MySpace
myspace music


MALFEITOR -|LIVE IN LINZ, AUSTRIA]-



Last Updated: 12/11/2009

Send Message
Instant Message
Email to a Friend
Subscribe

Status: Single
City: TVSCVS - Monti CImini
State: Viterbo
Country: IT
Signup Date: 7/2/2006

Blog Archive
[Older      Newer]
 /  / 
Monday, December 21, 2009 
Monday, December 21, 2009 
Qualcuno considerava MALFEITOR un progetto a breve termine, destinato alla durata di un solo disco; due anni dopo “Unio mysitca maxima” siete invece tornati, più in forma che mai. A chi dedicate questo vostro ritorno?
F: Posso sapere chi è quel “genio” che pensava che Malfeitor durassero solo per un disco? In Italia continua ad esserci una quantità spropositata di nullafacenti che blaterano e che gridano come maiali... tutta gente che però non è capace di suonare, di fare dischi, di fare concerti e quant'altro. L'italia, il paese dei tuttologi nullafacenti... Questo disco è dedicato a tutti coloro che non conoscono se stessi, ovvero a tutti coloro che sono destinati a consacrare la loro esistenza al NIENTE.
Quali ritieni siano la maggiori differenze, musicali e liriche, fra i due albums?
F: Musicalmente questo nuovo disco è molto più maturo e concreto rispetto ad “Unio Mystica Maxima” e tra le altre cose è stato concepito sin dall'inizio per due chitarre. A livello lirico “Incubus” lo considero un disco molto serio, con delle tematiche molto serie ed intelligenti. Se i testi di “UMM” possono essere considerati diretti e violenti, quelli di Incubus sono decisamente profondi, pesanti e “realmente pericolosi”.
Se dovessi descrivere i vostri due albums con una sola parola userei “Infernale” per il primo e “Occulto” per il secondo; sei d’accordo?
F: Si, direi di si. Incubus a mio avviso è un disco misterioso, mistico e maestoso.
Musicalmente parlando, ho letto spesso paragoni fra la voi e gruppi come Marduk, Dissection e la scuola svedese in generale; a parte la pulizia del suono io non trovo nulla che vi possa associare a quella scena. Come mai tante persone vi hanno inserto in un calderone che dista lontanissimo dall’oscurità emanata dai MALFEITOR?
F: Sono completamente d'accordo con te. Il fatto è che in italia e spesso anche all'estero, le persone che vengono abilitate a recensire dei dischi spesso non riescono a spiegarsi e a farsi capire e hanno sempre bisogno di fare dei paragoni con altri gruppi. In molti casi, così come succede a noi, questi paragoni sono assolutamente fuori luogo. Tieni anche a mente che alcuni “giornalisti” spesso neanche ascoltano i dischi nel momento in cui devono recensirli e se la cavano scopiazzando qua e la da altre recensioni online. Il lato merdoso di internet. Amen.
Rispetto al debutto è notevole il miglioramento tecnico ed esecutivo di tutto il gruppo; avete lavorato molto in fase di stesura delle canzoni?
F: Non più di quattro mesi... Il resto l'abbiamo sviluppato in studio e attraverso alcune pre-registrazioni nella nostra sala-prove…
In particolare, la prova del defezionario Atum alla batteria è devastante; avete trovato un degno sostituto? Vuoi presentarlo?
F: Si, si chiama Goraath, è molto più preparato e potente del nostro precedente batterista ed è anche un grande amico. Direi che siamo stati molto fortunati. Chi ha visto Malfeitor dal vivo con la nuova line-up sa di cosa parlo.
Il libretto del nuovo album è davvero molto curato; quanta importanza date al lato grafico della vostra proposta?
F: Essendo un grafico di professione direi che per me è qualcosa di molto importante. Non fondamentale, ma molto importante, soprattutto quando si riesce a tradurre in “visual” qualcosa di concettualmente difficile e contorto.
Come nel debutto “Unio mystica maxima”, anche in questo nuovo “Incubus” le liriche sembrano un omaggio al lato nero e occulto dell’esistenza; ritieni inscindibile il legame fra black metal e occultismo?
F: Io ho cercato di raccontare tutta una serie di esplorazioni, di fatti accaduti, di vicissitudini, di momenti perticolarmente oscuri legati a quella che è la più impervia discesa nel più impervio degli inferni: noi stessi, ciò che siamo e ciò che non sappiamo di essere. L'abbandono della logica spesso apre i cancelli di mondi particolarmente oscuri. Incubus è un lungo viaggio all'interno di questi mondi. Un'eslorazione del Sentiero della Mano Sinistra e dei meandri del “Sè”. Testi e concetti che faranno storcere il naso ai ragazzini adoratori del male, della guerra e di altre cazzate politiche magari...
Una nota di dispiacere è il fatto dello scarso utilizzo del cantato pulito/recitato che avete così ben caratterizzato il debutto; a cosa è dovuta la scelta di accantonarlo quasi del tutto su questo nuovo disco?
F: Non mi piace ripetermi. Detto questo direi che in questo disco di parti pulite e tecnicamente molto più contorte ce ne sono…
Il disco è un blocco di lava nera che scorre compatta e solida nella sua globalità, ma due brani mi hanno colpito in particolare; il primo è “Dark saturnian chaos” che considero l’erede della mitica “Rex bestia fera”; puoi parlarmi dettagliatamente della costruzione di questo brano?
F: Dovresti girare i tuoi complimenti ad Hell IO Kabbalus, la mente di questo pezzo. Penso che Dark Saturnian Chaos è complicato e emarginante come lui. Peraltro è stato il primo pezzo che abbiamo scritto subito dopo il primo disco.
L’altro brano è la sepolcrale “Void of voids”, che in certe cose mi ricorda l’atmosfera apocalittica dei Void Of Silence di “Criteria ov 666”; a distanza di anni che ricordi conservi di quel progetto?
F: Bei ricordi ed un rammarico. Penso che quel gruppo sarebbe potuto diventare qualcosa di molto importante a livello mondiale. I dischi in cui ho cantato restano due opere incredibili. Non posso che ricordare il tutto con profonda soddisfazione.
The other half” prende in esame un qualcosa da cui molti rifuggono; “l’altra metà” è in ognuno di noi? E’ positivo o negativo percepirne la presenza?
F: Per quanto mi riguarda direi che è FONDAMENTALE. La conoscenza del “sè” è la mia unica missione in vita. Penso che chi non conosce “se stesso” è destinato a sopravvivere (non vivere) su sentieri poco sicuri, nonchè destinato a convivere in un eterno stato di conflittualità con gli altri, con la natura, con tutto ciò che si vede e non si vede. E penso che spesso fare i conti con la propria “interiorità” è qualcosa di estremamente doloroso e crudele.
So che sei particolarmente legato all’album “De mysteriis dom Sathanas” dei Mayhem e lo consideri il disco nero per eccellenza; non credi però che siano stati i DarkThrone con “A blaze in the northern sky” e “Under a funeral mon” a, diciamo, “aprire le porte dell’inferno”?
F: No. I testi dei Dark Throne non sono mai stati particolarmente “efficaci”. Quelli scritti da Dead ed Euronymous, a mio avviso, sono testi veramente oscuri ed “evocativi” nella loro semplicità. La differenza stà proprio in questo secondo me…
Conosco la tua passione per il dark industrial/ambient/apocalyptic e più volte hai dichiarato che ritieni “Nature unveiled” dei Current 93 il disco nero per eccellenza; cosa ti affascina così tanto di quel disco e di quelle sonorità?
F: Si.. Quel vinile per me è sacro ed è legato a ricordi molto molto particolari che non mi va di condividere con nessuno. Per me quel disco è nero come pochi altri al mondo. Non lo ascolto da 7 anni. Non so se l'hai mai ascoltato... E' un esperienza da provare, credimi.
Fabban ha paura della Morte? Cosa c’è a tuo parere ed in base alle tue esperienze dopo di essa?
F: Purtroppo c'è solo niente e silenzio eterno. La morte mi rattrista, ma non ho paura. Penso che la morte sia parte della vita. E' qualcosa di assolutamente naturale. E' la fine che faremo tutti e tutto e non mi preoccupo molto della morte in quanto sono molto concentrato ad occuparmi della mia vita.
Suicidio; atto di coraggio o di viltà a tuo parere?
F: Il suicidio è qualcosa che non rientra nelle mie corde e nel mio carattere. Semplicemente non mi interessa e non giudico che si è suicidato.

Una curiosità; che fine ha fatto Nick Curri? E dei Funeral Oration sentiremo ancora parlare? Possibile che con tutto quello che viene ristampato oggi, a nessuno sia ancora venuta la voglia di rimettere in circolazione un disco come “Sursum Luna”?
F: Si, ci siamo sentiti la scorsa esate… Per il resto non so, ma di sicuro Funeral Oration non si riformeranno mai. Ma non escludo una ristampa di “Sursum Luna” in futuro...
Intendete supportare “Incubus” dal vivo? Ho letto commenti positivi sui vostri concerti; prestate molta attenzione la lato live di MALFEITOR?
F: Si, stiamo suonando dal vivo e con la nuova formazione i nostri live sono veramente molto violenti e pesanti... E' splendido il contatto col pubblico quando siamo sul palco… è un'energia unica.. L'8 Gennaio saremo a Linz, in Austria, poi il 9 a Gorizia... le altre date verranno pubblicate sul nostro sito www.myspace.com/malfeitor666…
Ti ringrazio per l’attenzione. A te le parole finali.
F: alla prossima mister.

Monday, November 30, 2009 
PLAYLIST #3/2009 [04-12-09]
VICTIMIZER (Denmark) 'Beast of Slaughter'
(from VICTIMIZER "The Final Assault" 2007 | HELLS HEADBANGERS Records)
KB (France) "Engine Room"
(from KB "Twelve Way To Warm Up Your Days" | BRENNUS MUSIC)
INFEST (Serbia) "Messiah of Blood"
(from INFEST "Onward To Destroy" | ZERO BUDGET Productions)
MASACHIST "Appearance Of The Worm"
(from MASACHIST "Death March Fury" | WITCHING HOUR Productions)
SEPTORY (Rusia) "Crescendo Of Evil Soul"
(from SEPTORY "World War Terror" | COYOTE Records)
HELLHOUND (Japan) "Warriors Of Rising Sun"
(from HELLHOUND "Metal Fire From Hell" | INFERNO Records)
GUILLOTINE (Sweden) "Skeleton City"
(from GUILLOTINE "Blood Money" | PULVERIZED Records)
RUINS (Germany) "Full Moon Sacrifice"
(from RUINS "Satanic Bitchpenetration" | FISTBANG Records)
UTLAGR (canada) "Rebellion"
(from UTLAGR "1066 - Blood And Iron In Hastings" | SEPULCHRAL Productions)
LOITS (Estonia) "Soomusronglase Silmis"
(from LOITS "Must Album" | NAILBOARD Records)
HELL-BORN (Poland) "In Satan We Trust"
(from HELLBORN "Darkness" | WITCHING HOUR Productions)
CRIMINAL (Chile) "Crime And Punishment"
(from CRIMINAL "White Hell" | Massacre Records)
MALFEITOR (Ita) "Mysterious, Mystical, Majestic"
(from MALFEITOR "Incubus" | AGONIA Records)
BRIGHT OPHIDIA (Poland) "Chanting Of A Maniac"
(from BRIGHT OPHIDIA "Set Your Madness Free" | REVOLUTION Records)
PANDEMONIUM (Sweden) "The Curse And The Serpent"
(from PANDEMONIUM "Whispers")
STILLBORN (Poland) "Abandon All Hope"
(from STILLBORN "Esta Rebelion Es Eterna" | DISSONANCE Records)
POLLUTION (Serbia) "Manic Depression"
DEADLY MOSH (Serbia) "Deadly Mosh"
(from POLLUTION / DEADLY MOSH split | TERROR BLAST Productions)
DEFERUM SACRUM (Ukraina) "The christian Disease"
(from DEFERUM SACRUM "Antichristian Disease" Demo)
MYSTERIA (Poland) "New Nation (We Are)"
(from MYSTERIA "Temple Of The Scorn" | PAGAN Records)
BESTIAL HORDES (Malaysia) "Born In Fire"
(from BESTIAL HORDES "Promo 2008")
DISBELIEF (Germany) "Hell Goes On"
(from DISBELIEF "Protected Hell" | MASSACRE Records)
ICON IN ME (Russia) "Moments"
(from ICON IN ME "Human Museum" | MASSACRE Records)
VASTATOR (Chile) "Inner Fury"
(from VASTATOR "Hell Only Knows" | INFERNO Records)
SEIZURE CRYPT (USA) "Fight To Kill"
(from SEIZURE CRYPT "Under The Gun" | BAD ELEPHANT Records)
BENIGHTED IN SODOM (USA) "Fountain Of Lies"
(from BENIGHTED IN SODOM "In Hora Maledictus - Part I" | OBSCURE ABHORRENCE Productions)
SINNERS BURN (Sweden) "Baptized By Evil"
(from SINNERS BURN "Mortuary Rendezvous" | NO COLOURS Records)

TO CONNECT:

http://deadshop.info - webshop and label, magazine website
http://myspace.com/deadcenterprod

Snail-mail (for orders, promos, propositions and etc..):
Aleksandr Maksymov,
P.O.Box - 203,
Luhansk,
91001,

UKRAINA
Monday, November 16, 2009 
“Incubus” is a very ultra heavy, ultra evil and very diverse black metal release created by this five piece outfit based out of Italy. All ten tracks absolutely do not disappoint, however of course some songs stand out stronger then others, as is the case with many releases.Malfeitor specialize in the more faster paced, up tempo black metal, where songs are propelled by quick, double bass drum beats, slithering guitar riffs and some rather crafty odd time signatures. Worth mentioning is the fact that vocalist M. Fabban is by far one of the best new black metal singers I’ve stumbled upon in quite some time. He simultaneously dishes out both high pitched screams and deep bellowing growls throughout the tracks on this disc, and sure enough the diversity in vocals helps strengthen an already powerful recording. In fact, M. Fabban possesses such a ghoulish and evil voice that I nearly pissed my pants out of fear the first time I listened to this CD! It would not surprise me if Lucifer is a blood relative of his, like lets say his uncle!Comparing Malfeitor to other bands in their genre is rather difficult being that these individuals have a vibe and sound that is truly their own, however at times during certain songs I do notice certain traces of early Dissection and Watain, especially in the guitar arrangements. Speaking of guitars, if it wasn’t for a few riffs reappearing in a monotonous manner throughout this album, it would’ve received a score of 6 instead of 5. Oh well.Definitely check this CD out if in need of a black metal fix, you won’t be disappointed!
Alex BeltaneIMHOTEP MAGAZINE, NORWAY
Friday, October 30, 2009 
Qual'è il vostro incubo peggiore? Il sogno oscuro che vi tormenta, la paura che si insinua fin dentro il notturno riposo, quel qualcosa che pensavate fosse sopito ed invece, brutalmente, ritorna ad affligervi. Radici che avvolgono l’anima e si conficcano nella testa, risucchiando quella linfa che chiamate serenità. Terriccio ricopre le certezza, ne impolvera la freschezza, fino a farla scomparire nel più oscuro oblio. Strazio si trasforma in sobbalzi durante il martoriato sonno, la mente si è persa nell’ oppressione di tale sgomento, di soprassalto ci risvegliamo. Ansimanti ci guardiamo intorno, il sudore cola come pianto giù dalla nostra crucciata espressione, solcata da serpentine rughe. Tutto ciò sono i Malfeitor nel loro ultimissimo “Incubus”, prodotto che viene sfornato a due anni di distanza dall’altrettanto sconcertante “Unio Mystica Maxima”. Il verbo che viene predicato è sempre quello del Black Metal, truce e dalla produzione impeccabile. C’è tanto di Immortal tra le righe della band, come anche le sfumate atmosfere che già avevamo assaporato in passato . Il sound è comunque evoluto, in qualche modo si è fatto ancor più crudo e diversamente ancestrale. La cupezza e il senso di soffocato tormento la fanno decisamente da padroni, uniti a suite sempre fantasiose e mai fini a se stesse. In effetti la veemenza rilasciata ha un sapore meditato ed attento ai particolari, sfumature allucinatorie che nella fase Rem del sonno ci sembrano tanto reali quanto avvolte da un alone di inconsistente aura. Il gruppo, con stupefacente capacità, ci da tutte queste sensazioni, sottolineando l’impotenza e l’ incoercibilità di tale fenomeno, in cui inconsciamente cadiamo. Le insalubri melodie, gli intrecci “mentali” delle chitarre, la prepotenza ritmica e l’incarnazione maligna della voce sono ingredienti perfetti per band già matura e consapevole a livello attitudinale e tecnico. Disco assolutamente da avere!

Thiess
Thursday, October 22, 2009 
Nuovo disco per i Malfeitor.
Il gruppo, capitanato da M. Fabban, arriva al secondo full dopo l’ottimo debutto datato 2007 Unio Mystica Maxima.
In questi due anni di cose ne sono successe molte.
Prima fra tutte il cambiamento di label: dall’etichetta milanese Scarlett, infatti, il combo nostrano è passato con la polacca Agonia.
Questa la line-up con la quale i Malfeitor si presentano in questo secondo album :
M. Fabban – Voce, basso; Hell-I0-Kabbalus – chitarre; Munholy – chitarre; Atum – batteria.
Il disco è stato registrato in parte negli studi di registrazione Le Serpent Rouge Studio in Roma.
Mi addentrerò ora nella consueta recensione track by track per dare lo spazio necessario ad ogni sottile sfumatura presente nel disco.
“ Down with Me “ Un turbinio di violenza nera come la pece, ecco cosa troviamo in questa traccia. Autentica e pura violenza che affrontiamo fin da subito. Ottimo ritmo forsennato, chitarre e batteria che fanno quadrato e chiudono al meglio la sezione ritmica del brano. Tirato il drumming, imperiose le chitarre e molto buono lo scream di  M. Fabban. A ridosso del primo minuto troviamo anche interessanti cambi di tempo e ritmo con inserimenti chitarristici distorti a dovere. Il ritmo cambia ma non accenna a diminuire la foga e la straordinaria intensità del brano. Anzi, superato il secondo minuto, la violenza aumenta ancora con una quadratura ritmica eccellente creata magistralmente dalle chitarre e dalla batteria. Ottimi gli inserimenti chitarristici di Hell-I0-Kabbalus  e  Munholy. Pezzo che mette in chiaro fin da subito la volontà di procedere in un cammino sinistro ed occulto già ampiamente marcato con il precedente full-length.
“ Into the Qliphot of Golachab “ Brano  molto più ragionato del precedente. Introduzione lenta, si tratta, praticamente, di un mid-doom tempo. Ma ampiamente superato il primo minuto veniamo investiti da una scarica violentissima di puro black metal con tanto di balst-beat e riffing maligno. Nella composizione troviamo diversi stacchi e variazioni ritmiche che donano longevità al tutto. Ottimi i testi magico-occulti che trattano di magia nera ancor più in profondità rispetto alla precedente opera. L’unica pecca in alcuni punti è la batteria (un pelino troppo ripetitiva). Ottimo il lavoro dei due chitarristi con stupendi inserimenti che donano melodia al brano grazie soprattutto a fraseggi complessi e mai banali. Molto buona la performance di  M. Fabban al basso, eccellente nello scream.
“ Mysterious,Mystical, Majestic “ Riffing chitarristico incessante che dona al brano un’aura ancor più oscura e malevola. Sugli scudi il buon  M. Fabban con una performance perfetta alla voce. Ottimo l’inserimento chitarristico presente dal primo minuto del brano. Eccellente armonico mixato con una distorsione particolarmente riuscita. Nel pezzo troviamo, ancora una volta, innumerevoli cambi di tempo con stacchi e ripartenze a volte rallentate, a volte violentissime. Eccelso il lavoro ritmico fra  basso, chitarre e batteria. Intorno al secondo minuto e mezzo troviamo un cambiamento repentino di ritmo che riporta il brano su tempi veloci e potenti. Molto elegante il finale sfumato. Brano molto complesso, ricco di sfaccettature differenti e particolarmente ricco a livello di songwriting.
“ Promethean Fire “ Traccia fin rivela fin da subito suo animo potente e violento. Come sempre i testi gridati in scream vocals da M. Fabban sono impregnati sulla magia nera e sulla sue invocazioni ritualistiche. Brano che, nonostante le numerosi variazioni stilistiche, rimane su tempi molto elevati. Molto buono il lavoro della batteria, ritmicamente eccellenti chitarre e basso costruiscono la vera impalcatura del brano. Un muro sonoro corposo nel quale riesce a stagliarsi il ruvido scream di  M. Fabban. Ottimi, come sempre, gli inserimenti chitarristi che disegnano riff ed arpeggi dissonanti ma al contempo melodici. Molto buona la parte centrale del brano, rallentata, ragionata ed evocativa.
“ Typhonian Gods “ Composizione molto tirata, con tanto di doppia voce scream / growl realizzata alla grande dal solito Fabban, devastante la prova corale. Grandioso il ritmo della batteria così come particolarmente trascinante lo scream e le chitarre che svolgono un lavoro magistrale. Il ritmo cambia molto durante lo scorrere del brano ma rimane sempre su lidi tirati. Ottime le pause con le successive ripartenze di pura violenza sonora. Traccia devastante che mette in risalto le qualità del combo laziale. Meraviglioso il suono creato dalle chitarre che formano un quadrato perfetto attorno alle abilità canore di  M. Fabban.  Ancora una volta elegante il finale sfumato.
“ Dark Saturnian Chaos “ Si parte con un ronzio di chitarre in lontananza che si avvicinano sempre di più fino a deflagrare assieme alla batteria e al grande scream che condisce la composizione al meglio. Ottima la sezione ritmica con basso e batteria in grande spolvero. M. Fabban, ancora una volta, devastante dietro al microfono con uno scream miscelato (quando serve) a dell’ottimo growl. Ancora una volta tematiche che divagano sulla magia nera e le sue arti. Testi complessi, ermetici ed intricati che rivelano una profonda conoscenza delle tematiche trattate. A ridosso del quarto minuto troviamo uno stupendo stacco, con relativo cambio di tempo, che conduce la traccia su lidi ancora più oscuri e occulti. Una delle tracce più belle dell’intera release.
“ The Other Half “ Ritmi serrati introducono il brano con grande uso del bast-beat da parte del batterista. Dopo qualche secondo arriva anche la voce (come sempre, in scream) di M. Fabban ad innalzare maggiormente la ferocia del pezzo. Ottimi gli inserimenti chitarristici che donano varietà e longevità ad una composizione distruttiva e devastante. Puro caos sonoro. Finalmente, a ridosso del terzo minuto, un cambiamento netto. Un rallentamento sonoro che fa apprezzare ancora di più le tecniche strumentali del combo laziale.
“ Void of Voids “ Chitarre distorte e dissonanti introducono il brano assieme a possenti giri di basso. Già dai primi secondi arriva la voce di Fabban con il suo classico scream tagliente. La composizione si assesta su ritmi medi e così è per tutta la sua durata totale. Non mancano cambi di tempo, variazioni ritmiche e compositive ma non intaccano mai più di tanto l’incedere del pezzo. Molto ben eseguita l’impalcatura compositiva della canzone.
“ Incubus “ la title-track dell’album è un assalto sonoro dall’inizio alla fine. Ritmo forsennato, batteria potente e velocissima, chitarre ruvide e glaciali e grandissimi scream vocals a fare da quadrato ad un muro sonoro nero come la pece che non perde mai la sua intensità nonostante gli stacchi e le pause presenti lungo lo scorrere del tempo. Un autentico incubo che non fa prigionieri. Grandissimo brano.
“ Antisaturno (Thùnapsù) “ Questo il titolo dell’outro finale. Cinque minuti e passa di rumori sintetici alienanti.
Un disco sicuramente meritevole di attenzione con numerosi pregi dalla propria parte, primo fra tutti la produzione (praticamente perfetta) che mette in risalto le qualità compositive del gruppo.
La differenza con Unio Mystica Maxima.è notevolissima e non mi riferisco alla violenza o la brutalità (anche in questo album sono caratteristiche presenti in dosi massicce). Mi riferisco di più alla rabbia controllata e ancor più ragionata rispetto all’album precedente; caratteristica che rende il nuovo album ermetico e di grande spessore.
Lavoro intricato, complesso e maturo che richiede numerosi ascolti prima di poter essere assimilato e compreso nella sua interezza.
Prodotto che consiglio a tutti gli amanti del genere.
Ultima nota per i collezionisti, il nuovo lavoro dei Malfeitor è disponibile in due formati : cd digipack e vinile gatefold tutti e due rigorosamente prodotti e distribuiti da Agonia Records.
Recensione a cura di: Darkthrone85
Giudizio Complessivo: 9/10
Friday, October 16, 2009 
“Ho ascoltato con attenzione il Vs Incubus, e devo convenire che si tratta di un vero e proprio capolavoro, un vero e proprio incubo, scaturito dai più reconditi meandri dell'Abisso. Ottimi il sound (con qualche accenno tenebrosamente melodico) ottima la voce (complimenti per la tua maturazione nello screaming e nel growling!), ottima la veste grafica. “Thunapsù” rimane, ovviamente, il mio preferito e trovo interessante l'idea di introdurre aspetti operativi nel booklet. Non è solamente un prodotto musicale, ma una cerimonia di evocazione dei Signori Abissali e dei Loro servitori-spazzini, le Qliphoth..Un'Opera pericolosa quanto intrigante.” 

Un abbraccio, in nomine Demiurgi Saturni. 
Arim
Thursday, October 15, 2009 
Quali sono le principali differenze tra “Incubus” e il vostro debutto? Puoi dirci qualcosa circa le genesi del nuovo album?

Hell:I0:Kabbalus – La stesura di “Incubus” è stata piuttosto veloce, nel giro di 6 mesi avevamo già 11 – 12 pezzi chiusi, alla fine è stata fatta una cernita e i migliori 9 nove sono finiti nel disco che puoi ascoltare. Diciamo che a causa di una serie di gravi problemi nel privato di ognuno di noi e all'interno della band, l'ispirazione si è fatta più forte, incalzante, per il bisogno di esorcizzare questa negatività tramite un medium che ci ha salvati dall'autodistruzione. Quello che senti nel disco è realtà nuda e cruda, senza scelte a tavolino o inutili fronzoli. Abbiamo marchiato a fuoco in “Incubus” questo periodo con cura certosina, e ora che finalmente tutto ciò è alle nostre spalle possiamo goderne appieno i frutti. E non è che l'inizio di un nuovo ciclo.

Puoi introdurre i nuovi membri? Che cosa ti ha spinto a sceglierli per la tua Unio?

Fabban: Io e Munholy siamo gli unici due della formazione originale del 2006. In seguito si è unito a noi Hell:IO:Kabbalus e recentemente il nuovo drummer Goraath e Narchost al basso. Diciamo che ci siamo scelti a vicenda... Peraltro, qualche settimana fa Goraath mi ha raccontato di essere stato a casa mia nel 2001. Io non ricordo assolutamente questo incontro, ma Goraath venne a casa mia per lasciarmi un promo del suo gruppo. Lo feci accomodare, chiacchierammo per un paio d'ore, gli feci ascoltare il master di “Fire Walk With Us” mesi prima che uscisse... Io non ricordo assolutamente niente, ma ora suoniamo insieme, nello stesso gruppo. Credo questo sia l'esempio perfetto riguardo ciò che dicevo prima: ci siamo cercati e trovati tutti.

Che cosa intendi col concetto di Unione Mistica?

Fabban: L'unione in arte e spirito di cinque uomini che sbranerebbero e ucciderebbero per proteggere uno qualsiasi di noi. 5 uomini con gli stessi obiettivi. Una piccola famiglia.

I tuoi testi sono sempre stati molto oscuri. Che tematiche hai affrontato ed esplorato questa volta? Quanta importanza rivestono i testi nella musica dei Malfeitor?

Fabban: Ho cercato di “raccontare” tutta una serie di esperienze (V.i.t.r.i.o.l.) vissute come fossero le fasi di un passaggio attraverso mondi particolarmente oscuri, qualcosa che ho sintetizzato con il concetto di “incubo”. In quel passaggio sono “raccontati” diversi aneddoti, ora in forma decisamente realistica e verosimilmente “personale”, ora in forma di metafora/concetto. La conoscenza del “sè” attraverso l'incubo, il buio, la sofferenza, la solitudine che permette al silenzio di gridare. Tutti i testi sono scritti su qualcosa di realmente vissuto, ci sono riferimenti a qualcosa di relativamente recente e altri che risalgono addirittura al 1999. All'interno di questo “contenitore” esperienziale vivono e si muovono tutta una serie di concetti variabili... numerologia, antiche divinità egizie, applicazioni con sigilli (sia materici che eterici), diverse implementazioni di Cabala Qliphotica e Cabala classica. Tutto puntato sull'idea di trasformazione, il fuoco di Prometheo, il fuoco della perseveranza. Sono fiero di questi testi, li reputo estremamemente complicati ed intelligenti. Non riesco a scrivere testi sulla guerra, sulla politica, e in generale su cose che reputo infantili e fuori da contesti artistici e musicali. Magari dieci anni fa ho scritto un sacco di cazzate... Ora ho quasi 33 anni e credo di essere cresciuto molto, come uomo e di riflesso come musicista che si cimenta nella scrittura. Tornando alla tua domanda: si, decisamente, i testi in Malfeitor sono importanti tanto quanto la musica. Sono NELLA musica e non SULLA musica.

Come mai questa volta hai optato per testi esclusivamente in inglese?

Fabban: Non c'è una motivazione precisa... e comunuqe ci sono diversi passaggi in latino, in Caldeo Antico. Nessun motivo in particolare. Sentivo di dover usare queste lingue e così ho fatto. E poi non ho mai adorato ripetermi... Non avevo niente da dire in italiano... Il Caldeo lo capirà chi deve capirlo...

Quale canzone del nuovo album rappresenta meglio i Malfeitor del 2009 e perché?

Hell:I0:Kabbalus – Guarda, sinceramente non saprei cosa dirti, un disco come “Incubus” va preso per intero, è un corpo unico. Sarebbe come prendere una modella, farla a pezzi e poi dire quale parte è più bella e rappresentativa. E' il complesso delle parti che dà un senso e unisce armonicamente il tutto donando un senso superiore. Diciamo che ho una visione olistica di questo album, ogni suo brano si collega a tutti gli altri e si rafforzano sinergicamente l'un l'altro per realizzare un concetto unico e trascendente.

Cosa significa per te suonare black metal oggi? Negli anni come è cambiato il tuo approccio al genere?

Hell:I0:Kabbalus – Non significa niente, a me interessa fare musica, dare vita a ciò che sento il bisogno di esprimere in un particolare momento della mia vita nel migliore modo possibile. Non mi interessano ideologie, dogmi, canoni da seguire, non penso se ciò che suono è black metal, elettronica o musica classica, seguo l'ispirazione e il bisogno di crescere e migliorare come artista e come persona. In tutta sincerità queste dispute su ciò che è true black metal e cosa no, tutto questo fare politica e propaganda di ideali da gente che in vita sua ha letto al massimo il giornalino scolastico e un paio di cazzate vomitate da qualche sito internet, mi fanno una gran pena. La gente dovrebbe tornare a 20 anni fa quando c'era creatività da vendere, meno competizione, meno frustrazione e più qualità e intraprendenza, quando si suonava non per cercare di farsi una trombata in più ma per esprimere qualcosa, un'istanza interiore che impregnava la musica e le dava vitalità e profondità, tutte cose che ormai nella saturazione del mercato attuale si sono perse.

Fabban: Per me significa starmene rinchiuso con gli altri nella nostra sala prove in campagna, e cono loro sudare, lavorare duro, liberare tutti gli istinti...fissandoli attraverso i testi: la rabbia, le delusioni e la merda che tutti i giorni siamo costretti ad ingoiare in quella che è la vita di ognuno di noi. Un pò “punk” come visione. Daltronde credo che il Black Metal sia da considerarsi molto simile al punk sotto tanti punti di vista. “True black metal”, “true misanthropic black”, “true norsk black metal”... tutte cazzate che non mi interessano neanche alla lontana.

Quali sono i vostri progetti imminenti?

Hell:I0:Kabbalus – Per ora ci concentreremo sull'attività live, adesso abbiamo una line-up veramente professionale e mi aspetto grandi cose, siamo tutti impazienti di mettere alla prova questa formazione il prima possibile. Abbiamo organizzato un release party per il 4 di Ottobre allo Zoe di Milano, poi ci fermeremo il 31 sempre di Ottobre al Country Star di Padova e il 5 Dicembre all'Evil Manifesto Fest in Belgio con i Celestia.

Fabban: Dopo le prove siamo soliti aspettare che cali la notte per poi andarcene al lago che ho dietro casa, vistosamente ubriachi, per poi rubare un pedalò e attraversare il lago nel buio più totale. Questo è senza ombra di dubbio uno dei nostri progetti futuri, ma la prossima volta tenteremo di costeggiarlo integralmente, polizia permettendo. Inoltre contiamo verso Gennaio di risalire un ghiacciaio a quota 3700mt sulle Alpi. Poi come dice Hell... faremo live e presto inizieremo a lavorare su nuovi pezzi. Ne abbiamo già un paio pronti, due pezzi che non siamo riusciti ad inserire in “Incubus”.

Se dovessi scegliere 5 dischi da portare su un’isola deserta, quali sarebbero?

Fabban: La colonna sonora di Schindler's list di John Williams, poi mi porterei dietro “Kill em all” dei Metallica, “Killers” di Iron Maiden, il primo di Bathory, e la colonna sonora di “Twin Peaks” di Badalamenti... e anche “The dark side of the moon” di Pink Floyd.

Hell:I0:Kabbalus: Il quartetto per archi op. 131 di Beethoven, la sinfonia N° 5 di Mahler, i raga dell'India del nord suonati da Ravi Shankar, “Prometheus: the discipline of fire & demise” degli Emperor e “L'era del cinghiale bianco” di Battiato

E 5 libri?
Fabban: Porterei con me “Eiger - Nordwand (parete Nord)” di Heinrich Harrer, Norwegian Woods di Murakami, “Canti di Maldoror” di Lautrèamont, “Kafka sulla spiaggia” sempre di Murakami e un vocabolario.


Hell:I0:Kabbalus: Il “Tao Te Ching” di Lao Tze, “Memorie dal sottosuolo” di Dostoevskij, “Eliogabalus” di Artaud, pura follia surrealista, il vangelo gnostico di Filippo, uno degli esempi di come il cristianesimo sarebbe potuto essere molto diverso, e la “Bhagavad-Gita”, uno dei testi più rivelatori di tutti i tempi sull'animo umano e una vera medicina per lo spirito.

Thursday, October 15, 2009 
Incubus’ rafforza ulteriormente l’identità dei Malfeitor dopo il già convincente primo album. Che cosa rappresentano i Malfeitor, oggi, per te: il gruppo principale? Un progetto parallelo? Oppure, senza per forza trovare una definizione banale, l’espressione artistica che ti è più consona al momento?

Fabban: Una enorme, micidiale, scriteriata valvola di sfogo, nonchè una grande famiglia, soprattutto con l'entrata nella formazione di Goraath e Narchost. Ora si respira un ottimo clima nel gruppo, qualcosa che ci è mancato subito dopo i live da supporto ad “Unio Mystica Maxima” fino a registrazioni ultimate di “Incubus”. Oltre a suonare insieme e a lavorare per lo stesso combo siamo tutti ottimi amici e in un gruppo questo è il vero motore che fa funzionare al meglio le cose. Condividiamo molte cose fuori dagli ambiti musicali... Non esiste un gruppo “principale” per me: ogni gruppo in cui ho suonato o che ho messo in piedi rappresenta qualcosa di insopprimibile e di riflesso una sorta di punto fermo della mia vita. Poi, alcune cose si continuano, altre cambiano... ma auguro una lunghissima vita a questa line-up.

Hell:I0:Kabbalus – Purtroppo nonostante lo abbiamo ribadito più volte, continua a non esserci chiarezza su questo punto. Malfeitor è una band sotto ogni punto di vista, composta da 5 persone, da 5 menti che lavorano per portare avanti questo progetto al massimo delle sue potenzialità. Ne è riprova il fatto di aver realizzato due dischi nel giro di 3 anni, esserci esibiti in tutta Italia e all'estero dedicandoci alla promozione di “Unio Mystica Maxima” tramite concerti e interviste; penso sia davanti agli occhi di tutti a questo punto che siamo qua per proseguire senza mezzi termini il percorso di intransigenza concettuale e musicale iniziato con il primo disco e portarlo ad un livello superiore di evoluzione. Dopo aver superato un annata difficile sotto ogni punto di vista come il 2008, carica di tensioni, di problemi nella vita privata di tutti noi, siamo ancora qui, più forti di prima e arricchiti di sangue fresco con l'entrata di Goraath e Narchost. E siamo qui per restare.

Molti critici, me compreso, hanno ravvisato nella musica dei Malfeitor un evidente senso di nichilismo e negatività “acida”; da una parte, una sorta di ritorno al suono barbarico e all’atmosfera “primordiale” del primo black metal norvegese degli anni ’90; dall’altra, una “deriva” stilistica molto personale e assolutamente intransigente. Concordi?

Fabban: Si... noi cerchiamo sempre di dare libertà assoluta alle idee di tutti all'interno del gruppo, cercando di non trascurare mai i dettagli e soprattutto le intuizioni che catturano un momento particolare, un'aneddoto, un periodo, o una semplice lettura. Seguiamo l'istinto e quando arriva il momento giusto fissiamo le idee su delle pre-registrazioni e spesso ci ritroviamo a lavorare su riff e idee che magari avevamo messo da parte mesi e mesi prima. Non mi sono mai posto il problema (se di problema mai dovesse trattarsi) di una eventuale similitudine con questo o quell'altro gruppo o della “provenienza geografica” del mood di un disco. Credo di aver ascoltato gruppi americani o sudamericani suonare Black Metal meglio di decine di gruppi norvegesi o svedesi, così come ho ascoltato gruppi tedeschi o spagnoli suonare roba bay-area come se provenissero da Santa Barbara o da Tampa... Voglio dire, ormai settorializzare la musica è qualcosa di dannoso... Per me esiste musica estrema di qualità e musica di merda. Detto questo credo che Malfeitor, pur appartenendo a quella che è la scuola di matrice anni '90 (in molti ci avvicinano a Dark Funeral... paragone che trovo poco felice e fuori luogo... peraltro credo di avere solo un loro disco... non è il mio genere insomma) siano un gruppo molto “italiano” sotto tantissimi punti di vista e per noi sarebbe motivo di grande orgoglio se qualcuno ci paragonasse a gente come i primi Necromass, ad esempio.

Potresti illustrarci in sintesi il contenuto lirico di ‘Incubus’, soprattutto a livello di tematiche esoteriche e occultistiche?

Fabban: Sintetizzare due lunghi anni trasformati in una sorta di concept è davvero arduo. Nei testi ci sono diverse trasposizioni che interessano due anni in cui è successo di tutto, anni in cui si è scelto di attraversare sentieri tortuosi preferendoli ad altri agevoli e ben illuminati. Infiniti V.i.t.r.i.o.l. inizalmente “governabili” che poi si sono rivelati assolutamente incontrollabili. Pura estasi panica e diuturna che ha spalancato, assai più che in passato, le porte per visitare Mondi di ineffabile Oscurità e dimensioni di selvaggia creatività. Ci sono molti punti di contatto con il “reale”, il quotidiano, concetto affrontato e sempre ridondante in quella che è la “messa a terra” in Malkuth, ovvero la “concretizzazione”... La conoscenza del proprio “io” come punto centrale attorno a cui ruota l'universo intero, il concetto di “trasformazione” in ciò che vogliamo essere, il fuoco di Prometeo, il fuoco della perseveranza. Inoltre ci sono alcune esplosioni artistiche rivisitate andando a ritroso nel tempo fino a raggiungere stirpi Telluriche e ctonie, fino al binomio di due antiche divinità egizie (Sekhmet e Sutekh, il “2-777”, il maschile-femminile). Ci sono antiche evocazioni in Caldeo, ci sono resoconti di un ormai lontanissimo Yule del 1999, con degli excerpts di Arim di Atrahasis e alcuni passaggi di “Le legioni di Shaytan” dell'amico Ottavio Spinelli. In questi testi ci sono due anni lunghissimi che hanno regalato e svelato tantissime cose, ci sono due lunghi anni in cui tante cose sono andate via per sempre e che forse è bene non ritornino più. Un ciclo che si chiude per aprirne un altro.

Collegandosi con la domanda precedente: il tuo personale cammino interiore quale “punto” ha raggiunto? In quale corrente di pensiero ti riconosci maggiormente (ammesso che ce ne sia una sola…), ora?

Hell:I0:Kabbalus – Difficile dirlo, il cammino verso la verità e la conoscenza è come una retta infinita, non riesci mai a sapere realmente a che punto del sentiero ti trovi, non hai riferimenti. Sei da solo, non puoi trovare la tua verità negli altri, poiché è tua e solo tua. Diciamo che forse la parte più difficile di questo cammino è proprio imboccare il giusto sentiero, quello che ci rappresenta e ci realizza come unione di materia ed energia, in una crescita armonica ed equilibrata verso il proprio dio interiore. Non sai mai dove può condurre la tua strada, ma chi sceglie certi percorsi sa che dovrà soffrire. Il dolore e la sofferenza sono le forme più perfetta di sviluppo dell'Io, poiché ti disgregano, ti riducon ai minimi termini, eliminano il superfluo che hai accumulato nella tua personalità, i vizi, le false certezze e tutte le ombre che oscurano la via. Come nell'Athanor si estrae la quintessenza di una sostanza eliminandone le scorie, così il nostro io va purificato da tutte le sovrastrutture che i dogmi della modernità e i dogmi religiosi ci hanno imposto, allontanandoci da ciò che siamo realmente e quindi dalla nostra realizzazione. Personalmente non seguo nessuna particolare dottrina, mi limito ad analizzare ciò che attraverso i miei studi assimilo e sento necessario, ma a mio parere uno dei testi più rivoluzionari della cultura umana è il Tao Te Ching di Lao Tze e i relativi testi alchemici del taoismo. E' qualcosa che va decisamente oltre i concetti a cui siamo stati abituati dalla nostra ottusa cultura materialistica post-illuminista.

Fabban: Io non so chi sono, come potrei permettermi di riconoscermi in un pensiero o in un'ideologia? Tutto ciò che faccio è completamente mirato alla conoscenza di me stesso e dell'altra metà di me, il mio “io”. E non saprei dirti a che punto sono arrivato... Non so neanche se ho realmente iniziato questo percorso...

Qual è lo stato delle cose attuale, per quanto riguarda gli Aborym? A quando il vostro ritorno discografico?

Fabban: Sto lavorando sul dopo-Generator assieme ad Hell:IO:Kabbalus e a Bard Eithun. Di recente collabora con noi anche Marc Urselli Shrarer (memory lab) da New York. Contiamo di chiudere e ultimare il materiale entro Dicembre e speriamo di poter pubblicare il quinto disco nel 2010.

Hell:I0:Kabbalus – Le cose stanno procedendo molto più speditamente di quanto pensassi: abbiamo già un paio di pezzi pronti e molto materiale e idee su cui lavorare, posso anticiparti che probabilmente sarà un concept e ci saranno interessanti special guest...sarà un disco totalmente monolitico e destabilizzante.

Quali sono gli altri progetti musicali nei quali sei coinvolto, attualmente (anche come special-guest ecc.)?

Hell:I0:Kabbalus – Da un punto di vista di attività live sto lavorando solo con Malfeitor, per il resto come ti dicevo sono occupato con Fabban sul nuovo disco di Aborym, ho gli altri progetti Kalki Avatara e Shoreborn e mi sono occupato delle vocals come session sul primo full length dei Vidharr uscito questa primavera. Al momento non ci sono altre novità.

Fabban: Nessuno, non avrei il tempo per portare avanti altri progetti, ma mi piacerebbe un domani metter su qualcosa heavy-metal/thrash anni' 80...

Quali sono i musicisti/artisti coi quali vorresti idealmente collaborare e/o con cui realizzare qualche cosa di speciale, in futuro?

Fabban: Mi piacerebbe davvero tanto collaborare in qualche modo con Angelo Bergamini, con Steven Templeton di Current 93 o magari con Alejandro Jodorowsky. David Lynch lo nomino, ma è un sogno che non credo si realizzerà mai.

Hell:I0:Kabbalus – Rimanendo nel metal, ti faccio due nomi: Ihsahn, un musicista con una cultura musicale e una capacità di rielaborazione decisamente fuori dal comune nonché compositore eclettico e versatile, e Mr. Doctor, mente degli ormai misconosciuti Devil Doll, un vero folle capace di pensare la musica e il cantare oltre qualsiasi schema razionale. Uno dei tanti artisti come Monumentum e Necromass che hanno avuto la sfortuna di nascere in un paese musicalmente castrante come l'Italia.

Col senno di poi, come vedi finora la tua carriera musicale? Quali sono stati a tuo avviso i punti più alti e quelli più bassi? Oppure preferisci vederla come un continuum costantemente caratterizzato dalla tua particolare “visione”?

Fabban: Credo che partorire e registrare “Fire Walk with Us...” assieme agli altri di Aborym dell'epoca sia stato uno delle cose più emozionanti che io ricordi. Sarà difficile anche solo lontanamente ipotizzare di tirare fuori un'altro disco del genere. Punti bassi? Non saprei, magari tanti e magari nessuno, non spetta a me dirlo. Io sono fiero di tutte le cose che ho fatto fin ora.. poi possono piacere o non piacere. Ho solo splendidi ricordi se ripenso al passato.. Funeral Oration, Memory Lab, ma anche Deviate Ladies, i due dischi con Void of Silence... Non c'è una sola virgola che cambierei del passato e di queste esperienze. Ora sono concentratissimo e molto legato a Malfeitor ed Aborym.

Un breve commento personale sullo stato di salute della scena black metal mondiale (ad esempio negli ultimi anni è emersa la corrente “psichedelica” americana dei vari Wolves In The Throne Room, Nachtmystium ecc.: che cosa ne pensi?).

Hell:I0:Kabbalus – Sinceramente non ho molto seguito le evoluzioni della scena metal in generale negli ultimi anni, fatico a trovare ascolti particolarmente stimolanti a parte qualche rara eccezione. Nello specifico ho apprezzato molto i lavori di certe band black d'avanguardia come “Code” e “Virus”, ed anche il nuovo disco degli “Shining” è uno dei migliori album che mi sia capitato di ascoltare da un po' di tempo a questa parte.

Fabban: Il dischi più recenti che ho ascoltato sono “Killers” di Iron Maiden, “Screaming For Vengeance” di Judas Priest e “Boiled in Blood” un vecchio sette pollici di Baphomet... Uno dei gruppi più interessanti del momento a mio avviso sono Control Human Delete, veramente tanto tanto ma tanto interessanti...

I progetti di Malfeitor per l’immediato futuro?

Fabban: Suoneremo live li dove ci sarà l'opportunità e le condizioni necessarie e penso inizieremo a scrivere un nuovo disco già da Dicembre. Ti ringrazio a nome di tutti per lo spazio su Metal Hammer. Ci si vede in giro.
Tuesday, October 13, 2009 
Buon ritorno per i Malfeitor. Già il precedente Unio Mystica Maxima rilasciato nel 2007 ci aveva regalato una band capace di produrre un buon black metal di stampo scandinavo. Con Incubus i nostri si confermano una band di un certo livello. Accostabili a Marduk, Dark Funeral e vecchi Immortal, i Malfeitor riescono comunque a comporre dei brani con uno stile personale ed ad interpretarli in maniera feroce e genuina. Nei suoi oltre 50 minuti di durata questo disco non conosce mai cali di tensione. Il gruppo romano viaggia su binari ben definiti con la sicurezza di chi la materia oscura la sa maneggiare con destrezza. Tra i brani più interessanti vale la pena di citare Mysterious, Mystical, Majestic, Void of Voids e Typhonian Gods.

7/10
Barbara Francone
Rock Hard Italia

Black metal, no compromise. Facile descrivere il contenuto del secondo album dei Malfeitor,in apparenza: un maelstrom infernale e putrescente legato alla scena norvegese dei primi anni '90 (gli Immortal dei primi lavori,per esempio). Chi però segue la carriera del leader, cantante e bassista Fabban dagli anni '90 sa che ci troviamo di fronte a un musicista mai banale e sempre molto motivato. Paradossalmente,dopo anni di curiose e intriganti sperimentazioni, con gli Aborym e altri progetti paralleli più o meno azzeccati, oggi i Malfeitor sembrano esprimere soprattutto il suo lato più oscuro, folle e nichilista. D'altronde la quintessenza di un certo tipo di black metal "primordiale", è proprio questa:rabbia,disperazione, insanità mentale e una specie di pessimismo cosmico elevato all'ennesima potenza (più debitore di Aleister Crowley che di Giacomo Leopardi,se ci consentite la provocazione...). Se cercate sonorità innovative, tecniche o stilisticamente audaci, astenetevi dall'ascolto di Incubus. Se invece amate i brividi che solo il black più ferino, caotico e demoniaco riesce a trasmettere, questo potrebbe essere il disco che fa per voi. In entrambi i casi, i Malfeitor escono a testa alta e con un inquietante ghigno stampato sol volto.

Metal Hammer Italia

Well, hot damn! Do you like your black metal blistering and speedy as fuck? Then do I have the album for you. M. Fabban, who leads Malfeitor (duh, that’s what the M stands for), is best known for his work with Italy’s super-cool Aborym. As you well know, Aborym are one of the greatest futuristic metal bands on the planet. That’s what’s so funny about this new Malfeitor album—usually, when a band member goes off and works on some outside project separate from their main gig, it’s so they can “stretch out” and “experiment” away from the spotlight. Well, bands don’t get more “experimental” than Aborym, so what Fabban is sneaking off to make is one of the coolest no-fuss, no-muss, old-school Scandihoovian black metal albums that I’ve heard in years.
Every song is a venomous Mardukian blur of raging hyperspeed riffs and blast beats. And it’s refreshing. No murk, no lo-fi emo BM “soundscapes.” No “Freddie, are you going to wash up and come eat dinner, or what?” “Ma, I’m recording a hymn to the darkness, and how many times do I have to tell you: It’s not FREDDIE, it’s Count Dusk!” Just fucking black fucking met-fucking-al. OK, that was one “fucking” too many. But that’s what Incubus will do to you. You’ll be like: “Dude, fucking fuck!”
Derivative? Hell, yeah. Just about any Norwegian BM band recording in the ’90s could sue, but that’s OK. Sometimes it’s nice to go down memory lane with Satan and some Italian freaks who knows how to crank up the heat and kick some fierce metal ass.

—Scott Seward
http://decibelmagazine.com