«La nostra musica "totale" è la medicina dei popoli»
Il biglietto da visita è di tutto prestigio, visto che i Bilingüe, reduci dalla realizzazione del loro cd della «maturità», «En el medio de to’» (Bilinguemusic/Venus), sono in tournée con Tonino Carotone e Marco Paolini.
L'origine del nome, Bilingüe, è un chiaro
riferimento alle vostre origini ma anche al vostro stile musicale. Parliamo dei
vostri esordi e dell'idea di mettere su la band.
L’idea
nasce nel 2001 insieme a Manuel, ex-cantante
dei Bilingüe. Poi è andato
via proprio mentre registravamo il nostro secondo album. Noi due
siamo entrambi italospgnoli e con la passione appunto di musiche tradizionali
italiane e spagnole avevamo deciso di mettere su questo progetto che sposasse
entrambe le culture. Dall’inizio
del lavoro sono passati diversi musicisti proprio per trovare quel sound
originale di cui
avevamo bisogno.. per adesso diciamo che abbiamo trovato il nostro equilibrio
ritmico e melodico.
Rumbla-mescla-funk. Questo, se possibile,
il tipo di musica che suonate. Quali
sono le maggiori fonti di ispirazione?
Come
dicevo lavoriamo molto sulle musiche popolari di entrambe le terre Partendo dal
folclore fino ad oggi.. Riferimenti
precisi non cè ne sono anche se non nascondiamo la nostra ammirazione per artisti
come, Macaco, Ojos de Brujo, Les Négresses Vertes, i primi Mau Mau, Pino Daniele,
Paco de Lucía, insomma abbiamo un bel panorama dove ispirarci.
Visto che ci siamo, spieghiamo anche il
titolo del vostro cd di debutto "En el medio de to'"?
En el medio de to’ sta a
significare al centro di tutto, o vero la musica, le culture che la
rapresentano, le lingue, saper fondere la rumba con il funk ma anche il rock
con venature latine. Per noi e fondamentale sperimentare tutte queste
componenti e viste le geografie dei Bilingüe tutto diventa interessante, pensate che anche quando parliamo tra di noi
si usano più lingue proprio per il fatto che veniamo da nazioni diverse, a
volte non ci capiamo quindi diventa anche divertente.
La musica ha anticipato i tempi fondendo
insieme stili, linguaggi ed etnie. Credete che attraverso i suoni si possa
costruire un'Europa più unita e meno razzista?
Si
sicuramente: ormai moltissimi musicisti adottano questa linea proprio per il
fatto di vivere in un mondo più globale e quindi potersi avvicinare ad altre
culture diventa utilissimo e non solo per noi, tutto questo arrichisce il nostro
lavoro e lo rende in qualche modo più completo. Attraverso
la musica credo che tutto sia possibile perché come diciamo sempre...”La musica
è la medicina dei popoli..”
LEONARDO LODATO (La Sicilia)