PRIME RECENSIONI DI "MELODIES FORK NOW"
CUEMIX-MAGAZINE.COM This album is a special one – that kind of albums you are constantly in search for for years.
“Melodies
Fork Now” by the Italian genius Leonardo Barbadora aka Koolmorf Widesen
is one of these. Music that goes new unknown paths, music that pleases
your ears and soul. Music that merges different musical directions and
let them shine in a new light..
“Melodies Fork Now” is a wonderful musical experience, a kind of cinematic album dispersing a kind of concept album feeling.
Its
an album with two faces, representing the genius of its artist, on one
side you have these wonderful cinematic soulful experimental chamber
music flavoured with wonderful piano, violin and experimental guitar.
On the other side you have tracks with fast experimental electronica,
breackcore, dubstep, jungle and drum and bass sounds produced with
mainly analogue gear.
But both directions fit together perfectly,
the different sounds of this album Music harmonise together because of
its genius arrangement and intelligent producing.
But there is
much more, you can feel that this music comes straight out of Leonardo'
s heart, so these soulful compositions will please your ears and can
also be heard with your heart.
Two worlds collide and create a
never heard before sound and mood. A wonderful album, a risky mission
that turns out in one of the most beautiful albums of the year.
My favourite album – 100% approveable..
INDIE FOR BUNNIES.COM di Carlo "fleo" Favero
In Italia la musica elettronica è presente. Non parlo di discoteche o rave, parlo di musica elettronica di qualità elevatissima. La sua apparente assenza è data dalla difficoltà di espressione che artisti giovani e di talento riscontrano nel nostro paese, a causa del ristagno culturale particolarmente radicato per quanto riguarda generi musicali non assimilabili al grande calderone della musica ‘pop’ o a quello ancora più vasto della musica definibile ‘leggera’.
Koolmorf Widesen è sicuramente uno dei più dotati e dei più intelligenti, che ha scelto, invece di sgomitare all’infinito tra una folla ignorante tentando di diffondere la qualità musicale dove in realtà l’immediatezza, la semplicità e la superficialità sono i concetti vincenti, di entrare nei circoli più aperti e sapienti presenti all’estero. Nel Regno Unito, naturalmente predisposto a certe sonorità, ma anche altrove, in Scozia, Olanda, Belgio, Austria, trovando sicuramente fortuna e avendo il piacere di condividere il palco con stelle internazionali come Apparat, Bong Ra, Enduser, Fuck Buttons, I:gor e moltissimi altri.
Se si deve far rientrare “Melodies Fork Now” in un qualche genere per indirizzare chi ancora non ha avuto il piacere di ascoltarlo si può farlo rientrare nella breakcore, le sonorità sono quelle del già citato Aphex Twin in “Drukqs”, ma qui Koolmorf Widesen dà l’impressione di voler approfondire ciò che Aphex ha soltanto assaggiato, creando con attenzione maniacale tracce composte da frammenti sonori attentamente misurati. Non c’è quindi la spregiudicatezza di Venetian Snares, ma c’è anche qui la contaminazione di musica classica portata all’apice da Rossz Csillag Alatt Született prima e da My Downfall poi. Anche se non in modo assoluto Koolmorf Widesen tende però a separare i due aspetti della sua musica, racchiudendo in tracce brevi pezzi di pianoforte o archi che sembrano (o sono?) acustici, proprio come il genio di Aphex aveva fatto nel 2001.
La bravura di questo giovanissimo ragazzo sta proprio nell’attenzione che mette nei dettagli. Ogni cosa è al suo posto, ogni elemento che va a formare il pezzo influisce in modo determinante alla sua completa riuscita. Ascoltandolo si ha l’impressione che ogni suono non possa essere creato in modo migliore, come se cambiando anche solo un piccolo particolare il fluire della traccia venisse interrotto irrimediabilmente rovinando tutto.
Io credo che questo album, che per la sua natura e qualità non poteva essere composto in meno di un anno e mezzo, sia davvero un lavoro superlativo. Se siete abituati ad ascoltare realtà musicali locali sapete con che frequenza vengono esaltati lavori che peccano in provincialismo o in mediocrità. In “Melodies Fork Now” questi sono totalmente assenti, realmente non sfigurando se messo a confronto con i lavori dei più famosi e capaci artisti internazionali, provare per credere.
RATING: 5/5
BLOW UP di Luca Galli

ELECTRONIQUE.IT di Liquid
Ecco quello che posso definire un disco indispensabile.
Koolmorf Widesen risponde al nome di Leonardo Barbadoro, classe 1987 e già al secondo album.
Un talento giovanissimo evidentemente cresciuto “dentro” la musica, artista che dimostra di essere prima di tutto un musicista che ha ben appreso le nozioni di melodia e ritmo e che sa tradurre in musica elettronica le sue idee con precisione e sentimento.
Questo “Melodies Fork Now” è un concentrato apocalittico di molteplici derivazioni stilistiche, studi sui generi e concreta applicazione sulle strumentazioni.
Ci troviamo immersi in una ritmica breakcore dalle traiettorie angolari nell’iniziale “My Arms Bend Back” che non ha nulla da invidiare a “velociraptor” come Aphex Twin o il Mu Ziq dei bei tempi, il tutto, senza dimenticare assolutamente la dimensione melodica ed una propensione deep che accompagna l’intero lavoro.
Enorme è la sorpresa con la quale ci ammalia nella successiva “The bind beam fuck” traccia predominata da sonorità electro dalle ritmiche velocissime sulle quali si scaglia un’intrigante melodia dark ed una partitura vocale robotica dai connotati angosciosi.
Brani, i primi due, che servono ad illustrare una panoramica delle potenzialità veramente vaste dell’artista, sapiente, oltretutto, nello scoprirsi pian piano attraverso una serie di composizioni che confermano senza la minima ombra di dubbio la caratura del suo talento.
Nel terzo brano in scaletta, “Zuoel if pick”, esce allo scoperto la sua vena creativa melodica, un passaggio troppo breve purtroppo che ci emoziona con le vibranti corde di un pianoforte che emette note oscure sopra un sussurrato impianto ritmico.
Melodia che troviamo, di nuovo splendida nella sua provocante angoscia, in “Doppelganger” e questa volta è il suono del violino di Andrea Cito ad essere chiamato in causa per una nenia che non può non coinvolgere totalmente l’anima.
Facendo un paragone forse troppo scontato prima mi riferivo ad Aphex Twin, prendendo ad esempio la velocità delle dinamiche breakcore, ma è ancora il genio della Cornovaglia a rappresentare il termine di paragone ideale nella serenata acida di “Bob” (chissà che non abbia pensato allo spettrale spirito maligno della serie Twin Peaks?), una suite analogica penetrante ed efficace.
C’è ancora spazio per due mostri “dark Jungle” come “K21” e “7 Rockets”, oltre che alla stupenda “A Liar Saw it Tony + A Trial Swan I Toy”, brano che più di ogni altro può dar luogo ad emozioni veramente forti.
Questa è la storia di un giovane musicista italiano ricco di talento e se nella musica c’è ancora una giustizia ne sentiremo sempre più spesso parlare.
RATING: 5/5
MPNEWS.IT di Marcello Moi
Leonardo Barbadoro, in arte Koolmorf Widesen, è il classico esempio di bambino prodigio; nato nel 1987 e con già due album all’attivo, oggi è acclamato da molti cultori della musica elettronica come l’erede di Aphex Twin. Tra la lunga serie di epiteti che gli sono stati appioppati dalla stampa specializzata mi limito a citare “pioniere di un genere che Aphex Twin aveva appena assaggiato”, “maestro di tecnica e gusto della divisione del tempo” e “talento giovanissimo cresciuto dentro alla musica”.
Se volessimo usare un'immagine per descrivere questo disco, potremmo dire che è come un bicchiere di cristallo che cade a terra e si rompe in mille piccoli pezzettini. La puntigliosità e la cura per il dettaglio sono maniacali; ogni canzone è composta da un'infinità di “schegge” sonore che si frantumano, si sovrappongono e dopo un'istante svaniscono. Armoniosamente. Melodia? Difficile parlare di melodia in un genere come la breakcore, anche se tracce come “The bind beam” hanno una struttura che si avvicina più al rock che all'elettronica. E' piuttosto bizzarro provare ad immaginare un quartetto armato di tastiere, Pc e piastre Dj, ma la sensazione è quella di un gruppo ben affiatato che suona con strumenti diversi dai classici batteria-chitarra-basso.
Il discorso cambia invece per “My arms are bend back” e “k21”, esempi di Elettronica con la E maiuscola. Dimenticate i rave, non si tratta di un semplice sottofondo per una notte: siamo di fronte a una complessità e a una qualità tali che un primo ascolto seduti in poltrona, magari con un buon brandy, è forse il miglior modo per apprezzare questo lavoro. Beat psichedelici, ritmi velocissimi e stordimento, ma per cogliere tutte le sfumature ritmiche e sonore non si può che essere lucidi.
“Doppelganger” e “Fakir pool moon” svelano invece una insospettabile vena classica, con due belle melodie di piano e violino. Non si tratta certo di contaminazione, perchè le due sfere classica ed elettronica sono racchiuse in tracce diverse e si escludono quindi a vicenda, ma fa comunque piacere vedere che dietro a una musica che viene spesso definita “rumore” si nascondono artisti che sono in grado di comporre con disinvoltura anche brani per strumenti acustici.
Questo disco è parecchio sottovalutato. Non da chi lo ascolta, sia chiaro (il net è pieno di appassionati che dopo aver ascoltato questo disco gridano al miracolo), ma dalla solita logica mainstream che preferisce commercializzare una certa elettronica di caratura di gran lunga inferiore. Forse il paragone è un po' azzardato, ma di fronte a un artista così giovane che in Italia fatica ad emergere e che invece e' molto quotato in Inghilterra, Scozia, Belgio e Olanda, si può parlare di cervello in fuga?
Rating: 8/10
Troublezine.it di George
E' un progetto che va ben oltre i confini nazionali il secondo album del fiorentino Koolmorf Widesen, all'anagrafe Leonardo Barbadoro, autore di uno straordinario lavoro con questo "Melodies Fork Now" edito per la piccola Eves. Già darvi un contenitore entro il quale fare entrare questo lavoro è difficile, perchè dirvi elettronica sarebbe riduttivo e soprattutto svilente per un lavoro che va oltre il confine dell'elettronica intesa nei termini tradizionali. Sì la componente digitale è praticamente la totalità del disco esclusi alcuni accenni di violini (Doppelgänger) o pianoforte, ma la coralità e la energia trasmessa dal disco rientra in una concezione che è notevolmente più verso il rock, quasi come se ci trovassimo di fronte al primo esempio di post-rock totalmente elettronico.
Aphex Twin è il maestro ed il metro di paragone in questo mondo, ma l'originalità del nostro non è solo nel riuscire ad avvicinarsi allo stile del più celebre collega, ma nel creare un disco che fila via senza appannamenti o rallentamenti, dando una impressionante prova di maturità come se non fossimo davanti al suo solo secondo album. Una anima corale che si sente uscire da ogni traccia, sia quando ci sono accenni più alla jungle come nella opener My Arms Bend Back, piuttosto che al dubstep o al neologismo più in voga degli ultimi tempi: break-core. Un lavoro non per tutti, questo è chiaro, ma è un album che non solo travalica i confini nazionali (soprattutto per evitare di sentirsi solo avvicinato al mondo elettronico italiano che purtroppo viene confuso e quindi distribuito con la dance), ma è soprattutto un lavoro che nei salotti della musica eclettica europea di Berlino o Amsterdam probabilmente figurerà tra i migliori dischi del 2009.
Rocklab.it di Gabriele de Seta
Sono gli anni del dubstep, di Landstrunz che la insozza di sincopi hiphop e di synth acidi, di Benga che la riporta alla negritudine, delle derive etno di Shackleton e Dusk e Blackdown, e tutti torniamo assuefatti alla cassa dritta e ai bassi belli tondi. E tutto quel rigoglio dell’elettronica intelligente – e, diciamocelo, talmente cerebrale da annoiarci, mentre con un sorriso di plastica affermiamo che beh, sì, geniale, disturbante, dispari, aliena – dov’è finito? Abbiamo davvero voglia di saperlo? Aaron Funk è diventato parossistico nel suo ritmo di pubblicazione di ritmi non convenzionali? Lasciando queste domande sospese come è giusto che siano, ci tengo a spazzare via i presupposti che vi sono venuti in mente: non si parla di dubstep, non si parla qui di semplice e sterile IDM da bpm vertiginosi e vezzi da compositori schizoidi. Nel 2007 Leonardo Barbadoro se n’era uscito con un esordio a fuoco e a tratti animato da un’ingenuità (che poi è un’anagramma di genuinità, a voler giocare alla pari con i titoli del disco) decisamente promettente. Quasi due anni dopo, mi trovo tra le mani un jewel case più professionale, questa volta pubblicato sotto l’egida di EVES Music, contenente il logico sviluppo di quel sound personale e ben bilanciato, ora anche a livello di produzione e mastering; ‘Melodies Fork Now’ si presenta con meno urgenza, mostra sapientemente le armi a disposizione senza giocarsele tutte insieme a ritmi vertiginosi, e guadagnando in questo modo sia in varietà che in maturità. Ovvio, certo, i nomi tutelari sono quelli: Aphex Twin nelle atmosfere e nel gusto compositivo, Squarepusher, Vsnares, ma anche una certa vena cinematica di fondo, quasi a riprendere delle progressioni al limite del post-rock più elettronico (vengono in mente con facilità degli ipotetici 65daysinstatic riuniti qui in un solo paio di mani, sentite il finalone di The Bind Beam Fuck!) che sfocia a tratti in echi e silenzi più ambient. Zuoel if Pick prepara con delicatezza il flashback di The Cowboy, effettivamente molto vicina a certi episodi AFXiani – mi pare che Crying in Your Face possa essere una possibile, magari inconsapevole ispirazione, ma le citazioni ci piacciono sempre quando sono servite a modo. Gli archi della successiva Doppelgänger ci ricordano che siamo di fronte ad un’opera estremamente ramificata e complessa, così come ben illustrato dalle illustrazioni del package: fa piacere quindi ritrovare quelle parti di violino che arricchivano anche il debutto omonimo e lasciarsi trasportare per tre quarti d’ora di grande elettronica tra sprazzi di drum’n’bass, jungle, synth acidi, intermezzi pianistici e una cura per arrangiamenti e dettagli che riflettono la dedizione e l’impegno di chi nella musica ci vive. Promessa mantenuta.
Undergroundattack.it di +++KID+++
Qualcosa di strano aleggia in redazione in questi giorni, ultimamente i giovincelli picchiano duro e conoscono fin troppo bene la strada per far successo…
Eh si perché la classe 1987 si fa sentire alla grande e ci propone un progetto a dir poco originale e assai intellettuale, dove, già dal primo ascolto, si percepisce una certa classe ed estetica del suono; Koolmorf Widesen ci assegna un percorso musicale di 12 tracce curatissime, in cui elementi assai diversi tra loro si integrano perfettamente; è un album puramente elettronico permeato da un’ anima e un’ intelligenza chiaramente rock; il rock con la “R” maiuscola, e da qui non si scappa; tutto scorre liberamente e senza compromessi: beat tipicamente jungle e drum’n’bass ci fanno muovere immediatamente le chiappe, melodie e bassi sembrano essere atterrati da un altro pianeta, momenti di musica leggera e puramente classica (anche quest’ ultima, chiaramente, con la “C” maiuscola)rendono alcune songs delle vere perle che meritano di entrare per sempre nella nostra mente…
Ma non è finita qua, perché “Melodies fork now”, questo il titolo del capolavoro, ci regala delle situazioni e passaggi tipicamente post rock; i Mogwai si fanno sentire, e la cultura di questo originale e giovanissimo artista sembra non avere fine; per la prima volta termino una recensione con il sorriso sulle labbra…la mia generazione ha qualcosa da dire, VERAMENTE!!!
rating: 92/100
Extra Music Magazine di Elisabetta Lanzillotti
Secondo album di Leonardo Barbadoro, in arte Koolmorf Widesen, Melodies Fork Now è la prova sonora di un’evoluzione eccellente: elettronica allo stato puro, emozionante, vibrante. I titoli delle canzoni sono strani, ma la musica è sorprendentemente pura, elettronica allo stato brado. Accattivante. Da una parte il suono che esce da questo disco è evidentemente elaborato, pensato, frutto di lavoro e riflessione; dall’altra è altrettanto evidente la fisicità della musica, le elaborazioni musicali in “Melodies Fork Now” arrivano dritte alla gola e allo stomaco come un pugno, ma un pugno che vale la pena di sentire.
Pur nella sua semplice complessità questo album è da considerarsi ricco, sia dal punto di vista personale (da parte dell’artista e del suo lavoro e per chi ascolta, che viene trascinato per i capelli nel ritmo e nel battito feroce che prende lo stomaco), sia dal punto di vista delle influenze: quelle all’elettronica d’oltremanica, fino a quelle più dure delle regioni nordeuropee.
Barbadoro è un artista completo, vissuto, ha suonato in mezza Europa (Inghilterra, Scozia, Austria, per citarne alcuni) ed ha diviso il palco con numerosissimi artisti di un certo calibro. Si può benissimo dire che con questo album abbia raggiunto un certo calibro tutto suo fatto di musica di qualità, forza e carattere.
Saltinaria.it di Josè Leaci
Tracce di metalli nocivi, pesanti e pensanti nel liquido ematico/musicale di Koolmorf Widesen, al secolo Leonardo Barbadoro, vero Intelligent composer di musica elettronica.
La sua chimica sonora è perfettamente godibile da ogni lato la si osservi. Sicuramente il dato più maturo di “Melodies Fork Now” è quello ritmico: Koolmorf potrebbe tenere lezioni di “tecnica e gusto della divisione del tempo”. È un cattedratico del 4/4, ne fa quello che vuole come un prestigiatore o, meglio, un mago.
Enfatizza, scava, trova, propone, invade, regala, affonda e riaffiora. Non sembra avere limiti comunicativi nell'affettare il tempo come un serial killer, disciplinato e metodico. Ritmi serratissimi e suoni minimali evocano ictus ed ischemie di vario genere o, se siete più sereni, viaggi stellari tra raggi laser e asteroidi in autostrada verso Reggio Calabria, non curanti dei limiti di velocità.
Ma, al di là di questo, Koolmorf ha anche delle “normali”, felici, intuizioni musicali più meditative come “Doppelgänger”, traccia in cui il violino mostra parametri classici, orizzonti vastissimi e incerti oltre che una grossa vena romantica; “A Liar Saw It Tony… brano con un arpeggio che anagramma e ricompone i pensieri e “Fakir Pool Moon” dove si sente un po' di tristezza gocciolare dal pianoforte, finalmente.
Siamo di fronte ad un disco di IDM in cui la I è molto grossa, l'ispirazione innegabile e il piacere d'ascolto assicurato.
Grazie a Leonardo Barbadoro qui, in casa mia, la discoteca è aperta.
E la mente (esigente), pure.
Dagheisha.com di Divine
Break-core, electro-acid, dubstep, la fisicità della jungle più nervosa ma anche un approccio più razionale e asciutto. Elementi e caratteristiche che rendono il secondo lavoro in studio di Koolmorf Widesen indispensabile per capire quali direzioni sta prendendo l'elettronica moderna. Nella sua musica non c'è paura di inserire una base dance o anagrammi di influenze che sembrano gettate nel calderone all'ultimo istante quasi dovessero avere effetto immediato. Allo stesso tempo però dall'ascolto si evince una ricerca di maturità e il tentativo di distinguersi inserendo nel tessuto analogico chitarre di natura post rock, riferimenti cinematografici, archi e pianoforte. Siamo certi che l'intensa attività live che ha seguito la release dell'esordio abbia dettato condizioni e regole per una presa di coscienza maggiore delle proprie possibilità e un coraggio che a lungo andare potrebbe portare lontano.
Audiodrome di Giorgio Grimaldi
Su queste stesse pagine auspicavamo, dato il buon lavoro proposto con il precedente cd omonimo, un raffinarsi e un divenire maggiormente personale della proposta di Leonardo Barbadoro, in arte Koolmorf Widesen.
Il nuovo album - Melodies Fork Now - prosegue in questa precisa direzione. Il suono del disco è senza dubbio debitore della lezione di un capolavoro assoluto dell’elettronica degli ultimi anni, che inizialmente ha diviso fortemente pubblico e critica al proprio interno: il lavoro in questione è Drukqs di Aphex Twin. Nell’album di Barbadoro ritroviamo sia il gusto di beat intrecciati, multiformi e carichi di bassi, sia melodie affascinanti e cangianti, nonché brani pianistici ispirati da grandi pionieri della musica contemporanea, quali ad esempio John Cage. Gli ingredienti, sì, sono gli stessi, ma il risultato è diverso, e cioè personale, soprattutto in numerose seconde parti dei brani, dove i pezzi si evolvono, mutano, crescono d’intensità come figure nuove che emergono da strutture primarie più semplici. In questo caso, è eccellente la scelta, l’originalità e la cura dei suoni, così come si conferma di assoluta eccellenza la partecipazione di Andrea L. Cito al violino, già protagonista nel precedente lavoro di performance straordinarie. Sebbene una personalità più compiuta sia ancora da maturare, Koolmorf Widesen dimostra in questo Melodies Fork Now di saper perfettamente apprendere la lezione di grandi maestri e, in questo percorso, il raggiungimento di risultati sempre più notevoli.
rating: 4/5
Fard-rock.blog.excite.it di Joyello
Melodies Fork Now è il secondo disco del ventiduenne Leonardo Barbadoro, AKA Koolmorf Widesen.
Con questo imponente moniker, l’artista fiorentino aveva già realizzato un album eponimo via ECG nel 2007 che era riuscito a dimostrare come anche nel nostro Paese sia possibile realizzare musica elettronica in grado di competere con quella storicamente più autorevole proveniente dall’estero.
Koolmorf Widesen riesce, sia pure utilizzando linguaggi consueti e collaudati (jungle, break-core, dubstep…) a confezionare lavori di forte impatto emotivo che, sicuramente non per caso, hanno incuriosito artisti come Apparat, Fuck Buttons e The Bug che l’hanno voluto come opener nei propri eventi live, durante i quali il Nostro ha saputo esprimere una capacità sottile di sperimentare con il linguaggio digitale. [...]
Col nuovo album, che esce col marchio della piccola ma interessante Eves, il lavoro si fa ancora più ricco abbinando, alle trame elettroniche, anche alcuni affascinanti interventi di pianoforte, violino e chitarra.
Un album a tratti cinemat(ograf)ico, che scorre come la colonna sonora dei nostri momenti più intensi.
Senza dimenticare lezioni imprescindibili prese da maestri come Matmos e Aphex Twin, Koolmorf Widesen riesce senza troppa fatica a trovare una strada personale fatta di onestà e di ricerca. Se la passione per l’elettronica di nuova concezione è indiscutibile, in questo album vengono a galla anche le lezioni più serie della musica d’avanguardia, contemporanea ed elettroacustica.
Una eccellente ricerca sui suoni che sbigottisce per la capacità di assemblaggio e di evoluzione. Con un collaboratore altrettanto eccellente come Andrea Cito (violino in Doppelgänger e A Trial Swan I Toy), Barbadoro compie un passo fondamentale nella direzione più sincera dell’IDM.
Melodies Fork Now non è certo non un disco per tutti ma è sicuramente è per palati fini.
La sorte che mi sento di augurargli è quella di arrivare sugli scaffali della più grande quantità di palati fini e non rimanere relegato tra gli archivi della solita elite.
Cercatelo!
rating: 8/10
Elektrauma.de:
Hinter diesem kryptisch anmutenden Namen verbirgt sich ein gewisser Leonardo Barbadoro aus Florenz – ein klassischer Musiker, der sich sein Wissen um die Klangerzeugung unter anderem per Studium aneignete. Und es scheint eine Gesetzmäßigkeit vorzuherrschen, in der gerade akademische Musiker sich immer etwas auf ihre Kopf verlassen. Das Problem: Viele der Stücke wirken zwar modern und ausgefallen, aber es fehlt das Bauchgefühl. Das ist bei Koolmorf Widesen aber gottlob nicht der Fall. Zugegeben, die Stücke sind alles andere als einfach zu handhaben – der Musiker wechselt zwischen sphärischen Soundscapes, vertackten Industrial-Rhythmen und surrealen Versatzstücken – und dennoch macht „Melodies Fork Now“ ein sehr authentischen Eindruck. Das liegt auch vielleicht daran, dass Barbadoro Stücke entwirft, die so wirken, als habe der Italiener nie etwas anderes gemacht. Das Ergebnis ist ein in sich geschlossenes Werk mit überraschenden Sounds, die selten aus Computerprogrammen und Synthesizern herausgekitzelt wurden, und einer sehr verschrobenen Atmosphäre. Wie immer muss man sagen, dass für die Tanzfläche nichts dabei ist. Aber angesichts des Anspruchs von Barbadoro war es ja fast schon vorauszuahnen, dass das Album alles andere als einfach wird. Aber geil ist es dennoch.
(verfasst von Nuuc)
Sound Proector.com di Pi Micron
The first and the only at the moment musical release of the Italian art-community EVES - album Melodies Fork Now by the project Koolmorf Widesen (Leonardo Barbadoro). The musician already has a solo work in his discography, but unfortunately I hadn't got acquainted with it.
The thing, due to which I liked the album at once, is that from the very first minutes of sounding it suddenly sent my mind some years back, to the beginning of millennium when I got maximum pleasure from the British experimental electronics. In particular from the double CD Druqs of Aphex Twin and Squarepusher's album Go Plastic. Melodies Fork Now has something common with these works in those parts where vent is given to very quick, interrupted and ornate rhythm shooting down the listener like with a machine gun. In some places I even can't get rid of the feeling that I've heard it somewhere else. Damm, haven't I heard it?! In any case it's made well and catching – in "My Arms Bend Back" drums chopped by trance-gate as well as "7 Rockets", jungle trash in "K21"... The rhythms are sometimes mixed with quickly as well sequence of acid analogue sounds making together with drums the highly explosive chemical reaction.
High-speed and crazy part of the album interlaces with calm ambient themes, at the foreground are the instruments of a symphony orchestra. It's a powerful and deep component of the album, it refreshes its sounding. Perhaps without it the album could be considered rather mediocre. But the result is at the least very integral and interesting release.
Первый и на данный момент единственный музыкальный выпуск итальянского арт-комьюнити EVES - альбом Melodies Fork Now от проекта Koolmorf Widesen (Leonardo Barbadoro). Музыкант уже имеет в своей дискографии одну сольную работу, но с ней я, к сожалению, не был знаком.
Чем мне сразу понравился этот релиз, так это тем, что с первых минут звучания он как-то очень неожиданно отправил мой мозг на несколько лет назад, в начало тысячелетия, когда я получал максимум удовольствия от британской экспериментальной электроники, в частности двойника Druqs Афекса Твина и альбома Squarepusher'а Go Plastic. Melodies Fork Now имеет что-то общее с этими работами в тех частях, где дается воля очень быстрому, прерывистому и витиеватому ритму, как из пулемета расстреливающему слушателя. В некоторых местах даже не покидает ощущение, что все это я где-то слышал. Черт возьми, ведь я это слышал?! В любом случае, это сделано хорошо и цепляюще - и порубленные транс-гейтом ударные в "My Arms Bend Back" и "7 Rockets", и джангловый трэш в "K21"... Ритмы, порой, перемешаны с такой же быстрой чередой кислотных аналоговых звуков, вступающих с барабанами во взрывоопасную химическую реакцию.
Скоростная и отвязная часть альбома переплетается со спокойными эмбиентными темами, на передний план в которых выходят инструменты симфонического оркестра. Это сильная и глубокая составляющая альбома, освежающая его звучание, и без которой, пожалуй, его можно было бы считать посредственным. В итоге же - как минимум очень цельный и интересный релиз.
Darkroom-magazine.it di Roberto Alessandro Filippozzi
Dopo un primo album eponimo edito dalla ECG nel 2007, torna sulle scene
il progetto di Leonardo Barbadoro, stavolta sotto l'egida della Eves.
Il musicista fiorentino, dopo due anni di intensa attività live (anche
e soprattutto all'estero) e di composizione, torna con un lavoro più
maturo e completo, orientato verso sonorità jungle, break-core,
electro-acid e dubstep. Il follow-up si apre con i frenetici ritmi jungle di
"My Arms Bend Back", e c'è appena il tempo per rifiatare prima che
arrivi il primo picco dell'opera in esame: "The Bind Beam Fuck" mette
da parte la frenesia rivelandosi comunque piacevolmente ritmata, ed
alterna magistralmente passaggi più atmosferici ad altri di matrice
industrial altamente abrasivi. Circoscrivere un songwriting come quello
di Leonardo sotto la dicitura IDM, nonostante i molti possibili sbocchi
ed i confini 'ampliabili' del filone stesso, suonerebbe in un certo
qual modo riduttivo, tante sono le influenze attraverso le quali spazia
il Nostro: lo testimoniano gli squisiti momenti basati sul piano come
"Zuoel If Pick", "Oh! Scorn Krunds" e le conclusive "Fakir Pool Moon" e
"Candlestick", ma i tasti d'avorio, uniti al violino dell'ospite Andrea
L. Cito (riconfermato dopo l'apporto fornito al debut), si rivelano
assoluti protagonisti anche nella gemma melodica "A Liar Saw It Tony +
A Trial Swan I Toy". L'archetto di Andrea conduce le danze anche
nell'ottimo frangente "Doppelgänger", appena velato di leggera
elettronica, mentre le influenze electro-acid fanno capolino
soprattutto nella piacevole "The Cowboy"; la jungle più frenetica trova
però diversi spazi nell'opera in questione, facendo la voce grossa
anche nelle strabordanti "K21" e "7 Rockets", vere vette d'intensità
dell'intero lotto. Come giustamente recitano le note ufficiali, si
tratta di un lavoro ricco di influenze, contaminazioni e
sperimentazione, e non possiamo che trovarci d'accordo con queste
parole, sottolineando la bontà di un'opera compatta pur nel suo essere
variegata, segno di una maturità artistica invidiabile che si somma a
dei suoni davvero notevoli ed alla grande abilità in fase di
arrangiamento. E fa piacere sapere che gli artisti validi e capaci in
un settore difficile, dove la sperimentazione è spesso pretestuosa e
fine a sé stessa, li abbiamo in casa, senza bisogno di guardare sempre
all'estero: prendete nota e ponetevi fiduciosi all'ascolto della musica
di Koolmorf Widesen.
MACHINIST MUSIC di vAlien/DJ Commando LABELLA
Итальянский проект KOOLMORF WIDESEN играет разную музыку. С одной стороны, это нервозный и абразивный экспериментальный электронный материал на стыке эйсид-электро, брейкора, джангла и дабстепа ("My Arms Bend Back", "7 Rockets"), при создании которого предпочтение отдавалось аналоговым источникам звука. С другой стороны, на альбоме "Melodies Fork Now" присутствуют мрачноватые электроакустические зарисовки для струнных и пианино ("Zuoef if Pick", "Doppelganger", "A Liar Saw It Tony + A Trial Swan I Toy"), изредка с добавлением построковых гитар или нойз-эмбиентных текстур (например, во второй половине "The Bind Beam Fuck"). То есть проект определенно тяготеет к полистилистическому фристайлу, выпячиванию ритмической эклектики и осеннему по духу классическому авангарду. Благо, что весь этот полушизофренический концерт больших и малых звуков, калейдоскоп крупных аудиоформ и электронных микроформатов, соревнование скоростных частиц и статичных объектов подан в эстетской интеллектуальной обертке со специфической научно-фантастической или красивой кинематографической нуар-атмосферой и отчетливо проявляющимся человеческим фактором. Я хочу сказать, что за нагромождениями отчаянных битов и брейкбитов, перебиранием ночных натурных сэмплов и оркестровыми партиями в отдельных треках стоят довольно неплохие гитарные, пианинные или синтезаторные мелодии. Равнодушно внимать такой печальной и атмосферной музыке невозможно. Но все же музыка KOOLMORF WIDESEN остается очень сложной и тонкой субстанцией, зачастую подверженной неожиданным звуковым мутациям и переменам в настроении. Согласитесь, соседство на одном альбоме трагической скрипичной ("Doppelganger") или клавишной ("Candlestick") классической музыки и экспериментального брейкора ("K21") с примесью электро ("Bob") можно трактовать как паранойю гениального музыканта или как вызов слушателю-обывателю. Что ж, если вы готовы принять вызов KOOLMORF WIDESEN и с одинаковым удовольствием слушаете брейкор, джангл, эмбиент и классику, то, быть может, альбом "Melodies Fork Now" вам очень и очень понравится. Мне первая официально изданная работа Leonardo Barbadoro показалась достаточно интересной и оригинальной, особенно в ее классической/саундтрековой части, однако это определенно не та музыка, которую я смог бы слушать часто. Только небольшими порциями поздно вечером или после полуночи.