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Andrea Carlo Cappi, thriller writer

Andrea Carlo Cappi


Last Updated: 12/17/2009

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Gender: Male
Status: Swinger
Age: 45
Sign: Virgo

City: Milano
State: MILANO
Country: IT
Signup Date: 12/17/2006
Tuesday, November 03, 2009 
Salve a tutti e bentornati a XW (Extreme Writing-Scrittura senza rete). Per chi si fosse perso le puntate precedenti, che potete ritrovare nel mio blog, sotto questo titolo appaiono i racconti brevi o brevissimi che, nell'arco di una decina d'anni, ho improvvisato in pubblico durante lezioni di scrittura o eventi letterari. Quello che vi propongo oggi, scritto come sempre nel volgere di pochi minuti senza sapere prima che cosa avrebbe raccontato la storia, è tuttavia un caso particolare.
Anni fa la scrittrice Isabella Rinaldi voleva curare un'antologia di autori vari – me compreso – i cui racconti cominciassero tutti con le parole ***La sigaretta***; un precedente tentativo di farmene scrivere uno dal vivo con reiterate interazioni del pubblico – la tecnica dei racconti che vi ho già proposto – aveva dato un risultato piuttosto sconnesso (prima o poi metterò online anche quello, quando lo trovo); sicché la sera del 23 marzo 2004, al termine di una mia esibizione organizzata proprio da lei all'Agape Caffè di Milano, ho deciso di improvvisare un racconto basandomi esclusivamente sul suo incipit – senza altri interventi – e consegnarglielo. Poiché non mi risulta che l'antologia sia stata portata a termine e sono passati cinque anni, penso sia giunto il momento di renderlo pubblico.

IL FUMO UCCIDE
Racconto dal vivo di Andrea Carlo Cappi

***La sigaretta*** è un diritto, perdio. La si garantisce anche a un fottuto condannato a morte. E se loro dicono che, in quanto fumatore, sono già condannato a morte, a maggior ragione non mi dovrebbero rompere le palle.
Il primo che ha fatto traboccare il vaso è stato quel coglione di un cameriere della pizzeria di Napoli. Pizzeria sul mare. Lo hanno ripescato qualche giorno dopo, hanno pensato a un regolamento di conti. Si vede che anche nei distretti di polizia hanno messo il divieto di fumo. In mancanza di altro, si sono fumati il cervello.
La seconda è stata quella vecchietta nel locale di via Washington, a Milano. Sono stato molto gentile con lei. Ho spento la sigaretta, l’ho persino accompagnata fuori ad attraversare la strada. Molto larga. Con molto traffico.
Il terzo è stato quel deficiente al mercatino dell’antiquariato all'aperto, sui navigli. Quello che si è lamentato perché il fumo della mia sigaretta gli dava fastidio mentre esaminava una cassapanca del XIX secolo. Ci sono passato l’altro ieri al mercatino, la cassapanca non l’hanno ancora venduta. Sarà che emana un cattivo odore.
Al quarto ho messo dell’arsenico nel caffè. Perché chi fuma avvelena anche te.
La sigaretta è un piacere, perdio. Non potete costringere un povero disgraziato di fumatore a sentirsi in colpa tutte le volte che ne accende una, con i vostri sguardi obliqui.
Non mi potete rompere i coglioni ogni volta che compro un pacchetto, con le scritte sul cancro, sulle donne incinte eccetera, perché non si vede nemmeno più la marca. Vai dal tabaccaio e che gli chiedi? Mi dia due “nuoce gravemente alla salute”?
Non mi potete togliere uno dei pochi piaceri che mi sono rimasti nella porca vita.
Anche tu, potevi stare zitto, invece di rompermi le palle al cesso dell’Agape Caffè. Ero lì per i cazzi miei e tu ti sei lamentato perché la puzza di sigaretta copriva il profumo del deodorante WC alla fragola. Potevi stare zitto.
Su una cosa avete ragione, voi antifumatori del cazzo.
Il fumo uccide.
Lo riconosci l’odore della benzina? Prende fuoco anche con un mozzicone. Perché sprecare una sigaretta intera?
È vero, il fumo uccide.
Tu sei il numero 243.

©Andrea Carlo Cappi 2009