ehilà boys and girls!!!
"Too pretty to love", il nostro singolo di debutto ci ha dato delle belle soddisfazioni! Il suo ciclo si sta chiudendo e vi mettiamo qui tutta la rassegna stampa.
Ringraziamo la nostra agenzia "Indiemeno" x il lavoro svolto sin qui :-)
RASSEGNA STAMPA "TOO PRETTY TO LOVE"
XL REPUBBLICA (Maggio 2008)
Rubrica: FAME
Saranno famosi
I fantastici quattro di questo mese. Saranno famosi. Anzi già lo sono. Li trovate in classifica, nei negozi o in rete
Rainpops
In Italia rischiavano l'inedia. Ora sono sotto contratto in Inghilterra
«La musica italiana fa schifo». Parola dei marchigiani Rainpops. Schietti e sfrontati, amici per la pelle, sono cresciuti insieme. Nel gruppo c'è chi guida il furgone e chi tiene la contabilità: all'insegna del fai-da-te, e va pure bene. Come Fabri Fibra arrivano da Senigallia e come lui, a un certo punto, se ne sono andati in Inghilterra perché in Italia nessuno se li filava. Con la differenza che i Rainpops ci sono rimasti. Decisione saggia, perché con il singolo di debutto, Too Pretty To Love, i tre sono riusciti a strappare un contratto con ..:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Matchbox Recordings (nella scuderia c'è Paul Ryder, ex Happy Mondays) e un plauso dal NME, il più importante settimanale musicale britannico. Cervelli rock in fuga dai "colpi di fulmine" sanremesi. (m.ch.)
· Chi sono Andrea Maraschi, vc, ch; Andrea Marcellini, vc e bs; Federico Maurizi, cori e ts
· Vengono da Senigallia
· Influenze Arctic Monkeys, Blur, Oasis, The Enemy, Kaiser Chiefs..:namespace prefix = v ns = "urn:schemas-microsoft-com:vml" />
Rockit
RainPopS
"Too Pretty To Love"
- Matchbox Recordings (2008) -
di Elisabetta De Ruvo:
C'è chi li chiama Ep, c'è chi li chiama Singoli, non cambia che si ascoltano poche canzoni, in questo caso tre. Marchigiani dal piglio indie-rock internazionale, questi ragazzi sembrano esser cresciuti a pane e Arctic Monkeys, piuttosto che Kaiser Chiefs, metabolizzando la merenda anche discretamente bene, oserei dire.
Riff catchy, happy attitude, amazing poptastic: linguaggio da teen-magazines? L'etichetta è britannica, bisogna adeguarsi. E poi loro sono giovani, se lo possono permettere, con un potenziale bacino d'ascoltatori che potrà variare dalle adolescenti ai tardo venticinquenni che saltano di notte da un canale musicale ad un altro, passando per i "chiamami, tutto dal vivo", dove ascoltare inaspettatamente musica anche molto interessante.
Battute alle utenze a parte, queste canzoni si lasciano ascoltare volentieri, le potenzialità rivolte ad un'attenzione internazionale ci sono pure, aspettiamo l'album per confermare la fiducia.
- Rockerilla:
Rainpops
"Too pretty to love"
Matchbox Recordings/Universal-Genepool
Elio Bussolino (8/10)
Se il buongiorno si vede dal mattino, è una giornata piena di sole quella che attende il giovanissimo terzetto marchigiano autore di questo sfolgorante esordio.
Tre canzoni e altrettanti centri nel loro "Too pretty to love". Tutti a quel bersaglio estremamente mobile che è l'indie-pop.
Melodie che filano via vispe e veloci sulle onde elettriche di chitarre in tutto e per tutto all'altezza di quelle imbracciate dai campioni internazionali del genere, e cori che bussano già alle porte della colonna sonora di un serial tv per adolescenti.
Bravi davvero.
- Musicboom:
Pretty enough
di
Stefano Bartolotta
Se partendo dalla Marche riesci a far uscire il tuo primo singolo per un'etichetta inglese, a far parlare di te sull'NME e a fati distribuire il suddetto singolo dalla Universal anche negli USA, senz'altro hai un potenziale di tutto rispetto a livello commerciale.
Ciò non significa però che non stai mostrando buone cose anche dal punto di vista qualitativo, quantomeno dei margini di miglioramento. Da Senigallia i Rainpops provano ad inserirsi in quel filone indie pop/rock melodico, leggero ed accattivante, che tante gioie e tanti dolori ha dato negli ultimi 6 -7 anni agli orfani del britpop, e lo fanno con la vivacità e la schiettezza giuste perché non si badi troppo al fatto che non propongono niente di nuovo.
L'iniziale title track è ruffiana e zuccherosamente allegra al punto giusto, con la tastiera in buona evidenza, i cori college pop nel ritornello, le linee di chitarra che si spezzettano in modo furbo durante la strofa, ed una melodia estremamente catchy. Anche la successiva The Way It Started mette subito in mostra la tastiera accanto alla chitarra, ma l'attitudine è molto più rock, quindi il ritmo aumenta e c'è anche un azzeccato stacco di basso a metà canzone. La conclusiva Exciter porta decisamente la band in territori rock, la tastiera sparisce, i riff si fanno più taglienti e a chi ascolta viene molto più naturale prodursi in un headbanging piuttosto che limitarsi a battere il piedino.
Per rifarsi al titolo, i Rainpops mostrano di essere carini quanto basta per immaginarsi un futuro roseo per loro, e già così il dischetto, pur senza sconvolgere, rischia di restare nel lettore per un bel po'di tempo.
- Babylonbus:
Recensione di Andrea Turetta
A volte l'assoluta genialità di un gruppo non sta tanto nella complessità della proposta ma sul fatto che essa possa arrivare in maniera molto diretta all'ascoltatore, anche con brani di pochi minuti… Potenza e passione, sono inoltre, due ottime armi per arrivare al cuore del pubblico più giovane. I RainPops con il loro singolo "Too pretty to love" e con i due brani acclusi nello stesso CD, dimostrano di saper divertire e ciò può rivelarsi come un buon biglietto da visita per ogni appassionato di pop-rock.
"Too pretty to love" non è comunque la sola canzone che ha catturato la mia attenzione. Mettere in un singolo un pezzo importante è già qualcosa, ma inserire ben tre potenziali singoli è sorprendente. Tra i tre brani inclusi mi è piaciuto particolarmente "Exciter"… c'è solo da augurare ai RainPops di continuare a lavorare e registrazione con la stessa passione e grinta visto che già questo inizio appare assai lusinghiero e ricco di belle cose.
- Gufetto:
Un buon antipasto in attesa di un lavoro più corposo. Non originalissimi, ma godibili. Sicuramente andranno forte fuori patria. Qui in Italia, rimarranno schiacciati da Lost & Co.
L'inglese MNE ha definito i Rainpops come "La più calda novità di esportazione italiana". Con queste credenziali il terzetto delle Marche si appresta a conquistare il mondo, forte di un sound prettamente internazionale.
Tant'è che il singolo "Too Pretty To Love", uscito il 24 Marzo, sarà distribuito in scala mondiale, complice la distribuzione sui maggiori circuiti di store online.
"Too Pretty to Love" è un brano vivace e collegiale, adattissimo per un serial televisivo adolescenziale. Nulla di particolarmente innovativo, ma la voglia di suonare c'è, e si sente.
I ritmi si accendono, il sapore diventa vagamente punk (qualcosa mi ricorda i vecchi Blur) in "The Way It Started", anche se la vera sorpresa arriva con la conclusiva "Exciter", dove il ritmo (guarda un po') diventa più pop e velatamente wave, con una strizzatina d'occhio ai nostrani Velvet. Chitarrine in stile, strizzatina d'occhio, l'accattivante andamento stop-and-go, e il gioco è fatto.
Un buon antipasto in attesa di un lavoro più corposo. Non originalissimi, ma godibili. Sicuramente andranno forte fuori patria. Qui in Italia, rimarranno schiacciati da Lost & Co.
- Sonicbands:
primo singolo per questa giovanissima band italiana, capace di mettersi in luce da subito anche all'estero. "too pretty to love" è infatti licenziato dalla label inglese matchbox recordings con distribuzione universal. provenienti dalle marche, i rainpops suonano un rock'n'roll esuberante che ci propone tre brani freschi e divertenti con ritmiche punk, linee di voce prettamente pop e coretti che rimandano ai beatles. il tutto risulta ben congeniato e concreto, realizzato da ragazzi che affiatati e divertiti. anche se è certamente presto per giudicare un gruppo con poche tracce a disposizione, le premesse sono buone e il brano "too pretty to love" entra subito in testa.
- Komakino:
RainPopS - Too Pretty to Love - Accattivante indie power pop, formula a tre elementi, dall'italia, ma con quartier generale di etichetta negli UK. Musicalmente nulla di nuovo o trascendentale, ma ogni traccia pare essere intesa per essere energetica e radiofriendly, per strizzare l'occhio sbarazzino anche alla Vostra sorellina, - o almeno è questo che mi arriva sentendo la traccia singolo, con un ritornello di chitarra non lontano da quel Vicious mischiato ad una ritmica ska: roba per una parentesi da film da college americano. In ogni modo, le altre due canzoni sono molto più meritevoli, ricche di una forte sezione ritmica dance punk (The Way It Started), sebbene le chitarre suonino ancora come una tastiera. Buoni se siete fan dei primi Ash o dei The Cribs, - immagino che con una produzione più ricca se ne potrebbero uscire con un super singolo d'oro, con il relativo rischio di trasformarsi in una one-hit Band.
- InMusica:
Terzetto indie-pop marchigiano partito alla conquista del mercato britannico, quello dei Rainpops è un sound fresco, orecchiabile e immediato sin dal primo ascolto, da quella immediata "Too pretty to love" che fonde il punk a un pizzico di quel sound beatlesiano che rende il breve pezzo un potenziale biglietto da visita radiofonico per la band e questo mini-cd. Più rock è invece la seguente "The way it started" che conferma comunque le virtù del primo pezzo con vocalismi di facile memorizzazione e dinamici usi delle chitarre che si fanno più granitiche e massicce nella conclusiva "Exciter" che si lega maggiormente alla scena punk inglese per quanto riguarda lo stile del sound e delle voci. In tutto i pezzi sono solo tre per poco meno di sette minuti … un biglietto da visita in piena regola che comunque ben fotografa lo spirito goliardico di una band attenta e precisa nella trasposizione in musica della propria fresca personalità.
- Music Map:
Rainpops
"Too pretty to love"
I Rainpops sono una band italiana davvero giovanissima. Questo, mi spiace dirlo, non è di per se', soprattutto negli ultimi tempi, una cosa granché positiva. Quando una band di giovanissimi viene prodotta, almeno qui in Italia, di solito le motivazioni non sono prettamente artistiche. Tanto per non fare dei nomi, non nutro una grossa simpatia per i Finley, insomma, tanto per intenderci. Poi, a volte, arriva il momento in cui le idee si possono cambiare. James Russell Lowell diceva che solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione: e io ci terrei sinceramente a non far parte ne' dell'uno ne' dell'altro gruppo (almeno a breve). Così sono felice di commentare l'esordio di una giovanissima band italiana che, per una volta, ha la gioventù come punto di forza e non come specchietto per altrettanto giovanissime allodole. Riprova ne sia che questa band (stiamo parlando dei Rainpops, l'avrete capito, altrimenti anche voi rischiate di finire nei due summenzionati gruppi...) è stata capace di mettersi in luce da subito anche all'estero. Anzi, non solo mettersi in luce: questo loro primo singolo "Too pretty to love" è infatti immesso sul mercato internazionale dall'ottima label inglese Matchbox Recordings. Parliamo, per chi non lo sapesse, di "roba" con distribuzione Universal. Al punto che il New Musical Express (non la Gazzetta del Porticciolo...) li ha già definiti "la più calda novità di esportazione italiana". Quindi i marchigiani Rainpops, ed il loro rock'n'roll esuberante e fresco, intelligentemente improntato a ritmiche punk (senza per questo essere "modaiolo"), ci stanno simpatici. Si divertono, e fanno divertire pure noi. Altro che Finley... (Andrea Rossi)
Sentireascoltare:
Rainpops – Too Pretty To Love (Matchbox, maggio 2008)
di Fabrizio Zampighi
Ci si innamora quasi istantaneamente dei Rainpops. Merito di una formula musicale che sceglie di seguire gli spigoli arrotondati degli Hüsker dü e le declinazioni melodiche dei Presidents Of The United States, ma possiede anche un'inclinazione pop – versante UK - non da poco. Basta farsi un giro su Too Pretty To Love per farsene un'idea, vero e proprio tormentone forse fin troppo mitigato per apparire veramente originale, ma certo dall'innegabile appeal. Lo stesso dicasi per The Way It Started, punk-rock in levare abrasivo e melodico o Exciter, terzo brano di questo Ep di esordio della band di Senigallia. Pare che in terra d'Albione si siano già accordi dei Rainpops, almeno a giudicare dall'etichetta che si è fatta carico del progetto – l'inglese Matchbox Recordings – e dai riscontri di critica ottenuti, mentre in Italia ancora non se ne sente parlare. Questione di tempo, comunque, visto e considerato che i sette minuti di questo EP non si dimenticano facilmente.
Ondalternativa:
RainPopS (Too pretty to love)
I RainPopS esistono ufficialmente da un paio di anni, esattamente dall'ottobre del 2006, eppure, hanno già creato un piccolo e sostanziale caso interno. NME li definisce "the hottest new export from Italy", firmano per l'inglese Matchbox Recordings (su distribuzione mondiale Universal-Genepool), insomma il ghiaccio sembra essere rotto.
Un demo di tre tracce che sostanzialmente si allinea ai canoni di una formula vincente sulla scia degli Oasis o dei più recenti Arctic Monkeys. Un indie pop frizzante, giovane e dinamico che non regala niente di nuovo al panorama, ma si presenta come la più fresca alternativa di un fenomeno.
Quello che gioca a favore di questo gruppo è la determinazione e una produzione curata che non lascerebbe mai presagire che i quattro ragazzi sono alle prime armi, come non si intuirebbe mai la provenienza da Senigallia, invece che da qualche cittadina d'oltremanica o d'oltreoceano. Quest'ultimo aspetto, però, spesso ha risvolti a doppio taglio, se non si è ben saldi nelle decisioni, può bastare un inseguimento troppo bramato di una certa sonorità a far risultare ciò che si è raggiunto come un "impersonale" valente risultato di qualcosa di già sentito, anche se completamente attinente alla recente onda.
La nota dolente, in realtà, viene proprio dal singolone "Too pretty to love", simile a una sigla di qualche telefilm americano sui liceali, giustificato solo dal fatto che questo pezzo è quello predestinato ad aprire le porte al gruppo. Infatti, le successive tracce riservano episodi decisamente migliori, mantenendo invariato hype e orecchiabilità.
Le carte in regola per sfondare ci sono, l'energia contagiosa anche, dovrebbero trovare una via più personale per non far parlare di se come dei buoni fenomeni, ma d'altronde gli elementi in mano sono ancora troppo pochi. Vediamo cosa succede più avanti.
Blueswriters:
RainPopS
questi ragazzi avranno un futuro!!!!!!!!
non vorrei portare male... ma credo davvero che questi tre giovincelli hanno del talento....
sono dovuti scappare in inghilterra per trovare più possibilità di sfondo per la loro musica indie-rock un pò kaiser chiefs, un pò oasis... (esagerato? vedremo) il fatto è che too pretty to love mi garba un monte davvero.
Ufficio Stampa
Indiemeno
ref. Luca D'Alessandro
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