Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero
è praticamente un
libro fotografico senza fotografie. Di cieli che arrivano al soffitto,
dei trecento sessanta chilometri che ci dividono, dei trenta euro di
treno. Parla di traslocare e di altre cose. Poteva chiamarsi anche Non
si esce vivi dalla pianura padana. Parla dei nostri amori che fanno
prendere i treni e che fanno perdere gli aerei. Dei nostri amori che
come colonne sonore hanno dei telegiornali. Le nostre scenografie e le
periferie. Un’intimità che diventa una marea, che esce dagli occhi e
dalla bocca e che entra nelle città e nelle case blindate. Le tue ansie
planetarie. Tu che sorridi agli autovelox. Ferrara che potrebbe essere
tutte le città di provincia, silenziose e deserte di sera. Le
passeggiate dei poliziotti di quartiere. Occhiaie azzurre e narrazioni
imprecise. Con talmente tante colonne sonore che si possono sentire
anche se lo si legge in silenzio.
in uscita il 13 ottobre in tutte le librerie, più o meno
ultimo post su http://lelucidellacentraleelettrica.blogspot.com/
questo blog è definitivamente finito qui
dentro. si chiude qui e non ci sono saracinesche. dopo mesi che non
scrivevo, che scrivevo su dei pezzi di carta di qualsiasi tipo perchè
ero in giro, poche frasi dispari, per portare in giro questa specie di
circo che ogni tanto mi sento. mentre ascolto uno strano live di Antony
and the Johnsons di qualche anno fa, in un piccolo locale per
travestiti di new york, che qualche anno fa probabilmente non mi
sarebbe neanche piaciuto. Ho riletto quello che ho scritto in quasi due
anni, come salutarsi dagli specchi distrutti, ne ho riscritto delle
parti, ho aggiunto dei mesi, mesi inediti, buttato via dei giorni. il
tredici ottobre un giorno qualsiasi che dovrebbe essere un martedì
dovrebbe arrivare nelle librerie. e tu mi dici che ci sono delle
offerte incredibili per i voli che partono a mezzanotte e mezza ma mi
sa che non faremo in tempo a partire.