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NORMAN
La rivolta dei bambini blu
Fosbury/Audioglobe
Giancarlo Susanna 8/10
Ci sono dischi che conquistano subito il cuore di chi li ascolta. Non solo per la qualità oggettiva della musica, ma anche per tutto quello che c’è dietro. La Fosbury, per esempio, che è nata dalla passione di alcune persone ed è diventata una delle più belle realtà della produzione “indie” italiana. E Massimiliano Bredariol, che pur essendo un (ancor giovane) veterano ha mantenuto intatta e integra la testarda volontà di esprimersi scrivendo e registrando canzoni. Vale qui la pena di riportare alcuni frammenti della nota stampa dei Norman, parole che sarebbe stato bello trovare sul libretto di questo cd: “Cinque spiriti in uno, incanalati su di una via diritta e compiuta. Un suono pulito e bello. Suono di scintille. Suono di piedi che scalpicciano sulle stelle. (…) Tante storie intrecciate in un esordio dall’ordito del tutto nuovo. Talento per le atmosfere in penombra e per la psichedelia artigianale. Olio di gomito a lavorare sui semitoni. Musica di pane. Musica adesiva”.
Riesce francamente difficile trovare un modo migliore per raccontarvi “La rivolta dei bambini blu”. Ci limiteremo a dire che la formazione guidata da Max Bredariol ha realizzato una delle pagine più emozionanti di questo 2009 che si avvia alla conclusione. C’è un brano – “Il colpevole” - che ha già la statura di un piccolo classico, a dimostrazione di come si possa usare l’italiano in un contesto che non è soltanto canzone d’autore o musica rock, ma quel magico qualcosa che unisce a perfezione i due linguaggi.
RUMORE Ardua impresa cucire la lingua italiana su suoni anglofoni, si sa. Ma
c’è chi ci riesce. Con disinvoltura che parrebbe innata i cinque
indie-pop rocker (spiace per i termini fastidiosi) trevigiani son
capaci di far suonare un testo non riducendolo a slogan ma manco
recitando la Garzantina letta la sera prima. Che bene! Raccontano.
Raccontano dieci piccole storie con tanta naturalezza da farle
diventare grandi. Efficaci colpiscono, romantici sussurrano, eterei
spalancano cuori, innamorati accendono speranze, indolenziti
alimentano dubbi, sarcastici giocano. Ma Convincono e senza bisogno di
inviti. Ci si immedesima continuamente, nota dopo nota, attimo dopo
attimo. Un album in cui si entra facilmente ma è difficile uscirne.
Bellissimo farsi risucchiare nel vortice dei bambini blu. (8)
Barbara Santi
ILMUCCHIOMassimiliano Bredariol, già nei Virna, negli Artemoltobuffa e attualmente batterista dei Valentina Dorme, ha creato un progetto nuovo, un gruppo con Redy Buonaventura, Matteo Battirossi, Stefano Papandrea e Simone Zaffalon. Tutti musicisti “navigati” che si sono messi assieme per questo primo capitolo che parte con un loro background nella composizione delle canzoni in italiano, rappresentante già di per sé una buona base. Aggiungendo a questa base la loro anima compositiva con dei testi ben scritti che definirei elettrizzanti e degli ottimi arrangiamenti delle musiche: ecco allora che “La rivolta dei bambini blu è fatta”. Bredariol ha il volto malinconico e attanagliato dalle emozioni che lo assalgono ogni minuto, come succede a tanti di noi, con la differenza che le sue manine le sanno riportare in musica tramite delle note buone e le sue parole devastanti che in modo candido ti parlano di morte, di nodi in gola, della fine di una storia, delle disillusione. “Adorandoti per lo più all’aperto ora ti senti a tuo agio e mi sento a mio agio, ma le cose sbagliate non cambiano, ma poi”, Max canta nella stessa canzone “salirò”, quindi non tutto è perduto. Un cantante da tenere amato, Max. La sua fragilità che riaffiora dalle parole ci parla e non mente. La musica è una folata gigantesca di fiori che ci copre di colori e prende le parole e le nasconde nella loro crudezza e le conclusioni delle canzoni danno l’idea di una grande festa di note e dopo una spennellata di blu al momento buio, lo stesso diviene nuovo di pacca, giusto quello che ci serviva per ricominciare daccapo.
Francesca Ognibene
LASCENAMolto gradevole l’esordio di questa band trevigiana capeggiata da Massimiliano Bredariol che, dopo l’esperienza effimera dei Virna ed altre collaborazioni, allestisce questo progetto dedito ad un indie-pop rock raffinato, ottimamente suonato e supportato da testi particolarmente dotati di carica poetica, che non ha niente da invidiare ad i nomi più blasonati dell’attuale scena indie rock nazionale. Bredariol & soci, insomma, la sanno lunga e imbastiscono sapientemente una serie di suoni ben strutturati.
Adorandoti per lo più all’aperto dopo un’introduzione fiammante procede adagiandosi su una ballata tanto delicata quanto scostante, fino a vette inattese di noise.
Tra le fragole, invece, riflette la melodia rarefatta dei Perturbazione.
Curiosa poi
Morirò in vacanza caratterizzata da momenti di folk, con tanto di fisarmonica, e mutazioni finali in dark.
Un lavoro molto interessante, caleidoscopico quanto basta, che raggiunge una sua completezza didascalica quando la band si lascia risucchiare da immancabili digressioni psichedeliche.
Vittorio Lannutti
ROCKIT
I Norman sono un gruppo veneto che suona un indie rock dai lineamenti psichedelici e ama perdersi nelle proprie derive sonore. "La rivolta dei bambini blu" è l'esordio della band e non è un disco da cazzeggio, ma un lavoro cui occorre dedicare attenzione e ascolti ripetuti. L'atmosfera è sospesa, capace di indugiare a lungo in sommessi giri di chitarra che annunciano esplosioni che non arriveranno. Trame tese e tenuamente cupe sostengono il cantato di Massimiliano Bredariol, che richiama spesso alla mente la voce di Manuel Agnelli, ma riesce a darsi una unicità ipnotica. Il dosaggio degli elementi è dunque ottimo, eppure qualcosa manca all'amalgama. Con il passare dei minuti, ci si accorge che le tracce avvolgono ma non avvincono. Nonostante la promessa iniziale di riporre grande attenzione all'ascolto, a tratti si rischia di perdere contatto con l'album. Una volta giunti alla fine, i pezzi che sono rimasti in testa sono quelli che presentano una qualche diversità rispetto al clima generale. È il caso di "14", modellino pop ricamato da archi perfetti, o de "Il colpevole", che colpisce con la sua pacata ossessività. Ci fosse un'altra manciata di canzoni così incisive e riuscite, "La rivolta dei bambini blu" sarebbe tra i migliori dischi dell'anno, tocca invece accontentarsi di un buon disco. Come se fosse poco.
Marco Villa
KRONICAvevamo conosciuto Massimiliano Bredariol qualche anno fa come compositore e cantante dei promettenti ma troppo presto scomparsi Virna. Da allora l'avevamo visto impegnato dietro la batteria a fianco di diversi artisti, dai Valentina Dorme ad Artemoltobuffa, ma non avevamo più avuto modo di ascoltare la sua voce e le sue canzoni in un disco.
La Rivolta Dei Bambini Blu è decisamente un buon esordio, per questo nuovo progetto guidato dal musicista trevigiano: un disco che spazia fra canzoni gentili e confidenziali come la title-track,
Morirò In Vacanza o
Adorandoti Per Lo Più All'Aperto e brani trascinanti come la chitarristica
Quattordici o
Rasoterra, dando il meglio di sé quando si abbandona a passaggi più languidamente malinconici bagnati di psichedelìa come l'inquieta
Blunedì, l'indolente
M.I.N.A.,
Tra Le Fragole e l'intensa
Il colpevole ma dimostrando di saper giocare in modo decisamente riuscito anche con sghembe melodie indie-pop (per usare un termine tanto caro ai critichini più alla moda) come
Tutte Le Altre Cose Che Non So.
Un lavoro decisamente intrigante ed interessante che entra in circolo lentamente ma alla lunga conquista per la capacità di sposare approccio “indie” (usando per una volta il termine in senso positivo), psichedelìa e capacità autorali non indifferenti in cui l'persensibilismo si lascia addolcire da qualche goccia di ironia e surrealismo, miscelando il tutto in un universo sonoro sfaccettato dal sapore agrodolce.
Roberto BonfantiBLOW UPFa piacere ascoltare questo disco, realizzato in "famiglia" con cura
artigianale e mezzi non sproporzionati. Trattasi di canzoni
formalmente ineccepibili, orientate fuori confine -Radiohead- con
italica cura per l'arrangiamento, dalla verve baustelliana di 14 alla
riflessiva Blunedì a Tutte le altre cose che non so, le quali
"tradiscono" una prossimità non solo geografica con i vari Northpole,
Elle, Libra (tutte storie degli anni Novanta!) oltre ad
Artemoltobuffa, dove suona il "pilota" Mx Bredariol. Allo stato
mancano però ancora le cose da dire, testi adeguati a supporto di uno
sforzo musicale già valido e convincente: ciononostante i Norman si
lasciano ascoltare volentieri, potenza dei complessi intrecci tra gli
strumenti, che ora graffiano ora indulgono. Non è mai troppo tardi per
stupire anche con le parole, ma in una nazione divenuta disattenta
come questa, che si accontenta di poco e dell'amore, potrebbero già
ora funzionare ai piani alti. (6/7)
Enrico Veronese