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Gypsophile



Last Updated: 10/18/2008

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Status: Single
City: Paris
Country: FR
Signup Date: 8/16/2006
Friday, March 16, 2007 
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Gypsophile - Assunta
Anno di uscita: 2006
Etichetta: Lenka Lente

Pubblicato il: 16-03-2007
Questa recensione è stata letta: 37 volte

TRACKLIST:
1. Ouverture
2. Les soulevés
3. Marthe
4. Ceux qui trainent
5. Guimart
6. Tolède
7. Far,Geneve
8. Kiffa
9. Vanderlinden
10. Entretien Des Grisailles
11. Arrivée
12. Des 6 Dunes
13. La vie Intense



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Gypsophile
Assunta

Autore: Michele Pinto


Non foss'altro che il clima è impazzito e che Milano, pur non rammentando ancora Acapulco, si specchia beata nel sole, vi diremmo che questo disco è la miglior colonna sonora che un inverno possa mai avere a commento della neve che cade lenta e soffice e tutto imbianca. E se è vero che quest'uomo è stato costretto a costruirsi un'etichetta in casa (Lenka Lente) dopo anni di pubblicazioni di prim'ordine, dev'esserci qualcosa di bacato e delirante anche nelle scelte discografiche delle labels di mezza Europa. Gypsophile non è altri che Guillaume Belhomme, autore sulla scena oramai da quasi dodici anni e giunto qui al settimo episodio da solista, in una carriera che non ha lesinato sorprese e mostrato una sensibile progressione stilistica dagli esordi in salsa elegantemente indiepop, alle interferenze bossa/jazz dei dischi di mezzo, al fascinoso e languido cantautorato d'oltralpe nel quale si dimostra oggi assoluto fuoriclasse. Un approccio agli strumenti deliziosamente minimale, accordi di chitarra sparsi e quella sua voce pensosa ed introversa a descrivere paesaggi dell'anima, aiutata da un clarone che brulica sullo sfondo, sottili lamine sintetiche e percussioni, oltre ai controcanti della sirena Marine Livernette a spezzare l'atmosfera rendendola meno grave. Due minuti e mezzo, tre e via con un'altra foto ingiallita dal tempo e consumata dai (rim)pianti, arduo andare a scovare un brano che incida più degli altri tanto è alta l'asticella emotiva e pregnante il tocco autoriale di Guillaume. Non una nota fuori posta, non una canzone che non si lasci rimpiangere una volta restituita al silenzio. Qualcosa dei grandi vecchi Brassens e Gainsbourg, perché no, le poche parole pronunciate con infinito significato, elegie come quelle vergate da Judee Sill o dai migliori L'Altra, ma una personalità solida come la roccia e canzoni destinate a lasciare un segno profondo in chi sarà tanto paziente da lasciarsi spogliare l'anima. Per gli occhi pesti di chi ha passato la notte solo con i propri pensieri l'aurora verde sarà ancora più accecante.