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vanni santoni

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Last Updated: 11/17/2009

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Wednesday, November 04, 2009 
Una delle ragioni principali per cui tengo il MySpace è ricevere commenti diretti dei lettori. Ieri ho ricevuto questo di PattyPrue che volentieri, su sua autorizzazione, pubblico.

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Un inizio sottotono il mio, per la difficoltà di entrare in sintonia con dei personaggi così diversi, in apparenza, da me, dalla mia adolescenza, dalle mie esperienze.
Il tuo stile - dopo la lettura del manifesto di Iacopo e dei primi paragrafi -   mi aveva fatto ripensare al Brizzi di “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, ma, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, ho compreso che il tuo romanzo andava in una direzione del tutto diversa, sia per lo stile che per la storia in sé.
E devo dirti che sono arrivata all’ultima pagina traboccante di entusiasmo per la tua, decisamente riuscita, prova letteraria. Mi è addirittura presa un po’ di malinconia, quella malinconia che sorge quando ci si affeziona ai personaggi di un libro, così ben descritti da sembrare reali. Da sembrare vecchi amici alle cui avventure si è partecipato attivamente o da semplici spettatori.
Il tuo stile mi piace molto. Utilizzi spesso il gergo giovanile anche al di fuori dei dialoghi, ma senza appesantire il racconto: il tuo modo di scrivere, pur essendo tutt’altro che classico, trasmette una grande capacità di gestire la parola scritta con competenza e buon gusto. Non è il semplice parlar comune dei giovani. Dietro secondo me c’è un ottimo lavoro di  revisione, limatura e creatività che riesce a fondere il modo di comunicare della nostra generazione ad un’ottima capacità di scrittura e ad una struttura (sia a livello di testo che di racconto) decisamente notevole.
Mi è piaciuta molto la tua scelta di partire dal presente di Iacopo, per poi tornare indietro di dieci anni, flash back dopo flash back, ripercorrendo gli avvenimenti più salienti di quel decennio, e lasciando trasparire, dietro alla leggerezza di questo gruppo di amici e delle loro esperienze allucinogene, le domande, i pensieri, i problemi di un’intera generazione, per poi tornare al presente, e alla malinconia che vi regna. E’ proprio la malinconia che pervade Iacopo, il Malpa, il Dimpe e gli altri, man mano che si accorgono che il gruppo si sta sciogliendo e che ciò che avevano in comune era ben poco. Pur essendo solo tratteggiata tra le parole dette e non dette dei personaggi e forse mai dichiarata esplicitamente, questa malinconia ti si attacca addosso come fosse tua, ed è una bella sensazione, da lettore, sentirsi coinvolti e spinti a ripensare all’esperienza vissuta in prima persona, quando, all’età dei protagonisti, ci si è resi conto che si stava crescendo, e che quello che univa il gruppo non bastava più.
Sulle droghe, argomento da te raccontato con tale dovizia di particolari,  non viene mai dato un giudizio vero e proprio, se non quello dei protagonisti, che distinguono tra il loro uso-abuso e quello dei drogati veri, quelli che si fanno anche di eroina. Ma, tra le righe, nel dipanarsi del racconto, si scorge piano piano la realtà di un mondo dove questi interessi in comune creano solo disagio, problemi, mancanza di contatto con la vita reale. Ma lo si intuisce nell’evolversi delle situazioni, senza che nessuno dica mai nulla, senza che l’argomento venga direttamente tirato in ballo.
Mi sono chiesta se questa finale percezione negativa delle esperienze allucinogene dei personaggi derivasse dalla mia sensibilità e dalle mie esperienze personali o fosse da te voluta.
Sono più propensa per la seconda ipotesi, ma il dubbio un po’ rimane.
Ho recuperato su internet anche “Personaggi Precari”, e l’ho iniziato qualche giorno fa.
Devo dire che lo trovo decisamente originale  dal punto di vista narrativo – l’idea di queste macchiette che si offrono per qualsiasi necessità letteraria, è davvero geniale - e sempre ben scritto: i personaggi sono tratteggiati talvolta anche solo con poche parole, ma l’effetto è molto forte, in quanto riesci sempre a cogliere quel qualcosa che dice tutto e che, nello stesso tempo, ci lascia immaginare il resto. Sono personaggi creati da te, ma che lasciano la possibilità alla nostra fantasia di crearvi attorno la storia che noi stessi vi scorgiamo.

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Gianluca Liguori
gianluca liguori

 
Ci sono delle percezioni del lettore che tornano, tornano, tornano ;)

 
Posted by Gianluca Liguori on Wednesday, November 04, 2009 - 7:34 PM
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Datura from Florence

 
top...!
 
Posted by Datura from Florence on Wednesday, November 04, 2009 - 7:34 PM
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Maurizio Gori

 
Io penso che se questo libro fosse stato baciato da un pò più marketing avrebbe fatto il botto....
 
Posted by Maurizio Gori on Monday, November 09, 2009 - 9:57 PM
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