MySpace


Tea-kettle Records

Tea-Kettle Records


Last Updated: 8/25/2009

Send Message
Instant Message
Email to a Friend
Subscribe

Gender: Female
Status: In a Relationship
Age: 27
Sign: Libra

State: Piacenza
Country: IT
Signup Date: 9/19/2006

My Subscriptions
July 1, 2007 - Sunday 
con piacere e soddisfazione riportiamo la recensione di Meet the Gang!, il primo album degli Isabel at Sunset, pubblicata su www.musicboom.it


Spontaneamente sorprendenti
di
Stefano Bartolotta


Se il buongiorno si vede dal mattino, per l'etichetta piacentina Tea Kettle Records si preannuncia un futuro radioso, almeno per quanto riguarda la qualità dei dischi prodotti. Infatti la prima (e finora unica) voce del catalogo, ovvero l'esordio dei parmensi Isabel At Sunset, mostra un equilibrio tra spensieratezza ed incisività proprio solo dei dischi di qualità. Un lavoro tanto spontaneo quanto centrato in ogni suo aspetto, che ha come maggior pregio quello di non essere mai scontato e di riuscire a riservare sorprese anche dopo un buon numero di ascolti ripetuti.

Dal punto di vista del suono si potrebbe semplicemente parlare di chitarre con un'impostazione che le avvicina a quelle dei Pavement che, con l'aiuto, in alcuni brani, della tastiera, si cimentano in melodie alla Death Cab For Cutie, con alcuni ritornelli che avrebbe potuto scrivere Kelly Jones quando era al top della sua ispirazione. Mentre il cantato svaria da un timbro vocale aperto e solare ad uno più nasale, ed in questo secondo caso spesso ricorda Matteo Agostinelli ma talvolta vira verso l'intonazione propria di Liam Gallagher.
La produzione è impeccabile, le melodie sono tutte di ottima fattura, ma, come dicevamo, questi sono gli aspetti che rendono il disco gradevole fin dal primo ascolto, ma che da soli non basterebbero ad incastrarlo nel lettore. Il punto di forza di questo esordio è quel tocco in più, presente in ogni canzone e sempre azzeccato ed interessante, che va al di là dello schema strofa-ritornello. Può essere un finale improvviso quando ci si aspetterebbe che la canzone vada avanti, o uno sviluppo della melodia, oppure dell'arpeggio di chitarra, o ancora un aumento od una diminuzione del ritmo e/o dell'intensità del suono.
Concettualmente è un'idea tutt'altro che nuova, siamo d'accordo, ma ognuno di questi elementi riesce, con una spontaneità ed una fluidità invidiabili, ad offrire sempre uno o più momenti che sono comunque inaspettati e che danno veramente un valore aggiunto importante, senza mai dare l'idea di una ricerca delle variazioni fine a sé stessa, senza costrutto. Anche la disposizione delle canzoni, con l'equilibrio e l'alternanza tra quelle più ariose e d'impatto e quelle più d'atmosfera e meno immediate, dà il suo contributo a fare in modo che le sensazioni positive date dai primi ascolti non scemino col tempo, ma anzi vengano amplificate.

Un lavoro, insomma, che merita la massima attenzione, sia per la sua bellezza estetica che, soprattutto, per la sua potenziale longevità.