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Andrés Ruiz



Last Updated: 11/19/2009

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Status: Single
City: Haedo
Country: AR
Signup Date: 10/28/2006
Tuesday, January 13, 2009 
Los deudos en Arlequins (Italia)

Avolte sono le intuizioni semplici a rendere un album speciale, e questodisco si basa proprio su intuizioni semplici, come la fusione dellagrande tradizione cantautoriale e melodica argentina con elementi progsinfonici. Ed il segreto di questo disco sta tutto qui: una strutturache non perde mai di vista la forma della canzone, linee melodichelimpide, una splendida voce solista, dal feeling jazzy, che potrebbebenissimo ricordare quella di Jeff Buckley, atmosfere avvolgenti,tastiere che ricordano le nuances delicate ed esotiche di Litto Nebbiae tanti piccoli ingredienti aggiuntivi che vanno da spunti cameristici,coloriture jazz e molto altro ancora. Così può capitare di scoprirepaesaggi Crimsoniani nel bel mezzo di una ballad dal sapore nostalgicoe languido, oppure che spunti un violoncello pacato o un flauto leggeroa rasserenare gli animi. Il tutto è gestito con grande equilibrio ematurità, cosa che ci stupisce un po' pensando alla giovane età diquesto artista, del quale "Los deudos" rappresenta ben il terzo LP.Oltre che l'ideatore e compositore dell'opera, Andrés è anche ilprincipale strumentista in azione, occupandosi delle tastiere, dellachitarra elettrica e della batteria. Questo fatto non pesaassolutamente ed i pezzi presentano una piacevole grazia e freschezzanegli arrangiamenti, anche grazie all'apporto del flauto di EnricaVillar, della viola di Elizabeth Ridolfi e del sax di Diego LopezBarrios. "Narval", la traccia di apertura che segue la brevissimaintro, evidenzia subito le diverse anime di questo album, con ilcantato soft e carezzevole, le tastiere ruvide sullo sfondo, il soundjazzato che si mescola col rullio delle onde del mare, il cui suonorassicurante sembra quasi cullare l'ascoltatore. Infine il flauto e lachitarra elettrica rendono il mood del pezzo cupo, quasi allaAnekdoten. Un'altra traccia da segnalare è la successiva, "Caminante",un breve strumentale che si apre con un piano cameristico ed unachitarra simil flamenco, per poi sfoggiare un piglio quasiavanguardistico. Ma si tratta di una delle tante oscillazioni di questoalbum che puntualmente ci riportano alla voce affascinante di Andrés,alla poesia delle sue canzoni, che tali vogliono rimanere. Sicuramentesi tratta di un album interessante, godibile dall'inizio alla fine e asuo modo anche originale.

Jessica Attene.

http://www.arlequins.it/pagine/articoli/alfa/corpo.asp?ch=3987