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Sesta Marconi



Last Updated: 11/29/2009

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Status: Single
City: Campobasso/Roma
Country: IT
Signup Date: 11/1/2006
Thursday, August 21, 2008 

Current mood:  jedi

MAGAZINE

ROCK HARD 7,5/10 di Michele Martini

Anno 7  N.71  Novembre 2008

Ossessivo e sulfureo come si conviene nel migliore doom metal, il sound dei romani Sesta Marconi affonda le proprie radici nella tradizione Seventies, evidenziando tuttavia al contempo una vena modernista che impreziosisce e rimarca l'originalità di quanto realizzato dal combo romano. Cupo e ritmato nell'incedere, ma anche proteso all'esplorazione delle lande più recondite della cultura rock, come testimonia la genialità di un brano più che riuscito come "Skeletons Party (Where The Devil Dances)", il demo esalta le qualità di una formazione tutt'altro che convenzionale, e soprattutto desiderosa di farsi notare grazie alla peculiarità della propria proposta. Superando con disarmante facilità schemi e catalogazioni precostituite, i Sesta Marconi sono senza dubbio riusciti nell'intento di collimare tradizione, ispirazione ed evoluzione in un lavoro tutto da ascoltare per sostanza e qualità.



METAL MANIAC 8/10 MANIAC DEMO di Fabrizio Massignani

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Anno 4, Nr. 9. Settembre 2008.

Pesante. PE-SAN-TE.Ma tanto. Perché citando influenze da Sabbath a Cathedral, i Sesta Marconi, molisani di base a Roma,mettono insieme un lavoro acido e sulfureo. Hard doom dal tocco psichedelicoche quando accelera sa bastonare alla grande. A fianco di una produzioneperfetta, la band allinea una songwriting da Inghilterra ani ’70, calderonecosmico da cui scaturiscono stregoni da cerimonia e visioni sabbatiche. E se viviene in mente la magia “rovesciata” di Pentagram e Witchfinder General, beh,siete sulla strada giusta. Grandi riff (molto southern quelli di “LSWD”),giusta la spinta, perfetto l’amalgama del quartetto, per quattro songs (+significativo intro) in arrivo da una band che pagherebbe oro per tornareindietro nel tempo ed avere l’età giusta per fare dischi all’inizio dei ’70.Magistrali.






XNOIZE di Roberto Alfieri   TOP DEMO
1 (www.xnoizemag.com)
Finalmente ce l'hanno fatta… e dopo aver ascoltato 'Ritual Kamasutra Kitsch' devo dire che è valsa la pena aspettare tutto questo tempo, perché questo è davvero un signor demo. Doom'n'roll si definiscono e direi che ci sta tutto… Questi quattro ragazzi di Campobasso, trapiantati a Roma, hanno dimostrato come si possano comporre ottimi brani se si è pienamente addentro al genere che si suona. Complice anche l'ottima produzione di Stefano Morabito dei 16th Cellar Studio, 'RKK' spedisce di diritto i Sesta Marconi tra le band di punta del panorama doom/stoner italiano, e sono sicuro che da ora in poi per loro la strada sarà tutta in discesa. 'In gloom' mette subito le cose in chiaro con un riffone grosso come un macigno, e l'alternanza di parti arpeggiate e parti più pesanti giova molto al brano. Ottima anche la prova di Sergio alla voce, molto evocativo e pienamente calato nella parte di alto cerimoniere. 'Skeletons Party' ha un riff tanto ruffiano quanto convincente e anche se il brano dura sette minuti non annoia affatto, anzi, è ricco di cambi di tempo e di sonorità (vedi la parte centrale). 'LSWD' rita fuori il lato più doom e acido della band, con un riffone flange rato che sa molto di trip anni '60. Anche qui un brano molto lungo (ben nove minuti), ma i nostri ci sanno fare, e tengono sempre alta l'attenzione dell'ascoltatore con nuovi riff e nuove soluzioni. La titletrack mette in luce l'aspetto più rock e goliardico della band, e chiude alla grande un cd che è una sorta di viaggio rituale tra sesso, voodoo e doom.....

....METAL HAMMER di Rosario Leo
Nr. 8/2008 Agosto
L'ultima band di questo mese si chiama SESTA MARCONI, attivi da nove anni e con il mito del prog-doom datato, bello lento e vintage che ricorda tanto i Pentagram e i Saint Vitus di ieri, nonché i Witchcraft di oggi . I Sesta Marconi sono a loro modo spietati, belli lenti e graffianti ('In Gloom'). Grazie ad un sound pulitissimo ma allo stesso momento cupo e malato, i Nostri riescono a creare atmosfere interessanti per chi non si sofferma sempre sui soliti gruppi. L'energia negativa emanata dai Sesta Marconi diventa automaticamente positiva, perché portatrice del buon rock d'annata ('Skeletons Party') molto più saltellante e meno doom, ma comunque profonda e determinata come la conclusiva 'Ritual Kamasutra Kitsch' è tanto vicina ai Cathedral che la amiamo. Con i Sesta Marconi andate sul sicuro: lunga vita al doom!

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.. ..WEBZINE


NOIZEITALIA di Living Rain

(http://www.noizeitalia.com/noize2006/index.asp?pag=recensioni2&id=2470)
Attenzione donne e bambini, stanno arrivando i Sesta Marconi! Nati a Campobasso prima di trasferirsi a Roma, il quartetto giunge con ‘Ritual Kamasutra Kitsch’ all’esordio discografico rivelandosi una delle migliori new entry del cosmo heavy psych doom italiano. Sergio (voce), Nico (basso), Giuseppe (batteria) e Stefano (chitarra) confezionano un disco curato sotto tutti i punti di vista, dalla scrittura alla produzione passando per il prezioso artwork opera di Giulio Oriente. Cinque tracce che sprigionano potenza, impatto e soprattutto gran classe. Perché le composizioni scorrono via incisive e ammalianti, complici il lavoro ritmico, l’essenzialità delle chitarre e la voce imponente ed evocativa di Sergio.

‘Retrogradio’ è una intro che ci getta nelle brutture del nostro (bel?) paese e fa da apripista per la liberazione che dona ‘In Gloom’, doom arcigno che prende tanto dai Candlemass quanto dai colossi oscuri del metal Witchfinder General e Angel Witch. ‘Skeletons Party’ ha un groove doom’n’roll pazzesco, figlio dei Cathedral e della marijuana, mentre ‘LSWD’ è un macigno di pietra lungo dieci minuti, durante il quale i Sesta si sbizzarriscono tra riff titanici, oscuri vortici psichedelici, pause e accelerazioni. La title track è la fine del viaggio, un return trip che pare uscito da ‘The Ethereal Mirror’ o ‘The Carnival Bizarre’.

Se questo mondo fa schifo, una rivoluzione avrà inizio. È questa la filosofia dei Sesta Marconi. Nel nome di Lemmy, di Jack Burton e di chi è nato pronto.

(Living Rain)


..........................SHAPELESS ZINE 8,5/10 di Danny Boodman
Oh, finalmente un signor demo come non me necapitava da tempo! I Sesta Marconi sono una interessantissima formazioneitaliana che si cimenta in un doom metal estremamente variegato, nelle suenumerose sfumature, suonato con perizia ed intelligenza e, soprattutto, unamaturità incredibile nel songwriting.

Il gruppo nasce nel ..1999 a..Campobasso, anche se adesso i componenti vivono a Roma. Nel 2003 i SestaMarconi compongono un primo demo, 'Black Soul Star', più improntatosu sonorità settantiane, ma in seguito, dopo un periodo di inattività, tornanoal lavoro con un'anima più marcatamente doom, che li porta quest'anno alcompimento del loro secondo demo.
'Ritual Kamasutra Kitsch', pur essendo un lavoro autoprodotto, ècurato con attenzione in ogni sua parte, partendo dall'ottima copertina,inusuale e affascinante con il suo stile a metà tra l'illustrazione e ildipinto classico (il dipinto è di un pittore di Campobasso, Giulio Oriente),fino alla qualità sonora e il mixaggio. Detto in parole povere, un lavoro delgenere, se non fosse per la durata ridotta, lo si potrebbe tranquillamentetrovare nei negozi al fianco di CD prodotti da etichette di buon livello. La cura dei particolari, poi, si nota subito ascoltando l'introduzione che fada preludio ai brani: 'Retrogradio' è un pungente attacco allamentalità retrograda di certi benpensanti e difensori della moralità: si trattadi un semplice collage (in stile 'Blob') di discorsi di personaggi più o menonoti della Tv e della radio, montati come se ci si stesse sintonizzando a casosu varie stazioni. Ci imbattiamo così in alcuni personaggi della politica checi deliziano con delle perle del loro acume, alcuni interventi di moralistiimprovvisati che discutono di sessualità, religione ed evoluzione, fino asfoderare due perle assolute: il primo è il celebre esorcista Padre Amorth che,in assoluta serietà, ci ricorda che Harry Potter è un libro che avvicina igiovani alla magia e al satanismo (sic.) e il secondo è un personaggio chemolti di voi ricorderanno con grande piacere: si tratta di Giuseppe GiralicoVeroli, quel meraviglioso telepredicatore di una rete locale che una quindicinadi anni fa era stato portato alla ribalta dalla Gialappa's Band in '..Mai Dire TV..'. Applausiper il ripescaggio d'antologia.
Insomma, due minuti di durata, nemmeno una nota, ma già questi Sesta Marconi mipiacciono! Non temete, comunque, non è solo l'attitudine di questi musicisti ad esserevincente, ma quello che importa è la musica e i quattro brani di 'RitualKamasutra Kitsch' sono tutti di altissimo livello.
Si parte con 'In Gloom' e già si vede che questi ragazzi nonscherzano: doom metal d'alta scuola, molto classico nella forma, epico edrammatico come ci hanno insegnato i Candlemass, con riff possenti e maestosi. Non dovete pensare, comunque, che i Sesta Marconi siano una sorta di clonedella band svedese; ci pensa già il secondo brano a scacciare il pensiero:'The Skeleton Party' è una botta di doom metal con influenze hardrock, che ci ricorda i Cathedral più ruspanti, con un po' di quella ubriachezzaalla Down che ci sta sempre bene. Anche il cantato di Sergio si adegua allamusica e sfodera un prestazione più sguaiata ed alcolica, rispetto a quella piùvibrante e controllata del primo brano.
Arriviamo a 'LSWD' ed ecco che i Sesta Marconi spostano ancora iltiro: siamo sempre in ambito doom, ma questa volta riaffiorano con forza glianni '70 e la psichedelia. I Black Sabbath più lisergici si mescolano a momentispaziali, mentre la band dilata con forza la sua musica, trasformandolanuovamente in qualcosa che ha sempre una forte identità musicale, ma che nonperde mai il gusto di imperversare tra generi ed atmosfere diverse.
Naturalmente questo non si smentisce nemmeno con la title-track, che mostra unaltro aspetto della musica dei Sesta Marconi: la canzone sfodera un'inaspettatavena stradaiola, sporca e sanguigna come solo il rock sa fare. Non so se è unaccostamento azzardato, ma questo pezzo mi è sembrato un improbabile quantoriuscito incrocio tra lo street, o lo sleaze, e il doom. Strambo, eh? Eppurefunziona alla grande! A quanto pare, quindi, i Sesta Marconi hanno azzeccato quattro pezzi suquattro, suonano alla grande, scrivono benissimo, hanno uno stile che in Italiasi sente poco e sono attirati dal lato più kitsch, bizzarro o vizioso dellarealtà. Volete perderveli?



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METALEMPIRE 4/5 di Thorgrim ................E' tempo di esordio discografico anche per i Sesta Marconi, band molisanadedita ad un sano e verace Doom Metal (o come la band afferma 'Doom'n'Roll').Nulla di più vero infatti, anche se in realtà il genere proposto dai Sesta è unDoom Metal potente di scuola Candlemass che spesso e volentieri fa il versoallo Stoner e alla psichedelia anni '70.Dopo la intro 'radiofonica' Retrogradio, la band ci dàsubito dentro con In gloom, vero inno al Doom anni '80 con tantodi finale apocalittico. A seguire la scatenata Skeletons party (where theDevil dances) in cui le influenze psichedeliche vanno a braccetto conil lato più Stoner della band. Un brano davvero convincente, c'è poco da dire!Si ritorna a sonorità più possenti e oppressive con LSWD, lungasuite dall'incidere mastodontico. Chiude il disco la sabbathiana RitualKamasutra Kitsch, brano massiccio, a tratti anche ballabile, che trovail proprio apice nel finale di Gobliniana memoria.Un ottimo lavoro quello dei Sesta Marconi che con pochi brani riescono ariportare l'ascoltatore ai fasti di un genere, il Doom Metal, oramai corrottodalle mode e dai posers.


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TRUE METAL di Giuseppe 'REINHART' Abazia
(www.truemetal.it/reviews.php?op=PrintReview&id=7104www.truemetal.it/reviews.php?op=PrintReview&id=7104)

.. ..Coi Sesta Marconi si fa headbanging, del sano e grezzo headbanging, al quale è impossibile resistere, visti i ritmi trascinanti della musica di questo promettente act italiano originario di Campobasso (ma successivamente trasferitosi a Roma). A metà fra doom classico e hard rock, i Sesta Marconi tornano sulle scene dopo diversi anni di assenza (risale al 2003 la loro prima testimonianza discografica, il demo Black Soul Star) con un nuovo EP che mette in luce grande passione e grande cura nel portare avanti questo progetto. La professionalità che contraddistingue questo mini-cd è evidente fin dal bellissimo dipinto che troneggia in copertina, che perfettamente si adatta alle atmosfere settantiane e acide della proposta musicale. La band, composta da Sergio (voce), Stefano (chitarra), Nico (basso) e Giuseppe (batteria), può ritenersi pienamente soddisfatta del risultato ottenuto: Ritual Kamasutra Kitsch è un prodotto di qualità, che getta le basi per un futuro decisamente roseo.....
Il genere proposto è doom metal con forti influenze dall'hard rock sporco e polveroso tipico degli anni '70, e con qualche richiamo all'heavy metal classico; tuttavia, la definizione più azzeccata è fornita dai Sesta Marconi stessi, ossia doom'n'roll. Sebbene l'impalcatura musicale affondi le sue radici nel doom, i tempi non sono mai particolarmente lenti, ma anzi si lasciano spesso andare a galvanizzanti cavalcate e rockeggianti accelerazioni; un plauso particolare va alla chitarra solista, che non di rado si produce in assoli molto coinvolgenti e perfettamente inseriti nel fluire delle canzoni. L'apporto vocale è altrettanto valido: la voce di Sergio è espressiva, dotata di gran carisma e di notevole potenza, ed è in grado sia di raggiungere tonalità abbastanza alte (che donano alla musica un sapore a tratti epico), sia di assumere un timbro più sporco quando necessario.....
L'apertura del disco è affidata ad una bizzarra intro che, come suggerisce il titolo Retrogradio, simula una radio disturbata che salta da una frequenza all'altra; un modo senz'altro originale per introdurre le atmosfere squisitamente retrò che ci accompagneranno per il resto dell'album. In Gloom è il pezzo più tipicamente doom: lento e cadenzato, chiaramente debitore alla lezione di gruppi come Candlemass e Saint Vitus, non si risparmia però qualche interessante variazione sul tema. E' con Skeletons Party (Where The Devil Dances), però, che l'headbanging a cui si faceva riferimento in apertura può davvero avere inizio: col suo ritmo estremamente coinvolgente e la sua struttura sorprendentemente varia, si impone come la traccia più riuscita del disco. Con LSWD la componente doom torna a farsi gradualmente strada fra un'accelerazione e l'altra, per poi culminare nella seconda parte della canzone, pregna di atmosfere allucinogene e psichedeliche, concettualmente simili a quanto si può trovare in un album degli Electric Wizard. La conclusiva title-track, infine, è un pezzo rockeggiante e trascinante, ma non privo di sorprese, come un break più lento verso metà canzone.....
Ottimo lavoro per i Sesta Marconi: Ritual Kamasutra Kitsch è un dischetto davvero ben fatto, senza alcun difetto di rilievo, ma anzi graziato da una produzione molto pulita e da un'evidente cura dei dettagli; questi ragazzi hanno personalità, passione per ciò che fanno, e i risultati non sono tardati ad arrivare. Ritual Kamasutra Kitsch è un eccellente esempio di come del buon doom'n'roll andrebbe suonato, e se questi sono solo gli inizi, l'avvenire dei Sesta Marconi lascia davvero ben sperare. Promossi senza alcuna riserva.

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METAL WAVE   84/100 di Snarl
(http://www.metalwave.it/viewrece.php?id=1592)

'Ritual Kamasutra Kitsch' è un demo di doom rock/metal assolutamente gradevole e apprezzabilissimo, non c'è proprio che dire! Già solo dall'intro si capisce che i SM sanno come provocare e chiamare a loro l'attenzione, grazie ad un 'audio collage' di pseudo discorsi presi credo dalla radio, dove tra l'altro si sentono discorsi come un politico che strilla 'No alle mogli extracomunitarie e clandestine, no agli immigrati che rompono il…', e uno (Forse un cardinale) che dichiara che 'Harry Potter è un libro che avvia i fanciulli alla magia nera e al satanismo'.....
Dopo un inizio così genialmente sfacciato e provocatorio come questo i Sesta Marconi per fortuna soddisfano pienamente anche dal punto di vista musicale, con una musica che mescola perfettamente parti doom alla Candlemass, cioè agili e non troppo lente, con parti più in stile rock alla Cathedral. Queste sono anche le influenze predominanti, rafforzate anche da una voce alta e abbastanza squillante che si rifà proprio ai Candlemass, anche se ovviamente non siamo ai livelli di Mr. Messiah Marcolin, e raramente appaiono anche linee vocali alla Danzig. Musicalmente il demo, in una maniera veramente incredibile, non sbaglia un colpo che sia uno: le parti rock ovviamente non sono originali (e chi è originale, al giorno d'oggi?) visto che spesso ci si ritrova a pensare a 'The Unnatural world' dei Cathedral all'inizio di 'Skeletons Party', mentre all'ascolto della title track, l'inizio non può non far pensare a 'Utopian Blaster', ma sono veramente qualcosa di ben riuscito e godibile, mentre le parti doom hanno, rispetto agli standard dei primi Candlemass, un tocco più ruvido e visionario (come in 'LSWD'). Il miglior brano di questo demo, a mio avviso, è la title track finale: una canzone con delle influenze veramente ben bilanciate tra loro e con un risultato veramente facile e leggero da ascoltare. Eccezionale.....Sinceramente, non è che ci sia molto altro da dire, sui Sesta Marconi: io non sono una persona che spara elogi gratuiti su bands mediocri o carine, e anzi non mi capita spesso di elogiare così una band, ma i Sesta Marconi ce l'hanno fatta. Sarà che la loro è una musica molto genuina e lontana dalla plastica moderna, sarà che pur essendo doom hanno una chitarra che non punta tutto sui bassi e basta, sarà quello che volete voi, ma a questi serve solo un contratto discografico, e di corsa pure!
ROCKAMBULA
  3.5/5 di Davide Straccione (http://www.rockambula.com/recensione_details.php?recensioneID=587)

L'Italia del destino è sempre più folta ed agguerrita, in particolar modo quella del centro Italia, con il suo nucleo magmatico nella Città Eterna, sede operativa fra gli altri anche dei Sesta Marconi. In realtà la storia della band ha inizio nel lontano 1999 nella fredda Campobasso, poi il destino ha fatto il resto spostando tutti a Roma, dove finalmente il progetto ha potuto prendere forma seriamente. Il primo promo della band (Black Soul Star) risale al 2003 e mostra una band innamorata degli anni '70 ma piuttosto statica e manieristica. Passano gli anni e i Sesta cominciano a rallentare e ad ispessire il proprio sound, a conoscere i principi attivi della psichedelia, a migliorare la resa live, a maturare.
Anno di grazia 2008, 'Ritual Kamasutra Kitsch' è finalmente pronto; la rivoluzione ha inizio! Attenzione, non è rivoluzionario il sound qui presente, ma la crescita esponenziale della scena heavy-psych italica, nella quale questo nuovo tassello va ad inserirsi.
Doom rock mascolino, spirali spaziali, heavy metal e rock 'n roll in dosi terapeutiche, tutto questo e molto altro in 'Ritual Kamasutra Kitsch'. Il dischetto in questione si apre con 'Retrogradio', breve prologo non-musicale che punta il dito in maniera elegante contro religione, politica e buoncostume made in Italy (incluso Padre Amorth che espone il nesso tra Harry Potter e Satana). La musica scorre fluida e viva, tra l'incedere epico ed inesorabile dei Candlemass - nella maestosa 'In Gloom' - e la jeaux de vivre dei Cathedral - sia nella ottima 'Skeletons Party' che nella spassosa titletrack. Gradino più alto del podio per la superba 'LSWD' (acronimo di Life Sucks Without Drugs), brano in cui confluisce tutto il meglio dei Sesta Marconi: riff impetuosi, cambi di tempo e di umore, voce evocativa ed abrasiva al punto giusto. Un lavoro completo e genuino, dalla musica all'artwork, sinomimo di passione e sacrificio. Ancora una volta gli italiani hanno fatto centro.

METALITALIA  8/10  TOP DEMO di Luca Filisetti
(http://www.metalitalia.com/cds/view.php?cd_pk=6608)

Grandissima seconda prova per i Sesta Marconi! I quattro ragazzi di Campobasso, che hanno scelto Roma come loro città adottiva, dopo un demo risalente al 2003, sfornano questo 'Ritual Kamasutra Kitsch' che consta di quattro tracce più intro davvero ben fatte. 'Retrogradio' ci introduce all'interno del demo, con un collage audio che riprende alcuni passaggi radiofonici (o televisivi) particolarmente sconfortanti (il 'meglio fascisti che froci' della Mussolini, alcune invettive del 'fine' Borghezio, filippiche varie di stampo cristiano e via discorrendo). La prima canzone vera e propria è 'In Gloom' dove si avvertono forti e chiari influssi dei Candlemass: il brano è quindi dotato di un incedere abbastanza lento ma non mortifero e il flavour generale è piuttosto epico. La successiva 'Skeletons Party' va invece a pescare in territori più rockeggianti, sempre e comunque miscelati al doom metal e può ricordare alcune cose dei migliori Cathedral, grazie anche ad una foga esecutiva decisamente superiore alla media del genere. 'Lswd' è la traccia più lunga e variegata, che nella prima parte è maggiormente vivace e vicina agli ultimi Thunderstorm, mentre nella seconda parte la band si diverte a riproporre suoni maggiormente dilatati e quasi psichedelici, in un richiamo agli anni settanta davvero gustoso. In chiusura troviamo la title track, che parte con un riffing pesante e ancora debitore del lavoro di Gary Jennings. Anche i cori sguaiati contribuiscono alla buona riuscita della traccia. La capacità dei ragazzi di andare a recuperare sonorità di trenta e più anni fa senza per questo rifugiarsi nello stoner è notevole ed è proprio questo uno dei punti di forza del lavoro. La prova dei singoli è molto buona: Sergio è dotato di una voce ed una timbrica particolari che gli permette di essere decisamente personale (anche se ogni tanto qualche 'lirismo' alla Messiah Marcolin è inevitabile); Giuseppe offre una prova concreta dietro le pelli, ottimamente supportato dal basso di Nico che ogni tanto tenta anche qualche solismo. Stefano alla sei corde è ispiratissimo e, pur non essendo particolarmente originale, riesce a trovare soluzioni non scontate e abbastanza differenti tra loro. Insomma, grandissimo demo, peccato che contenga solo quattro brani effettivi. Ora sarebbe sacrosanto un contratto discografico di modo che anche i Sesta Marconi abbiano la possibilità di esprimersi al cospetto di un pubblico più ampio.
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..HOLY HOUR di Alessandro Nespoli
(www.theholyhour.it/sestamarconipage.htm)


La scena doom del centro Italia può vantare un degno alfiere nei Sesta Marconi, un quartetto decisamente affiatato e granitico dal sound pieno, corposo e particolarmente orecchiabile. Le composizioni risultano piacevolmente acerbe nella loro apparente linearità, nonostante dei momenti di grande ricercatezza stilistica ed è proprio questo il punto di forza del gruppo; supportati da una registrazione equilibrata e gonfia i Sesta Marconi ci regalano un prodotto davvero emozionante, basato su un riffage monolitico e implacabile: un vero e proprio macigno di granito.....
I quattro brani proposti (escluso l'intro radiofonico) sono dei piccoli gioielli, ci si muove infatti fra le trame molto candlemassiane e sabbathiane di In Gloom ai riffs implacabili di Skeletons Party sino alle sonorità oniriche e surreali della title track Ritual Kamasutra Kitsch. Una vera tempesta di sound funerari, catatonici uniti ad un'attitudine di matrice anni settanta unitamente alle tendenze più recenti del doom: Voodooshock in primis.....
In conclusione, a buon intenditor poche parole e molta musica. Vi consiglio caldamente di procurarvi questo prodotto, a mio avviso, uno dei migliori realizzati negli ultimi anni, per freschezza, onestà e devozione ad un genere che troppo spesso paga ingiustamente il suo carattere solitario e oscuro col disprezzo e l'ilarità di un pubblico non ancora, adeguatamente educato o educato male. Ascoltateli....