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TRYDOG NEWS

TRYDOG



Last Updated: 7/15/2009

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Status: Single
[01 Oct 2007 | Monday] 
MUSICBOOM "Nuovo pane per i cuori"
di
Luca Barachetti

Artista: Soloincasa
Titolo: Silenzi Non Silenzi
Label: Lipsia Record
Anno: 2007
Nazione: Italia
Genere: pop d'autore


I Soloincasa riepilogano gli ultimi sette-otto anni di indie-cantautorato-rock italico sostituendo con dosi di eleganza e raffinatezza formale una scrittura che ancora deve definire del tutto il proprio marchio, ben nutrita – ma anche un po' in balìa – di tante influenze allettanti. Produce Paolo Benvegnù ed è di nuovo pane per tutti i cuori degli indie-emotivi nostrani, qui e sempre di più in futuro, ne siamo certi, visto che i cinque toscani hanno tutti i requisiti per crescere. Intanto esplorano tante delle possibili soluzioni di una canzone d'autore che cerca da tempo anche la massima autorialità musicale: leggi alla voce forza evocativa toni in seppia intimismo; oppure, per fare qualche nome, il già citato ipersensibilista (Avvolti in un filo di lana), Marco Parente, Non Voglio Che Clara, Tenco e Battisti di inevitabile rimando. Proprio tra Ricaldone e Molteno, con i Giardini di Mirò portati appositamente da quelle parti in gita, stanno le canzoni più interessanti dell'ep, quelle A lume di candela e Deja-vu che tra saliscendi emotivi con cuore centrale di wurlitzer più voce e theremin turbinanti ad ingrossare classici ma efficaci crescendo palesano un fluido post-rock iniettato carsicamente anche in tutti gli altri brani. Brani che comunque restano sempre un filo al di sopra della media anche quando i testi vengono stretti in maglie fin troppo personalistiche (Eros, Pathos) oppure nei casi in cui la voce è troppo prossima, almeno per il nostro occhio da entomologi, a quella di Luca Lezziero. A parte questi dettagli però, gruppo da tenere sotto osservazione con attenzione speranzosa per la prova sul minutaggio lungo.

(voto: 3.5/5)
Ep d'esordio per una band promettente.


http://www.musicboom.it/mostra_recensioni.php?Unico=20080103003342



RECENSIONE BLOW UP! silenzi non silenzi

MODERNO CANTAUTORATO ROMANTICO
Soloincasa

Silenzi non silenzi - CD Lipsia/TrydogLab - 5t
18:41
L'illusione di ulteriori Non Voglio Che Clara dura pochi secondi di Avvolti in un filo di lana. Fortunatamente però questo esordio non si perde in rivoli negativi, tutt'altro: testi credibili, interpretazioni mature, accorgimenti che paiono semplici e rivelano complessità.
La voce di Tenco, i toni di Mario Venuti, il clima di Paolo Benvegnù-che produce- e un quoziente Virginiana Miller: "abbiamo abbastanza ricordi / per regalarci forme di calore / prive di peso / che si seducono / e ci assecondano/".
Noir, mossi, bravi assai. [7] Enrico Veronese

nov '07

ROCK SOUND: NUOVA RECENSIONE!!
SOLOINCASA
"Silenzi non silenzi"

(TRYDOG/LIPSIA)

Forse "Soloincasa" non è esattamente il nome che un ufficio marketing di un' etichetta consiglierebbe di adottare ai gruppi del proprio roster. E, pur essendo digiuni di strategie di mercato, si capisce che non è, effettivamente, un nome di presa immediata. Ma ascoltando questo EP d'esordio (dietro c'è lo zampino di Paolo Benvegnù alla produzione artistica), si ha l'impressione che mai ragione sociale fu più azzeccata. Le atmosfere disegnate del disco sono impregnate di quella sensazione di sollievo, di curiosità -mista a inquietudine- che si prova cercando spazi più grandi dentro di sè quando tutt'intorno non sono altro che quattro mura, a protezione e limite. Si inizia con "Avvolti in un filo di lana", che riporta la mente a Piero Ciampi; si prosegue con le due perle dell'EP, "Napoli-Charleroi" e "A lume di candela". Menzione speciale per i testi (preziosi) e per la voce (che non si dimentica) di Gianni Sarchi.
Intensi, poetici, malinconici, tra rock e cantautorato. [7]
Ilaria Ferri


sett. '07

Silenzi non silenzi: BILD -audiovideofoto
soloincasa
"SILENZI NON SILENZI"

INIDE ROCK
I Soloincasa sono un quintetto indie rock nostrano, e questo è il loro secondo disco (in pratica un Ep, meno di venti minuti). La band cerca cerca la sua strada sotto l'egida del produttore Paolo Benvegnù, già leader dei non dimenticati Scisma. E in effetti lo sperimentalismo sonoro ricorda un po' questi ultimi, anche se i testi non ricercano l' acrobazia verbale e puntano invece, come dichiara programmaticamente la band, all' espressione dei sentimenti.
La musica dei Soloincasa ricorda un po' una colonna sonora, priva com'è di spunti melodici e ritmici forti, e tesa soprattutto a creare un' atmosfera che sostenga le parole.
VERDETTO: Apprezzabile la ricerca di un approccio originale, però non sempre i sentimenti che i testi vorrebbero esprimere
trovano un' adeguata corrispondenza nella musica.
numero canzoni/durata: 5/ 18'28"
etichetta: Lipsia
DISCRETO


Sett. '07

Newsic - Beat magazine: sic recensione

Casa discografica: Lipsia
Sito internet: www.soloincasa.it
Beat score: 5/10

Toscana, terra di musica sensibile. L'ultimo esempio ci viene proprio dai Soloincasa. Dal loro mini-lp d'esordio 'Silenzi non silenzi'. Il gruppo è sostenuto in questo viaggio caldo e lento dalla produzione artistica di Paolo Benvegnù Registrazione in presa diretta, strumentazioni analogiche, ed ecco l'emozione farsi musica. Intatta, integra, intonsa. Le parole dei Soloincasa sono sogni, viaggi in una stanza, desideri, emozioni quotidiane. Che purtroppo non vanno troppo oltre l'ispirazione del loro produttore artistico. Poesia, eppure non sempre attaccata all'uomo. Spesso eterea, troppo. Centrata in brani come Eros-Pathos, un po' meno in A lume di candela. Attendiamo il full-length.
Cantautorato sensibile e quasi rock. Benvegnù benedice...
Eros-pathos - Deja-vu - Napoli-Charleroi

(A.M.)
sett.'07
http://www.beatmag.it/beat_receinterna.php?id=929





diWeb

SOLOINCASA - Silenzi non silenzi
Cinque riflessioni più che canzoni; cinque dilatate recite di sentimenti intimi

Cinque riflessioni più che canzoni; cinque dilatate recite di sentimenti intimi che più o meno timidamente aspirano a toccare l'anima del prossimo, vicino o meno che sia. L'attitudine che Soloincasa dispiega in questo disco è originale nella sua struttura. Nulla importa che la forma espressiva, comunque apprezzabile e ben curata grazie anche alla produzione di Paolo Benvegnù, sia riconducibile al post rock più liquido ed espanso ed ad un progetto ormai "storico" come è stato quello dei Massimo Volume di Emidio Clementi, col suo "recitar cantando". Quello che veramente fa la differenza è per l'appunto il fatto che il gruppo aveva un'urgenza espressiva e l'ha materializzata. Non è poco, di questi tempi.

Per DiRadio: Luciano Marcolin

Tracklist:
01 Avvolti In Un Filo Di Lana
02 Napoli-Charleroi
03 A Lume Di Candela
04 Deja-vu
05 Eros, Pathos
Etichetta: TRYDOG
Distribuzione: PROMORAMA
(venerdì 28 settembre)

leggi l' originale
http://www.diradio.it/files/index.cfm?id_rst=6&id_art=28&idr=34436


SentireAscoltare.com

Soloincasa - Silenzi non silenzi (Trydog Lab / Lipsia, settembre 2007)
di Stefano Solventi

Mini lp di debutto per i Soloincasa, quintetto che tenta di conciliare la propensione cantautoriale jazzy col richiamo del rock alternativo, tradendo spesso e volentieri l'avvenuto contagio post. Li produce "artisticamente" Paolo Benvegnù, e con questo abbiamo detto molto. Ma a dire il vero sembra maggiormente spiccare una certa inclinazione Marco Parente, stemperato magari tra suggestioni Tenco e spigolosi ciondolamenti Karate, salvo poi infiammare il tutto come nella coda onirica di A lume di candela, oppure prediligendo strattonamenti wave strumentali come in Napoli - Charleroi.Non è certo un solco facile da seguire. Non lo è per i Parente e i Benvegnù, figuriamoci per questi ragazzi toscani, la cui scrittura non riesce a bilanciare la programmatica instabilità formale: melodie appassionate ma irrisolte, fiori senza odore all'ombra di trame spaesate, accettabili quando si aggirano tra esotismi languidi e dinoccolati vagamente Perturbazione (Eros, phatos) ma improbabili quando azzardano forzose apoteosi (il finale di Avvolti in un filo di lana). Va detto che in Deja-vu azzeccano un crescendo formidabile sulla scia di theremin e wurlitzer, sbalzando il malanimo verso un lirismo prog cosmico a cuore pieno. Messo a punto, il discorso può farsi interessante.
(5.8/10)

. cantautorato post

. Avvolti in un filo di lana
. Napoli - Charleroi
. A lume di candela
. Deja-vu
. Eros, phatos

leggi l' originale
http://www.sentireascoltare.com/CriticaMusicale/Recensioni/2007/recensioni/soloincasa.htm


Rock Star sett. 2007

Soloincasa
Silenzi non silenzi
(Lipsia/TryDogLab)
***
Genere: Indie pop
Ha il suono di: LaCrus Ulan Bator

Mini-album per il combo toscano imparentato ai Murièl da uomini e idee, e sostenuti come questi ultimi dal tocco sapinte di Paolo Benvegnù.
Il lavoro con una personalità già pienamente formata sul terreno di un rock malinconico, che cela una tensione sempre sul punto di esplodere.Ogni particolare è curato con attenzione e mai lasciato al caso: dai testi che parlano per immagini (particolarmente riuscito quello di "A lume di candela") alle improvvise digressioni strumentali ("Napoli-Charleroi" su tutte.)Un biglietto di presentazione che lascia presagire interessanti sviluppi.
Da non perdere: "A lume di candela"

Mario Bianchi



Rockerilla sett./ott. 2007

Soloincasa
Silenzi non silenzi
Try DogLab/Lipsia
Elio Bussolino 7/10

Non hanno imboccato certo la strada più agevole per uscire allo scoperto questi soloincasa: un rock d'autore dalle tinte artamente opache e dalle esspressioni generalmente dimesse.Quel che un oltranzista dell'altro rock sarebbe solito bollare come "musica noiosa". Peccato per lui che questa non lo sia più di tanto e solo se non ci si pone al suo ascolto almeno con un briciolo di attenzione. Altrimenti pulsa di emozioni vere e preofonde. E in più si avvale anche dell' imprimatur di un certo Paolo Benvegnù…


Rockit



Come un disco a due teste. Le teste di Paolo Benvegnù e di Filippo Gatti: l'ex-Scisma è presente in prima persona in cabina di regia, l'ex-Elettrojoyce si palesa in quanto riferimento diretto, pungolato dalla voce del cantante. Questo, in poche parole, i Soloincasa: un pop-rock raccolto, con una forte volontà autorale e con suoni e parole che paiono nuotare nell'immaginario ipersensibilista del produttore artistico. Le liriche sono il versante più qualitativo del lavoro: parole precise e mai ridondanti, a costituire piccoli componimenti che reggono anche alla semplice lettura, dotati come sono di forza e poesia vera.
I cinque pezzi, quindi, fanno il loro dovere: affascinano, immergono, avvolgono. Manca solo il colpo a tradimento, quello che ti stende dopo averti ammaliato e che ti fa capire che la lezione la si è imparata bene, ma si è anche stati in grado di aggiungere del proprio. Manca il passo decisivo, insomma, quello che possa dare un'impronta personale ai percorsi sonori dei Soloincasa, facendoli diventare gruppo da punto esclamativo sotto ogni aspetto.

di Marco Villa

leggi l'originale:
http://www.rockit.it/pub/r.php?x=00005910


indie eye

E' nel titolo del primo Ep dei soloincasa che probabilmente si riesce a rintracciare la forma più genuina del loro comporre; Paolo Benvegnù, produttore artistico della band, ha scelto la strada della registrazione in presa diretta con quella timbrica del mondo analogico che sa un po' di color seppia.

soloincasa è un progetto che afferisce ad un collettivo noto come Trydog e che accoglie la creatività di un gruppo di artisti tra i più promettenti della scena Toscana; Baby Blue (su indie-eye in podcast da questa parte), lo sconcert-ante Samuel Katarro, i MURIèL, Dilatazione e lo stesso Paolo Benvegnù. Silenzi non Silenzi era già uscito questo maggio sotto etichetta Lipsia, in realtà uno dei marchi della stessa Trydog, e verrà distribuito in forma più capillare da Wide Records a partire da questo Settembre; contiene 5 tracce che apparentemente denunciano una stretta filiazione con la precedente uscita del collettivo, il primo full lenght dei MURIèL, ma che riescono a scrollarsi di dosso la complicità forse un po' ingombrante di Paolo Benvegnù con una ricerca timbrica davvero notevole che lavora su leggere discrasie, difetti dell'accordatura, la simulazione sospesa di un vibrafono in a lume di candela, i cori sciatti ed emozionanti e il ricordo di un mellotron in Napoli-Charleroi, ancora l'equilibrio precario di deja-vu, tra rarefazione, interferenze, forse un Theremin che racconta altri spazi sonori e soprattutto una tendenza complessiva al transito verso la forma strumentale, dove il cantato solido e chiaro di Gianni Sarchi possa perdere le tracce di se stesso. Eros, Pathos, probabilmente la traccia più riuscita dell'ep, è il confine tra i limiti e le potenzialità della band; se dovessimo raccontare qualcosa che non ci convince del tutto, dovremmo parlare di una sensazione epiteliale, che avvicina le scansioni vocali del narrato a quelle di Paolo Benvegnù, rischiando a volte una retorica che è ormai a rischio di esser riconosciuta come marchio di fabbrica; in Eros, Pathos l'incipit ha questa chiara provenienza, ma disperde tutto in una serie di risonanze atonali che favoriscono il passaggio verso una linea vocale e ritmica figlia di un'irresistibile Bossa, un percorso emozionale che ci auspichiamo possa proseguire con la massima libertà rispetto a schemi e griglie.

Fiammetta Fiele

leggi l'originale:
http://www.indie-eye.it/recensore/2007/08/20/soloincasa-silenzi-non-silenzi/

popolo del blues

I Soloincasa giungono con "Silenzi non silenzi" alla pubblicazione del loro primo EP sotto la produzione artistica di Paolo Benvegnù. Il passo segna un percorso di crescita da parte del gruppo, che un anno fa si esibiva tra i gruppi selezionati del Rock Contest, concorso per band emergenti dell'emittente radiofonica Controradio.

I cinque brani segnano la volontà di esprimere in musica sentimenti e passioni, con una scrittura volutamente istintiva e cinematografica che stringe in pugno le armi del cantautorato e dell'indie rock. Se il tentativo di fuggire dai cliché del pop e l'utilizzo della lingua italiana sono apprezzabili, si avverte però la mancanza di un "giro di vite" nella scrittura, di un brano che spezzi il ritmo cantilenante, di un qualcosa – ritornello, strofa o qualsiasi altra parte sia – di più facilmente memorizzabile. Così com'è all' EP manca musicalmente qualcosa, l'augurio è che il gruppo possa aggiungerlo nel completare l'album.

Giulia Nuti

leggi l'originale:
http://www.ilpopolodelblues.com/rev/agosto2007/recensione/soloincasa.html

Nerds attack!

-il desiderio che soffoca-

Un altro tassello del puzzle musicale figlio dei novanta post rock e di una mai sopita dimensione cantautorale della tradizione. Protagonisti i toscani Soloincasa, quintetto che ha nelle proprie fila Gianni Sarchi e Fabio Mazzei già coinvolti nei Muriel, recenti debuttanti con "Il Movimento Necessario". Il filo che unisce e lega le due avventure porta il nome di Paolo Benvegnù, nuovo Re Mida della discografia tricolore, che in questo Ep collabora all'esecuzione artistica (registrazione, missaggio, mastering) oltre che a quella strettamente musicale. Cinque brani di fattura pregiata a cominciare dal packaging del lavoro confezionato come un pacchetto di fiammiferi Minerva in dimensione CD. Cinque brani che si stabilizzano sicuri tra le mani del sound "Benvegnù" oltre che tra quelle dei capitolini Fumisterie e dei transalpini Ulan Bator. Piacciono le progressioni strumentali, che in alcuni momenti avvolgono senza strafare una proposta che trova però i suoi momenti topici in "Napoli-Charleroi" e "Eros, Pathos". Si viaggia comodi, dunque, anche se è troppo spesso incombente una quanto mai pericolosa situazione paramnesica che i Soloincasa sapranno certamente debellare. Cinque brani per iniziare. Vinti dal desiderio.

Emanuele Tamagnini



Facoltà di Frequenza

soloincasa "Silenzi Non Silenzi"


Il marchio di fabbrica dei Soloincasa è stato, finora, la particolare modalità di
composizione, relativamente libera dalla classica reiterazione strofa-ritornello-strofa-
ritornello. La loro musica è armonicamente abbastanza distante dall'utilizzo dei più
comuni e super-sfruttati intervalli Pop, e la soluzione melodica non è mai scontata,
tanto che non si riesce ad indovinare quasi mai "cosa verrà dopo", quale accordo
seguirà il precedente. La caratteristica dei brani di questo Silenzi Non Silenzi (il loro
primo EP, realizzato con la produzione artistica di Paolo Benvegnù) non sta certo nella
soddisfazione che deriva dall'attesa ripetizione di quel motivetto che ti consola, che ti
scarica o ti dà la carica. Il primo ascolto non risulta, in effetti, facilissimo. Colpisce,
piuttosto, la capacità di far "accomodare" l'ascoltatore in un'atmosfera sospesa,
aerea, quasi onirica, tramite l'utilizzo di sonorità eleganti, calde e avvolgenti, molto
ben incarnate dalla voce del cantante. Una "comodità" che viene, in certi casi,
spezzata dall'esplosione di parti strumentali, come quella di deja-vu' , in cui l'urlo di
una voce interiore, espressione di un disagio troppo a lungo tenuto a freno, trova
finalmente il suo sbocco. E lo fa in maniera davvero coinvolgente. Le influenze post-
rock sono evidenti in un questo EP che, tuttavia, strizza l'occhio all'universo
cantautoriale: a patto che si intenda questo Universo con un'accezione più larga dei
soliti clichè (e del resto la caratteristica di un Universo è proprio quella di essere
vasto…)

Forse i cinque ragazzi Toscani, grazie anche alle preziose dritte di un maestro come
Benvegnù, cominciano lentamente ad essere attratti da strutture più stabili, scarne ed
essenziali, più addensate intorno al testo. Nonostante ciò, è probabile che la finee
ricercatezza sonora, nonchè l'estrema attenzione per gli arrangiamenti, continuino ad
essere, in futuro, il perno ed il carattere dominante del patrimonio genetico di un
gruppo che, per sua stessa ammissione, "in un'epoca di artifici digitale crede ancora
in un approccio prevalentemente analogico alla ricerca sonora e musicale".

di Francesco settesoldi



Rockit

s/t
Autoprodotto (2004)

Vengono da quella inesauribile fucina di talenti che è la Toscana, i Soloincasa, e con un
disco dall'aspetto davvero poco convenzionale (contenuto in una stoffa marrone
rilegata con delle spilette) sono a presentarci il loro rock: evocativo e striato da
intense sfumature cantautorali. Composto da tre brani dall'estetica penetrante e
raffinata, il demo si dipana tra graffianti digressioni ritmiche e soffuse linee
melodiche, in un affascinante intreccio, zampillante profondo romanticismo. Venti
minuti di musica istintiva e passionale, corroborata da penetranti inserti di violino
(davvero splendide le striature nell'overtoure strumentale del brano "Deja-vu"), dalle
ammalianti note di un piano trasognato e da testi infarciti da un intenso e toccante
lirismo ("Guardare le poltrone vuoto di un vecchio cinema e lì capire che le cose
cambiamo…. La stanza è vuota, soltanto una vecchia pellicola") Un lavoro certamente
di buona fattura, quindi, ma parzialmente frustrato da piccole ingenuità, leggasi
alcune parti vocali troppo vicine allo stile di Joe (dei La Crus) e Giulio Casale (degli
Estra) e certi "stacchi" un po' approssimativi (in particolare il passaggio dallo
strumentale al cantato in "Deja-vu") che lo designano come disco di transizione,
anche se, certamente, ottimo prospetto per il futuro. (20-01-2005)

di Federico Linossi



Passione alternativa

tra i primi 5 migliori demo 02/'05

www.passionealternativa.it