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Sign: Gemini
City: Modena
Country: IT
Signup Date: 7/4/2006
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Wednesday, December 09, 2009
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Era tempo che aspettavo che arrivasse un riconoscimento pubblico al leader del gruppo musicale " Le Masque" - Edgardo Moja Cellerino che tempo fa intervistai, (e spero di poterlo fare al più presto) finalmente premiato dal PREMIO TENCO come miglior autore emergente.
Ne sono
felicissima, perché da molto tempo sostengo che negli ultimi vent'anni
di musica italiana di un certo tipo, sia uno dei pochissimi autori che
con il cuore e soprattutto con una forte poetica abbia tradotto in
musica quello che solo certi grandi autori della letteratura riescono a
smuovere.
Parlo di
emotività, di dettagli del sentimento, al di là di quelle irregolarità
che a volte si possono riscontrare in alcune creazione sentite, vere
autentiche, pur se non tutto professionale (se proprio vogliamo mettere
dei puntini sulle i), ma che vanno come valore artistico ben oltre ciò
che la maggior parte delle canzonette finte di nicchia, quelle
dei buoni propositi conflittuali, dei nichilisti della settimana
lavorativa, degli amori falliti ma speranzosi, nei giochi delle parti,
quel buono ma complicato sentimento che cercano di spacciare
come verità dell'esistenza, e in cui ahimè buona parte della gentuccia
ci si ritrova e si lusinga del difficile mondo - stesso meccanismo
buonismo del disfattismo che le attuali major (almeno in
Italia)vorrebbero spacciarci come "bello e sentito".
Tornando al
nostro autore, poco d'accordo sul termine "emergente" che mi pare fuori
luogo, quando si pensa che molti dei lavori più intensi si collocano
proprio tra gli anni '80 e i '90, senza scadere nei lavori più recenti,
seppur personalmente siano più distanti dal mio sentire.
Credo di aver
conosciuto allo stesso tempo Piero Ciampi e "I le Masque" e quanto
dovere all'emozione della nostalgia, del tempo, della vita, del
trascorrere, della bellezza quella più vera dell'essenza vivente,
palpitante e piangente per l''rrefrenabile bello che c'è stato che c'è
che ci sarà prima oltre noi, ma che per un soffio di venere abbiamo
avuto la fortuna di toccare, seppur certe volte nella sofferenza.
E tanto altro
appunto... siccome ho trovato alcuni commenti non belli, riguardo
l'esibizione al Tenco, vorrei dire a queste persone che i rancori
peggiori si hanno verso chi più si invidia, o verso un ideale che si
invidia, perché sarebbe troppo semplice invidiare almeno pubblicamente
qualcuno di già affermato, e mai abbastanza giustificabile, un
Capossela si punta e si assolve allo stessi momento, così come molti
fanno con Morgan; un talento meno fortunato, ha meno possibilità di
difendersi, e penso sia molto vile puntare il dito. E dire che se c'è
quell'ignoranza emotiva, che è ottusità del sentire, poco servirà fare
precisazioni demolitrici, che non valgono uno distrazione della poesia
più sopraffine. penso che ci sia molta ignoranza, in tutti i sensi
ahimè.
Ancora vorrei
dire a questi rancorosi, che se vogliono pure loro potrebbero fare un
salto in oreficeria, farsi ordinare una targhetta d'argento con inciso
il proprio nome con tanto di attestato come miglior autore.
Si può fare no?
Riporto anche ciò
che è stato detto dal premio Tenco, seppur in maniera un pò freddina,
ma tutto sommato veritiera nell'attribuire il grande valore artistico-
letterario dei testi di Edgardo.
Il Premio Siae/Club Tenco per il miglior autore emergente in Rassegna andrà a Edgardo Moia Cellerino.
Nato a Milaistano nel 1960, ha militato dapprima nel gruppo Le Masque,
nel 2007 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Adria", ed ora si propone
in anteprima al Tenco come cantautore in prima persona. Ecco la
motivazione del Premio: "I suoi testi sono illuminati da paesaggi
struggenti. Il linguaggio risulta di una eleganza e raffinatezza
estreme, tanto da suonare a tratti imbarazzante. Vi si sente l'eco
della grande letteratura del nostro Novecento, da Pavese a Buzzati. Ma
lui si definisce solo un 'disegnatore di pois per costumi da clown'".
io spero di averlo ancora ospite in questo blog con una nuova illuminate intervista.
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Tuesday, December 01, 2009
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C'è uno "scrittore" su Anobii (il social network sui libri) che
si è fatto 50 avatar diversi per poter abbassare il più possibile la
media dei voti dei libri di un altro scrittore che gli stava sù.
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Monday, November 30, 2009
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Insomma proprio la gente non riesce fare a meno di pensare a Marazzo che si cala le braghe e si fa dar giù da un trans.
Capisco che
all'inizio può far specie, ma come dire così che va (anche) il mondo,
solo che il mondo quando poi son nomi è cognomi casca nel limbo del
gossip, che se ne parli bene o male è una cosa così detta pruriginosa
che stimola sempre, cosa non so, forse la noia.
Insomma
fatto sta che, stavo aspettando un autobus a Modena davanti l'edicola
di piazza Matteotti, e c'era in prima pagina, quella paginona che
mettono proprio fuori nella piazza sui tabelloni la scritta
"La trans Brenda si era operata a Modena con i soldi di Marrazzo"
Il titolo lo
guarda anche una signora di una certa età che sembrava però un indiano
apache modenese con la treccia grigia - e fa la faccia disgustata,
guardandosi attorno per trovare la sua approvazione di disgusto, io
cerco di evitarla, ma non riesco e mi becca negli occhi e mi dice a
voce altissima
bah che schifo !
che schifo...ma 'sti trans che schifo. vengono tutti dal brasile.
Ma è roba?
E Marrazzo che pareva un giornalista così educato, così per bene...con Chi è che va?
con chi? con un T R A N S (e la parola T R A N S riecheggia per la piazza)
ma che schifo. Puuuuuuh !!! (e fa gesto di sputare)e sua moglie - dice - lo perdona. Lo perdono?
Ah se fosse mio marito, vedi come lo perdono?
(e la voce
prende dal rincorsa da incazzata) - se fosse mio marito...incularlo non
posso perché non ce l'ho...ma, ma prenderei una spranga di ferro e
gliela ficco su per il culo finché...finché non muore.
 Intanto mi continua a guordare seria, e lepersone intorno si mettono a ridere.
Poi va avantii e dice eh uno schifo - uno schifo, e anche Belen
quella là, la inquadrano sempre uguale che se mette su un chilo gli viene un culo enorme.
io non la guardo più la televisione, che fa schifo dice - guardo quel che resta della RAI,
"il grande Bordello" (e me lo ripete 3 volte pensando di dire una frase d'effetto)
Poi siam
saliti sull'autobus e mi ha detto che i tortelli di zucca coop che
compra suo nipote fan davvero schifo, ma che noi a Modena siam
fortunati che abbiamo il mercato Albinelli che è il più bello che c'è.
Gli ho ricordato che hanno trovato uno stand con i topi.
ma ha concluso così
"Di sicuro non era un modenese, sarà stato una bancarella cinese o un pakistana"
e si sa che glia autobus a Modena son sempre pieni di modenesi. eh
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Wednesday, November 25, 2009
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Ci sono cose che
per scriverle, occorre che passino diversi giorni, alcuni diversi mesi,
altri diversi anni, altre uno se le porta nella tomba.
Ci sono cose che ti fanno vergognare di essere al mondo, altre che ti fanno venire vergogna che il mondo sia così mal fatto.
Ci sono cose che non ci credi, che son proprio così.
Al mondo c'è un sacco di
gente si sa, un sacco di gente significa che probabilmente un sacco di
gente non la pensa come te, un sacco di gente è ostile, un sacco di
gente, ogni giorno gli gira i maroni, alcuni sono felici, altri meno,
gente che popola il pianeta terra quello in cui sei anche te.
Allora tutto sommato una
persona dovrebbe pensare che è uno dei tanti, uno dei tantissimi
popolatori della terra, ed i popolatori della terra possono essere più
o meno d'accordo su tante cose, essere stronzi o meno su tante cose, ma
nonostante tutto il loro essere d'accordo o meno, dovrebbero avere una
conoscenza almeno istintiva delle "gerarchie" della terra, quelle
gerarchie che a volte son date dalla società, altre volte dalla
posizione naturale delle cose, altre da chissà cosa.
Invece c'è gente, (e
come mi sento sciocca a meravigliarmi) che non ha veramente minimamente
idee di come sta il mondo, o meglio di come stanno collocate le cose
nel mondo, e ne fanno sempre una questione "che dal momento certe cose
fisicamente esistono si possono ottenere, e se questo non succede è
solo perché di fatto il mondo è una cosa molto ingiusta"
Perché tutto questo prologo? Veniamo a noi.
Perché mi ha scritto
ancora due anni fa, e guarda caso si è fatta risentire recentemente una
persona che scrivendomi via mail è riuscita a scioccarmi.
Niente perversioni, calci nelle palle, sadomaso, no, cari niente di questo ma cosa?
allora io ho cercato
anche di resettare questa memoria, di dire, ma lascio perdere, no, no,
ancora a distanza di quasi due anni c'è una mail alla quale penso e mi
fa talmente ridere e compassione allo stesso tempo, che una cosa così è
davvero rara.
Mi
scrive questa signora di mezz'età. (che tra l'altro in un occasione
purtroppo ho conosciuto, ma giusto 5 minuti) dicendomi che ha scritto
una storia bellissima.
Fin qui nulla di importante, penso, bene, un'altra che vuole l'editore.
Non
solo la sua è una storia bellissima, ma una storia bellissima, che ogni
volta che la rilegge si mette a piangere. e che vorrebbe rendere
giustizia pubblica a tanta bellezza.
vabbè i solito narcisi scrittori penso.
Allora le dico, beh magari ci posso dare un occhio.
No, mi dice via mail no, semmai ci vediamo che ne parliamo di persona non è sicura la mail per spedire dei file.
Allora le dico, beh potresti mandarmi ikl manoscritto e magari lo passo a qualche casa editrice.
Ah no ! Le case editrici copiano le idee.
bè, allora leggitelo te e piangi penso. ma non è finita.
"io
pensavo che anziché un libro, da questa storia bisognerebbe cavarne un
film, è talmente filmica mi dice che un film è molto più adatto alla
mia storia che un libro"; scusa, si pubblicano tanti libri di merda e
uguale per i film. Son sicura che sarebbe un film bellissimo la mia
storia.
A
me comincia starmi seriamente sui maroni, ma dato che l'ho conosciuta
ho cercato di essere tutto sommato gentile, e dirle " potresti passare
a sceneggiatura della tua storia ad uno studente in laurea al dams
magari"
-Eh
come? Mi risponde - No, guarda io avevo pensato che te con le tue
conoscenze (?) potevi farlo leggere a quello che "Nel signore degli
anelli fa la parte di Arargon" ...
chi?
massì dice "Vigo Mortesen" e mi spara tanto di link sul sito dell'attore danese.
Allora le dico che Vigo Mortesen non rientra nelle mie conoscenze.
e mi scrive indignata, che non importa, contatterà l'ambasciata danese.
Auguri dico.
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Friday, November 20, 2009
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Sento che ho
bisogno di scrivere, eppure non riesco a farlo come vorrei, in realtà
in questa settimana ho pensato a tante cose, ho visto cose semplici con
gli occhi dell'emozione, che può essere questo cielo che al volo avevo
fotofìgrafato, altro esempio mediocre, ma che non lo è quando ne senti
dentro quella vastità, di cui si ride quando non senti.
Cose che mi
hanno acceso molta volontà di andare avanti, ho aperto diversi file che
ho aperto e sono in divenire; ho provato a sentire quello che veramente
mi interessa portare avanti, e mi fa star male sapere di voler dire
alcune cose ma non trovare adesso veramente il tempo, che quando ce
l'avevo delle volte era una fatica cavare qualcosa...del resto quando
si è nel succedere non si ha tempo per le descrizioni, perché si è
descrizione, ma non è solo questo.
Il fatto è
che è tutto molto fatica, sia quello che ha fare con l'editoria, ma
prima di tutto con se stessi. Trovare quel tempo giusto per far
sedimentare il sentimento, poterlo dare così puro,o senza costrizioni,
senza direzioni, oggi la prima corruzione è l'autoreferenzialità, e nel
far passare il tempo che non riuscivo a dedicare al blog, l'esempio più
banale, me l'ha fatto capire benissimo.
Perché ci si
affeziona a chi sai che ti legge, perché sei quello che sogni in fin
dei conti. Oggi bisogna stare molto cauti a non confondere i sogni col
l'allucinazione.
Volevo riportare un pezzo di Thomas Bernhard tratto dal libro "Coversazioni"
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Thursday, November 12, 2009
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Samina Seyed: Dall'Iran con bellezza, il volto delle sensualità |
Come hai cominciato al tuo paese a lavorare come modella?
Ho cominciato ad avere interessi per la fotografia a 16 anni, a 18
lavoravo per due catene gioiellerie a Teheran, mia mamma mi fece
conoscere i fotografi che lavoravano sui ritratti, e proprio mi piaceva
essere fotografata...avevo già allora un buon rapporto con la macchina
fotografica.

In quel contesto culturale è stato difficile intraprendere questa attività? La tua famiglia come l’ha presa? E i tuoi amici?
Sono nata a Shiraz e cresciuta a Teheran. L’Iran e un paese
musulmano, e purtroppo da circa 5 anni diventato integralista. La mia
famiglia è stata sempre vicino a me, anche in queste scelte.
Come mai poi sei venuta in Italia, e cosa hai trovato ...
Venivamo sempre con la mia famiglia in Italia, da quando sono nata, perché 1/4 della famiglia italiana è del Molise.
Poi, 6 anni fa, ho conosciuto mio marito in Iran: lui è di Bologna, e 5 anni fa sono venuta a vivere con lui in questa città.
Hai trovato qui rispetto dove abitavi prima?
In realtà non so dire cosa ho trovato in Italia, pero posso dire che
non mi vedo tra 5 anni qui a Bologna...lavoro a Milano e spero di
trasferirmi per sempre un giorno! adesso sempre faccio avanti e
dietro...non e facile...

Cos’è che ti è sempre piaciuto nel fare la modella?
Secondo me la bellezza è un regalo di Dio, e devi usarlo...per qui ho scelto di fare fotomodella!
Nella vita privata ti ha creato qualche problema con la
gelosia o no?
Non ho mai avuto i problemi di gelosia con mio marito perche non c'e
n’è motivo...non ho mai fatto goto di nudo, per lo più lavoro per make
up, e fotografie di stile anni 30, 40, 50, fino a 80.con i vestiti e
trucchi di questi anni.
Ci son state delle esperienze negative in ambito lavorativo
che cancelleresti?
Per fortuna non ho mai avuto le esperienze negative. Tutto positivo...ho imparato tante cose...
L’uomo ideale?
L'uomo ideale nn esiste.in genere l'uomo che capisce bene la donna è gay!
Col passare degli anni è cambiato il tuo approccio con il
posare come modella, il fare questo lavoro?
Ultimamente lavoro meno rispetto 2 anni fa, perche tutti vogliono
lavorare in firmato TFCD che vuol dire Time For CD e io lavoro solo se
vengo pagato!e prima di accettare il lavoro vado vedere il portafoglio
del fotografo per vedere se è bravo o no.
Oltre a fare la modella tu stessa sei passata dall’altra
parte dell’obiettivo come fotografa, è una strada che intendi percorrere professionalmente?
Da due anni ho cominciato di lavorare come fotografa...mi piace
tanto...lavoro con le modelle e penso di continuare...faccio il make
up, gestisco la luce, i vestiti, e anche il modo in cui la modella si
deve proporre davanti alla macchina fotografica; dopo lavoro su le
foto. faccio tutto io! mi sto laureando in Visual Art e lavoro tanto
nella campo della moda.
Pensi che la consapevolezza del proprio corpo porti nella donna ad un
apprezzamento estetico molto forte anche nei confronti delle altre
donne? Questo si può chiamare bisessualità o l’amore per la
bellezza prescinde il fattore sessuale?
A me piacciono le ragazze o le donne che si comportano in modo
femminile. Io mi vedo come una donna molto DONNA e femminile. Apprezzo
la bellezza di ogni cosa, una donna, un uomo, un quadro, una statua...a
me piacciono le belle cose. Non sono bi- sex per niente! pero penso che
tutte le donne hanno un po’ la bisessualità dentro...
Un grande insegnamento…
Nella vita impari ogni giorno, ogni secondo...nella mia vita per me
la persona più importante è stata mia mamma che è una donna forte.
Altre passioni oltre fare la modella e fotografare a tua
volta?
Ho una grande passione per la moda, design, e il cinema!

Cos’è veramente importante per te?
Cosa è veramente importante per me...bella domandona...in questo
momento il mio lavoro!una volta era l’amore, ma ora solo penso alla mia
vita professionale! forse mi dici che sono egoista?! ;-)
Una frase che vorresti dire a tutti…
I have a dream.
Samina Seyed Site
Per contatti di lavoro: samina.fashion@yahoo.com
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Tuesday, November 10, 2009
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Alla fine di
una serata dì una puntata con la Sciarelli alla trasmissione di "Chi
l'ha visto" mi chiedevo se Proust l'avesse poi trovato il tempo.
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Saturday, November 07, 2009
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Ultimamente
sembra vada tanto di moda parlare dei trans, Eva Robins ne è un esempio
non recente, ma non solo lei. La cosa che mi fa più impressione adesso
è di come i media debbano fare gli stupiti che uomini di potere o
quantomeno conosciuti possono avere tali frequentazioni, di come la
gente cada sempre nel calderone di quello che vuole il gossip del
momento, quando la storia è sempre andata avanti a suon di
prostituzione, di rapporti "trasgressivi" e rapporti "consueti".
In questi giorni
le televisioni ho visto ne han parlato tanto, e mi sembra davvero da
parte anche di assessori, siano uscite delle impressionanti banalità.
Cosa c'è di trasgressivo in un trasn, un pisello?
Probabilmente sì,
ma anche il fatto che sia una donna? Ma in questo caso lo stordimento
avviene perché una donna con l'attributo viene percepita mostruosamente
dalla morale comune, questo è causa dell'omofobia che regna. (E spesso
l'omobia in chi la prova altro non è che la paura di essere gay).
Nell'essere
umano, mi verrebbe da dire in tutti gli essere umani, c'è smepre una
compoenete omosessuale, che può essere forte, meno forte, a volte, ma
raramente assente, e questa componenete omosessuale, fa sì che tutti
gli esseri umani a mio avviso siano tutti in maniera più o meno forte
quindi dei bisessuali. Pochi credo siano i puri eterosessuali, almeno
quanto i puri omosessuali, che poi ci sia una convenienza nel dirsi
eterosessuali perché
a) ci è stato imposto da una cultura cattolica
b)le convenzioni sociali certo non agevolano chi esce dagli schemi di una certa coppia uomo-donna
c)la paura di essere giudicati immorali, o male.
d)non lo vogliamo prendre in considerazione perché tutto è più facile così
e)ammettere che avere una latenza omosessuale fa essere giudicati subito al di fuori del perimetro "etero"
Insomma, fa
comodo che le cose siano e stiano come la morale comune vorrebbe che
stiano, che chiaramente la morale comune, non è né l'uso comune, né il
desiderio comune. Che i trans siano visti esclusivamente come fatto
sessuale, è triste. Molto triste, mi sembra che nonostante ci sia un
tentativo di difesa da parte dei media su questo aspetto, altro non
facciano che enfatizzarlo questo aspetto.
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Thursday, November 05, 2009
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Quest'anno stato un
anno di grande perdite, dal punto di vista artistico-culturale, Prima
la Pivano e dopo La Merini (in mezzo Mike :/), mi sembra che delle due
grandi donne citate non se ne sia parlato poi tanto, almeno non mi
sembra sia stata data l'attenzione che meritavano, almeno
mediaticamente considerando prima la Pivano e ora la Merini, certo
caratteracci, posso dirlo con certo, almeno della prima, ma quanto
hanno dato?! (e nel caso di Alda, quanto hanno sofferto)
Ci sono persone
che morendo chiudono dietro li loro un mondo, la fortuna è che ci può
rimanere una forte testimonianza di quel che è stato dato, però come
dire, la mancanza è la mancanza, e siccome quando si è anche quando si
vorrebbe non essere, si sarà per sempre, (Sartre diceva che si sarà di
troppo per l'eternità anche quando si vorrebbe togliersi di mezzo).
Mi fa molto piacere
invece vedere il calore rivolto a queste grandi donne nei blog, nei
pensieri personali, e nell'affetto. Troppa sofferenza a volte la vita.
Tante canzoni mi hanno
fatto pensare a lei, ma uno in particolare di De Andrè, che è "Il
suonatore Jones" - che posto sotto una poesia di
Alda Merini da "Clinica dell'abbandono" ed Einaudi.
C'è gente che prende il granito
per farvi battere il cuore.
Dio ci prese la carne e l'anima
mettendo insieme i confini.
la nostra carne così debole, così informe
sogna di essere buttata nel granito
per perdere il cuore
"Sentivo la mia terra
Vibrare di suoni
Era il mio cuore,
E allora perch coltivarla ancora,
Come pensarla migliore.
Libertà l'ho vista dormire
Nei campi coltivati
A cielo e denaro,
A cielo ed amore,
Protetta da un filo spinato.
Libert l'ho vista svegliarsi
Ogni volta che ho suonato
Per un fruscio di ragazze
A un ballo
Per un compagno ubriaco".
De Andrè
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Sunday, November 01, 2009
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Ero sull'autobus e c'era uno che come ogni tanto accade cercava di attaccare bottone.
Mi dice più volte, (senza che io rivolga lui la parola)
- assomigli ad un'attrice di centovetrine
- assomigli ad un'attrice di centovetrine (bis)
- assomigli ad un'attrice di centovetrine (bis bis)
finalmente arrivo alla fermata e mentre faccio per scendere, visto che non ci sian parlati lui mi urla:
- uàlla malacopia.
Chissà
perché quando uno ha solo un vago lontano sospetto che ci possa essere
una remota possibilità di attaccar pezza sei il modello supremo di
quello che loro pensano sia un modello supremo di paragone che dovrebbe
lusingarti. Com'è prevedibile in mondo dell'impazienza.
Kafka sull'impazienza
Esistono
nell'uomo, due peccati capitali dai quali derivano tutti gli altri:
impazienza e ignavia. Per l'impazienza sono stati cacciati dal
paradiso, per colpa dell'ignavia non vi fanno ritorno. Ma forse esiste
un solo peccato capitale: l'impazienza. E' l'impazienza che li ha fatti
cacciare, è l'impazienza che impedisce loro di ritornare.
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