Gender: Male
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Sign: Cancer
Country: IT
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Thursday, October 30, 2008
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http://it.youtube.com/watch?v=dzSs2nCpDsw Caschi, passamontagna e bastoni. E quando passa Cossiga un anziano docente urla: "Contento ora?"..
..Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caos..
..La rabbia di una prof: quelli picchiavano e gli agenti zitti ..di CURZIO MALTESE....
..  ..
..Gli scontri di ieri a Roma..
..
AVEVA l'aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che
vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il
mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c'era la
manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. "Ma ormai siamo
abituati, va avanti da due settimane" sospira un vigile. Alle 11 si
sentono le urla, in pochi minuti un'onda di ragazzini in fuga da Piazza
Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli,
quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.
Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra.
Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni,
misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla
testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un
ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La
polizia, a due passi, non si muove.
Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi
bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti
nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La scuola è bonificata". Dicono di
essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra.
Hanno fra i venti e i trent'anni, ma quello che ha l'aria di essere il
capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben
organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un'altra
carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico
De Chirico e dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto
tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci.
"Basta, basta, andiamo dalla polizia!" dicono le professoresse.
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Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il
funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei
studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa
alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il
funzionario urla: "Impara l'educazione, bambina!". La professoressa
incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del
funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra".
C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La
professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che
porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai
visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con
le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra
o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".
Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il
taccuino: "Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra". Monica,
studentessa di Roma Tre: "Ma l'hanno appena sentito tutti! Chi crede
d'essere, Berlusconi?". "Lo vede come rispondono?" mi dice Laura, di
Economia. "Vogliono fare passare l'equazione studenti uguali facinorosi
di sinistra". La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo
artistico De Chirico, è angosciata: "Mi sento responsabile. Non volevo
venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho
detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov'è il Senato. Mi
sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti
non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo
civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché
non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi
della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se,
dico la verità, se non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale,
non ci avrei mai creduto".
Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta
uscendo Francesco Cossiga. "È contento, eh?" gli urla in faccia un
anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la
linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: "Maroni dovrebbe fare
quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno (...) Infiltrare il
movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di
giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del
consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà
sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell'ordine
dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti
all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li
fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì".
È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli
altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione
singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano
il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via
Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei
dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto.
Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena
passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li
abbiamo notati".
Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un
altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde:
"Allora si va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito".
Passa il vice questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le
visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza
accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di
studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza
Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco,
concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i
tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro
quelli di destra.
Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti
di scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai
sessanta di Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di
sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano
riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti
s'avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano
comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né
bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell'Onda di scienze
politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in
ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.
..
A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini
con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un
tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba,
preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma.
Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all'occupazione,
s'aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. "Mi sa che è
finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare
proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le
fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le
strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete.
Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno
dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il
casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".
..
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( ..30 ottobre 2008..)
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Wednesday, October 01, 2008
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Sempre più, un paese di regime..leggete qui sotto!
Vicenza, annullato il referendum sulla base Usa
Vicenza non andrà alle urne domenica prossima per votare sull'ampliamento della base Usa del Dal Molin. Il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta di sospensione del referendum previsto per il 5 ottobre. A comunicare il no alla consultazione referendaria è stato per primo l'avvocato Alessandro Moscatelli, uno dei legali del Comitato per il sì al Dal Molin, favorevole all'ampliamento della base. Ma gli effetti della decisione si sono riversati soprattutto sui NoDal Molin, che ora si vedono nuovamente sottratta la possibilità di un pronunciamento popolare sulla faraonica base militare americana che accusano di stravolgere l'intero territorio vicentino. La consultazione popolare era stata promossa dal Comune di Vicenza, il cui sindaco Achille Variati, del Pd, aveva deciso di sondare l'opinione degli abitanti sulla possibilità di acquistare l'area demaniale destinata all'ampliamento della base. Ma secondo quanto si apprende dal fonte del sì, l'ordinanza del Consiglio di Stato ha giudica il referendum «illegittimo» perché avrebbe per oggetto un auspicio «irrealizzabile»: quello di acquisizione al Comune della zona aeroportuale, mentre non meglio precisate «autorità competenti» si sono già pronunciate in senso sfavorevole al passaggio dell'area in questione dal demanio al comune. Così la quarta sezione del Consiglio di Stato, riunita in camera di Consiglio, ha sospeso l'efficacia del provvedimento del Tar che aveva detto no alla richiesta di fermare la consultazione popolare deliberata dal consiglio comunale di Vicenza.
Dunque, sostengono ancora i magistrati del Consiglio di Stato: «Non occorrono infatti sondaggi per accertare il fatto che i cittadini sono favorevoli ad aumentare il patrimonio del comune in cui vivono.Sarebbe come chiedere loro se sono favorevoli ad aumentare il loro patrimonio personale».
Festeggiano al comitato del sì, dove il portavoce Roberto Cattaneo ritiene che «ora sia il momento per tutti di fare un passo indietro e discutere sulle compensazioni e sul ritorno economico che Vicenza si aspetta dalla nuova struttura».
Non si danno per vinti, invece, i vicentini del fronte del no, che anzi si danno appuntamento in serata per un cacerolazo, una protesta popolare con sbattimenti di pentole e coperchi alla maniera sudamericana. «Vogliamo mostrare l'indignazione contro un atto di autoritarismo» ha spiegato Marco Palma, del presidio permanente.
Sconcertati dalla decisione del Consiglio di Stato che annulla la consultazione di domenica prossima, gli eurodeputati della sinistra -Roberto Musacchio (Prc), Vittorio Agnoletto (Prc), Umberto Guidoni (Pdci) e Sepp Kusstatscher (Verdi) - hanno chiesto invece un incontro immediato al prefetto di Vicenza per «esporre al rappresentante del Governo le loro opposizioni» anche alla luce della sospensiva del referendum popolare sull'ampliamento della base decisa dal Consiglio di Stato.
Al di là della sospensiva rispetto al referendum del 5 ottobre, spiegano i quattro eurodeputati, bisognerà «operare in ogni modo affinchè sia consentito ai cittadini di pronunciarsi democraticamente».
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Tuesday, September 30, 2008
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non so se lo posso linkare, comunque: Canadians - Ode to the season
Check out, son fighi!
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Monday, September 22, 2008
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Come sempre, ti auguro un ictus.
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Saturday, September 20, 2008
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Maledetto infame.
Dopo aver preso per il culo il mondo con la storia che hai "liberato Napoli" (cit.) quando invece hai spostato la spazzatura di 100 metri e hai semplicemente smesso di mandare le telecamere di quei mantenuti incapaci di Studio Aperto, adesso hai pure mandato a puttane l'Alitalia (che a dire il vero l'abitudine di andare a donne di facili costumi ce l'ha da tempo) per la quale, a tuo dire, avevi una cordata pronta.
Ma ovviamente eravamo in tempo di elezioni, periodo nella quale riesci a spararle più grosse del solito (cosa che ai più sembrerà impossibile ma tant'è) e ti sei portato a casa il 70%.
Adesso, mi raccomando, ripetilo fino all'infinito che la colpa è dei sindacati e dei lavoratori ma quando hai un attimo, se non ti dispiace, io sto ancora aspettando che ti venga un ictus per stappare la bottiglia.
Senza rancore, eh.
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Thursday, September 11, 2008
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Giusto per trattarmi male in sti giorni mi son visto:   e il pilot di:  Belle belle cose.
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Thursday, September 04, 2008
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"Cari ragazzi, da oggi, grazie alla nostra eccezionale ministra dell'Istruzione (un bell'applauso all'on. prof. Mariastella Gelmini e all'amato presidente Berlusconi!) cominceremo a studiare la Costituzione della nostra Repubblica nata dalla Resistenza, approvata 60 anni fa dai nostri Padri Costituenti. Ve la racconto in poche parole, poi la esamineremo articolo per articolo. L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e garantisce il dovere della solidarietà. La sovranità appartiene al popolo, dunque nessuno può eleggersi da solo. Tutti i cittadini sono eguali dinanzi alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, religione, idee politiche, condizioni personali o sociali: sia bianchi, sia neri, più o meno ricchi o potenti che siano. Se uno viola la legge, ne risponde alla Giustizia, foss'anche il capo del Governo. La Repubblica è una e indivisibile, dunque niente Padanie o separatismi o secessioni. Promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca, perché l'arte e la scienza sono libere. Lo Stato e la Chiesa sono indipendenti e sovrani. Dunque il Vaticano non può dare ordini al Governo o al Parlamento. La scuola privata è autorizzata, ma senza oneri per lo Stato. Lo straniero che viene da paesi dittatoriali ha diritto di asilo. L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa ad altri popoli e di risoluzione delle controversie internazionali: per dire, non possiamo attaccare altri stati sovrani, tipo Serbia, Irak o Afghanistan. La bandiera è il tricolore e tutti devono rispettarla, a cominciare dai ministri. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero e la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure, nemmeno quando pubblica verbali o intercettazioni. Il lavoratore ha diritto a un salario proporzionato al lavoro che fa e sufficiente ad assicurare a sé e famiglia un'esistenza libera e dignitosa. Ergo, niente precariato. Tutti i cittadini devono pagare le tasse per concorrere alle spese pubbliche in proporzione ai loro redditi. Chi ricopre funzioni pubbliche ha il dovere di adempierle con disciplina e onore (il che esclude imputati, condannati e anche prescritti: alla prescrizione si rinuncia per farsi assolvere nel merito, altrimenti dimissioni). Ogni parlamentare rappresenta l'intera Nazione senza vincolo di mandato. Il Presidente della Repubblica rappresenta l'unità nazionale e giura al Parlamento fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione: quindi non può firmare leggi incostituzionali. E' lui che nomina il Presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministri. Dunque se un ministro fa pena o è imputato o non è degno della carica, la responsabilità è anzitutto del Quirinale. Il Presidente del Consiglio e i ministri sono sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, alla Giustizia ordinaria: cioè devono essere processati come gli altri cittadini. La Pubblica amministrazione deve ispirarsi al principio di imparzialità, perciò vi si può accedere solo per concorso pubblico. Vietate le lottizzazioni, i favoritismi e soprattutto i conflitti d'interessi, perchè i pubblici dipendenti sono al servizio esclusivo della Nazione. I giudici sono soggetti soltanto alla legge: non al Governo o al Parlamento. Sono inamovibili. E si distinguono fra loro solo per diversità di funzioni: una sola carriera, inseparabile. Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale (che dunque è obbligatoria, non discrezionale). E gode delle garanzie stabilite dall'ordinamento giudiziario, che è unico per tutti i magistrati. La magistratura è un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Si autogoverna attraverso il Csm: oltre al capo dello Stato che lo presiede e al primo presidente e al procuratore generale della Cassazione, gli altri membri sono eletti per due terzi dai magistrati e per un terzo dal Parlamento. I processi devono avere una ragionevole durata. Le leggi incostituzionali vengono cancellate ipso facto dalla Corte costituzionale, che è lì apposta. La Costituzione non può essere modificata con leggi ordinarie, ma solo con leggi costituzionali, approvate due volte da ciascuna Camera e, se non ottengono i due terzi dei voti, sono sottoposte al referendum popolare confermativo. Dimenticavo: è vietato riorganizzare in qualsiasi forma il disciolto partito fascista… Tutto chiaro, ragazzi? Domande?". Voce dal fondo dell'aula: "Scusi, prof, ma di quale paese sta parlando? Perché per un attimo ho avuto l'impressione che si riferisse all'Italia. Nel qual caso, mi scusi, ma non è che niente niente ci stava prendendo un tantino per il culo?".
http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/
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Saturday, August 09, 2008
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Thursday, August 07, 2008
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Eccomi qua!(si accettano aneddoti e citazioni dimenticate :D ) E' passata una settimana giusta dal 31 luglio, giorno in cui mi sono laureato, e ora posso dirmi definitivamente ripreso. :D Il 31 di mattina c'è stata la proclamazione e il seguito.Ero nel secondo gruppo, sette persone alla volta e a differenza di tutte le altre volte stavolta il Presidente di commissione (Brunez per gli amici) ci ha fatto fare il nostro discorso senza poterlo leggere e facendo pure qualche domanda. E alla fine, vi dirò, secondo me viene meglio così. Mi è andata bene (li ho fatti pure ridere :D ) sia quando ho parlato che nel voto. (come la Zaraaaa) Ho fatto qualche foto di rito e poi è iniziato il dolore (seguiranno foto appena le recupero). Prima di tutto il tunnel, l'incubo di tutti gli universitari, prima causa di interruzione prematura degli studi :D Poi ceretta in varie parti del corpo (ce l'hai fatta alla fine eh, Erìca?) A seguire in ordine sparso: maglietta dell'Inter (  ), senape del 72 scaduta coi vermi (che mi ha fatto vomitare, a differenza del vino), uova (tantissimeee), farina, condiriso, pomodoro, ketchup ecc ecc. Ah, ste cose OVUNQUE, occhi compresi! Avevo un catenaccio doppio attorno al collo e son stato picchiato con tutto, anche se il premio "best arma 2008" lo vince il tubetto di cartone del domopak. Per le prossime lauree vedrò di procurarmene 7-8.. Durante la lettura del papiro ho bevuti litri di un delizioso vinello, nonostante quella serpe in seno di piotto continuasse a dirmi "smettila di far finta di bere.." A me!! capite? Dopo qualche secchiata d'acqua fredda e dopo che tutti (anche quelli degli ultimi gruppi) se n'erano andati via, finalmente siamo andati pure noi :D Venerdì sera big party. Highlights:-super colpo di scena con la cassa che non funzionava e i deejay (saluto il Boss e Disco Smasher :D ) che mi guardavano con il punto di domanda sopra la testa. -casse recuperate con qualche peripezia (grazie Uii!!). Amplificatore recuperato con qualche peripezia (grazie Uii!!) -cibi di ogni sorta (grazie Elvis) e io che, incredibilmente, non ho fame. (ma sete sì :D ) -Gente che non pensavo venisse è venuta, gente che aspettavo non è venuta, ma vabbè fa niente.. -La datrice di lavoro della sara è la persona con cui ho parlato di più in tutta la sera :D -Torta figherrima, peccato che a fine serata decido di distruggerla a bottigliate.. (perchè poi??!) -Alcol a fiumi. M'avete fatto bere tre bicchieri grandi da birra pieni di sprizz "a coeo" (dicesi in mille modi, tra cui "alla calata") e da quel momento ho smesso di rispondere delle mie azioni.. -Pioggia che arriva improvvisa e forte, come su LOST e che si rivela una cosa fantastica (o no?!). -Io e la Sara che cadiamo sotto l'acqua e nel fango. Per colpa sua. Vero? :D -Il cruciverba. "ditemene una di facile dai" "Scegli la 4 verticale, è facilissima". Sì come no. Erano tutte impossibili :D :D -La Grappa di Dany il cividalese (aka Sith), era buona e "scaldava" (disse Nasty dopo un sorsetto da poco...) -Time to pretend dei MGMT e la Marianna che mi corre addosso incredula che la conoscessi. (ah bella, lei non sa chi sono io  ) -Dottore, Dottore, Dottore del buso del cul cantata a volume altissimo, o perlomeno sembrava a me. Anche il giorno dopo in Capannina, per non dimenticare. Non sia mai, eh. -Il regalo. Uno videocamera fotofantasmagoricascientificaluminosa che mi avete tolto dalle mani (per il suo bene) nonostante io volessi immortalare subito il momento (dalla regia mi suggeriscono che era senza batteria...vabbè è un dettaglio..) -La modella Mayama Rissawub al telefono. Le ho dato della blowjob's daughter e non si è offesa. Grande, tivibì! -Mia sorella che mi è stata dietro tipo una balia e probabilmetne si è vergognata di me :D -Io che rotolo nell'acqua (vedi photo). -Io che mi sveglio sabato mattina e penso "che bravi ieri sera non mi hanno neanche picchiato".Poi vedo un paio di video e penso "Sticazzi." Le frasi più inflazionate della serata:-Voglio morire.Non è contemplata l'eutanasia? (nasty, minimo 20 volte) -Mi sono ruttato tipo nel cuore. (boss) -Sono ubriaco di stanchezza (nasty) -No, Nasty. Fermati che cadiamo, ti prego, sta atten..(Sara, poco prima di cadere) -Ti ho dato i confetti e il minipapiro (nasty, settordicimila volte) -Sicura che ti ho dato i confetti? (nasty, altrettante volte) -Andiamo a fare l'ultimo brindisi dai, dopo ti lascio andare (nasty) -Questa è facile, la indovini di sicuro (nico, Erìca e Mirka) -Grande nastyyyyy (Ziege, attribuita) -Addio al giubilato (nasty) -Toighe dae man el regaeo! (un pò tutti) -Fermate sfigà, no te ghe a batteria!!(piotto) -Abbiamo preso 90 entrambi?Ma lo sai che ******************* (sara. tu-sai-cosa) -Desso feto a speciaistica o veto lavorare?Lavorare?Ben bravo. Gheto xa un lavoro? (chinque, negli ultimi 7 giorni). Mannateffanculo va :D Adesso è ora di ferie e relax. E di aperitivi emobax! (rima rubata) Dulcis in fundo, ringrazio tutti i papiristi, i sicari e le semplici comparse che hanno reso tutto indimenticabile. Messaggio per Piloz, Teddy, Mirka, Elisa e Nicolò. tranquilli, tra poco tocca a voi.. Vvtb. muahahahahahhah(risata malefica)
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Monday, July 21, 2008
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Category: Music
Quanto mai attuale. Turn my mike up louder I got to say something Light weights step to the side when we come in Feel it in your chest the syllables get pumping People on the street they panic and start running Words on loose leaf sheet complete coming I jump in my mind and summon the rhyme, I'm dumping Healing the blind I promise to let the sun in Sick of the dark ways we march to the drum and Jump when they tell us that they wanna see jumping Fuck that I wanna see some fists pumping Risk something, take back what's yours Say something that you know they might attack you for Cause I'm sick of being treated like I have before Like it's stupid standing for what I'm standing for Like this war's really just a different brand of war Like it doesn't cater the rich and abandon poor Like they understand you in the back of the jet When you can't put gas in your tank These fuckers are laughing their way to the bank and cashing the cheque Asking you to have compassion and have some respect For a leader so nervous in an obvious way Stuttering and mumbling for nightly news to replay And the rest of the world watching at the end of the day In their living room laughing like "what did he say?" [Chorus:] Amen Amen Amen Amen Amen In my living room watching but I am not laughing Cause when it gets tense I know what might happen World is cold the bold men take action Have to react or get blown into fractions Ten years old it's something to see Another kid my age drugged under a jeep Taken and bound and found later under a tree I wonder if he had thought the next one could be me Do you see the soldiers they're out today They brush the dust from bullet proof vests away It's ironic at times like this you pray But a bomb blew the mosque up yesterday There's bombs in the buses, bikes, roads Inside your market, your shops, your clothes My dad he's got a lot of fear I know But enough pride inside not to let that show My brother had a book he would hold with pride A little red cover with a broken spine On the back, he hand-wrote a quote inside When the rich wage war it's the poor who die Meanwhile, the leader just talks away Stuttering and mumbling for nightly news to replay And the rest of the world watching at the end of the day both scared and angry like "what did he say?" [Chorus x6] [x6] With hands held high into the sky so blue, As the ocean opens up to swallow you.
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