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Io come sempre arrivo tardi visto che il CD è
uscito da un po', io lo ho da un bel po' e soprattutto la recensione di
Felix Lalù, profeta del low-fi alpestre nonchè sommo e autorevole
recensore è uscita da un po'. Sento tuttavia la necessità impellente di
dedicare a GANGBANGERS FROM PLANET X, il nuovo cd dei THE SQUIRTIES,
qualche riga in modo tale che la loro musica raggiunga più orecchie
possibile e che tutti voi che ascoltate le cover truzze dei brani di
Elvis e le canzonette delle squinzie sculettanti la smettiate
all'istante (potete comuqne guardare il video delle squinzie
sculettanti mettendo il muto alla televisione e questo cd come
sottofondo). Partiamo col dire che questa è una recensione
assolutamente di parte, gli SQUIRTIES sono a mio modestissimo parere la
meglio banda in cui mi sia imbattuto nel periodo post Bastard, il che
non vuol dire che sono meno validi, solo che i Bastard me li hanno
inculati e io mi sono dovuto trovare un altro gruppo locale preferito.
Gli Squirties sono ignoranti, sono capaci, sono divertenti da guardare
live ma soprattutto sono originali, ma non di quell'originale che è
bello solo perchè è diverso da tutto il resto, di quell'originale che
ti fa dire: "Caspio ma dove sono stato fino ad ora? che diavolo ho
acoltato?" . GANGBANGERS FROM PLANET X è un super cd, 11 canzoni
originali e una cover (I'm a Boy dei the Who) che alternano potenza a
romanticanza, melodia a grezzaggine, tutto condito da tastierine old
school, citazioni cinematografiche, testi incomprensibili ai più e una
valanga di stile, il tutto superbamente autoprodotto. Ah dimenticavo,
c'è pure un ospite coi controcosiddetti che però non vi svelerò. Le
canzoni non sono mai banali; quando ti aspetti che qualcosa cresca
invece cala per tradirti e per poi crescere di nuovo un attimo dopo,
quando ti aspetti una cosa tranquilla esplode tutto. Qui non ci sono
solo strofe e ritornelli, ci sono pre ritornelli, bridge a tradimento,
pause, riffettini che ti rimangono in testa e non te li levi più oltre
che ad una bella varietà di suoni, ci sono influenze degli Who, del
rock alla vecchia maniera riveduto e corretto in chiave moderna. Gli
arrangiamenti sono la ciliegina sulla torta: chitarre che prima urlano
e poi sussurrano, basso tonante, megafono violento, campanacci da mucca
e rullate mono-tom. All'primo ascolto può sembrare di difficile
comprensione ma bastano un paio di giri sulla radio dell'auto per
cantarci assieme inventando le parole (this is a story about a ???...se
qualcuno lo capisce mi illumini, anche se gira voce che le parole
pronuciate in realtà non esistano e non siano nemmeno parole). Tutto
questo ben di Dio a soli 5 euro. Se non lo avete, beh avetelo! Non
voler innamorarsene è da stolti!
11:27 AM
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