La TelesCriMente
Sono vari giorni che sono particolarmente ispirata.
Il mio già di per sé convulso bioritmo letterariofilo, ha subito un'ulteriore impennata.
Leggo&scrivo bulimicamente, senza vomitare, e mi fa piacere; nonostante la quasi totale assenza di sonno, mi stia facendo assomigliare, vieppiù, affetta da progerìa.
Sono sempre stata una persona sincera ai limiti dell'incredibile, talmente tanto che quando manifesto i miei pensieri privi di filtri, le persone (specie quelle che mi conoscono poco&male), tendono a ritenere impensabile non solo la forma in cui tali cogitazioni sono esposte; ma anche la sostanza di cui sono composte, viene spesso&volentieri attribuita alla mia fervida fantasia.
Ma non è così.
Mi sento come Cassandra.
Spesso evito ai miei pensieri di uscire, in senso assoluto: cerco di modulare persino il respiro, in maniera da non lasciar trasparire quello che penso, per evitare… per evitare.
Tali tentativi risultano, tuttavia, patetici&fallimentari.
Ma 3 giorni fa qualcosa si è rotto.
Dev'esserci tipo un elastico, una molla, che regge i filtri mentali, e li tiene al loro posto.
Il mio s'è rotto. Così. All'improvviso.
-Sstlack!- dal mesencefalo, dritto dritto sul cervelletto, facendomi finire all'indietro per terra, come quando cadevo sui pattini a rotelle.
Male. Al culo. Tanto.
Ma l'inquietudine mi ha coperta non appena rialzata la testa, nel tentativo di riacquistare la posizione eretta, ho scoperto l'armadio della mia stanza coperto di scritte, tipo writers-metropolitani, a spray rosso:
- AAarrh!Porcaputtanazzaladraaa! Cchemmaleee! Mortaccistracci!...Merda.- … esattamente quello che avevo SOLO pensato.
Evidentemente il culo e la testa non sono poi così scollegati come si tende a credere. La botta dev'essersi ripercossa in modo anomalo.
Mi tiro giù le braghe e mi piazzo davanti allo specchio.
-…mmm…tutto bene…mi verrà solo un livido…anvedi però che bel culo che c'ho…-
In caratteri similceltici. Ce l'avevo tatuato sul deretano!!!
A questo punto l'inquietudine comincia ad insaporirsi di timore.
Afferro le sigarette, ma… al posto della scritta di routine -Il fumo uccide- io ci vedo -Mo' mi rilasso e mi passa tutto-.
Il pacchetto di Pall Mall mi casca di mano come fosse un panetto di burro.
Vado in bagno con l'irremovibile intento di infilare la testa sotto l'acqua fredda e ricontattare la mia quasinormale realtà normale.
Alzo la testa fradicia e mi guardo allo specchio. Ma la mia immagine la vedo solo in secondo piano.
In primo, la scritta -Cazzo, c'ho la testa che scrive!- sembra guardare lei, me. Schernendomi.
Respiro. Mi viene da piangere. Rido.
Probabilmente ora ho PAURA, ma non ci penso e non voglio vederlo scritto. Quindi mi viene da ridere ancora più forte.
Non penso, canto. Canto, non penso e mi vesto.
Canticchio prendo la borsa ed esco.
Sono quasi fuori; sono quasi al sicuro (almeno credo); e invece sul pianerottolo del secondo piano incontro la condomineX: sorrido, e sfilando via vedo scritto -HOoNno!-, sulla sua busta della spesa.
Scappo via. Sono fuori, all'aria aperta. Ora devo solo trovare un prato non lontano, distendermici, rilassarmi, e aspettare che queste allucinazioni del cazzo la smettano di tormentarmi.
Ma non c'è verso.
-Mavaccagare!- su tutte le fiancate delle auto che mi sfilano davanti, tranne che su una rossa -Grazie!- tipo stencil, mentre si ferma lasciandomi attraversare sulle strisce.
Tengo a fatica lo sguardo sulla strada che scorre sotto i miei passi, ma mi lascio una scia di
-CheccazzosuccedeGrigioGrigioVetriLuccichìoUffaCheppalleCaldoDovevado…- di gessetto bianco, subito dietro, come un'auto che perde olio.
Mi arresto ratta come in un fermoimmagine.
-Devo fare di necessità virtù- penso e contemporaneamente affermo a voce alta.
Mi guardo intorno, ma della versione scritta del mio pensiero non v'è traccia.
-Evvai, cazzo! Ho capito!- …manco a dirlo, questo lo vedo scritto sull'albero a qualche metro da me: l'avevo solo pensato.
Sorrido trionfante.
E cammino bisbigliando tra me e me, come i matti o i vecchi che camminano bisbigliando tra loro e loro. Funziona: niente scritte.
Tranne qualcuna.
-Fiico!- metallizzaa sulla stecca di una biciclettina da cross, guidata da un bimbetto sui 5anni.
-Cazz…mi prude- …questa scritta l'ho trovata solo in serata, spogliandomi, prima della doccia.
-Vorrei partire- di pastelli a cera, su un manifesto pubblicitario illustrante le bellezze di un paese lontano.
-Merda, se mi manca!- ricamata su un paio di boxer neri.
PseudoSCrìsSiBrufolo di Saggezza
Se facessimo tutto ciò che siamo capaci di fare, rimarremmo letteralmente sbalorditi.