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Scrivere
un report su un'esperienza così intensa non è affatto facile. Noi
però, da bravi sentimentalisti, ci teniamo a condividere con voi
quello che è stato il nostro tour, coi suoi alti (tanti) e bassi
(pochi, fortunatamente!) e con i suoi momenti di divertimento,
condivisione e delirio!
GIOVEDI
8 OTTOBRE 2009
(EKH,
Vienna, Austria)
Si
parte di buon'ora, visti i 770 km di questa prima tappa. Alla guida
il fidatissimo e fedelissimo Davide Iconoclast, assoldato come driver
e factotum in questa avventura.
Si
raccattano per la strada Cesko e Cello e si parte, con destinazione
Vienna!
Il
viaggio trascorre tra le prime risate e le prime cazzate:
l'entusiasmo è alto, l'energia è al massimo e siamo tutti
elettrizzati.
Tra
i primi paesaggi notevoli e le prime gag del tour, si giunge in
prossimità di Vienna. Siamo a 2 kilometri e mezzo dalla meta, quando
una simpatica coda ci tiene bloccati allo sbocco della tangenziale
per circa 2 ore e mezza! Una tortura, soprattutto per il povero
Davide, che a forza di passare dalla folle alla prima per fare 200
metri si è ritrovato due polpacci degni di Rino Gattuso!
Finalmente
giungiamo all'EKH, grosso centro sociale viennese. Incontriamo i What
We Feel di Mosca e i francesi Michel Platinium, di sotto, nella sala
concerti, la chitarrista dei Maradona. Ci si presenta e finalmente
possiamo scaricare ciò che ci serve. Sorpresona: accendendo il
furgone per spostarlo, guadagnando così l'accesso al portellone
posteriore, l'energia elettrica del mezzo scompare in un sinistro
“zzzzot!”, che sembra tanto un infarto fulminante. Panico,
terrore, angoscia. Si prova e si riprova, nulla da fare. Giunge in
nostro soccorso un poco loquace ma abile meccanico, uno dei ragazzi
dell'EKH. Smontando e rimontando gli attacchi della batteria scopre
che la massa si era allentata: il furgone riparte e il rombo del
motore mi riscalda il cuore: cazzo, ce la siamo vista brutta! Chissà
cosa sarebbe successo, se tutto ciò fosse accaduto durante una sosta
in autostrada!
Rientriamo,
tirando un sospiro di sollievo, mangiamo (mi si è chiuso lo
stomaco!) e prepariamo il banchetto. I moscoviti presentano una
proiezione sulla situazione dei militanti antifascisti in Russia,
situazione davvero terribile: tra aggressioni armate e repressione
statale, gli antifa in Russia sono visti come “i cattivi ragazzi”.
A seguire una discussione sull'argomento. Una realtà dura, brutale,
che i What We Feel condividono con i presenti, tra le numerose
domande. Il loro tour è interamente benefit per gli antifascisti
russi e per noi è un onore farne parte.
Iniziano
i concerti: I Maradona suonano un punk hardcore tendente al crust con
2 voci, maschile e femminile, ma attenzione: quella dell'uomo è
stridula e acuta, quella della donna è un growl pesante e massiccio!
La loro prova è seguita da molti, essendo praticamente di casa
all'EKH.
Dopo
di loro i russi What We Feel sul palco. Avevo apprezzato i loro pezzi
sul myspace e il cantato in russo mi beccava benissimo. Dal vivo i
moscoviti sono decisamente massicci: parti cadenzate, al limite del
metalcore, sfuriate old school, break mosh e qualche spruzzata di
oi-core: il pubblico è in fibrillazione, ottima prova!
E'
il turno dei Michel Platinium, combo francese dedito ad uno
sferragliante fast-core-grind immediato e diretto, suonato alla
velocità della luce!
E'
il nostro momento: la giornata è stata lunga, è tardi. Dei presenti
non è rimasta che una delegazione di coraggiosi (anche perchè il
gruppo locale ha suonato per primo e gli headliner per secondi...),
ma tutta la tensione del viaggio, della disavventura con la batteria
del furgone scivola via ai primi riff. I presenti rispondono bene e
il ghiaccio è rotto: solo ora mi rendo conto che è iniziata questa
avventura europea!
Si
va a dormire: la stanza è condivisa con russi e francesi. Mi
abbandono nel sacco a pelo, mentre poco lontano da me (ma troppo
lontano per essere scosso) Davide ci regala una delle sue sinfonie
russanti preferite: l'opera 50K in Mi maggiore!
VENERDI
9 OTTOBRE 2009
(Kunstverein,
Norimberga, Germania)
Ci
si risveglia. Non c'è tempo per mangiare, decidiamo così di
salutare tutti e metterci per strada. Abbandonate a Vienna code e
problemi col furgone, crediamo che il peggio sia passato. Invece no:
Sandro, aka Pazzo (un simpatico ragazzo tedesco dalle origini
italiane), il promoter del concerto di Hannover del giorno seguente,
ci informa via sms che una pioggia torrenziale ha allagato il locale,
un seminterrato e che il concerto del sabato rischia di essere
compromesso seriamente. Ci dice che cerca disperatamente un altro
posto dove spostarlo, ma ovviamente le possibilità sono scarse.
Rimaniamo però d'accordo che saremmo passati da Hannover a trovarlo,
per poi dirigerci verso la Scandinavia.
Il
viaggio procede senza intoppi e arriviamo a Norimberga, città che
ormai considero la mia base nelle scorribande tedesche.
Al
Kunstverein incontriamo Keks, amico di vecchia data. Si prepara
banchetto e backline, si chiacchiera, si mangia (per la cronaca:
crepes con salsa alle verdure e aglio, crema piccante di melanzane,
seitan e insalata, tutto ovviamente vegan! Buonissime!) e inizia il
concerto. Causa defezione del terzo gruppo, stasera si suona in 2.
Iniziano
i locali Immured. Nati parecchi anni fa come grind-core band, ora gli
Immured si sono spostati su sonorità sempre hardcore, ma influenzati
da venature dark-punk che, accostate alla furia delle veloci
cavalcate di batteria, danno un tocco oscuro al suono dei tedeschi.
Dopo
di loro tocca a noi: il concerto va alla grande, il pubblico è un
po' statico ma presente e alla fine ci chiede anche il bis! Avendo
già proposto l'intera scaletta con tanto di cover finale, ci tocca
riproporre un brano già suonato, ma poco importa!
Il
dopo concerto si spompa lentamente, e le nostre energie iniziano a
scarseggiare: urge una dormita! Ci spostiamo nelle camere: tutti
crollano, me compreso. All'improvviso, di notte, dalla stanza
accanto, voci urlanti di più persone mi svegliano: “Undertaker!
Undertaker! Undertaker!”... ma che cazzo sta succedendo?
Disorientatissimo, non capisco cosa stia accadendo e temo per la mia
incolumità. Scampato il pericolo, mi riaddormento.
SABATO
10 OTTOBRE 2009
(...Pazzo's
house!, Hannover, Germania)
Nulla
da fare: il concerto di Hannover salta. In cartellone, l'Italian
Hardcore Fest vol. 1, dove sul palco con noi ci sarebbero stati gli
amici Locked In, in tour coi siciliani Go Back Home. La possibilità
di portare un po' di hardcore italico nel cuore della Germania
svanisce, ma Napo Locked In mi conferma che anche loro stanno
dirigendosi verso Hannover: rimpatriata in vista!
Intanto
il viaggio si rivela piuttosto...”arioso”! Sarà il cibo
speziato, sarà il metabolismo sconvolto da questi primi 3 giorni a
zonzo... Davide ci insegna che gli amici altoatesini hanno
un'espressione che presto verrà adottata come titolo (non ufficiale)
del tour: “sforzen mit material” (se avete amici che parlano
tedesco, fatevelo tradurre!). Una presenza, quella delle “sforzen”,
che si trascina per tutta la tournee. (massì, infamiamoci ahah!).
Sforzen
dopo sforzen, eccoci sotto casa di Sandro: dopo un'estenuante manovra
per il parcheggio, arrivano anche gli altri italiani: un preoccupante
Ricky Locked In alla guida del furgone (ma davvero vi fidate!?).
Saluti e abbracci, si invade la Pazzo's House, un bell'appartamento
in una zona tranquilla della città.
Pazzo
ci rifocilla con un vegan-chili che spazzolo in due secondi, vista la
fame! Ci si accumula poi tutti in una stanza e si fanno due
chiacchiere. I nostri amici sono stati anche più sfortunati di noi:
oltre a questa data saltata ce n'è un'altra! Accomunati dalla
cattiva sorte in questo sabato tedesco, ci abbandoniamo a
chiacchiere. La seconda parte della serata vede siciliani e perugini
uscire con Pazzo e Cello che si aggrega. Io, Cesko e Davide restiamo
in casa, causa stanchezza (in vista della levataccia domenicale!),
per goderci quanto meno una doccia calda prima di andare a dormire!
DOMENICA
11 OTTOBRE 2009
(Kulturmaskinen,
Odense, Danimarca)
Ricompensiamo
l'ospitalità di Sandro con dischi e magliette: pur essendo saltato
il concerto è stato molto gentile con noi e ci ha fatto piacere
quanto meno passare una serata in un posto amico!
Salutiamo
gli altri 2 gruppi e via... direzione nord!
Le
immagini fuori dal finestrino si fanno sempre più nord-europee,
superiamo Amburgo e il suo gigantesco porto commerciale. Così a nord
non sono mai stato! Eccoci in Danimarca! Sono affascinato da questa
terra, così diversa dai nostri paesaggi.
Per
raggiungere Odense dobbiamo attraversare un ponte sul mare: la città
si trova infatti su una grossa isola. Scorgo il ponte, lo
attraversiamo! L'acqua blu scuro del gelido mare del nord contrasta
coi verdi prati danesi, colori che da noi sembra impossibile vedere
associati.
Giunti
ad Odense, un simpatico freddo scandinavo ci accoglie, ma nulla che
una buona giacca non possa sconfiggere.
Incontriamo
i Foot To Face, gruppo a metà tra l'hardcore e il metal, che sono
promotori della serata. Anche stasera, il terzo gruppo è assente,
causa influenza del cantante.
Il
posto è una specie di centro giovanile, forse uno studentato: tutto
è pulito, lindo, quasi asettico all'aspetto: ci sentiamo quasi a
disagio, nel nostro essere così “panc”!
Si
fanno i suoni (il soundcheck più lungo della mia vita, per colpa di
un problema di microfoni!) e si mangia: questa sera il menu è
indiano: riso e spezie a volontà, giusto perchè mangiare leggero è
importante (e per la gioia di chi apprezza le “sforzen”)! Noi
siamo dei pozzi senza fondo e spazzoliamo tutto, ovviamente!
Tra
gag e cazzate (tutte ampiamente documentate con video!), tocca
iniziare. La sala concerti non è molto popolata, ma vabbè: si
suona, che ci siano 10 persone o che ce ne siano 1000!
Sull'ultima
canzone... tadà: si rompe una corda della mia chitarra. Concludiamo
così il concerto e spazio a Foot To Face. I danesi suonano un
hardcore fatto di riff selvaggi e veloci, alternati da parti mosh e
assoli da vero amante degli Slayer! Il loro suono è rabbioso,
compatto ed esce come una muraglia: non sono un grande amante del
genere, ma credo che questi ragazzi ci sappiano fare davvero e
bagnino il naso a molti gruppi dello stesso genere che si limitano a
suonare roba becera e tamarra. Qui di tamarrismo ce n'è a bizzeffe,
ma è un tamarrismo come si deve!
Chiudiamo
la serata, per poi spostarci a casa di Anders, il chitarrista, per
perderci in chiacchiere coi ragazzi dei Foot To Face, che ci
confermano che di tamarro hanno solo la musica: gente tranquillissima
e alla mano, insomma, “che ci sta dentro” (come si suol dire!).
Andiamo
a dormire: è un buon orario e qualche ora di sonno può farci solo
bene!
LUNEDI
12 OTTOBRE 2009
(Proberaum
Lappe ND12, Münster, Germania)
Ci
si sveglia e si fa colazione, per poi salutare Anders e ributtarsi
sulla strada percorsa il giorno prima: si torna in Germania,
direzione Münster, città già toccata due anni fa durante il breve
tour estivo dopo l'uscita di “Rest In War”. Anche questa serata
prende connotati pizza-mandolino-mafia style: si suona con gli amici
Rise From The Agony. Appena giunti a destinazione (la strada è stata
lunga è si è fatto buio!), ci raggiungono i nostri compagni
d'avventura, mentre siamo intenti a cercare esattamente il posto.
Scorgiamo dei ragazzi di spalle ad una finestra, all'interno ci sono
dei poster: che sia quella la sala prove dei Nervous Breakdown?
Entriamo nel giardinetto, puntando il campanello, ma appena prima di
suonarlo notiamo degli adesivi: “curva bla bla bla”.... Che siano
invece degli ultras di qualche squadra? Tempo di porsi il quesito e i
ragazzi al primo piano ci notano: all'improvviso siamo puntati da
almeno una ventina di occhi che ci scrutano. I tedeschi si
precipitano di fuori, con fare vagamente minaccioso, mentre noi
abbandoniamo la proprietà. Mi si para davanti un ragazzotto
piuttosto massiccio (e non era l'unico), gli spiego che stiamo
cercando la sala prove. Chiarito l'equivoco ci indicano la via. Meno
male che non hanno pensato che fossimo chissà quale tifoseria rivale
intenta in un agguato sotto la loro sede!
Raggiungiamo
la sala prove e anche qui baci e abbracci coi Nervous Breakdown:
questa serata si preannuncia carica di clima familiare: amici
italiani, amici tedeschi, un concerto per pochi intimi probabilmente,
ma siamo contenti di essere qui!
Ovviamente
i Rise From The Agony si riconfermano all'altezza delle nostre
aspettative si a livello di simpatia che durante il loro concerto. Il
loro suono è una potente miscela di velocità e punk hardcore in
stile Tragedy, ma con sfumature moderne e riff taglienti e melodici.
Cambi di tempo, arpeggi e altri espedienti rendono il loro suono
vario e curato e anche gli ultimi brani prodotti confermano le
capacità dei 4 amici.
Tocca
a noi. Non c'è molta gente (è un lunedi!), ma l'atmosfera è bella
e si suona volentieri. Ho cambiato la corda del Re incriminata, ma
che cosa succede? Ovviamente si rompe il La! In tutti questi anni non
mi è mai capitato di rompere una corda durante un concerto (la legge
delle probabilità...), ma due corde in due giorni consecutivi! Corro
a recuperare la cara vecchia chitarra-muletto e continuiamo lo show,
che tocca il suo vertice quando, complici gli amici romano-abruzzesi,
chiamo un circle pit appena prima dell'attacco veloce di “Whisper
Of Life”: una stanzetta, qualche persona predisposta al fomento e
un attacco azzeccato danno vita sempre ad qualcosa che più che un
circle pit sembra essere un vortice umano!
Anche
questo concerto è andato, si rimane un po' a cazzeggiare per poi
andare a casa di Jan a dormire.
MARTEDI
13 OTTOBRE 2009
(Hoendip
Squat, Groningen, Paesi Bassi)
Risveglio
e colazione con i Rise From The Agony, i due Jan dei Nervous
Breakdown ed il collega Tim della Phobiact Records, che mi porta in
omaggio l'edizione limitatissima per il release party della nuova
produzione congiunta Epidemic / Phobiact / Give Praise Records: il
10” dei Nervous Breakdown! L'edizione limitatissima è composta da:
disco in vinile colorato, poster, adesivo, spilla formato gigante,
toppa gigante per la schiena...e apribottiglie dei Nervous Breakdown!
Il tutto, poi, contenuto in una scatola da pizza gialla serigrafata
N.B.!!! Una chicca, davvero!
Dopo
una colazione abbondante ed una doccia a dir poco fantastica, ci si
saluta e si riparte! Oggi la tappa è la più breve, 220 km, per
raggiungere il nord dell'Olanda.
Raggiungiamo
Groningen. Lo squat si trova ai piani superiori di un negozio di
mobili parecchio grande. E' occupato da qualche mese da 3 ragazzi ed
1 ragazza, che ci accolgono e ci mostrano il posto: davvero bello! Ci
dicono che possiamo permetterci anche di farci un giro per la città:
non ce lo facciamo ripetere due volte!
Groningen
è una bella città, tipicamente olandese e camminando per le sue
strade sembra che non esistano persone sopra i 40 anni! Probabilmente
per la presenza di un'università, è piena di giovani dappertutto!
Nel passeggiare, mi imbatto in un negozio di musica: le mute di corde
costano qualcosa come 2 euro in meno che da noi: me ne compro 3... e
della marca che voglio io!
Mezzoretta
dopo il nostro giretto nella “città dove tutti sono giovani” si
conclude: invertiamo la rotta e torniamo allo squat, dove approntiamo
il palco (e io cambio la corda incriminata!).
Ceniamo,
cazzeggiamo ed ecco arrivare un po' di gente, compreso il gruppo che
suonerà con noi: i Gate Crasher, old school punk hardcore band
locale. “Old” school è proprio azzeccato: il gruppo in questione
è composto da veterani della scena punk locale, che però si sanno
difendere bene imbracciati gli strumenti: un punk HC sulla scia della
prima ondata americana, Bad Brains su tutti, ma anche i primi
Battalion Of Saints e gruppi affini: riff veloci e graffianti e ritmo
selvaggio, come il primordiale grido hardcore imponeva!
E'
il nostro turno. Il concerto fila e il pubblico c'è, nonostante sia
un martedì sera! Ovviamente la sfiga ci mette del suo: cosa poteva
succedere, se non che io rompessi ancora un'altra corda? Maledetto il
giorno in cui non ho trovato la mia solita marca e invocato lo
spirito del dragone (il dragone Mosconi, ovviamente!) per castigare
chi ha creato queste corde di burro, imbraccio di nuovo l'altra
chitarra per concludere il concerto (almeno è successo verso la
fine!). Anche stasera vengono richiesti dei bis (cazzo, dovevamo
preparare una cover in più, oltre a Screaming For Change degli
Uniform Choice!) e il concerto si dilunga ancora per qualche minuto.
La
serata si conclude in deliri e chiacchiere con i simpatici squatters
e un personaggio davvero assurdo soprannominato “il Marinaio”
(per via del suo berretto), che ci ha fatto scompisciare dalle
risate!
Andiamo
a dormire: domani si va in Francia!
MERCOLEDI
14 OTTOBRE 2009
(Centre
Culturel Libertaire, Lille, Francia)
Sveglia
di buon'ora, colazione veloce e si riparte. Attraversiamo i bei
paesaggi olandesi, tra pascoli, praterie sottratte al mare, mulini a
vento e un breve passaggio accanto al Mare del Nord, blu come non
mai. Attraversiamo anche il Belgio per poi trovarci in territorio
francese: poco lontano dal confine belga infatti sorge Lille, nostra
settima tappa di questo tour.
La
città sembra bellina, la situazione parcheggi un po' meno. Riusciamo
a guadagnarci un approdo lungo un viale e ci rechiamo a piedi al CCL,
dove la sera suoneremo.
Il
portone è chiuso. Decidiamo così di addentrarci un po' verso il
centro della città per fare due passi. Giusto il tempo di guardarsi
attorno per tre quarti d'ora e riproviamo ad accedere al CCL. Ancora
nulla. Davide decide di sfoggiare il suo francese in una telefonata,
raccogliendo informazioni: qualcuno sta arrivando ad aprirci il
portone.
Il
posto è piccolo ma bellino: al piano superiore una saletta, una
libreria e la cucina, di sotto il bar e il palco.
Ci
raggiungono anche i No Flag, gruppo locale, anche in questo caso non
più sulla ventina, che dai pezzi sul myspace mi avevano incuriosito
molto, un mix tra Pantera, Dead Kennedys e hardcore coi controcazzi.
Scarichiamo
il furgone, prepariamo il palco e il banchetto.
E'
pronta la cena, ma dubitiamo che basti per tutti: i No Flag sono in 5
e noi siamo affamati come lupi. Ne lasciamo anche ai francesi, ma
Cello e Davide, affamatissimi, escono per strada alla ricerca di
cibo. Torneranno più tardi, mentre i No Flag suonano, con qualche
kilo in più!
Questi
No Flag sono tecnicamente molto preparati: i riff sono pulitissimi e
taglienti e la sezione ritmica è precisa, mentre una voce eclettica
dà un certo dinamismo al tutto, passando da fraseggi urlati ad un
cantato allucinato, che strizza l'occhio a Jello Biafra. Non male
davvero. Peccato per il pochissimo pubblico.
Tocca
a noi: la nostra condizione fisica sul palco è evidente: siamo marci
come mele cadute dall'albero e rimaste al sole per settimane! La mia
gola è devastata e la voce va e viene, la stanchezza gioca brutti
scherzi e qualche steccata si fa notare. Quanto meno ho avuto
l'accortezza di cambiare tutta la muta di corde, così da evitare
l'ennesima sorpresa! Certo che 3 corde differenti in 3 giorni è
alquanto assurdo! Ma che mi serva da lezione... Di gente comunque ne
è arrivata un po', ma i presenti sono comunque pochi... forse meglio
così: pochi testimoni per la performance peggiore del tour, secondo
me.
Prendiamola
come viene: dopo tutto è quasi una settimana che siamo in giro, le
ore di sonno sono inversamente proporzionali ai kilometri macinati...
insomma, un passo falso è lecito, soprattutto quando le condizioni
fisiche non sono ottimali, e in fin dei conti fin qui è andata
comunque bene.
Il
ragazzo e la ragazza che ci ospitano per la notte ci indicano la
strada per raggiungere la loro casa.
In
salotto, due simpatici cani ci fanno le feste. Sembrano solo molto
giocherelloni, ma tranquilli. I padroni di casa ci informano che,
siccome la gatta al piano di sopra è incinta, i cani devono restare
di sotto, ma se fanno rumore, possiamo alzare la paratia e lasciarli
in cucina...
Andiamo
a dormire, ma di notte i cani continuano a giocherellare
chiassosamente con un osso grosso come un pugno! E no, ora basta dai!
Siete tanto belli quanto spacca-palle... Mi spiace ma stanotte
starete in cucina! Attirati di la con lo stesso ambito osso, alziamo
la famosa paratia... che in mezz'ora è bella che saltata, e i due
amici a quattro zampe pensano bene di molestare soprattutto Cello e
Davide per tutte le ore di sonno, che la mattina commentano la
nottata con aggettivi di stampo mosconiano!
GIOVEDI'
15 OTTOBRE 2009
(Soap
Box Club, Nancy, Francia)
Come
dicevo... il buon giorno si vede dal mattino! Usciamo di casa e
approfittiamo dell'orario per fare un po' di spesa. Io, Davide e
Cesko ci compriamo una porzione di tabulè alle verdure condita con
tanto di quell'aceto da far piangere!
Ci
rimettiamo in viaggio. I paesaggi francesi scorrono al di là del
finestrino, all'autogrill incontriamo due becchini vestiti di nero e
viola con un furgoncino funebre anch'esso nero e viola e un ceffo con
la faccia da galeotto che ci scruta intensamente.
Arriviamo
a Nancy e siamo accolti subito da Jerome, il promoter della serata.
Ci
mostra il locale: un piccolo rock club dove, stando agli adesivi,
hanno suonato tantissimi gruppi hardcore e punk in tour in Europa.
L'accoglienza è delle migliori: Jerome ci indica la stanza dove
dormiremo e il bagno, con tanto di doccia! Ci sentiamo
super-coccolati, sembra di stare in albergo!
Più
tardi incontriamo anche l'altro promoter, Dams, e il gruppo con cui
suoneremo, gli Hostile System. Dopo qualche anno, hanno deciso di
riformarsi e questo è il loro primo concerto dopo la reunion!
Si
mangia, si ride e scherza con i promoter e con il “rinominato
Pedro”, uno dei ragazzi degli Hostile System, che si presta ad una
nostra gag filmata in cui io, agghindato a dovere, sarei in realtà
Mike Muir dei Suicidal Tendencies (con qualche kilo in meno, vorrei
sperare!).
Il
posto è davvero bellino e si sta riempiendo di gente: è giovedì ma
Jerome ci dice che ormai ha una buona tradizione e frequenza di
concerti organizzati e la gente viene a prescindere del genere:
hardcore, crust, metal... i concerti di Jerome sono appuntamenti
apprezzati qui a Nancy. Di fatti, la saletta si riempie e il pubblico
è variegato, ma segue con interesse la performance dei francesi. Gli
Hostile System sono dediti ad un hardcore pesantemente influenzato
dal thrash metal, un muro di suono che attinge dal classico ma nel
quale si colgono anche riff, passaggi e soluzioni innovative. Il
gruppo è apprezzato e la temperatura nel club sale! La loro
performance è seguita da tutti e il palco, piccolo e basso, consente
un vero contatto col pubblico, che si trova proprio li ad un passo!
Eccoci
sul palco: non sono ancora certo delle mie condizioni fisiche, ma
sono pronto a mettermi alla prova. La sala concerti è gremitissima,
ed è giovedì sera! Sulle prime note e soprattutto i primi fraseggi,
la voce è ancora un po' sofferente, ma poi si scalda subito e
riusciamo a spiattellare una performance quasi impeccabile: ci siamo
riscattati della sera prima e questa volta di gente ce n'è tanta, e
tutti seguono intensamente il nostro concerto!
Va
alla grande, anche qui richieste di bis e pubblico preso benissimo!
Personalmente, sono molto contento!
Al
banchetto intanto dischi e magliette vanno a ruba e chiudiamo la
serata in compagnia e chiacchiere con gli ultimi presenti.
Prima
di andare a dormire soddisfo la fame, pessima mossa...
Di
sopra la tanto agognata doccia ci attente (una delle docce più belle
della mia vita!) e poi a letto nell'accogliente camera del Soap Box
Club...
Pessima
mossa dicevo... un bruciore micidiale allo stomaco mi tiene sveglio
almeno un paio d'ore, mentre tutti ronfano. Che sia colpa del tabulè
all'aceto, che zitto zitto mi attacca adesso? O del mio stomaco messo
a dura prova da una settimana di ritmi e pasti scombinati e spezie a
cucchiaiate? Forse sarà dell'abbuffata di pane e salsa che mi sono
fatto prima di dormire...
VENERDI
16 OTTOBRE 2009
(Esperanza,
Schwäbisch
Gmünd, Germania)
Peccato
che una delle dormite migliori del tour mi è stata negata da quel
maledetto bruciore di stomaco. Sono rincoglionitissimo e fisicamente
mi sento ancora un po' uno straccio.
Colazione,
saluti con Jerome e Dams e siamo di nuovo on the road.
La
nottata gastrica si fa sentire, sono ribaltato dentro e fuori. In
furgone schiaccio uno dei miei ormai epici pisolini in dormi-veglia,
cullato dalla guida affidabile di Davide.
Raggiungiamo
l'Esperanza, siamo i primi ad arrivare. Incontro Fritz, già
conosciuto a dicembre durante il tour Your Fall / Locked In, quando
per 2 settimane ebbi l'incarico di scarrozzare i 5 brasiliani per
mezza Europa. Le notizie sono subito pessime: stando a quanto dice
Fritz, un camion è esploso in autostrada, praticamente davanti ai
Vitamin X e gli olandesi sono ancora fermi, in Olanda, a circa sei
ore di strada (senza pausa, ovviamente!). La notizia prende
malissimo: aspettavamo questa data da tempo e già la defezione dei
Sink Or Swim era stata una brutta sorpresa. Fritz ci accompagna al
piano di sopra, dove possiamo riposarci un po' nel suo appartamento.
Il mio stomaco è al collasso: un amico tedesco mi accompagna a
prendere un rimedio in città: una bomba anti-acidità di stomaco che
fa subito effetto.
Al
piano di sotto facciamo un rapido sound check e ceniamo (ho fame, ma
ci vado piano, non vorrei scatenare nuovamente i demoni del mio
stomaco!), poi prepariamo il banchetto con dischi e magliette. Un
tipo
si
avvicina e compra a botta sicura il nuovo 7”: fa piacere vedere
qualcuno che si è già preso la briga di conoscere il gruppo che
suona, magari di ascoltarsi i pezzi in internet e, pur avendo
l'occasione di valutare la prova live, ripone fiducia incondizionata!
E' un apprezzamento che vale molto!
Iniziano
i concerti: ad aprire ci sono i Wasted Youth, anche per allungare la
scaletta in attesa dei Vitamin X. Omonimi dello storico gruppo
americano, i quattro tedeschi (che vedono alla batteria Felix, uno
degli organizzatori della serata), suonano un hardcore essenziale,
ispirato alla vecchia scuola. Avevo già avuto modo di vederli dal
vivo a dicembre e devo dire che sono migliorati, anche grazie ad un
cambio di line up, probabilmente. Interessante la canzone proposta
insieme ad un rapper: un crossover nel vero senso del termine, ben
riuscito.
Sul
palco poi è il momento degli Escalation, anch'essi dediti ad un
hardcore old school tirato e rabbioso. Canzoni dirette e immediate,
qualche parola tra un pezzo e l'altro ogni tanto (in tedesco, per cui
non so cosa dicesse!) e scaletta che scivola repentina.
Tocca
a noi. racimoliamo le poche forze rimaste. Tempo di controllare i
suoni velocemente, di scaldarsi un po' (soprattutto la voce, che deve
scrollarsi di dosso il torpore causato dal mio stato fisico) e si
parte.
Davanti
al palco c'è parecchia gente, i volti dei presenti sembrano
scrutarci: chi sono questi italiani sconosciuti che suonano stasera?
La gente sembra però presa bene sin da subito: chi salta chi si
muove chi segue la cadenza dei primi riff che introducono il nostro
concerto muovendo la testa... tempo di attaccare con “Different
Paths”, e la gente si prende veramente bene... e noi con loro!
E'
bellissimo vedere ragazzi e ragazze che seguono il tuo concerto, che
partecipano al tuo concerto. In un istante ripenso ai tanti mesi
passati al computer, a scrivere e-mail, a cercare date, contatti,
calcolare percorsi, kilometri, scrivere i pezzi per il 7” nuovo,
provarli e riprovarli, registrarli, il viaggio a Roma con Cesko per
il mixaggio e mastering, la stampa, le grafiche, le maglie nuove...
tutto quello che sta dietro a questo tour, tutto lo sbattimento, la
fatica... tutto questo è ripagato, niente poteva darmi più
soddisfazione che essere in questa cittadina tedesca, questa sera, a
suonare davanti a gente presa davvero bene. Non credo di riuscire a
spiegare la sensazione che provo, ma mi sento come se questo fosse il
più bel concerto che abbia mai vissuto.
Nonostante
questo tour sia stato debilitante, sul palco riusciamo a dare il
massimo. Scorrono le canzoni, qualche parola per spiegare il nostro
messaggio, ciò che vogliamo dire con i nostri pezzi e i nostri
testi. La gente apprezza gli interventi con applausi sinceri. A fine
scaletta proponiamo l'ormai immancabile cover degli Uniform Choice
“Screaming For Change”, ma anche qui ci tocca riprendere in mano
gli strumenti e recuperare uno o due pezzi dalle canzoni già
suonate! E chi se lo aspettava!!!
Siamo
contentissimi, tanto quanto siamo sudati! Mentre suonavamo sono anche
arrivati i nostri compagni d'avventura Vitamin X: ce l'hanno fatta!
Diamo
il benvenuto agli olandesi mentre si mettono a loro agio (11 ore di
viaggio) per poi lasciarli andare sul palco. Marko, il cantante, ci
racconta in breve la terribile avventura di quel maledetto pomeriggio
in autostrada. Da non credere, eppure loro tra 2 minuti saranno su
quel palco e scaricheranno la tensione a suon di hardcore! Dopo
averli visti a Bologna al Fast Fest, rivedermeli non può farmi che
piacere! Io e Davide prendiamo posto vicino al palco. Il set dei
ragazzi di Amsterdam è infuocato, le canzoni dell'ultimo disco “Full
Scale Assault” si mescolano alle vecchie perle comparse su uscite
precedenti, dando vita ad una tracklist varia e divertente, che viene
partecipata dai presenti in un concerto davvero coinvolgente.
Chiudiamo
la serata in chiacchiere e saluti coi Vitamin X. Domani loro hanno
un'altra data in Germania, mentre noi scenderemo verso sud: Svizzera.
Andiamo a dormire... o forse è meglio dire “collassare”.
SABATO
17 OTTOBRE 2009
(CS
Molino, Lugano, Svizzera)
Siamo
stati messi in guardia circa possibili nevicate in direzione
Svizzera. Per questo motivo partiamo di buon'ora onde evitare
rallentamenti.
Il
viaggio prosegue come al solito, mentre il nostro fido driver Davide
macina kilometri mi abbandono in un vortice di sonnellini in
dormi-veglia e caramelle alle erbe. Sono letteralmente marcio! Questa
è l'ultima data, come va, va.
Raggiungiamo
Lugano nel pomeriggio, la neve è apparsa solo sotto forma di
spruzzate stile presepe su alcuni alberi delle foreste elvetiche.
Siamo in anticipo sparato (dimentichiamo che qui in Ticino si è
molto italiani, soprattutto sugli orari!). Tempo per un giretto per
me e Davide, mentre Cello e Cesko, in precarie condizioni di salute,
si riposano in furgone. Verso il tardo pomeriggio facciamo un salto
alla stazione dei treni, per prelevare Exel, che ci raggiunge per
l'ultima data del tour.
Verso
sera sono presenti anche gli altri gruppi: gli svizzeri GoKurtRussel
e Face The Game e i cremaschi Spleen Flipper. La serata è benefit
per coloro che sono stati colpiti dalla repressione statale. Il tour
inizia con un benefit e finisce con un benefit!
E'
tempo di cenare. Purtroppo di vegan non c'è altro che un insalata
(che in teoria sarebbe il contorno per tutti)... “errori di
comunicazione” con la cucina ci costringono ad accompagnare
l'insalatina con una manciata di schifezze “da tour” raccattate
in furgone.
Prepariamo
il banchetto, cerchiamo di capire come funziona la moneta svizzera
per il cambio con l'euro ed inizia il primo gruppo. Noi siamo
secondi, per venire incontro alla nostra condizione psico-fisica di
gruppo malaticcio.
I
primi sono i GoKurtRussel, un gruppo grind-power-violence.
Musicalmente non è il mio genere preferito, ma quello che non ci va
giù sono le (presunte) battute del cantante circa le donne...
sinceramente inappropriate, a maggior ragione in un centro sociale
(evito di riportare). Scuse del tipo “lo si fa per provocare”
oppure “fatti una risata” mi suonano un po' qualunquiste e
sinceramente mi hanno stancato. In seguito alle frasi lanciate dal
palco c'è un po' di parapiglia. Il fonico stacca il microfono, la
gente si incazza. Anche noi siamo piuttosto sull'incazzato andante.
Le ultime canzoni terminano a microfono spento (io non li avrei
nemmeno fatti continuare), mentre infervora appunto una discussione
su quanto appena accaduto.
Può
anche starci la goliardia, va bene la provocazione, ma certe sparate
sono ben lontane dall'essere goliardiche e provocatorie. Di gruppacci
che approfittano del “modus operandi” del grind per dire
stronzate ce ne sono già troppi (non faccio nomi).
Siamo
perplessi. Alla fine decidiamo di suonare comunque, mettendo in
chiaro via microfono le nostre posizioni a riguardo, circa le sparate
del gruppo che ci ha preceduto e la presa di posizione (poco decisa a
dire il vero) del centro sociale. Se stessimo zitti daremmo la
possibilità solo a certe cose di essere sentite, mentre forse il
nostro messaggio può interessare qualcuno.
Suoniamo.
La sala è freddina (sia come temperatura che come atmosfera). Siamo
stanchi, affamati e distrutti dal tour e i suoni sul palco non sono
d'aiuto. Se Lille è stata la data peggiore come performance sul
palco, questa ci va molto vicino.
Dopo
di noi gli Spleen Flipper, che danno prova di grande precisione sul
palco (a differenza nostra!), mentre dal punto di vista tecnico
sfoderano un set potentissimo, grazie anche all'entrata in formazione
di Mario (già negli Head In Pollution) come secondo chitarrista. Un
muro sonoro che mescola la vecchia scuola italiana col metal. Una
cover dei Negazione impreziosisce il tutto.
In
chiusura i giovani Face The Game. Riff metallizzati, ritmi cadenzati,
stacchi mosh, voce aggressiva: un suono decisamente tamarro, ma
compatto, feroce e nel complesso fatto piuttosto bene. La scuola
newyorkese si fonde con il metalcore degli ultimi anni dando come
risultato una martellata sulle gengive! Seguo la prova dei Face The
Game insieme a Exel e Davide, che gode per la cover a sorpresa di
Step Down dei Sick Of It All.
A
fine concerto si rimane ancora un po' al Molino, prima di raccattare
tutto e caricare il furgone.
E'
tempo di muoverci. Lugano dista meno di 200 kilometri da casa e
preferiamo raggiungere i nostri letti tanto familiari e comodi
direttamente stanotte, anche per venire incontro alla condizione
fisica di Cello, che si trova in evidente stato febbrile.
Un
viaggio di rientro che sembra lunghissimo, più che altro per la
stanchezza della truppa, ma si riesce a rientrare alla base sani e
salvi.
Tirando
le somme: un tour davvero bello, un momento intenso per la nostra
allegra orchestrina e portare in giro la nostra musica (e le nostre
“sforzen”) è stato senza dubbio entusiasmante!