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Scrittore non Famoso



Last Updated: 6/8/2009

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Gender: Male
Status: Single
Age: 34
Sign: Leo

City: Roma
State: Roma
Country: IT
Signup Date: 3/29/2008
Wednesday, April 02, 2008 

 

 


Ho icontrato Earl in un occasione felice per entrambi. Il funerale della sua ex moglie, che si svolgeva nello stesso giorno di quello della mia ex amante, trattandosi della stessa persona. Una volta gettata l’ultima palata di terra umida su quella cassa da tremila dollari, Earl mi disse con gli occhi lucidi "Il miglior investimento di tutta la mia vita".
Decidemmo di proseguire i nostri festeggiamenti congiunti in un bordello di Las Vegas, a circa cinquemila chilometri dal feretro.
"Eppure era una gran donna" disse Earl, visibilmente toccato dall’evento, mentre sorseggiava il suo Manhattan comodamente seduto sulla poltrona business class dell’aereo che stava sorvolando in quel momento il deserto del Nevada.
"Già, una gran donna" mi sentì in dovere di aggiungere.
"Peccato che per causa sua siamo rimasti lontani per parecchi anni" continuai.
"Certo, ti scopavi mia moglie" disse lui serafico.
"Beh, tecnicamente eravate già in via di separazione no? Poi non era stato durante il tuo periodo in carcere?" dissi senza dar peso a quest’ultima parte.
"Ah già, per quella storia della quindicenne. Sai? Un po’ mi pento ora. Mentii a quei poveri genitori. Gli dissi che lei mi confessò avere ventitrè anni. In effetti mi si era solo dichiarata come Spavalda avventuriera del sesso sulla soglia della maturità interiore" disse lui.
"Dovresti evitare le minorenni che studiano Nietzsche e fanno la raccolta di figurine dei generali del Terzo Reich" dissi io.
Arrivati a Las Vegas ci dirigemmo al nostro albergo, gestito da una famiglia di nani Ucraini. Parlai a lungo con il titolare mentre Earl prendeva confidenza con la zona Bar. Mi disse di aver lavorato a lungo in un circo dove aveva un numero con delle capre degli altopiani caucasici. Gli chiesi come mai aveva smesso con la vita circense per dedicarsi agli alberghi. Mi rispose che nel suo paese la sua versione di amore per gli animali, non era poi così ben vista. Così, con quello che rimaneva della sua famiglia, si trasferì negli Stati Uniti, da sempre terra della felicità obbligatoria; ce l’hanno anche nella costituzione.
"Perché non l’Italia" gli chiesi come se fosse la cosa più ovvia "che ha fama di essere un paese molto liberale, hanno anche un Papa tedesco!" ma non ottenni risposta da parte sua. Stava infatti iniziando in Tv il suo programma preferito e lo persi di vista.
Le stanze erano molto ordinate. Per via della statura del personale, i letti erano stati sostituiti da comodi futon. Nel cassetto del comodino non c’era poi la classica Bibbia, ma un catalogo di prostitute freelance. Sulla copertina era incisa una frase di Cartesio, o Mickey Mouse, non ricordo bene "Un’altra strada per il paradiso" annotai un paio di numeri, giusto per sapere chi chiamare durante le attese alla posta.
Raccolsi Earl al bancore del bar.
"Hai visto che tette aveva quella? Da non crederci!" mi disse mentre una scorza di limone gli gocciolava tra le gengive.
"Si, la sua maglietta era talmente attillata che ho anche notato la scritta Made in Taiwan, intorno al capezzolo".

Arrivammo al bordello di cui Earl era fiero socio sostenitore. Come tale gli spettava un’accoglienza degna dell’executive club American Express, con l’unica differenza che qui i camerieri non si aspettavano la mancia. La titolare era una tipetta dall’aria di chi la sapeva lunga, insomma che ne aveva viste tante. Ok, basta frasi a doppio senso. Quindi venimmo dentro.
Earl, da sempre colpito dal fascino dell’esotico scelse per iniziare un trittico d’oriente: Cinese, Indiana e Vietnamita. A suo dire tutte ventitreenni.

"Earl, hanno l’aria di essere molto giovani quelle ragazze" gli feci notare.
"Forse, ma voglio immolarmi per farci perdonare secoli di soprusi che queste popolazioni hanno dovuto subire da noi occidentali : la colonizzazione indiana subita dagli inglesi, i pessimi rapporti cinesi con la chiesa d’occidente e la rovinosa guerra nel Vietnam".
Poi sparì nei piani alti. E’ sempre stato molto altruista. Io mi accomodai nella stanza a fianco. Gli urletti compiaciuti delle sue accompagnatrici mi lasciarono intuire che stava riuscendo nel suo compito. Forse grazie all’estro sessuale di quell’uomo ci sarebbe stato un nuovo corso nei rapporti con le repubbliche asiatiche. Ero fiero di essere suo amico.
Cullato da quei gemiti emessi in armonica sintonia, caddi in un sonno profondo popolato da strani sogni premonitori. Vidi orde di pinguini baltici correre i cento metri battendo a più riprese il record su pista. L’attuale classe dirigente presiedere sedute in parlamento indossando perizomi ed orecchie da topolino, applaudendo ogni intervento con lingue di menelik.
Mi svegliarono di soprassalto le urla provenienti dalla stanza di Earl. Corsi in preda al panico, trovandolo riverso, con la faccia completamente immersa nel cuscino. Decisamente morto. Per ironia della sorte, aveva conficcate nel sedere le bandierine dei tre stati sovrani : India, Cina e Vietnam.
Me lo dovevo aspettare, non era mai stato un buon oratore. Mi rammaricai molto per questo nuovo arresto su una possibile apertura diplomatica tra oriente ed occidente.
Il riconoscimento ufficiale della salma fu effettuato seduta stante in quanto si trovavano nello stesso stabile, il capo della polizia ed il Governatore della contea. Rispettivamente in perizoma e guepiere amaranto.
Tornai in albergo portando con me le bandierine come souvenir. In qualità di socio Earl aveva diritto ad una sepoltura officiata da Elvis Presley in persona, o almeno così ci ha assicurato essere.
Il primo volo utile per il ritorno era l’indomani mattina. Attesi il momento della partenza in compagnia della barista dalle tette Taiwanesi. Mentre sorseggiavo il mio drink, ho pensato ad Earl, ed alla felicità di potersi così ricongiungere alla sua tanto amata ex moglie.
Chissà se lei gli rinfaccerà di non essersi fatto cremare.

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