di Adriano Patti
C'è tanta bella gente all'apertura di stagione delle Sala Lomax!
Il quartiere caldino e, conseguentemente, la necessità di far cessare
la musica entro la mezzanottetrenta regala a Catania un concerto ad
orario quasi europeo.
Preceduti dal decontestualizzante live dei Guller, band che unisce
ruvidità albiniane a ritmiche monelle, voce no wave e violino davvero
poco tzigano, i Dog A Dog salgono sul palco poco dopo le 11 di sera.
Inutile stare a parlare di cosa suonino e di quanto accordati siano gli
strumenti.....la band di Emilano Cinquerui è praticamente impossibile
da descrivere dal vivo in modalità tradizionale.
Nei minuti compresi tra il primo e l'ultimo pezzo ci sta l'intera storia del rock'n roll.
Raccontata come se fosse la prima volta.
Dal baby doll (o quello che cazzo era....) indossato dal navigato
vocalist, ai tempi pari pari, la cassa che scappa, il basso che frigge,
il distorsore che chiede pietà, la birra sul palco, la special guest...
Il
tutto senza quella antipaticissima sensazione di deja vu' che
proverebbe oggi uno spettatore assistendo ad un concerto di Crosb,
Still, Nash &Young (poi ve la spiego....).
Cosi tra Satana in pelliccia, dissertazioni sullo spiccato senso
dell'igiene proprio del popolo ebraico, cannibali poganti e Britney
Spears in carriola si arriva alla fine del concerto con la sensazione
di avere assistito a qualcosa di fuori dal comune pur avendo la piena
consapevolezza che nessuno degli elementi presenti nella musica e nel
live act in generale possa anche lontanamente esserlo.
In poche parole: questi qua suonano del normalissimo punk'n’roll dando
l'impressione di essere i primi al mondo a farlo.
Non me la sento di sottovalutarli!
"Il concetto di band è superato" (E. Cinquerui - Dicembre 1995)