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Nena è bigama



Last Updated: 9/15/2008

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Gender: Female
Status: In a Relationship
Age: 35
Sign: Cancer

City: Milan
State: Milano
Country: IT
Signup Date: 10/6/2006

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Monday, March 10, 2008 

Current mood:  ashamed
Category: Life

Ho una storia d'amore che dura da 14 anni.

Lui si chiama Rolly, ha un pessimo carattere ma un cervello sopraffino. C'è della stima insomma. Oltre che un'attrazione fisica pazzesca: amo il suo pelo ispido e l'odore delle sue orecchie. Non c'è amore senza passione, d'altro canto.

Io e Rolly negli ultimi 14 anni abbiamo condiviso davvero tutto: compagni di piatto e di letto, di disavventure, di malattie e di gioie, di viaggi e di litigi, di crisi economiche e amorose.

Ma soprattutto, di lunghe passeggiate.

Quando era piccolo lo mettevo nel cestino della bici e me lo portavo sempre appresso. Col passare degli anni abbiamo preferito camminare: per i campi, per i viali, per le strade di campagna poco frequentate. Sì, siamo andati qualche volta a fare anche shopping insieme, ma Rolly mal sopporta la vista di altri maschi, tende a diventare violento ed iracondo, e quindi abbiamo spesso preferito la solitudine degli alberi e il silenzio dei prati, dove ha sempre potuto fare le sue cacchette secche senza doversi vergognare delle sue faticose spinte e dei suoi stitici risultati.

Da quando sono andata a vivere da sola purtroppo la nostra convivenza è stata spezzata inesorabilmente, con enorme rammarico da entrambe le parti. Spaesamento, vuoto affettivo.

E io non ho più passeggiato.

In queste ultime sere invece ho ricominciato a godermi il passo pacifico e meditabondo. Quello che ti rinfranca lo spirito, ti stanca il piede e ti affranca dal business della giornata 9-18.

Un po' la crisi petrolifera, un po' il cuscinetto che incombe intorno ai fianchi, un po' che mi sono iscritta al gruppo marciatori di un paese vicino.

Rolly è stato sostituito da un modernissimo iPod Shuffle verde pisello, e la tranquillità che mi coccolava fino a due anni fa durante i tramonti padani è stata soppiantata da una strana inquietudine.

E non è solo perché Rolly non è più al mio fianco a difendermi. Sì beh, forse anche quello.

Ma soprattutto… ci sono più extracomunitari che paesani.

Passeggiare la sera da sola diventa ansiogeno.

Qualche anno fa al massimo c'era qualche eroinomane, che però rimaneva confinato nel solito bar o al solito parco, senza sforare nelle strade di noi-gente-per-bene.

Ora veramente mi sembra di vivere a Kabul.

E mi ritrovo a dirlo io, appassionata esterofila, stremata sostenitrice dell'integrazione e innamorata del melting pot, da sempre irretita dall'uomo nero e affascinata dall'esotico.

Che io sia una dei tanti ipocriti intossicati di buone dottrine e cattivi esempi che predicano bene a casa degli altri e poi invece si dedicano a maniacali e bigotti repulisti in casa propria?

Ho la fortuna di vivere in una via storica del mio paese, "la cuntrada dì morti", dove le vecchiette si affacciano sulla soglia del cortile e si rivolgono a me ancora in dialetto, dando per scontato che io le capisca. E quanto mi piace, quanto mi fa sentire a casa!

Ho scelto un lavoro che mi permettesse di viaggiare, invaghita come sono dell'altrove: linguistico, culturale, culinario, religioso.

Ma a casa mia… beh, a casa mia mi piace trovare il mio idioma.

E non mi piace affatto non sentirmi sicura.

È razzista associare l'immigrato alla delinquenza, lo so, soprattutto in una piccola realtà di provincia che è ben lontana da quella di Piazzale Corvetto.

Il fatto però è che queste orde di uomini arabi che vivono in 15 per casa e ti chiamano come un gatto quando passi sotto la loro finestra, apostrofandoti chissà come e sghignazzando nella loro lingua sputacchiante, non mi fanno sentire a mio agio. Soprattutto se penso a come trattano le loro donne e alla considerazione che hanno della femmina occidentale.

Oltre alla rabbia, mi viene la paura.

E a casa mia non lo sopporto.

A Londra, quando ho vissuto nel quartiere arabo, mi sono adattata: ero altrove, a casa d'altri, e non uscivo la sera.

Per quanto sbagliato, perché comunque era una limitazione della mia libertà, non replicavo alcunchè.

Ma nel mio paesello mi piaceva tanto essere circondata da vecchine che facevano il roccolo sulla soglia di casa, aspettando la fine dell'estate. Mi piaceva quando ci si conosceva tutti per nome e la gente salutava Rolly che fendeva il vento con le sue orecchie dal cestino della mia bici.

E sicuramente odio avere paura.

Non sono orgogliosa di questo, no.

Ma così è.

Currently listening:
Gianni Tre
By Gianni Morandi
Release date: 20 January, 2001
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kassandra

 
eh no però.
è difficile.
ma insomma quindici uomini arabi che ti chiamano dalla finestra sono sgradevoli quanto, probabilmente, inoffensivi. io ho molta più paura di un uomo solo che mi taglia la strada quando torno di notte, qualunque sia la sua città natale. perchè è l'indifferenza che mi circonda, che è raggelante. fai bene a dire che era bello con le vecchiette sulla porta che ti salutavano per nome: è quello che ti protegge, non la cittadinanza italiana degli inquilini della strada che percorri. perchè a me è successo, per esempio, che qualcuno mi piazzasse una mano sul sedere in piazza, pieno centro, davanti ai tavolini di un bar affollato di gente per bene. e mi è successo di urlargli contro tanto da farlo scappare via come il lampo, e di vedere con costernazione che di tutti gli avventori dei tavolini non se ne era girato nessuno, nemmeno infastidito dalle mie urla. non so se mi spiego bene, a quest'ora di notte. quello che voglio dire è solo che si potrebbe non aver paura del diverso, dello straniero, si potrebbe ridimensionare la minaccia che spesso l'immaginazione e il pregiudizio inggantiscono, se riuscissimo a considereare casa nostra, comunque, un posto sicuro. e così non è.
 
Posted by kassandra on Tuesday, March 11, 2008 - 1:14 AM
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★MiKy★Mangiabiscotti

 
pessimo carattere??? mava
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Posted by ★MiKy★Mangiabiscotti on Tuesday, March 11, 2008 - 8:48 AM
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Nena è bigama

 
Il mio amoreeeee!
:-(
 
Posted by Nena è bigama on Tuesday, March 11, 2008 - 8:59 AM
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nadiolinda.it

 
quando abitavo in piazza del duomo sono stata aggredita, ben due volte. tre volte mi hanno aperto la macchina, di cui una per rubarmi un succo sul cruscotto.

poi ho comprato casa, nel centro di serie B, ché qui a brescia ci sono due centri: quello per bene e quello da non vedere, tappandosi il naso. da quando sto qui, non mi è più successo nulla. non ti nego che io abbia timore quando esco in gonna e tacchi e magari rientro alle cinque. i vicoletti vuoti non sono rassicuranti, soprattutto perché se urli, puoi solo beccarti una secchiata d'acqua sulla testa da quelli che devono dormire perché domani si lavora!
la mia asicurazione sulla vita e la virtù si chiama PR: ho fatto amicizia con i proprietari del kebab, con i trans che battono a tutte le ore, con un po' di quelli che almeno li vedi spesso e hanno l'aria meno trafficata. almeno fino alle due di notte, ho le spalle coperte.
e poi, ormai, è questione di fortuna. posso dirti che mi sono battuta molto, nel mio comune, per le pattuglie a piedi, per i parcheggi rosa, per un cercapersone in caso di bisogno. ma il disinteresse è stato così palese da svilirmi e convincermi a rinunciare.
il comune ha preferito stanziare un fondo di risarcimento per le violenze in centro. se qualcuno mi picchia, prendo 250 euri. lordi, naturalmente. se succede a una delle vecchiette col roccolo, gli euri sono 350.
che amarezza sapere che tutto ha un prezzo...

hai tutta la mia solidarietà e la mia comprensione, cara nena.
 
Posted by nadiolinda.it on Monday, April 14, 2008 - 12:15 PM
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Manazza Skeletor

 
Il post è vecchio ma io scrivo lo stesso. Rispetto le tue idee ma un paio di cose vorrei chiederti. Cosa è per te l'integrazione? Perchè è meglio integrare piuttosto che assimilare (per non dire occidentalizzare)? Il vero melting pot va un pò oltre allo scegliere se mangiare il cous cous invece della pasta al ragù...
 
Posted by Manazza Skeletor on Sunday, May 25, 2008 - 11:23 AM
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Maurizio

 
Scrivi bene e racconti bene la realtà. perchè è quella che conta. Puoi metterci i più bei propositi i migliori fantastici pensieri per un futuro migliore, felice per tutti. Ma poi è la realtà che vivi tutti i giorni quella che ti si presenta davanti. Siamo diversi e vige la legge del più forte e abbiamo una vita sola, questa. Io ho smesso di illudermi di essere il più buono il generoso il tollerante. quindi ho fatto una scelta per non ritrovarmi nei guai perchè mi conosco. ho scelto di cambiare aria, ho scelto di vivere in pace per il tempo che mi resta e ho abandonato il posto dove sono nato dove ho vissuto la mia infanzia, e tutto il resto , ho lasciato i miei ricordi con dolore alla faccia dell'integrazione che io chiamo disintegrazione. per 20 anni abbiamo goduto , sgodazzato di un po' di benessere alla faccia dei poveri; ora i poveri hanno iniziato a rosicchiarci con gli interessi quello che gli abbiamo rubato, li capisco. Mi considero fortunato, anzi mi sento fortunato come google. Devi avere paura perchè è quella che ti salverà dai guai.!
 
Posted by Maurizio on Wednesday, June 11, 2008 - 4:16 PM
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