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Audiosonica - Italia



Last Updated: 10/18/2008

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Saturday, February 03, 2007 
Palco del Concerto del Primo Maggio 2000 a Tor Vergata

Si parlerà di musica ma in un modo un po' diverso dal solito. Si parlera di quella che nei paesi di lingua anglosassone viene chiamata col nome altisonante di Audio Engineering e che in Italia risponde al poco generoso appellativo di Fonica. Insomma comunque la vogliate chiamare, questa disciplina si occupa di tutta la tecnologia che viene messa a servizio della musica.

Il punto di partenza è sempre la sorgente sonora. Questa può essere sia di tipo acustico, come ad esempio il suono di una bella chitarra acustica, che elettrico generato ad esempio da una batteria elettronica. Nel caso di un evento acustico abbiamo bisogno di un trasduttore che converta il segnale acustico in uno elettrico in modo poi da poterlo manipolare in mille modi come vedremo mano mano che andiamo avanti in questo corso. Il nostro trasduttore si chiama microfono. Con il suo prezioso aiuto riusciremo a catturare il suono e a plasmarlo come una nostra scultura, vedrete, vedrete...

Una volta che abbiamo un segnale elettrico lo possiamo far passare all'interno di un Mixer. Questo è il vero centro di comando della nostra astronave, con le mani lì sopra possiamo volare dovunque. Il ponte di comando... pardon, il Mixer è collegato ad un registratore (che il più delle volte sarà digitale). Più piste abbiamo più ci scateniamo ma a volte si fa di necessità virtù e vedremo come tirare fuori il massimo dalle poche tracce che abbiamo a disposizione. La prima fase del nostro lavoro sarà la registrazione. La nostra massima preoccupazione in questa fase sarà quella di far arrivare al registratore il suono il più pulito possible, il più fedele al suono originale. Questo concetto del suono originale vi sembra di immediata comprensione ora? Vedrete alla fine come diventerà un concetto completamente utopistico, ma si potranno fare lo stesso buone cose.

La seconda fase del nostro lavoro è quella del missaggio. Qui la creatività esplode per mettere insieme tutto quello che abbiamo registrato. Stavolta lavoreremo su ogni suono per plasmarlo come noi lo vogliamo, potremo utilizzare compressori, riverberi, equalizzatori e mille altre diavolerie, oppure potremo scegliere di usare meno effetti possibile e ci troveremo a creare un suono così naturale che sembrerà di vedere gli strumenti che suonano da soli lì davanti a noi. Con un computerino saremo in grado di collegare il Mixer, qualche tastiera, una batteria elettronica, un campionatore, un... insomma tutto quello che abbiamo a disposizione. E poi faremo suonare tutto insieme comandato via MIDI e, come apprendisti stregoni staremo lì a goderci lo spettacolo mentre mille lucine balleranno per noi, e perfettamente al tempo della nostra musica.

Alla fine, dopo aver fatto un po' di operazioni di Editing digitale per levare via le imperfezioni passeremo alla fase finale: la Masterizzazione. Sarà qui che useremo gli effetti più costosi e sofisticati per far si che il nostro mix suoni come un solo corpo e abbia una sola anima.

Se avrete la pazienza di starmi a sentire, io vi racconterò come si fanno tutte queste cose meglio che posso. Il mio intento, ve lo confesso, è di farvi innamorare di questa materia, come ci sono amanti della poesia, amanti del cinema e del buon vino.

Marco Sacco