Tratto da
ITALIA DI METALLOJOLLY ROX
Joey Zalla [JZ]: Vocalz 'n' Guitar / Brian Heavy [BH]: Drumz / Eric SanDiego [ES]: Bass
Come nascono i Jolly Rox?
ES: Beh, chiedetelo a Joey...
JZ: Nascono da una mia idea, volevo formare un gruppo che avesse grinta e tiro visto che avevo una passione per l'hard rock e l'heavy metal, ma che allo stesso tempo fosse in grado di proporre melodie e armonie accattivanti e coinvolgenti. Le componenti soft sono una parte molto importante se si vuole ottenere un risultato completo.
Come si è svolta fino adesso la vostra carriera?
BH: E' ormai un anno e mezzo che conosco e faccio parte dei Jolly Rox e fin da subito ho trovato musicisti con le idee chiare e tanta voglia di fare Rock,ricordo con piacere la mia prima apparizione dietro le pelli al Fabrik di Torino, solamente con 2 prove all'attivo,suonammo e spaccammo come se ci conoscessimo da 10 anni... concerto dopo concerto siamo cresciuti e pronti finalmente per il primo album, ed ora sta al pubblico dire se abbiamo la stoffa per continuare a fare Rock!
JZ: Fra alti e bassi direi. Per adesso non posso dire di essere soddisfatto dei risultati raggiunti, del resto posso assicurare che il disco che stiamo finalmente producendo sarà un enorme passo avanti! Possiamo dire che siamo vicini ad una svolta, nel bene o nel male...
Come nasce una canzone dei Jolly Rox?
BH: E' tutto molto facile... Joey dalla sua mente "malata" viene in sala prove, ci fa sentire il brano voce e chitarra ed io e Eric in poco tempo arrangiamo e finiamo le parti dei propri strumenti. Devo dire che in questo contesto c'è molto affiatamento!
JZ: Eh... ci vuole l'ispirazione! Quando meno me lo aspetto nella mia testa comincia a girare la musica... un giro di accordi ed una linea vocale! Poi appena ho tra le mani una chitarra comincio a lavorarci e, se tutto va bene, in poche ore il pezzo è pronto per essere proposto agli altri.
ES: Beh recentemente io faccio solo del casino e sono particolarmente critico con me stesso. Sembra facile entrare in una band che ha già dei pezzi propri ben definiti. Però se mi limitassi a fare quello che hanno già fatto altri bassisti prima di me avrei potuto fare la cover band dei Jolly Rox, senza stare a scomodare gli originali... scherzi a parte... Joey porta melodia e idee. Poi si buttano tutte in sala e si macina per ore. E categoricamente la prova successiva porta decine di modifiche e cambiamenti. E' sempre difficile dire quando un pezzo è finito. Ti viene sempre in mente qualcos'altro quando lo riascolti...
Che riscontri avete avuto dal pubblico e dalla critica fino adesso?
JZ: Siamo il gruppo più discusso fra odio e amore di tutta la zona! Non so quale sia il reale motivo ma siamo sempre stati in mezzo ad un vortice di insulti da parte di una determinata cerchia, ma allo stesso tempo abbiamo sempre avuto un sacco di ascoltatori che ci hanno sostenuto e apprezzato! Se devo dire la verità ad offenderci e disprezzarci sono stati sempre e solo gli italiani... all'estero ci hanno sempre apprezzato!"
BH: Piano piano il nome Jolly Rox sta avanzando sempre di più, il pubblico sempre più numeroso, interessato e molto curioso di sentire la nostra musica. La critica fino adesso è stata sempre positiva, sono convinto che aumenterà con l'uscita dell'album che credetemi è una vera bomba!"
ES: Positivi, direi. I Jolly Rox sono in giro da tempo e si sono fatti un nome nell'ambiente. Manca solo il salto di qualità, il punto di rottura tra l'underground e la fama. E purtroppo spesso è proprio la critica e non il pubblico che fa la differenza. Penso che in Italia più che all'estero sia complicato uscire allo scoperto, vuoi per una cultura musicale retrograda e falsamente buonista, indietro anni luce rispetto ad altri paesi, anche europei, in cui la musica e l'arte in generale è stimolata e promossa. Qui come al solito si tende a copiare i trend del momento, generati in altre scene e luoghi, senza però portarti dietro i motivi e i fattori che hanno portato a ciò. Questo rende comprensibile una Amy Winehouse in USA ma non una Giusy Ferreri italiana che, anche se ne copia qualche vocalizzo, se ne esce trionfante da X Factor come una bella scatola di biscotti del discount... scopiazzando prodotti ben più famosi e di qualità. Se pensi solo al conto economico della casa discografica e al budget di fine anno la vedo molto dura che si torni ad investire su band che abbiano una identità ben definita...
Cosa ne pensate della scena rock-metal italiana?
BH: È difficile per un gruppo Rock, emergere in un paese come il nostro dove la gente comune non ama vedere un concerto, dove 4 rocker danno l'anima sul palco, incitando il pubblico a scatenarsi e a divertirsi, ma si accontenta di un "idiota" con le cuffie mezzo fatto, che davanti ad uno stereo con il ditino preme un pulsante... (parole sante Brian..N.d.Klaus). Bè per fortuna non è il mio caso, mi hanno cresciuto proprio bene! A parte tutto, al giorno d'oggi l'Italia è piena di band valide, ma solo poche hanno quel qualcosa in più, che permetterebbe di arrivare a grandi livelli.
ES: Di gente che ha voglia di spaccare il mondo ce n'è tanta, di musicisti capaci, di artisti che non hanno paura di provare e di lanciarsi. Ma poi mi ricollego a quanto ho detto sopra. Vedo però con piacere che chi ha la possibilità anche di uscire di poco dai confini transalpini si vede aprire mille possibilità. Alcuni nostri amici hanno avuto questa occasione, per capacità mista ad un poco di buona sorte, e di soddisfazioni se ne tolgono. Ti viene da pensare che basterebbe proprio un niente per far cambiare le cose...
Sai cosa, bisognerebbe un po' evolversi. Nei locali il pieno lo vedo sempre per le cover band, è un segno di poca attenzione ai musicisti originali..."
JZ: Che non esiste... se continueranno a fare le gare fra gruppi come fosse un campionato di calcio le acque non si smuoveranno mai.
Cosa ne pensate di chi paga per suonare?
JZ: Noi non lo facciamo poiché non si fa altro che finanziare le agenzie "truffa" di cui non faccio i nomi più per pietà che per rispetto... sconsiglio vivamente a tutti i ragazzi che suonano di pagare per suonare! Noi ci siamo passati da proposte di questo tipo numerose volte e abbiamo conosciuto gruppi che sono stati in contatto con queste pseudo agenzie e possiamo dire che è tutta una presa per il c... lascio una pulce nell'orecchio... attenti soprattutto a Bologna!!!"
ES: Cosa penseresti di uno che paga per lavorare? E' deprofessionalizzante. Se ci si riferisce alle esibizioni ti dico che un comportamento del genere ti mette sicuramente in vantaggio rispetto a band meno dotate economicamente. Se uno lavora gratis ruba lavoro ad altri. Ma non mi sono mai fidato di chi lavora per niente, di chi regala, di chi non fa pagare i propri servizi. Che qualità mi posso aspettare? Se si parla di vetrine importanti, probabilmente il discorso un pò cambia. Però, vedi, se la scelta la facesse il pubblico e non la critica, forse ci sarebbero musicisti diversi in giro. Pago per suonare: per farmi vedere, per farmi promuovere, per essere il primo a portare soldi nelle tasche di ipocriti imprenditori? No grazie. Punto a creare un buon prodotto, con la qualità migliore che posso tirare fuori, con idee interessanti ma soprattutto personali. Se ti interessa il mio prodotto sta a te investire ora; non dimenticare che io l'ho già fatto per primo.
BH: Penso che sia una grande "cazzata" ogni gruppo deve avere la sua opportunità e credere nei propri mezzi se ha passione e ci crede davvero arriverà in fondo, senza spendere soldi inutili!
Credete che sia importante oggi come oggi avere un agenzia per avere visibilità?
ES: Una agenzia serve per organizzarti eventi. E' necessaria per garantirti il rispetto degli accordi con gli organizzatori di show e locali. Gestiscono però molti artisti, e secondo me è importante ancor prima di questo avere una figura interna al gruppo che si occupi dell'organizzazione e delle relazioni. Poi viene l'agenzia. Che sicuramente se ritiene che vali ti apre diverse porte.
BH: Bè credo proprio di si. Ripeto con tutti problemi che abbiamo in Italia sicuramente può aiutarti.
JZ: Certo, ma che sia un'agenzia seria! Tornando al discorso di prima...
Progetti futuri?
JZ: Intanto finire il disco che è già stato preso da qualche etichetta... poi non anticipo niente, non vorrei portare male! Già come gruppo non è che godiamo di tutta questa fortuna... ;-) lol."
ES: Viaggio in Messico.
BH: Innanzitutto completare il nostro album per promuoverlo e far conoscere la nostra musica in giro per l'Italia e non! E dopo suonare e spaccare il culo sempre e dovunque ci capiti.....
Un fottutissimo saluto a tutti i rocker di Italia di metallo!!!
(Rock'N'Roll Never Die)
Intervista a cura di Klaus P. & Ursula aka "Mandy"