16th October 2009 - Italian Interview for www.bandstribe.it
1) Quali sono le origini della band e del nome scelto?La band è stata fondata nel 2006 da me e dal bassista, Riccardo. Entrambi avevamo accumulato una discreta esperienza nell’underground milanese e sentivamo l’esigenza di metterci alla prova con un progetto più vario e meno stereotipato. Da lì l’idea del nome, Absinthe, che significa “Assenzio”. Il riferimento è alla bevanda alcolica, che ha ispirato molti artisti del Settecento e dell’Ottocento. La possibilità di assimilare la figura della Fata Verde al ruolo di una front girl ha fatto il resto.
Vorrei poi presentare a tutti i lettori i nostri tre nuovi arrivati: Luciana “Lucky” Fabris alla voce, Matteo “Benza” Benzoni alla chitarra ritmica e Riccardo “Skrotos” Boccassini alla batteria. Delle persone splendide e dei grandi musicisti, con i quali abbiamo la fortuna di condividere il progetto.
2) La vostra musica include diversi generi:ci sono influenze particolari che vorreste menzionare a tale proposito?Effettivamente la nostra musica è il frutto della commistione delle molte influenze che caratterizzano il nostro modo di suonare. A titolo meramente esemplificativo potremmo citare le influenze più facilmente riconoscibili come il rock, il pop e un po’ di metal. Ma non disprezziamo nemmeno il blues e il progressive Anni ’70, anzi… ci piace attingere a piene mani anche da quel campo. L’importante è che in fase di composizione tutte queste influenze vengano omogeneizzate nell’amalgama che definisce il sound degli Absinthe.
3) Cosa ne pensate delle proposte musicali attuali?Sono la persona sbagliata a cui fare questa domanda. Purtroppo la proposta della scena musicale odierna è a mio parere piuttosto imbarazzante. Per provare vere emozioni devo ancora affidarmi ai soliti grandi gruppi come i Queen, i Guns N Roses e pochi altri. Tra i gruppi attuali apprezzo i Muse, una grande band davvero.
4) A quali tematiche vi ispirate per la composizione dei testi?Non abbiamo un tema fisso, però ci piace affrontare in modo approfondito determinate tematiche. Il nostro album “Chapter One: Urban Fairytales”, ad esempio, è un concept che narra le ansie e il senso caotico che la grande metropoli impone. I pezzi nuovi invece sono più introspettivi, dedicate più al ritrovamento di se stessi e alla rinascita dopo momenti oscuri della vita. Qualcosa che attualmente ci riguarda molto da vicino.
5) Quanto pensate sia importante avere un leader all'interno della band?Credo che sia fondamentale. Nel nostro caso la leadership è esercitata da me, Riccardo e Kappa in perfetta democrazia. Ovviamente lavorare con me e Riccardo non è sempre facile, siamo molto testardi e convinti delle nostre idee. Però non siamo solo esigenti, diamo anche molto alla band e per questi motivi credo che la nostra leadership sia accettata di buon grado.
6) Parlateci dell'aspetto live della vostra bandAbbiamo sempre concepito i live come il vero momento clou dell’attività di una band. In studio si può correggere, reincidere, riprovare. Dal vivo invece è necessario che tutto riesca il più perfetto possibile, anche dal punto di vista scenico, che all’inizio era un po’ il nostro punto debole. Ora le cose vanno molto meglio, e siamo sempre felici di vedere i nostri fan soddisfatti alla fine di un concerto. Significa che abbiamo fatto bene il nostro lavoro, ed è una situazione impagabile.
7) Milano è una metropoli:questo elemento offre più possibilità delle altre città per gli spazi musicali?Milano è una realtà davvero strana. Potrebbe offrire decine e decine di occasioni per suonare live ed invece molti locali stanno chiudendo, un po’ per la crisi e un po’ per la mancanza di passione del milanese medio per i concerti. Ci siamo resi conto che uscendo dalla grande città il pubblico si scalda, ha più voglia di divertirsi e di fare un po’ di casino a ritmo di rock n roll!
8) Il vostro ultimo lavoro è stato ormai presentato:ritenete che per ora esso rispecchi le vostre aspettative?Siamo molto orgogliosi del nostro primo album, crediamo che sia un bel traguardo e che le canzoni siano tutte piuttosto valide. Purtroppo la formazione che ha inciso l’album non era però affiatata al punto giusto, e quello forse ci ha un po’ penalizzati a livello emotivo. Ma anche questo problema è stato risolto e ora siamo più convinti che mai. In conclusione siamo soddisfatti, ma siamo decisi a fare molto meglio con il prossimo disco.
9) Quali sono, perciò, i progetti futuri a cui vi dedicherete?Innanzitutto rodare la nuova formazione, che potenzialmente è la migliore che gli Absinthe abbiano mai avuto. Ci siamo allargati, spostando Kappa alle tastiere e questo ci permetterà di aggiungere ancor più atmosfere e sfumature in chiave live. All’orizzonte c’è poi l’incisione di un EP che farà da warm up per l’incisione del nuovo album, prevista per il prossimo autunno.
10) C’è qualche messaggio in particolare che volete lasciare ai lettori di BandsTribe?Di non mollare mai, di credere in se stessi e di rispettare la propria arte. Perché la musica, prima di essere un lavoro, una passione o altre cose, è un’arte. Ricordiamo poi che il nostro album è in vendita sia su tutti i migliori negozi online (iTunes, Napster, Nokia Music Store etc), sia in versione fisica in alcuni negozi e su ordinazione direttamente sul nostro sito
www.absintheband.net .