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TAXI



Last Updated: 11/30/2009

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Status: Single
City: Roma
Country: IT
Signup Date: 9/6/2006

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Monday, September 03, 2007 

Francesco, su quel TAXI ci sarai sempre!

TAXI "Yu Tolk Tu Mach"
(LP/CD Dead Beat/Gonna Puke)

TAXI - Yu Tolk Tu Mach

Le loro fotografie continuano a far bella mostra nelle cover dei dischi, un po' come succedeva coi primi Ramones. Ma i Taxi non ci mettono solo la faccia. Si sente lontano un miglio che in questo, stupendo, secondo album hanno allenato muscoli e polmoni. Il toro va preso per le corna e 'sti gran figli della Lupa lo sanno bene. La chitarra di Killer mette i brividi sin dall'attacco: punk rock che recide l'aorta con un colpo secco. In Dead Girl è la voce del muscolare Tenda, ora aggressiva subito dopo suadente, a provocare un formicolio lungo la spina dorsale. Sensazioni che affiorano di nuovo, anzi divampano, nelle due cover in scaletta: nel cristallino glam rock Hard Times (un inedito degli Agony Bag) e nella gagliarda rilettura di Qui Est In, Qui Est Out di Serge Gainsbourg. La sezione ritmica esce alla grande in Out On The Street e Load Point Fire, due pezzi in pieno stile Taxi: una band che non dà fregature agli stranieri come i tassinari dell'aeroporto di Fiumicino. Non a caso sul loro abitacolo ci son saliti per prima gli americani e non ne vogliono proprio sapere di scendere.


Francesco dei TAXI

Questa è la mia recensione pubblicata su Rumore 185 (giugno 2007) del secondo, stupendo album dei Taxi… ma la bellezza di questo disco passa in secondo piano di fronte ad una tragedia sconvolgente che ha colpito la band capitolina… tra la notte del 16 e quella del 17 giugno è deceduto Francesco, il batterista, aveva solo 28 anni… se l'è portato via un malore improvviso… in questi casi parlare (o scrivere) è difficile, ogni lettera pesa come il piombo… ma una cosa la voglio dire/scrivere… tre-quattro anni fa i Taxi vennero a suonare in un locale della mia città… mi parve naturale accompagnarli a cena… ricordo che mangiammo come bufali e che bevemmo come alpini… e poi ricordo le risate… le grandi risate… ecco sono sicuro che quelle risate ti accompagneranno pure lassù, Francesco…

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Although Rome continues to have a vibrant and flourishing punk scene, I really can't think of any other semi-current band that's garnered any type of long term impact on the Roman punk scene than TAXI!!  Homoplastik and the Temporal Sluts had a couple great records, but they both crapped out before making it to the coveted full length arena.  The Grabbies made alot more waves AFTER they broke up, than when they were around.  And their heralded impact has only only reached a fringe sector of the noise/garage scene.  Transex, the Idol Lips and the Mudlarks are three of the current contenders, and time will tell if they maintain the longevity and creativity that TAXI possess.  So TAXI are by and far the longest running and most influential punk band to emerge from the Roman punk scene in the last decade...PERIOD!!

Hard to believe that it's been almost 4 years since their debut LP/CD 'Like A Dog' was released on Dead Beat  back in 2003.  Their popularity has grown immeasurably, largely due to the insurmountable feedback from the underground punk rock press of 'Like A Dog'.  Maximum Rock N Roll, Now Wave, The Odyssey, No Brains, OX, Dotdash.com and countless other fan/web zines lauded 'Like A Dog' as a classic and before it's time.  Oh and lest we forget that swank little interview in Horizontal Action 12, that sandwiched them right in between the Ponys and the Real Losers.  Yep, their fan base grew immensely after that issue was published!

Well TAXI are back on the new release radar after their 'Who's To Blame' TOUR 7" was released in 2004 to conicide with theEast Cost/Southern US tour.  'Yu Talk Tu Mach' is a 10 song monster that's an impecable follow up to 'Like A Dog'.  No curve balls thrown in the track list here.  Just 10 more brain pummeling cuts played with ferocity and panache.  Much like bands like the Kids, Hubble Bubble, PVC and the Pack, TAXI dust of the corpse of rock n roll and bash out 10 more winners with relative ease.   'Yu Tolk Tu Mach' was recorded on multiple weekends over the course of 2006.   The guitar tones in general on 'Yu Tolk Tu Mach' sound phenomenal.  The fuzzy, warm reverb you've come to expect from a TAXI record is placed right where you want it...at the forefront of mix.  Hell it sounds like Cheetah Chromes' guitar on 'Young, Loud And Snotty' was fucked back to life just for this record.  'Load Point Fire', 'Killer' and 'The Vampire' are just three of the sneering, sleazy anthems on 'Yu Tolk Tu Mach'; and perfectly showcase TAXI as Rome's premier, forerunning punk band.  Simple, catchy tunes played with pride and conviction. A moniker that TAXI's been proudly waving since the band began in '99.

If you're one of the few that's been there since day one, 'Yu Tolk Tu Mach' is another bench mark release in TAXI's ever growing discography.  If you've only heard one of their singles, or haven't heard TAXI before; 'Yu Tolk Tu Mach' is a perfect introduction to the band.  It's just an exceptional album from start to finish and another flawless, Italian contribution to the international punk rock scene!!

Dead Beat

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Das italienische Quartett, das im Jahr 2003 mit seinem Debütalbum noch komplett im '77 Punk Fahrwasser Marke KIDS oder PVC schwamm, hat seinen Gitarren-Sound mittlerweile mit einer Prise schmutzigem '70s Glam erweitert, diesen in hochmelodische Songs verpackt, und mit vollem runden Gesang ausstaffiert, was das Album "Yu Tolk Tu Mach" zu einem regelrechten Party-Kracher macht. Angefangen vom mitreißenden Opener "Killer", über hochmelodische, mit extrem prägnanten Gitarren-Riffs versehenen Nummern wie etwa "Dead Girl" oder "Out In The Street", bis hin zur SERGE GAINSBOURG Beatgranate "Qui Est In, Qui Est Out", die hier klingt als wäre sie von TURBONEGRO zu ihrer "Apocalypse Dudes"-Phase gecovert worden, läßt das Album keine wünsche offen. Dabei steht bei TAXI das hervorragende Songwriting der insgesamt 10 Nummern im Vordergrund, und die hier zu hörenden Gitarrensolos sind immer kurz und präzise auf den Punkt gebracht.

Incognito records

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Si chiamano Taxi, vengono da Roma e vi fanno viaggiare lungo le cadenze infuocate di un rock and roll primordiale che strizza l'occhio al punk e che cattura l'ascolto, grazie ad un impatto immediato ed effervescente. Parafrasando il titolo dell'album i Taxi "zittiscono tutti" e fanno parlare soltanto le loro chitarre, dopo di che, pensateci bene anche voi, non c'è mica bisogno di altro! Ma veniamo pure al disco, quel "Yu Tolk Tu Mach" volutamente sgangherato e irrispettoso delle regole ortografiche della lingua anglosassone: il refrain di "Killer" è contagioso e forte, ti esplode fra le mani come un petardo da stadio lanciato da una curva inferocita, mentre "Glad To See You On The Ground" e "Dead Girl" sono delle punk ballad di certo più malleabili, ma altrettanto gustose; "Gloves" è il "punk and roll" molto dinamico e corale che precede "Hard Times", un brano che possiede un groove interno davvero fantastico, un pezzo inedito, scritto da Cliven Jones degli Agony Bag che lo ha passato ai Taxi, gratificati da tanta considerazione e fiducia. Sull'altro lato, per chi voglia acquistare il disco su vinile, "The Vampire", un brano che ha in dotazione una chiave ritmica superba, tale da far resuscitare i morti, e una versione molto elettrificata di "Qui Est In Qui Est Out", la nota canzone di Serge Gainsbourg, qui recuperata per una cover impegnativa dalla quale però i Taxi escono bene. L'intro di "Out On The Street" ci richiama alla mente "Jumpin' Jack Flash" dei Rolling Stones, ma poi il brano si sviluppa diversamente, sulle note di un punk rock cadenzato ed incalzante. "Load Point Fire" è una vera sorpresa, con quelle chitarre strofinate a dovere e quel basso ventrale che non manca di far sentire il suo apporto. "Who's To Blame" è un brano di vero e proprio rock'n' roll tinteggiato di punk, divertente, liberatorio e furente semplice nelle sue strutture armoniche, ma di grande effetto, così come l'intero album, che scaturisce energia da ogni singolo solco!!!

Giancarlo De Chirico, Extra Music Magazine

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Manuel Graziani,  Rumore

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Federico Guglielmi, Mucchio

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Tra mille ascolti, capita quel disco che si inserisce nella tua vita al momento giusto, ti entra in testa e ti fa innamorare, così, senza troppe spiegazioni e soprattutto senza chiedere il permesso.

Sono quei dischi per i quali è più difficile scrivere una recensione, perché non è facile esprimere a parole una cotta, il perché ti viene voglia di premere il tasto play e fare andare un particolare album in loop. In realtà di motivi ce ne sarebbero e soprattutto siamo qui per scrivere di musica, perciò suppongo che l'opzione "ascoltatelo e capirete" non possa essere presa in considerazione. Semplificando, si potrebbe parlare di riff assassini, di brani potenti e sanguigni, ma al contempo carichi di melodie che si stampano in mente al primo ascolto. Si potrebbe invocare l'amore per il rock'n'roll più genuino e per la primissima ondata punk a stelle e strisce, per la Motor City, per la Città degli Angeli e per la Grande Mela. Si potrebbe dire di quell'omaggio a Serge Gainsburg che assume la forma di un hit irresistibile, della tipa assassina e di una ragazza morta, magari anche del culto segreto degli Agony Bag. Si potrebbero, infine, immaginare le prossime esibizioni live di una band capace di dominare il palco con quel suo sfrontato piglio rock'n'roll e l'energia in caduta libera dagli amplificatori. Se ne potrebbero trovare di modi per portare a casa una recensione con un senso e una parvenza di professionalità, ma alla fine sarebbe solo un allungare il brodo, perché Yu Tolk Tu Mach non necessita di tutte queste parole e di questi sproloqui, quanto di un semplice gesto: premete il tasto play e lasciatevi andare. L'estate è alle porte!

Dedicata a Francesco
Michele Giorgi, Audiodrome.it

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TAXI: Yu Tolk Tu Mach

Label: Dead Beat / Gonna Puke

Dopo il debutto full-lenght "Like A Dog" del 2003 e qualche singolo per la Dead Beat Records, ritorna la band capitolina che meglio rappresenta attualmente la vera essenza del punk all'Italia e all'estero. 10 pezzi di ruvido punk'n'roll contaminato dal power pop di marca settantina.
L'opener "Killer" è forse uno degli anthem più taglienti che sia stato scritto da una punk band negli ultimi anni… e la mente corre subito all'icona underground Agony Bag (glam-punk band creata da Clive Jones, mente e anima dell'horror prog band Black Widow). Infatti proprio ascoltando la cover di "Rabies Is A Killer", punk song scritta dagli Agony Bag ed incisa dai Taxi nel loro primo album, Clive Jones ha regalato ai nostri amici romani "Hard Times", una song dannatamente power-punk che troviamo proprio in questo disco.

"Yu Tolk Tu Much" (adoro questo altro tributo slang al glam e agli Slade in particolare) è composto di una serie di song di grande valore, in cui i Taxi hanno dato anima e corpo: da "The Vampire" a "Dead Girl", passando per la cover di "Qui Est In, Qui Est Out" di Serge Gaingsbourg e così via.
Tenda si dimostra uno dei migliori vocalist nonché "animale da palcoscenico" che abbiamo sul suolo italico e la band è sempre all'altezza della situazione, sia per quanto riguarda creare il groove tellurico che riff affilati come rasoi.

Non è un caso che Maximun Rock'n'Roll definisca le canzoni dei Taxi come "i pezzi più punk scritti e suonati in questi ultimi anni con stile"… sì proprio quello "stile", che non mi stancherò mai di ripeterlo, in questo Paese è stato ed è raramente di casa.
Un capolavoro totale: chiudete la bocca e pompate il volume al massimo!

Tracklist:
Killer / Glad To See You On The Ground / Dead Girl / Gloves / Hard Times / The Vampire / Qui Est in, Qui Est Out / Out On The Street / Load Point Fire / Who's To Blame

Voto 10/10

Davide, Punkadeka.it

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Secondo lavoro per i romani Taxi, che dopo un lungo silenzio (l'ultimo 7" risale a 3 anni fa) tornano alla ribalta con un album, che esce per l'americana Dead Beat Records e per la Gonna Puke Records di Roma, che si impone all'attenzione fin dall'inizio.
Molti li considerano la miglior punk band italiana, ed effettivamente dando un ascolto a questi 10 pezzi non viene da fare alcuna obiezione: chitarre taglienti, suono granitico, voce incisiva, atmosfere sporche e deviate, atteggiamento irriverente (vedi anche il titolo dell'album)… questi sono i Taxi, mix perfetto di punk settantasettino e selvaggio r'n'r, di melodia e di suoni duri.
Partono alla grande con Killer, potenziale anthem, e concludono senza perdere un solo colpo con Who's To Blame, canzone che già stava sul precedente 7". In mezzo una serie di brani da antologia, quali Dead Girl, Gloves, Load Point Fire e Qui Est In Qui Est Out, in cui compare il cantato in francese che caratterizza fin dal principio alcune song della band.
Se siano la migliore band italiana non spetta dirlo certo a me, ma di sicuro posso affermare che spaccano i culi come raramente si sente fare.

Maxrozzo, Troublezine.it


 

The ShocKS

 
huh.i like to hear this piece.
 
Posted by The ShocKS on Sunday, March 11, 2007 - 6:34 PM
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UFO HI-FI

 
.......AO'........
PARE CHE STO DISCO SFASCIA IL CULO.......
.....MA CHI VE L'HA REGISTRATO?!?!?!?!?!
 
Posted by UFO HI-FI on Saturday, March 17, 2007 - 11:57 AM
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fredraf

 
i listen to it every day since i got it. Questo e un discho fenomenale!!
Fred Operation S
 
Posted by fredraf on Wednesday, June 13, 2007 - 9:56 AM
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SUZ

 
Vi faccio una recensione anch'io su Rockerilla, Raro e Frequency???????
xoxoxoxo
 
Posted by SUZ on Thursday, June 21, 2007 - 6:06 AM
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