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Manodopera



Last Updated: 11/29/2009

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Status: Single
Country: IT
Signup Date: 9/26/2006
Tuesday, December 04, 2007 

OP-LA'

Con il loro disco d'esordio ("Terratradita", 2001) si erano accreditati come una delle realtà più interessanti del nuovo folk-rock italiano, giocato fra sonorità e colori della musica del mondo, fra America Latina e Balcani, swing e canzone popolare con un tocco d'autore. Ora, a distanza di quattro anni e molta strada percorsa - nel vero senso della parola, attraverso centinaia di partecipazioni a concerti nelle piazze, nei locali, nei festival di strada - con il secondo album intitolato "Op-là", i MANODOPERA si confermano con uno stile del tutto personale,una tecnica di esecuzione ai limiti del virtuosismo e di taglio gitano, testi poetici, ironici e comunque mai banali usciti ancora una volta dalla penna felice del cantante chitarrista Gianluca Nuti e una grande e affascinante ricerca sul suono portata avanti da tutti gli otto musicisti che sfruttano tutta la gamma acustica e la purezza dei relativi strumenti nella loro essenzialità e magia. Così il circo di varia umanità evocato dall'acrobata in copertina, in bilico sul filo della quotidianità tra miseria e bellezza del presente, desiderio di fuga e suggestioni di paesi lontani, viene rappresentato attraverso canzoni come "L'eremita", brano di apertura sul mito della fuga di una generazione che ha letto Kerouac e Siddhartha. Oppure "Anita", dove l'illusione di un amore occidentale che non basta a cambiare il sogno di emancipazione di una ragazza dell'America Latina si colora delle note di un mambo, fino alla satira del potere de "La statua" reso con suoni e stile mariachi. Un tocco popolare e dialettale viene da brani come "La mosca d'o bar" che racconta in maccheronico napoletano la vita di una mosca incapace di uscire dall'universo del suo bar e di affrontare la vita o "El Gaeo", omaggio alle radici venete della band, gustosa storiella quasi deandreiana in cui il galletto sacrificato alla voracità del prete di campagna si vendica in una terribile indigestione notturna di cui è vittima il prelato. Trascinanti le percussioni africane di Ndiaye Adam e Ndiaje Pape Amadou , ospiti con i loro djembè e i loro canti nel brano "Africa" dedicato al desiderio di riscossa e di libertà del loro continente, la sezione fiati che si esalta nella balcanica "Futbalerska" (brano strumentale che significa letteralmente "partita di calcio" in lingua serbo-croata), per ritrovarsi poi in piena festa mediterranea con il ritmo della "Tammurriata delle stagioni", dove i fiati di Guido Frezzato dei Marmaja e il violino zingaresco di Fabio Losito dei Folkabbestia portano in dote sonorità della musica popolare del Polesine e del Salento. Allo stesso modo la splendida voce di Etevaldo Maciel Barbosa in duetto italiano-carioca con Gianluca Nuti ci porta nel cuore del Brasile per raccontare il bisogno negato della risorsa più elementare ma più preziosa della nostra terra, l'acqua in "Agua Natural". Chiude il cerchio dei musicisti coinvolti in questo disco, mirabolante come un "Circo" la partecipazione di due cantautori come Leo Miglioranza e Alberto Cantone che mettono la loro penna e la loro voce in "Sogno blu" (uno swing europeo melodico e accattivante) e nella già citata "La mosca d'o bar". Unica cover dell'album, la bellissima versione italiana di "La chambre", omaggio ai fratelli d'oltralpe Les Hurlements d' leo. 14 canzoni scritte ed eseguite con il cuore, nate da anni di incontri con la gente e di continuo scambio di emozioni, frutto di una maturità che non dimentica ma anzi esalta genuinità e freschezza, per chi ama la musica di qualità senza frontiere e per chi, attraverso il ritmo e l'energia di un lavoro così ben fatto, può imparare ad amarla. Op-là: il circo musicale dei Manodopera, una volta entrato in scena, non smette mai di divertire e di stupire.