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Il lunedì sera è una delle serate della settimana più difficili da gestire se sei single, abiti a Milano, e non hai nemmeno un divano comodo dove poterti tranquillamente rincoglionire davanti alla televisione. Io purtroppo, o per fortuna, corrispondo esattamente a questo tipo di profilo e se ci aggiungiamo il fatto che sono anche piuttosto pigro e privo di fantasia, posso tranquillamente ammettere che aver trovato rifugio in un Pub irlandese in centro città, per svoltare ogni mio lunedì sera di fronte ad una buona guinness, ovattato dalla routine, è tutto grasso che cola.
Il fatto che decida di utilizzarlo come scenario per quello che potrebbe essere definito il primo appuntamento con una giovane e attraente donna, forse non è esattamente quella che può essere definita una mossa di classe, ma tantè…in amore, meglio essere onesti fin da subito. L'inter aveva appena pareggiato fuori casa con la juve e per reagire allo sconforto invio a Sara un sms con su scritto: "ti va se ci vediamo domani sera? Potrei portarti in un posto che puzza di urina…" "adoro l'urina!" mi risponde lei in meno di un minuto. Mi ero già innamorato.
Sara era esattamente il tipo di ragazza che avrei voluto avere di fianco per il resto della mia vita; carina, intelligente, simpatica, interessante, appassionata di recitazione e teatro, una di quelle ragazze che ti fanno sentire bene, che ridono alle tue battute e, per non metterti a disagio, fanno addirittura finta di non accorgersi che ogni tanto, mentre ti stanno parlando, tu butti l'occhio al televisore del pub che sta trasmettendo una partita di seconda divisione inglese, il cui interesse è pari a quello di una lezione di trigonometria per un branco di scimmie.
Insomma una donna da sposare. La serata stava filando liscia, tra una chiacchera e l'altra, lasciando anche presagire un finale col botto, quando vicino al nostro tavolo si siede un ragazzo sulla trentina che tiene al guinzaglio un cucciolo di Boxer color miele di nome Yux.
Ecco. Qui, è esattamente dove ho smesso di esistere.
Il mondo di Sara ormai orbitava completamente intorno al cucciolo bavoso, o eventualmente al suo padrone, relegandomi soltanto ad ultimo satellite di una costellazione lontanissima.
"chebellocheseiiii…. Cometichiamicucciolino… machezamponegrandichehaiiii…che cariiino!" al cane.
"quanti anni ha? Lo tieni in appartamento? Lo porti sempre con te? Che cariiiino!" al padrone.
Dopo mezz'ora di monopolio assoluto, il cane decide che era arrivato il momento di andarsene, portandosi via fortunatamente anche il padrone, e mentre esco dalla mia apnea forzata per tentare di riprendere il discorso da dove eravamo stati interrotti, Sara mi dice che il tempo è volato, si è fatto tardi, e chiede se potevo riportarla a casa.
L'ultima mezz'ora a mia disposizione, quella che notoriamente rappresenta la sottile linea di confine tra l'olimpo della vittoria e il baratro della sconfitta mi è stata rubata da un ragazzo generico che mi ha sconfitto a colpi di cucciolo di cane.
Quella sera, prima di addormentarmi, ho pensato lungamente a quello che mi era capitato, a come un cane aveva sbaragliato la mia concorrenza di fronte ad una donna, e sono arrivato ad una conclusione: i cani non sono più quelli di una volta.
Mi ero reso conto che in città, da un po' di tempo a questa parte, i cani stavano cambiando le loro abitudini: non si accontentavano più di uscire di casa a fare pipì al mattino e dopo i pasti, ma avevano iniziato a frequentare la night life, la movida, i posti alla moda, li incontravi nei locali la sera, si vestivano meglio, erano più curati, pettinati, profumati e avevano accompagnatori più giovani e belli. Ciò a cui non avevo mai pensato, era che non fosse una loro scelta.
I cani vengono strumentalizzati dai loro padroni che li sfruttano a proprio vantaggio con le donne, utilizzandoli come appendice di loro stessi.
D'altronde il diabolico piano di un ragazzo "cane-munito" era facilmente intuibile.
E' evidente come per ognuno di noi, nell'era di internet, il desktop di un computer sia nient'altro che la rappresentazione moderna del famoso cassetto dove riporre i propri sogni. Sbirciando sul salvaschermo del tuo collega di lavoro puoi capire in un attimo tutto ciò che lui desidera: macchine, donne, spiagge lontane, il suo calciatore preferito che fa gol in rovesciata. Sta tutto là. Pixel dopo pixel.
Ora , quali sono i soggetti statisticamente più presenti sui desktop dei computer di una donna italiana media?
1) foto di George Clooney che passeggiainsieme a Brad Pitt, tratta dal film "Ocean's eleven".
2) foto di neonati, pettinati come dei dementi o con degli occhialoni di plastica fuxia appoggiati sul naso
3) cani, cani, cani e ancora cani! Di tutte le razze o dimensioni, da soli o in cucciolata, belli o brutti, sempre cani.
Partendo da questa ricerca di mercato, l'uomo, sa che carte deve giocarsi per avere successo con il gentil sesso.
Considerando che presentarsi in un locale con al guinzaglio Brad Pitt, non è esattamente una cosa semplice, e che se stai utilizzando un bebè ed è tuo, vuol dire che hai già fatto abbastanza danni, e se non lo è, rischi dai dieci ai trent'anni per rapimento, la scelta cade inevitabilmente sul pulcioso amico dell'uomo.
Lo prendi, lo curi, ti ci affezioni, gli dai un bel nome, e cerchi di renderlo il più simile possibile a te, o peggio, speri che lui sopperisca alle tue mancanze tentando di creareti una nuova immagine a quattro zampe. Non sai approcciare una donna? Ti prendi un bastardino, simpatico e dolce. Vuoi essere temuto quando cammini per la strada, perché tu da solo non spaventeresti nemmeo un bambino? Ti prendi un pittbull. Vuoi far colpo sulle fashion victim tutte griffate? Ti prendi un pincher o un carlino. Ogni cane corrisponde ad un preciso clichè e ogni padrone, portandolo a spasso con apparente noncuranza, invia un preciso messaggio.
I cani sono i fiori del 2000.
Da buon empirico, decido che la mattina successiva avrei portato avanti questo mio "studio" sulla struttura del triangolo uomo/cane/donna, sperimentando di persona i suoi sottili equilibri e le possibili conclusioni. Decido che me ne andrò in giro tutto il giorno, interagendo con il popolo femminile, cercando di capire quanto il mio cane possa essere un doping emotivo importante per conquistare una donna e che genere di donna possa attrarre.
Il primo ostacolo sul mio percorso, è che io non ho un cane. Potrei farmene prestare uno da un amico per un paio di giorni, ma non sarebbe la stessa cosa. Il cane deve somigliarti, altrimenti non vale. Sarebbe come provare a prendere l'aereo con la carta d'identità di un altro. La gente se ne accorge. Per un istante considero l'ipotesi di prendere un cane tutto per me, di estendere il mio nucleo familiare, fin'ora unicellulare, ad un batuffolino di pelo da accudire amorevolmente, ma poi capisco che mi stavo lasciando prendere la mano e calcolando che il mio esperimento dovrebbe durare non più di 48 ore, l'idea di un cane ad orologeria non mi sembra responsabile.
La soluzione migliore è usare il cane dei miei, che appunto, essendo cresciuto con i miei genitori, dovrebbe avere qualcosa a che fare con me.
Si chiama Ninja, è una femmina di jackrussel e abita a Tortona in provincia di Alessandria a 60 km da Milano.
Ho passato il week end in giro con lei.