mi sento ormai svanito mentre nuoto
nel suono del mio mondo di cartoni
rapito in una bolla detro il vuoto
sull'onda che trasmette le illusioni
nel liquido del tempo che risale
galleggio molle con la testa nuda
per divorare il pasto digitale
dell'anima tradotta in carne cruda
bramata con la lingua che si lega
pel brodo che aspro goccia dal visore
brillando sopra il vetro come traccia
delle emozioni di un campionatore
ma quando assaggio il gusto alla frequenza
un tonfo sordo spezza l'armonia
e un tuffo a capofitto nel mio petto
rigonfia in vasti cerchi una magia
mi chino sulla macchina e il bagliore
vivissimo riscalda la mia mente
sulla sequenza naviga il ricordo
del succo delizioso del tuo ventre.