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Casino Royale



Last Updated: 12/3/2009

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November 30, 2009 - Monday 
Strenne natalizie? Best Price? Beh, a dirla franca non siamo mai stati bravi a venderci e solitamente non ci garba farci auto-promozione, ma i tempi son quello che sono e quando si fa dura, come si dice, si fa di necessità virtù.
Universal ha pubblicato un box di Casino Royale in taglio paperback (passateci il termine) con i quattro album storici usciti ai tempi con Black Out (Dainamaita, Sempre più vicini, 1996 Adesso e Cr-X) più Reale (V2) e, udite udite, la versione in DVD di "In Trasmissione", il VHS super-blob ormai fuori catalogo girato, assemblato e diretto nel 1997 da Claudio Sinatti.


June 4, 2009 - Thursday 
Nel 1992 Dj Gruff bazzicava casa mia, ospite per le registrazioni di Dainamaita. Aveva al seguito una grossa tastiera che a prima vista mi era sembrata un synth e che lasciò parcheggiata nel mio appartamento per tempo immemore; mi disse…’Pardo usalo pure, io di sicuro non lo porto avanti e indietro da Torino’….

Era un uno dei primi campionatori dal prezzo abbordabile, che riusciva a ‘catturare’ una manciata di secondi di musica per poi poterla risuonare sui tasti di una tastiera convenzionale. Fu amore a prima vista; spesi i seguenti giorni a spippolare da autodidatta, e a campionare la mia collezione di dischi; ci presi gusto soprattutto con le intro degli Skatalites che diventarono poi le micro song di quell’album. Questo è stato il mio battesimo digitale; poi Sempre più vicino, Cr-X, e via così.
Ora, orfano di Royalize, torno a produrre un pò di ‘ciccia’ digitale assieme a Tuzzy, già Cayorosso e titolare della ormai sdoganata Elastica Rec., sotto il nome BACKWORDS. Il riferimento più vicino è il/la dub step, ma le definizioni ci stanno strette, a voi la palla. A Firenze presentiamo un anteprima delle produzioni che sono ancora in corso d’opera…Ospiti benemeriti e d’eccezione Patrick e Ali, of course.
Pardo.
June 4, 2009 - Thursday 

Backwords: mercoledì 10 giugno alle 22:30 allo Sferisterio "Tamburello" Parco delle Cascine Firenze.

Nel 1992 Dj Gruff bazzicava casa mia, ospite per le registrazioni di Dainamaita. Aveva al seguito una grossa tastiera che a prima vista mi era sembrata un synth e che lasciò parcheggiata nel mio appartamento per tempo immemore; mi disse...'Pardo usalo pure, io di sicuro non lo porto avanti e indietro da Torino'....
Era un uno dei primi campionatori dal prezzo abbordabile, che riusciva a 'catturare' una manciata di secondi di musica per poi poterla risuonare sui tasti di una tastiera convenzionale. Fu amore a prima vista; spesi i seguenti giorni a spippolare da autodidatta, e a campionare la mia collezione di dischi; ci presi gusto soprattutto con le intro degli Skatalites che diventarono poi le micro song di quell'album. Questo è stato il mio battesimo digitale; poi Sempre più vicino, Cr-X, e via così.
Ora, orfano di Royalize, torno a produrre un pò di 'ciccia' digitale assieme a Tuzzy, già Cayorosso e titolare della ormai sdoganata Elastica Rec., sotto il nome BACKWORDS. Il riferimento più vicino è il/la dub step, ma le definizioni ci stanno strette, a voi la palla. A Firenze presentiamo un anteprima delle produzioni che sono ancora in corso d'opera...Ospiti benemeriti e d'eccezione Patrick e Ali, of course.
Pardo.
June 3, 2009 - Wednesday 
Pronti per ripartire verso una stagione nuova: freddo-caldo-freddo, la regola è che non c’è regola, la normalità è non capirci poi molto.
Meglio vestirsi a strati, come i builders americani, che di mattina arrivano in cantiere con tanto di piumino senza maniche e a mezzo giorno si sono sfilati la camicia di flanella a quadri, la felpa e sono rimasti in t-shirt.
Pronti ad ogni evenienza, perchè difficile è capire che tempo farà, domani.
Royale Rockers certo va bene per tutte le stagioni, flusso di date continuo e costante, dalle città alle piccole comunità. Si gira si suona si guarda si osserva, si vedono i limiti e si apprezzano gli sforzi. Gli sforzi di quelli che si mettono in gioco e che cercano di ottenere quello di cui hanno voglia e bisogno. Gli sforzi di chi investe soldi, semplicemente tempo e lavoro.
E’ passato un tot dall’ultima nostra uscita discografica, ma la composizione ha bisogno di un periodo non quantificabile di tempo per maturare, certo il lavoro e’ lavoro, ma fare un nuovo album deve essere anche un bisogno, un’urgenza. L’urgenza sale vivendo e respirando quello che accade intorno a te. Spesso sono stati postati messaggi che ci chiedevano di esprimere e manifestare il nostro pensiero riguardo faccende accadute recentemente in questo paese o altrove, molte volte ho pensato a come e a cosa e da che punto di vista avrei dovuto e voluto intervenire. Il tempo passa e l’urgenza sale, gli occhi si riempiono, le orecchie ricevono, il cervello tiene in memoria. Stiamo discutendo su come sarà il prossimo disco, parlarne è sempre una questione delicata. Se non fai un genere ben preciso in cui devi principalmente attenerti a dei canoni estetici musicali, spiegare a qualcuno e a te stesso quello che immagini è veramente un delirio. Devi essere pronto a fantasticare e poi a fare la radice quadrata di tutto quello che hai immaginato, devi essere pronto a leggere le intuizioni di quelli con cui lavori, non devi essere così ego riferito da pensare che ogni tua masturbazione mentale sia condivisibile da terzi e non devi neppure chiederti più di tanto: “ma a chi cazzo può interessare quello che sto raccontando”.
In pratica devi alternare, delirio e controllo, sdoppiandoti continuamente. E tutto ciò mentre continui a gestire tutto il resto, casa, figli, altri lavori, relazioni, forma fisica e fede calcistica…
E’ bello e incasinato, è la nostra vita e non è mai uguale a quella di ieri.
A Gennaio credo dovremmo essere riusciti a mettere su un qualche supporto in qualche formato tutto sto sali e scendi, tutto sto mix assurdo e apparentemente casuale di: rabbia, gastronomia, affetto, violenza, costume, attualità, cronaca, amore, frustrazione, spiritismo, divertimento, leggerezza, ricerca e sal cazzo poi cosa…
Per ora ci si incontra ancora ai live e per strada.
April 30, 2009 - Thursday 
Passano gli anni, magari non ci si vede nemmeno tanto, ma quando si mette in moto un certo meccanismo ognuno sa fare il suo, il gioco è di squadra. Questa la sensazione che ho avuto da subito appena arrivato al TPO. Certo ci si è ritrovati tutti con un po’ più ruggine e di competenze, la sensazione era quella che malgrado i due decenni trascorsi l’impeto fosse molto simile a quello di un tempo. L’ atmosfera, l’energia non nascono dall’ideologia, ma dallo spirito delle persone.
Una cifra di gente anche da fuori Bologna; chi emozionato, chi sorpreso, chi commosso, chi felicemente in sbattimento.
Non credo che sia stata una allegra rievocazione del passato, questo non sarebbe stato possibile e non avrebbe avuto nemmeno senso. Mi auguro che questo recupero del “marchio” INK possa essere l’inizio di un qualcosa, che veda muoversi su fronti diversi persone che c’erano ieri e persone che arrivano oggi. Gli elementi a disposizione credo siano all’incirca questi: disponibilità part time, buone intenzioni e intuizioni, talento, attitudine, esperienza nel campo e da dopo Domenica 26 Aprile anche due soldi per andare avanti a fare dell’altro.
Cari ragazzi sui 40 del’ INK teneteci informati.
Grazie a voi…
April 7, 2009 - Tuesday 

Un’esperienza che è diventa legame. Solita storia, semplice e complessa. Incontri, frequentazioni, collaborazioni, adozioni.

Altro contesto, tutto un’altro contesto. Andare a Bologna ti dava la
sensazione di muoverti verso il Nord Europa, non erano solo le
biciclette e la città alla vista più piacevole e piena di universitari.

Era l’aria che tirava, anche quando non suonavo ancora mi capitava di
andarci per il fine settimana. Punks, Skins, Rockabilly, Dark e un tot
di case occupate, in centro, in mezzo ai portici, dove ti ospitavano
anche, con la formula rough del materasso sul pavimento e se ti andava
bene trovavi un soppalco.

La vibra era diversa da Milano, era un crocevia di parecchie identità,
apparentemente c’era meno tensione e una voglia di incanalare energie e
bisogni in un flusso diverso da quello della politica degli anni
settanta e dei primi ottanta che aveva indirizzato la scena delle case
occupate sino ad allora.

Era come un grande campus universitario a fumetti uscito da “Metal
Urlant”, era pieno di gente diversa con un mucchio di idee in testa che
conviveva e sperimentava gomito a gomito spontaneamente.

Dopo una lunga serie di case occupate, arrivo addirittura un palazzo
occupato e l’Isola nel Kantiere, il luogo dove fare, fare un mucchio di
cose. Ci si viveva e ci si faceva musica, cinema, performance.
Creatività a vagonate, programmazione musicale, top: Hard Core, Ragga,
Hip Hop…

Innamoramenti, amicizie, rinnamoramenti…dalla mia Milano partiva un filo, un filo che mi portava a Bologna sin dentro l’Isola.

Tutto nuovo, tutto giusto. Tutto diverso da quello che accadeva a
Milano, la mia città era certamente viva ma comunque incatenata a
schemi “antagonistareazionari”, costretta da più o meno vecchie
gerarchie di influenza.

Cominciai spesso a fare su e giù tra Milano Bologna. Le prime volte per
farmi fare i biglietti del treno per Londra, poi durante i fine
settimana per le serate e gli happening.

Ci chiesero di suonare da loro, noi eravamo una band che rappresentava
un segmento a parte, non eravamo assolutamente un gruppo della scena
punk, eravamo nati un po’ dopo l’inizio, la nostra trasversalità era
comunque ben vista. Accettammo, ma qualcuno di noi non voleva suonare
“in un posto dove non cerano i camerini…(sigh!)”. Parlai con i ragazzi
dell’Isola e organizzarono la serata in un’altro spazio.

Mentre scrivo tornano alla mente un sacco di ricordi, di immagini, di
riflessioni, di input acquisiti e mi rendono conto di quanto quella
Bologna e l’Isola nel Kantiere in particolare, con tutta la sua nuova
energia, mi abbiano influenzato e arricchito. Quel progetto spontaneo,
incazzato e sorridente era la conferma che di meglio si poteva avere,
che i tempi erano maturi per qualcosa di nuovo…

Taglio corto, perché se no mi tocca scrivere un paio di capitoli di un
libro che forse andrebbe finalmente scritto. Non è nostalgia, credo ci
sia il bisogno di rileggere quel periodo, per prenderne il meglio, le
intuizioni e non per farne un romanzo urbano epico ribelle. Quelle
esperienze, purtroppo, rappresentano ancora un primato, di spontanea e
intuitiva lungimiranza.

Siamo contenti di suonare per l’ Isola nel Kantiere “BY ANY MEANS NECESSARY”


February 4, 2009 - Wednesday 

Da www. casinoroyale.it :

“Re senza trono”, rockers style, live con il King. Rega’, questa merita
di esser pubblicata qui, e faccio io che faccio prima =) Grazie ad Has per aver caricato il video sul suo Canale, dove trovate anche “Anno Zero” feat Giuliano Palma. Se avete dell’altro, mettete su e fatecelo sapere. Collego il tutto su CasinoRoyaleTube, canale ufficiale dei Casino.
Deemo



January 30, 2009 - Friday 
Sono tempi strani, difficili, difficili da leggere, sono tempi diversi.
La città tenta in ogni modo di vestirsi di nuovo, cerca di essere una
città “esclusiva”, selettiva, pulita fuori e dentro? Come cazzo è
dentro sta città che si prepara all’Expo? Fedele, fedele alla direzione
presa da decenni, una direzione che ha portato questa città, che pur
riempiva di aspettative europee tutta Italia, ad essere un luogo
stanco, chiuso, cieco e restio ai cambiamenti, difficile da vivere con
un minimo di sorriso. Muri su muri alzati davanti a qualsiasi pulsione
o reattività spontanea che andrebbe letta con l’attenzione al bisogno
alla necessità alla causa. Ma qui bisogna vendere gli immobili, fare i
parcheggi, implementare il business e lasciare il segno durante la
propria nomina. Certo siamo quasi arrivati “al peggio” e la parabola è
discendente ora non c’è altro motivo che un’accanimento dichiarato per
chi anche con atteggiamenti non proprio rispettosi delle regole
condominiali ha comunque fornito un servizio alla città facendosi
carico di ospitare laboratori spontanei di pratiche di sopravvivenza e
aggregazione.

Chiudere Conchetta è l’ennesimo sputo in faccia all’avversario un puro
e semplice gesto vendicativo, che mette in luce per quello che è questa
giunta, bigotta e cieca e impaurita da qualsiasi cosa possa
simboleggiare un dissenso, ora pacifico e culturale.

Noi milanesi siamo una mandria di trapiantati troppo presa a cercare di
sopravvivere senza andare in esaurimento nervoso o in depressione, che
deve pagare per poter esistere in questa città con poco tempo da
dedicare a pensare a che cazzo succederà dopodomani.

Abbiamo vissuto dell’altro in passato, non si è realizzato il sogno,
non ci è stato permesso e forse non eravamo nemmeno così attenti e
pronti, magari eravamo li con il dito alzato a chiedere al dee jay di
suonare l’ultimo disco o cercavamo la canna della buona notte… Un
percorso è stato fatto, pieno di buone intenzioni e ottime intuizioni,
salviamo il meglio e pensiamo a quello che potremmo essere domani,
pensiamo alla strada che ci è data ancora da percorrere.

Rabbia e frustrazione sono emozioni forti ma questo tipo di fuoco brucia veloce e poi si spegne.

Siamo quello che saremo non quello che siamo stati, siamo pronti a
rinascere su un terreno di confronto e scontro diverso. Impariamo a
conoscerci nelle potenzialità e nei limiti e cerchiamo di non rendergli
la vita ancora più semplice.

Siamo emozionati per il concerto al Leo di domani, più che un ritorno a
suonare sulle macerie di ieri, vorremmo che fosse la celebrazione di
una auspicabile rinascita, la reincarnazione su un livello più alto
della stessa anima.

November 24, 2008 - Monday 

Fabric pubblica su iTunes e altre piattaforme digitali il nuovo EP con 6 remix di Royale’Sound scelti da Mr. HowieB. Uhhhh HOT, e a buon mercato.


November 21, 2008 - Friday 
I nostri beneamati partecipano alla puntata pilota di un nuovo format di web TV prodotto dai Ragazzi della Prateria: ProntiAlPeggio. Che dire, con una dedica così non potevamo che prodigarci al meglio; un mini concerto, un mini set-up, tanta passione, tanta improvvisazione, alcuni umani errori e un pubblico che ha sostenuto il tutto ottimamente. Inna casiotone styleee! Stay tuned.