http://www. lavoro. gov. it/Lavoro/multimedia/Spot_Radio_Operaio. htmAprite questo link e ascoltate bene. Si tratta di uno spot governativo che 'vorrebbe' lanciare un messaggio a favore dell'integrazione dei migranti.
In realtà vi sono in esso una quantita preoccupante di subdole allusioni che indicano come l'integrazione c'entri poco, anzi.
Tanto per cominciare, viene dato per scontato che l'immigrato sia un soggetto potenzialmente incline al non rispetto delle regole.
Inoltre viene lanciato un messaggio di integrazione e accoglienza solo nella misura in cui la persona in questione non viene considerata come una persona, appunto, ma come unità di lavoro.
Terzo, riferendosi ad Aziz, 'immigrato regolare', afferma implicitamente che gli immigrati irregolari 'non son quì per laurà' mentre, sappiamo benissimo che nella maggior parte dei casi questi svolgono lavori in nero, sottopagati e in alcuni casi pericolosi. Questo perchè la legge Bossi-Fini non gl'ha permesso di ottenere un documento regolare. Ergo, la condizione di clandestinità non è affatto una libera scelta e anche chi è irregolare 'è quì per laurà'..... e lo sanno benissimo gli imprenditori edili, i proprietari di banchi commerciali itineranti, le migliaglia di famiglie italiane che si servono del lavoro delle badanti.
Dunque:
- pregiudizio sociale (il fatto che l'immigrato è potenzialemente incline al non rispetto delle regole)
- l'immigrato considerato come merce (non una persona, ma solo braccia da lavoro),
- mistificazione dei termini regolare-irregolare (come se i primi sono buoni - ma comunque potenzialmente cattivi - e i secondi, invece, solo cattivi.);
questo spot ha tutto.
Può darsi pure che siano tutte mie fantasie e che molti di voi non vedano in questo spot niente di male; l'invito che posso fare è quello di analizzarne i significati profondi, perchè proprio attraverso questa propaganda subdola, l'umanità ha saputo veicolare significati spregevoli.