Evaporato in una nuvola rossa in una delle molte feritoie della notte
Domenica 11 Gennaio 2009 ore 17.00
Spilamberto (Mo)
Vicolo “Fabrizio De Andrè”
Se passeggiate per il centro storico di Spilamberto e vi avvicinate alla Rocca, sulla vostra sinistra trovate una via in ciottolato, intorno alla quale, in oltre un quarto di secolo, è cresciuta una generazione di uomini e donne che ha fatto della cultura il centro della propria azione e realizza ogni anno il “Mercatino di Via Obici” fucina di idee, arte, ironia, convivenza che non ha eguali sul nostro territorio.
A metà della via, un piccolo vicolo si inerpica tra le case, ricavando spazio tra le pareti, le porte, i vasi in una babele contemporanea di storie e nazionalità, un carruggio genovese in piena padania: è Vicolo Fabrizio De Andrè.
Nel decennale della morte del cantautore genovese, la tentazione di realizzare un ritrovo di appassionati e vedovi della lungimiranza poetica delle sue canzoni era tanta, l’unica resistenza, presto vinta, era quella che il concerto si sarebbe realizzato all’aperto l’11 Gennaio.
Ed è così che l’Associazione Culturale Friction e il Mercatino di Via Obici hanno dato vita all’appuntamento apparentemente meno appetibile del panorama di proposte artistiche per il decennale della morte di Fabrizio De Andrè.
A renderla ancora meno appetibile poi, ci hanno pensato i due – quattro gradi sotto zero che dal giorno prima hanno ghiacciato la terra emiliana, ma imperturbabili, gli spilambertesi non hanno perso l’occasione di insistere.
Gli altri avevano i teatri più belli, gli ospiti più importanti, gli uffici stampa più attivi: a Spilamberto rimaneva solo la passione.
Quella che ha visto salire sul palco Luca e Carlo che con le dita e le corde vocali gelate hanno fatto vibrare di emozione i presenti grazie a una “Dolcenera” che ci ha resi orgogliosi di tutta la fredda fatica fatta fino a quel momento, quella di Padre Gutierrez e la sua esibizione intima e ironica sotto il portico, quella che ha fatto ballare Elisa a tre gradi sotto zero, quella rabbiosa dei montani Comedi Club, quella rock dei Linfa entrambi interpreti di due cover che ci raccontano che quando la musica si esprime al meglio può attraversare qualsiasi genere, qualsiasi generazione.
Ma se non fosse bastato a scaldarci è stata la passione di tutti coloro che hanno avvitato una lampadina, spostato una trave, allestito la via, arredato il palco, preparato cibi e bevande e quella di tutti coloro che ci hanno deliziati con torte, caffè, the che provenivano dalle loro case e che sono stati serviti ai presenti.
Ah dimenticavo, i presenti.
Centinaia di persone che hanno unito il vapore che usciva dalle loro bocche, applaudendo con spessi guanti che attutivano il battito, bevendo e brindando, in una parola ritrovandosi in nome del più grande cantore nato sul suolo italico.
Un omaggio sincero a Fabrizio De Andrè.
LAnd (Agosto 2009)