colpisce nei Land Of hate, così come nelle formazioni cugine Uranium 235 e A Buried Existence (di cui ci siamo occupati in passato) è la mancanza di pose o artifici stilistici, cui si sostituisce un ritorno allo spirito delle origini tanto da un punto di vista ideologico quanto stilistico. Gli autori di Neutralized Existstence non cercano di scoprire nuove strade, non vogliono imporsi ad un pubblico alla caccia di nuovi trend da seguire, soprattutto non si pongono come obbiettivo primario la produzione della classica hit da lanciare sul mercato. Al contrario, la formazione si scaglia proprio contro il concetto di musica come prodotto e dell'ascoltatore come acquirente, la sua è rabbia come unica risposta possibile ad uno status quo inaccettabile. Il linguaggio di questa rivolta è una musica lontana dai riflettori, un anti-prodotto in quanto nasce al di fuori di ogni appeal commerciale: è un modo di comunicare sorpassato, perché privo di qualsiasi caratteristica richiesta dal mercato odierno, è musica fiera nel suo stretto legame con le proprie origini e il proprio valore di "sferzata" all'esistenza neutralizzata della massa. Del resto, basta guardarsi indietro e si scoprirà che questo era proprio lo spirito originario del thrash, la sua natura "contro" che finì inevitabilmente per flirtare con la scena hardcore e vide nell'incredibile Recognize No Authority dei losangelini Détente uno dei suoi momenti più alti. I Land Of Hate, che quello spirito fanno proprio e su cui innestano la furia iconoclasta del death più feroce, sembrano destinati in partenza ad assumere le vesti dei perfetti outsider, il che non è detto sia per forza un difetto, soprattutto se non punti a diventare il prossimo anello della catena. Contro i mulini a vento, ma con stile!


DEBASER:
http://debaser.it/recensionidb/ID_28358/Land_Of_Hate_Neutralized_Existence.htm

Aspettavo questa release dei calabresi Land Of Hate con una certa curiosità.
La band in questione, attiva ormai da un pò di anni, si è costruita una discreta reputazione nell'underground sia Italiano che Estero grazie ad una massiccia attività live che li ha portati a solcare i palchi di tutta Italia, ma anche grazie ad una serie di release, split cd e apparizioni varie in compilation sia Italiane che Estere.
"Neutralized Existence" è il titolo del full lenght che mi appresto a recensire, L'album in questione è prodotto da una label Coreana, tale Infernal Kaos Productions in concomitanza di altre label straniere, cito la Gate Of Horror e la Fistbang Records.
Il genere musicale proposto dai Nostri è un thrash death metal di chiara matrice ottantiana/primi anni novanta, per rendere meglio l'idea posso tranquillamente affermare che il loro genere musicale percorre la scia dei vari Protector, Sepultura degli anni d'oro, in alcuni frangenti riportano alla mente anche i Master e tutta la miriade di band che hanno fatto grande la scena old school.
Il disco parte con "Claustrophobic", ciò che percepisco subito è che la produzione è ottima, suoni scanditi e potenti, noto anche una leggera variante nella band rispetto ai lavori precedenti, in un certo senso si sono ancor più estremizzati e i passaggi risultano più articolati rispetto alla prova ascoltata sul loro precedente mini cd, da brivido l'accelerazione presente nella parte centrale del pezzo, trasuda rabbia da tutti i pori.
Si prosegue con "The Torment", song caratterizzata da numerose variazioni di tempo con l'energica batteria a farla da padrona, ottima la prestazione dei singoli musicisti e pregevole l'assolo di chitarra presente a metà pezzo, molto claustrophobico come la vecchia scuola Slayeriana insegna.
"Murderous State" e "Minds Devourer" proseguono sulla scia dei primi due brani, ciò che risalta all'orecchio è la componente doom presente nelle songs, un marchio di fabbrica riconoscibilissimo in casa Land Of Hate che conferisce al cd un alone misterioso ed oscuro dove a farla da padrone sono quasi sempre le urla lancinanti ed evil del vocalist Marko.
Siamo giunti ora ad analizzare la title track, questa è la traccia che meno mi convince, sarà per il mio non amare l'hardcore in generale e la song in questione è piena zeppa di influenze HC della vecchia scuola, è un pezzo tiratissimo sui due minuti di durata circa, mi riporta alla mente i Sodom del periodo "Fuck Police" tanto per rendere l'idea, impressionante il lavoro svolto dalla sezione ritmica.
Con "From The Street" la Terra Dell'Odio molla un pò l'acceleratore, si tratta di un pezzo molto cadenzato, si fa viva la componente di stampo death made in Florida, un macigno incui la voce del vocalist si fà ancora più esasperata e lancinante, una song che non mancherà di mietere vittime in sede live.
Un intro da cinema horror ci proietta nel prossimo pezzo, campane, temporali e urla anticipano "In The Hands Of Destruction", la formula non cambia, thrash death sparato a mille con inserti doom davvero da brividi.
L'album si conclude con "Extreme Violence", una delle canzoni più violente del lotto nella quale i Nostri pigiano ancora di più il piede sull'acceleratore inserendo anche qualche blast and beat qua e là.
In conclusione posso affermare che la band in questione sà il fatto suo, le loro canzoni trasudano rabbia, sembrano usciti direttamente dalla fine degli anni ottanta, attitudine perfetta per il genere che propongono, se amate le vecchie sonorità e siete tra i true metallers convinti che il miglior metal sia uscito negli anni sopracitati, fate vostro questo cd, potreste amarlo fino alla nausea, in caso contrario stategli molto lontano, non troverete nulla di innovativo.
Amen.



METAL-EMPIRE:http://www.metal-empire.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=1425

Primo album per i catanzaresi Land of Hate che, dopo il fortunato demo Gener(H)ate ed un paio di split, arrivano dunque alla pubblicazione su lunga distnza, grazie all'apporto della coreana Infernal Kaos Production (per Asia, Sud America ed Est Europa) e Goro Records (per l'Italia).
Neutralized Existence segna un importantissimo passo avanti per la band capitanata da Marco Veraldi (che ricordo essere singer anche di Uranium 235 e A Buried Existence). Il sound dei Land of Hate diviene, rispetto al passato, tanto più brutale, quanto ragionato. Ne è un esempio la traccia che apre il cd, Claustrophobic, il cui violento incedere appare comunque come qualcosa scaturito da un lavoro certosino, e non dall'istinto puro: basta ascoltarne la parte finale. Ciò che è dettato dalla prima traccia, viene prontamente seguito dal resto dell'album: titoli come The Torment, Murderous State ed Extreme Violence tengono fede al nome, e possono bene far intendere quale sia il motivo principale di questo platter.
Un vero piacere, per me, constatare quali e quanti passi in avanti abbia fatto questa band. Se avete avuto modo di ascoltarli in passato ed avete apprezzato le loro doti, sono certo che adorerete Neutralized Existence.

MUSIC-BOOM:http://www.musicboom.it/mostra_recensioni.php?Unico=20090704184418

 

Dopo il buon demo “Gener(h)ate”, il quintetto calabrese torna a mietere vittime. Squadra che vince non si cambia: se non erro, è esattamente dalla data della loro formazione che non si vedono cambiamenti (2006), e intanto col passare del tempo la band ha irrobustito ulteriormente il proprio sound.

Death metal, hardcore, leggeri tocchi thrash, che ben si sposano con le urla sguaiate di Marco Veraldi, impegnatissimo tra l’altro con altre bands (Uranium 235 e A Buried Existence). Per chi cerca, quindi, un bel disco di musica senza fronzoli, pregno di violenza, questo fa al caso vostro! “Neutralized Existence” si dirama per otto brani, per la durata totale di 28 minuti circa.

Non solo grida puramente hardcore, ma anche assalti in gutturale, e trame percussive graffianti quanto basti. La sezione ritmica fa sfaceli, le percussioni sono molto ossessive, soprattutto in brani come “Minds Devourer” e le più Slayeriane “Extreme Violence” o la titletrack. Non mancano cavalcate tipiche del genere, come “The Torment”, o brani in cui la band ha preferito lasciare per qualche minuto il piede lontano dall’acceleratore (“From The Street”).

Ottima prova…attendo con ansia ancora nuove releases…

 

UNDERGROUND-ZINE:http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendId=454663292&blogId=501831725

Con barbara violenza i Land of Hate si presentano con questo album, dopo averli precedentemente recensiti nello split cd "4ways to scream your hate". Da Catanzaro, i ragazzi pestano, ma non con furia cieca, la loro è una furia ben mirata e, da bravi songwriters, sanno quando lanciarsi all'arma bianca con parti velocissime, e quando proporre ritmi più cadenzati, puntando più sulla pesantezza. Loro sono la risposta calabrese al death metal dei Morbid Angel. Bisogna dire che negli ultimi anni Catanzaro e dintorni sta facendo uscire ottime band, mettendosi in evidenza come una delle scene più interessanti e prolifiche di tutto il sud Italia, un vero e proprio punto di riferimento per la suddetta area. Complimenti quindi, a questi ragazzi e alla scena Catanzarese, avanti così!




INTERVIEWS

ARISTOCRAZIA: http://aristocraziawebzine.blogspot.com/2009/12/land-of-hate.html


waytorock:  http://www.waytorock.it/index.php/interviste/82-intervista-ai-land-of-hate.html

(per leggere la seguente intervista copiare e inserire il link nel vostro browser)
FOGGIA-MUSIC:
http://foggiamusicweb.blogspot.com/2009/07/intervista-land-of-hate.html
Saturday 04/07/2009 
NEW SPLIT CD IS COMING SOON,THE TITLE IS:
ABOMINATIONS,CHAOS AND BESTIAL WARFARE

Adokhsiny(South Korea/Malaysia/Singapore) / Land Of Hate(Italy) / NadimaČ(Serbia) / Wargoatcult(Spain) / Wicked(Sweden) -

info: http://www.myspace.com/infernalkaosprods


NEW RELEASE:

NEUTRALIZED EXISTENCE OUT IN JULY FOR INFERNAL KAOS PRODUCTIONS

NEUTRALIZED EXISTENCE WILL BE STAMP ALSO BY GATE OF HORROR(PERU'),
SOUTH AMERICAN VERSION ,AND GORO RECORDS(ITALY)
Tuesday 23/06/2009 
METAL DEMONS: http://metaldemons.altervista.org/recensioni/gruppi/4waytoscreamyourhate.htm

"4 Way to Scream Your Hate" è semplicemente uno split-cd autoprodotto che mette a confronto i calabresi Land Of Hate e Zora e l'accoppiata sarda composta da Smashhead e Deathcrush. Un'operazione promozionale all'insegna dell'estremismo sonoro con le bands pronte a darsi battaglia sulla distanza delle tre tracce. Il compito di aprire le danze spetta ai Land Of Hate, forse alla lunga la formazione più valida ed interessante del quartetto. Trattasi di death-thrash all'ennesima potenza, equilibrato, disinvolto e vario nelle ritmiche. Rilevante la performance del singer Marko dotato di grandissima personalità. Con Smashhead e Deathcrush ci spostiamo rapidamente su territori brutal feroci e pieni di sabbie mobili. Gli isolani ci vanno giù secco e non scherzano affatto anche se la loro proposta tende ad assomigliarsi un pò troppo. A chiudere gli Zora, leggermente più violenti dei compaesani Land Of Hate ma meno ispirati seppur molto attenti alla forma, aggressivi e tutt'altro che scontati. Un'alleanza tra bands che per dodici mesi all'anno versano sudore e passione su tutti i palchi del centro-sud in attesa che la grande occasione bussi finalmente alla loro porta.
Top Song: "Gener(H)ate" (Land Of Hate)

SHAPELESS ZINE:   http://www.shapelesszine.com/recealbum/landofhate+smashhead+deathcrush+zora-4waytoscreamyourhate.htm

Sono molto contento di poter recensire questo split a quattro, "4 Way To Scream Your Hate", perchè è stato realizzato da quattro tra le migliori realtà estreme del nostro bel paese, due sarde e due calabresi: Land Of Hate, Deathcrush, Smashhead e Zora.
Si inizia con i Land Of Hate, il gruppo più giovane del quartetto, formatosi nel 2006 a Catanzaro. All'attivo ha una videocassetta, "Total Massacre Live Video", l'EP "Total Devastation" e il demo "Gener(h)ate". Tutti e tre i lavori sono del 2006, e proprio dall'ultimo dei tre citati sono tratte le canzoni qui presenti. La formazione vede Marko alla voce, Ifilien al basso, Attila alla batteria, Niko e Saso alle chitarre.
Si parte con "Gener(h)ate", aperta da una breve introduzione. Se le prime battute sono lente, presto la canzone accelera, mettendo in mostra tutta la sua aggressività. La proposta musicale del gruppo è un death metal dalle spiccate caratteristiche thrash. La voce di Marko, anche negli Uranium 235 e negli A Buried Existence, è aspra e malvagia, e lega benissimo col suono d'assieme, ribassato e distruttivo. Tecnicamente i Land Of Hate ci sanno fare, e la loro musica è semplice e sfacciata al punto giusto.
"Antination Antiwar" ripropone grosso modo le caratteristiche della canzone precedente, puntando molto sulle accelerazioni repentine ma anche su passaggi carichi di groove. La qualità di registrazione non è eccezionale, ma è funzionale alla musica dei Land Of Hate. Anzi, quel pizzico di "sporcizia" rende la musica dei calabresi ancora più marcia e negativa. Il quintetto è davvero molto bravo nel creare ritmiche trascinanti, e nel dar vita a riff molto tradizionali, ma sempre efficaci. Si segnala anche un assolo di chitarra atonale. I connotati musicali guardano dritti alla fine degli anni '80 e all'inizio dei '90, al periodo d'oro del death metal.
"Raped Years" è un altro assalto all'arma bianca, col quintetto pronto a pigiare sull'acceleratore, come a dedicarsi a sezioni meno spedite ma ugualmente cariche di grinta. Buona, nuovamente, la prova dei musicisti: la sezione ritmica, in particolare, non perde un colpo. Pur essendo semplici, i Land Of Hate fanno bene al death metal proprio per la bontà delle loro canzoni, dimostrando di non aver dimenticato gli insegnamenti del passato. E quando le canzoni sono così schiette e piacevoli, tutto il genere ne trae giovamento.
Passiamo ora agli Smashhead di Sassari, che ho avuto l'onore di recensire in occasione del loro ultimo lavoro, l'ottimo "Rotten Corpse Lacerated". Prima di questo, il gruppo (in vita dal 2004), aveva pubblicato soltanto un singolo, "Flash Before The Holocaust" e un demo, "Bloodshed And Killing Until Extinction", ambedue del 2005. La formazione che ha inciso questa parte di split, tra l'altro inedita e vera primizia del CD, vede Luigi Cara alla voce ed al basso, Franco Fois alla chitarra e Gabriele Tanda alla batteria. In una canzone, collabora con un assolo di chitarra Andrea Giribaldi, che si è occupato della registrazione dei pezzi allo studio Red Warlock. A titolo di cronaca, Luigi suona anche nei Deathcrush, mentre Gabriele fa parte dei thrashers Alkoholizer.
La prima loro canzone è "Orgy In Atrocity". E' evidente il cambiamento di coordinate stilistiche rispetto al gruppo precedente. Sì, è sempre death metal, ma questa volta il tutto è decisamente brutale. Il riffing tende ad essere in genere più serrato, inoltre il gutturale è profondo. Spesso è doppiato dal classico grugnito suino tipico del brutal. Nonostante comunque la sua natura, "Orgy In Atrocity" punta parecchio su ritmiche cadenzate e pesanti, che creano una tensione strisciante e spaventosa. Tecnicamente, gli Smashhead sono sempre molto abili, ed è un vero piacere ascoltarne ed analizzarne note, cambi di ritmo e timbri.
"Genetic Deconstruction" è una canzone classicamente brutale, ma gli Smashhead piazzano qui e là dei veri e propri colpi di classe, dal punto di vista dell'arrangiamento. Franco è un chitarrista death molto talentuoso, e la sezione ritmica asseconda il tutto al meglio, come dimostrato dal basso mai domo di Luigi. Chiunque pensi che il death metal sia morto (scusate il gioco di parole), dovrebbe ascoltarsi questa canzone degli Smashhead. O tutto il CD che sto recensendo adesso. Davvero bravi e negativi.
"Human Fetus In The Sewers" (è questa la canzone con l'assolo dell'ospite) conferma quanto di buono è stato ascoltato in precedenza. Le scelte dell'arrangiamento confermano la bravura dei nostri, capaci di donare sfumature direi quasi epiche al tutto, in alcuni momenti. Più spesso però, lo stile degli Smashhead si assesta su stilemi tipicamente death metal, molto tradizionali. Ecco, più vicini al death classico che al brutal così come lo conosciamo oggi. E' però molto bello il loro ibrido stilistico, e la libertà compositiva nonostante la ferrea osservanza delle regole del genere. Marci, malati, dai testi osceni, ma così genuinamente death. Grandi Smashhead! Ah, dimenticavo, l'assolo dell'ospite Andrea è melodico, e rende il brano più prezioso.
I Deathcrush, di Bessude in Sardegna, sono attivi dal 2003 ed hanno tre demo nel carniere: "Prophecy Of Death", "Hard Reality" e "Extreme Claustrophobic Terror". Le prime due canzoni qui presenti, hanno già visto la luce in "Extreme Claustrophobic Terror". La terza, "Eaten By Rats", dovrebbe essere un inedito. La formazione vede Luigi Cara alla voce ed al basso (l'abbiamo già trovato negli Smashhead), Andrea Sechi alla chitarra e Giampiero Serra alla batteria (quest'ultimo attivo anche nei Necromessiah).
"Blasphemy Souls" è un piccolo gioiello di death metal oscuro e negativo. La voce di Luigi non cambia molto rispetto a quando canta negli Smashhead: è però il contesto ad essere differente. I Deathcrush suonano un death metal molto retrò, semplice e diretto, che non si nega accelerazioni in blastbeat. La qualità di registrazione, davvero buona, fa rendere il tutto al meglio. I riff sono molto precisi e tradizionali, la sezione ritmica creativa e precisa. Anche la proposta musicale dei Deathcrush, come quella dei Land Of Hate, guarda a quegli anni a cavallo tra gli '80 ed i '90, nei quali il death metal ha dato vita a lavori bellissimi.
"Necrogod Devastation" è un brano che non perdona, violento e nichilista, oscuro e marcio. Il ritmo è sempre risoluto e rabbioso, e la successione di accelerazioni e rallentamenti è molto convincenti. Bella la scelta dei riff e le armonizzazioni, di tipica scuola floridiana. I Deathcrush, così come gli altri gruppi inclusi in questo split, sono derivativi, ma ugualmente la bontà del songwriting fa dimenticare tanti difetti di originalità. Anche perchè i Deathcrush hanno l'attitudine giusta.
Ecco ora il brano inedito, "Eaten By Rats". In questa occasione, sia il rifferama che la ritmica sono più serrate del solito, talvolta ai limiti del brutal. La qualità del brano è discreta, e non sfigura rispetto ai due pezzi da 90 che l'hanno preceduta. Molto dinamica e furiosa, è la classica canzone che fa slogare il collo a furia di un headbanging assassino. Come al solito, valida registrazione dello studio Red Warlock. Ed è chiaro, ascoltando queste canzoni, che i Deathcrush siano ormai maturi per un album.
Passiamo ora agli Zora, nota band estrema di Vibo Valentia. Formatisi nel 2003, hanno esordito nel 2004 con il demo "Dismember Human Race". In seguito, ecco l'EP "U.V.A." ed uno split con i Sickening, ambedue del 2005. Infine, l'album "Gore" che ha visto la luce nel 2007. La formazione che ha inciso queste canzoni vede Peppe Pascale alla voce ed alla chitarra, Tato al basso e Ale Di Meco alla batteria. Tato, ossia Giuseppe Tatangelo, ha suonato negli storici Unscriptural, ed attualmente suona anche nei Glacial Fear, negli Shadow Of Soul e nei già citati A Buried Esistence, nei quali milita anche Peppe Pascale. Quest'ultimo ormai non fa più parte degli Zora, ed è stato sostituito da Flavio Tempesta, già con i Sudden Death ed i C.L.G., e attualmente attivo con i thrasher Disease. Le prime due canzoni qui presenti sono apparse per la prima volta nello split con i Sickening, mentre la terza è presente nell'EP "U.V.A.". Tutti e tre i brani sono stati registrati nuovamente al Sound Farm Studio nel 2008.
Ecco quindi "Self Devoured". Introdotta da alcuni suoni inquietanti, la canzone è una vera e propria mazzata in pieno volto. La qualità di registrazione è perfetta, e gli Zora mettono tutti a tacere con il proprio death metal possente ed oscuro. Le armonizzazioni in minore rendono il tutto ancora più luciferino. Il dinamismo ritmico del gruppo è efficace come non mai, e la canzone prende dalla prima all'ultima nota, accelerazione dopo accelerazione, un cambio di ritmo dietro l'altro. Grandi Zora.
"Mass-sacred Nation" riconferma che la qualità di registrazione degli Zora sia quella più professionale dell'intero split. E comunque anche i calabresi ci mettono tanto del loro, grazie ad una spinta esecutiva davvero eccezionale. Il trio ha il potere di trascinare, e lo fa nel modo più convincente possibile. "Mass-sacred Nation" è una canzone semplice e diretta, ma capace di calamitare l'ascoltatore senza che egli possa opporre difesa alcuna. Il lavoro della chitarra è diligente e selvaggio, il basso pulsa come se fosse in ipertensione e la batteria è precisa e potente. Gli Zora confermano di essere uno dei gruppi più interessanti della scena death metal italiana.
Lo stesso pensiero viene in mente ascoltando "Tsantsa", uno schiacciasassi. Ci troviamo di fronte ad un gruppo tradizionalista, come quelli che l'hanno preceduto in questo split. Ma è proprio la bontà delle canzoni a fare la differenza tra i tanti gruppi death metal scadenti, che infettano la scena underground della nostra penisola. Non posso evitare di ripetere questo concetto. Belli i riff, e comunque buona nel suo insieme come canzone. Non si può rimanere indifferenti ad un sound come quello degli Zora.
Come avrete potuto leggere da quanto ho scritto in questa recensione, non posso che rimanere soddisfatto di questo split. Un acquisto quasi obbligatorio, visto che si possono avere quattro delle migliori death metal band del paese al prezzo di una! Forse non tutto è perfetto al 100%. Ad esempio, solo gli Smashhead presentano tre inediti, mentre le altre band ripropongono brani vecchi, e le novità non sono tantissime. Perciò i miei voti finali sono da intendersi in maniera relativa. Però si tratta di quattro gruppi che portano alta la bandiera del death metal tradizionale (non del techno-death, del quale peraltro l'Italia vanta pure un ottima scena). Uno split consigliato, e sul quale - ne sono certo - molti appassionati di death avranno già posato gli occhi. Molto interessante.



METALLIZED: http://www.metallized.it/recensione.php?id=2975

Ancora buone notizie dalla Calabria, con gli attivissimi Land Of Hate e gli Zora, questa volta con il supporto di due band sarde, ossia Smashhead e Deathcrush.
La buona notizia questa volta si chiama 4 Way To Scream Your Hate, split album composto da dodici tracce, tre per ogni band, che presenta un'interessante panoramica sulla situazione del metal estremo nell'underground italiano.

Data la natura dell'album -che peraltro capita davvero raramente di poter recensire- vorrei trattare ogni band separatamente, riservandomi poi uno spazio finale dove trarre alcune conclusioni:
LAND OF HATE


La band in questione è già una realtà consolidata nel panorama metal meridionale; proprio su queste pagine è stato recensito poco tempo fa il loro ultimo full-lenght, Neutralized Existence, il quale ha riscosso un buon successo tra addetti al lavoro e non solo.

I tre brani da loro proposti -che a leggere i titoli immagino siano gli stessi del loro demo Gener(H)ate del 2006- confermano le impressioni che mi aveva causato la lettura della recensione del suddetto full-lenght: la band ha una spiccata attitudine thrash che sa benissimo sfruttare per la creazione di un sound violento ma intelligente, che pesca a piene mani dalla tradizione senza scadere però nel plagio. Le ritmiche sono serratissime e punti morti non ve ne sono assolutamente, ma anzi i pochi momenti in cui la velocità cala sono sapientemente gestiti con l'inserimento di piacevoli pezzi più sincopati in cui si mette in mostra l'ottima sinergia tra batteria e chitarra (ascoltare Antination-Antiwar per farsene un'idea più chiara).
Le canzoni sono molti simili fra di loro ma ognuna con una sua piccola particolarità che permette di distinguerle e di apprezzarle singolarmente: ritengo Raped Years il pezzo migliore dei tre, soprattutto grazie ad un'eccellente prestazione alla batteria di Attila, mentre per la voce del singer Marko è rimasto poco da dire, visto che in tutti i progetti in cui è coinvolto è sempre stato riconosciuto come un cantante di grande livello, la cui voce cattiva e aggressiva è perfetta per il genere in questione.

Queste poche tracce sono in fin dei conti "solo" l'ennesima dimostrazione che la band è ormai pronta per il salto di qualità, che continuando così arriverà molto presto, ne sono sicuro.

Voto Land Of Hate: 72

SMASHHEAD


La band sarda affonda le sue radici stilistiche nel lato ancora più estremo del metal, suonando sostanzialmente un convincente death metal con accenni di brutal comunque sempre stemperato, senza mai abbandonarsi alla furia cieca di quest'ultimo.

La prova dei nostri è davvero molto convincente, per quanto abbastanza derivativa, e si snoda attraverso tre brani che mettono in mostra ottime capacità tecniche e anche alcune buone idee in materia di songwriting; anzitutto mi preme sottolineare la buonissima prova offerta dietro le pelli da Gabriele Tanda, batterista davvero in grado di offrire un valore aggiunto al sound della band -peraltro grazie anche ad una produzione davvero buona- con strutture ritmiche variegate e tecnicamente interessanti, oltre a sfuriate velocissime; altro elemento di grande rilievo è l'ottima prestazione vocale di Luigi Cara, il cui growl estremamente gutturale è di ottima presa, mentre sullo scream nutro qualche dubbio, ma per fortuna viene usato molto meno. C'è da discutere un po' di più sul lavoro della chitarra di Franco Fois, sicuramente di buonissimo livello anche essa, ma i cui interventi talvolta mi appaiono un po' forzati da un songwriting non molto brillante; fermo restando l'ottimo lavoro di riffing, qualche inserimento di passaggi tesi a variare un po' il suono poteva essere a mio avviso evitato.

Rimane comunque un'ottima impressione quella suscitata dalle tre canzoni della band, che merita senza ombra di dubbio il giusto supporto di una label. I risultati potrebbero essere grandiosi!

Voto Smashhead: 75

DEATHCRUSH


Diversamente da come il nome mi aveva fatto pensare, la seconda band sarda non suona black, bensì un aggressivo e violentissimo death in cui questa volta le influenza brutal sono dominanti, e richiamano alla mente nomi come Behemoth, Suffocation o Morbid Angel.

La prova della band in questione è piuttosto altalenante: convince abbastanza nella stesura dei pezzi che appaiono penetranti e rabbiosi, ma paga dazio nell'interpretazione -anche inficiata da suoni non ottimali- che risulta troppo canonica e prevedibile. Soprattutto la prova vocale di Luigi Cara è molto legata ad uno standard growl/gutturale che questa volta -diversamente dalla prova con gli Smashhead- appare sì penetrante, ma troppo poco personale in un sound generale che lo è forse ancora meno, e quasi curiosamente qua sembra più lo scream la soluzione ottimale; ben più convincente, alla chitarra, Andrea Sechi, il cui lavoro è di ottima fattura sia in fase solista che ritmica, e che costituisce a mio avviso il vero punto di forza del lavoro, mentre la batteria di Giampiero Serpa, forse la più penalizzata dai suoni, alterna ad interessantissimi spunti -rarissimi ma preziosissimi fill- sfuriate davvero troppo tradizionali per colpire.

In definitiva una prestazione con alcune luci e un po' troppe ombre, che non impedisce di godersi i brani proposti ma che nasconde, sotto una patina di tradizione troppo spessa, una maturità a mio avviso molto maggiore di quanto traspare da questo album; l'auspicio per il futuro è che la band trovi una sua strada, magari anche a sacrificio del lato più brutal per quello più death; credo che così i risultati potrebbero essere ottimi.

Voto Deathcrush: 62

ZORA


Il terzetto in questione è forse la realtà più interessante di questo album: i nostri suonano un brutal metal veloce e caustico, con pennellate di grindcore e un'ottima dose di tecnica, che permette loro di avventurarsi in territori insidiosi ma ricchi di attrattive, pieni di cambi di tempo e lunghe sezioni strumentali.
Le capacità della band si mostrano anche in fase di songwriting, anche se talvolta paiono perdersi per seguire i funambolismi dell'ottima batteria guidata da Di Meco; le canzoni sono comunque davvero delle ottime scariche di rabbia, in cui ogni membro della band ha una precisa funzione che non viene mai meno: oltre alla succitata batteria, da segnalare la grandiosa prova di Peppe Pascale -ora non più nella band, sostituito da Flavio Tempesta-, che colpisce su due fronti, alla chitarra con un lavoro di riffing inappuntabile -sebbene forse un po' troppo eclettico- e alla voce con un tipico growl non molto originale ma di ottimo effetto; il basso di Tat0 svolge il suo lavoro in maniera precisa e pulita, contribuendo in maniera impagabile alla creazione del monolitico muro sonoro della band, concedendosi tra l'altro alcuni piccoli spunti tecnici degni di nota.

Tirando le somme non posso che fare i miei più sentiti complimenti agli Zora, la cui proposta permetterà loro di aprirsi molte porte, se solo qualche capace addetto ai lavori li noterà e darà loro l'opportunità di sfondare.

Voto Zora: 77

Conclusioni


Sono davvero felice di poter dire che ancora una volta l'underground nostrano ha fatto centro! Un lavoro interessante, che mette in mostra band valide e ottime idee, ma soprattutto un lavoro che merita il giusto riconoscimento a personaggi che si impegnano in maniera costante per il progresso della scena locale. Per questo motivo il mio voto finale è completamente slegato dalle motivazioni artistiche trattate nel testo della recensione, ma mira unicamente e onestamente a porre l'attenzione su questo 4 Way To Scream Your Hate, nella speranza che gli immensi sforzi di questi ragazzi vengano finalmente ripagati.

THE EVIL INQUISITION WEB ZINE:      http://evilinquisition.forumotion.net/the-evil-inquisition-reviews-f5/the-evil-inquisition-issue-15-t72.htm

A culmination of the best extreme metal from the island of '
Sardinia' and also 'Calabria' in 'Italy' is kicked off by three tracks from the darkened thrash/death antics of 'Land Of Hate' who rip their bloody way through their repertoire with a less than subtle blend of ferocity and carnal force! When they are finished ramming your senses with some brutal gore fueled hatred they lead onto their fellow thrashers the 'Sardinian' band with the simplistic name, 'Smashhead'. These island metallers pick up the intensity of the album with a deafening roar of blistering riff-age and impressive growls as well as the well controlled but always angry drumming. If the band before were heavy then these insane bastards are off the chain, and so lead us into the next act which would be fellow Sardinian brothers 'Deathcrush' who change the landscape and complexion of the entire album by fusing it with their brand of brutal black and death savagery! We have already been through intense but now the more satanic rolling riff side of things really takes hold as the blast beats and maniacal guitar play take a hold of your already dented soul and rip it to shreds!! To finish up though it is back to 'Calabria' and a band that have already featured on 'The Evil Inquisition' in the shape and form of brutal death metallers 'Zora' who play with lightening speed and a real penchant for destruction and death! Overall this album has proven what these two regions of 'Italy' have to offer in the ways of metal and let me tell you that it feels and sounds like having your head ripped off and your neck filled with shit! Totally brutal!! [8]


BEOWOLF: 
http://www.beowolfproductions.com/MusicReviewsMay09.html

This is a 4 way split CD release from LAND OF HATE, SMASHEDHEAD, DEATHCRUSH &
ZORA
. This is a very cool split release that showcases some very cool bands in the scene
today.
LAND OF HATE
plays a cool raw Death Thrash style in an old school vein.
SMASHEDHEAD
play a grooved oriented Death Metal style with Grindcore mixed in.
DEATHCRUSH  play old school Death Thrash with touches of Grindcore blended in. ZORA
is
a brutal Death Metal band with old school groove & new school technicality. This is an
extremely good split with four amazingly great bands! Get your Death fill here!


 
HARDSOUND:
http://www.hardsounds.it/PUBLIC/recensione_demo.php?id=639
 
Interessantissima uscita che, personalmente, aspettavo davvero con trepidazione, ricco di ottime composizioni e con tante cose da dire. Cominciamo col parlarvi delle bands, rappresentanti delle stupende Calabria e Sardegna. Dopo l’ep 'Total Devastation' del 2006 e il mini cd (rilasciato anche in tape) dello stesso anno intitolato 'Gener(h)ate', i catanzaresi Land Of Hate, prestano tre dei brani già presenti nel mini, per questo bel 4-way split.
Marko Veraldi, singer anche di Uranium 235 e A Buried Existence (anche qui con membri di Zora), è accompagnato dai suoi compagni di sempre, Saso e Niko alle chitarre, Ifilien al basso e Attila alla batteria. La prova del quintetto è ottima. Death e thrash metal si fondono alla perfezione, portando con sé piacevoli scosse hardcore sempre ben accette.
Mitica ormai la prova col brano "Anti-nation Anti-War", sempre presente un po’ ovunque tra compilation varie del panorama underground italico.
Ora passiamo ad un’act più violento: gli Smashhead. Forti dell’uscita di un disco come 'Rotten Corpse Lacerated' nel 2007, il trio sassarese ci spiazza subito con vorticosi giri di chitarra, affondando un pò le mani nel territorio americano, ma dando sempre quel tocco personale che da sempre contraddistingue il sound made in Italy, ovvero una certa attitudine rozza nell’interpretare il significato del termine “tecnica”.
"Orgy In Atrocity" è così: un ciclone oscuro, riffs pachidermici che sfondano il nostro udito con inaspettati stop’n’go, innesti thrasheggianti fanno spazio in un attimo alla rabbia di Gabriele Tanda alla batteria: una prova perfetta, per lui così come per Franco alla chitarra, e Luigi alla voce e al basso.
"Genetic Deconstruction" era un pezzo che avevo già avuto modo di ascoltare tramite il loro MySpace. La natura del brano è la stessa, ma come sempre, con qualche “piccolo” particolare: a loro piace maledettamente, premere il piede sull’acceleratore. E così, ci troviamo dinanzi una voce possente, che ben si lascia andare ai tipici “squirting” del brutal-death, così come ad un growl lacerante (principale registro di Luigi) e brevi attacchi in scream che sfigurano i brani.
Tutto ciò, unito alla capacità degli altri componenti della band, rende gli Smashhead, da subito riconoscibili. Ciò è palese anche quando una canzone di chiusura come "Human Fetus In The Sewers", si dilegua destrutturando per soli pochi secondi, un certi tipo di thrash metal, per poi ritornare al loro caro death metal, intriso di ottimi accenni di melodie nelle chitarre di Franco.
Terzo round: è sempre Luigi ad occuparsi delle linee vocali e del basso nel progetto Deathcrush, accompagnato stavolta da Andrea Sechi alla chitarra e Giampiero Serra dei Necromessiah alla batteria. I Deathcrush sono già affermati in territorio sardo grazie ad un buon singolo del 2004, e due demo, di cui voglio sottolineare assolutamente un favoloso 'Extreme Claustrophobic Terror'. Bene: di questa demo, la band ne sceglie due, l’opener e "Necrogod Devastation", più un’inedita "Eaten By Rats".
Sebbene loro definiscano il loro sound death/black metal, sinceramente del secondo genere, non ne vedo traccia: più che altro sento sonorità death più sul CLASSICO, questo si (cosa sicuramente chiara, nella traccia seguente). L’inedita dura circa sei minuti, e non fa che sottolineare il concetto appena illustratoVi.
Gran finale con gli immensi Zora: attivi sin dagli inizi del 2003, hanno alle spalle una demo 'Dismembered Human Race' del 2004, da cui han preso i primi due brani, e l’Ep 'U.V.A.'. del 2005, di cui figura "Tsantsa".
Che dire di questa band calabrese? Non son certo dei pivelli Peppe Pascale, Tato e Ale, soprattutto per il bassista, senza nulla togliere agli altri della band, impegnato anche con altre realtà (una tra queste, è una leggenda: Glacial Fear). Quando si arriva a fine ascolto, la brutalità di "Tsantsa" vi travolgerà subito: un riff micidiale.
Ci sono quattro modi per urlare la propria rabbia: maneggiare con cura.

 
GRIND ON THE ROAD: http://www.grindontheroad.com/?modulo=recensioni&action=details&ID=600
4 Ways to Scream Your Hate è un interessante 4-way che raccoglie alcune tra le più interessanti realtà estreme dell..'italia insulare e del Sud.

Ad aprire le danze sono i calabresi Land Of Hate. Il monicker non fantasiosissimo e dal sapore retrò fa bene da vessilo per la musica proposta dai cinque di Catanzaro : un death/thrash senza compromessi, con le radici ben piantate nella scuola ottantiana, a cavallo tra primissimi Slayer e Sepultura, Possessed, un pizzico dei Death dei demo e, soprattutto a livello di feeling, delle primissime produzioni black metal, quando il confine tra questi vari generi era men che labile. Musicalmente non ci troviamo di fronte a nulla di trascendentale, un prodotto decisamente solo per i fan più oltranzisti del genere, visto che difficilmente potrà attrarre chi non ha mai amato il death metal delle origini. Nota di merito per la produzione della voce, che le regala uno stile abbastanza particolare per il genere, visto che la fa sembrare molto .."distaccata.." e algida rispetto al resto dei suoni.


Tocca poi agli Smashead, trio sassarese dedito ad un brutal death di matrice americana, ben strutturato e carico di cambi di tempo, groove e mazzate in pieno viso. Il brutal non è mai stato il mio genere e quindi non mi considero nè un esperto nè un appassionato, ma devo ammettere che il gruppo sardo riesce a tenere alta l..'attenzione e il piacere d..'ascolto anche a uno che non ha mai digerito questo tipo di musica, soprattutto grazie a una proposta ben equilibrata tra parti tirate, breakdown devastanti (da citare quello nella parte centrale di .."Orgy in Atrocity..") e una buona dose di personalità. Il loro miglior pregio è l..'abilità di fare bene il loro lavoro senza avere pretese di essere i più cattivi, i più estremi o i più brutali (fissa che sembra accompagnare decine di loro colleghi), riusciendo così a suonare freschi e coinvolgenti anche alle orecchie di un non appassionato.


Non cambiamo città e passiamo ad ascoltare i Deathcrush. Il loro sound è un brutal forte debitore della scena americana, con pesanti richiami a Cannibal Corpse e ai primissimi Dying Fetus. Come già detto per gli Smashead non sono un grande fan del genere e, seppur debba dire che ci sia una certa cura e perizia nella composizione e nell..'esecuzione delle tracce sono costretto ad aggiungere che queste mancano del quid necessario per far rizzare le orecchie a chi ascolta. I pezzi sono ben strutturati e dotati del giusto grado di violenza e brutalità ma non posseggono quel fattore che definirei semplicemente come .."tiro..", unito alla giusta dose di personalità per spiccare da una massa di gruppi troppo uguali fra loro. Come attenuante mi sento di segnalare una produzione un po..' spenta, che di certo toglie energia a brani che possono dare sicuramente di più. Rimandati.


Per chiudere questo balletto di morte torniamo in Calabria dagli Zora, vecchie conoscenze di queste pagine. La ricetta del gruppo di Vibo Valentia è quasi la stessa del debut Gore, un death metal brutale, semplice ma mai semplicistico, naturale evoluzione del sound dei pionieri del genere, con in aggiunta quel tocco di brutal che imbastardisce ma non snatura. Si passa da un pezzo molto classico, come .."Mass Sacred Nation.." a un pezzo groovy, che si altalena tra mid tempos e sfuriate (.."Self Devoured..") fino a chiudere con .."Tsantsa..", vero e proprio assalto all..'arma bianca a base di blastbeat e riff cesellati.

Che dire? Quattro gruppi che si dan da fare, spaziando in lungo e in largo tra death metal e brutal, con risultati più e meno buoni. Se amate queste sonorità 4 Ways to Scream Your Hate è un..'ottima occasione per supportare una scena (leggasi Sardegna e Sud Italia) spesso dimenticata dal giro che conta, nonostante la miniera di pepite d..'oro che può donare.



METAL INSIDE: http://www.metalinside.it/RECENSIONE09aa.HTM


Alleanza calabro/sarda, questa sancita dallo split cd “4 Way To Cream Your Hate”. Quattro gruppi uniti per sputare in faccia al pubblico dodici canzoni in tre quarti d'ora di death metal brutale e tremendamente estremo, di quello assolutamente privo di melodia o suffissi “-core”. Come già successo nel caso di “Headbangers' Island” (split cd realizzato da quattro thrash band venete), analizzerò le band una per una, assegnando singolarmente i voti.

Land Of Hate: quintetto catanzarese dalle elevate potenzialità e portatore di un messaggio votato al death con sfumature doom. Pur essendo un po' penalizzati da una registrazione non ottimale, e che privilegia soprattutto la batteria, lasciando in secondo piano le chitarre, i nostri ci danno dentro e dimostrano, nei tre pezzi a loro disposizione, di saperci fare. Il cantato di Marko è piuttosto dinamico e piace anche il sentore death old-school che si respira nelle canzoni. Promossi, ma da rivedere la registrazione. (Voto 6,5/10).. ..

Smash Head: rigorosamente brutal death di scuola americana con spruzzate di grind senza compromessi per questi tre ragazzacci provenienti da Sassari. Notevole preparazione tecnica, impatto garantito al 100% ed headbanging puro sono le parole d'ordine del terzetto, che spazza via qualunque cosa trovi sul proprio cammino. Spiazza soprattutto il range vocale di Luigi Cara, capace di un cavernoso growl, ma anche di uno screaming lancinante, nonché di un growl “aspirato”, quello simile al verso un maiale sgozzato, per intenderci. I più estremi del lotto. (Voto 8/10).. ..

Deathcrush: seconda band proveniente dalla Sardegna, i Deathcrush condividono con i già menzionati Smash Head il cantante/bassista Luigi Cara, ma si dedicano ad un death meno brutale, rifacendosi a Deicide ed Immolation. Poco da dire anche per loro, se non per il fatto che le chitarre sarebbero dovute, a mio parere, essere più in evidenza visto che gran parte delle canzoni è costruita su di esse. In ogni caso, se volete del metal per scuotere la testa, affidatevi tranquillamente a loro, sapranno soddisfarvi. (Voto 7/10).. ..

Zora: ultima band, stavolta dalla Calabria, più precisamente da Vibo Valentia. Anche qui la tecnica dei singoli musicisti la fa da padrone, come già nel caso degli Smash Head. Questo terzetto prende ad esempio i Cannibal Corpse elevandoli ad icone e portandone il verbo in maniera piuttosto fedele. Come avrete capito, il discorso non cambia molto dalle altre band, nonostante si tratti comunque di tre canzoni più che buone, in particolare la conclusiva “Tsantsa”, suggellata da un giro di basso veramente stupendo. (Voto 7/10).. ..
Insomma, fa piacere constatare che la scena underground italiana sia in tale fermento, visto che c'è sempre bisogno di nuove realtà che tengano in alto la bandiera del Bel Paese anche in campo brutal death metal. Avanti così, quindi, ed aspettiamo con impazienza di saggiare tutti i gruppi analizzati in sedi separate tra di loro, in modo tale da poter gustare meglio la loro proposta. Il voto è dato alla totalità dell'operazione.

VOTO 7,5/10    

 
DALYNX:
http://www.dalynx.altervista.org/sezioni/Recensioni/band/2009/SPLIT/landofhate_sma_death_zora/split_it.htm

Eccoci arrivati al giro di boa per quattro realtà che ormai pulsano nel continente Italiano e che, da tempo, scalciano per far sentire e valere la propria voce e la propria voglia di fare musica! Questa volta i ragazzi delle quattro bands hanno fatto centro ed hanno convogliato tutti i loro sforzi in un unico canale appagante e redditizio: il cd-split che li vede assieme per metterci a disposizione la loro follia e nefandezza nel suonare!
La scelta di autoprodurre e stampare un ben variegato split si faceva spazio nelle menti della congrega metallara sardo/calabrese da ormai svariati mesi e finalmente ha trovato il suo ride-Out-of-death! Tutti e quattro i gruppi si presentano palesemente energici e sono giunti ad un livello di maturazione più che buono ed accettabile.
Si parte con l'attitudine diretta e semplice dei Land Of Hate, lega di prodi ed uniti deathrashers for life da Catanzaro che, ripercorrendo la lezione basilare della musica d'impatto, si interessano a fornirci una griglia distruttiva musicale che ci era già nota dal loro secondo demo autoprodotto ("
Gener(H)ate"). Inizialmente posso svelare che, dei gruppi presenti in compilazione, sono quelli che forse si avvicinano di più ai miei gusti ed al genere che maggiormente ascolto ma successivamente vi lascerò desumere anche allettanti motivazioni dalle armi nucleari sfruttate presso le rimanenti bands!
Passiamo ora alle tre songs inserite dalla death metal band sassarese degli Smashhead! Beh che dire, stavolta hanno sfruttato appieno tutte le loro potenzialità ed ogni istante è finalizzato alla resa ed alla distruzione sonora. Di tutte le occasioni e di tutte le audizioni forse questa è la prova che mi ha convinto al meglio visto che li ho trovati molto incisivi e pronti ad arrivare velocemente al dunque! Un'amalgama soda e compatta per ciò che le mie orecchie vogliono filtrare. Ben fatto, aspetto nuova linfa e decostruzione come se piovesse! C'è inoltre da dire che "Human Fetus In The Sewers" aggiunge un carico di pesantezza considerevole. Le parti di chitarra trovano nuovi orizzonti rispetto ai precedenti contesti e portano a termine un'esecuzione sommaria di massa. La prossima volta vedrò bene di darmi qualche giro di carica come il Rolex vecchio ed oleare le giunture per la pogata!
Si arriva poi ai fidi Deathcrush, Bessude's Mortem Kommanders che non ne sgarrano una ed a cui gli orologi a pendolo nonchè quelli svizzeri fanno un bel baffo! Non rompono il legame, rimangon tesi e sopprattuto svegli, per infliggere le ultime distruzioni al nemico: sempre un piacere le scarrellate dei tre bombaroli che si districano tra il deathrash più ferale ed il brutaldeath di matrice novantiana! Ogni scusa è buona per rompere l'osso, e loro lo fanno senza esitare. La nuova entrata è la terza "Eaten By Rats", sulla quale sono state accuratamente ragionate stesure ed arrangiamenti. La caratteristica principale di questa band sta nel giusto dosaggio di una produzione comprensibile e lineare che va a sposarsi con l'impatto micidiale delle bordate sciorinate senza pietà dall'ensemble convinto e fiero! Le vittime cadono una dietro l'altra perchè il massacro non concede spazio alle riflessioni. Se può farvi piacere una bella rottura di setto nasale o una lussazione della spalla vi consiglio di gettarvi senza esitazione nel pogo di una data Deathcrush,, riceverete il benservito!
Gli ultimi, che si aggiungono come tassello finale prelibato del mosaico, sono gli Zora: la gloria calabrese in cui militano membri degli storici Glacial Fear! Danno saggio della loro dura lezione inferta all'ascoltatore: intensità e forza dinamica di lavoro meccanico in progressione, a iosa! Semplicemente la quarta valida colonna di un lavoro "di genere" che darà grandi soddisfazioni agli amanti del sottobosco underground!
Chissà che un bel giorno non si potrà ventilare la consolidazione definitiva con un bel festival interminabile, magari perchè no, qui in hellSardinia!



UNDERGROUND ZINE:
http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendId=454663292&blogId=477959116
 
LAND OF HATE: che si formano partendo da una solida base death/thrash senza compromessi, trovando distribuzione per il loro mini cd dal titolo “Lando f Hate” in Sudamerica, Italia ed Asia. Da questo mcd ci sono 3 pessi racchiusi in questo split, che parte con “Gener(h)ate” iniziando con un incipit domm, ed esplodendo poi in tutto il fragore death, ed anche nella egente “Antination- antiwar” (dai temi molto sul sociale) vi è una partenza al fulmicotone alternati a momenti più cadenzati che ricalcano il doom nella loro oscurità, e il thrash nella pesantezza delle chitarre.
Si chiude con “Raped years”, con inizio thrash, e poi via via più deatheggiante.
I Lando f hate sono vari, mettono varie sfumature nella loro musica e costruiscono buoni pezzi.
E noi li promuoviamo con un 65/100 di voto

SMASHHEAD: i nostri suonano un brutal/grind che, alla voce growl, alterna acuti stile “cinghiale sgozzato”, tipico del genere. Chitarre a martello pneumatico e alcuni momenti più rallentati ci guidano negli incubi e nelle visioni morbose di questi musicisti, coi tre pezzi “Orgy in atrocity”, “Genetic Deconstruction”, e “Human Fetus in the Severs”, quest’ultima con un bell assolo che ci ricorda i Necrophagist.
I pezzi, tra Nefas e Huwitser, ben suonati, nulla tolgono e nulla aggiungono a questa sanguinaria legione di grid deathsters.

VOTO: 60/100

DEATHCRUSH: dal nome sembrerebbe un gruppo black metal, invece suonano un brutal di discreta fattura, ben suonato, ma che pecca di poca personalità. Tuttavia i pezzi sono ben congeniati e scorrono bene, da qualunque parte tra Dying Fetus e Wace Jesus; bella la prima “Blasphemy Souls”, che dopo un inquietante battito cardiaco ci porta a quello che sta per accedere, ovvero a quello che noi definiamo uno speed/death metal riff, dove per “ speed” intendiamo speed/thrash! Stesse coordinate er “Necrogod Devastation”, mentre nella conclusiva “Eaten by the rats” emergono alcune voci “cinghaloidi”

VOTO: 60/100

ZORA: band nel complesso meno veloce delle altre tre, meno irruenta e più ragionata, come un assassino che invece di correreall’attacco all’armata bianca, studia l’avversario e poi infligge il colpo mortale.
Dopo alcuni rumoreggi e versi animaleschi vari parte il riff di “Self Devoured”, pezzo brutal non troppo veloce che richiama i cari Six Feet Under, idem per “Massacred Nation”, mentre per la conclusiva “Tsantsa” (ma che vorrà dire?) emerge un guitar – riffing più a-la Cannibal Corpse.

VOTO: 65/100

Split cd globalmente buono, ben suonato, e con alcuni spunti davvero interessanti, che fotografa lo stato di salute che definirei da “Abile e arruolabile”



ALONE MUSIC:
http://www.alonemusic.it/recensionemergente.php?id=704

Una forza bruta si leva dalle terre dell’Italia meridionale per urlare il suo odio verso questo sistema che sta corrodendo le vite umane. 4 Way to Scream Your Hate è uno split cd, un’alleanza fraterna che unisce l’urlo di Land of Hate, Zora, Smashead e Deathcrush con un Death Metal misto al Brutal devastante.

Disorder Aggression Total Devastation è il vessillo portante dei Land Of Hate che danno vita a questo split attraverso tre tracks di puro Death Metal. Tutto comincia con Gener(H)ate, attraverso una scarica di potenti riff di chitarra di Saso e Niko, cupi e pressanti, dalla forza incredibile, uniti alla martellante batteria di Attila e al growl di Marko per una ferocia nella velocità d’esecuzione accompagnata dal basso di Ifilien, a compimento di una devastante carica che prosegue con Antination Antiwar dove il messaggio, l’urlo, si fa più pesante, più martellante, così come i toni impressi, dai riff voraci e dal solo di chitarra in chiusura di song furioso. Un solo di batteria fantastico e trascinante apre Raped Years, cruenta e straziante, tecnicamente perfetta. Davvero una bella apertura per questo Split cd. Ma si prosegue sempre più verso toni in cui l’aggressività e la brutalità vengono plasmate grazie al Brutal degli Smashead, partendo a piede libero con Orgy in Atrocity. Dunque dal Death Calabrese ci spostiamo verso la potenza Sarda, dove tecnica e carattere danno il meglio di sè, velocità e furia strumentale, con il growl terrificante di Luigi Cara, che assieme all’ascia feroce di Franco Fois e alla batteria di Gabriele Tanda, ci sparano una scossa di adrenalina paurosa da cui è difficile scappare. Si continua così con la fantastica Genetic Deconstruction, per poi chiudere alla grande con Human Fetus in the Sewers, in cui si da sfogo più che mai alle asce, con un rapido ma possente solo, velocità e irruenza, queste sono le giuste parole per descrivere le tracks del combo Sardo. Restiamo in loco con i Deathcrush, un battito di cuore accelerato, si disperde nell’aria e si da vita al Death di Blasphemy Souls e in formazione ritroviamo il frontman Luigi Cara con il suo cupo e spettrale growl. I riff si susseguono a catena, furiosi, Andrea Sechi si è dato un bel da fare, la batteria di Giampiero Serra, la War Machine di questa compagine, si impone e detta legge. Stessa sorte per Necrogod Devastation e Eaten by Rats, tracce semplicemente fantastiche, un raptus d’odio sotto le insigne del Death Metal is War and Vengeance, una potenza inaudita, una tecnica perfetta. E se di tecnica perfetta vogliamo discutere bisogna tenere a mente una cosa : !Scream Your Hate!. Si perché proprio in chiusura di Split troviamo il Brutal divoratore degli Zora, una forza sovrumana che si sprigiona dalla voce di Peppe Pascale, superlativo anche alla chitarra, dal basso di TatO, unico e inimitabile e dalla batteria di A. Di Meco. Si da fuoco alle polveri con Self Devoured, noise di sottofondo terrificanti, che si diramano nella possente tecnica strumentale della compagine di Vibo Valentia, chitarra rabbiosa, feroce, basso incredibilmente veloce e furioso, per non parlare della batteria. Inutile affermare che negli Zora vive il brutal più profondo, lo si nota a primo impatto all’ascolto, come per Self Devoured anche in Mass-Sacred Nation. Ma è nell’ultima track di questo lavoro di collaborazione per questa Extreme Sardinian/Calabrian Alliance che risiede tutta la forza bruta, abbiamo Tsantsa che ormai per tutti è sinonimo di Pogo perché quando la si ascolta è impossibile restare fermi, si viene invasi da una potenza inaudita, una carica che investe l’udito e il corpo, poche note, molto poco silenzio, tante urla, urla di odio, d’amarezza, la stessa amarezza che si prova pensando alle condizioni della nostra terra.

Ed è questo che spinge i nostri compatrioti a dare vita a questa forma di ribellione, una ribellione sottoforma di passione per la musica, una passione tradotta in talento e dedizione.

 
METALBETA:
http://www.metalbeta.it/slpitcdalbum.html
 




Duello a distanza tra Calabria e Sardegna in questo split in mio possesso: 4way To Scream Your Hate raccoglie il meglio dell'underground italiano composto da gli apripista calabresi Land Of Hate, che conosco davvero molto bene ed anno tutta la mia stima per professionalità e capacità compositive davvero sopra la media, qui presenti con tre brani estratti dal loro precedente demo, una miscela impazzita di death metal di scuola vecchia e thrash sempre ben eseguito, un mix di odio e rabbia che troviamo anche nella seconda band in scaletta ovvero gli Smash Head, che rispetto ai Land offrono un massacro a colpi di brutal death articolatissimo, con spettacolari cambi di tempo e voce ultra gutturale, incazzata come non mai.




Dei sardi il pezzo più bello è Human Fetus In The Severs che chiude la loro parentesi e danno il benvenuto alla terza band:Deathcrush (non ditemi che il moniker è preso dai Mayhem!), comunque sia un ottimo death metal meno complesso degli Smash Head, diretto proprio per rompere le teste dei metallers a ritmi trascinanti al pari dei Land Of Hate, prendete il loro pezzo Necrogod Devastation e capirete il motivo per cui questa band merita tutta la mia stima.




Chiudono le danze e si ritorna in Calabria con gli Zora, che propongono nuove versioni di loro tre brani. Non penso ci sia nulla da dire su di loro in quanto ormai tutti li dovrebbero conoscere e se non sapete chi sono vi consiglio di sputarvi in un occhio come faceva il grande Lino Banfi! Ahahahahahahahahah!




Brutal death come pochi sanno fare, prendete i Cannibal Corpse per citare una band culto e cambiate la loro nazionalità, spero solo di poterli vedere dal vivo perché non li becco mai, ma da come mi hanno risposto alcuni miei amici, in sede live spaccano più che su disco!




Non ci sono ne vincitori ne vinti in questo 4way To Scream Your Hate, ma un'unica famiglia cattiva pronta a continuare il cammino di devastazione totale!

 
DEBASER:
http://debaser.it/recensionidb/ID_26602/Zora_Land_Of_Hate_Smashhead_Deathcrush_4_Way_To_Scream_Your_Hate.htm

"4 Way To Scream Your Hate", quattro modi per urlare il proprio odio, titolo azzeccatissimo per questo split Calabro-Sardo che racchiude in un solo cd quattro delle band più estreme presenti nel nostro panorama underground, Zora, Land Of Hate per la Calabria, Smashhead, Deathcrush per la Sardegna.
Ad aprire le danze sono i death thrasher Land Of Hate, la prima track è "Gener(h)ate", un pezzo tiratissimo in pieno stile Sepultura dei primi anni, un assalto sonoro che non lascia spazio a melodie, violenza allo stato puro.Lo split prosegue con altre due canzoni del combo Calabrese, la musica non cambia, "Antination Antiwar" e "Raped Years" trasudano violenza e marciume, con una lieve preferenza per la prima delle due songs citate. <br /&gt
Thursday 26/06/2008 

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Saturday 15/03/2008 

REVIEWS/INTERVIEWS FOR GENER(H)ATE






REVIEWS

METAL BETA :
http://www.metalbeta.it/landhatealbum.html

Seconda demo per i catanzaresi Land of hate che ritornano conGener(h)ate,composto da cinque tracce di cui l'ultima live facente parte dela prima demo Total Devastation.Il genere proposto dai nostri e'un sano e grezzo death metal con qualche inserto di thrash,soprattutto quello teutonico,infatti non a caso mi son venuti in mente sin dal primo ascolto i Kreator dei bei tempi che furono.Delle tracce presenti segnalo la titletrack Gener(h)ate introdotta da un riff di chiaro stampo doom,per poi sfociare in una killer death metal song col bellissimo tupatupa del batterista Attila,Antination-Antiwar che mi ricorda un po'per il cantato e per le ritmiche I Sepultura di Schizophrenia e anche la conclusiva traccia live Bloodshed che ci dimostra come questi ragazzi in sede live sono un vero pugno nello stomaco,sicuramente i loro live sono devastanti per la gioia di tutti i death metal fan.




Sottolineo in modo particolare la voce del singer Marko che sforna una prova vocale di alti livelli,senza mai apparire noiosa e che ben si adatta al contesto delle canzoni.In attesa del full che spero diano alla luce il piu'presto possibile,consiglio a tutti di ascoltare questa demo e farvi prendere dal sano headbaging come ho fatto io,perche' sicuramente in futuro sentiremo ancora parlare di loro!Massimo supporto!




Lineup: Marko-vocals, Niko-guitar, Ifilien-bass, Saso-guitar, Attila-drums.






METAL DOMINATE :  http://www.metaldominate.com/review.php?id=24

Gener(h)ate potrebbe esser paragonato senza alcun dubbio ad una belva feroce fuggita ai propri 'carcerieri'.
Un essere degno del bestiario scenico del film (quanto mai sottovalutato) THE ISLAND OF DR.MOREAU.
Quindi aggressivo, furioso per indole, ma scaltro e capace di controllare la propria rabbia. Come i Land Of Hate, roccioso combo calabrese che propone un old school thrash/death furioso e diretto (ma non scontato), inserendo ogni tanto mid tempos incalzanti, e rallentamenti al limite del doom.
Senza dubbio la titletrack risulta la song più rappresentativa del mini, ma sono le successive'Antination-Antiwar'e 'Raped Years' a far davvero breccia nel mio duro cuore di recensore senza scrupoli (aha!). La registrazione dei suoni, credo volutamente retrò, drums secche e un leggero gain nella voce donan quel marciume in più alla proposta sonora dei Land of Hate, che farà sicuramente breccia nel cuore degli Sepu-aficionados.
La rabbia c'è, la voglia pure. Nell' attesa della dura prova sulla lunga distanza (Lp) vi presento:
I Land of Hate, una ragionevole bestia senza scrupoli!


METAL RADICAL(Perù):
http://www.geocities.com/metalradikal/mrz/Metalradikal_archivos_ing/revisiones/revisiones.htm
(Per leggere questa recensione copiare e incollare il link )
BAND: LAND OF HATE
COUNTRY: ITALY
TITLE: GENER(H)ATE
Shouts of Metal's Yusef give me this 5 tracks mini CD of the most brutal deathrashmetal that lately I had listened, 4 new tracks and the last one is a live track of its previous disk. Without doubts LAND OF HATE, it is a devastating band, speed death and slower and rhythmic parts with riffs thrash, everything inside a dark environment, really good. Personally I think that the first track 'Gener(h)ate' it is the best, but I can assure you that there is not bad tracks. Very good.
DISTRIBUTOR: LAND OF HATE
RATE:  9/10


GATE OF HORROR Magazine(perù)

Land of Hate 'Gener(H)ate' Demo CD
Carajo! Que tal banda! Hace mucho tiempo que no escuchaba alguna banda que hiciera un Death Thrash rápido sin llegar a la monotonía y al no entendimiento de lo que tocan, Land of Hate son unos italianos que conocen muy bien su trabajo, con temas rápidos de harto mosh shock, riffs pegajosos y buenos solos de guitarra en una línea de comienzos de los noventa. El demo lo componen 4 temas grabados a fines del 2006 + un tema en vivo para un total de 17 minutos de violencia sin piedad!
www.myspace.com/landofhateband


 LIVE REPORT METAL ZONE: 
http://www.metal-zone.it/index.php?option=com_sobi2&sobi2Task=sobi2Details&sobi2Id=81&Itemid=39

Risolti i problemi di service, la proposta di questa sera è, se possibile, ancor più di rispetto nel complesso, rispetto alla serata d'esordio. Non me ne vogliano i Fighting Warriors ma gli opener di questa sera, i messinesi Exhuman, sono di tutt'altra caratura con il loro cattivissimo death: otto pezzi di massiccio e brutale death metal suonato con una perizia esemplare da eccellenti musicisti che, se posso permettermi di far loro un appunto, prestano forse troppa attenzione alla esecuzione dei pezzi a discapito della performance che potrebbe risultare un po' freddina allo spettatore.
Tutt'altro che freddi sono, invece, i Land of Hate che in sede live risultano davvero distruttivi. I catanzaresi propongono quasi integralmente il loro mini cd 'Gener(h)ate', oltre ad un pezzo nuovo che porta il nome del gruppo ed una cover di 'Policia' dei Sepultura. Una combinazione di death/thrash caratterizzata da pesanti cambi di ritmo, compattezza sonora e ritmiche devastanti. Il drumming energico e le chitarre potenti creano un robusto muro sonoro: al resto ci pensa l'ottima voce di Marco, autore di una splendida prova, che da sfogo al suo odio e alla voglia di ribellione contro quanto di ingiusto c'è nella nostra società.
A conclusione della serata, salgono sul palco i piemontesi Arcadia autori di un metalcore trascinante e dal sound molto personale: brani complessi nella struttura eseguiti in maniera tecnicamente impeccabile da un chitarrista superlativo, un batterista instancabile ed un vocalist che può definirsi Frontman (con la F maiuscola) per la capacità di interpretazione e coinvolgimento.
Coinvolgimento, già…..peccato che quei 'fedeli metallari' presenti non abbiano apprezzato o, peggio ancora, non si siano sforzati di porre attenzione alla proposta musicale di questa ottima band disinteressandosi totalmente del concerto e dileguandosi in massa all'inizio dell'esibizione trovando evidentemente più interessante fumare una sigaretta o parlar male di una band che non stavano nemmeno ascoltando suonare per il semplice fatto che 'quel genere non gli appartiene'…a priori.

DALYNX: 
http://www.dalynx.altervista.org/sezioni/Recensioni/band/2007/land_of_hate/landofhate_it.htm

A giudicare dall'introduzione si prospettano già imminenti catastrofi, non appena si inizia ad ascoltare quest'ultimo sunto delle fatiche dei calabresi Land Of Hate, scandite dai suoni della paura che, resi sistematicamente sinistri con note sintetiche (probabilmente dei samples), invitano ad entrare in antri di completa negatività; un suono tenebroso e massiccio allo stesso tempo ci avvolge con le prime note. Iniziano così i vasti presagi di morte, con l'irruzione di una ritmica thrash-doom (gradevolmente caratterizzante di molte strutture, anche per quanto riguarda le successive canzoni!) scatenata poi in un violento massacro che non lascerà vittime.
I Land Of Hate tornano in piena forma, tornano un'altra volta all'attacco con la loro miscela corrosiva e schiacciante di thrash/death che non trascura però le più svariate influenze ragionate dai cosiddetti 'skilled musicians' (come si direbbe in inglese!). La voce di Marco, sempre padrona della situazione, canta su metriche molto quadrate e concise, che aiutano a formare la compattezza generale del suono; il loro sistema di annientamento si costruisce un pò su questa rispondenza tra il cantato e le musiche.
La seconda traccia 'AntiNation-AntiWar' parte subito venata da linee blackeggianti ma poi sfocerà nella consueta pragmatica di thrash death spazza tutto; una cosa è senz' altro chiara: i Land of Hate ci portano senza esitare all'interno di un contesto musicale privo di fronzoli che punta subito all'impatto e al'sodo' della situazione, intesa come struttura della composizione musicale.
Procedendo verrete percossi dalle continue vessazioni emergenti da 'Sudden Perversion', molto ben ritmata e veloce! E qui devo dire che ho potuto trovare pane per i miei denti, dato che velocità ed impatto sono le cose che preferisco e di cui ho bisogno!
Si continua su questa linea ancora con la penultima song 'Raped Years', conforme allo stile delle altre e capace di trascinare tonnellate con la sua possenza devastante di suono. Inoltre, praticamente tutte le canzoni si presentano come un qualcosa di ben ragionato, e la loro durata non breve, ma
nemmeno troppo prolissa, permette di scorgere questi pregi.
L'ultimo pezzo presente in scaletta è una versione live di 'Bloodshed', ben registrata ed espressiva nonchè referente della loro aggressività on stage! E dopo queste premesse credo sia di buon auspicio sperare di vederli in qualche esibizione.
Complimenti ed in occa al lupo!


ALONE MUSIC:
http://www.alonemusic.it/recensionemergente.php?id=208





Gener(h)ate è il secondo lavoro dei catanzaresi Land Of Hate , un mini cd composto da cinque tracce, di cui l'ultima, Bloodsheed , è una versione live dell'omoniam canzone presente nel loro primo demo Total Devastation .

In queste tracce, dal ritmo serrato e aggressivo, i Land Of Hate propongono un thrash/death metal di stampo americano con un suono grezzo e diretto, che colpisce l'ascoltatore come un pugno nello stomaco e mi riporta alla mente le canzoni dei Sepultura.

Io mentre ascolto questo MCD mi lascio andare ad un furioso headbanging (infatti il mio collo ne ha risentito) e penso che in sede live queste cinque sfuriate (soprattutto la mia canzone preferita,
Raped Years ), scatenino facilmente un pogo selvaggio.

I ragazzi sanno il fatto loro e riescono a creare un sound potente e grintoso, l'ideale per accompagnare la voce di
Marko , in grado di eseguire uno scream e un growl devastanti.

Senza dubbio l'inserimento di una seconda chitarra ha contribuito a migliorare il sound proposto da questi ragazzi, decisamente migliorato rispetto a quello presentato nel loro primo demo, e valorizzato anche da una buona produzione.

Davvero ottima questa nuova fatica dei Land Of Hate, spero che il loro primo full-lenght sia altrettanto valido, in ogni caso hanno il mio supporto, in bocca al lupo ragazzi, continuate a sfogare la vostra rabbia nei confronti della società!



BEOWOLF(america): http://www.beowolfproductions.com/MusicReviewsFeb07.html


LAND OF HATE - GENER(H)ATE
(5 track CD) Self Released

This five piece out of Italy hits you smack in the face with their brand of Death Metal violence. They combine many elements of both Death Metal & Thrash metal music, but with Death Metal more dominate of the two. Themusic comes fast & is relentless. It plows you over & repeatedly stomps the shit out of you. They toss in some grooves here & there to mix things up a bit, but it doesn't last long. I liked how they did this a lot, be cause you a quick chance to catch your breath & then back to the madness. The vocals are done in a mid ranged Death growl style with some more groggy higher ones mixed in. One of the best newer Death metal bands I've heard come out of Italy in awhile!!!
LANDOFHATE@libero.it / < B>www.LANDOFHATE.tk


METALZONE: http://www.metal-zone.it/index.php?option=com_sobi2&sobi2Task=sobi2Details&sobi2Id=270&Itemid=39

Nuovo lavoro per i catanzaresi Land Of Hate che danno alla luce 'Gener(H)ate', un mini cd di cinque tracce (la conclusiva delle quali è una live version della opener del loro precedente disco).
Lo stile è un'interessante miscela di death/thrash e doom: le quattro tracce sono rese piacevoli dalla varietà che le caratterizza senza però perdere per strada compattezza sonora e ritmiche tipiche del genere proposto.
Particolarmente riusciti pezzi quali 'AntiNation-AntiWar' e 'Raped Years' che in sede live suoneranno estremamente distruttive! 'Gener(h)ate' è devastante nei suoi pesanti cambi di ritmo che riportano la mente indietro nel tempo ai primi Sepultura. Da segnalare, infine, un meraviglio riff 'alla Pantera' nella parte centrale di 'Sudden perversion'.
La produzione funziona bene e la prova tecnica dei ragazzi è molto buona: drumming potente e chitarre autorevoli cooperano non poco nel creare un robusto muro di suono a sostegno di un'ottima e cattivissima voce.
Che dire di più? Li attendiamo sulla lunga distanza sperando che confermino le ottime premesse.


BENZOWORLD:
http://benzoworld.com/v3/demo.php?id=620

Nuovo lavoro per i catanzaresi Land Of Hate, che dopo il precedente EP danno alla luce questo 'Gener(H)ate', ovvero un mini di cinque tracce (la conclusiva delle quali è la versione live di 'Bloodshed', opener del loro precedente lavoro). Lo stile è all'incirca lo stesso con il quale i nostri si sono proposti tempo fa al pubblico, ovvero un'interessante miscela di death/thrash e doom, anche se i miglioramenti rispetto al passato ci sono stati e si sentono. L'esperienza accumulata e la tenacia dei nostri hanno fatto si che uscissero fuori quattro tracce che godono di una buona dose di varietà in più rispetto al precedente materiale pur non rinunciando alla loro tipica compattezza, sfruttando andamenti funerei alternati ad improvvise sfuriate per farne la loro forza motore. Ritmiche minimali e a volte molto groovy accompagnate da un buon lavoro alle chitarre, ci accompagneranno per tutti i nuovi quattro pezzi, con qualche velato riferimento qua e là a gente come Sepultura, The Crown e al thrash glorioso degli eighties, riferimenti che troveranno spesso a confrontarsi con compatti inserti doom. Particolarmente apprezzabili sono risultati essere pezzi quali 'AntiNation - AntiWar' e la conclusiva 'Raped Years', ovvero i classici pezzi che in sede live avranno potenziale distruttivo da vendere, con alternanze e sfuriate varie che difficilmente riusciranno a farvi trattenere il capoccione. La prova tecnica dei nostri è decisamente accettabile, e per le necessità che si sono prefissati opera in modo davvero funzionale e matematico. La produzione a cura di Gianluca Molè e dei suoi Sound Farm Studio funziona anch'essa piuttosto bene, rendendo il suono generale quadrato e compatto, anche se magari in qualche frangente le chitarre risultano un po' sature di suoni, il che va alla grande nei frangenti più 'doomish' ma nelle sfuriate tende lievemente ad amalgamare il suono, anche se alla fine il problema non risulta essere poi così eccessivamente rilevante.
Ulteriore simbolo di una realtà underground in tumulto, i nostrani Land Of Hate hanno dato vita a del materiale piuttosto sostanzioso che lascia ben sperare per il futuro. Ora l'unica cosa che resta da fare è aspettare il grande passo; nell'attesa, questo mini cd è capacissimo di soddisfare gran parte delle nostre esigenze di veemenza musicale.






death doom productions(england): http://blog.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendID=215643488&blogID=336443808




LAND OF HATE
'Gener(H)ate'
Sporting some seriously heavy Industrial undertones, Death Metallers Land Of Hate are a no hold barred thrill ride of pure adreneline and sheer aggression. To be honest their style is pretty generic save for the undertones, but its a decent stab at a truly brutal EP. Land OF Hate have a pretty catchy sound but never really seem to raise any pulses with what they manage to churn out, and whilst 'Gener(H)ate' is in no way a bad EP, I do find it hard to truly get into a band whose sound and style has been done over and over again. However this is a decent CD and I would recommend a listen, there are some good solo's and alot of technical ability to feast upon and I'm certain alot of folk will enjoy!


METALEMPIRE:
http://www.metal-empire.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=853

Secondo lavoro in studio per i catanzaresi Land Of Hate, band nata (cito la bio) 'dal bisogno di dare libero sfogo all'opposizione nei confronti del sistema sociale scagliandosi contro con violenza e rabbia'. Beh, missione compiuta.
Gener(h)ate oltre ad essere un gran bel dischetto di Thrash/Death, trasuda incazzatura allo stato brado. Il risultato è un ottimo MCD, ben suonato e molto ben prodotto (la mano di Gianluca Molè, Glacial Fear, si sente eccome).
Si parte a razzo con la title-track, che al contrario di quanto faccia pensare l'inizio caratterizzato da uno spettacolare mid-tempo spaccacollo, si trasforma in un niente in una classica Killing Track da pogo selvaggio. Segue quello che è il mio pezzo preferito di questo lavoro, AntiNation - AntiWar: ritmiche serrate, riff-working tagliente ed il lavoro vocale di Marco a dir poco ottimo. Costruito bene, arrangiato meglio: insomma un gran pezzo! Le restanti Sudden Perversion e Raped Years proseguono, come si intuisce facilmente, il discorso intrapreso dalla band calabra: sound americaneggiante, che tradotto in parole povere vuol dire zero spazio alla melodia ed un costante attacco su ogni fronte. A chiudere questo MCD, una bonus-track Live, Bloodshed, in cui i Land Of Hate ci fanno capire anche che non perdono nulla della loro potenza nemmeno sul palco.
Piacevolissima sorpresa di fine/inizio anno questo prodotto made in Calabria. A mio avviso i Land Of Hate sono una band che decisamente merita. Spero che non mollino la strada intrapresa e perdurino nel portare avanti questo tipo di discorso, che di risultati, e buoni anche, ne può portare. Decisamente promossi.



BENZOWORLD live report :
http://www.benzoworld.com/v3/liveReport.php?id=172


Se la scena metal del sud Italia sta raggiungendo dimensioni notevoli, quella della Calabria è più viva che mai… È con immenso piacere che mi rendo conto che qualcosa comincia a muoversi in modo piuttosto veloce e dinamico e ne è la dimostrazione concreta l'affluenza che caratterizza questa prima edizione del Calabrian Metal Inferno! Una folla inaspettata dagli stessi organizzatori, riempie la grande pista della discoteca 'Sesto Senso' di Catanzaro. Si respira un'aria heavy che da tempo non si sentiva in queste sperdute lande. Un ottimo palco, con un back line notevole lascia immaginare che la serata non sarà per niente tranquilla e alle 22.30 hanno inizio le danze.
Sono i crotonesi Acrylate ad accendere l'interruttore della serata con un heavy metal non del tutto definito. Come sempre i primi gruppi servono da rodaggio per l'impianto, e un po' per il suono, un po' per il poco coinvolgimento generale, il pubblico sembra starsene un po' sulle sue. Comunque una prestazione accettabile e senza errori grossolani. In rapida successione tocca ai Metal Detector di Cosenza salire sul palco, con l'audio che comincia a prendere una forma migliore, per fortuna; i nostri con un heavy metal classico cominciano a far muovere le teste lungocrinite dei presenti. E' il momento poi dei catanzaresi Land of Hate, che giocano in casa, e grazie al genere proposto e una cover dei Sepultura cominciano a buttare benzina sul fuoco, coinvolgendo il pubblico alla grande! Si passa alla sponda tirrenica con i vibonesi Shadow of Soul, la qualità dell'audio continua ad alzarsi per la felicità delle nostre orecchie. I quattro sfoggiano i pezzi del loro ultimo demo e lo fanno in maniera impeccabile e precisa. Attraversiamo lo stretto per vedere sul palco i messinesi Exhuman, che propongono un black-death tecnico di matrice nord europea. Si notano subito le loro capacità tecniche, soprattutto quelle del cantante/bassista, ma purtroppo per colpa del genere troppo estremo l'impianto penalizza un po' questi ragazzi che comunque fanno una bella figura in quanto a presenza e, come ho detto prima, tecnica. Un po' di pausa per gli ormai frastornati timpani, ed ecco l'entrata in scena dei Veneregrida di Reggio Calabria, i quali si presentano sul palco con tanto di scenografia, e grazie anche al fatto che come batteria hanno delle basi il suono ritorna ad ottimi livelli. Anche la loro prestazione è ottima, con un genere proposto molto personale e contaminato. Ed ecco finalmente la chicca della serata, con il ritorno dopo un po' di assenza sui palchi dei catanzaresi Glacial Fear. La serata coincide con la presentazione del nuovo disco 'Filthy Planet', il quale viene suonato per intero e devo dire che l'intera serata ne ha davvero risentito! Il pubblico sembra impazzito, il pogo la fa da padrona nella parte sottostante al palco e la gente è veramente soddisfatta. Quando poi i nostri sfoggiano classici come 'Delta 9', dei quali tutti sono a conoscenza, il coinvolgimento è alle stelle e alla fine si gridava al bis, il quale è arrivato per la gioia di tutti. In definitiva un'ottima serata che porta un po' di campanilismo nel cuore di tutti, e ci fa riflettere sul fatto che ci si può divertire tantissimo anche ai concerti dei gruppi tricolore e non solo a quelli dei nostri amici d'oltreoceano!







BIRA(turchia): http://www.bira.gen.tr/bira.asp?ID=10743





--talyan yeni nesil thrash metalci gençler paralar--n-- ve emeklerini denkle--tirip 4 parçal--k bir demo kaydetmi-- bir adet de konser performans-- ekleyip kendi imkanlar-- ile de co--altm----lar.
Bir kankan--n önermesi ile edindim demoyu ve cok seckin cok özgün bir hadise olmad------n-- farketti--im halde gayet de be--endim adamlar-- özellikle de altyap--s--n--.
Henüz yeralt-- bir grup olmas--na ra--men oldukca klas bir sound söz konusu demoda, e--er --ark-- adeti fazla olsayd-- ve kayda biraz daha yüklenselerdi pekala bir albüm format--nda da bu --ark--lar-- yay--nlayabilirlerdi. E--er Max Cavalera önderli--indeki Soulfly türü gruplarda varsan--z bu grubu da tavsiye ediyoruz.

Grubun --u anda kadrosu
Marko - Vokal
Saso - Gitar
Niko - Gitar
Ifilien - Bass Gitar
Attila - Davul

Demodaki parçalar:

1.Gener(h)ate
2.Antination Antiwar
3.Sudden Perversion
4.Raped Years
5.Bloodshed (Konser Yorumu)

--lk --ark--da yani demoya da ad--n-- veren Gener(h)ate giri--inde biraz acemice haz--rlanm---- bir intro söz konusu,eski Türk filmlerindeki orglar--n tonuna benzer bir hadise var ard--ndan a----r bir tempo ile parça giriyor.
Kan--mca konserde de aç--l---- parças-- budur zira bi noktadan sonra sert ama basit bir gitar rifi ile ortal--k pekala kar----abilir mekanda.
Vokallerde Max Cavalera etkisi cok fazla var Marko arkada----m--z--n biraz daha bu i--lere bakmas-- biraz da kendi cizgisini cizmesi --art o--lu --art diye dü--ünmekteyim.

'Antination Antiwar' bu cd deki en ruhlu --ark--. Arada kendini gösteren hayvansal vokaller --ark--y-- cok lezzetli k--lm---- tam da altyap--daki cift kroslar da devreye girdi--i vakit oldukca adrenalin dolu bir i-- c--km---- ortaya.

'Sudden Perversion' demodaki en eski toprak --ark--lardan, hatta parçada e--ine benzerine say--s--z kereler rastlad------m--z gaz ama ba--ka da bir özellik ta----mayan Avrupa thrash metal gruplar--ndaki bir ruh var,aralarda yükselen metronom ile yenilen onca pizzadan gelen enerjinin nerelerde dökülüp sac--ld------na da --ahit oluyoruz..

Demoda giri--indeki davul numaras-- ile nedense Territory i an--msatan son stüdyo --ark--s-- ise ' Raped Years ' olmakta.
Oldukca k--z----m---- gitar riffleri  var tüm --ark--da, solistin bu parçada amortiden gösterdi--i ba--ar--l-- performans-- da göz ard-- edemeyiz tabiii.

Grubun konser performans-- hakk--nda bilgi sahibi oldu--umuz --ark-- da Bloodshed adl-- çal----ma. San--r--m mekanda fazla seyirci yok ama adamlar t--ka basa dolu bir mekandaym---- gibi cinnet raddesinde cal--p ellerinden geleni ard--na koymam----lar. Demo kayd--nda pek de varl--k göstermeyen bass gitarist arkada-- ise konserde resmen döktürmü--, helal olsun.



SHAPELESS ZINE:
http://www.shapelesszine.com/recedemo/landofhate-generhate.htm

Ed Ed eccomi qua, nemmeno un anno dopo avere recensito il precedente 'Total Devastation', alle prese con un nuovo lavoro dei calabresi Land of Hate.
Il gruppo nasce nel 2005 a Catanzaro e, dopo un anno, registra subito il primo demo, 'Total Devastation', che a detta della band, è riuscito a girare nell'underground anche in Polonia, Filippine, Russia, Brasile e Germania.
Poco dopo il gruppo recluta un nuovo chitarrista e in estate registra anche un DVD live assieme agli amici Zora, dal titolo 'Total Massacre'.
Fino a che, alla fine del 2006, la band non torna in studio per registrare questo 'Gener(H)ate'.
Incredibile come in nemmeno un anno il gruppo abbia avuto un miglioramento così marcato: oltre al livello tecnico, che è migliorato molto (senza esagerare, ma non fa parte dell'attitudine del gruppo) finalmente sono riusciti a tirar fuori quello che gia volevano nel primo demo, cioè un thrash death grezzo e minimale, perfetto per dare libero sfogo alla loro rabbia.
Nel precedente demo avevo trovato il difetto della prolissità dei pezzi, che unita ad una scarsa varietà portava poco tiro generale, mentre in questo demo già dalla prima canzone veniamo travolti da una scarica di thrash death che sembra uscita direttamente dalla fine degli anni 80, con tanto di growl riverberato!
Possessed, Kreator, Cancer, Venom…questi sono alcuni dei gruppi che vengono in mente al primo ascolto, e sembra proprio che il demo sia uscito in quegli anni.
Onestamente non ho trovato queste sfumature che riallacciano al doom come dicono nella bio, ma va bene così perché è proprio in velocità che il gruppo diventa un tritacarne.
Il groove si fa sentire di più nella ultima traccia, in cui il cantante esplora anche frequenze più basse, trasformandola in una canzone più death metal.
Un netto miglioramento si sente anche in fase di produzione, sicuramente molto 'retrò' ma allo stesso tempo nitida, con tutti gli strumenti che riescono a ritagliarsi il proprio spazio, e anche l'esecuzione tecnica generale è sicuramente di livello giusto, senza particolari picchi ma perfetta per il contesto.
Insomma, demo promosso a pieni voti per un gruppo che sicuramente ha raggiunto il suo obbiettivo e ha trovato la sua identità.
Di certo in questo caso è inutile cercare innovazioni, finezze tecniche, arrangiamenti sopraffini…niente di tutto ciò, solo musica grezza e minimale, sparata in faccia con rabbia.
E' questo che il gruppo vuole, no? E allora possiamo dire che c'è riuscito.
(DanieleDNR - Aprile 2007)
Voto: 7,5


metalwave: 
http://www.metalwave.it/viewrece.php?id=1037

Senza dubbio 'Gener(H)ate', secondo lavoro dei Land of Hate, rappresenta un deciso passo in avanti rispetto alla loro prima fatica d'esordio 'Total Devastation' (2006).
La formazione calabrese nata dalle ceneri di altri gruppi locali, aumenta dopo la prima demo, il suo numero con l'ingresso di Saso, passando cosi da quartetto a quintetto con l'aggiunta di una nuova chitarra. Questo non può che portare anche ad un evoluzione del sound. I tratti che delineano i caratteri principali di questa band passano per tematiche molto forti come l'opposizione alla realtà sociale in cui viviamo, il sound proposto invece è caratterizzato sempre da un thrash/death rabbioso, linee melodiche piuttosto grezze come parte strumentale, ritmiche minimali farcite di groovy con un buon utilizzo da parte di chitarre e batteria e dalla voce alternata tra scream e growl di Marko. Il tutto viene poi integrato da sfumature doom e alcune venature black.
Ce dunque un bel repertorio, una miscela tra diversi generi che non è facile amalgamare, ma in questo senso i Land Of Hate hanno lavorato riuscendo ad ottenere un risultato sorprendente.
Dopo una fase di assestamento, alla fine del 2006 giungono a produrre il loro nuovo album dal titolo 'Gener(H)ate'. Si tratta di un mini cd realizzato nella Sound Farm Studio composto da cinque tracce, di cui l'ultima è una live version risalente al loro album d'esordio.
L'opera in generale è resa sostanzialmente piacevole dalla varietà di sound e mescolanze presenti all'interno delle tracce. Riescono nel tentativo di non disperdere la loro qualità principe ovvero la compattezza sonora, nonché quelle ritmiche tipiche date dal genere proposto.
L'opening track è Gener(H)ate, dal titolo omonimo dell'album, ed è subito devastazione. Una traccia giocata su ritmiche molto veloci, che viene accompagnata da mid tempo spezzacollo stile Sepultura, un primo pezzo da paura che fa subito breccia nell'ascoltatore, come pure la prestazione del vocalist che tende a rendere il tutto ancora più tetro e distruttivo.
Il secondo passo è dato da AntiNation-AntiWar una traccia caratterizzata da un insolita venatura black presente almeno inizialmente, per poi esplodere nel thrash/death. In questa seconda traccia si dispiega magistralmente il repertorio del gruppo passando tra ritmiche serrate, una batteria potente che ben si adatta al contesto, da continui riff taglienti, nonché dalla solita prorompente voce di Marko. Senza dubbio un pezzo che può fare furori nei live.
La terza traccia 'Sudden Perversion' prosegue su ritmiche potenti e aggressive. Un sound che non concede tregua, ne lascia spazio alla melodia. Vicino al brutal death in particolare nel settore centrale del pezzo. Anche questa una traccia nel quale non si può evitare l'head banging. La quarta fatica è data da 'Raped Years' una traccia assolutamente conforme alle altre e che come ritmo e potenza di suono non ha nulla da invidiare alle precedenti. Si associa a 'Sudden Perversion' per via di influenze particolarmente brutali, denotando inoltre un ottimo lavoro di costruzione e combinazione ritmica tra basso, batteria e chitarre.
L'ultimo brano presente a conclusione di questo mini CD è dato invece da una versione live di 'Bloodshed', ottima qualità audio e video, nel quale spiccano con grande veemenza e aggressività, le capacità del gruppo in scena su un palco.
Senza dubbio i miglioramenti sono stati tanti sotto ogni profilo, dalla registrazione decisamente migliorata rispetto all'album precedente, troppo penalizzato in questo senso, alle varie combinazioni in stile death, trash e doom con venature black portate continuamente quasi su ogni pezzo. Dalla voce del cantante, alle abilità messe in mostra dal resto del gruppo. Da un songwriting ragionato e più in generale dalla costruzione di pezzi che sembrano essere ben contemplati.
Insomma ce tanta sostanza in questo nuovo prodotto. Ma in 'Gener(H)ate' la qualità migliore da riscontrare è data dall'architettura realizzata a sostegno della potente voce. Una creazione non certo facile, ma che ha prodotto i suoi buoni frutti. Infatti oltre ad una tecnica invidiabile Niko, Ifilien, Saso e Attila riescono a compattare il suono, in grado di erigere una potente barriera, attorno alla prestazione della potentissima voce.
Da notare poi come tutti i pezzi esaltino una certà aggressività nell'ambiente circostante riuscendo a trasmettere una carica adrenalinica ed emotiva tale da esaltare il pubblico o comunque il diretto ascoltatore.
Come dunque avevo iniziato, cosi concludo. Bel lavoro da parte dei ragazzi di Catanzaro, questo album rappresenta un grosso passo in avanti, una via che potrà spalancare le porte a lavori futuri ancora più maturi.


live report zora-land of hate 2006 benzoworld :
http://www.benzoworld.com/v3/liveReport.php?id=72

ZORA + LAND OF HATE
Ex-Campetti da tennis – Commenda di Rende (CS)
17 marzo 2006

Serata all'insegna del lato estremo del metal, come ultimamente capita sempre più spesso in questa zona, quella di venerdì 17 marzo agli ex-campetti da tennis di Commenda (CS), che ha visto come protagonisti Zora e Land Of Hate. Le danze si aprono intorno alle 22.30 e a dare il via alla serata spetta ai Land Of Hate , che ci propongono un thrash/death con qualche venatura doom presente qua e là. La proposta sembra particolarmente azzeccata e riesce a rendere più di quanto ci si potesse aspettare in sede live, coinvolgendo sin da subito buona parte dei (non numerosissimi) presenti. Esibizione breve (solo quattro pezzi in scaletta…), ma molto gradevole quindi quella dei L.O.H., che hanno svolto più che egregiamente quel compito infame qual è quello di aprire una serata, e che ci lasciano con un omaggio ai Sepultura, riproponendoci 'Policia' come pezzo conclusivo.
Terminati i loro pezzi e salutati i presenti, i L.O.H. lasciano il palco agli Zora, i brutallers di Vibo Valentia. Qualche lungo momento per regolare al meglio la strumentazione e i nostri iniziano con la loro ormai tipica precisione chirurgica di esecuzione a proporre ai presenti tutti i loro classici, continuando il lavoro di riscaldamento del pubblico che già i L.O.H. avevano iniziato, riuscendo a creare un bel po' di movimento sotto al palchetto (ne è la prova il fatto che le transenne che dividevano i presenti dai gruppi si muovevano come dei panni al vento...). Precisione chirurgica quella degli Zora che non lascia molto spazio a coreografie varie; i nostri sputano in faccia i loro pezzi stando praticamente immobili, ma riuscendo ad esprimere la solita 'violenza musicale' che, chi ha avuto modo di ascoltare i loro demo, conosce più che bene. In sintesi un evento metal davvero gradevole, e vi assicuro che fino a pochissimo tempo fa era un qualcosa di abbastanza raro da queste zone; comunque questa serata è segno tangibile che fortunatamente qualcosa si sta finalmente muovendo anche da noi. (Behemoth)



PEST WEB ZINE: http://www.pest-webzine.tk/%20(review (review may 2008)


Land Of Hate is an Italian band formed in 2005 with the aim of creating massive thrash death metal in the old school way, without any compromises or 'new' touches. They ahve already released a MCD before this one, which I don't know how was received, but normally a second release should be a step forward for any band, from all points of view. For my shame, I've never heard of the band before I got this CD although they have received numerous reviews and interviews during those 3 years of existence and are distributed by multiple labels all over the world. Well, I'm glad I have the chance to know them now. As I was saying 'Gener(H)ate' is their second MCD, a 5 tracks effort that lasts for a bit more than 16 minutes. It is massive thrash death what we're dealing with here, powerful music with lots of enjoyable rhythms, nothing spectacular but quite catchy if you're into the 90's thrash death movement. The tempo is fast and aggressive overall, the sound is a pretty good one, the music is not boring at all, so here are the ingredients you should keep in mind and give this band a listen. The MCD will be licenced and distributed in many countries so there's a big chance you'll find it in your local mailorder. As a conclusion, good job, Land Of Hate.



INFERNAL CRUSADE:
http://www.infernalcrusade.com/SIL/landofhate.html

L'ultimo lavoro dei Land Of Hate, 'Gener(h)ate', appare fin dalla prima traccia, che è la title-track, aggressivo e tagliente con uno stile che tende ad un thrash/death miscelato ad alcuni tratti di doom, insomma un sound decisamente massiccio e tenebroso che ci avvolge fin dalle primissime note. Ottima registrazione e ottima preparazione da parte di ogni singolo membro, in particolare del vocalist Marco che è sempre pronto ad affrontare ogni situazione, cantando su metriche molto complesse e serrate che contibuiscono alla formazione generale del suono. In sintesi l'obbiettivo dei Land Of Hate è quello di portarci subito al sodo della situazione, compositivamente parlando. Uno dei brani che ha stimolato di più la mia curiosità è stato 'Generhate' anche se l'intro onestamente non mi ha coinvolto piu di tanto... ma per fortuna subito dopo di esso, ecco l'irruzione di una ritmica doom che mi ha subito entusiasmato. Nell'ultima traccia 'Bloodshed (live)' assistiamo anche alla performance della band on stage: si tratta infatti di una traccia ben registrata ed espressiva.
Detto ciò speriamo di vederli presto in qualche esibizione live.




INTERVIEWS


SPECIALE ZOMBIE METAL FEST 4(INTERVISTA+VIDEO) :

http://www.youtube.com/watch?v=LhxxyTp100w


BEOWOLF:
http://www.beowolfproductions.com/LandOfHateInterview.html



metallo-brutallo: http://digilander.libero.it/metallobrutallo/loh.html



metal-empire: http://www.metal-empire.it/modules.php?name=News&file=article&sid=941


benzoworld : http://benzoworld.com/v3/intervista.php?id=388


metal-beta : http://www.metalbeta.it/landofhateinterv.html


explosioncerebralzine:   http://www.explosioncerebralzine.tk/


INTERVISTA: http://blog.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendID=163986618&blogID=371700525







INTERVISTA PER: TIMPANI ALLO SPIEDO(CARTACEA)



1)      Personalmente ho trovato molto interessanti ed intelligenti i testi, che sono delle vere e proprie denuncie a carattere politico. Ecco, volete dire ai lettori di cosa trattate e chi li ha composti?
Marko:Grazie mille per i complimenti,i testi li scrivo io,e come hai detto tu,son testi rivolti al sociale,a situazioni vere e reali,non siamo una band che ama parlare di draghi volanti o cose del genere,la realtà che viviamo è abbastanza dura,lo è già per noi sopravvivere al sud Italia,nello specifico in calabria dove l’ignoranza regna sovrana.

2)      In riferimento ad “Anti-Nation Anti-War”, perché, domanda forse un po’ banalotta, siete così contrari alla guerra? E quali sono, secondo voi, i reali motivi per cui si fanno le guerre? E perché siete anche contro il concetto di nazione, considerando che essa è un complesso di persone accomunate dagli stessi usi e costumi? Inoltre, siete anche contro allo stato e perché( anche questa domanda forse banalotta ma vabbè…)?

Beh,è chiaro che siamo contro la guerra,non potrebbe essere altrimenti,i reali motivi chiaramente sono da attribuire alla prepotenza,l’avidità e la smania di potere di alcuni soggetti,per quanto riguarda la nazione,non è un andare contro la nazione a priori,nel caso trattato nel testo è appunto il dover prendere parte a questo massacro,ingiusto secondo me,per forza di cose,l’italia è alleata con l’america e allora via,partiamo in guerra,vorrei dire ai cosiddetti padroni:perché non ci mandate i vostri figli in guerra invece di rompere le palle?con il culo degli altri siam tutti froci(nulla contro gli omosessuali,sia chiaro).


3)      In riferimento a “Sudden Perversion”, ad un certo punto affermate: “Dov’è la tua religione?/chi è il tuo dio?...”. ecco, vi ritenete anti-religiosi? Se sì, perché? Non credete che, in fin dei conti, chiesa e religione siano due cose completamente diverse( in quanto la chiesa fa l’opposto di ciò che dice la religione)?


Marko:guarda,non siamo antireligiosi,parti dal punto che siamo 5 persone diverse e ognuno ha il suo modo di pensarla sulla religione,se poi dobbiamo dirla tutta,il discorso si amplia nel momento incui parliamo di fede o di chiesa,non basterebbero 300 pagine.l’affermazione incui dico: Dov’è la tua religione?/chi è il tuo dio?: è riferita appunto a tutti i bigotti che credono e supportano tutto quello che dice la chiesa,e spesso sono affermazione davvero assurde e fuori da ogni logica,almeno questo è il mio parere,condivisibile o meno.

4)      Dove li avete registrati ed in quanto tempo?



Marko: Gener(h)ate è stato registrato nei soundfarm studio di jlk,il chitarrista dei glacial fear,uno studio altamente professionale.è una fortuna per noi avere uno studio del genere in Calabria e nel nostro caso,proprio nella nostra città.Per il mini cd ci abbiamo impiegato un mesetto,a breve ci richiudiamo in studio per il full,credo ci vorrà molto di più.

5)      La vostra musica , a mio avviso, è un death/thrash metal decisamente particolare, molto meccanico, semplice ma paradossalmente estremamente complesso, data la sua già citata meccanicità, che conferisce alla musica un’atmosfera inumana ed anche la più completa assenza della melodia, presente praticamente solo negli ultimi secondi di “Bloodshed”, e tra l’altro certe volte si fanno vivi degli assoli veloci, quasi rumoristi, brevissimi, molto vicini a certo black/death. A questo proposito, quali sono le vostre principali influenze?

Marko:Non abbiamo influenze precise,amiamo suonare thrash death old school,alla vecchia maniera,amiamo band come i primi sepultura,possessed,kreator,sodom,incubus e tutta la vecchia guardia

6)      Personalmente ho ravvisato quale vostro manifesto, quale vostro pezzo rappresentativo insomma, il terzo pezzo, ossia il già citato “Sudden Perversion”, in quanto riassume praticamente tutte le vostre caratteristiche( anche se manca l’assolo) oltre che essere un pezzo bellissimo dall’inizio alla fine, capace di tenere desta l’attenzione dell’ascoltatore con delle uscite molto divertenti da ascoltare( come il passaggio molto groovy e che ha molto a che fare con il thrash che si fa vivo ad un certo punto), ed abbastanza fantasioso. Ecco, siete d’accordo con quanto affermo? Se no, qual è il vostro pezzo rappresentativo e perché?

Marko: quello che dici è esatto,non saprei però quale effettivamente possa essere il nostro pezzo più rappresentativo,la canzone che in genere è apprezzata di più nei live è antination antiwar,ma chiaramente si parla di gusti personali.

7)      Sinceramente ho scelto quale vostro principale punto di forza l’atmosfera praticamente inumana che si respira nei vostri pezzi grazie soprattutto alla meccanicità inquietante della vostra musica, che si sposa benissimo con i testi, che sembrano così trasmettere veramente l’inumanità del Male, la sua continua, i“..1984”.. di Orwell si sposi benissimo con la vostra musica. Siete d’accordo con quanto affermo? Se no, qual è il vostro principale punto di forza e perché?

Marko:ti ringrazio ancora per le belle parole,dette da una persona esterna alla band fa ancora più piacere.io non so sinceramente se abbiamo punti di forza o meno,ma se proprio devo trovarne uno,direi che sta nel fatto che suoniamo per passione e divertendoci,non ci interessa il business o fare le rockstar,amiamo divertirci e questo basta

8)  La copertina di “Gener(H)ate” la trovo molto suggestiva. A questo proposito, chi l’ha fatta e qual è il suo significato?

Marko:La copertina è stata ideata dal nostro bassista Ifilien,e appunto rappresenta la terra dell’odio(land of hate)

9)  Domanda forse banalotta, ma che significato ha il titolo del demo?

Marko:ahahah gener(h)ate sta a rappresentare appunto un generatore di odio,e nei testi trattiamo appunto tutti gli argomenti che nutrono la nostra rabbia

10)  Questa è una domanda un po’ provocatoria, ma data la natura globalizzante e commerciale della lingua inglese, perché la utilizzate? Inoltre, non vi sembra che sia un po’ troppo stra-abusata?

Marko:guarda,ti dirò con sincerità che noi usiamo la lingua inglese perché è la lingua più comune,e vorremmo che il nostro messaggio sia recepito e capito anche da persone che non siano italiane.Questa è l’unica ragione per cui utilizziamo la lingua inglese.

11)  Tra le 5 canzoni che compongono il vostro demo, ce n’è una live, ossia “Bloodshed”? perché tale scelta? E dove l’avete registrata?

Marko:volevamo mettere nel nuovo mcd un pezzo che collegasse il tutto al primo demo,visto che avevamo questa registrazione fatta al rock auser nell’occasione del video split con gli zora,abbiamo deciso di inserirla.

12)      Nella vostra carriera musicale figura, oltre all’ep “Total Devastation”( che tratterò tra poco), uno split live in VHS con gli Zora, chiamato “Total Massacre Live”. Volete raccontarci di questa esperienza e come siete finiti in contatto con gli Zora? Inoltre, curiosamente, perchè, nella VHS, sono presenti gli stessi brani contenuti in “Gener(H(ate”? ed, in vista del vostro demo, i brani sono stati modificati, anche se leggermente?

Marko:con gli zora siamo amici da molto tempo,siamo calabresi e ci si conosce quasi tutti,abbiamo anche progetti in comune,ad esempio abbiamo creato gli a buried existence incui militiamo membri di zora,glacial fear,land of hate ed uranium 235 che poi è l’altra band incui canto.anzi colgo l’occasione per linkarvi le band uranium235:
www.myspace.com/uranjum , a buried existence: www.myspace.com/aburiedexistence.
Per quanto riguarda le canzoni,le portavamo già live prima di registrare gener(h)ate,quello è il motivo per cui sono presenti sia nel mcd che nel video che è stato registrato prima del cd.

13)           Che ne pensate, invece, circa l’attuale situazione politica italiana? Dove si sta andando? E perché, secondo voi, certa cosiddetta gente si fida ancora, nonostante tutto, di personaggi mostruosi come Berlusconi e compagnia?

Marko:cosa pensiamo?che è una merda,e non so come faccia certa gente a fidarsi di soggetti come Berlusconi e compagnia bella.l’Italia si sta rendendo ridicola agli occhi del mondo.

14)      Come vi rapportate con il fenomeno sempre più diffuso del peer 2 peer e quindi con il formato MP3?

Marko:che dire,io personalmente sono per le cose più primitive,opterei volentieri per un ritorno al vinile ahahah



15)      Invece che ne pensate dell’attuale scena calabrese(idem)?

Marko:La scena calabrese è viva e vegeta,ci si conosce un po’ tutti e si è creato un gran rapporto di collaborazione con quasi tutte le band,ovviamente esistono sempre le pecore nere che pensano a fare le rockstar della situazione ecc ecc,infondo..contenti loro.noi preferiamo divertirci,da qualche anno stiamo organizzando assieme a tato degli Zora e jlk dei Glacial fear il Calabrian metal inferno,che,quest’anno è giusto alla terza edizione registrando oltre 300 ingressi,cosa non male per un festival underground organizzato in calabria.Ci tengo a precisare che non guadagnamo nulla,lo facciamo solo per pura passione e fino ad ora il risultato è più che gratificante.

16)      Avete altri progetti in cantiere( concerti, altri dischi in arrivo ecc…ecc…)?



 

      Marko:abbiamo ultimato i pezzi del full lenght che registreremo a marzo credo e probabilmente si chiamerà:Neutalized existence: abbiamo anche tre date in arrivo assieme agli horrid(grande band)e ai compari kronium,insomma ci si diverte come sempre che poi è il nostro scopo principale.

17)      L’intervista è finita ragazzi, difficile eh? Allora, volete mandare un messaggio finale ai lettori di “Timpani Allo Spiedo”?

      Marko:ahahahha grazie mille per quest’intervista e per il supporto,che dire,speriamo di capitare nella vostra città per bere un po di birre assieme e pazzeggiare un po.infondo per noi i concerti non sono altro che una bella festa tra amici.

Vi rimando ai nostri link: www.myspace.com/landofhateband

www.landofhate.it

DISORDER AGGRESSION TOTAL DEVASTATION!!!




 


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Wednesday 19/09/2007 
Gener(h)ate, a new Land of Hate MCD, will be stamp and distributed by Infernal Kaos Productions, than probably will produce also the next work of the band
Wednesday 19/09/2007 
OUR DISTRO:
INFERNAL KAOS PRODUCTIONS :
http://www.myspace.com/infernalkaosprods  
PUNISHMENT 18 RECORDS:
http://www.punishment18records.com
http://www.myspace.com/punishment18records
THE BLACK 666:
http://theblack666.dothome.co.kr/
NELLY RECORDS :
EVIL SPIRIT PRODS:
VAMPIRIA RECORDS :
www.myspace.com/vampiriarecords
BEOWOLF PRODUCTION :
FISTBANG RECORDS :
TOTAL DEATH PRODUCTIONS :
BATTLE HYMN RECORDS(Official Distribution in U.S./Mexico/Canada) :
 REVERB PRODUCTIONS(Singapore) :
 SABBATHID RECORDS(Japan) :
 HEXENREICH RECORDS(Estonia) :
 
 
 
Sunday 01/01/2006 

Land of hate are in the TCHORT COMPILATION 2 EDITION (Distribuited in the South America, Sweden, USA, Mexico)
www.myspace.com/leo_tchort

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Sunday 01/01/2006 

GENER(H)ATE VIENE RISTAMPATO E DISTRIBUITO DALLA PERUVIANA EVIL DISTRO SPIRIT,FORMATO MC,NUMERO DI COPIE LIMITATO E DISTRIBUITO IN SUD AMERICA

 

SOTTO IL COMUNICATO UFFICALE DELLA EVIL DISTRO:

LAND OF HATE SOUTHAMERICAN / D.I.Y VERSIONS ARE NEAR TO COME... ALL OF YOU SHOULD TO KNOW ABOUT IT... THE SAME WAYS: XEROX COVERS, LIMITED EDITIONS, CUT N PASTE - MINIMALISTIC LAY OUT, HANDNUMBERED... JUST WAIT FOR A NEW EVIL SPIRIT POSSESSION!!!