L'euforia di veder nascere il nuovo disco, iniziato a registrare il primo d'ottobre ed ora quasi ultimato, si mischia ad un evento
che mi ha scosso non poco.
Dopo quasi 19 anni che la mia chitarra mi accompagnava e dopo aver appena terminata l'ultima nota dell'album in
registrazione, un incidente me l'ha portata via...
Stavo iniziando a registrare con l'acustica e sento un ragazzetto di, guarda caso, 19 anni che chiedeva di poter noleggiare una
chitarra per la sala prove; non ce ne erano disponibili ed io mi sono sentito in dovere di offrirgli la mia...
Sono fatto così, se qualcuno ha bisogno, anche se non lo conosco, io farei sempre di tutto per aiutarlo...
Dopo due ore però mi chiamano perché il tizio ha agganciato la mia diavoletto al muro, il gancio non ha retto e pare sia caduta
così... Il danno è irreparabile.
Non sono mai stato legato alle cose, agli oggetti, ma messo di fronte alla mia compagna in una situazione di scempio
impensabile fino a pochi attimi prima, ho perso la parola per qualche minuto.
La gente mi passava accanto, mi offrivano il pagamento della prova, sentivo scuse, più o meno dirette, ma non ricordo molto.
Non sentivo molto.
Non voglio parlare di lutto, ma di qualcosa di simile, credo.
Resto però con la consapevolezza che l'ultimo grido della mia oramai ex compagna è lì, sul supporto magnetico ad aspettare di essere rifinito, cesellato, esaltato, armonizzato, per renderlo ancora di più un ricordo indelebile per me e per chi vorrà goderne.
Riccardo
Frastuono