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Mauve



Last Updated: 9/10/2009

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Status: Single
City: Antoliva
Country: IT
Signup Date: 8/26/2006
Sunday, October 19, 2008 


quali le differenze tra i Mauve che hanno registrato l'ep e quelli di Kitchen Love?
Elda: Dal 20 agosto 2006 inizio registrazioni dell'EP Sweet Noise on the Sofa al 21 novembre 2007 fine registrazione di Kitchen Love (455 giorni, li ho contati, avevo niente da fare !!!) è stato un periodo molto intenso! di me potrei dire: ho fatto scorta di esperienze ed ho cercato di mettere in pratica tutte le idee...
Alberto: sicuramente c'è stato un allontanamento dal post-rock più 'classico' da cui siamo partiti, abbiamo sviluppato e sperimentato di più la forma canzone, mischiando anche melodia, rumori e dissonanze. Risulta più divertente nell'insieme e più vario nell'ascolto.
Carlo: rispetto all'ep che poteva lasciare presagire diverse direzioni, abbiamo fatto delle scelte più nette, prendendo spontaneamente la via della canzone seppure reinterpretata con la nostra sensibilità. Ma non è detto che non batteremo altre strade in futuro. Il processo di registrazione di kitchen love poi è stato più lungo e ragionato rispetto all'ep. Ciò vale sia per i testi che per la musica.

quando uno strumentale diventa canzone? quando sentite l'esigenza di aggiungere le parole alla vostra musica?
E: Il futuro di un pezzo è già segnato alla sua nascita, non mi ricordo di pezzi che si siano trasformati. A volte le parole non servono, chitarre basso batteria dicono già tutto , il titolo è una formalità o un suggerimento. Sean Connery. O Edimburgo Mega-Panda... oppure Mauve Paranoid...non mi pare ci fosse nulla da aggiungere!
C: credo sia la musica a guidarci. Sentiamo subito quando nasce un pezzo (di solito da un'improvvisazione) se necessita di parole o meno. Le parole infatti finora sono arrivate sempre dopo la musica. Solo negli ultimi tempi sto provando ad invertire questo procedimento.

qual e' il vocabolario su cui vi siete formati? quali sono i gruppi ai quali vi siete ispirati per trovare la vostra identita'?
E: Ho fatto un minestrone di Pink Floyd, ci ho mischiato un po' di Bjork, Massimo Volume e Ustmamò. E questi sono gli ingredienti che riconosco, quelli che galleggiano in superficie, poi c'è tutto il retrogusto indie italico, post rock anglosassone.
A: All'inizio i riferimenti gravitavano intorno a gruppi come Mogwai e Hood...naturalmente abbiamo allargato i nostri orizzonti e personalmente mi sono 'lanciato' su Kyuss, Syd Barrett e gli Italiani Fiub e Jennifer Gentle.
C: direi che fra i miei ascolti più frequenti ci sono Sonic Youth, Radiohead, Nick Cave, Low, Joy Division/New order, Blonderedhead e ultimamente Liars e Deerhunter.

come mai l'indie rock in italia non attecchisce come in altri paesi: e' un problema di lingua, di melodie o cosa?
A: La lingua probabilmente è il primo ostacolo e non è un problema secondario. Credo comunque che in Italia ci sia sempre stata la questione dell'esterofilia e quasi tutti continuiamo ad ignorarla, pensiamo sempre e solo a banali questioni tipo lanciare critiche verso altri musicisti.
C: non so. Forse è una questione più ampia della cultura in Italia, ma non ho la pretesa di dirne molto di più. So solo che in una realtà provinciale come quella da cui veniamo non ci sono spazi nè molte opportunità per conoscere, apprezzare e condividere certa musica e ciò non aiuta ad educare il gusto musicale. Oggi c'è internet che viene in soccorso con i suoi blog e quant'altro ma mi sembra si tratti di reti comunque già selezionate. Quello che mi rasserena un po' è che andando in giro a suonare trovi delle persone (locali, associazioni, etc.) che resistono, si sbattono e sono entusiaste di quello che fanno, seppure spesso nella pressochè totale gratuità.

avete gia' iniziato a presentare le canzoni del vostro album dal vivo: che responsi avete avuto? dove vorreste suonare?
E: la cosa più assurda sono i complimenti che ricevo per la mia voce. Qualche anno fa mi consigliarono di non avvicinarmi ai microfoni e parlare il meno possibile: la mia voce faceva spiaggiare i delfini.
C: di concerti ci ne sono stati diversi e devo dire che il feedback è quasi sempre buono o più che buono. Mi piace la dimensione live perchè ti permette di entrare in contatto diretto con persone che altrimenti non ti conoscerebbero mai. Poi a seconda del luogo vivi atmosfere diverse ed è molto bello quando si crea una sorta di misteriosa complicità con il pubblico. Lo trovo enstusiasmante. Dove vorrei suonare? In luoghi evocativi, all'aperto, e poi all'estero.

dopo tre anni di attivita' qual e' il bilancio e quali sono le aspettative per il futuro?
E: tutto è iniziato per caso, o per gioco, senza stare a pensarci troppo, accogliendo ciò che arrivava, improvvisando. Ci siamo impegnati, forse più per il nostro piacere che per raggiungere chissà quale obiettivo. Non ho aspettative, e forse è proprio per questo che nulla mi delude: tutto è sempre una grande sorpresa. Ho un paio di desideri, uno l'ho appena chiesto alla candelina della mia torta di compleanno: gli altri Mauve sanno già cosa, dove e con chi....prima o poi sono certa arriverà!
A:Per ora continueremo a suonare in posti grandi, medi e piccoli (come sempre) e dall'autunno oltre a promuovere Kitchen Love porteremo in giro materiale nuovo che prenderà parte al prossimo disco. Il 15 ottobre saremo a Milano alla casa 139 con i Fou e il 25 ottobre faremo uno showcase alla Fnac di Grugliasco, vicino Torino.
C: abbiamo fuori un disco e un ep, un'etichetta "fatta in casa" che ci cura e sostiene, un promoter per i concerti, numerosi live e recensioni. Insomma mi sembra che tutto sia andato molto al di là delle aspettative più rosee.